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Colombia 2012

Colombia 2012


VIAGGIO IN COLOMBIA (TIERRA DE HOMBRES AMABLES)

(racconto di viaggio dall’8 al 28 gennaio di Roberto Buracchini)

Costi per 2 persone Cambio ufficiale al momento del viaggio 1€ = 2.360$ COP
La Colombia a differenza di quello che era scritto nella guida, non ci è sembrata un Paese economico in confronto agli altri stati sud americani. Molti viaggiatori incontrati nel Paese, che attraversavano il sud America, ci hanno confermato che negli ultimi anni, la Colombia è diventata piuttosto cara in confronto a 3/4 anni fa. Molti argentini trovati sul nostro cammino ci hanno detto che il loro Paese risulta meno caro, per esempio. I prezzi indicati nella guida da noi utilizzata (Lonely Planet 2009) in realtà sono aumentati almeno del 30% in alcuni casi anche di più. Un esempio su tutti il parco Tayrona che veniva indicato come prezzo d’ingresso 21.000$COP in realtà il prezzo era di 35.000$COP. Le tariffe dei trasporti sono aumentate notevolmente anche se in alcuni casi chiedendo sconti o promozioni siamo riusciti a risparmiare qualche pesos. I trasporti rimangono comunque la spesa più elevata in un Paese molto grande come la Colombia, soprattutto se ci si sposta fino alla costa. Inoltre sembra che da metà dicembre fino a metà gennaio i prezzi subiscano un aumento dovuto alle vacanze interne dei colombiani. Per di più il cambio negli ultimi anni è diventato molto più svantaggioso passando da 3200$COP del 2009 a 2363$COP x euro del 2012. Un consiglio, non cambiate euro ma prelevate direttamente nei cajeros.

ALCUNI ESEMPI :
Bagni pubblici 500 – 800
Acqua piccola 1600 – 2000
Comida corriente carne 7000 – 10000
Comida corriente pesce 10000 – 15000
Bus cittadino 1500 – 1800
Birra fresca 2000 – 3000
Arepa 1000 – 2000
Empanada 1000 – 2000
Succo naturale 2000 – 3000
Caffè tinto 1000 – 1500
Bicchiere di frutta fresca 1000 – 1500

PERNOTTAMENTI 778.000$ (più caro Medellin 50.000 – più economico a San Gil 30.000$)
TRASPORTI 1.056.800$
ATTRAZIONI TOT 160.000$ (parchi e riserve naturali – musei etc.)
TAXI 119.000$ (più caro a Bogotà 23.000$ – più economico a San Gil 2.000$)
PASTI E VARIE 1.473.000$ (a mangiare sempre arepa e empanada bastano 10.000$ pp)
TOTALE SPESE 3.588.000$/2.360$ = 1.520€ per due persone 20 giorni
VOLO AIR FRANCE 860€x2 = 1.720€ per due persone

Rubrica gastronomica:

FRUTTA: mango – papaya – ananas – banana – lulo – tomate de arbol – guayaba – feijoa – maracuya – tamarillo – guanabana – curuba – granadilla – tamarillo
SPECIALITA’ INCONTRATE: bocadillo con queso – sopas boyacenses – truchas – huevos perico – caldo de costilla – empanadas – churrasco – crema de tomate – arepa – pinchos de carne – mojarra – sierra – robalo – camarones – pargo – cazuela ranchera/paisa – langostino al ajillo – palito de gelatina – pollo planchato – arequipe de maracuya
BEVANDE CONOSCIUTE LUNGO IL CAMMINO: tinto – cafè con leche – canelazo – cerveza aguila – cerveza costena – cerveza costenita – cerveza poker – cerveza club colombia – gaseosas manzana – gaseosas uva – pony – cola postobon – aguapanela

SI PARTE !!!!!!!!

08 GENNAIO ROMA – PARIGI – SANTA FE’ DE BOGOTA’

Dopo la notte scorsa, passata in bianco all’aeroporto di Fiumicino, ci dirigiamo verso il terminale 1 per iniziare la nostra avventura. Partiamo da Roma con un leggero ritardo, senza però grossi problemi sulla coincidenza di Parigi. Dopo 11 ore di volo intercontinentali con Air France, raggiungiamo in perfetto orario l’aeroporto El Dorado di Santa Fe’ de Bogotà’. Ritiriamo il bagaglio di Elisa (io ormai viaggio da anni con uno zainetto da 5 kg) e saliamo al piano superiore dei terminali per prelevare del contante. Scendiamo nuovamente in direzione dell’ufficio dei taxi a tariffa fissa e ritiriamo la ricevuta con il costo fino alla nostra destinazione. Saliamo sul taxi e in 25 minuti raggiungiamo il quartiere La Candelaria, in pieno centro di Bogotà. Alloggeremo in una stanza nei pressi dell’hostel Platypus che non vale assolutamente il costo che abbiamo pagato. Stanchi del viaggio, con la complicità del fuso orario e l’altitudine, facciamo appena in tempo a comprare due mango nel negozio dell’angolo opposto e alle 20.00 siamo già sotto le coperte. Speriamo che la pioggerella che ci ha accolto a Bogotà, domani sia scomparsa, per facilitare il proseguo del nostro viaggio.

