racconti e
diari di viaggio, foto, suggerimenti e idee
di Alessandra e
Marco
Centroamerica 2005 -
diario di viaggio 30 giugno - 31 luglio
di Nicola. A
Protagonisti
Nicola e Valentina di
Rovigo
Itinerario
Guatemala:
Antigua - Lago di Atitlan - Chichicastenango - Uspantan - Coban - Flores -
Tikal - Rio Dulce - Livingston
Honduras: Tela - San Pedro Sula - Copan - Santa Rosa - Gracias - Comayagua
El Salvador: La Palma - Suchitoto - San Salvador - Playa Las Tunas
Nicaragua: Leon - Masaya - Granada - Rivas - Isla de Ometepe
Costarica: San Josè - Alajuela - Sarchì
GIOVEDI' 30 GIUGNO
2005
Alle 3 di notte, accompagnati da Luca e Stefania, inizia il nostro viaggio in
Centro America. Primo volo Bologna - Amsterdam. Attesa di 5 ore in aeroporto.
Interrogatorio prima della partenza per Huston: "lo zaino è tuo?", "l'avete
fatto voi?" oltre alle solite se abbiamo mai organizzato un colpo di stato e se
abbiamo delle bombe a bordo (vedere modulo nella sezione STRANEZZE). Arrivo a
Huston dopo un volo interminabile ricco di beef marinara e brasato americano. 30
minuti per fare check in, questionari, impronte digitali e foto segnaletiche e
ci imbarchiamo per Guatemala City. Visione notturna dall'aereo di Guatemala City
tra luci e caos. L'aeroporto denota uno standard qualitativamente basso.
Attendiamo lo zaino di Nicola che arriverà il giorno seguente; all'uscita un
rassicurante cartello "Nicola y Valentina" ci conduce dal driver che ci porterà
fino ad Antigua. Arriviamo in albergo (carino e colorato con un bel giardino
interno) dopo una giornata di 32 ore!
VENERDI' 1 LUGLIO
Partiamo alla visita di Antigua dopo
un cappuccino ristoratore (buonissimo) nella piazza centrale. Visitiamo il
Palacio de los Capitanes, la Catedral de Santiago, ammiriamo gli splendidi
vulcani che circondano la città. Passeggiamo per Antigua che subito ci accoglie
calorosa, visitando numerose chiese e calle. Spacciandoci per ricconi, visitiamo
il monastero di Santo Domingo, oggi lussuoso hotel a 5 stelle. Poche ore in
Guatemala e primi segni di cedimento agli acquisti al mercado de artisania.
Regreso in hotel, dove, alle 15, arriva lo zaino di Nicola e partenza alle 16
per Panajachel sulle sponde del lago Atitlan. Buona cena a base di verdura e a
letto presto.
SABATO 2 LUGLIO
Sveglia all'alba visto che non
esistono tende per coprire la luce! Colazione a base di hueva revueltas e
partenza alle 8:30 per il lago Atitlan. Visiteremo i paesi di San Pedro Laguna,
Santiago Atitlan e San Antonio Palopò, ma ciò che ci colpisce è la bellezza del
lago circondato da tre imponenti vulcani. A San Pedro mercado "moscoso" con
carne, pesce e spezie. Esperienza a Santiago alla vista del "dio" Maximones:
statua di legno con sigaro in bocca che gradisce offerte a base di rum e
sigarette; ci conduce in questo tempio-garage, una piccola guida di 7 anni.
Ultimo paese piccolo ma molto vero. Alle 15 la lluvia ci ricorda che siamo nel
periodo delle piogge. Ultima buonissima cena a Pana con servizio impeccabile.
sul Lago Atitlan murales al lago Atitlan
DOMENICA 3 LUGLIO
Dopo un picnic con cappuccino e
brioche, siamo pronti per partire (ore 8) per il mercato di Chichicastenango.
Raccogliamo per la città un'altra decina di turisti e dopo un'ora di viaggio tra
valli e montagne verdi arriviamo ai 2030 metri di Chichi. Subito appare la
miscela di colori, di profumi, di gente di questo grande mercato: un caos. Ci
sono donne che vendono tessuti e vasi, uomini che riparano le scarpe con vecchi
copertoni d'auto, donne che preparano cibo a base di pollo e papas in quantità
industriale, venditori di carni appese a cielo aperto nelle loro bancarelle. La
cosa che maggiormente ci colpisce è la gente all'interno della chiesa: in un
clima mistico-magico, tra il fumo delle piccole candele, il vocio dei vecchi
indios in preghiera. Sulla gradinata della chiesa arde il fuoco e i capi
spirituali raccolgono le braci per riscaldare l'incenso. Presto però il cielo si
copre e dopo un panino veloce, cerchiamo 1 bus per Quichè. Dopo tre tentativi,
finalmente saliamo e dopo 30 secondi un grido "Agua, agua" ci coglie di sorpresa
da dietro: impariamo così che i chicken bus hanno una entrata posteriore che
scopriremo poi, essere molto utilizzata dagli uomini-ragno porta bagagli. Siamo
bagnati e con gli zaini immensi disturbiamo tutto il bus, ma i guatemaltechi ci
accolgono sorridenti e divertiti. 3 ore di strada sterrata, poco ammortizzata
dalle sospensioni del bus, conclusi dal guado del Rio Negro e siamo a Uspantan.
