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Sudafrica - Mozambico
2006 - diario di viaggio 5 - 27 agosto
di
Diego&Dany
parte prima: SUDAFRICA
parte seconda: MOZAMBICO
parte terza: SUDAFRICA
TRA SQUALI, PINGUINI
E LEONI DALL’ALTRO CAPO DEL MONDO
Io e mio marito Diego la
definiamo una malattia.…. e per questo non riusciamo nemmeno a finire un viaggio
che gia iniziamo a sognare il prossimo…A Febbraio eravamo in Malesia e Borneo
che già avevamo in mente l’invito di due coppie di cari amici di andare con loro
in Sudafrica e Mozambico.
E’ più forte di noi, abbiamo accettato subito!
Prima di partire ci siamo informati leggendo racconti di altri viaggiatori, se a
nostra volta possiamo essere utili a qualcuno scriveteci:
didodandan@fastwebnet.it
Ci siamo trovati alcune sere
per organizzare i dettagli e decidere l’itinerario. Il tempo e i mesi che ci
sembravano così lontani, sono volati.
SABATO 05/08/2006
Eccoci in stazione a Reggio Emilia alle 13:30 ad aspettare ansiosamente una
delle altre due coppie: Andrea&Jael.
L’altra coppia: Andrea&Raffaella salgono alla fermata di Parma.
Una volta a Milano centrale prendiamo l’autobus per Malpensa pagato 7,20 € a
coppia.
Il nostro volo è Milano-Atene durata:circa due ore.
Atene-Joannesburgh impieghiamo circa nove ore.
Joannesburgh-Cape Town circa due ore.
DOMENICA 06/08/2006
Per fortuna tutti i nostri tre voli si svolgono senza problemi e senza intoppi.
In aria è tutto tranquillo e una volta a terra riusciamo ad avere tutti e sei
gli zaini.
Prendiamo un taxi (furgoncino) che ci porti alla casa che abbiamo prenotato via
interenet a Cape Town
www.wheretostay.co.za ecco l’indirizzo: 121 loader street.Waterkant. (telefono
Mercure 2782 4226900 - Petra 2782 4906329)
Abbiamo pagato 1032 rand a notte circa 42 € a coppia. (tot 170€ a coppia per 4
notti)
Arriviamo a destinazione che sono circa le sedici.
Telefoniamo e la signora viene subito ad aprirci. La casa è veramente bellina,
abbiamo tre camere da letto e due bagni, una cucina abitabile e un salotto
accogliente con tv e dvd, più il caminetto.
Nel giardinetto dietro c’è un bel tavolone per mangiare all’aperto, più gli
sdraio, peccato, visto il freddo, di non poterne approfittare.
Tre giorni prima di partire la televisione aveva dato notizia di un’incredibile
e straordinaria ondata di freddo in Sudafrica…speriamo bene!
Alla partenza avevamo aggiunto un maglione e tolto una canottiera dallo
zaino....
Eravamo mentalmente preparati ma partendo in piena estate non si è mai preparati
al 100% al freddo che trovi.
La casa subito è gelida e umida, ma per fortuna in ogni stanza ci sono i thermo
elettrici e piano piano tutto assume una dimensione ed un calore più umano.
Raffa e Andrea si accaparrano la camera più cool, praticamente un open space con
mega letto matrimoniale, doccia con parete in roccia e (non troppo positivo)
sanitari posizionati in stanza senza pareti divisorie, mentre noi ci prendiamo
le stanze più piccole (ma molto più veloci da scaldare).
Arriva subito la donna di servizio (rigorosamente nera) che ci stira le lenzuola
e ci fa i letti.
Per la notte abbiamo paura di avere freddo e di dover usare i saccopelo che ci
siamo portati pronti ad ogni evenienza (FATELO ANCHE VOI!)
Il piumone di cui è fornita la stanza è più che sufficiente e il thermo fa il
resto.
Siamo stanchi dal viaggio ma il nostro stomaco reclama del cibo.
Sono le sette di sera ma il quartiere è molto spento e silenzioso.
In tutte le case ci sono le sbarre alle finestre e spesso trovi una guardia agli
angoli delle vie.
Nonostante ci dicano che la criminalità in Sudafrica sia molto elevata, Cape
Town è ancora molto vivibile.
Non ci sono moltissimi locali aperti, noi ne scegliamo uno d’atmosfera (il
Manatthan) e mangiando carne, pesce e dolce spendiamo 180 rand a coppia.
Le porzioni sono buone ed abbondanti.
Verso la fine della cena, ci guardiamo intorno e vediamo coppiette
tranquillamente sedute a romanticare solo che mancano le donne.
Capiamo di essere in un luogo scelto come ritrovo per soli uomini…
Dal momento che con noi c’è Andrea (non specifico quale dei due …(quello più
alto)) che ha già avuto varie proposte dalla sua sponda, lui ha una gran fretta
di andarsene a casa….Finiamo la cena tranquillamente e se non fosse stato per i
due uomini che scambiandosi un regalo si sono baciati sulla bocca, sinceramente
non ci saremmo accorti di nulla…Usciamo dal locale con i nostri uomini che
tengono le spalle al muro. Sto scherzando!!!!!
E’ veramente freddo, ci dicono che è colpa di una perturbazione…
Sapevamo che era inverno ma ci aspettavamo un fine inverno, quasi primavera, che
la temperatura non scendesse mai vicino allo zero…e invece scende eccome….
Andiamo subito a letto, visto che domani mattina abbiamo l’escursione per vedere
lo squalo bianco e la maggioranza di noi farà l’immersione nella gabbia.
Il tipo arriverà alle 05:45.
LUNEDI’ 07/08/2006
Puntualissimo, anzi in anticipo arriva il tipo dell’agenzia degli squali
(prenotato il tutto via internet) 281€ a coppia con SHARK DIVING UNLIMITIDED www.sharkdivingunlimited.com
infosdu@shardivimgunlimited.com tel: +27 (0) 28 384 2787 po box :511
GANSBAII 7220 SOUTH AFRICA
Partiamo ancor prima che il sole inizi a sorgere…Il tipo guida per circa due
ore, mentre noi dormiamo o per lo meno ci proviamo e c’è sempre a chi riesce
meglio (Jael) e a chi riesce peggio….
Arriviamo a destinazione a Gansbaii e ci viene servita un’abbondante colazione.
Mettono la barca in mare, siamo in tutto una quindicina, il tempo è bello ma
freddo e il battello non è molto riparato. Dopo una ventina di minuti siamo
vicini ad una colonia di foche, il cibo preferito dagli squali.
Iniziano a pasturare gettando frattaglie di pesce e una brodaglia con un po' di
sangue.
I ragazzi e Raffaella si preparano…Io e Jael filmiamo e fotografiamo il tutto da
sopra. Dopo una quindicina di minuti vediamo arrivare la prima pinna, si scende
nella gabbia a turni di cinque alla volta. La gabbia rimane a pelo dell’acqua e
ogni volta che lo squalo viene per “mangiare” l’esca gettata il tipo la tira
verso la barca, permettendo allo squalo di arrivare a vista dei ragazzi che ad
ogni suo comando s’immergono in apnea.
In alcuni casi lo squalo è arrivato a mettere la sua pinna o il “muso” dentro o
contro la gabbia fra le due sbarre. Ma lo spazio è molto piccolo e non può far
male…certo che ti dà una scossa di adrenalina.
E’ emozionante quando lo vedi arrivare e pensi: sono davanti allo squalo
bianco!!!!!
Sono arrivati ben tre esemplari e uno era grande circa cinque metri.
A turno tutti sono scesi e alcuni meno freddolosi dal momento che la temperatura
dell’acqua era sui 5 gradi e a chi è più coraggioso viene data la possibilità di
fare una seconda immersione.
Diego e i due Andrea fanno un secondo giro divertendosi tantissimo.
Apro una piccola e breve parentesi: non che a voi che leggete il mio racconto
interessi particolarmente ma dal momento che questo mio diario è una specie di
mio testamento di viaggio da leggere come ricordo negli anni futuri deve essere
il più completo e fedele possibile; chiudo la parentesi e poi riprendo il
racconto.
Mentre gli altri si godono l’immersione nella gabbia con gli squali…io mi sono
scoperta sensibile al dondolio dell’acqua e contribuisco a pasturare il mare
donando agli squali la mia colazione, per ben due volte.
Prima di rientrare passiamo vicino alle foche (definite anche il frigo mobile
degli squali), sono tantissime e bellissime, molte sono in mare che nuotano
tranquillamente e altre sono sulle rocce che si scaldano al sole.
Rientriamo velocemente per la gioia del mio stomaco perché il mare si sta
agitando.
Arrivati a terra ci fermiamo nel loro negozietto, lo stesso posto dove alla
mattina abbiamo fatto colazione.. Ci danno subito una zuppa vegetale buonissima,
per scaldarci visto il freddo e il vento preso in barca. Poi ci fanno visionare
il video che una loro operatrice ha girato sia sopra che sotto con l’aiuto di
una telecamera subacquea…Ne compriamo una copia per tutti e tre, che poi
masterizzeremo, al prezzo di 300 rand (35€), lo spediranno a casa nel giro di
una ventina di giorni……. E così succede!!!!! Dopo aver comprato qualche
maglietta, iniziamo il viaggio di ritorno…..
Ci fermiamo in un’abitazione lunga la strada che funge sia da ulteriore ufficio
che da ristorante e ci servono da bere e un pasto composto da un’altra zuppa
vegetale calda e un abbondantissimo piatto di spaghetti con il ragù alla
bolognese..
Certo che ci vuole un bel coraggio a mettersi a far concorrenza con la cucina
italiana…
Comunque il tutto è più che mangiabile….Ci regalano un DVD a testa, una specie
di documentario sugli squali e in più un attestato a testa sull’immersione
effettuata.
Siamo pronti per tornare a casa, ne approfittiamo per chiedere all’autista se è
possibile fare una fermata ad Hermanus, per vedere le balene!!!!! E’
gentilissimo e accetta.
La prima baia è vuota, ma ci ripaga con dei paesaggi meravigliosi, montagne a
strapiombo sul mare e colori vivi che sembrano colori veri, non sbiaditi come
vedi in altri luoghi.
Al secondo tentativo ne troviamo due, vediamo i loro spruzzi, ma sono un po’
lontane e tutti entriamo di nuovo in frenesia fotografica, lo scatto migliore
nel momento migliore….Una balena molto gentilmente si avvicina alla costa, è a
circa 20 mt..
La vediamo giocare, stare a pancia in su, poi su un lato e poi inizia a saltare
fuori dall’acqua……E’ una sensazione emozionante, anche se spesso la voglia
d’immortalare certi eventi con una foto, non ti dà la possibilità di gustarteli
come faresti seduti a guardartele su alcune panchine posizionate nei punti
migliori.
La vacanza è iniziata bene, siamo riusciti a vedere squali, foche, balene…tutto
quello che ci eravamo proposti.
Arrivati a casa, ci rilassiamo con una bella doccia calda e ci organizziamo per
cenare al Waterfront, la zona più turistica e commerciale di Cape town e come
potete intuire anche la più cara, ma è fatta per noi turisti e noi anche se ci
definiamo viaggiatori un saltino lo facciamo, almeno potremo giudicare con i
nostri occhi…
Ci avviamo a piedi, stiamo tentando di orientarci, di trovare la strada giusta
quando veniamo avvicinati da una macchina con dentro una coppia indiana di mezza
età..
La donna ci chiede se abbiamo bisogno di aiuto e poi si offre nonostante lo
sguardo un po' contrariato del marito di darci un passaggio…Molto gentile ma
forse non ha contato bene, siamo in sei e nonostante nessuno di noi sia più o
meno fuori dal peso forma, ognuno di noi occupa il suo spazio nel mondo, chi un
po’ di più in altezza: il massimo è Andrea F….(1,98mt) e chi in larghezza, ma
per correttezza omettiamo il nome anche se dalle foto capirete chi è….