09 GENNAIO BOGOTA’ – VILLA DE LEYVA

Visto la grande stanchezza dei giorni passati, ci svegliamo dopo 10 ore di profondo sonno. Sono le 6 del mattino quando mi alzo ed esco per una doccia ristoratrice. Aspettiamo che esca il tiepido sole di Bogotà e dopo la colazione a base di mango con caffé offerto dall’hostel, raggiungiamo il terminal sud dei trasporti con un taxi. Compriamo un ticket con la compagnia Gaviota con destinazione Villa de Leyva e dopo un’ora circa ci mettiamo in strada per affrontare il primo di una lunga serie di spostamenti. Lasciamo il traffico cittadino della capitale, addentrandosi nella lussureggiante regione di Boyacà, passando per Zipaquirà e Chiquiquirà. Raggiungiamo la nostra destinazione alle 12 e qui ci aspetta la prima sorpresa colombiana. Il gentilissimo Wilson, conosciuto lungo il tragitto in bus, ci offre il pranzo in un ristorantino nei pressi della piazza centrale. Avevamo parlato a lungo nel tragitto fino a Villa de Leyva e ci era rimasto subito molto simpatico; ma non avrei mai immaginato che ci avrebbe offerto il pranzo. E non è stato possibile neppure rifiutare più volte, anzi meglio accettare senza tante chiacchiere, i colombiani potrebbero offendersi. Comunque, dopo il pranzo, ci sistemiamo presso l’Hospederia La Villa, gestita da una simpatica colombiana, situato a pochi passi dalla piazza. Lasciamo i nostri zaini e iniziamo la visita del villaggio.
Strade acciottolate, edifici color calce, porte e finestre di color verde e simpatici balconi addobbati con coloratissimi fiori, ci accompagnano nella nostra visita a Villa de Leyva. Prendiamo un caffé in una delle tante case coloniali e poi proseguiamo la visita tra una galleria d’arte e l’altra. Alle 17.00 ci rilassiamo un po’, con una fresca birra all’interno della Casa Quintero. Rientriamo all’Hospederia per una doccia e un attimo di riposo, poi usciamo per cena presso un piccolo ristorante di comida rapida. Iniziamo le nostre scoperte culinarie con sopa de pollo y champinones. Facciamo due passi per ammirare la cittadina in versione notturna, ma anche stasera rientriamo in alloggio molto presto. Alle 21 siamo a letto in attesa della nostra prossima giornata colombiana.

10 GENNAIO VILLA DE LEYVA – RAQUIRA’ – VILLA DE LEYVA

Anche questa mattina sono sveglio di buon ora, e dopo un po’ di lettura sulla sedia a dondolo della terrazza, mi faccio una doccia per svegliarmi definitivamente. Una volta sveglia anche Elisa, facciamo colazione nei pressi della stazione dei bus con HUEVOS PERICOS e CALDO DE COSTILLAS. Prima delle 09.00 raggiungiamo la Renacer Guesthouse, dove la colombiana della reception ci accompagna fino all’inizio del sentiero che porta fino ad una cascata sopra la collina che domina Villa de Leyva. Dopo un’ora circa di cammino nella vegetazione andina, raggiungiamo il mirador, dove sono collocate due semplici panchine, dalle quali si può approfittare della bellissima vista sulla cittadina e i suoi dintorni. Rientriamo a Villa de Leyva grazie al passaggio in auto, offertoci da un’anziana colombiana, e ci dirigiamo alla stazione dei bus. Chiedendo informazioni sull’autobus diretto a Raquirà, facciamo conoscenza con una coppia Ispano – colombiana e condividiamo il tragitto in taxi compartendo la tariffa di andata e ritorno. Raggiungiamo Raquirà alle 13.00 e iniziamo la visita del piccolo e coloratissimo villaggio, famoso per la lavorazione della terracotta. Facciamo alcuni piccoli acquisti in uno dei tanti negozi di artigiani e poi pranziamo nei pressi della piazza centrale, con un buon Churrasco e due fresche Costena. Rientriamo con lo stesso taxi a Villa e insieme alla coppia conosciuta precedentemente una volta giunti in paese sorseggiamo una cerveza in piazza.
Dopo aver salutato i nostri compagni, rientriamo per una doccia calda e per rilassarsi un po’ sulla sedia a dondolo. Usciamo per la cena in una delle tante asaderias disposte in tutta Villa de Leyva e prendiamo un piatto unico completo con pinchos de carne varias e papas.

11 GENNAIO VILLA DE LYVA – TUNJA – SAN GIL

Come al solito, siamo in piedi molto presto; prendiamo i nostri zaini e alle 06.30 usciamo in piazza per una prima colazione e per acquistare il nostro biglietto per Tunja. Mangiamo caffé con pan al terminal e partiamo da Villa alle 07.15. La strada corre lenta tra una curva e l’altra tra le Ande della cordigliera orientale e i panorami sono indescrivibili; in meno di un’ora raggiungiamo la capitale dello stato di Boyocà: Tunja. Il bus per San Gil è appena partito e quindi aspettiamo circa un’ora al terminal, osservando il via vai degli innumerevoli bus. Come ci era stato detto, il collettivo della compagnia Autoboy per San Gil, arriva in punto alle ore 09.00 da Bogotà. Saliamo nei due sedili accanto all’autista e scivoliamo nuovamente tra le bellissime strade andine, circondate da una vegetazione lussureggiante. Intanto, pian piano scendiamo di quota, e dai 2800 m.l.m. di Tunja, raggiungiamo i 1100 m.l.m. di San Gil. La temperatura è aumentata e noi ne siamo contenti, lasciamo i nostri zaini all’hotel Casa Real e andiamo a visitare l’attrazione principale della cittadina: IL PARQUE GALLINERAL. Facciamo una bella passeggiata in questa oasi cittadina e dopo un caffé al bordo della piscina naturale, rientriamo in centro per raggiungere la Plaza Principal. L’angolo settentrionale della piazza è dominato dalla cattedrale cittadina mentre quello orientale dal palazzo della municipalità con le loro architetture coloniali. Raggiungiamo la Casa De Cultura, visitiamo l’interno addobbato con un piccolo mercatino dell’artigianato e vista la ora tarda, decidiamo di cenare qua con Arepa e Churropapa (Churrasco con papas).
Passeggiata serale nella piazza principale per osservare la vita notturna dei colombiani, poi a dormire in attesa di un altro giorno colombiano.