Da ricordare i bagni di Sacapulas città di cambio bus, un'esperienza che ha
messo a dura prova i nostri anticorpi! Dopo un'affannosa ricerca concludiamo
questa avventurosa giornata con una buonissima pizza servita da una giovane
bambina.
Il Mercato di Chichicastenango
LUNEDI' 4 LUGLIO
La giornata comincia prestissimo...
alle 5 (!) siamo già sul pulmino che da Uspantan ci porterà a Coban. Nonostante
la strada, il viaggio è comodo ma dopo un'ora siamo fermi: la pioggia della
notte ha creato nella strada sterrata un tranello per un camion che ci
precedeva. Non si sa come, ma spuntano una decina di badili e gli uomini si
mettono al lavoro; dopo 30 minuti il camion è liberato dal fango e con un po' di
aiuto, ad uno ad uno, passano tutti i mezzi. Giungiamo alle 9 a Coban, che
subito ci sembra moderna e ben organizzata. La mattina, dopo una colazione a
base di uova fagioli e banane cotte, visitiamo Finca Santa Margherita,
un'azienda che coltiva, raccoglie e tosta il caffè: didattica ma assolutamente
interessante. Il pomeriggio, nonostante le avversità di trasporto e pioggia,
andiamo al Vivero Verapaz, dove, il padrone di casa, ci illustra la sua
collezione di 400 orchidee, arricchita con descrizioni sulla vita dei
guatemaltechi. Spesa al Despensa Familiar, cena e a letto per lo spostamento di
domani.
MARTEDI' 5 LUGLIO
Il viaggio per Flores è meno
semplice del previsto: i due bus diretti sono partiti alle 5 e alle 6 e questa
volta abbiamo proprio rinunciato all'ennesima sveglia all'alba... già sappiamo
che ci tocca domani! Prendiamo un bus alle 11 dopo aver declinato l'invito di un
sicuro bravo camionista che ci avrebbe portato a Flores e ci dirigiamo a
Sayaxchè, città di scambio bus. Il lungo viaggio è sicuramente "folcloristico":
un medico è pronto a visitare la Vale alla sua richiesta dei "sanitarios" mentre
il driver ogni 500m distribuisce il "Diario", quotidiano nazionale guatemalteco,
a tantissimi bambini dei villaggi sperduti nella vegetazione, una dimostrazione
del bisogno di cultura che ci ha piacevolmente stupito. Passiamo in barca il Rio
de la Pasion e dopo 6 ore giungiamo finalmente alla deliziosa Flores, isola sul
lago Peten Itzà. Ceniamo nel locale più guatemalteco tra tutti quelli
confezionati per turisti con una coscia di pollo esagerata e una grigliata di
pomodori finita in salsa.
MERCOLEDI' 6 LUGLIO
È la mattina di Tikal, e come letto
e consigliato da tutti ci si va alle 5! L'alzataccia vale sicuramente la
tranquillità che si gode di mattina presto. Nella splendida Gran Plaza, siamo in
sei e oltre ai due splendidi templi ci accoglie un animale strano (piziote?).
Saliamo sui ripidi templi IV e V. Tikal deve sicuramente parte del suo fascino
alla splendida foresta verde e rigogliosa che ne cela le architetture. Ammiriamo
i picchi, i tucani e le scimmie, non senza rischiare di essere colpiti dalle
loro necessità. La giornata è bella: il clima misto sole-nubi ci consente di non
schiattare e di arrivare alle 14 giusti per il pulmino e per evitare
l'acquazzone che in preciso orario si scatena alle 15. Rientriamo, scopriamo che
in una zona così turistica non si cambiano i $ ma solo i travel check (alla
faccia di tutte le banche di Rovigo) e visitiamo chiesa e biblioteca di Flores.
Concludiamo la giornata con il nostro tanto atteso piatto di pollo e verdure
grigliate con molto pollo e poche verdure (ai guatemaltechi proprio non piace la
nostra idea!)
GIOVEDI' 7 LUGLIO
È il giorno della pastiglia
antimalarica; prima però colazione sul marciapiede in attesa dell'apertura della
banca: non abbiamo più quetzales, gli ultimi li spendiamo per il nostro primo
tuk-tuk, un ape-taxi. Viaggio di lusso con bus di II° classe ma con
ammortizzatori di I°! Non mancano però galline insacchettate impotenti di fronte
alle curve e gli immancabili pollo e tortillas venduti da mujeres di passaggio.