Accettiamo il passaggio, in cinque saliamo dietro, io e Raffaella sulle gambe
dei rispettivi mariti mentre Jael sale davanti con la donnina e suo marito.
Ridiamo come matti, il tragitto è di circa dieci minuti e ci portano nel
parcheggio sotterraneo del centro commerciale.
Negozi e ristoranti ovunque.. Noi da precedenti racconti avevamo evidenziato
alcuni nomi e puntiamo verso uno di questi: si chiama OCEANBASKET e si trova al
piano di sopra del Waterfront
Mangiamo pesce di ottima e di buona qualità, cucinato bene e spendiamo 636 rand
in sei persone, circa 12 € a testa.
Ci stiamo trattando benissimo, locali di qualità, con un ottimo livello, obbligo
lasciare la mancia ecc…
Tutto questo inciderà nel nostro budget più di quanto è successo in altri
viaggi, ma rimaniamo a Cape Town solo per quattro giorni, poi vedremo se
tagliare un po’….
In proporzione con l’Italia si mangia bene e si spende leggermente meno e le
porzioni sono molto abbondanti.
MARTEDI’ 08/08/2006
Giornata dedicata al ritiro dei biglietti aerei per il volo interno prenotato
mesi prima dall’Italia che ci porterà Giovedì fino a Nelspruit dove ritireremo
le due auto per girare in modo indipendente il Kruger (prenotato tramite
www.travelonline.co.za tel +27 11 880 8800 fax +27 11 880 8180) Volo pagato
712 rand - 218,50€ a coppia.
Prendiamo un taxi ma prima facciamo colazione al Manatthan (tanto è vuoto e noi
donne fungiamo da guardie del corpo per i nostri uomini).
La sera prima nel cercare una mappa della città e nella mia mania di raccogliere
tutto ciò che è gratis perché non si sa mai... ho preso varie guide e mappe: una
nella mia ignoranza si è rivelata la guida rosa della città, scopriamo che il
Manatthan è un locale molto in e famoso fra le vari comunità gay e che tutta la
zona dove alloggiamo è molto gay….
Ma se non lo scopri per sbaglio non te ne accorgi nemmeno, perché il tutto è
molto discreto, anzi curato e di buon gusto, noi ci siamo trovati benissimo.
La colazione al Manatthan arriva dopo un tempo di attesa di circa un’ora, anche
se il locale era deserto…E’ buona e abbondante ma non andateci se avete fretta.
Spendiamo 300 rand in sei (5,5€ a testa) non facendoci mancare niente.
Abbiamo constatato che ci sono almeno due tipi di taxi, con differente
tariffazione al km, alcuni da 8 rand partendo da una base di 2 rand, altri da 11
e con una base di partenza da 5 rand. Danno lo stesso servizio, sono solo di due
compagnie differenti.
Questa mattina un tipo a cui abbiamo chiesto info gentilmente ci ha chiamato il
taxi e non è risultato quello più economico.
L’agenzia viaggi non è vicinissima e spendiamo 300 rand andata e ritorno in sei.
Ci facciamo scaricare al Waterfront.
Il nostro obbiettivo è fare una gita sul battello per vedere la baia dal mare,
visitare l’acquario e comprare un maglione o un pile visto il freddo assurdo che
stiamo patendo.
Siamo indecisi se salire o meno sulla Table Mountain…sinceramente io e Jael
soffriamo un po' di vertigini e non ci alletta molto l’idea della funivia.
Molti di voi ci prenderanno per matti, il cielo è limpido, l’aria un po' gelida
ma la Table muontain ci appare in tutta la sua pienezza, nitidezza e noi non ci
saliamo sopra.
Ho letto in precedenti racconti che spesso è ricoperta dalle nuvole e tante
volte la funivia non funziona nemmeno perché sarebbe inutile salire fin lassù
per non vedere niente e forse anche pericoloso…..
Noi passiamo la mano, alla fine ognuno ha i suoi gusti e il mondo è bello perché
è vario.
La gita sul battello è carina, costa 40 rand a testa (4,5€) per 30’, il tipo
scopriamo è associato con quelli dello squalo e quando lo avvisiamo di esserci
appena stati ci fa un ulteriore sconto: paghiamo 34 rand e alla fine ci vende
anche i denti di squalo.
Ne compriamo uno piccolo piccolo per ricordo con il cordoncino per 20 rand
(2,5€).
Il giro è molto semplice, ma il ragazzo di colore che ci fa da cicerone è molto
forte, espressivo e la sua voce è tonante come quella di un predicatore stile
americano…
Nella baia con mia gioia e sorpresa vivono alcune foche, le vediamo dormire,
crogiolasi al sole e giocare nell’acqua. Ci passiamo veramente vicini tanto che
il tipo ci avvisa di stare attenti perché a volte saltano dentro la barca.
Ci dedichiamo poi alla ricerca di un maglione, di alcuni regali, cartoline e
ricordini…avendo imparato (ma non completamente) che se una cosa ti piace e ha
un prezzo accettabile non deve fartela scappare dicendo forse nelle altre zone
dove andrò costa meno o la prendo domani…Certe cose sono tipiche del luogo e non
le trovi altrove oppure non ripassi nello stesso posto in un secondo tempo.
In Mozambico commetteremo ancora questo errore non comprando nel mercatino di
Tofo e rimpiangendolo ancora oggi.. ma questa è un’altra storia… Ripeto essendo
all’inizio della vacanza siamo tutti molto combattuti, comprare adesso o
troveremo qualcosa di meglio o di meno caro con il proseguire del viaggio?????
Diego si compra la maglietta del Sea Rescue di Cape Town pagandola 155 rand
(17€).
Le magliette non sono molto economiche come magari lo sono in altri posti tipo
il Messico o la Malesia ma sicuramente la qualità del cotone è molto più
elevata.
Probabilmente non torneremo mai più in Sudafrica e qui non è certo il posto ne
il momento per iniziare a risparmiare (quello lo faccio a casa!)
L’abbondante colazione ci ha permesso di saltare il pranzo ma adesso il nostro
stomaco inizia a reclamare la cena.
Prima andiamo alla ricerca di amici di amici che sono qui a Città del Capo, li
troviamo e stiamo in loro compagnia.
E’ toccante vedere persone bianche e nere stare insieme e nonostante il luogo
fosse gelido riceviamo un’accoglienza calorosa come se ci conoscessimo da sempre
e fossimo fratelli e sorelle.
Conosciamo anche Fabio e Luana, lui è italiano, genovese puro, abitava a Celle
ligure e dopo aver capito molto sull’Italia, sui suoi ritmi di vita e su quello
che ha da offrire, ha deciso di lasciare tutto e trasferirsi qui. Luana è nata
in Scozia ma all’età di sei anni si è trasferita con la famiglia in Zimbabwe.
Ora quasi tutta la sua famiglia è sparsa in tutto il mondo perché in Zimbabwe da
anni c’è una situazione politica ed economica che rende la vita complicata.
Fabio dopo un po’ di vera gavetta, adesso ha trovato gradatamente la sua
dimensione: ha due negozi di pasta fresca dove oltre a farla con prodotti
esclusivamente italiani, la cucina e la vende già pronta e calda alla gente di
passaggio, nel suo locale ha alcuni tavoli per mangiarla sul posto.
Fraternamente ci offre la cena, c’invita nel suo negozio e scalda nel microonde
tutta la pasta pronta che ha, dopo averci dato un passaggio con la sua auto e
quella di un’altra coppia di amici visto che noi siamo a piedi.
Mangiamo gnocchi e fettuccine al ragù e alla fine assaggiamo il suo gelato fatto
tutto con ingredienti italiani. BRAVO FABIO!!!!! e grazie dell’ospitalità.
ESPRESSO&PASTA BAR 18 LONG STREET tel: 021 419 6975
mailto:pastalaur@co.za.
Ne approfittiamo per fare domande sulla situazione esistente fra bianchi
e neri…lui ci spiega velocemente il Sudafrica visto dagli occhi di chi ci vive e
non solo da quelli del turista.
Noi abbiamo notato una grande disparità fra bianchi e neri, i bianchi sono i
ricconi e i neri continuano a servire. Vediamo grandi ville o belle case per i
bianchi, mentre le town ship dei neri dove loro abitano nelle baracche di
lamiera hanno uno spazio minuscolo. Leggiamo a volte nei loro occhi un po' di
odio verso di noi bianchi..
Fabio ci spiega che molti neri non hanno proprio voglia di lavorare, di
costruirsi un futuro fatto di sacrifici. La causa principale è l’educazione
ricevuta: molti credono che avendo combattuto per la LIBERTA’, questa includa
anche la casa e i soldi e pretendono che il governo gli dia tutto.
Ci racconta che lui ha fra i suoi operai di colore che ricevono un giusto
stipendio ma che piuttosto che pagare un affitto per iniziare una vita nuova,
preferiscono vivere nelle case di lamiera…non concepiscono di pagare per avere
una casa, deve dargliela gratis il governo.
Per fortuna ci sono anche dei neri laboriosi ma noi siamo realisti e sappiamo e
capiamo che le disparità, i ricchi e i poveri in questo sistema ci saranno
sempre e non solo in Sudafrica.
Dopo aver passato insieme una bella serata ci accompagnano fino a casa e poi
tutti a letto.
MERCOLEDI’ 09/08/2006
Ieri nel tardo pomeriggio abbiamo noleggiato due auto dall’AVIS al prezzo di 366
rand a auto (circa 43€ ad auto), ne abbiamo prese due non perché siamo stupidi
ma perché le auto a sei posti erano finite.
Questa mattina dopo averle ritirate partiamo con tre obbiettivi: arrivare fino
al Capo di buona speranza (anche se onestamente il punto esatto più a sud
dell’Africa è Cape Aguillas) ma il più famoso è il capo di buona speranza, poi
vogliamo vedere i pinguini a Simon town e per ultimo vedere e fotografare i
dodici apostoli…(una scogliera a strapiombo sul mare).
Anche questa mattina la Table Mountain è pulitissima, c’è un cielo limpido e per
fortuna la perturbazione fredda sta scemando, quindi la temperatura si sta
alzando…
Possiamo togliere le giacche
Per primi arriviamo a Simon town, (BOULDERS…tel +27 21 786 2329
- Fax + 27 21 786 5786 - P.O.Box 62 Simon’s Town 7995 -
email: boulders@sanparks.org)
prima di entrare ci sono delle bancarelle con oggetti tipici africani (giraffe,
pinguini in legno o in pietra ecc…) poi in fondo alla via c’è l’ingresso. Si
pagano 20 rand a testa (2,5€)
Camminiamo su una passerella di legno rialzata mentre loro sono li sotto. Vedi
questi piccolissimi pinguini alti circa quaranta cm. Sono buffissimi, alcuni si
crogiolano al sole, alcuni tentano di fare il bagno ma l’acqua è fredda a
giudicare da come escono in fretta…Sono troppo belli e non c’è nemmeno troppa
puzza come invece avevo letto in altri racconti.
Riprendiamo il viaggio e scendiamo fino al Capo, per entrare nell’area si paga
45 rand (5€) a testa e puoi scegliere se andare verso il faro in cima al pendio
o andare verso il mare.. Noi decidiamo di fare entrambi, logicamente non
contemporaneamente.
All’ingresso del faro hai due scelte: o andare a piedi impiegando, ci avvisano,
un’ora di camminata in salita o di usare la monorotaia, pagando altri 30 rand a
testa se scegli sia la salita che la discesa, oppure paghi 24 rand per la sola
salita e poi scendi a piedi in trenta minuti circa. Noi scegliamo la seconda non
per una questione di risparmio ma perché siamo certi che avremo degli scorci
meravigliosi da ammirare e per fare delle belle foto. Ed è così!!! Riusciamo a
percepire dove s’incontrano i due oceani perché vedi il mescolarsi di due colori
diversi.
La loro potenza e maestosità è impressionante.