12 GENNAIO SAN GIL – BARICHARA – BUCARAMARGA – BUS NOTTURNO PER SANTA MARTA

La giornata di oggi la dedichiamo alla visita di Baricchara, un villaggio coloniale ben conservato della regione di Santander. Dopo una fresca doccia mattutina, usciamo per fare colazione in una panaderia situata ad una sola quadra dal nostro alloggio. Approfittiamo del primo mattino per fare una visita alla Plaza de Mercado, costituita da due immensi padiglioni con dentro il mercato di frutta, verdura e ogni tipo di alimentari, con tanti piccoli posti per colazioni e pranzi veloci. Alle 08.30 prendiamo il collettivo della Cotrasangil per Baricchara e dopo aver percorso i 20km di strada tortuosa, raggiungiamo la plaza principal del bellissimo villaggio coloniale di Baricchara.
Come prima cosa, ci sediamo in una delle tante panchine della piazza per ammirare la vita lenta del villaggio, entriamo in una casa coloniale per visitare una mostra contemporanea e poi saliamo le scale della cattedrale per ammirarla da dentro. Dalla piazza principale saliamo verso la collina in direzione della chiesa di S. Barbara e visitiamo il Parque Para Las Artes, con le sue sculture e il modesto anfiteatro. Dopo la magnifica vista sulle valli circostanti, imbocchiamo il sentiero conosciuto con il nome di Camino Real. Il sentiero arriva fino al villaggio di Guane, ma noi ci limitiamo a percorrere i primi 800 metri in discesa fino alla statale, che poi ci riporta fino a Baricchara.
Una volta rientrati in paese, andiamo a visitare una cooperativa di anziani tessitori per mia DEFORMAZIONE PROFESSIONALE. Osserviamo la lavorazione dei tessuti e dopo aver contribuito con l’acquisto di alcuni braccialetti, rientriamo in piazza. Da qui visitiamo il cimitero con la chiesa annessa e poi facciamo pranzo con una comida corriente. In meno di un’ora raggiungiamo nuovamente San Gil, dove recuperiamo i nostri zaini all’hotel e ci rechiamo al terminal dei bus. Compriamo il ticket con Berlinas Del Fonce per raggiungere Bucaramanga e riserviamo il passaggio notturno fino a Santa Marta sempre con la stessa compagnia. Durante lo spostamento a Bucaramanga, lo spettacolo che ci offre il canyon De Chicamocha è indescrivibile e giusto nei pressi del parco naturale, un piccolo incidente accorso ad un tir, ci regala una sosta piacevole  sui bordi del canyon con vista mozzafiato. Dopo aver sgombrato la strada, in un’ora e mezzo circa, arriviamo alla stazione di Bucaramanga, dove attendiamo il bus notturno per S. Marta. Il bus partirà alle 22.30 e noi dedichiamo le 4 ore di attesa tra una partita di carte e l’altra. Nell’occasione approfittiamo anche per scrivere due righe in Italia e salutare gli amici. Poi ci prepariamo per il grande freddo offerto sistematicamente dagli autisti colombiani, selezionando l’aria condizionata ad una temperatura glaciale. Partiamo con circa 30 minuti di ritardo e ci copriamo bene con i nostri sacco a pelo; fortunatamente ci addormentiamo subito, mentre il bus lascia gli altopiani andini, per raggiungere la costa e la regione del Magdalena.

13 GENNAIO SANTA MARTA – TAGANGA

Apro gli occhi che sta per spuntare il sole, anche se il sonno è stato piuttosto leggero. L’autobus sta attraversando le pianure del nord, con sullo sfondo, la più alta catena montuosa costiera del mondo: la Sierra Nevada De Santa Marta. Alle 08.20 raggiungiamo la stazione dei bus di S. Marta e dopo aver recuperato un po’ di contanti al cajero automatico, saliamo su un bus cittadino che fa la spola tra il terminal e Taganga, passando per il centro di S. Marta. Percorriamo le vie affollate della città con le note della Salsa che escono da ogni angolo e da ogni finestra della città, e pian piano lasciamo la capitale del Magdalena per raggiungere l’affollatissimo villaggio di Taganga.
Alloggiamo al Moramar, hostel gestito da una anziana coppia colombiana. Facciamo subito una doccia fredda ed usciamo per conoscere Taganga. Come prima cosa, facciamo colazione e ci beviamo un bel jugo natural. Inizia così la lunga serie di assaggi della favolosa frutta tropicale della Colombia; oggi iniziamo con tomate de arbol e lulo. Lasciamo la strada principale e ci dirigiamo verso Playa Grande attraverso un sentiero ben segnalato. Le vacanze dei colombiani non sono ancora terminate, e lo si nota benissimo, una volta giunti in vista della baia. La Playa infatti è invasa da numerosissimi gruppi di colombiani intenti a mangiare bere e far baldoria lungo la riva del mare. Noi decidiamo di proseguire diritto per altri 10/15 minuti e arriviamo finalmente in una baia più tranquilla. Osservando il lavoro certosino dei pescatori, non ci facciamo scappare l’occasione di un bel piatto di pesce grigliato, appena uscito dal mare. Attendiamo tra una birra e l’altra il nostro buon pesce e dopo un paio di bagni in mare, rientriamo in hostel per una doccia, prima che faccia buio. A cena usciamo per strada, sempre approfittando di pesce a buon mercato e facciamo una passeggiata nell’animata via centrale di Taganga. Villaggio amato dai subacquei, e da tanti argentini, il villaggio di Taganga è comunque un’ottima opzione economica per visitare in giornata il Parque Tayrona.

