racconti e
diari di viaggio, foto, suggerimenti e idee
di Alessandra e
Marco
Egitto 2007 - diario
di viaggio 2 - 11 febbraio
di
Daniela Cesca
Protagonisti
Daniela di Revine Lago (Tv), Elena di Jesolo (Ve),
Rita, Loredana e Paolo di
Tarzo (TV), Lino e Giuliano di Treviso, Antonia e Gabriella di Napoli,
Marzia di Cison (TV), Cecilia di Vittorio Veneto
E’
la mia terza partenza per l’Egitto. La prima nel 1996 quando ancora si viveva il
fascino e l’atmosfera magica dei siti, la seconda volta nel 2003 con grande
delusione di vedere trasformati i luoghi da visitare, per la comodità del
turista,quasi un parco dei divertimenti, questa terza partenza è la
realizzazione di un sogno, visitare anche quella parte dell’Egitto sconosciuta
ai più, quella che le agenzie non propongono e la meta agognata più di tutto
sarà ABYDOS.
Siamo in quattordici, tra noi Paolo Renier amico, fotografo e autore di una
mostra fotografica su Abydos (www.studiorenierpaolo.it)
le cui conoscenze “altolocate” ci hanno permesso l’attuazione del viaggio, e Ezz
Salem egittologo nativo di Abydos. Primo giorno: si parte da Roma dopo essere arrivati con l’Eurostar da
Venezia, l’agitazione e la curiosità sono tante, del viaggio infatti sappiamo
solo a grandi linee come si svolgerà, non ci sono programmi e orari fissi, tutto
si baserà sulla nostra curiosità e sulla nostra resistenza fisica visto che
anche sulla carta si dimostra “tosto”.
Arrivo al Cairo in serata e dopo le più o meno confuse pratiche doganali e
ritiro bagagli, usciti dall’aeroporto incontriamo per la prima volta Ezz.
Veniamo “caricati” e stipati insieme ai nostri bagagli dentro un pulmino che
sarà il nostro mezzo di trasporto per una parte del viaggio, attraversato il
Cairo arriviamo all’Hotel. Incontro e vado a cena con Adel Aziz altro
egittologo-guida conosciuto nel primo viaggio, rincontrato nel secondo e col
quale ho mantenuto sempre contatti via mail. E’ bello trovare un amico in terra
straniera! Secondo giorno: sveglia presto, rifatti i bagagli si parte per
la visita delle Piramidi, è necessario arrivare presto perché i biglietti per
l’entrata sono ogni giorno solo un certo numero e non molti. Piramide di Cheope.
Non so se entrare o no…mi impressiona il cunicolo davanti a me.. ma come gli
altri mi faccio coraggio e affronto prima la discesa e poi la lunga salita per
raggiungere la sala del sarcofago. Siamo i primi e per il momento i soli,
restiamo per un attimo in religioso silenzio prima di raggiungere sudando
l’uscita ostacolati dalla risalita di vocianti giapponesi! Giro d’obbligo nella
spianata dietro alle Piramidi per le foto di rito…c’è chi è per la prima volta
in Egitto e quindi ha voglia di immortalarsi nelle immagini classiche che da
sempre conosciamo dai libri e dai documentari. Partiamo alla volta della Sfinge
e del Tempio della Valle. Anche se è la terza volta, rimango affascinata da
questi meravigliosi scorci e ascolto finalmente anche qualcosa di “nuovo” vista
la preparazione di Ezz. Si riparte, meta Saqqara, Piramide a gradoni di Zoser e
visita al nuovo Museo, piccolo ma curato e degno di una vista. Tomba mastaba di
Ti e Mastaba di Ptah-Hotep sono le altre cose viste in questo sito, spiegate da
un Egittologo…sono tutta un’altra cosa!!