Scendiamo poi con l’auto fino al punto finale del Capo, le onde che s’infrangono
sulla spiaggia e sulle rocce sono meravigliose, racchiudono in sé una potenza
travolgente donando al contempo una sensazione di libertà.
Facciamo o meglio ci facciamo fare tutti e sei insieme la foto di rito davanti
al cartello che dice dove sei, come prova tangibile che ci siamo stati.
Riprendiamo poi la strada verso i dodici apostoli (devono essere delle possenti
pietre a strapiombo sul mare). Purtroppo la strada panoramica è chiusa e il
tempo è volato, quindi non cerchiamo nemmeno strade alternative… è ora di
rientrare.
Dopo una bella lavata e un po’ di riposo ci organizziamo per la cena…Non
prendiamo la macchina…Rimaniamo nel quartiere…C’è un piccolo centro pieno di
negozi, il tutto dietro al Manatthan (c’è anche il servizio bancomat).
Scegliamo un ristorante che si chiama ANDIAMO, appena entrati il nostro sguardo
cade su tutte le coppie presenti nel salone: uomini e donne!! (Cape quartier centre
Greenpoint 8051 tel: (021)421 3687 - fax: (021) 421 3689)
L’ANDIAMO è un locale italiano e fanno anche una buona pizza.
E’ un po’ più caro del Manatthan ma oramai siamo seduti…C’è un ottimo servizio
ed è sicuramente di un certo livello, ognuno di noi sceglie un piatto diverso
per assaggiare più specialità: tutto buono e molto abbondante.
Spendiamo 636 rand in sei.
Pieni come dei maialini andiamo a letto. Domani abbiamo il trasferimento e
speriamo di lasciarci il grande freddo alle spalle.
GIOVEDI’ 10/08/2006
Alle 9:30 abbiamo il volo da Cape towon a Nelspruit via Joannesburg (218€ a
coppia)
Atterriamo e poi risaliamo per poi atterrare definitivamente alle 13:30
Ci aspettano le due auto prenotate via internet con
www.tempestcarhire.co.za - Call centre no:0860 031 666
international car rental (o
www.sixt.com)
Paghiamo le auto 116,94 € a coppia per 4 giorni
Sistemati i bagagli e via che si parte direzione Kruger.
Dobbiamo essere dentro nel lodge dove passeremo la notte entro le diciotto di
pomeriggio. Siamo al PRETORIUSCOP (pernottamento 31€ a coppia)
Entriamo nel Gate con un pochino d’anticipo e decidiamo d’iniziare sul momento
il nostro primo safari.
Vediamo subito un branco d’impala e iniziamo a fotografare (alla fine ne avremo
la nausea e per esagerare alcuni sono anche dentro al logde dove dormiamo).
Continuiamo e in mezzo alla fitta vegetazione vediamo tre zebre: foto su foto
alla ricerca dell’angolazione migliore. Entriamo al campo e ogni volta che entri
in uno qualsiasi del campo solo per dormire devi pagare una tassa che consiste
di 120 rand a testa. Il nostro consiglio è quello di informarvi bene per fare la
wild card che una volta comprata ti permette d’entrare gratis in tutti i parchi
del Sudafrica.
C’è anche la Wild card per coppie che sarà sicuramente più conveniente.
Alle diciotto apre il ristorante e dopo esserci sistemati ogni coppia nel suo
bungalow andiamo a cena.
Il tutto si svolge a self service con una spesa base di 100 rand a cui aggiungi
solo il bere. Mangiamo a più non posso e spendiamo 657 rand in sei.
Andiamo a letto prestissimo perché domani ci alzeremo di nuovo presto.
Speriamo di vedere tanti begli animali…Vado a letto aspettando fiduciosa il
domani.
VENERDI’ 11/08/2006
Visto che lo SKUKUZZA il secondo campo dove pernotteremo non è molto lontano
decidiamo di uscire al sorgere del sole e poi rientrare per la colazione.
Appena fuori dal campo incontriamo subito gli impala e poi per miracolo ci
appare davanti e ci taglia la strada un rinoceronte e vediamo un secondo codino
che sparisce nella savana.. Anche se noi siamo la seconda auto con la telecamera
riusciamo ad immortalare la scena.. nelle macchine fotografiche rimarranno
invece tanti sederi che se vanno…Si perché sono in quattro e uno di loro è un
cucciolo.. dopo due minuti sono gia spariti alla nostra vista.. Che incontro
emozionante!
Ho imparato che è tutto questione di attimi: due minuti prima e li avremmo visti
passare tutti e quattro da un lato all’altro della strada, arrivando due minuti
più tardi non avremmo neanche scorto il minimo segnale della loro presenza…Come
dice il proverbio: chi si accontenta gode….
Rientriamo per la colazione anche questa a self service e si paga 65 rand a
testa.
Ripartiamo in perlustrazione; vediamo qualche giraffa, di nuovo zebre ed impala
e tanti altri appartenenti alla razza dei cornuti e simili, tipo kudu, steambok
ecc..
Purtroppo in questa zona la savana è piena di alberi, arbusti ed erba alta e
come già detto se non hai la fortuna di beccarli sulla strada dopo non li vedi
più…
Devi essere nel posto giusto al momento giusto.
Questo è il lato negativo dei safari: puoi girare, girare e girare ore e non
vedere niente o girare un’ora e vedere tutto..
Oggi per noi è un giorno no! Dopo aver avuto la grazia di vedere i rinoceronti
giriamo ore ed ore e non incontriamo letteralmente anima viva, in alcuni momenti
siamo felici di incontrare per l’ennesima volta gli impala primo perché
significano vita e secondo perché speriamo che vicino ci sia qualcuno che se li
voglia mangiare: es. un bel leone…..
Entriamo alle 17:30 allo Skukuzza. E’ un campo enorme, ha veramente di tutto
(pernottamento 69€ a coppia)
Poi scegliere il ristorante alla carta o quello self service…
Dopo un leggero dubbio e confronto sui prezzi, noi scegliamo quello alla self
service: abbiamo molta fame e avere già un prezzo fisso aiuta! La scelta si
rivela ottima, puoi scegliere anche la carne cruda e il tipo di condimento e
mixare come vuoi tu e poi ti cuociono il tutto sulla piastra.
Spendiamo sempre in sei mangiando e rimangiando 680 rand..
Anche qui ogni volta che chiedi il conto devi lasciare la mancia (la gratuity)..noi
diamo quasi sempre il 10%.
Domani ci aspetta uno spostamento molto lungo, dovremo percorrere parecchi km,
dormiremo al LETABA.
Decidiamo sveglia alle 05:30.
SABATO 12/08/2006
Siamo gia in viaggio da quasi due ore e ancora non abbiamo visto niente di
nuovo, solo cornuti (senza offesa per nessuno) e zebre..
Rientriamo per la colazione sempre al solito self service, spendendo 70 rand a
testa.
Mangiamo tanto perché di solito saltiamo il pranzo, stiamo finendo la colazione
quando Andrea F. ci avvisa che davanti al campo c’è l’ippopotamo che mangia..
non ne abbiamo ancora visto uno e lasciamo chi deve pagare a fare il suo sporco
lavoro e noi ci precipitiamo tutti fuori… Quindi davanti al campo c’è un fiume
dove alcuni tipi di animali vivono o vengono ad abbeverarsi.
Nel fiume vive un ippopotamo. Concedetevi un po' di tempo per stare seduti e
rilassarvi osservandolo. Ritorniamo a noi.. Il cameriere vedendo il nostro fuggi
fuggi subito pensa che non vogliamo pagare e poi ne approfitta dello scompiglio
e invece di 70 x 6=420 lui ne chiede 520…(rubando 100 rand). Sul momento
paghiamo…
Sicuramente ha pensato di approfittarne visto che per lui stavamo partendo e non
saremmo mai tornati indietro….. Dopo tutte le nostre foto all’ippopotamo e ad un
facocero che passava sempre davanti al campo…facciamo prima di partire il conto
delle spese, e visto che la matematica non è un’opinione rientriamo dal
cameriere per fare notare l’errore…Lui senza batter ciglio e protestare (visto
che non avevamo nemmeno un foglio che testimoniasse quanto pagato…) lui dice: è
vero, vero…e ci rende i 100 rand, forse ha avuto paura che avvisassimo un suo
superiore…Quindi occhio, ragazzi!!!!
Ripartiamo e come già detto oggi ci aspetta lo spostamento più lungo, bisogna
essere al campo entro le sei di sera e non si può sgarrare..
Spostandoci un po’ più a nord, vediamo il trasformarsi del paesaggio della
savana: è veramente vario. Quello a sud è tutto una sterpaglia e alberi e
vegetazione secca (per fortuna siamo nella stagione secca.. non oso pensare
com’è nella stagione verde, non vedi niente…se non quello sulla strada…)
Arrivati a metà del parco (è circa grande come il Friuli), per intenderci nella
zona del campo chiamato SATARA; ci troviamo davanti quella che per me è la vera
savana, o per lo meno come me la immaginavo io…
La vegetazione è molto più bassa e ci sono molto meno arbusti e hai una
visibilità lontanissima….Vediamo come conseguenza una savana piena di vita.. Per
la prima volta incontriamo tantissimi elefanti. Maestosi!!
Ne vediamo un gruppo scendere ad abbeverarsi, e anche se dall’altra sponda del
fiume riusciamo a trovare un posto d’avvistamento buono..
Sono bellissimi, c’è il maschio del branco che è enorme e per mia gioia ci sono
anche gli elefantini….piccoli e simpatici da vedere…alcuni fanno il bagno ma
qualcuno rimane sempre all’erta per scorgere segnali di pericolo…
Starei ore e ore ad osservarli, studiare il loro comportamento, ma la distanza
elevata c’impone di proseguire il viaggio e di continuare la ricerca di nuovi
animali..
Meritano senz’altro una menzione i tantissimi tipi di volatili e di uccellini
che vediamo…alcuni piccoli ma con colori meravigliosi, vediamo rapaci, avvoltoi
girare in tondo segno che forse sotto di loro qualche animale ha finito la sua
esistenza e qualcuno grazie a questo la sta continuando….
Rincontriamo animali gia visti.. zebre, giraffe, elefanti.. ma ogni volta sono
talmente belli o maestosi che continui a fotografarli.. (Meno male che Diego
nella sua tecnologia ha comprato una scatolina (non è certo questo il suo nome)
in cui ogni sera può scaricare le tessere digitali delle nostre due macchine
fotografiche e anche quelle dei nostri compagni, evitando l’angoscia di trovare
sempre un negozio per scaricarle su cd…)
Nel nostro viaggio ho trovato molto emozionante quando un’animale o un gruppo ti
attraversa la strada, passando davanti alla tua macchina e specie nel caso degli
elefanti speri di non infastidirli troppo e che non notino la tua presenza.
Sono tutti molto tranquilli e spesso t’ignorano ma è comunque utile adottare le
dovute cautele e di non attirare troppo la loro attenzione, per non innervosirli
o farli scappare via prima del tempo….Alcune volte li abbiamo visti veramente da
vicino, Andrea in un’occasione ha quasi rischiato d’investire una giraffa, meno
male che uno va piano e che nel caso della giraffa è uscita da dietro l’albero
prima la testa che le gambe e con una buona prontezza di riflessi, non è
successo niente e gli abbiamo fatto due belle foto. Ogni sera devi essere dentro
il campo entro le 18:00 al tramontare del sole.
Oggi, puntualmente arriviamo al campo scelto in anticipo dall’Italia: il LETABA
(32€ a coppia) e appena entrati paghiamo la nostra tassa.
I campi più o meno sono tutti uguali, alcuni più grandi altri più piccoli. Al
Letaba ne approfittiamo per fare il bucato e con l’asciugatrice riusciamo ad
avere tutto pronto per il mattino seguente. Siamo un po’ cotti, non si può certo
definire una vacanza all’insegna del riposo e del dolce far niente…ma a noi
piace così.