14 GENNAIO TAGANGA – PARCO TAYRONA – TAGANGA

Scendendo dalla nostra abitazione, veniamo accolti da Rosario con un buon caffé caldo. Non facciamo in tempo a terminarlo che passa di fronte all’ostello il collettivo per S. Marta. Saliamo al volo e in pochi minuti raggiungiamo il mercato centrale della città dove saliamo sul bus diretto verso est e che ci lascerà all’entrata del parco, nei pressi della località El Zaino. Giunti all’ingresso, paghiamo il costoso biglietto del parco (35.000$cop) e grazie ad un ulteriore buseta copriamo il tragitto che separa El Zaino con Covenas. La scelta di effettuare la gita al parco in giornata, è stata pressoché economica, visto che le uniche cabanas del parco hanno un prezzo superiore ai 100.000$cop. C’è l’opzione amaca per circa 22.000$cop a testa ma l’esperienza dell’amaca ormai già conosciuta la lasciamo ai più giovani argentini.
Iniziamo la visita con un sentiero di circa un’ora attraverso il parco, il quale ci conduce fino ad Arrecifes. A questo punto lasciamo il sentiero e proseguiamo lunga la spiaggia. La natura è imponente e la sierra Nevada alle spalle del mare offre, insieme alla potenza dell’acqua, uno spettacolo unico. Raggiungiamo in mezz’ora, la baia conosciuta con il nome di La Piscina, dove possiamo stendersi sulla spiaggia dorata del parco. Questo è uno dei pochi tratti di mare del parco dove sia possibile la balneazione e noi ne approfittiamo con rinfrescanti bagni. Da qui ci dirigiamo verso Cabo S. Juan de la Guia, dove inizia un sentiero attraverso la sierra fino al piccolo insediamento di El Pueblito e altre spiagge come Playa Brava. Noi ci dedichiamo al relax sulla baia de La Piscina ancora per un po’ e poi ripercorriamo esattamente il tragitto al contrario per rientrare prima a El Zaino e poi Taganga. Stasera ceniamo in ostello con una bella insalata di Avocate pomodori e fagioli. Il parco è stato uno dei luoghi più interessanti e più belli che abbia mai visto. Mi ha ricordato molto Cape Tribulation nell’estremo nord-est dell’Australia. Avendo tempo, sarebbe un bel luogo per un bel letargo invernale.

15 GENNAIO TAGANGA – SAN PEDRO ALEJANDRINO – TAGANGA

La mattinata di oggi la dedichiamo un po’ alla storia, e in particolar modo alla storia dell’indipendenza colombiana. Parlando di indipendenza in Colombia, ma anche nei Paesi limitrofi, non si può non parlare del Libertador: Simon Bolivar. Per questi motivi, oggi ci dirigiamo verso quella che fu la ultima residenza proprio di Bolivar. Prendiamo il solito collettivo da Taganga e ci facciamo lasciare alla Quinta di S. Pedro Alejandrino. Per chi conosce il Romanzo di Marquez, “Il Generale nel suo labirinto”, il nome di S. Pedro Alejandrino, risuona come un triste finale. Infatti questa Hacienda è la residenza dove il Libertador fu invitato dalla famiglia Mier a passare i suoi ultimi giorni. Qua, tra queste mura, morì molto giovane, ormai malato di tubercolosi. Nel biglietto d’ingresso di 12.000$cop, è compresa anche una guida e noi ci facciamo accompagnare dal giovane colombiano dell’università di Santa Marta. Come prima cosa, visitiamo le stanze dove ha risieduto Bolivar, con la biblioteca, il bagno e le varie stanze, sistemate attorno ad un tipico cortile coloniale. Da qui, visitiamo la zona della lavorazione del miele e della canna da zucchero e poi raggiungiamo l’altare della patria. Questo altare in marmo di Carrara, fu costruito per mano di due italiani, in onore di Bolivar e della Colombia. Dall’altare, raggiungiamo la sala esposizioni contemporanea e facciamo due passi nel giardino botanico della residenza. Dopo un caffé, rientriamo a Taganga in meno di 30 minuti e facciamo immediatamente pranzo con l’ennesimo pescado alla griglia. Dedichiamo il resto della giornata ad una delle spiagge nei pressi di Taganga e rientriamo al villaggio alle 17.00 circa. Sorseggiamo una fresca birra in uno dei tanti chioschi situati lungo mare e una volta rientrati in hostal, paghiamo il nostro conto in vista della nostra partenza di domani mattina presto. Prima di andare a dormire, contattiamo un campeggio di Playa Blanca per assicurarsi di non dover dormire nell’amaca, ma di poter usufruire di un letto e una capanna.

16 GENNAIO TAGANGA – SANTA MARTA – CARTAGENA DE LAS INDIAS

Alle 06.30 del mattino, prendiamo il solito caffé offerto dal Moramar e prima di salire sul collettivo, ringraziamo e salutiamo Luis Gabriel, il tuttofare dell’ostello. Con circa 45 minuti, raggiungiamo il terminal dei bus a S. Marta e alle 08.30 partiamo in direzione di Cartagena. In 4 ore circa, il bus della Berlinas ci accompagna in una delle mete più turistiche dell’intera Colombia. Con un taxi, raggiungiamo la zona della città conosciuta con il nome di Getsemanì, e alloggiamo all’hotel Familiar, in una via più tranquilla delle altre piene di bar e ristoranti. Lasciamo il nostro equipaggio in stanza e dedichiamo le 4 ore pomeridiane alla visita della città vecchia, perdendosi nei vicoli stretti e colorati di El Centro e San Diego. La città è una meraviglia dell’architettura coloniale, anche se ci sono zone meno conservate. Nonostante questo la maggior parte dell’interno delle mura, è ben tenuta e pulita. No so se sto esagerando, ma mi è sembrato di rivedere una Havana in miniatura e meglio tenuta. La visita della città, termina con una bella passeggiata lungo le mura, visitando Las Bovedas, celle sotterranee che venivano usate dagli spagnoli come deposito per munizioni. Contenti della visita ma stanchi della camminata, rientriamo in albergo alle 19 circa e sorseggiamo una fresca Aquila in compagnia del proprietario dell’hotel che ci invoglia a visitare Medellin e la zona cafetera.