E si riparte, affamati e stanchi….acquistiamo lungo la strada arance, banane e
fragranti gallette al sesamo nonché acqua, anche se non fa certamente caldo! La
prossima meta la Piana di Dahsur e la visita delle Piramidi di Snefru, la
Piramide Romboidale con la sua facciata ancora ricoperta di lastre bianche e la
meravigliosa Piramide Rossa… (entrare assolutamente.. ne vale la pena!) già qui
cominciamo a essere un po’ fuori dai classici percorsi! Finalmente abbiamo il
“permesso” di mangiare i nostri cestini da viaggio che ci seguivano fin dal
mattino. Fame è dire poco….e i pomodorini e cetrioli sconditi…sono
buonissimi!!!!
Ci aspetta un lungo viaggio per raggiungere El Minia, vediamo dal finestrino un
Egitto sconosciuto, paesini modesti, mercatini locali, gente seduta per terra e
piano piano cala la sera. Sfiniti arriviamo in albergo (??? ) e affamati
assaltiamo il buffet stranamente degno di nota. Sarà la fame?...no, il cibo è
proprio buono. Terzo giorno: si caricano i nuovi cestini del pranzo sul pulmino, ci
attende la scorta armata che ci accompagnerà per il resto del viaggio e più o
meno insonnoliti ci accalchiamo in macchina. Si parte, il percorso è lungo il
Nilo o vicino ai suoi rami.. il passaggio del pulmino nei vari villaggi provoca
saluti e curiosità da parte della gente, non credo siano abituati a vedere
stranieri! Prima sosta a Khmunu, ribattezzata HERMOPOLI dai successivi
dominatori greci. Appena si imbocca la strada d’accesso all’antica città si
rimane a bocca aperta di fronte a due immense statue di Thot, dall’aspetto di
babbuino. Adesso qui c’è un piccolo museo all’aria aperta. La gente dal
villaggio viene curiosa a …vedere noi che costituiamo per loro una grande
attrazione. Oltre ci sono gli imponenti resti di diversi templi tra cui uno
greco dedicato ad Hermes e un altro dedicato a Thot fatto erigere da Sethi I.
Oltre si possono ammirare delle belle colonne greche che costituivano un’agorà.
Si riparte e la nostra scorta…buca una ruota! Mentre indaffarati la stanno
cambiando, ne approfittiamo per scendere e fare fotografie.. misere casupole
sorgono lungo un corso d’acqua e in pochi minuti, richiamati dalle grida si
raggruppa un variopinto gruppo di persone che ci salutano, bimbi per mano e in
braccio che ci fanno grandi sorrisi…passano sulla strada cammelli carichi di
foglie di palme…tutti ci guardano curiosi! Si riparte e improvvisamente dopo
tanti chilometri in mezzo al verde e a una campagna coltivata e rigogliosa, dopo
una curva appare improvviso il deserto sabbioso. La macchina della scorta corre
veloce, noi rallentiamo perché il pulmino slitta sulla sabbia portata dal vento
sull’asfalto. Ci fermiamo per ammirare dopo una lunga camminata e la salita di
una scalinata invasa dalla sabbia, una parete rocciosa ricoperta di immagini e
geroglifici che rappresenta uno dei confini del territorio occupato da Amenophis
IV ribattezzatosi AKHENATON il Faraone eretico.
Arriviamo finalmente a TUNA EL GEBEL. Dall’ingresso, dove si trova un punto di
ristoro, si deve proseguire a piedi nel deserto, perché i veicoli rischiano di
sprofondare nella sabbia rimanendo inesorabilmente insabbiati. La più importante
tomba del complesso è quella di Petosiride, sacerdotessa di Thot, e la tomba di
Isadora i cui resti mortali sono esposti in una struttura di vetro. Visitiamo
inoltre lunghissime gallerie sotterranee dove sono raccolte le mummie di uccelli
sacri, babbuini e un’infinità di vasi….che impressione camminare lungo questi
cunicoli! Dopo il nostro solito frugale pasto.. si riparte cambiando più volte
la scorta… a volte abbiamo due jeep, una davanti e una dietro…il deserto di
sabbia si trasforma e diventa roccioso, alte pareti intorno a noi….e la strada
non finisce più…poi finalmente EL- Baliana e la deviazione per Abydos, la strada
si snoda per 14 Km verso il deserto occidentale Ci accoglie la facciata del
tempio di Sethi I, proprio di fronte al nostro alloggio (l’unico in tutta la
cittadina ), è la casa di Horus , diciamo che è un B&B egiziano. L’approccio
esterno è scioccante, una scala stretta e sporca che ci porta al secondo e al
terzo piano della palazzina…i commenti non mancano…fortunatamente l’interno si
rivela decisamente meglio del previsto e qualcuno esclama…” ma è bellissimo!”..
addirittura moquette blu sul pavimento. L’accoglienza è calorosa e scopriamo ben
presto che anche il cibo che ci offriranno nei prossimi tre giorni è delizioso
(basta non fare troppe indagini su dove e come viene preparato!)
