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Argentina 2009
- racconto di viaggio 30 ottobre - 17 novembre di
Valentina
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protagonisti |
Valentina
e Roberto di Genova |
galleria foto |
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Itinerario |
Ushuaia, El Chaltén, El
Calafate, Torres del Paine, Puerto Natales, Buenos Aires |
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Costi |
volo
Alitalia a/r Genova - Buenos Aires (via Roma) € 650
totale a persona circa €
2450 (incluso volo intercontinentale e 3 voli interni) |
Patagonia 2009: Viaje a la fin del
mundo

“Ho
sognato che il vento dell’ovest mi prendeva leggero per mano…mi posava alla fine
del mondo, tra isole e terre lontane…”, così dice una famosa canzone dei Modena
City Ramblers e proprio così ho fatto per anni, immaginando di arrivare alla
“fine del mondo” e di visitare la Patagonia. Le puntate di “turisti per caso”,
dedicate a questa splendida terra, mi avevano colpito profondamente e,
finalmente, quest’anno il sogno è diventato realtà! Non ci credo ancora!!!
Partiamo io e Roby, mio marito, organizzazione totalmente fai da te, tramite
l’aiuto di internet e di Elisabetta, una cara amica, che ha affrontato lo stesso
viaggio lo scorso anno e i cui consigli su dove alloggiare, mangiare, ecc.. sono
risultati davvero molto utili!
Il periodo scelto per il viaggio è stato buono: il mese di novembre coincide con
l’inizio della primavera, che, bisogna ammetterlo, non ha molto a che vedere con
la nostra, in quanto le temperature sono rigide, ma siamo riusciti a fare tutto
quello che avevamo programmato, abbiamo goduto a volte di tariffe leggermente
più basse e abbiamo trovato sicuramente meno turisti che nei congestionatissimi
mesi di dicembre – gennaio – febbraio. C’è da dire che i turisti erano comunque
molti ovunque e quindi non osiamo immaginare la situazione in alta stagione…
Abbiamo prenotato tramite il portale volagratis il volo intercontinentale con
Alitalia, Genova- Buenos Aires con scalo a Roma a 650€ a persona e tramite
expedia i
3 voli interni che abbiamo preso nel corso del nostro viaggio.
Sempre tramite volagratis, abbiamo anche stipulato l’assicurazione medico –
bagaglio - annullamento con elvia.
Abbiamo letto con attenzione la parte della Lonely Planet “Argentina”, dedicata
alla Patagonia (guida che ci tornerà sicuramente utile, viste le nostre future
intenzioni di visitare anche il nord di questo fantastico paese!!!) e abbiamo
comprato anche, sempre della EDT, “Trekking in Patagonia”, per avere
informazioni dettagliate sui percorsi che avremmo affrontato.
Purtroppo non abbiamo, causa motivi lavorativi, a disposizione più di 2
settimane e mezzo, quindi ci dobbiamo accontentare e dobbiamo scegliere su che
zone concentrarci: decidiamo di tagliare la Penisola di Valdes, che viene spesso
inserita nei viaggi patagonici, ma che, tra le varie zone, era quella che ci
ispirava di meno… il nostro itinerario è stato così strutturato, cercando di
ridurre il più possibile i tempi dei trasferimenti:
venerdì 30/10: volo Genova – Roma –
Buenos Aires
sabato 31/10: arrivo a Buenos Aires, trasferimento all’aeroporto nazionale e
volo per Ushuaia
domenica 01/11: Ushuaia
lunedì 02/11: Ushuaia
martedì 03/11: volo Ushuaia – El Calafate ed autobus per El Chaltén
mercoledì 04/11: El Chaltén
giovedì 05/11: El Chaltén
venerdì 06/11: autobus El Chaltén – El Calafate
sabato 07/11: El Calafate
domenica 08/11: El Calafate
lunedì 09/11: autobus El Calafate – Puerto Natales (Cile) – Torres del Paine
martedì10/11: Torres del Paine
mercoledì 11/11: Torres del Paine
giovedì 12/11: autobus Torres del Paine – Puerto Natales
venerdì 13/11: autobus Puerto Natales – El Calafate
sabato 14/11: volo El Calafate – Buenos Aires
domenica 15/11: Buenos Aires
lunedì 16/11: volo Buenos Aires – Roma
martedì 17/11: volo Roma – Genova
Nel dettaglio:
30/10/09
Partenza comodissima dall’aeroporto di Genova alle 19.35, che diventano, però,
le 20.00, accompagnati un po’ dall’ansia di perdere a Roma la coincidenza per
Buenos Aires… fortunatamente anche il volo intercontinentale è in ritardo e
parte alle 22.30, invece che alle 21.50.. Purtroppo, non abbiamo neanche i posti
vicini…il meglio che siamo riusciti a trovare sono 2 posti corridoio uno davanti
all’altro, che diventano poi adiacenti nel corso del volo… Il volo è
interminabile… 13h e 40 minuti… cerchiamo di dormire il più possibile e di
passarcela vedendo qualche film in italiano…l’unico aspetto positivo di
viaggiare con la nostra compagnia di bandiera…
31/10/09
Arriviamo a Buenos Aires alle 08:50 del mattino e, per le pratiche di
immigrazione, facciamo una coda lunghissima, che termina alle 10. Siamo agitati
in quanto dobbiamo raggiungere l’aeroporto nazionale, che si trova a più di 40
km di distanza per prendere il volo in partenza alle 12.30, che ci porterà ad
Ushuaia. Ritiriamo con somma gioia i bagagli, cambiamo 100€ in pesos argentini e
cerchiamo un modo per raggiungere l’aeroparque. Chiediamo alla famosa Tienda
Leon, ma ci vogliono proporre una macchina con autista al costo di 141 pesos a
persona…pazzi!!! Andiamo così all’agenzia dei taxi, che si trova sempre dentro
all’aeroporto, e scopriamo che con 115 pesos abbiamo il trasferimento: ottimo!
Raggiungiamo l’aeroporto nazionale, facciamo il check in con LAN sempre un po’
di corsa, quando scopriamo che non sono le 11.30 come credevamo, ma le 10.30…
Alitalia, una volta atterrati a Buenos Aires, ci ha detto l’ora sbagliata!!!!!!