Il prendercela comoda si rivela un piccolo errore; infatti arriviamo al
ristorante alle 20:15 visto che chiude alle nove.
Scopriamo che orde di turisti affamati arrivati prima di noi si sono mangiati
quasi tutto e noi dobbiamo accontentarci di quello che è rimasto.
Credo che la colpa si possa anche attribuire al ristorante che ha cucinato
contato, mentre in altri posti ogni volta che una pietanza si esaurisce viene
sostituita o reintegrata. Mangiamo comunque a sufficienza.
Questa notte per risparmiare un po’ abbiamo prenotato due bungalow da tre posti,
perché i matrimoniali costavano troppo….quindi dormiremo sole donne e soli
uomini….Siamo tutti un po’ tristi all’idea di separarci dalla nostra metà, ma
quando abbiamo prenotato abbiamo guardato il lato economico e ci sembrava una
bella cosa.
Sopravvivremo di sicuro!!!!
Abbiamo deciso che domani mattina non faremo la solita levataccia alle 5:30
visto che il prossimo campo, l’OLIFANTE, non è molto distante e a giudicare
dalla tabella degli avvistamenti che puoi controllare ogni sera all’ingresso del
campo, deduciamo che rimanendo in zona e con un po’ di fortuna possiamo vedere
tanti animali fra cui leoni, leopardi, ghepardi e le iene ecc….
DOMENICA 13/08/2006
Partiamo per le nove, giriamo su e giù per le stradine nella speranza di fare
qualche incontro nuovo: fino ad ora siamo solo a quota due BIG FIVE
L
Il rinoceronte e l’elefante, mancano all’appello bufalo, leone e leopardo……
Rivediamo animali già visti, fino a che arriviamo vicino ad un fiume e ci
troviamo letteralmente davanti, in mezzo alla strada una mandria di bufali..
Sono così vicini che io ho un po’ di paura, le loro corna non passano certo
indifferenti.
Raggiungiamo quota tre Big five.
Abbiamo deciso di cambiare ritmo e quindi arriveremo al campo nel primo
pomeriggio per mangiare e riposare un po’ con l’obbiettivo di prenotare il
safari notturno!
Credo che questa sia la soluzione migliore, all’Olifante hanno il safari con
partenza alle 16:30 e rientro alle 19:30 circa…in altri campi la partenza è
prevista per le 17:30.
Non è una cosa da sottovalutare, quello che prenotiamo noi ti permette di avere
1,30 di luce dove la possibilità di avvistare animali è notevolmente maggiore e
di fare anche quello notturno.
Arriviamo all’OLIFANTE (59€ a coppia) e mangiucchiamo qualcosa per fermare la
fame ed è già ora per prepararci per il safari…
Saliamo sul camioncino adibito a safari: è tutto aperto e vi consiglio di
portarvi dietro una giacca per l’escursione termica che si avverte al calar del
sole, anche se loro ti provvedono una coperta…che alla fine si rivela utile.
Possiamo ammirare quelli che definiamo i soliti animali (giraffe, impala e
simili…) poi improvvisamente appare davanti a noi famiglia al completo di IENE
con tanto di piccoli…Hanno al massimo tre mesi e sembrano delle palle di pelo
morbidissimi (anche se non li ho accarezzati).. sembrano adorabili anche se da
grandi diventeranno più bruttini e sciupati con l’occhio maligno come i loro
genitori…
C’è la loro tana protetta da un vecchio ponte in disuso e la mattina dopo
ripassiamo di nuovo per quel fuori pista e li troviamo intenti a prendere il
latte. Emozionante.
Proseguendo il nostro safari constatiamo che al tramonto del sole tutto
svanisce..
L’autista che è poi la stessa persona che avvista gli animali (in Malesia
avevamo partecipato ad un altro safari e erano in due quello addetto solo alla
guida e quello che avvista gli animali…credo sia più logico così fare due cose
in contemporanea ne penalizza sempre una….anche se ognuno di noi se avvista
un’animale può urlarlo alla guida). Il nostro autista-guida prende un faro e lo
inizia a muovere avanti e indietro sul suo lato per trovare animali che vagano
nel buio o che sono seminascosti…
Un altro faro viene dato ad Andrea F. che si trova sul lato sx del camion…lui
aguzza veramente la vista e ogni volta che nel buio grazie al faro appaiono due
occhi fluorescenti lui grida STOP…. e tutto il gruppo cerchiamo di capire di
quale animale si tratta. Andrea prende molto seriamente il suo incarico e spesso
trova: STEAMBOOK una specie di piccolo daino….e alla fine la frase: stop
steambook diventerà il motto della nostra vacanza…
Riusciamo però a vedere benissimo la Janetta e la Civetta che a differenza del
nome che può far pensare ad un uccello, invece sono una sorta di piccole puzzole
carnivore e appartengono alla famiglia dei Mustelidi.
Vediamo anche il JACKAL cioè lo sciacallo alla ricerca di qualche
carogna…incontriamo anche un ippopotamo che vaga brucando erba anche se sappiamo
che non si allontanano mai troppo dal fiume…
Rientriamo carichissimi ma dispiaciuti perché nemmeno questa volta siamo
riusciti a vedere il leone…Il safari l’abbiamo pagato 230rand a coppia (13€ a
testa circa).
Ceniamo nel self service e poi subito a nanna. Domani daremo il saluto al parco
Kruger e ci dirigeremo in Mozambico……
LUNEDI’ 14/08/2006
Oggi la mattina è dedicata all’ultimo estremo tentativo di vedere i felini
(leoni, leopardi e ghepardi) e siamo decisi che, salvo l’estrema possibilità di
vedere una giraffa fare capriole in mezzo alla strada o un elefante che fa le
piroette, di non fermarci mai per fotografarli, usando tutto il tempo rimasto
alla ricerca dei leoni.
Incontriamo di nuovo quasi tutti gli animali, diamo loro l’ultimo saluto veloce
quando ad un tratto quattro leonesse ci attraversano in lontananza la strada.
Iniziamo le riprese, le foto ma dopo due minuti sono già scomparse dalla nostra
visuale in mezzo alla sterpaglia…
Meglio di niente, almeno li abbiamo visti e ci portiamo a quota 4 big five.
Proseguiamo la nostra ricerca e troviamo quattro-cinque macchine accostate su un
lato della strada…sicuro c’è qualcosa d’interessante!!!
Col tempo ognuno di noi impara a sfruttare gli occhi altrui…capita che uno è
fermo a fotografare un piccolissimo uccello sull’albero e tu stai un quarto
d’ora di fianco alla sua macchina per capire dove si nasconde l’animale…molte
volte quest’opera di solidarietà e di sfruttamento altrui da dei buoni
risultati.
Nel caso specifico vediamo un impala a cavallo di un tronco d’albero….. e
sicuramente è salito di sua volontà sull’albero…e la vita l’ha abbandonato da un
po’. Poveretto….. Probabilmente era il pranzo di un leopardo….che poi disturbato
dalla gente è sceso e si è nascosto fra le sterpaglie ad un paio di metri
dall’albero.
Lo cerchiamo con il binocolo, vediamo forse l’ombra ma non riusciamo a vederlo
con esattezza.. L’impala sull’albero è di grande effetto.
A fine vacanza ci chiediamo se vale come Big five…..?? siamo a cinque o
rimaniamo a quattro? Non ha molta importanza visto che non vinciamo niente…il
tutto rimane una bella esperienza nel nostro cuore…
Ripartiamo e in un’altra stradina una macchina che procede in senso contrario ci
ferma e ci dice che più avanti svoltando alla nostra sx troveremo i
leoni…Grazie a questa segnalazione cambiamo il ns. itinerario, fiduciosi….
Dopo una ventina di minuti e qualche dubbio il nostro sogno si avvera: davanti a
noi ci sono 3 LEONESSE e 1LEONE che riposano sul ciglio della strada.
Andrea e Jael sono stati in Kenia e hanno già visto i vari animali quindi per
loro è un dejavù…ma per noi è la prima volta!!!! Siamo veramente carichi e
felici, foto su foto immortaliamo il momento.. Adesso possiamo lasciare il
Kruger….soddisfatti, siamo riusciti a vedere veramente tanti animali anche se
per tanti di loro avrei voluto avere più tempo da dedicargli. Avrei osservato
per ore e ore gli elefanti che credo siano animali che danno molta
soddisfazione….Una giraffa gira e mangia l’erba anche se fa il tutto molto
elegantemente, l’ippopotamo mangia l’erba o dorme o sta a mollo nel fiume…la
zebra mangia o fugge allertata dalla nostra presenza….mentre a mio avviso
l’elefante è bellissimo, è vario nella sua routine quotidiana e i suoi piccoli
sono adorabili…ma poi tutti gli animali hanno le loro caratteristiche
meravigliose a lode di chi li ha Creati!!!!!
Uscendo dal parco ci dirigiamo verso Nelspruit dove dobbiamo riconsegnare le
auto prese a noleggio e abbiamo l’autobus notturno (165 rand a testa 35€ a
coppia) prenotato dall’Italia con la compagnia INTERCAPE
www.intercape.co.za che ci porterà a Maputo in Mozambico!!!
Ai bordi della strada provinciale ci sono tranquillamente mucche, pecore e
bambini e alcune volte rischiano attraversandola pericolosamente.
Siamo consapevoli che ci lasciamo questo mondo per conoscere nuovi luoghi, per
dare ai nostri occhi nuovo cibo di cui cibarsi, ma il cuore un po’ ci piange.
Il mondo animale ci ha veramente toccato e affascinato ed è triste pensare come
l’uomo nel tempo ha rovinato tutto e molti sono a rischio di estinzione..
Siamo felici di averli visti nel loro habitat naturale e non in uno zoo…e la
nostra speranza è che i locali capiscano sempre più che gli animali allo stato
attuale delle cose portano turismo e con loro arrivano i soldi e che si prendano
cura degli animali invece di ucciderli e cacciarli.
Gli animali sono un vero tesoro come la loro terra!
Arriviamo a Nespruit che è già buio, Diego e Andrea hanno guidato per 4, 5 ore;
tutto ok. Adesso abbiamo tre piccoli problemi da risolvere:
1)
Dove si consegnano le auto?
2)
Dove si trova la trova la fermata
dell’autobus?
3)
Dove passeremo il tempo fino alle tre di
notte ora prevista all’arrivo dell’autobus?
Non crediamo nell’esistenza della fortuna ma vi posso assicurare che ci è andata
benissimo….
Con l’aiuto della nostra immancabile guida LONELY PLANET e delle sue cartine
riusciamo ad orientarci nella città e sia la consegna delle auto che la fermata
dell’Intercape sono veramente vicine, separate da tre vie…
Capiamo subito che qualsiasi cosa facciamo dobbiamo pagare o è meglio dire devi
dare la mancia.
Prima di consegnare le auto (sono circa le sette di sera) e di ritrovarci a
zonzo per la città solo con gli zaini preferiamo cenare e poi trovarci un posto
da dove non muoverci più. La guida ci avvisa che le città hanno un tasso di
criminalità elevato e che i bianchi non sono molto ben visti quindi preferiamo
non dare troppo nell’occhio…In zona c’è un ristorante italiano (anche se
d’italiano ha solo il nome!)
Parcheggiamo un po’ dubbiosi all’idea di lasciare le auto incustodite piene di
bagagli….Chiediamo ad una guardia e lei ci rassicura dicendoci che gli darà
un’occhiata.
Mentre mangiamo (lo scopriremo dopo) un uomo ci lava entrambe le auto e vi posso
garantire che dopo le strade impolverate del Kruger ne avevano veramente
bisogno.
Gli diamo la mancia e ci dirigiamo per la consegna delle auto.
Le lasciamo come da accordi visto che sono le dieci di sera e l’ufficio è chiuso
nel parcheggio del benzinaio e davanti all’ufficio c’è una cassetta dove
introdurre le chiavi.