Prima della partenza però, riceviamo la benedizione di un carpentiere divenuto
predicatore della parola di Cristo. Arriviamo a Rio Dulce, dove pranziamo con
melone e bibite fresche di fronte allo spettacolare lago Izabal. La giornata
scorre tranquilla passeggiando per la città. Facciamo la doccia nella nostra
stanza molto compartida più che privada visto che a dividere bagni e docce sono
pannelli di legno terminati da zanzariere prive di tende. Cena sul pontile
dell'hotel con tutte le verdure agognate negli ultimi giorni.
bus locali
VENERDI' 8 LUGLIO
Colazione sul pontile dell'hotel e
dopo qualche minuto di esitazione arriva la lancha che ci condurrà a Livingston,
attraverso la navigazione delle verdi acque del lago Izabal. Vediamo El Castillo,
il biotopo (con le lucertole che fan "roda alta" e, dai suoni, sicuramente uno
spaventoso tapiro) e i primi pellicani. A Livingston, i primi garifuna ci
accolgono al porto e poi ce li porteremo dietro tutto il giorno... sono
simpatici ma un po' fumati... vero stile Jamaica... la musica di Bob si spreca.
Passiamo il pomeriggio guardando il mare e i bambini che giocano e mangiano
frutti raccolti in acqua. Dopo aver cambiato tre stanze per riuscire a fare una
doccia, ceniamo al Mc Tropic dove un dolcissssimo cameriere ci propone un
buonissimo pesce con verdure... 70 quetzales per due filetti che non stanno nel
piatto. Momento di cedimento al hielo di Nicola e a letto... anche domani
sveglia alle 6.30.
SABATO 9 LUGLIO
Oggi si parte per l'Honduras. Alle
7.30 la lancha ci porta a Puerto Barrios, dove conosciamo Anna Sara, una spòsa
svedesona che farà buona parte del viaggio con noi. Prima del confine rischiamo
lo scontro politico con l'autista del nostro pulmino quando proponiamo uno
scambio quetzales-lempiras a tassi diversi dai suoi. Il confine è caotico,
disordinato e con strade in terra battuta. Sbrighiamo con disinvoltura le
formalità d'ingresso e dopo 4 bus, su consiglio e disputa di una venditrice di
bibite, giungiamo a Tela piccola cittadina in riva al Mar del Caribe. Ci
scaricano insieme agli zaini in malo modo in mezzo alla carrettera, giungiamo ad
un osceno albergo Mar Azul ed optiamo per un più decoroso Mango Hotel ($18...
mai spesi!). Ci dirigiamo immediatamente in spiaggia e primo bagno nell'Oceano
Atlantico: l'agua caliente è un toccasana per le nostre stanche membra. Doccia,
cena (con difficoltosa ricerca) e tentativo di ritirare soldi dal Bancomat senza
esito.
DOMENICA 10 LUGLIO
Risveglio presto nonostante il clima
di relax e la domenica visto che la Vale non riesce tanto a dormire per il
frastuono... è tre notti che dorme poco... Nicola dorme senza problemi! Giornata
dedicata al nulla: dopo una veloce spesa al Despensa Familiar, ci dirigiamo in
spiaggia che oggi è stracolma di honduregni. Ci troviamo la palma che ci salverà
dal caldo per tutta la giornata, mangiamo frutta e poi ci dirigiamo alla
stazione dove scopriamo, da un simpatico vecchio che canta canzoni italiane, che
la ferrovia è in disuso per mancanza di soldi. Delusi, andiamo alla ricerca del
bus di domani sotto il sole a picco (pieno spirito kusi) e ci imbattiamo nel
villaggio per ricconi honduregni. Rientriamo e concludiamo la giornata con
l'ultimo caldo bagno. Questa Tela è bella ma ha ancora molta strada da fare per
diventare un centro turistico, primo fra tutti, ridurre il numero degli
ubriaconi della domenica.
LUNEDI' 11 LUGLIO
Partenza con comodo per San Pedro
Sula... prendiamo il bus quando arriverà in pieno stile centro americano. A SPS
pranzo al Mc Donald's e poi tour delle numerose banche per risolvere il problema
soldi, ma il cajero automatico non ne vuole sapere e qui l'Euro è incambiabile...
l'unica speranza al Banco Ficohsa viene stroncato dalla necessità di essere
clienti; ce ne andiamo senza risolvere la questione in puntuale orario per Copan...
il giornale Honduras Tips si dimostra già molto utile. Il bus è di I° classe, ma
la gente vomita lo stesso per i tornanti. Il paesaggio cambia nuovamente:
tornano le montagne e la pioggia, i colori guatemaltechi e qualche viso indios.
A Copan appena scesi dal bus, ci accoglie una frotta di procacciatori d'albergo
insistenti, ma per la verità utili a spuntare un decoroso albergo per $9. Copan
Ruinas ci piace subito: pulita e ordinata, piena di servizi turistici, ma al
tempo stesso molto semplice. Ormai senza speranze, ci avviciniamo nuovamente al
bancomat che incredibilmente ci concede 2000 Lempiras. Cena in un locale tipico
hondurengno con la tanto sospirata grigliata di verdure.
MARTEDI' 12 LUGLIO
Dopo una doppia colazione ci
incamminiamo per il sentiero che ci conduce al sito di Copan. Il sito, immerso
nel verde, è molto curato e ordinato e presenta una serie di stele riccamente
decorate. È sicuramente meno imponente di Tikal ma è raffinato e accogliente.