Viene offerta la possibilità a noi donne di andare dalla parrucchiera….. dove?
come? Si rivelerà l’avventura più divertente ed emozionante del viaggio.
Impossibile descriverla….sta di fatto che abbiamo trasformato in un attimo una
squallida stanza (e dire squallida è essere ottimisti!)..in una “discoteca”
impegnando gli abitanti, una coppia con 4 figli.. in danze del ventre e musica
da disco…con foto, caffè, tè e pop corn. Non dimenticherò mai quelle ore!.. e
credo nemmeno loro! Quarto giorno: sveglia non tanto presto.. per fortuna…siamo in strada in
attesa di Ezz…la cui puntualità è molto…egiziana!!! Si parte con tre
scassatissimi taxi, in ognuno una guardia armata oltre alla scorta. Ci
accompagna anche un responsabile dei beni archeologici del luogo. All’inizio la
cosa sconcertava un po’, fatta poi l’abitudine…è anche divertente.
Ci si dirige verso una delle parti più antiche di tutta la zona archeologica che
si chiama OMM el-Gabel che si trova dove la pianura alluvionale, ora desertica,
incontra ad ovest le montagne di calcare. Si suppone che questo sito sia stato
luogo di antichissime sepolture.
Gli scavi, ancora aperti, fanno risalire i reperti a circa il 3000a.C. Vi si
trovano un gran numero di vasi di terracotta, pezzi di ceramica e frammenti di
pietra con incisi cartigli o parti di essi. Che emozione! Da qui andiamo
scendendo verso nord, verso il sito di SCHUNET el-ZIBIB, caratterizzato da
un’enorme cinta muraria costruita con mattoni crudi alta circa 12 metri e larga
4, che delimita un’area molto estesa. Ancora non è chiaro a cosa servisse.
Visitiamo la tomba di OMM SETI…e qui sarebbe da aprire una parentesi… ma lascio
ad altra sede la spiegazione di chi è. Proseguendo si incontra il luogo
denominato Kom el-Sultan, ove si possono ritrovare le rovine del Tempio di
Osiride. I laghetti presenti a Kom el-Sultan, completano l’area del tempio in
questa zona archeologica accentuando il mistero del villaggio sepolto (El-Araba
el Madfouna, nome arabo di Abydos che significa “il villaggio sepolto”).
Al pomeriggio visita all’OSIREION, sepolto dalla sabbia, bagnato dalle acque,è e
rimane un mistero. Peccato che lo stato di degrado in cui l’abbiamo visto.. ci
abbia veramente scioccati. Un passaggio veloce attraverso il Tempio di Sethi I…e
finalmente dopo tanta cultura un po’ di relax.
Abbiamo portato magliette, penne, notes per i ragazzi del paese, nonché tre
coppe .. è stato quindi organizzato un torneo di calcio, noi gli ospiti
illustri….un momento di vera spensieratezza per noi e anche per loro. Alla sera
un tentativo di spettacolino fatto da una di noi che si esibisce, corredata
anche di vestito adatto, in una danza del ventre.. frutto di due anni di scuola
italiana. Non male! Quinto giorno: oggi visita del Tempio di Ramses II che ancora conserva
intatti colori magnifici sulle pareti nonostante questi siano esposti alla luce
del sole per il crollo del tetto. Grazie a queste testimonianze si può solo
immaginare la magnificenza e l’energia che questo tempio appena costruito poteva
trasmettere. Adesso finalmente entriamo nel Tempio di Seti I. La finezza e la
delicatezza dei bassorilievi di questo tempio sono raramente riscontrabili in
altri luoghi dell’Egitto. Non sono veramente in grado di esprimere la quantità e
la qualità delle mie emozioni. Posso solo dire che è un luogo meraviglioso,
carico di energia, rumoroso nel suo assoluto silenzio.