Seguiamo alla lettera le indicazioni e mentre stiamo per allontanarci la guardia
del benzinaio ci chiama: capiamo subito…vuole la sua mancia per far sì che le
auto arrivino incolumi fino al mattino.
Per fortuna si accontentano veramente di poco..
Attraversiamo con i ns. zaini le strade che ci portano alla fermata
dell’autobus.
Non ci aspettavamo una sala d’attesa dotata di tutti i confort ma almeno una
pensilina un po’ riparata e con qualche sedia sarebbe stato ai nostri occhi il
minimo…invece non c’è niente di niente!!!!!!!
E quando scrivo niente intendo niente.. nemmeno il cartello con la scritta
fermata che almeno ti dà la conferma che sei nel posto giusto.
Quindi non abbiamo alcuna certezza se non quello che ci dicono le persone della
zona. Qualcuno ci ha detto che possiamo andare ad aspettare nella hall
dell’hotel di fianco .. visto il buio, l’orario e quello letto sulla
pericolosità di qualsiasi città seguiamo il consiglio.
Ci sentiamo tranquilli ma è sempre meglio non osare troppo.
Proviamo, è veramente un hotel di lusso, domandiamo il permesso e ci dicono di
sederci in un angolo senza fare troppa confusione. Tutto va bene pur di non
stare fuori al freddo fino alle tre di notte.
Verso le undici e trenta il guardiano notturno dell’hotel ci viene a chiamare
dicendoci che il nostro autobus sta partendo…gli spieghiamo che il nostro
direzione Maputo passerà più tardi…Il responsabile notturno ne approfitta per
dirci che questo non è il posto per aspettare autobus… Dobbiamo andarcene o
pagare il servizio. Paghiamo pur di non stare fuori al freddo, subito sparano
una cifra un po’ alta, sono consapevoli del fatto che non abbiamo alternative…ma
noi siamo decisi a non lasciarci derubare gratuitamente e contrattiamo…alla fine
paghiamo 140 rand per tutti e sei (circa 16 €)
Aspettiamo fino alle 2:30 e poi continuiamo l’attesa fuori a bordo della strada.
Ci mettiamo in formazione impala: tutti i bagagli al centro e noi tutt’intorno…..
Speriamo bene….L’attesa è molto stancante e fredda.
Alle 3:25 arriva…
Siamo gia a MARTEDI 15/08/2006 è tutto ok!!! La gente sull’autobus
dorme…troviamo il nostro posto e subito il controllore ci porta una tazza di
buon thè per scaldarci…Poco dopo sprofondiamo in quello che si può chiamare
sonno…Quando riapriamo gli occhi siamo in MOZAMBICO!!!!!
IL FASCINO MISTERIOSO DEL
MOZAMBICO
Alba.
Che giorno è oggi?
Dove sono?
Qualche attimo di smarrimento poi realizzo, il Mozambico, anzi non ancora.
Siamo fermi sull’autobus dell’Intercape che da Nelspruit, dove ci ha imbarcato
ieri notte, ci porterà fino a Maputo attraverso la frontiera Rossano Garcia dove
per l’appunto adesso siamo.
Intorno a noi migliaia di persone che attendono l’apertura della frontiera che
avverrà alle 6. Molti hanno le macchine stracariche di ogni cosa, da materassi a
sedie di plastica, da biciclette a sacchi strapieni di vestiti.
Aspettiamo.
Finalmente lo “stuard” dell’autobus ci avvisa che è ora di scendere e ci indica
in quali uffici dobbiamo entrare e in quale ordine.
Nessun problema, seppure abbiamo le facce ancora piene di sonno e gli uffici
siano strapieni, non abbiamo nessuna difficoltà e facciamo il nostro iter
burocratico senza intoppi (paghiamo solo 12 rand a testa), anche perché il visto
l’abbiamo fatto fare all’ambasciata mozambicana a Roma (speso 25€ a testa per
visto più 8€ per spedizione passaporti e foto).
E’ arrivata l’ora di passare dall’altra parte e dobbiamo farlo a piedi,
l’autobus ci aspetterà in Mozambico a un centinaio di metri.
Arriviamo tutti e sei davanti alle guardie che prendendo in mano il primo
passaporto, lo guardano, ci guardano e dicono sorridendo “Italia, compion du
mundo!” e noi ci mettiamo a cantare “po popopo popo po”, e ci fanno passare
senza quasi fare altri controlli…però meglio che un visto!
Arrivati al pullman ci accorgiamo che se a noi è andato tutto liscio,
diversamente è stato per il ns mezzo di trasporto: un camioncino che trasportava
legno ha fatto una retromarcia nervosa e ha conficcato nel parabrezza una trave
grossa come una gamba e ne ha lasciato infilzato una buona parte nel cristallo
crepato…oggi aria condizionata gratis, con felicità del guidatore!
Finalmente risaliamo e ripariamo per Maputo.
E’ incredibile, avremo percorso solo qualche kilometro ma il panorama è
diametralmente opposto: baracche in lamiera invece di ridenti ristorantini,
paludi e sterpaglie invece di giardini ben curati, uomini in bicicletta e
soprattutto a piedi invece di operai su pick-up… insomma l’AFRICA.
In un paio d’ore arriviamo a destinazione, MAPUTO e ci accorgiamo che sebbene
non vediamo Town-ship come in Sudafrica, la periferia è veramente degradata
mentre nel centro si alternano moderni palazzi con banche o uffici a casermoni
decaduti e villette coloniali.
Arriviamo al capolinea alle 07:30, ritiriamo i bagagli e ci guardiamo un attimo
intorno, l’atmosfera è nuova e ci elettrizza.
Veniamo subito circondati da gente che in cambio di pochi soldi ci vuole trovare
una sistemazione per la notte..
Un omino grida “Fatima,Fatima!”… il ns albergo e lo seguiamo fino alla navetta
che ci porterà a fare finalmente un riposino.
CENTRALLY LOCATED IN MAPUTO - Mao Tse Tung Ave,1317 - email:
fatimas@tvcabo.co.mz - Phone: +258 (0)
82 4145730 - +258 (0) 82 3070870 - Fax: (+) 258 1 300 305
La ns navetta è però una bagnarola in quanto furgoncino aperto sul retro
così che ci caricano “armi e bagagli” sul cassone…almeno ci facciamo una
panoramica della città senza filtro.
A un semaforo un motorino ci affianca e ci chiede dove andiamo e ci avverte che
abbiamo una ruota a terra, noi gli diciamo che andiamo da Fatima… ma sì forse ci
arrivate!
E ci arriviamo. Il viaggetto dura 15’ e già abbiamo capito che il mondo è
cambiato: ridiamo e ci adattiamo.
Da fuori Fatima sembra un fortino con guardia alla porta, filo spinato, cani da
guardia, cancello e doppio cancello, dentro sembra casa di mia nonna…divanetti
disfatti, portacenere fatti di conchiglie, un portico con una mini cucina dove
ognuno si può fare un the, basta che dopo lavi la tazza che ha usato e in
generale un’atmosfera molto bohemienne. E’ un grande alloggio Pace e Amore…
Gigioniamo aspettando che qualcuno ci faccia vedere le camere, finalmente arriva
un mozambico-jamaicano (solo per i rasta e l’erbetta che ipotizziamo non si
faccia mai mancare) che ci fa scegliere tra camere con bagno privato con 4 posti
letto (225 rand) o con bagno in comune (180 rand)…noi scegliamo quello con bagno
privato mentre Raffa & Andrea B., Jael & Andrea F. optano per l’altro.
Preso possesso della camera da qualche minuto sentiamo bussare… Jael e Andrea F.
non hanno trovato di loro gradimento la camera (parure di reggiseno e mutandine
attaccata alla maniglia della finestra) e decidiamo di dividere la
camera…(speriamo sinceramente anche di risparmiare qualche euro dividendo)…non
c’è problema, la camera è piccola, il bagno microscopico ma è solo per una
notte!
Doccetta e poi in pista, pronti a scoprire il volto di questa città.
Ci incamminiamo per le strade in cerca di un bancomat, un telefono e un negozio
di articoli video…chissà se saremo soddisfatti!
Troviamo il bancomat e ritiriamo metical (1€ = ±33 meticales) senza problemi.
Chiediamo di un centro commerciale e ce lo indicano a una ventina di minuti di
cammino…benissimo in marcia!
Le strade sono strapiene di persone, in ogni angolo chioschetti vendono
mandarini (che impareremo a conoscere bene) caramelle o biscotti, qua e là sul
marciapiede vengono esposte mercanzie, da scarpe a batic, ogni cosa sia
turistico che non.
Una cosa ci colpisce, siamo gli unici bianchi, ma qua sembra che non se ne curi
nessuno!
Sotto il palazzo del centro commerciale c’è un affollamento di venditori di
souvenirs e tutti ci chiamano, ci tirano guarda, mira, buen precio! Come ci si
aspetta in ogni buon mercato africano da Tunisi a Maputo.
Entrati nel centro commerciale è un altro mondo!
Pulizia, ordine e progresso, il cammino di un paese tra i più disastrati per
uscire dal tunnel tra dislivelli sociali e controsensi.
Gironzoliamo, ma in effetti non ci sfizia niente, tutto troppo artefatto.
Usciamo e ormai è ora di pranzo.
Diego avvista con famelica lungimiranza un ristorantino dall’altra parte della
piazza “PIRATES”
Si mangerà pesce, speriamo!
Il menù è molto accattivante soprattutto per i prezzi che non hanno nulla a che
fare con il Sudafrica (e tantomeno con l’Italia) ma che scopriremo essere
superiori ai prezzi mozambicani in genere (paghiamo 27,6 € a coppia).
Mangiamo da stare male e tutto molto buono.
Rientriamo nel centro commerciale per chiamare Delito, il nostro amico di Maputo
conosciuto da amici di amici a Cape Town dove era in vacanza.
La sera Delito ci viene a prendere e ci porta a casa sua, ci fa conoscere la sua
famiglia e altri amici.
L’atmosfera è surreale, sembra che ci conosciamo da sempre, comunichiamo un po’
in inglese un po’ in un portoghese fantasioso improvvisato da Diego e Raffaella.
Mangiamo insieme una cena semplice ma gustosa e ci facciamo spiegare qualcosa di
questo paese misterioso di cui non esistono guide turistiche o altre dritte e in
cui noi ci siamo tuffati senza avere quasi idea su cosa avremmo trovato.
La situazione in alcune zone è veramente drammatica, ma sul mare dove staremo
noi non dovremmo avere sorprese, ne di malattie (malaria ecc.) ne di altra
sorta.
Delito ci da anche il numero di alcuni suoi amici a Tofo (la ns prima tappa) e a
Vilanculos (l’altra tappa) per avere appoggio nel caso ne avessimo bisogno o
anche solo per avere dritte su dove dormire.
Sono veramente una famiglia fantastica, hanno passato la guerra ma sono di una
dolcezza e di una gentilezza meravigliosa!
Dieci minuti prima eravamo estranei e ora siamo un famiglia..
Il loro amore ci rimarrà nel cuore per sempre, facendoci desiderare di poterli
in un futuro riabbracciare…
Rientrati da Fatima prendiamo accordi per l’autobus che alle 5 della mattina ci
porterà verso Tofo….Il tipo addetto alla gestione del Back pakers prova a fare
il furbo facendoci pagare la camera da 4 posti letto 225 rand a coppia… tot.450r
Allora un po’ ci agitiamo... ci siamo privati della privacy e della libertà per
pagare di più di quanto avremmo speso se fossimo stati ognuno in una
camera…Qualcosa non torna!!!! Gli facciamo gentilmente notare che il listino
prezzi alle sue spalle dice una stanza da 4 = 345rand lui dice che è sbagliato
…non vogliamo avere problemi, dobbiamo ancora passarci la notte e subiamo e
paghiamo .. ma in camera gli prometto tutta la pubblicità su internet più
negativa possibile...