Mannaggia loro!!! Molto più rilassati, ci prendiamo un caffè e girolonziamo tra
i negozi, fino a che non viene l’ora per l’imbarco. La compagnia LAN, già
testata in Perù, è ottima: il volo è in orario e il servizio a bordo
impeccabile. Ci vogliono ancora 4 h per arrivare alla fine del mondo… sorvoliamo
il Canale di Beagle e lo troviamo molto agitato…chissà se domani riusciremo a
fare la navigazione? Atterriamo nel simpatico aeroporto di Ushuaia, tutto in
legno, ritiriamo i bagagli e troviamo, come concordato via mail con il nostro
albergo, un tassista che ci viene a prendere e ci porta alla bellissima
Posada
della fin del mundo, gestita dalla simpatica Ana, che scopriamo avere un
nonno genovese! Dopo una bella doccia calda, cominciamo ad esplorare la “ciudad
mas australe del mundo”… che freddo!! Inizia pure un po’ a piovere…no, non è
pioggia, è neve!! Guardiamo tutti i negozietti di Avenida San Martin, la via
principale, fino a che non raggiungiamo il ristorante
Bodegon Fuegino,
dove mangiamo la “Picada”, un insieme di antipasti misti caldi e freddi, con
pollo, agnello, granchio, verdure, veramente ottimo!
Prendiamo un taxi per 6 pesos (poco più di 1 euro!) per rientrare in albergo e
alle 10.30, stanchi morti, siamo a nanna!
01/11/09
Riposati da una bella notte tranquilla, alle 8 siamo in piedi al suono della
sveglia: testiamo la buonissima e abbondantissima colazione della Posada e
vediamo su uno dei tanti fascicoli a disposizione con le informazioni turistiche
che l’agenzia Canoero organizza escursioni sul Canale di Beagle, combinate alla
visita dell’Estancia Harberton: proprio quello che vogliamo fare noi!
Scendiamo in centro, accompagnati da un bel sole e al porto troviamo subito il
chioschetto dell’agenzia Canoero, dove per 540 pesos in 2 ci propongono il tour
completo. Accettiamo, in pochi minuti saliamo sul catamaro “Elisabetta” e
partiamo per la nostra navigazione! Che meraviglia vedere Ushuaia dal mare! Le
isole del canale, la neve sui monti circostanti, il cielo infinito e l’azzurro
dell’acqua creano proprio quel paesaggio estremo che ti fa sentire di essere
alla fine del mondo! Wow! Ci avviciniamo, dopo poco, all’isola dei cormorani,
che sono talmente grandi, che, da lontano, possono essere quasi scambiati per
pinguini!! Passiamo poi all’isola dei leoni marini che sonnecchiano sugli scogli
al sole. Arriviamo davanti al famosissimo faro di Eclaireus, quello presente in
tutte le foto del canale di Beagle: è molto bello e le foto si sprecano! La
navigazione ci porta ancora all’isola dei pinguini, dove ci fermiamo con la
barca sulla spiaggia, ma logicamente non possiamo scendere. Vediamo moltissimi
esemplari di pinguini di Magellano camminare sulla spiaggia con la loro buffa
andatura e nuotare nelle acque gelide: che carini!
Arriviamo così all’Estancia Harberton, che si trova a 100 km dal Ushuaia ed è la
più grande Estancia della Tierra del Fuego. Il posto è a dir poco meraviglioso,
non c’è un rumore ed il luogo è completamente immerso nella natura, in uno
scenario da “fine del mondo”. Guidati da una ragazza volontaria visitiamo la
piccola riserva naturale, dove possiamo ammirare tutte le specie principali
della foresta fuegina, vediamo il luogo dove venivano tosate le pecore, quello
dove venivano costruite le barche ed infine entriamo in un bel giardino con
fiori provenienti dall’Europa. Arriviamo così alla “cafeteria”, dove mangiamo
una bella zuppa calda e una fetta di torta! Che buone! Visitiamo anche il museo
di mammiferi marini ed uccelli, collezione privata della signora Natalie, la
proprietaria dell’Estancia e qui una simpatica guardia-parco ci spiega tutto il
lavoro che viene fatto per pulire e classificare le varie ossa degli animali che
vengono ritrovati. A questo punto, ci viene a riprendere un pullman, che ci deve
riportare ad Ushuaia, ma prima di arrivare, abbiamo ancora da scoprire altri
luoghi: una “castorera”, cioè una zona di foresta completamente distrutta dai
castori, con tanto di diga; gli alberi bandiera, così chiamati perché piegati
dal forte vento costante che soffia nella zona; il Passo Garibaldi, dal quale
possiamo vedere il Lago Escondido e Fagnano ed, infine, una baita, dove vengono
allevati cani da slitta. Quest’ultima è l’unica parte dell’escursione che
avremmo volentieri evitato. Per il resto, la giornata è stata fantastica, tutto
molto ben organizzato e le guide veramente preparatissime!
Dopo essere rientrati in albergo, usciamo nuovamente per mangiare, vorremmo
provare il granchio di Tia Elvira, ma la domenica è chiusa, così torniamo al
Bodegon, dove io prendo un buonissimo bife de chorizo e tiramisù, Roby cordero
alla portoghese e flan. Ottimi! Seduti fianco a noi, ci sono Mariangela ed
Emiliano, che sono ormai alla fine del loro viaggio argentino, con i quali
chiacchieriamo tutta la sera e con cui decidiamo di darci appuntamento domani
sera per mangiare insieme la famosa centolla, cioè il granchio!
02/11/09
Sveglia alle 6, il fuso si fa sentire; solita colazione super alla posada e poi
subito alla stazione degli autobus di Ushuaia per prenderne uno che ci porti al
Parco Nazionale della Terra del Fuoco. Il tragitto costa 50 pesos a testa e non
comprende l’ingresso al parco, che è di altri 50 pesos. Il tempo sembra
assisterci: a volte viene giù qualche fiocco di neve, ma spesso esce anche il
sole, quindi, iniziamo i nostri trails! Decidiamo di scendere dal bus alla
fermata Lapataya e di riprenderlo al ritorno a Lago Roca. L’autista ci consiglia
il giro da fare e così possiamo piano piano fare tutti i brevi sentieri di
questa parte del parco. Sono tutti molto belli e suggestivi, in quanto
l’ambiente del parco nazionale è davvero unico nel suo genere, essendo
completamente immerso nella foresta “fuegina”, popolata da lepri e uccelli di
ogni tipo, che ci accompagnano nei nostri percorsi; ci sono torbiere, lagune e
fiumi, il tutto contornato da colori che vanno dal verde brillante delle nuove
foglie primaverili, al grigio – marrone dei tanti alberi caduti.
Cominciamo con il sentiero della Laguna Negra, dove osserviamo un’enorme
torbiera; proseguiamo con il Mirador Lapataya, dal quale si può godere di una
bella vista su tutta la Baia; continuiamo sui pontili della Baia e poi
prendiamo, sempre a piedi, la Ruta 3 per tornare al Lago Roca e, lungo la
strada, ci fermiamo ad ammirare una grandissima “castorera” e facciamo ancora un
breve sentiero lungo un piccolo lago, al termine del quale ci sediamo sull’erba
e rimaniamo un po’ in contemplazione della natura, cercando di imprimere nelle
mente il ricordo della sensazione di essere insieme a godere di questa bella
sensazione di pace con il mondo!