17 GENNAIO CARTAGENA – PLAYA BLANCA

La giornata di oggi ha ben poco di interessante da sottolineare, se non fosse per il fatto che abbiamo aspettato 3 ore circa la partenza della lancia per l’isola di Barù e la magnifica spiaggia di Playa Blanca. Per fortuna, alle 10.30, la lancia si decide a partire e in circa 35 minuti di navigazione raggiungiamo la nostra meta. Avevamo deciso di alzarsi un’oretta più tardi considerando il breve spostamento, ma come al solito, gli inconvenienti sono a portata di mano. Ci stabiliamo in una capanna a 10 metri dal mare presso il campeggio La Estrella. Senza grandi lussi, a parte il mare a due passi, dedichiamo l’intera giornata al mare, alla cerveza e a dell’ottimo pesce.

18 GENNAIO PLAYA BLANCA

Sveglia all’alba; era tanto tempo che non mi svegliavo a 5 metri dai caraibi, e dunque ne approfitto subito  per un bagno delle 06.45 in acque calde. Anche oggi grandi spostamenti: dal nostro alloggio, raggiungiamo la zona sud della spiaggia per la colazione a base di frutta fresca. Sarà la unica e vera attività giornaliera. Per il resto, poco da segnalare, a parte il pranzo in riva al mare con Pargo e Patacones. Il pomeriggio lo passiamo tra un bagno e l’altro, alcune cervezas e ammirando un magnifico tramonto. Cena a base di langostino. Dopo questi due giorni passati a lavorare duramente sulla costa caraibica, domani dovremmo ripartire, altrimenti rischiamo di farci risucchiare dalla vita lenta e rilassata del CARIBE !!!! In attesa di un’altra notte in spiaggia, dedichiamo un’ora per una bellissima passeggiata notturna sotto le stelle.

19 GENNAIO PLAYA BLANCA – CARTAGENA

Ultima mattinata sulla spiaggia di Playa Blanca. Per rientrare a Cartagena dovremmo aspettare le lance del pomeriggio, le quali di ritorno dall’escursione alle isole del Rosario, recuperano alcuni passeggeri che si sono fermati sull’isola di Barù una o più notti. Anche stamani, passeggiata mattutina sulla spiaggia isolata, almeno fino alle 11.00. Sosta d’obbligo da Maria, per la colazione a base di insalata di frutta: Mango – Ananas – Banana – Papaia – Anguria – Melone – Mandarino. Rientriamo al campeggio per un buon caffé e poi ci distendiamo sulla sabbia per le ultime ore. Stamani abbiamo conosciuto una simpatica coppia di argentini, entrambi di famiglia italiana. La mattina passerà serena tra un argomento e l’altro offerto dal simpatico Duilio che ci invita a visitarli nel suo Paese. Intanto ci scambiamo i contatti, non si sa mai, dovesse capitare di fare un viaggetto da quelle parti; non si sa mai… magari!
Alle 15.00, dopo un pranzo a base di Robalo e papas, salutiamo gli argentini e saliamo sulla lancia che ci riporta a Cartagena.
Nel pomeriggio si alza un po’ il vento, il mare si fa più grosso e in mare aperto con la lancia veloce, sembra di essere al Luna Park. Ma per fortuna il tragitto è breve, ed entriamo nella baia di Cartagena dopo circa 30 minuti. Alle 16.30 siamo di nuovo all’hotel Familiar di Getsemanì e dopo una fredda doccia, usciamo per una passeggiata in città. Stasera ci facciamo coinvolgere da un altro argentino che ci convince a provare la loro pizza per cena. Certo non è la nostra pizza italiana, ma con un paio di birre e senza spendere troppo, passiamo un’ottima serata a Getsemanì.

20 GENNAIO CARTAGENA – TOLU’

Questa mattina, lasciamo Cartagena, anche se non ci allontaniamo troppo. La vita rilassata dei caraibi ci ha coinvolti più del previsto e non ci decidiamo a lasciare la costa. Sotto suggerimento di alcuni colombiani, ci dirigiamo verso sud-ovest, sempre sulla costa, in una località frequentata per lo più da turisti colombiani. Dopo tre ore di bus, raggiungiamo Tolù, piccolo villaggio situato sul golfo di Marrasquillo. Giunti al terminal, veniamo accolti da un paio di ciclo taxi che ci invitano a raggiungere il nostro alloggio con il loro coloratissimo mezzo di trasporto. Paghiamo 4000$cop e saliamo con i nostri zaini. In 10 minuti, siamo nella accogliente e pulitissima Villa Babila, di proprietà tedesco – colombiana. Veniamo accolti con la solita gentilezza e ci accomodiamo in una delle abitazioni, dislocate in un cortile di palme e amache. Qui a Tolù, il mare non è molto bello e dedichiamo il pomeriggio alla scoperta di questo anonimo villaggio. Visitiamo una spiaggia nella parte meridionale di Tolù e poi rientriamo in centro per un caffé nei pressi della chiesa. Esploriamo tutte le piccole vie del paesino e poi ci accomodiamo lungo mare, sorseggiando una birra e ammirando il tramonto. Stasera, come ormai da qualche giorno, cena a base di pesce, in uno dei tanti ristorantini del lungo mare. Zuppa di pesce e un buonissimo piatto di langostino in salsa di cocco… CHE DELIZIA!!!