Sveglia all’alba e troviamo una busta infilata sotto la porta con un messaggio
di scuse e con 105 rand che ci vengono restituiti: si scusa e ci restituisce i
soldi???
Cosa è successo??
Le nostre ipotesi sono due anzi tre…1) la ragazza italiana che ha appena
trasferito le sue valigie nella stanza del tipo ci ha messo una buona parola…
2)Andrea B che è stato l’ultimo di noi a parlagli ha detto la frase magica che
ha toccato il suo cuore..
3) uno di noi vedendo il nostro umore un po’ nero abbia simulato il tutto per
renderci felici…
La verità non la sapremo mai…
Concludendo la mia opinione su Fatima è: informatevi e c’è sicuramente
un’alternativa…non sono gli unici nella zona ..
La pulizia è proprio ridotta al minimo e in bagno ancora meno….e poi chiarite
sempre tutto e magari fatevi scrivere la cosa pattuita a scanso di equivoci
futuri…
Questo vale in tutto il mondo.
MERCOLEDI’ 16/08/2006
Alle 04:30 troviamo due taxi 300metical ad aspettarci, ci portano in quella che
loro chiamano stazione ma è solo una tettoia all’aperto, con alle spalle un
capannone…
Ancora una volta veniamo avvicinati a turno da locali…
Siamo un po’ diffidenti e prevenuti, alla fine capiamo che vogliono solo
racimolare qualche soldo o aiutarci..
Ci dicono che l’autobus non partirà alle 5 ma alle 6 …Impareremo nei gg futuri
la calma mozambicana.
Alle 6 apre, usando la fantasia, una sorta di biglietteria .. Paghiamo 640 mt a
coppia con 50mt di bagaglio..
La stazione è quella degli autobus OLIVERAS che da lontano sembra un autobus
bello, più che decente ma poi più ti avvicini lo vedi nella sua completezza e ti
chiedi: perché ami viaggiare coi mezzi locali.
L’autobus ha almeno 20 anni ed è vissuto, molto vissuto..
Appena prima della partenza la stazione si è riempita di ogni genere di
venditori, da quelli dell’acqua, del pane, mandarini, dentifrici, zuppe calde
ecc..
Sono bellissime le donne nei loro colori, con i loro bambini fasciati dietro la
schiena..
A quei meravigliosi bambini mancheranno sicuramente tante cose che i bimbi
occidentali hanno, ma non gli manca certo il contatto e l’amore materno…Hanno il
meglio senza saperlo..
Vengono sballottati su e giù ogni volta che la loro mamma si china, si muove e
loro ridono senza problema…
Oliveras per fortuna non è pienissimo, abbiamo circa tre posti per persona e
viaggiamo comodi…
Le strade spesso non sono asfaltate, sono piene di buche.. attraversano tutti i
paesini.
Non c’è molto nelle zone dove l’autobus si ferma e noi veniamo letteralmente
circondati da donne con i loro bambini sulla schiena e con cesti sulla testa
pieni di mandarini, banane ecc…o da ragazzini che vendono biscotti, bibite o
frutta secca..
Visto che il viaggio è lungo approfittiamo anche noi di questo “negozio
ambulante"
Dal momento che i viaggi sono in media di tutta la giornata è probabile che si
debba usufruire del bagno… ma non voglio soffermarmi troppo sulla descrizione.
Come consiglio cercate per tutto il tempo di essere stitici e per la pipì un
luogo riparato è sufficiente..
Il bagno è una stanza buia illuminata solo da un finestrino dove tutti eliminano
le loro scorie le quali si fermano dove vengono deposte perché non c’è acqua da
tirare…il resto lo lascio alla vostra immaginazione..
Ma una cosa voglio chiarire: non sono certo questi piccoli disagi che mi
bloccano o che mi fanno scappare da un paese…Serve spirito di adattamento...
volersi tuffare nel loro mondo…e io rifarei tutto quello fatto in questo
viaggio..
Arriviamo a INHAMBANE verso le 16:00, dove poi prenderemo un ciapas per Tofo.
Recuperiamo gli zaini che nel frattempo hanno subito una metamorfosi:
assomigliano a dei sacchi impolverati, rossi e appiccicosi visto i sacchi di
patate e ogni cosa possibile con cui sono venuti in contatto e in più l’autobus
è pieno di fessure e la polvere rossa delle strade li ha rivestiti…
Siamo letteralmente assaliti da orde di ragazzini e taxista che di nuovo
vogliono accompagnarci …la maggioranza grida da Fatima da fatima!! (no grazie
rispondo io!)
PRAIA DO TOFO, INHAMBANE - MOÇAMBIQUE
Tel. +258 (0) 82 4145730 and +258 (0) 82 3070870 Fax: (+) 258 1 300305
Email:
fatimas@tvcabo.co.mz
Siamo decisi ad avere una sistemazione migliore, giochiamo la carta “amico di
Delito” telefoniamo a Nimberto e dopo dieci minuti facciamo la sua conoscenza..
Conosce il posto e sa a chi chiedere..
Ci accompagna a Tofo con il suo fuori strada pieno dei nostri zaini e quattro di
noi lo seguono sul ciapas..
Alle 17:30 siamo al mare!
Ci sembra subito una zona molto tranquilla, nessuno si è sconvolto o agitato al
nostro arrivo..
Come descrivervi Tofo: immaginate un T capovolta, voi arrivate dalla strada
principale dove all’incrocio con la strada di sabbia si trovano delle baracche
che fungono da negozi, da un lato c’è anche il mercato con frutta e verdura e
poco più avanti c’è il mercato dell’artigianato locale.
Tofo è composto da una spiaggia lunghissima e rilassante, in riva alla spiaggia
ci sono 2-3 resort nome che sicuramente rende più nel nome che nella realtà.. e
poi ci sono delle casette singole, possiamo chiamarle anche villette per il loro
standard, sono molto semplici, essenziali ma ok!!
Nimberto ci trova la sistemazione in una delle villette in riva alla spiaggia,
data in gestione a DONA MARIA e a suo marito.
La casa ha un salone enorme con cucina americana, con tutte le stoviglie, frigo
e freezer, due camere da letto e il bagno..
Nel cortiletto esterno davanti alla case un portichetto con poltroncine in
vimini e un pratino dietro la casa con tanto di filo per stendere e Barbecue..
Useremo tutto!
Visto che ci sono solo due camere Andrea & Jael si sacrificano molto
generosamente e dormiranno in salotto su un materasso per terra per tutto il
tempo..
La casa è essenziale ma pulita.
Dopo una bella e rigenerante doccia calda (doccia caldissima non proprio a norma
di legge ha la resistenza per scaldare l’acqua dentro al doccione…) andiamo alla
ricerca di qualcosa da mangiare …Poco più avanti c’è CASA BARRY
www.casabarry.com
Un piccolo resort completo di tutto e sarà il nostro punto di riferimento per
quel che riguarda il cibo. Ceniamo nella terrazza del suo ristorante: cibo
ottimo e abbondante, prezzi normali non economicissimi (mangiando un tot
paghiamo 450 rand in tot:17,6 € a coppia).
GIOVEDI 17/08/2006
Giornata dedicata al relax, dobbiamo recuperare energie, dall’inizio della
vacanza ci siamo sempre svegliati all’alba se non prima per riuscire a fare
tutto, anche se vi devo confessare che poi alle 22:00 in media eravamo tutti
cotti e si andava a letto, conciliando il sonno con una buona lettura, sonno che
non tardava mai ad arrivare.
Ci svegliamo per le nove e andiamo a fare colazione da Casa Barry, ci sono
ottime colazioni con una buona varietà di scelta a prezzi europei (10€ a
coppia).
Ci concentriamo poi alla ricerca del Diving visto che i gg successivi sono
dedicati alle immersioni.
All’interno di casa Barry c’è un diving Padi 5 stelle:
TOFO SCUBA tel:+258 (0)232 9030 - cell:+258(0)828 26014 -
email: tofoscuba@teledata.mz -
www.tofoscuba.com
Ci fa un’ottima impressione, poi esattamente in fondo alla via dall’altra
parte c’è un altro diving: sembra ugualmente buono, i prezzi sono simili, ma
Casa Barry ci ispira più fiducia ed è veramente a due passi dal nostro alloggio!
Ritorniamo e prenotiamo per domani alle 10:30 lo snorkeling Safari per vedere lo
SQUALO BALENA (250 rand a testa 29€) poi alle 13:30 abbiamo la prima immersione
(costo circa 40€ ad immersione) e prenotiamo per le otto del gg successivo la 2°
al MANTA REEF a 30mt di profondità per vedere le mante che si fanno pulire dai
pesci addetti al lavaggio…tipo il lavaggio auto.
Per fare la 2° immersione visto che siamo tutti Open tranne la Raffa bisogna
fare un esame e pagare 40 rand per l’esame e altri 40 per il supplemento
carburante, visto che il luogo è un po’ più lontano.
Intanto prenotiamo poi vedremo…
La cosa più importante è fatta, ora ci rilassiamo, facciamo il bucato e ci
organizziamo per la cena: abbiamo deciso che cucineremo il pesce in casa,
risparmiando e mangiando di più.
Diego riesce a comprare 4 kg di gamberi dai pescatori locali al prezzo tot di
300 mt circa 10€…altro che prezzo italiano e poi siamo certi che sono freschi..
Compriamo pomodori per il sugo, ananas, papaya, birra ecc…e ne viene fuori
un’ottima cena e già pensiamo a quella di domani sera…
Abbiamo deciso di contraccambiare l’aiuto dato da Nimberto invitando lui e la
moglie a cena da noi…
VENERDI’ 18/08/2006
Siamo carichi ed emozionati all’idea di aggiungere a tutti gli animali visti
finora anche quelli marini…
Colazione da casa Barry …ne hanno una chiamata PADI.. fatta di yogurt e muesly,
ottima ed energizzante..
Alle 9:30 siamo al diving per sbrigare tutte le pratiche e compilare i moduli e
trovare l’attrezzatura per l’immersione..
Sono una bella squadra e tutto si svolge velocemente.
Alle 10:30 partiamo.
Per prima cosa bisogna spingere in mare (e quando scrivo spingere intendo
proprio spingere) il gommone arenato sulla sabbia, facendoti aiutare dal
reflusso dell’onda.
Tutti devono spingere seguendo la tecnica già collaudata del diving.
E’ un po’ divertente!
Una volta in mare il gommone viene lanciato a tutta velocità o quasi.. in alcuni
casi voli letteralmente sull’acqua con i relativi salti e atterraggi che ne
seguono..
Io non amo Gardaland, non amo le giostre e non mi diverto per niente…sono
l’unica pizza della compagnia…gli altri si divertono tantissimo.
Anche il mio stomaco non apprezza e inizia a segnalare la sua presenza..
In cosa consiste lo snorkeling safari?
Se l’avessi saputo non l’avrei fatto….
Si va in giro alla ricerca dello squalo c’è anche l’omino sulla torretta per
facilitare l’avvistamento e una volta localizzato la tipa del diving (in questo
caso Tania) urla: “Ora!”
Tutti si buttano in acqua dirigendosi freneticamente verso il luogo dove è stato
visto… Un problemino c’è: l’animale non sta fermo e non ti aspetta, quindi di
una ventina che siamo solo alcuni lo raggiungono.. i più veloci e quelli con
meno pare…
Io lo ammetto sono paurosa, ho la mia tecnica per scendere dal gommone, ho paura
delle profondità e delle bestie cattive…e appena mi butto giù la prima volta, mi
trovo una bella medusa davanti…il mondo si ferma in quel momento!
Ora il mio obbiettivo non è più vedere lo squalo ma evitare le meduse!
Il tutto è molto frenetico.. ti butti…3-4 minuti alla ricerca dello squalo
balena e poi risali, il gommone si sposta e tutto si ripete..
Ci ributtiamo ma io e Diego siamo troppo lenti e poi l’idea di andare sopra ad
uno squalo di 6,7 metri anche se innocuo un po’ ci blocca..