Bello il campo del juego de la pelota e splendida la scalinata dei jeroglificos
alla quale dedichiamo mezz'ora di contemplazione (per la verità eravamo
all'ombra). Vediamo diverse coppie di Ara Macao dai colori sgargianti. Usciamo
alle 15 dal sito dove riceviamo l'ennesima benedizione da un ragazzo honduregno
che vive negli USA è che è tornato per evangelizzare. Camminata di ritorno sotto
il cielo minaccioso e visita al museo Casa Maya, uno splendido esempio di
cultura per bambini (ma anche i grandi giocano e imparano). La pioggia ci
confina per un'ora in un Internet point. Alle 19 cena gustosa con carne cipolla
e fagioli... chissà stanotte! Il tutto è condito dal clima festoso degli
honduregni intenti a guardare la partita di calcio Honduras - Panama (per la
cronaca 1 - 0 e Honduras prima del girone). Al rientro in albergo la brutta
sorpresa: tra tutti i pullman che vanno a Santa Rosa, solo quello delle 7 è
diretto e impiega un'ora invece di due... altra alzataccia!
Copan
MERCOLEDI' 13 LUGLIO
Puntuale partenza alle 7 dopo aver
recuperato tutte le maglie lavate. Arriviamo alla graziosa cittadina coloniale
di Santa Rosa di Coban dove ci concediamo la colazione nell'albergo più lussuoso
della città. Passeggiamo per le vie, visitiamo la chiesa e la piazza e notiamo
una certa pulizia e una serie di cantieri volti ad abbellire Santa Rosa. Siamo
in Honduras da poco, ma sembra ci sia maggiore ricchezza e maggiore attenzione
all'estetica rispetto al Guatemala... la gente è vestita meglio, le strade più
buone e anche i bus sono più vicini al "nostro" concetto di bus. Unica nota
stonata l'impossibilità di vedere l'azienda del tabacco che ha solo due orari di
visita, contrariamente a quanto scrive Honduras Tips! Partenza alle 12.30 per
Gracias dopo aver recuperato i nostri zaini in precedenza affidati all'ufficio
dei bus. La prima impressione di Gracias è bruttissima: sarà la pioggia, saranno
le strade infangate, ma decidiamo un cambio di programma, di visitarla un paio
d'ore e di non dormirci. La città per la verità non è male (sarà che ha smesso
di piovere) ma appare come un cantiere: scopriamo poi che il comune sta
rifacendo tutte le strade ed inoltre si sta allestendo il centro per la fiera
della prossima settimana. Vediamo alcune chiese coloniali (molto bella la Merced),
il centro, ma alle 15.30 ripartiamo per Santa Rosa dove alle 17 (incredibilmente
tardi!) prendiamo il bus per Nuova Ocotepeque. Due ore di scenari stupendi e
siamo in città. Siamo senza alcuna informazione ma troviamo un bell'albergo e
ceniamo in un buon ristorante.
Santa Rosa
GIOVEDI' 14 LUGLIO
Sveglia con calma, doccia calda in
camera d'altri, cappuccino e partenza per El Salvador. Alla frontiera tutto
facile con un impiegato impeccabile e gentile... un'altra cosa rispetto al
confine Guate-Honduras. Prima sosta dopo 10 km alla cittadina di La Palma,
famoso per l'artigianato del legno colorato: paese carino ma acquisti un po'
difficili. Prendiamo "IL" bus per Aguilares: una vera e propria giostra di
gadget da luna park con musica tecno dei primi anni '80. La pioggia ad Aguilares
ci spinge rapidi sul bus per Suchitoto, una distrazione che ci costerà caro!
Arrivati, la cittadina si dimostra un vero e proprio gioiello: tutta in stile
coloniale, curata e a misura d'uomo. Ma come indica la guida "a Suchitoto si è
fermato il tempo" e questo vuol dire che non c'è nemmeno una banca, né altro
ente che possa cambiarci i travel cheques. Dopo un lungo peregrinare ci
sistemiamo alla Villa Balanza, grazioso ristorante e spartano hotel, d'accordo
che la mattina successiva andremo a San Miguel per racimolare i soldi per pagare
i nostri debiti. Passeggiamo fin quasi al lago, ceniamo e a letto. Ma stasera
non finisce qui: i mosquitos ci costringono ad usare la zanzariera per la prima
volta, la pioggia che entra per uno spiraglio, a ripararci i piedi con i K-way e
come se non bastasse, 4 simpatici francesi hanno deciso di cantare fino a
mattina. Stanchi e consapevoli di dover prendere il bus delle 7 con un "nous
devons prendre le bus a 7 heure" mettiamo a tacere i transalpini all'una di
notte.