21 GENNAIO TOLU’ – ISLAS DE SAN BERNARDO – TOLU’

Dedichiamo la giornata di oggi alla scoperta delle isole meridionali del PAQUE NACIONAL NATURAL CORALES DEL ROSARIO Y SAN BERNARDO. L’arcipelago di S. Bernardo, quello meridionale, conta circa 10 isole, di cui la maggior parte disabitate. Ironia della sorte, una delle poche abitate, sembra che sia l’isola con la più alta densità di popolazione al mondo. Infatti, l’isola Santa Cruz del Islotes, con i suoi 1200mq, ospita ben 1050 abitanti, formando così una vera e propria baraccopoli galleggiante. Le attrattive principali rimangono comunque le bellissime spiagge bianche dell’isola Palma e dell’isola Mucura, dove ci fermiamo per il pomeriggio.
Nonostante si possa anche pernottare in queste 2 ultime isole, noi abbiamo preferito visitare le isole in giornata. Ci godiamo per un paio d’ore il mare cristallino di Mucura e alle 15.30 risaliamo sulla lancia veloce in direzione di Tolù. Rientrati, ci sistemiamo sulla piazza centrale con un buon caffé e un po’ di frutta fresca. Ceniamo nei pressi del mare e facciamo la nostra passeggiata notturna tra la gente colombiana.

22 GENNAIO TOLU’ – COVENAS – BUS NOTTURNO PER MEDELLIN

In attesa del bus notturno, oggi ci spostiamo di qualche km da Tolù. Alle 08.30, lasciamo il nostro alloggio e andiamo a fare colazione al parco centrale. Poi ci dirigiamo verso l’ufficio della compagnia Brasilia e compriamo il biglietto per la notte, lasciando i nostri zaini nell’ufficio. Ci dirigiamo all’angolo opposto della piazza e prendiamo un collettivo con destinazione Covenas. In pochi minuti veniamo scaricati nel “centro“ del villaggio e noi ci incamminiamo verso il mare. Niente di eccezionale, ma ci accomodiamo lungo mare per un paio d’ore di relax. Facciamo pranzo con una Bandejas de pescado (portata di pesce del giorno), sorseggiamo un paio di birre e alle 14 riprendiamo il collettivo per Tolù. Ci facciamo lasciare nei pressi della Cienega de los Caimanes, dove è possibile noleggiare una canoa e visitare la palude con le mangrovie e gli uccelli che la abitano. Noi, ci accontentiamo di una fresca birra offerta da un simpatico signore di nome Victor che ci invita a sedere a suo lato per fare due chiacchiere. Dopo aver parlato di extraterrestri e di altre forme viventi, salutiamo Victor e saliamo sulla buseta. Prendiamo un caffé all’angolo della piazza e dopo aver ritirato lo zaino, ci facciamo accompagnare al terminal da uno dei tanti ciclo taxi del villaggio. In perfetto orario, partiamo con l’expresso della Brasilia in direzione sud. Lasciamo così la costa per rientrare nuovamente nel cuore del Paese. Proxima Estacion: Medellin.

23 GENNAIO MEDELLIN

Ore 06.35, è appena arrivato il bus alla stazione. Il sole sta incominciando a farsi strada tra le Ande occidentali. L’autostazione di Medellin è una delle più moderne viste fino ad ora. Contattiamo un paio di hostel che risultano occupati. Alla fine troviamo una doppia senza bagno nei pressi di El Poblato. Lasciamo il terminal e ci dirigiamo verso la metro. A quest’ora la metro è affollatissima e ne perdiamo almeno un paio dove non entriamo per la quantità di gente all’interno. Finalmente al terzo tentativo entriamo e raggiungiamo in pochi minuti la nostra destinazione. Dalla stazione di El Poblato una camminata in salita di circa 30 minuti, ci porta fino all’hostel Arcadia. Ad attenderci, il simpatico greco Spyros, che ci offre immediatamente un buon caffé, illustrandoci tutti i luoghi d’interessi di Medellin e dintorni. Lasciamo il nostro equipaggiamento nella stanza e usciamo per visitare la città. Con un collettivo cittadino, raggiungiamo la metro e poi la stazione di Parque Berrio. Scendiamo all’altezza del palazzo della cultura, dove entriamo per una visita gratuita. All’uscita del palazzo, veniamo accolti dalle sculture del famoso artista colombiano Botero, che abbelliscono la Plazoleta de las Esculturas. Dopo la visita alla piazza, entriamo nel museo di Antioquia, dove possiamo ammirare tra le altre opere, una magnifica collezione del suddetto artista. Sorseggiamo un caffé nel giardino del museo e poi proseguiamo la nostra visita alla città di Medellin. Prendiamo la strada pedonale di Carabobo raggiungiamo quella che sembra essere la chiesa più vecchia della città: Ermita de la Veracruz, che si fa notare con la sua facciata a calce bianca tra le tante costruzioni del centro. Poi raggiungiamo il parco Berrio e la basilica de la Candelaria, piena di pellegrini accorsi per le preghiere mattutine. Da qui, con una passeggiata nella pedonale Junin, raggiungiamo la cattedrale metropolitana, situata nel lato settentrionale di piazza Bolivar. Saliamo nuovamente in metro, all’altezza della stazione Prado e ci dirigiamo verso il giardino botanico. Ci rilassiamo un paio d’ore tra la natura del parco e nel tardo pomeriggio rientriamo a El Poblato. Attraversiamo il Parque Linear La Presidenta, e alle 18.00 rientriamo in hostel. Al nostro rientro, incontriamo un gruppo di argentini conosciuti a Playa Blanca e ci rilassiamo con loro e una cerveza in terrazza. Stasera ceniamo in ostello con formaggio avocate e dell’ottimo pane.