Arriviamo dopo circa altri 5 km al Lago Roca, dove ci rifocilliamo con una
picada per 2 persone, un bel tagliere pieno di salumi e formaggi misti e, non
ancora sazi, con 2 belle fette di torta alla ricotta e 2 tazze di tè caldo.
Forse sentendoci un po’ in colpa per il lauto pranzo, decidiamo di affrontare
ancora il sentiero Hito XXIV, che porta fino al confine cileno. Sono previste 3
ore per percorrerlo, ma noi non vogliamo perdere l’autobus delle 5 e ci
impegniamo ad avere un buon passo e riusciamo a percorrerlo in 2! Il sentiero ci
è piaciuto molto: si snoda, in parte, lungo il lago Roca ed in parte all’interno
della foresta con ponticelli di legno da attraversare e splendidi scorci da
vedere. Siamo contenti di averlo fatto e di aver fatto la foto al confine
argentino – cileno. Arriviamo dal bus giusto in tempo (sono le 4.45) (gli
autobus in Argentina sono puntualissimi!) e torniamo alla Posada, dove ci
attende una bella doccia bollente! Abbiamo appuntamento alle 8.30 con Mariangela
ed Emiliano per mangiare il granchio da Tia Elvira: meno male che Mariangela,
passando nelle vicinanze nel pomeriggio, aveva pensato di prenotare, se no, non
avremmo trovato posto! La compagnia è ottima, mentre, purtroppo, non rimaniamo
molto soddisfatti della cena… proviamo il granchio all’aglio, ma rimaniamo
delusi… pensavamo di trovarci nel piatto un bel granchio intero, invece, ci
ritroviamo 4 terrine con la polpa di granchio piccantissima… uhm… peccato! Ci
rifaremo da qualche altra parte! Salutiamo i nostri compagni di cena, che
staranno ancora un giorno ad Ushuaia e poi rientreranno a Buenos Aires e
rientriamo in albergo, dove, come sempre, crolliamo!
03/11/09
Dormiamo fino alle 9, facciamo colazione, paghiamo il conto ad Ana, la
proprietaria della Posada della Fin del Mundo, ricevendo il 10% di sconto,
pagando in contanti, lasciamo i bagagli alla posada e andiamo a fare un po’ di
spese: Roby si compra un portachiavi per la sua “nuova” Guzzi del 1982, io un
chullos, il tipico cappellino sudamericano con le orecchie lunghe, con la
scritta “Ushuaia” sulla fronte; all’ufficio postale ci facciamo mettere i timbri
sul passaporto, a testimoniare il nostro passaggio nella città più a sud del
mondo; prendiamo una cioccolata calda alla pasticceria “Laguna Negra” e poi
torniamo in hotel, dove chiamiamo un taxi per raggiungere l'aeroporto. Il volo,
Aerolineas Argentinas, prenotato sempre tramite Expedia, parte alle 16, invece
che alle 15.35 e faccio una brutta figura: il mio trolley non sta negli
scompartimenti superiori… gli steward mi insultano un po’ e alla fine me lo
mettono “seduto” accanto con tanto di cintura!! Roby non smette un secondo di
prendermi in giro per tutta la durata del volo!! Atterriamo ad El Calafate, dove
abbiamo il primo assaggio con il vento patagonico…che raffiche!! Nella sala di
attesa del piccolo aeroporto è possibile prenotare per 80 pesos a testa
direttamente il bus per raggiungere El Chaltén (prima di partire non sapevamo
questa cosa e pensavamo di dover andare alla stazione dei bus di El Calafate e
da lì prendere il bus per El Chaltén, mentre, poterlo prendere direttamente
dall’aeroporto risulta molto comodo!). Il minivan parte alle 19.30 e l’attesa la
trascorriamo comodamente al suo interno a leggere ed ascoltare musica. Arriviamo
ad El Chaltén alle 22.30 e veniamo gentilmente lasciati direttamente davanti al
nostro hotel prenotato via internet dall’Italia, l’Infinito
Sur, bellissimo!!!!! Ordiamo il box lunch per il giorno dopo e ci mettiamo a
nanna.
04/11/09
Ci svegliamo alle 7, avendo in programma di fare uno dei trekking di El Chaltén…
guardiamo fuori dalla finestra e scopriamo che nevica… ma non ci scoraggiamo e
dopo una buona colazione partiamo alla volta della Laguna Torre. Qui ad El
Chaltén, definita la capitale nazionale del trekking, i sentieri partono
direttamente dal paese: molto comodo! Lungo il sentiero non siamo affatto soli!
Ci sono molti altri trekkers che, nonostante il tempo, sono partiti lo stesso.
Camminare accompagnati dalla neve non è poi così male, anzi!! Il sentiero è ben
marcato, gli alberi sono tutti innevati, c’è poco vento, tutto è un po’ ovattato
e magico… l’unico problema: del Cerro Torre neanche l’ombra!! E’ completamente
avvolto dalle nubi! Arriviamo, così, dopo 3 ore, alla Laguna Torre: è da mozzare
il fiato! Il ghiacciaio Torre la lambisce e sull’acqua, in parte ghiacciata,
galleggiano dei piccoli iceberg: stupendo! Di fronte a questo bel panorama, ci
mangiamo parte del nostro box lunch, ma comincia a nevicare più forte e a fare
molto freddo, così ci rimettiamo in marcia. Non prendiamo la deviazione per il
Mirador Maestri, in quanto non avremmo avuto modo di vedere nulla e torniamo
indietro. Dopo circa 1 h di cammino, ci fermiamo sotto un albero innevato a
mangiare la seconda parte del nostro box lunch: una buonissima frittata di
patate! Così rifocillati, riprendiamo il nostro cammino e alle 3 del pomeriggio
siamo ad El Chaltén a prenderci un bel the caldo in una caffetteria. Telefoniamo
a casa da un locutorio, visto che qui i cellulari non prendono e rientriamo in
albergo, sempre accompagnati dalla neve.
Dopo il meritato riposo, facciamo un giretto per il paese, troviamo la birreria
artigianale, dove vorremmo mangiare, ma il primo tavolo libero è il 7
novembre…scegliamo così un ristorante suggerito dalla Lonely, l’Estepa: mai
scelta fu più azzeccata!! Io scelgo pansotti agli spinaci con olive e pomodori,
Roby dei ravioli ai formaggi ripieni di agnello: davvero entrambi ottimi!! Non
ancora sazi, proviamo una pizza… incredibile!!! È buonissima! La pasta è più
spessa e croccante rispetto alla nostra, ma è davvero buona! Il tutto è stato
accompagnato da 2 cervezas artigianali per il costo di 100 pesos: meno di 20€ in
2! Torneremo domani sera per provare il lomo!