Alla terza possibilità io e Diego abbiamo gia rinunciato, io ho lo stomaco sotto
sopra e Diego non è così sicuro di volerlo vedere…gli altri sono entusiasti…
Vediamo dal gommone lo squalo a pelo d’acqua, una manta bella grande e da
lontano le balene che saltano…Raffaella si butta ma appena scesa urla e
risale…una “medusina” con i filamenti blu lunghi un metro l’ha presa nel collo
ed è rimasta nella muta…non sono attimi piacevoli per lei principalmente e per
noi che l’aiutiamo.
Diego gli stacca i filamenti dal collo, urticandosi a sua volta una mano, poi
gli versiamo dell’acqua (l’unica cosa che abbiamo…)
Io nel frattempo dondolata dalle acque ho provveduto a donare la mia colazione
ai pesci..
Non vedo l’ora che tutto finisca.
Un’altra signora poco dopo segue il mio esempio... Che allegria!!
Si tuffano altre due volte e poi si torna a riva saltando sulle acque visto che
il mare è un po’ mosso, anche se il ragazzo che guida è comunque bravo. Una
volta vicini a riva ti dicono di tenerti ben stretto e lanciano il gommone verso
la sabbia alla velocità massima.. si arena di nuovo.
Rientriamo ed è gia ora di uscire per l’immersione vera, io non ho nessuna
voglia: tra il mal di mare e la mancanza di esperienza…(ho preso il brevetto a
Giugno con Diego e Jael e a parte le immersioni per l’esame non ne ho fatte
altre)
Tania capisce tutto ed è molto carina, incoraggiante e rassicurante..
Per prima cosa mi da una pastiglia contro il mal di mare e mi promette di essere
la mia ombra.
Ok, bisogna rompere il ghiaccio anche per tutto quello che ho pagato per avere
il brevetto.
Al diving troviamo tutta l’attrezzatura pronta solo da controllare e montare, su
ogni pezzo c’è il ns nome. Sono un ottimo diving.
Come prima esperienza all’estero è veramente ok!
Ci prepariamo, facciamo il briefing e Raffaella che per fortuna si è ripresa
dall’incontro con la medusa, mi traduce visto che è tutto in inglese.
Ecco la storia che si ripete…Spingere il gommone in acqua ecc.
Una volta sul posto cercano il punto esatto con il gprs e il dive master scende
con il filo e noi dietro.
Tania e un’altra ragazza controllano il gruppo…C’è un po’ di corrente e Tania mi
aiuta.
Una volta sotto sono molto tranquilla e non ho più problemi, mi godo
l’immersione anche se devo trovare ancora il giusto assetto.
Le acque di Tofo sono piene di vita…uno dei miei sogni si materializza a due
metri da me: da una cavità esce una tartaruga enorme e mi nuota davanti
scomparendo velocemente nel blu.
Sono affascinata da questi animali: enormi ma così agili in mare…ne avevo viste
nel Borneo Malese a Sipadan facendo snorkeling, ma questa è la prima che la vedo
in immersione.
Vediamo tanti pesci che non sto ad elencare, una bella immersione vegliata dai
ragazzi del diving, man mano che finiamo l’aria iniziano a turno la risalita: il
1° è Diego che risale con l’altra ragazza del diving, poi più avanti sono io con
altri due insieme a Tania e gli ultimi con il ragazzo guida.
Sento ancora il mal di mare mentre faccio la sosta di sicurezza e mentre aspetto
che vengano a recuperarci col gommone ma almeno non rimetto.
Sono felice di averla fatta, ma io e Diego decidiamo di prendere le cose con
calma e rinunciamo al Manta reef per fare un’altra immersione tranquilla a 18
mt.. seguendo la scuola SSI (prima fai almeno 12 immersioni e poi puoi prendere
il brevetto per i 39 mt). Voglio farmi con calma la mia esperienza. Grazie a
Tania per aver fatto il suo lavoro in modo eccellente!
Una volta a casa ci dividiamo i compiti, fare la spesa visto che questa sera
abbiamo ospiti…Compriamo un trancio di barracuda da fare alla griglia e degli
spaghetti da fare al sugo con i gamberi.
Ci gasiamo all’idea degli spaghetti cucinati da dei veri intenditori della
pasta!!!
Bhe non comprate mai pasta all’estero a meno che non venga dall’Italia, puntate
solo su spaghetti italiani o scegliete del riso….
Ne risulta un attentato alla vita dei nostri ospiti più che invito a cena; i
nostri spaghetti diventano una colla immangiabile facendo perdere di qualità
all’ottimo sugo fatto da Diego.
Risolleviamo la cena con il pesce alla griglia e i gamberi saltati in padella.
Meno male che gli piace il pesce visto che sul posto non c’è molta scelta.
Ne esce una bella serata, comunicando in italiano, portoghese, spagnolo e un
poco d’inglese.
Appena gli ospiti se ne vanno i miei amici iniziano a studiare per l’esame di
domani in inglese, meno male che noi abbiamo cambiato idea…
SABATO 19/08/2006
Noi ci svegliamo con calma mentre il resto del gruppo parte presto per
l’immersione al manta reef.. tornano entusiasti mentre noi ci prepariamo per la
ns delle 10:00.
Anche questa è bellissima, vediamo stelle marine bellissime e con colori
meravigliosi.
Rientriamo cotti e affamati, finiamo tutto il cibo che abbiamo in casa perché
domani mattina presto lasciamo Tofo direzione Villanculos… Facciamo un giro nel
mercatino locale comprando qualche ricordo: è un mercato bello e poi ci
pentiremo di non aver comprato molte più cose..
Contrattiamo per trovare un ciapas che alle sei ci porti a Inhambane.
Paghiamo il pernottamento alla Donna Maria che ogni gg passava a pulire la casa
e a controllare che non avessimo bisogno di niente.
Consigliata!!! Paghiamo un totale di 75 € per 4 notti a coppia, meno di 10 € a
notte a testa.. Per prenotare eccovi il numero di telefono:
DONA MARIA 258-25574943.
Per altre info su TOFO:
www.tofotravel.com/ -
www.tofo.co.za
DOMENICA 20/08/2006
Passando da Inhambane ci fermiamo a fare colazione da Nimberto e Grace per
l’ultimo saluto: ci troviamo davanti una colazione pantagruelica e ci
vergogniamo ancora di più della nostra cena passata…Magari se un gg verranno in
Italia potremo contraccambiare il loro affetto…
Ci accompagnano al porticciolo dove loro ci dicono che c’è la barca per
attraversare la baia e ritrovarci a Maxixe...noi cerchiamo ma non vediamo
nessun traghetto…scrutiamo l’orizzonte ma nemmeno l’ombra…arrivati alla fine del
molo…nascosta c’è una bagnarola (una barchetta) usata dai pescatori già
stracolma di gente…Ancora una volta compiono un miracolo riescono a trovare una
sistemazione per noi e nostri zaini.
Nessuno dei nostri famigliari s’immagina dove siamo finiti e quello che stiamo
facendo…con la telecamera filmiamo il tutto anche se in modo discreto; non
vogliamo mai attirare troppa attenzione.
Ridiamo per la situazione, siamo in un guscio di noce stracarico e galleggiamo.
Ancora una volta il nostro spirito di adattamento ne esce rafforzato!
A Maxixe inconsapevolmente facciamo una scelta penosa: vediamo una piccola
stazione di pulmini (ciapas) e senza indagare troppo sulle altre possibilità ci
fermiamo alla “prima bancarella” (non fatelo mai forse c’è una scelta più
favorevole poco più avanti…) C’è un ciapas vuoto che va a Villanculos, noi
contrattiamo il prezzo e ci facciamo caricare gli zaini sul tetto del pulmino…ci
sediamo comodi e qui alcuni di noi effettuano delle scelte tattiche sbagliate
dovute all’inesperienza: Andrea il più alto di noi va a sedersi nel sedile
dietro così ha più spazio per le gambe poi a coppia due per ogni fila di
sedili…Che bello un ciapas tutto per noi…
Ecco l’errore: il ciapas non parte come l’autobus ad un orario stabilito ma solo
quando è pieno, anzi meglio dire stracolmo!!!
Poco più avanti c’è la vera stazione degli autobus Oliveras, informatevi!
Abbiamo atteso circa due ore prima della partenza e quando abbiamo osato
protestare ci hanno offerto di partire solo per noi ma ad un prezzo raddoppiato
e noi da indignati tirchi ci siamo rifiutati di passare per i soliti turisti da
spennare…meglio soffrire come tutti!
Forse adesso molti di noi accetterebbero anche un prezzo triplicato!
Per non tirarla troppo per le lunghe, concludo dicendo che il ciapas aveva una
capienza normale di sedici persone circa, mentre noi ci siamo ritrovati in
venticinque più due bambini e due galli…durante la strada continuavano a far
salire gente, non è possibile descrivere le posizioni assunte da alcuni
viaggiatori, da veri contorsionisti…Andrea F si è ritrovato nel posto più infimo
e più bloccato di tutti e non riusciva nemmeno a muovere un braccio….il viaggio
è durato circa cinque ore…Come consiglio se vi capita di scegliere questo mezzo
di trasporto: salite per ultimi o scegliete i posti dietro al guidatore…di
solito c’è più spazio per i piedi, c’è il finestrino e quando la gente sale e
scende è più facile che ogni tanto riusciate ad ottenere qualche centimetro
prezioso di spazio! Lo dico per esperienza, in questo viaggio quello era il mio
posto.
Abbiamo pagato questo giro “sull’inferno” 1200 metical come gruppo…una volta
giunti a destinazione abbiamo tentato di pagare meno visto le condizione del
viaggio ma ci hanno ricattato non consegnandoci gli zaini e ancora una volta
abbiamo accettato le loro condizioni!
Siamo quasi tutti esausti, in piedi da prima delle sei, e questo viaggio non ci
ha certo ricaricato…Appena scesi siamo di nuovo circondati da gruppi di
ragazzini (li definirei senza offesa puzzolenti: non amano molto lavarsi e il
deodorante…) Dovremmo esserci abituati al fatto di essere accerchiati da gente
che ti tira la valigia per portarti in qualche luogo per dormire con il solo
obbiettivo di ricevere qualche monetina per aver portato dei clienti….
Non so se per colpa della stanchezza o dell’ambiente questa volta siamo ancora
di più sulla difensiva e non chiediamo e non accettiamo l’aiuto di nessuno….ci
chiudiamo a formazione impala…Tutti in cerchio con gli zaini al centro!
Leggiamo quali B&B sono consigliati dalla Lonely Planet…
I ragazzi non demordono e continuano a dire un nome : ”BAOBAB BEACH” - 082
7315420/023 82417 - email
baobabmoz@yahoo.com
Un pò confusi e stressati mandiamo Diego e Andrea B in avanscoperta... inutile
girare in sei trascinandoci dietro "donne, bambini e animali” o perdon
trascinandoci dietro gli zaini non per niente leggeri…
Aspettiamo almeno un’ora, il sole inizia a tramontare, i ragazzini non allentano
la presa e studiano ogni nostra mossa…vedono una biro e la vogliono.. vedono una
caramella e la chiedono ecc…ogni tanto credo si siano anche presi beffa di
noi….in fondo siamo sempre estranei nel loro mondo……
Da lontano vediamo sbucare un furgoncino con sopra Andrea e Diego…hanno trovato
il luogo giusto e sono venuti a prenderci con il proprietario del B&B.
Un ragazzino ci prova: dice al tipo che è stato lui ad indicarci il suo nome,
noi non amiamo le bugie e smentiamo tutto…per questa volta niente mancia…e che
imparino a non gridare solo un nome ma a dare possibilità di scelta.
Il nome più famoso spesso non è mai la scelta migliore vedi Fatima!
Siamo da Josef & Tina .. una struttura nuova fatta da Josef inviato dalla
comunità europea per sperimentare nuove colture in campo agricolo.
Il lodge che si è costruito forse per arrotondare è una buona sistemazione.