VENERDI' 15 LUGLIO
Con la testa pesante per la notte
trascorsa, andiamo a San Miguel, luogo più vicino dove trovare una banca a quasi
1 ora di bus ! Cambiare il travel non è poi così facile, ma dopo quasi mezz'ora
riusciamo ad ottenere quasi $94 con un sacrificio in tasse e commissioni di più
di $6! Altra ora di bus, colazione sostanziosa e nuovamente sullo stesso pullman
che ci porterà a San Salvador passando ancora per San Miguel. Taxi fino in
centro, dove un gentile signore, uno dei tanti che stanno sulla piazza a far
nulla, ci indica un bell'hotel appena aperto, pulito e pieno di optionals. Giro
per il centro, che per la verità non ha nulla da dire, sosta sulla tomba di
padre Romero (prete ucciso nel 1980 perché difendeva i poveri), ritiro bancomat
(questa volta facile facile) e tuffo nel mercato d'artigianato dove compaiono i
primi souvenir da portare a casa. Cena e ritorno in albergo.
SABATO 16 LUGLIO
La giornata non inizia bene per
Nicola: la pancia condizionerà todo el dia. Colazione al sacco in albergo.
Decidiamo a malincuore di non visitare il sito di Joya de Cerén e di rimanere in
albergo a riposare sfruttando il tardo check out. Alle 12, dopo un ritorno allo
stesso bancomat, con lo stesso poliziotto elettrico, partiamo ingenui in
direzione Playa Icacal. Bus super confortevole per San Miguel, con film
american-catastrofic a bordo. A San Miguel ci dicono che non esistono
collegamenti per la nostra playa sperduta (se non facendo 6 km di strada a
piedi) e ci consigliano Playa Las Tunas che si dice di aver più attrezzature
turistiche. Arrivati non ci sembra proprio una Rimini: la spiaggia è sterminata
e bella, ma circondata da povere case e povera gente. Gli hotel sono due: il
primo, spartano, ci propone una cama per $25, il secondo, bello, in riva al mare
e con piscina, ci spara $55 a notte! Siamo sorpresi e sconcertati ma cediamo al
fascino del luogo e dopo abile contrattazione chiudiamo per $40 colazione
inclusa di fronte ad una esterrefatta cameriera. Ci gettiamo subito in piscina
appagati anche dalla vista del Pacifico che si infrange sugli scogli (ma perché
lo chiamano pacifico?). A memoria dell'inizio giornata, concludiamo con un caldo
brodo di verdure.
DOMENICA 17 LUGLIO
Nonostante lo stomaco non ancora
perfetto in questo albergo molto 'mmericano l'unica possibilità a colazione sono
uova con farciture varie: azzardiamo e la pancia dà confortevoli risultati. In
mattinata andiamo in passeggiata e ritroviamo la povertà di ieri, ma anche tanti
visi stupefatti ad accoglierci. Il posto, anche se non turistico, resta bello,
tuttavia l'alta marea ci impedisce di godere a pieno dell'oceano. Torniamo in
albergo dove inizia la nostra giornata di relax tra piscina e sole,
inframmezzata da istanti di contemplazione delle alte onde oceaniche e a momenti
meno celestiali di lavaggio vestiti (che con gran faccia tosta chiediamo di
stendere tra gli asciugamani dell'hotel). Al tramonto attimi di vero riposo
spirituale. Ci godiamo la piscina fino a tardi e concludiamo con una cena
leggermente più sostanziosa di ieri che vorrebbe esser fatta passare per $21
invece di $14.
LUNEDI' 18 LUGLIO
Oggi lasceremo questo splendido
posto, ma decidiamo di usufruirne al massimo. Sveglia presto (tanto che cogliamo
impreparati i camerieri) e subito tra scogli e piscina. Alle 14 siamo in
partenza per il confine ignari di dove arriveremo: sembra tardi, ma noi siamo
fiduciosi dei salvadoregni. Ed infatti tutto si combina: dopo 5 minuti passa il
bus per Puerto La Union e di più la coincidenza per il confine ce la procura
l'autista del pullman che, molto gentilmente, fa fermare il bus d'incontro utile
per la nostra meta; stupefatti e grati prendiamo il bus che alle 16.40 è già in
frontiera. Un ragazzo con il suo risciò ci accompagna dall'altra parte. Pullman
finale che ci porta a Jicaro Galan, punto di collegamento per la capitale e
Comayagua dove andremo domani. Non abbiamo troppe alternative alla camera
spartana e al comedor mooolto familiare. Ci accontentiamo di tutto per 400
Lempiras... non pochi per quello che ci offrono.
MARTEDI' 19 LUGLIO
Sinistri rumori in camera e numerosi
galli, ci invitano a prendere il bus delle 6; la musica a bordo è quella
americana anni '80, con Ghostbuster su tutte. Affrontiamo il viaggio in coma e
dopo il cambio nella caotica Tegucigalpa siamo a Comayagua, città coloniale,
sicuramente all'altezza della sua fama, con una piazzetta centrale e una
cattedrale belle e curate. La visitiamo dopo hotel, ristorante, Internet, caffè
e ufficio postale (qui la signora delle poste è andata in crisi con il conteggio
dei francobolli, circa 30 minuti per 7 cartoline e 180 Lps spesi... come una
notte in hotel... ) per gustarla in orario meno caliente. Tutta la giornata
vedrà la presenza di Ermes, l'unico poliziotto turistico di Comayagua, che ci
spiega le caratteristiche della città e della chiesa, prima di perdersi in una
lunga lezione di storia, dal 30.000 A.C. fino ai giorni nostri: ma se non
c'eravamo noi, oggi cosa faceva? Passeggiata serale nella splendida piazza
illuminata e cena sostituita da un gelato.