05/11/09
Che ci crediate o no, stamattina ci svegliamo con il sole!! Evviva!! Possiamo
fare il sentiero per il Fitz Roy!! Dopo colazione, partiamo subito, passiamo in
una “panaderia” a comprare 2 empanadas a testa, che costituiranno il nostro
pranzo e poi ci avviamo alla fine del paese, dove inizia il sentiero.
La prima parte è in salita e si hanno delle visioni fantastiche sul Rio Vuelta e
la sua piana… il cielo è azzurro, ma per ora il Fitz è sempre avvolto dalle nubi
e non si vede… Nel frattempo, più saliamo, più la giornata diventa bella
soleggiata e più troviamo neve sul sentiero! E’ bellissimo!! Sembra di essere in
un paesaggio da fiaba: il bosco tutto innevato e tra i rami degli alberi i raggi
di sole! Arrivati ad un bivio, prendiamo la via per la Laguna Capri che in 20
minuti ci porterà prima ad incontrare dei “pazzi” che hanno dormito in tenda al
“campamento Capri”, poi alla splendida laguna dalla acqua azzurrissima! Ma qui
abbiamo una sorpresa: le nuvole si fanno sempre più velate e rade ed
eccolo!!!!!! Di fronte a noi il maestoso Fitz Roy dalla cima inconfondibile!!
Siamo davvero felicissimi di aver avuto questa fortuna!! Purtroppo, abbiamo
letto di viaggiatori che, rimasti anche più di 3 giorni a El Chaltén, non hanno
mai avuto l’opportunità di vedere le sue famose montagne…
Proseguiamo così per un’altra ora, sempre su un sentiero totalmente innevato,
dove si riconoscono solo le orme degli escursionisti che ci hanno preceduto,
fino ad arrivare al bel campamento Poincenot in mezzo al bosco. Qui, seduti su
un tronco (dopo aver tolto la neve!!) mangiamo un po’ di cioccolata. Sono le
11.30 e in 2 ore e 30 siamo arrivati fino a qui: buono! Possiamo proseguire e
cercare di raggiungere la laguna de Los Tres. Arriviamo al campamento Rio Blanco
e da qui il sentiero comincia a salire; il problema è che la neve è sempre più
alta e siamo un po’ preoccupati, soprattutto per il ritorno… in discesa si
scivola tantissimo.. uhm… ne facciamo ancora un pezzo, ma poi vediamo degli
escursionisti in cima al sentiero… bisogna passare il valico che abbiamo di
fronte… siamo indecisi se proseguire.. andiamo ancora, ma alla fine rinunciamo…
Torniamo al campamento Rio Blanco, dove mangiamo le nostre buone empanada e
scopriamo da una ragazza che ha raggiunto la cima che in certi punti la neve
arriva fino alle ginocchia e che la laguna è totalmente ghiacciata e ricoperta
di neve e quindi non riconoscibile… forse, non abbiamo rinunciato ad una tappa
così importante! Il dispiacere di non essere arrivati fino in cima rimane, ma
possiamo assolutamente ritenerci soddisfatti: nonostante le condizioni
climatiche, sia ieri che oggi siamo riusciti a fare 2 bellissimi trekking!
Ritorniamo, così, con calma indietro e, questa volta, invece di prendere la
deviazione per le la Laguna Capri, prendiamo il sentiero per il Mirador Fitz Roy,
dove possiamo ammirarlo ancora, anche se il tempo è peggiorato e diventato
grigio. Nel frattempo, lungo il percorso, si è sciolta la maggior parte della
neve e ha creato quella che in gergo dialettale io chiamo “puciacca”, che rende
difficoltoso il cammino. Alla 16, comunque, siamo ad El Chaltén, dove entriamo
in un negozietto e compriamo delle belle tele dipinte dagli indios da regalare
ai nostri amici e un paio di occhiali da sole per Roby; telefoniamo a casa dal
solito locutorio e andiamo in albergo a farci una doccia bollente. Prima di ciò,
prendiamo un mate caldo nel salottino dell’albergo, seduti sui comodi divani con
davanti la vista del maestoso Fitz Roy e scopriamo, con somma gioia, che la
ragazza alla reception può telefonare per noi all’agenzia dei bus e prenotarci
per domani il trasferimento ad El Calafate e che sarà compreso anche un
trasporto in taxi al terminal. Ottimo! Dopo esserci riposati, torniamo a
mangiare all’Estepa, dove entrambi prendiamo una bella zuppa calda, poi Roby
lomo con salsa malbec e io lomo relleno, cioè un filleto impanato. Entrambi sono
ottimi!! Abbiamo ancora lo spazietto per la mousse al cioccolato: divina! 160
pesos in 2! Torniamo in camera e, neanche a dirlo, crolliamo immediatamente!
06/11/09
Stamattina ci alziamo con un po’ di calma, facciamo colazione, paghiamo il conto
e facciamo un bel giretto per El Chaltén comprensivo di qualche acquisto, ma fa
veramente freddissimo, così, dopo un po’, rientriamo in hotel e passiamo i
minuti che ci separano dal nostro trasferimento alla fermata dei bus per El
Calafate, leggendo, seduti sui morbidi divani, al calduccio, con in fronte a noi
ancora la vista del Fitz Roy.
Dopo essere stati accompagnati alla stazione della Caltur, una delle 2 compagnie
che effettuano i trasferimenti giornalieri tra El Chaltén ed El Calafate
(l’altra è la Chaltén Travel), ci sediamo su questo comodo autobus, ed, in poco
più di 2 ore, percorrendo un tratto della famosa Ruta 40, la Carrettera Austral,
arriviamo ad El Calafate.
Al terminal del bus di El Calafate, compriamo subito i biglietti per Puerto
Natales per il 09 novembre con l’agenzia Cootra Rio Turbio e poi con un taxi
raggiungiamo
Las Cabanitas, l’albergo –ostello prenotato via internet. Ad accoglierci c’è
il simpaticissimo Gerardo, che ci fa vedere la nostra “cabanas”, una piccola
casetta in legno, con il tetto molto spiovente, con il letto sul soppalco e
tutto l’occorrente (comprensivo di forno microonde e bollitore) eventualmente
per fare la colazione in camera, pur essendo compresa nel prezzo e servita a
qualsiasi orario. Nel complesso, è possibile anche usare la cucina; c’è una zona
con tavoli di legno, dove, ad esempio, farsi i panini, che possono essere
lasciati nel frigo, internet è gratis e velocissimo e Gerardo, allo stesso
prezzo delle agenzie, può prenotare, al posto vostro, le escursioni per i giorni
successivi e farvi trovare i biglietti pronti per la sera! Insomma, come avrete
capito, ci siamo trovati benissimo e consigliamo questo ostello a tutti! Vi
sentirete come a casa!