24 GENNAIO MEDELLIN – PARQUE ARVI’ – MEDELLIN

Oggi ci accompagnerà Gustavo, un argentino conosciuto la sera prima in ostello. Viaggiando solo, e amando la natura, si aggrega a noi per la visita al Parque Arvì. Usciamo dall’ostello alle 08.30 e prendiamo la metro fino ad Acevedo e proseguiamo con il metrocable fino a Santo Domingo. Oggi è nuvoloso e la vista dalla sierra sulla città, non è delle migliori, ma suggerisco a tutti di farsi una corsa in metrocable per ammirare la città e i barrios che la compongono. Una volta giunti a Santo Domingo, risaliamo su un ulteriore metrocable che però si paga a parte e in 20 minuti, con vista mozzafiato, raggiungiamo la Estacion Arvì. Ad attenderci, le cordiali guide del parco che ci mostrano tutte le attività da svolgere all’interno del parco e ci forniscono una mappa del sito. Decidiamo di visitare il nucleo Comfenalco, con la sua diga di Piedras Blancas e altre attrattive. Con un collettivo, raggiungiamo l’entrata del parco e paghiamo 16.500$cop per un pacchetto che comprende diverse attività (mariposario, insectario, gita in barca e canopy sopra il lago). Dopo aver effettuato tutte le attività proposte nel pacchetto, facciamo due passi lungo un sentiero che costeggia il lago e rientriamo in collettivo all’Estacion de Arvì. Pranziamo con 2 empanadas lungo la strada e poi ci accodiamo ad una guida lungo un sentiero del parco. Il percorso durerà due ore e sarà una bellissima passeggiata immersi nella natura con avvistamenti di uccelli. Dopo essere rientrati al punto informazioni, ringraziamo Diego per averci accompagnato e ridiscendiamo lungo la sierra fino alla città. Prima di raggiungere l’ostello facciamo un salto a piedi fino al terminal sur, per avere informazioni sul bus diretto ad Armenia e nell’occasione acquistiamo il ticket della Flota Occidental con partenza ore 06.30. A cena Cazuela Paisas, tipica della zona con fagioli, chorizo, carne tritata, avocato e uovo.

25 GENNAIO MEDELLIN – SALENTO

Sveglia alle ore 05.30 con caffé caldo. Un taxi ci viene a prendere alla porta dell’ostello e alle 06.30 in punto partiamo con il bus in direzione sud. Pian piano, attraversiamo un paesaggio verdeggiante tra le Ande occidentali, e il panorama del cosiddetto Eje Cafetero (asse del caffè) si mostra con tutto il suo splendore. Con un’ora di ritardo, raggiungiamo Pereira, una delle tre città che formano l’asse insieme a Manizales ed Armenia. Alle 12.30, scendiamo alla fermata di Las Flores, a circa 10km da Armenia e prendiamo un collettivo che ci conduce fino alla piazza di Salento. Questo piccolo paesino di montagna ha ben poco da offrire, a parte la coloratissima Calle Real; ma è meta di tanti turisti per la visita alla vicina valle de Cocora. Ci sistemiamo a pochi metri dalla scalinata che porta al mirador, in una tipica casa coloniale, di color arancio. Prendiamo un caffé offerto da Fernando, il proprietario nonché chef dell’hostel. Poi usciamo per una visita al villaggio con pranzo a base di trota e patacones. Saliamo sul mirador da dove si gode un’ottima vista su Salento e sulla valle e ci sediamo in un bar a sorseggiare un caldo Canelazo. Il clima è cambiato notevolmente rispetto agli ultimi giorni, durante la notte è fresco e dobbiamo riutilizzare gli indumenti più caldi. Nonostante tutto è un clima piacevole e di giorno le temperature salgono notevolmente. Se volete uscire per cena, fatelo presto, da queste parti i locali chiudono presto e non rimangono molte scelte, noi ceniamo con carne de res e riso, all’angolo settentrionale della piazza.

26 GENNAIO SALENTO – VALLE DE COCORA – SALENTO

La giornata di oggi la dedicheremo quasi completamente alla visita della valle de Cocora. Usciamo dall’ostello alle 07.00 per raggiungere Cocora di buon ora e saliamo su una Yipe (jeep willys dell’esercito americano) situata nella piazza principale. Queste vecchie jeep americane sono il simbolo del Eje Cafetero, dopo il caffé naturalmente e Armenia dedica addirittura una parata a questo mezzo di trasporto. Dopo un Arequipe all’angolo della piazza Bolivar, saliamo e partiamo in direzione di Cocora. In 35 minuti raggiungiamo le due baracche che costituiscono l’insediamento di Cocora. Prendiamo un caffé e visto le piogge dell’ultimo inverno, noleggiamo anche un paio di stivali per 3000$cop. Iniziamo così la nostra lunga passeggiata tra la natura, incominciando a scendere verso l’allevamento delle trote. La valle ci offre subito un magnifico spettacolo con le palme da cera che svettano nel cielo, fino a raggiungere i 50 metri di altezza. Pian piano lasciamo la valle, per addentrarci nella foresta nebulare e tra un ponte e l’altro, sospesi sopra il fiume, raggiungiamo la Riserva Naturale Acaime. Paghiamo 3000$cop per rilassarsi un po’ immersi nella vegetazione della riserva gustando un’ottima Agupanuela con queso. Assaporiamo questa specialità tipica della regione del Quindiò, circondati da tanti colibrì e facciamo due chiacchiere con un gruppo di soldati dell’esercito colombiano, anche loro seduti per riposarsi dopo la lunga camminata. Facciamo il bis con il formaggio e poi ripartiamo verso la Montana. Qui, il sentiero si fa più duro, per almeno un’oretta; risaliamo la montana attraverso la foresta fino a raggiungere la fattoria di Don Lui Alberto e famiglia. Ci accolgono con una buona tazza di caffé caldo e un caldo Bienvenidos. Noi ci accomodiamo sulla cresta della montagna ammirando lo spettacolo che ci offre la natura Con un’altra camminata di circa 2 ore e 30, rientriamo a Cocora lungo la strada carrabile. Qua si hanno gli scorci panoramici più belli sull’intera valle e sulle palme che svettano attraverso le nuvole pomeridiane. Attraversiamo un fondovalle zigzagando tra una palma e l’altra e una volta raggiunta Cocora, saliamo su una Yipe color azzurro. Alle 15 rientriamo a Salento e stanchi della lunga passeggiata, ci ristoriamo con un buon succo naturale di lulo. Rientriamo all’ostello giusto in tempo per conoscere Michele, un italiano che vive a Lima e che sta viaggiando con un amico argentino di Buenos Aires. Stasera usciremo in compagnia di Michele e di un gruppo di argentini conosciuti in ostello, e cercheremo di imparare i passi di un nuovo ballo tipico del nord dell’Argentina: La Cacharera. Salutiamo i nostri amici e andiamo a dormire alle 23.30