MERCOLEDI' 20 LUGLIO
Abbiamo deciso che oggi si va in
Nicaragua... ma prima, colazione con cappuccino e brioche in piazza a Comayagua...
un sogno, oltretutto allietato dalla sfilata dei bambini in costume e preceduti
dalla banda della scuola per celebrare il giorno di Lempira, l'eroe honduregno
che combatté contro gli spagnoli e ora presente nelle banconote da 1 Lempira!
Prendiamo un bus per Tegus e un noioso bus di I° classe fino a Danli, dove
decidiamo di passare la frontiera in taxi (in bus non ce l'avremmo fatta)
sicuramente più emozionante visto che il motore si accende e si spegne in corsa
(l'autista dà la colpa alla nuova benzina). Cambiamo i soldi, diamo $1 di
propina come suggeritoci dalla signora della frontiera honduregna ed entriamo in
Nicaragua. Prendiamo l'ultimo bus (qui in Nicaragua c'è un'ora in più) e
arriviamo a Ocotal dove troviamo un albergo bellissimo e una cena gustosa,
servita da un simpatico funzionario del governo, che ci intrattiene più di
un'ora parlando anche della rivoluzione sandinista.
chiesa coloniale
GIOVEDI' 21 LUGLIO
Alle 9 prendiamo l'espresso per
Managua ma ci fermiamo ad Estelì (con un risparmio notevole di Cordoba) e da qui
un minibus per Leon dopo un'estenuante attesa del 15° passeggero (tra l'altro
una musona olandese). Dopo una difficoltosa ricerca, troviamo un hotel con bagno
semi-privado e vinciamo il premio "colazione in omaggio" come primi italiani
nell'albergo. Tuttavia dobbiamo rispettare alcune condizioni: 1) rientrare entro
le 23; 2) bussare alla porta prima di entrare in bagno; 3) fare colazione entro
le 9; 4) e soprattutto "no alarmarse al pito de los bomberos a le 7 de la manana"
(= non spaventarsi alla sirena dei pompieri alle 7 del mattino). Pizza da 8 e 12
pollici e poi visita della città con la bella cattedrale, le iglesie de la
Merced e de la recollecion e i murales sparsi per la città. Grazie al desiderio
impellente di caffè espresso della Valentina, abbiamo l'occasione di passeggiare
nel giardino interno del ristorante "Il Convento", ex struttura ecclesiastica ed
ora lussuoso albergo a 5 stelle e più! Proseguiamo la passeggiata facendo
incetta di spezie al supermercato. Doccia in albergo e per la prima volta "vita
notturna" in questa città universitaria; unica domanda: "riusciremo a rientrare
al nostro hospedaje prima delle 23"? Un po' controvoglia rientriamo alle 22.30,
ma un violento acquazzone ci coglie impreparati e in due quadre passiamo da
asciutti a imbevuti d'acqua dalla testa ai piedi e in attesa che la signora
dell'albergo ci apra, riempiamo anche i sandali.
VENERDI' 22 LUGLIO
Facciamo la colazione omaggio e
conosciamo il figlio della titolare, grande tifoso dell'Italia e del Milan. Taxi
e I° microbus per Managua, dove conosciamo il simpatico Francisco, studente di
agronomia accompagnato da un piccolo papagallino verde destinato alla sua novia.
Dopo molti suoi consigli arriviamo a Managua e con un secondo microbus siamo a
Masaya, città che a primo impatto non ci sembra trasparente. Pranzo e ci
tuffiamo nel mercato artigianale, dove Valentina svaligia diversi negozi. A
bordo di un taxi ci dirigiamo verso il Malecon, il mirador di Masaya sulle
lagune. Decidiamo di andare a Catarina, paese dei fiori, famoso per il suo
mirador e accogliamo l'offerta di uno scassatissimo taxi. Anticipiamo i soldi
per fare benzina ma rischiamo comunque di non arrivare: solo la spinta del
secondo pilota rimette in moto il taxi. La vista dal mirador è mozzafiato: le
parole non possono trasmettere la sensazione di essere a strapiombo sul lago
vulcanico. Alle 19 rientriamo e questa volta scegliamo un taxi nuovo e bello...
ma fatti 100m con la portiera aperta accostiamo: è necessario cambiare una
gomma. Comodamente seduti, assistiamo al cambio gomme in meno di 5 minuti in
stile pit-stop. La cena al Chegris è servita in maniera rapida da un
elettrizzato ristoratore.