Dopo aver lasciato i bagagli, facciamo subito un giretto per Calafate, che è
molto turistica e piena di vita! Mangiamo 2 empanadas e un hamburger a facciamo
qualche acquisto per me: una maglietta e una felpa! L’artigianato qui è
bellissimo e ci perdiamo tra i negozietti, fino a che non ci troviamo davanti
all’agenzia Hielo y Adventura, che stavamo cercando, e ci prenotiamo per
l’indomani il mini-trekking sul Perito Moreno: una mazzata!! 450 pesos a testa,
circa 90 euro… ma possiamo già anticipare che li vale tutti!!!!! E’
assolutamente da fare!!!
Facciamo anche un po’ di spesa in un supermercato per avere il necessario per il
pranzo al sacco per domani e torniamo alla Cabanitas a mettere prosciutto e
formaggio in frigo. A questo punto, siamo pronti per la cena! Dopo aver girato
un po’, in una traversa della via principale, un po’ defilato, troviamo “El
Chucharon”, un ristorante che ci ispira tantissimo! Un’altra scelta azzeccata!!
Mangiamo del lomo fantastico e un dolce buonissimo, il tutto innaffiato dalle
solite “dos cervezas artesanal” per una trentina di euro in 2! Ottimo! Torniamo
così all’ostello per la meritata nanna!
07/11/09
Sveglia comoda, il pullman per l’escursione al Perito Moreno ci viene a prendere
alle 11, quindi, colazione con calma, preparazione dei panini per oggi e domani,
un bel giretto su internet e poi via verso il Parco Nazionale de Los Glaciares,
dove dobbiamo pagare ancora 60 pesos a testa per l’ingresso, non compreso nel
prezzo dell’escursione…e va beh… quello che stiamo per vedere riempirà talmente
i nostri occhi e cuori, che non ci importa nulla!!! Riteniamo che quelli per i
viaggi siano i soldi meglio spesi!!!
Per prima cosa, veniamo lasciati di fronte a “sua maestà”, il Perito Moreno: è a
dir poco meraviglioso, un portento, uno spettacolo della natura, toglie il
fiato!!! E come dice la Lonely, di fronte al Perito, non si ha solo
un’esperienza visiva, ma anche uditiva!! E’ fantastico sentire il rumore dei
blocchi di ghiaccio che si staccano e cadono nel Lago Argentino: WoW!!! Abbiamo
a disposizione 2h prima del mini-trekking e così possiamo fare il giro di tutte
le passerelle, dai balconi più alti, a quelli più bassi! La vista è fantastica e
le foto si sprecano!! Mangiamo i nostri panini al secondo balcone di fronte a sì
tanto spettacolo ed illuminati dal sole: impagabile!! Alle 15.30, ci facciamo
trovare al punto di raccolta dei bus e veniamo portati ad un molo, dove ci
imbarchiamo su una piccola barca, che in 20 minuti ci porta su una delle morene
laterali del ghiacciaio. Facciamo circa 500m nel bosco e sulla spiaggia, con
viste fantastiche sul Perito, fino a che non arriviamo al “crampon’s place”,
dove ci vengono messi i ramponi! Cominciamo così a salire sul ghiacciaio: è
meraviglioso potersi aggirare tra tutte le forme che il ghiaccio prende: le
piscine dall’azzurro intenso, i crepacci, la superficie tutta accidentata!
Insomma, è davvero bellissimo!! Camminiamo circa 1 h, facendo un percorso
circolare, accompagnati dalle guide e alla fine della ramponata, abbiamo una
sorpresa: è stato allestito un piccolo tavolino con tutti i bicchieri sopra e da
una cassa viene estratta una bella bottiglia di whisky.. viene tirata una
picconata sul ghiaccio… ed ecco per noi pronto whisky con il ghiaccio del Perito
Moreno!! A me, generalmente, il whisky non piace, ma sarà stato il freddo,
l’atmosfera, il gruppo, ma, insomma, me lo sono bevuto tutto e mi è sembrato
buonissimo!!! Dopo questa piccola pausa, tolti i ramponi, percorriamo a ritroso
i 500 m nel bosco, arriviamo al molo, vicino al quale è stato costruito un
piccolo rifugio in legno, perfettamente inserito nell’ambiente circostante, dove
sono a disposizione gratuitamente delle tazze di tè e caffè; riprendiamo barca e
bus e alle 21 siamo ad El Calafate a restituire i sovra-pantaloni, che ci
eravamo affittati per il mini-trekking. L’esperienza è stata fantastica ed è
assolutamente da fare! Forse siamo stati anche aiutati dal tempo, che è stato
clemente, ma pensiamo davvero che sarà una cosa che non dimenticheremo mai e che
ricorderemo con grande gioia, pensando al nostro viaggio in Patagonia. Ciò che
ricorderemo invece con meno gioia è la ricerca disperata di un bancomat con
ancora contanti disponibili… Tutti gli sportelli hanno finito i soldi, solo uno
in fondo al paese ne ha ancora e non potete immaginare la fila interminabile… Ci
mettiamo in coda e una volta arrivati al nostro turno, abbiamo altre 2 sorprese:
pur essendoci scritto che si possono utilizzare carte del circuito “Maestro”,
questo non c’è e la mia carta risulta fuori servizio, nonostante l’avessi usata
il giorno prima senza problemi… Sconsolati ed incavolati, rientriamo alla
Cabanitas, dove Gerardo è il nostro salvatore, in quanto ci cambia 50€ e ci fa
una buonissima pizza che ci sbaffiamo alle 22.30, stanchi morti!
08/11/09
Ci svegliamo alle 6, doccia bollente, colazione e poi un bus ci viene a prendere
per l’escursione sul Lago Argentino, che abbiamo prenotato presso l’agenzia
Fernandez Campbell, tramite Gerardo, che ieri ha comprato per noi i biglietti.