27 GENNAIO SALENTO – ARMENIA – BUS NOTTURNO PER BOGOTA’

Oggi potremo dire che è il nostro ultimo giorno di viaggio, anche se abbiamo a disposizione anche domani mattina. Ci alziamo con calma alle 08.30 e facciamo colazione in piazza con un po’ di fresca frutta tropicale. Poi prendiamo a piedi la calle 5 in direzione del cimitero e dopo 1 ora circa, raggiungiamo la Finca di Don Elias. Per prima cosa, facciamo conoscenza con il simpatico e anziano colombiano, poi visitiamo la piantagione di caffé con le due diverse qualità: COLOMBIANA e ARABICA. Poi, Don Elias ci mostra tutto il procedimento di lavaggio, essiccamento, tostatura ed infine macinatura. Da queste parti viene tostato in pentole dalla capacità di 1kg, ma in città vengono usate macchine moderne di altre entità. Alla fine, assaggiamo il caffé offerto dalla finca e ringraziamo Don Elias per la visita della propria Finca. Non appena rientrati a Salento, facciamo una doccia calda e ce ne andiamo ad Armenia. Raggiungiamo la plaza Bolivar con la sua bruttissima cattedrale, che un fu distrutta da un terremoto, e passeggiamo lungo Av. Bolivar. Questa lunga strada pedonale attraversa la città ed è un ottimo posto per alcuni acquisti. Poi ci rilassiamo su uno dei tanti bar della città, con l’ennesima tazza di caffé. La città è molto tranquilla, non ci sono molte attrazioni, ma può essere interessante per una breve visita prima o dopo la permanenza a Salento. Alle 19.00 raggiungiamo il terminal del bus e attendiamo un paio d’ore per salire sul bus notturno per Bogotà.

28 GENNAIO BOGOTA’- VOLO AIR FRANCE PER PARIGI

Ultima mattina in Colombia. L’idea era quella di prendere un taxi e recarsi in centro per la visita almeno di un paio di musei. Ma il viaggio in bus è stato terrificante. Attraversare le Ande, non è come viaggiare sulle pianure del nord, e non abbiamo dormito assolutamente niente, o poco. Alle 07.00 siamo al terminal norte della capitale, e dopo una colazione, decidiamo di farsi accompagnare direttamente all’aeroporto. Arriviamo in aeroporto alle 09.00 e aspetteremo il pomeriggio per prendere l’aereo di ritorno. Per fortuna dormiamo un paio d’ore nella sala di attesa e dopo un pranzo a base di arepa e empanadas, iniziamo le procedure per l’imbarco. Partiremo con un’ora e mezzo di ritardo dal El Dorado di Bogotà.

29 GENNAIO PARIGI – ROMA – SINALUNGA

Il ritardo di ieri sera a Bogotà, si è protratto fino all’arrivo in Europa e non siamo riusciti a prendere la coincidenza con l’aereo dell’Alitalia per Roma. Per fortuna ancora è mattina e ci sono altri voli per l’Italia. Alle14.35 anche in questo caso con 50 minuti di ritardo, decolliamo con il volo della Air France con destino Roma. Arrivati a Roma, con altre 3ore e 30 minuti di treno, raggiungiamo la stazione dei treni di Sinalunga.

CONCLUSIONI:
Il continente sudamericano ha per me un grosso richiamo, e quindi ero partito con tante prospettive positive su questo viaggio e ne rientro con una voglia matta di ritornarci. Il Paese, a differenza di quello che si dice in Italia, e soprattutto a differenza di quello che si vede nei film di Hollywood, è un luogo piuttosto sicuro, e la gente è tra la più cordiale che abbia conosciuto nei miei viaggi. Si viaggia con molta facilità, grazie alla grande rete di autotrasporti, sia terrestri che fluviali e mi sono sempre sentito a casa; sin dal primo giorno. Ogni colombiano ti chiederà sempre come stai e se ti senti sicuro nel loro Paese e faranno di tutto per farvi sentire a casa vostra. L’unico grande problema è che il Paese è molto grande e avendo avuto a disposizione 20 giorni, abbiamo dovuto fare una scelta sui luoghi da visitare, noi ne siamo rimasti molto felici, ma tutto quello che è rimasto fuori dal nostro itinerario, potrebbe essere motivo di ritorno in terra colombiana.

A LA ORDEN !!!!!

COLOMBIA IN POCHE CIFRE:
POPOLAZIONE 45.964.517
SUPERFICIE 1.141.748kmq
PIL pro capite 8.870$ (2010) 84°posto
INDIPENDENZA 20 luglio 1810
LIBRI LETTI IN VIAGGIO: IL GENERALE NEL SUO LABIRINTO GABRIEL GARCIA MARQUEZ

http://robertoburacchini.blogspot.it/



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