SABATO 23 LUGLIO
Colazione a base di gelato jumbo (4
palline di ron con pasas a meno di 1 euro) e bus per Granada. Appreso che non ci
saranno barche per l'isola di Ometepe fino a lunedì, decidiamo di visitare la
città in giornata e di spostarci a Rivas in serata. Bella e giovane questa città
coloniale con un animato parque central e un'imponente cattedrale. Dopo
l'azzurra iglesia di San Francisco e un veloce pranzo, ci dirigiamo al mercado
central e qui compriamo 7 bottiglie di Ron de Cana che ci peseranno tutta la
prossima settimana! D'ora in poi, visto il carico, tutti i nostri spostamenti
saranno in taxi. Andiamo a visitare il lago Cocibolca, rientriamo in piazza per
l'ultima foto e per recuperare i bagagli e poi partenza per Rivas. Al terminal,
per evitare equivoci, Nicola rivendica che Valentina "es il mi amor" sotto gli
occhi divertiti del tassista. A Rivas siamo accompagnati da un simpatico ragazzo
col suo risciò, all'albergo delle 4 mamy.
Granada
DOMENICA 24 LUGLIO
Partenza per San Jorge dove
prenderemo il ferry per l'Isla de Ometepe. Non partamo, né alle 10.30, né alle
11.30, ma alle 11.15 e nell'attesa conosciamo Mari Kato, simpatica giapponese in
viaggio da 7 mesi per tutto il Sud America e che a 28 anni ha già visto mezzo
mondo. Al porto di Moyogalpa contrattiamo un taxi per 100 Cordoba ($5) invece di
200, per arrivare al parco naturale del Charco Verde, dove, si dice, ci sia un
discreto alberghetto. All'arrivo rimaniamo estasiati non tanto per le stanze
(comunque belle), ma piuttosto per la sfolgorante bellezza equatoriale del lago
e della foresta: ben presto maturiamo l'idea che rimarremo più di un giorno.
Andiamo subito in giro per il parco dove vediamo aironi e trampolieri,
pappagalli, iguana e tartarughe e concludiamo il pomeriggio in spiaggia, dove
ritroviamo la nostra amica Mari con la quale passiamo un'ora sulla spiaggia a
parlare di America, Europa, Africa e Giappone. Ci affrettiamo per la cena
invitati da un cameriere che ci ricorda che la cucina chiude alle 19.30. Un
roseo tramonto sul lago prima e un cielo stellato superbo poi, ci rapiscono per
tutta la serata. Un giorno speciale vissuto in modo speciale.
tramonto sull'Isla Ometepe
LUNEDI' 25 LUGLIO
Sarebbe il giorno per andare alle
cascate ma, aperta la finestra, il sole ci fa decidere di dedicarci un po' alla
nostra abbronzatura e di rimanere un giorno in più, in questo incantevole luogo.
A mezzogiorno ci concediamo un'ora di kayak per osservare più da vicino fauna e
flora del lago. Pranzo a base di pesci dell'acquario di Nicola e verso le 16
decidiamo di andare in bus ad Altagracia, ma un fragoroso temporale ci riporta
in fretta sotto la capanna dell'hotel, per una rinfrescante cerveza Victoria.
Passeggiata serale per un altro bel tramonto.
MARTEDI' 26 LUGLIO
Anche oggi sarebbe il giorno delle
cascate, ma questa volta a farci cambiare idea è lo stomaco di Valentina. Dopo
aver perso il bus delle 9 per tre minuti, prendiamo quello delle 10 per
Altagracia; in paese non c'è molto: facciamo un po' di Internet che va a
singhiozzo, ci informiamo per le cascate (ma ci andremo?) facciamo un po' di
spesa e alle 12 rientriamo in hotel. La Vale decide che il pomeriggio sarà di
riposo. Nicola, sarà lo spirito di emulazione, decide che una zuppa di verdure è
quello che serve e poi in giro per il parco naturale per ammirare la spiaggetta,
il bosco e gli animali (tra cui una scimmia appollaiata sull'albero). Serata
tranquilla e cena leggera... per la Vale leggerissima... due carote crude
scondite.
MERCOLEDI' 27 LUGLIO
Alle cascate proprio non ci andiamo;
la pioggia ci suggerisce di lasciare l'isola e di dirigerci verso il Costa Rica.
Il bus per Moyogalpa arriva preciso all'ora indefinita e siamo in orario anche
per il traghetto delle 11.30 che, inspiegabilmente, ci lascia sulla banchina,
per una puntualità sconosciuta in tutto il Centro America. Rassegnati, prendiamo
il ferry delle 12.30 e giungiamo in taxi alla stazione dei bus. Rinunciamo
all'offerta del tassista (130 cordoba per la frontera) e optiamo per il bus (che
parte fra 30 minuti). Con spirito d'iniziativa una rassicurante e chiacchierona
signora scesa dal bus, organizza un taxi collettivo completo, che per 60 cordoba
ci conduce a Pena Blanca in 30 minuti. Lunga trafila burocratica per uscire dal
Nica (con un timbro del 38 luglio e uno del 27!) e semplice ingresso nella terra
abierta del Costa Rica. Prendiamo il bus, che in 5 ore e mezza ci porterà a San
José. In sole 2 ore di luce vediamo una terra più curata e ordinata, così come
la gente, forse però un po' più fredda. In bus c'è UN solo venditore di
empanadas e bibite ma è vestito bene, profuma e non urla. Arrivati in stazione
dei bus, nonostante le voci del tassista riguardo al nostro hotel (definito
albergo per gay), ci rechiamo all'albergo Nuovo Alameda, che più che nuevo è
degli anni settanta.