Il pullman ci lascia a Punta Banderas, dove, dopo aver pagato nuovamente
l’ingresso al Parco Nazionale del Los Glaciares, saliamo su una bella e grande
imbarcazione per iniziare la navigazione. Cominciamo a vedere degli iceberg, che
diventano sempre più grossi, fino a che non arriviamo di fronte al ghiacciaio
Uppsala… gli iceberg sono talmente tanti e talmente grossi che non possiamo
entrare in Baia Onelli, dove saremmo dovuti scendere per fare una piccola
passeggiata. Continuiamo così la navigazione fino al ghiacciaio Spegatzini: è
enorme e si getta nel lago come il Perito Moreno! Dato che non siamo riusciti ad
approdare a Baia Onelli, ci portano a navigare sotto il braccio nord del Perito
Moreno: anche visto dall’acqua è fantastico! Assistiamo pure al distacco di un
blocco enorme di ghiaccio che cade nel lago: Wow!! La navigazione non è stata
male, ma, rispetto agli altri giorni, che sono stati molto dinamici, qui, in
alcuni momenti ci siamo un po’ annoiati…era molto freddo e non si riusciva a
stare all’aperto, quindi, abbiamo passato il nostro tempo seduti al calduccio..
c’è da dire, però, che abbiamo visto per la prima volta in vita nostra gli
iceberg e quindi è stata nel complesso un’esperienza positiva.
Rientriamo ad El Calafate, dove su suggerimento di Gerardo, raggiungiamo un
supermercato un po’ fuori mano, dove dovrebbe esserci un bancomat, che non
essendo frequentato da turisti, speriamo abbia ancora contanti disponibili, ma,
purtroppo, è fuori servizio. Facciamo un po’ di spesa per l’indomani, prepariamo
gli zaini e il mini-trolley per i 4 giorni nella Patagonia cilena. Il resto
delle valigie possiamo lasciarle alla Cabanitas e riprenderle il 13, quando
dormiremo nuovamente qui! Ottimo! Andiamo così al famosissimo ristorante ‘La
Tablita’, ma tutto è riservato, così anche noi riserviamo un tavolo per il 13…
indecisi su dove andare a mangiare, alla fine torniamo al Chucharon, dove ancora
una volta mangiamo benissimo! Roby prende una bella bistecca con l’osso con
patate fritte e uova, io un bel lomo stufato con patate rustiche. Entrambi
prendiamo il ‘vulcano’ come dolce, cioè una cupola di cioccolato, ripiena di
cioccolato fuso, accompagnata da marmellata ai frutti rossi e gelato
all’arancio: divino!
Torniamo così a salutare Gerardo, prepariamo i panini per domani e andiamo a
nanna!
09/11/09
Sveglia alle 6.30, colazione e poi a piedi alla stazione dei bus, dove
prenotiamo anche il biglietto di ritorno da Puerto Natales ad El Calafate, che
scopriamo costa 50 pesos, invece che 60, perché facciamo andata e ritorno con la
stessa compagnia.
Alle 8.30, l’autobus parte puntualissimo ed è molto comodo. Arriviamo alla
frontiera cilena dalla città mineraria di Rio Turbio…questa è un’altra
Argentina…quello che vediamo dal finestrino ci ricorda molto di più la nostra
esperienza peruviana: la povertà è tangibile ed il turismo è inesistente. La
coda alla dogana è lunga, fa freddo e nevica, ma, mentre l’uscita dall’Argentina
è abbastanza veloce, in quanto comporta solo un timbro sul passaporto,
l’ingresso in Cile è terribile: tutti i bagagli devono essere ispezionati, per
controllare che non abbiamo con noi prodotti alimentari che potrebbero
contaminare l’agricoltura cilena e tra questi sono compresi: prosciutto,
formaggio, qualsiasi tipo di frutta e verdura ed addirittura oggetti di cuoio!
Noi non abbiamo nulla di tutto ciò…sapendo che ci sarebbero stati questi
controlli, ci siamo mangiati i panini alle 11 sull’autobus!
Arriviamo a Puerto Natales alle 14.15; ci dirigiamo subito ad un bancomat per
ritirare pesos cileni; troviamo un’agenzia che offre trasferimenti per il Parco
delle Torres del Paine e siamo sul bus alle 14.30! Che velocità!
Avvicinandosi al parco, il panorama è fantastico: ci sono guanachi ai lati della
strada, laghi, montagne… insomma, abbiamo già un assaggio di quello che vedremo
nei prossimi giorni!. Entriamo nel Parco, paghiamo l’ingresso, vediamo in
lontananza le famose Torres, coperte dalle nubi e veniamo accolti dal “vento
austral”: raffiche a 50-60 km/h! Terribile!! Non si riesce a stare in piedi!
Veniamo lasciati dall’autobus all’Hosteria
Pehoe, dove avevamo prenotato una notte, sempre tramite internet. L’albergo
è in mezzo al Lago Pehoe, collegato alla terraferma con una passerella: la
posizione è veramente invidiabile con una vista pazzesca sui Cuernos del Paine!!
Ma logicamente, se la fanno anche pagare!! Il simpatico proprietario decide,
allo stesso prezzo, di darci la possibilità di dormire in una camera superior e,
secondo lui, la più bella, perché proprio di fronte ai Cuernos! In effetti, è
veramente stupenda, ma ha tante finestre e ci sono un sacco di spifferi: che
freddo!!! Facciamo una bella doccia bollente e poi andiamo a mangiare: la cena,
purtroppo, non è delle migliori: mangiamo del pollo che non sa di niente e delle
patate con un’erbetta che sembra quella del mate e anche il dolce, una mousse al
cioccolato, ha ben poco di buono…e va beh! Ci attacchiamo ad internet (2000
pesos cileni per 1/2h di connessione), chiacchieriamo con 2 simpatici israeliani
e poi nanna!
10/11/09
Nonostante il freddo, abbiamo dormito benissimo! Ci svegliamo con un bel sole,
che illumina le acque azzurro-turchese del lago Pehoe e i bizzarri Cuernos del
Paine; l’unica cosa che “disturba” è il vento fortissimo! Facciamo colazione,
anche questa non troppo buona, ma abbondante, con un “transfert” pagato in
albergo ci facciamo lasciare nella zona del Parco detta Pudeto, dove potremo
prendere il catamarano per attraversare il Lago Pehoe e raggiungere il rifugio
Paine Grande, dove pernotteremo le prossime 2 notti. Abbiamo, però, un po’ di
tempo a disposizione e quindi lo dedichiamo al sentiero per il Salto Grande, una
bellissima cascata con tanto di arcobaleno e poi a quello per il Mirador Los
Cuernos. Il vento è fortissimo, non si riesce in certi momenti a stare in piedi,
ma il paesaggio è davvero stupendo!!
Il Paine è decisamente un luogo “estremo”, dove la natura regna sovrana e
sprigiona tutta la sua forza e bellezza: il vento che impedisce alle piante di
crescere troppo in altezza, l’acqua azzurrissima dei laghi alimentati dai
ghiacciai, le rocce granitiche e sedimentarie che si stagliano nel cielo e che,
erose dal vento, prendono forme stranissime! Insomma, ti senti davvero piccolo
piccolo di fronte a tutta questa natura!