Bisogna andarci per capire. Nel pomeriggio finalmente qualche ora di riposo.
Alla sera, super scortati e anche con blocco della strada (12 militari tutti per
noi) ci ritroviamo a casa di Ezz con alcune personalità del luogo per discutere
e cercare di capire i “misteri” di questo sito archeologico. Sesto giorno: sveglia alle 4.30, con i taxi ci portiamo alla stazione di
El-Baliana, abbiamo prenotato il viaggio in treno fino a Luxor. E’ freddo…e il
treno ritarda di SOLE due ore…. quasi congelati sul marciapiede ci consoliamo
bevendo tè e ricordando quanto già fatto. Finalmente arriva e con grande
meraviglia è anche super bello (anche se non pulitissimo….siamo però in prima
classe!) arrivo a Luxor e subito, ritirati i bagagli con un pulmino andiamo a
Karnak. Pur avendolo già visto due volte, resto incantata da tanta
grandiosità…ma Ezz ci porta a fare un percorso…sconosciuto…dove nessuna guida ti
porta e quindi anche per me è tutta una novità! La sera poi visitiamo in un
tripudio di luci il Tempio di Luxor.. che avevo sempre visto di giorno. Una
meravigliosa foresta di colonne. Certo non mancano le emozioni! Siamo sfiniti! Settimo giorno: sveglia presto, attraversamento del Nilo con feluca.
Visita dei Colossi di Memnon, Medinet Habu e poi visita ad alcune tombe nella
Valle delle Regine, degli Artisti e finalmente nella Valle dei RE. Molto
discutibile per me la comodità di raggiungere il sito su trenini colorati tipo
luna-park, non hanno niente a che vedere con la sacralità e il misticismo del
posto. Non posso ricordare tutti i nomi delle tombe visitate ma so che non sono
quelle convenzionali che avevo visto in precedenza. Sono bellissime! Disturbano
NON POCO i vocianti e assillanti bambini che ti rincorrono ovunque. Guardiani
con improvvisati “specchi” fatti di stagnola illuminano l’interno delle tombe
per permetterci di ammirare in tutta la loro magnificenza i colori ancora
vividi. Poi, quasi trascinandoci per la stanchezza e finalmente il caldo,
visitiamo il RAMESSEUM. La scenografia è imponente, gli scorci ci fanno scattare
centinaia di foto, la stanchezza dimenticata. Rientro a ritirare i bagagli in
hotel perché stanotte la passeremo in treno (tutto un vagone letto prenotato per
noi…ci sarà da divertirsi!) Visto che ci restano un paio di ore, per non
dimenticare il nostro bisogno di “cultura” andiamo a visitare il museo di LUXOR,
decisamente meritevole di visita..
Tutti in treno, cena, scherzi e poi una breve notte in cuccetta.
Stavolta il treno arriva puntuale al Cairo….sono le 7.00 del mattino. Ottavo giorno: facce stravolte spuntano dagli scompartimenti, l’albergo
sarà disponibile solo dalla sera…quindi si visita la Moschea di MUHAMMAD ALI…..
anche se comincia ad essere difficile seguire le spiegazioni, poi MUSEO
EGIZIO…quattro ore tra le meraviglie del mondo egizio….Finalmente pranzo lungo
il Nilo….un attimo di riposo e poi non poteva mancare una capatina alla zona dei
negozietti per gli acquisti. Cena formale dei saluti la sera, sveglia prima
dell’alba per l’imbarco. Nell’attesa della partenza del treno a Roma, abbiamo
ancora un residuo di forze per fare una passeggiata!
Ora resta solo la voglia di ritornare in quei posti meravigliosi, tante foto e
tanti racconti. Da questa esperienza e da precedenti incontri è nato un gruppo
“AMICI DI ABYDOS” di cui ora faccio parte insieme a nomi insigni
Per informazioni…sono a disposizione.