GIOVEDI' 28 LUGLIO
La giornata è grigia, ma comunque
alle 6 la nostra stanza è già bella illuminata. Dopo la colazione, visitiamo San
José con grande attenzione a negozi e bancarelle per gli ultimi acquisti.
Vediamo il mercado central e quello de artesania (con oggetti più costosi di
tutto il Centro America), il parque central, con la cattedrale e il teatro.
Facciamo pausa pranzo nella piazza della Cultura, rischiando una multa per una
birra (illegale nel parco ma non nella strada!). Nel pomeriggio, acquistiamo
spezie e fagioli neri. Cena nella "mejor cocina tipica en San José" con carne
cipolla e chile dulce.
VENERDI' 29 LUGLIO
Alla ricerca di un cappuccino nella
Plaza Central, ci imbattiamo in un bar gestito da italiani. Oltre al ritrovato
aroma del caffè, abbiamo la testimonianza di persone che hanno cambiato vita: il
gestore, ingegnere stressato dai ritmi italiani, partito 13 anni fa con un pacco
di soldi e il barista, giovane calabrese, via per due anni e partito senza un
soldo. Verso le 14 partiamo per Sarchì, rinomato centro di artigianato della
lavorazione del legno. La pausa pranzo si allunga per un temporale di 2 ore ma
godiamo dal ristorante della bella veduta delle zone del vulcano Poas.
Ripartiamo alle 17 avendo comprato dal fornaio due sacchi per la farina, utili
per insacchettare i nostri zaini domani. Siamo stati in Costa Rica solo 2
giorni, per di più nella capitale, ma abbiamo avuto la sensazione di un paese
sorprendentemente sviluppato, senza dubbio avanzato rispetto agli altri, più
pulito, più colto, più civile ma forse un po' meno spontaneo, caloroso e
genuino. Rientriamo in hotel e tristemente iniziamo a fare i bagagli. È il
momento di tirare le somme: il viaggio ci ha sicuramente arricchito di nuove
esperienze, nuove sensazioni, ci ha fatto conoscere posti meravigliosi e persone
molto accoglienti... ripensando ai giorni passati, non sembra proprio sia
trascorso un mese!
SABATO 30 LUGLIO e DOMENICA 31
LUGLIO
Partenza in bus alle 6 per
l'aeroporto. Insacchettiamo gli zaini, paghiamo $52 di tasse e siamo in volo per
New York. Come sempre cambio volo in tempi rapidi (meno di un'ora) con controllo
di scarpe e sandali e volo per Amsterdam, dove arriviamo addirittura in
anticipo. Nonostante la pioggia, prendiamo il treno per la visita della città.
La sensazione è che la gente sia appena rientrata in casa, le strade sono vuote
e sporche, forse per i fasti del sabato sera. La pioggia ci costringe a comprare
l'ombrello: al negozio costa euro 10, ma riceviamo la proposta di uno sfatto,
che per euro 1 ci vende un ombrello grande il doppio sotto gli occhi poco felici
del commerciante. Prima titubanti e poi felici, ce ne andiamo per la Dam la
piazza principale. Stanchi per la notte insonne, prendiamo la barca che fa il
giro della città lungo i caratteristici canali. Dopo un pranzo all'italiano
Sbarro, rientriamo all'aeroporto Schipol per un ristoratore riposo sulle comode
poltrone "relax-chairs"; volo alle 20 per Bologna e puntuale arrivo in Italia,
dove concludiamo questa splendida avventura.
DOVE DORMIRE
Tra parentesi prezzo e giudizio da 1
a 3 stelle – 1 Euro = 10,3 = 1,20$ = 9Q = 22Lps = 20C
Antigua - Juma Ocag Hotel (122Q -
*** )
Panajachel - Hosedaje Eli (65Q - **)
Uspantan - Hotel La Villa (70Q -
***)
Coban - Hotel La Paz (73Q - **)
Flores - Hotel Mirador del Lago (70Q
- ***)
Rio Dulce - Hotel Backpackers (100Q
- ***)
Livingston - Hotel
Tropicales (100Q - ***)
Tela - Mango Hotel (18$
- ***)
Copan Ruinas - Hotel
Mar Jenny (9$ - **)
Ocotepeque - Hotel
Ocotepeque (200Lps - ***)
Suchitoto - Villa Balanza (10$ - **)
San Salvador - Hotel Centro
Historico (20$ - ***)
Playa Las Tunas - Hotel
Las Tunas (40$ - ***)
Jicaro Galan - Hotel
Sir Lany (200Lps - *)
Comayagua - Hotel
Honduras2 (170Lps - **)
Ocotal - El Mirador
(170C - ***)
Leon - El Garage (170C - **)
Masaya - Madera's Inn (220C - **)
Rivas - Nadia (200C - ***)
Isla de Ometepe - Hotel Charco Verde
(12$ - ***)
San Josè - (20$ - **)