Terminato il nostro trekking (il ritorno molto più veloce dell’andata, dato che
avevamo il vento a favore…un valido aiuto soprattutto durante i tratti in
salita!!!), andiamo all’imbarco del catamarano, ma è già pieno. Fortunatamente,
eccezionalmente, faranno 2 viaggi e dobbiamo aspettare le 13. Ci sediamo al sole
e ci riposiamo un po’ bruciacchiandoci! Terminata la traversata, arriviamo al
Paine Grande, un grande e moderno rifugio, in una zona ancora più remota del
parco; prendiamo possesso della nostra cameretta piccolissima, con 2 letti a
castello e senza riscaldamento, prenotata su internet, tramite il sito
http://www.verticepatagonia.cl/.
Pensavamo pure di doverla condividere con altri, invece, è solo per noi! Ottimo!
In questo rifugio, è possibile usufruire del comodissimo servizio della “cama
armada”, cioè di avere a disposizione, logicamente pagando, lenzuola, coperte e
1 asciugamano, evitando così di doversi portare durante gli spostamenti anche il
sacco a pelo! Lasciamo i bagagli nella nostra cameretta e cominciamo il sentiero
per il Lago Grey, sempre accompagnati da un vento fortissimo… per di più, si
attraversa un tratto detto la “Quebrada de los vientos”!! Roby, purtroppo, ha
male ad un ginocchio e quindi in salita e discesa fatica un po’… Sappiamo che,
essendo partiti alle 15.40, non potremo mai raggiungere il Rifugio Grey (sono
previste 3 ore solo andata), quindi, facciamo solo un pezzo del sentiero, fino
ad intravedere il Lago Grey, dopo 1h e 30 di cammino. Torniamo così indietro,
cercando di fare in fretta, visto che il tempo è cambiato ed è diventato
bruttissimo ed ogni tanto viene giù qualche goccia d’acqua… Arriviamo al Paine
Grande, vorremmo farci una bella doccia, ma è impossibile: hanno un problema con
il riscaldamento e c’è solo acqua fredda… impensabile!!!! Prendiamo una “cerveza
austral” al bar del rifugio e poi i vaucher per cena e colazione, che avevamo
sempre pagato via internet, al momento della prenotazione. La cena è un
self-service senza infamia e senza lode: zuppa di funghi annacquata, insalata
mista, spezzatino con riso e pesche sciroppate. Dopo cena, ci mettiamo a leggere
i nostri libri vicini alla stufa e scopriamo con somma gioia, alle 22, che il
riscaldamento in camera funziona, ma fa tantissimo freddo lo stesso!! Non osiamo
immaginare quanto possa soffrire chi è in tenda!!!!
11/11/09
Oggi sono 9 anni che io e Roby stiamo insieme! Auguri!!
Ci svegliamo “vivi” e abbastanza caldi… di notte i caloriferi sono rimasti
accesi e sotto il piumino non si stava malissimo!
Dopo colazione, ci prepariamo per partire verso il Campamento Italiano: c’è meno
vento di ieri, ma il tempo è brutto…camminando vengono giù spesso delle gocce di
pioggia, ma si resiste! Il sentiero è molto bello e i paesaggi che abbiamo di
fronte a noi sono meravigliosi! Tutto va bene a parte il fatto che Roby continua
ad avere male al ginocchio e fatica a camminare; siamo quindi più lenti, perché
siamo costretti a fermarci ogni tanto e, quindi, invece, delle 2h e 30 previste
ce ne mettiamo 3. Per arrivare al Campamento dobbiamo anche attraversare un
ponte tibetano, che con il vento, non è proprio il massimo!! Aiutooo!!! Sani e
salvi, mangiamo in una piccola capanna di legno il box lunch del rifugio: a
parte il panino, il resto è pessimo… Andiamo verso la Valle dei Francesi, ma
comincia a piovere sempre più forte, così desistiamo…peccato! Doveva essere
molto bella…già da quel poco che abbiamo visto, ci siamo accorti che valeva
sicuramente la pena percorrerla, ma tra acqua e ginocchio, è meglio non
rischiare, così, dopo un po’, torniamo indietro. Il ritorno lo facciamo per
buona parte sotto l’acqua e siamo più veloci: 2h e 15 minuti! Arrivati al
rifugio prendiamo un tè caldo e andiamo a farci una bella doccia: oggi l’acqua
calda c’è! Che bello! Facciamo un giretto su internet per ristabilire i contatti
con il mondo esterno, dato che qui, logicamente, i cellulari non prendono e non
c’è neppure un telefono, solo internet! Ci mettiamo poi davanti alla stufa a
leggere e a far asciugare giacche e zaini, attendendo la cena, che non è di
nuovo il massimo: solita zuppa annacquata, insalata, pasta e asado e pesca
sciroppata… ci compriamo un pacchetto di biscotti al cioccolato al piccolo
mini-market del rifugio per chiudere con qualcosa di decente!! Finiamo la serata
sempre a leggere davanti alla stufa e poi nanna!
12/11/09
Ci svegliamo accompagnati da una forte pioggia e, quindi, dopo colazione,
aspettiamo il catamarano all’interno del rifugio. Nel frattempo, smette di
piovere: il lago Pehoe prende un colore bellissimo illuminato dal sole e i
Cuernos, liberi dalle nubi, ci lasciano proprio un bel ricordo di questo posto!
Prendiamo il catamarano alle 12.30 e poi subito in coincidenza alle 13.30 il bus
per Puerto Natales. Arriviamo all’Hostal
Loreto Belen, prenotato come sempre via internet, che è veramente
bellissimo: per 35€ a notte in 2 abbiamo una camera matrimoniale riscaldata con
bagno privato, phon, tv e colazione! Assolutamente da consigliare! Al momento,
siamo gli unici ospiti dell’ostello!
Facciamo un bel giretto per Puerto Natales, borgo di pescatori incassato nel
Seno dell’Ultima Speranza, dove spiccano tante casette colorate in lamiera e
negozietti, che lo rendono molto carino. Dopo aver fatto un giro per il mercato
dell’artigianato e comprato dei pinguini in legno per casa, andiamo a mangiare
alla Pica de Carlitos: ottimo!! Io prendo chevice di salmone, Roby di pescato
bianco, poi io merluzza grigliata con patate fritte, mentre Roby salmone con una
salsa ai frutti di mare; lui ha pure lo spazietto per un budino, che gli ricorda
la “crema volteada” del Perù, rimasta nel suo cuore… o meglio, nel suo
stomaco!!! Dopo cena, facciamo ancora un giretto per osservare tutte le tipiche
casette di Puetro Natales, ma fa molto freddo, quindi, dopo poco, rientriamo in
ostello al calduccio e ci guardiamo il filmino girato con la nostra telecamera!
13/11/09
Autobus alle 8.30 per rientrare ad El Calafate. Meno male che lo abbiamo
prenotato con anticipo, perché è sempre pieno e non c’è nemmeno un posto libero!
Il passaggio delle frontiere questa volta è molto più veloce e possiamo goderci
dal finestrino gli infiniti spazi della Patagonia, dove cielo e terra si
mescolano insieme regalandoci ancora quella sensazione di trovarsi ai confini
della terra che porteremo sempre con noi.
Arriviamo ad El Calafate alle 14.30, torniamo con grande gioia da Gerardo alla
Cabanitas, prepariamo le valigie per il giorno dopo e poi ci dirigiamo in centro
per fare acquisti! …. E ne facciamo parecchi! Soprattutto al mercato
artigianale, dove compriamo regalini per i nostri amici e oggetti per la nostra
casetta! Alla sera, abbiamo il nostro tavolo prenotato alla Tablita, dove
mangiamo una bella e buona parilla, anche se dobbiamo ammettere che al Chucharon
abbiamo mangiato meglio. Dopo cena, facciamo ancora una passeggiata: sembra
davvero essere scoppiata la primavera: stiamo senza berretto e si cammina con
piacere! Arriviamo alla nostra cabanas e tanta nanna!
14/11/09
…Tanta nanna proprio!!! Soprattutto perché ho regolato male la sveglia, che
quindi non suona, e ci svegliamo così di soprassalto alle 8.30 con il
trasferimento prenotato ieri per l’aeroporto che ci viene a prendere alle 9!!
Facciamo velocissimamente colazione e alle 8.55 siamo pronti a salire sul bus
che, prima di portarci al terminal, fa il giro di molti altri alberghi ed
ostelli. Una volta arrivati, la coda per il check in è interminabile, così come
quella per le tasse, che si devono sempre pagare per i voli interni…arriviamo al
gate che lo stanno aprendo…oggi tutto veramente di corsa! Il volo passa in
fretta ed arriviamo puntuali a Buenos Aires, dove ci attende un remise, cioè una
macchina con autista, mandata dal nostro albergo, così come avevamo concordato
via mail. Arriviamo all’Art
Hotel, bellissimo, situato nel “barrio” residenziale della Recoleta, dove
abbiamo una bella camera con tanto di opere d’arte appese! Usciamo, così, alla
scoperta di Buenos Aires e cominciamo dal vicino cimitero della Recoleta, dove
vediamo la tomba di Evita Peron e di tanti altri argentini illustri.
Gironzoliamo per le bancarelle davanti al cimitero, vediamo i primi ballerini di
tango, che si esibiscono per strada e poi ci mangiamo delle buone empanadas e
una “provoletta”, formaggio cotto al forno con origano. Camminiamo per l’Avenida
Santa Fè, piena di negozi di tutti i tipi e poi rientriamo in hotel, dove ci
attende un minivan, che ci porterà a vedere uno spettacolo di tango. Abbiamo
scelto, tra gli show convenzionati con l’albergo, quello che si tiene nel locale
“El Viejo Almacen”,
dove assisteremo ad uno spettacolo di tango tradizionale veramente bellissimo!
Finito lo show, nel prezzo è compresa anche la cena, che non è fantastica, ma
non importa! Sicuramente in Argentina non possiamo dire di non aver mangiato
bene! Anzi, è sicuramente il paese, tra tutti quelli visitati, dove abbiamo
sentito meno la mancanza della cucina italiana!! Il solito minivan ci riporta
all’Art Hotel, dove arriviamo a mezzanotte: crolliamo!! Non siamo più abituati a
queste “ore tarde”!!
15/11/09
Oggi tutta la giornata è dedicata alla visita di Buenos Aires: con un taxi
andiamo a San Telmo, dove ogni domenica si tiene una fiera dell’antiquariato e
tutte le vie pedonali sono occupate da bancarelle di ogni tipo!! Che bello!!!
Sono nel mio!!! Facciamo altri acquisti, tra cui un piccolo presepe indios
veramente carino! Con un altro taxi, ci facciamo portare al Caminito, a la Boca,
dove passeggiamo tra le case in lamiera pitturate dai nostri conterranei
genovesi.
Sempre in taxi, andiamo in Plaza S.Martin, dove scattiamo delle belle foto sotto
gli alberi dai fiori pervinca e poi percorriamo a piedi tutta la Calle Florida,
piena di negozi e centri commerciali, fino ad arrivare nella bella Plaza de Mayo,
su cui si affacciano tutti gli edifici più importanti: la Casa Rosada, dai cui
balconi tenevano i discorsi i Peron, la cattedrale, il Banco della Nation ed
altri. Dopo averli ammirati con calma, prendiamo un altro taxi (come avrete
capito è molto economico e veloce muoversi con questo mezzo!) e andiamo a fare
una bella passeggiata a Puerto Madero, la zona nuova del porto. Prima di
rientrare in hotel, ci dedichiamo agli acquisti di alcuni regalini di Natale in
Avenida Santa Fè.
Che dire di Buenos Aires? E’ una città piena di contrasti: per certi versi è
molto “europea” e moderna, per altri è una tipica metropoli del Sud America con
tanta povertà… basta allontanarsi dai luoghi turistici per vedere molto degrado…
La nostra ultima sera la dedichiamo ancora al tango (“ultimo tango a … Buenos
Aires!!). Scegliamo lo spettacolo di Madero Tango, dove vedremo uno show di
altissima qualità che passa dal tango tradizionale a quello moderno con influssi
di musica jazz ed elettronica. La cena è ottima (un fantastico bife de chorizo
per chiudere in bellezza!) e il locale è nuovissimo e molto elegante…noi con i
nostri jeans e maglietta siamo un po’ fuori luogo, ma l’importante è lo
spettacolo!!
16/11/09
Oggi sveglia con calma, colazione abbondante, sistemazione dei bagagli e poi
attesa del “trasfert” per l’aeroporto Ezeiza, prenotato in albergo.
Lasciamo così Buenos Aires e l’Argentina, pronti per il lungo volo
intercontinentale ed il rientro a casa…
Abbiamo visto lande desolate spazzate dal vento, alcuni dei ghiacciai più grandi
ed imponenti della terra, abbiamo percorso sentieri “mitici” per gli amanti
dell’escursionismo, al cospetto di maestose montagne, abbiamo navigato sul
Canale di Beagle, attraversato parte della Ruta 40, siamo stati in balia del
vento austral e accompagnati dalle note del tango di Buenos Aires… insomma, il
viaggio è stato fantastico, è andato tutto alla perfezione e ricorderemo sempre
con grande gioia la nostra avventura in Patagonia…
…“e i giorni son secoli, aspettando
di poter tornare di nuovo alla fine del mondo, cullato dal canto del mare”…
Hasta luego Argentina!
valentinaratto@tin.it
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