Ci sono nella casa tre camere da letto, un salotto enorme con tanto di
televisione e divanetti e una cucina altrettanto grande completa di tutto ad uso
degli ospiti.
Poi ci sono dei bungalow circolari con il tetto di paglia per dare un’atmosfera
più semplice con bagno in comune….
C’è anche il ristorante bar dove servirti fino a notte tarda.
email :
info@joseftina.com -
www.joseftina.com - tel: +258 82 9652130
paghiamo 750 metical a coppia con colazione.
PER MAGGIORI INFO O TROVARE ALTERNATIVE POTETE RIVOLGERVI A:
Vilanculos Tourist Services Tel: 082 7642140 email
margi@teledata.mz
Eccovi comunque altri indirizzi utili per eventuali alloggi:
-
www.smugglers.co.za/ - 082 770 3720
- Casa Rex - 023 82048
-
www.casaguci.com -
info@casaguci.com - 00258 82 8686540
- Blue Water - 082 807 5750/082 7683400
LUNEDI’
21/08/2006
Chiediamo a Josef, che si dimostra disponibile a soddisfare ogni nostro
dubbio o curiosità, come fare per fare il giro delle isole… d’altronde siamo
venuti fino a qui per vedere L’ARCIPELAGO DI BAZARUTO famoso come parco
nazionale marino….
Nonostante il cielo nuvoloso prenotiamo tutta la giornata il giro in DOW (un
altro guscio di noce con vela che per qualche forza misteriosa della natura
anche se pieno di gente riesce a galleggiare e a muoversi).
E’ un mare meraviglioso, con colori stupendi, qualche foto riesce a rendergli
giustizia…il mare è calmo e nonostante io sia fifona, no meglio dire previdente
per natura…riesco anche a godermi il tragitto d’andata….nella barchetta come
sedie ci sono solo delle asce di legno che l’attraversano e formano delle
panche.
L’equipaggio è composto dal guidatore della barchetta e dal cuoco…incontriamo un
pescatore di granchi che solitario e senza barca nuota nel mare infilzando tutti
i granchi che incontra….il cuoco ne compra sei per un euro…(io mi rifiuto di
mangiarlo…Non sono vegetariana ma nella mia mente solo pochi animali sono
destinati alla morte…gli altri mi fanno pena e non riesco a mangiarli…i miei
compagni d’avventura quando se li ritroveranno cotti alla griglia al contrario
di me gli faranno una grande festa).
Proseguiamo il viaggio…alle undici facciamo una pausa di un’ora sulla prima
isola, Benguerra; è praticamente la classica isola da cartolina: spiaggia
lunghissima ed incontaminata di sabbia bianca con le palme alle spalle.
Girovaghiamo sull’isola e facciamo la conoscenza con due bambini che ci vogliono
vendere il loro giocattolo, una barchetta a vela fatta da loro che fatta la
dimostrazione galleggia e si muove pure col vento…prezzo 10 €.
Il problema non è il prezzo ma l’ingombro, riuscire a portarla in Italia senza
romperla…
Gli regaliamo due magliette e un paio di bermuda…e ci facciamo pure una foto
ricordo…
In quest’isola è pure possibile soggiornarvi perché hanno costruito un
villaggio turistico ma logicamente i prezzi sono quelli turistici e per arrivare
fin qui il prezzo non è nemmeno paragonabile con il nostro fai da te!
Ripartiamo e alle 13:30 approdiamo sull’altra isola: Manguerra, sicuramente più
adatta allo snorkeling…noi ci rilassiamo sulla spiaggia mentre il cuoco ci
prepara il pranzo..
L’isola al momento è abitata solo da locali ma stanno costruendo degli
alberghi, iniziano a deturpare questo paradiso…costruendo strutture turistiche
in riva alla spiaggia senza tener conto del contesto dove si trovano…. ok
alberghi ma meno invadenti sarebbero stati più adatti al luogo….
C’è un gruppo di bambini meraviglioso che aspetta i soliti regali da noi
turisti…e impariamo dopo, aspettano anche gli avanzi del nostro cibo e di
poter leccare letteralmente le pentole e poi lavarle in mare…e riconsegnarle
immacolate al cuoco!
I ragazzi si dedicano allo snorkeling e ci raccontano di pesci enormi e di una
quantità di vita inimmaginabile, il tutto è di buon auspicio per le immersioni
che speriamo di riuscire a fare.
Mangiamo riso con un buon sugo al pomodoro, pesce alla griglia, i poveri granchi
e un ottimo ananas…Io mi diverto a cibare una chioccia con i suoi pulcini che si
sono adattati a mangiare praticamente di tutto…anche il pesce…ogni tanto mi
sento un po' san Francesco…la protettrice degli animali…
Il tempo sta cambiando, scure nuvole si affacciano all’orizzonte…meglio prendere
la via del ritorno…
Non voglio stressarvi raccontandovi di come non mi sia piaciuto ritrovarmi in un
minuscolo guscio di noce in balia del mare mosso e del vento…dobbiamo seguire la
corrente che almeno a mio parere ci porta sempre più lontano dalla riva….le onde
in alcune occasioni entrano direttamente nella barchetta lavando chi è a tiro…
altre volte siamo gli unici all’orizzonte e allora nella mia mente passano
pensieri del tipo: “se ci rovesciamo nessuno si accorgerà della nostra assenza”.
Alcuni di noi ridono divertiti, io brontolo dicendo che non bisogna andare in
giro in cerca di guai… ok l’avventura, ok lo spirito d’adattamento.. ma c’è un
limite a tutto.
Col senno di poi che non è stato così tragico ma io odio qualsiasi giostra che
si muova…e quel giorno il mare aveva deciso di muoversi.
Alle 17:00 rientriamo e posso baciare la terra…abbiamo pagato l’escursione 1800
mt a coppia (circa 28€ a testa)..
Andiamo in giro cercando un diving affidabile per prenotare l’immersioni per il
gg dopo…La lonely parla molto bene del AQUA NERA…telefoniamo ma è gia pieno..
Ci agitiamo un po’ perché avevamo deciso di stare solo un’altra notte e poi
partire per il Sudafrica avvicinandoci al rientro per scongiurare eventuali
imprevisti dell’ultimo minuto… C’è chi dice “possiamo dividerci, io voglio fare
immersioni e mi fermo un gg di più”. Chi dice “io voglio vedere il Blide river
canyon in Sudafrica e parto prima”.
Ma siamo un gruppo e alla fine ci veniamo tutti incontro e riusciamo a
soddisfare i desideri di tutti…non ci dividiamo…decidiamo di rimanere un gg in
più…con la promessa da parte di noi donne di alzarci alla mattina presto con la
speranza di trovare un diving libero per il gg stesso…
MARTEDI’ 22/08/2006
Io e Jael partiamo alle sei per cercare un centro diving, ma non siamo in una
zona molto turistica e come si è faticato per trovare un posto per dormire la
stessa cosa, anzi diventa ancora più complicata per i centri diving…
Ne risulta però una buona occasione per vedere il sorgere del sole, fare qualche
bella foto e fare una passeggiata rilassante sulla spiaggia, troviamo anche
delle belle conchiglie….Una di queste con dentro ancora l’animaletto che si
aggrapperà alla vita con tutte le sue forze e ancora di più..(i suoi tentativi
di fuga e le mie suppliche per liberarlo e donarlo al suo meraviglioso mare, non
sono servite a nulla contro i suoi aguzzini di cui tacerò il nome (in nome
dell’amicizia che ci lega!) ma la sua morte peserà sulle loro coscienze ogni
volta che mostreranno le conchiglie raccolte in Mozambico!)
Lo so a voi non interessa niente... ma un diario è anche pieno di ricordi
personali che si vogliono immortalare nel tempo.
Riprendo la via del racconto: chiediamo ai locali e tutti ci mandano al diving
del baobab beach…ecco la nostra destinazione: arriviamo che sta aprendo ma ci
dicono che oggi non effettuano immersioni perché il gommone è rotto….Per domani
hanno disponibilità!
Rientriamo e dopo colazione tutti e sei ritorniamo al centro per raccogliere
maggiori info…Il centro è composto da Viki, Ben e il loro cane aski e qualche
ragazzo di colore…non sembra malissimo e poi non abbiamo molta scelta…prenotiamo
due immersioni per il gg dopo.
www.odysseadive.com -
scubaben_uk@yahoo.co.uk - 00258 82 7817130
Di nuovo una gg dedicata al relax e a qualche compera…nel centro del paese…c’è
una postazione internet dove prenotiamo l’auto una volta arrivati in Sudafrica,
qualcuno di noi ne approfitta per telefonare a casa…ecc.
C’è un mercato di prodotti locali…tutto molto caratteristico…e scopriamo che il
sapone esiste anche da loro, lo vendono al pezzo e ne hanno di tanti tipi e con
vari gusti…ma allora perché la maggioranza di loro non lo usa?
Telefoniamo all’amico di Delito e facciamo nel tardo pomeriggio la sua
conoscenza…gli offriamo qualcosa da bere e ancora una volta ne approfittiamo per
allargare la nostra conoscenza sulla zona…
Gli chiediamo informazioni sulla malaria…se esiste o sono solo esagerazioni….
Lui ne parla come se parlasse dell’influenza…è appena guarito da circa sei mesi
e in media una volta all’anno la prende.
A noi un po’ di fifa ci viene…noi che su sei solo uno ha fatto la profilassi
antimalarica…noi cinque siamo contrari…prima di partire ci siamo informati e
abbiamo tratto questa conclusione: non esiste un vero vaccino contro la malaria,
ma solo una profilassi (il LARIAM) che viene passato dalla mutua e a detta di
chi l’ha preso ha degli effetti collaterali notevoli (sospettano anche un caso
di suicidio) specie su chi ha problemi di depressione o simili…per sei mesi devi
assolutamente evitare una gravidanza…ecc…certo non è una cosa leggera e poi
volendo la malaria te la becchi ugualmente…
Esiste poi un farmaco a pagamento 50 € a scatola: il MALARONE (gia il nome
m’ispira molta fiducia) ma a detta di molti è più tollerabile.
Visto che niente ti assicura di non beccarla noi optiamo per la profilassi
comportamentale.
Certo che sentire il tipo raccontarci di beccarla una volta all’anno qualche
brividino ci passa per la schiena…ma ci consoliamo dicendo: noi siamo a rischio
per 4 giorni, lui per una vita…le sue probabilità di essere punti sono certo
maggiori, noi dormiamo in una casa di cemento con le zanzariere sul letto…lui in
una capanna con il tetto di paglia. Auguri!!!!!
Certo che loro si meravigliano quando noi gli spieghiamo che in Italia è stata
debellata da molto tempo…Incredibile, per loro è parte della vita…
Sono passati sei mesi dal nostro ritorno a casa e vi voglio rassicurare che
nessuno di noi si è ammalato !!!
Di nuovo compriamo del pesce e Diego si cimenta per un buon pranzetto usufruendo
anche delle spezie prese dall’orto di Josef e gli avanzi diventeranno anche la
nostra cena.
Relax…
MERCOLEDI’ 23/08/2006
Alle otto ci presentiamo all’ODISSEA DIVING e partiamo poco dopo per
l’immersione nell’isola di Bazaruto…la salita sul gommone è meno “traumatica”
di quella di Tofo….il mare è una tavola e ha dei colori meravigliosi, resi
ancora più speciali dal giallo della sabbia che qua e la affiora causa la bassa
marea…
Mi rendo subito conto che questo diving ha sicuro qualche stella in meno…è più
casereccio lo possiamo definire…sul gommone c’è solo la bionda Viki (con un po’
di puzza sotto il naso) e il ragazzo che guida il gommone.
Io subito mi chiedo “se lei scende e fa da guida davanti, chi sta dietro a
controllare la fine del gruppo?” Risposta logica nessuno! Chiedo subito a
Raffaella (l’Advance del gruppo) di darmi un’occhiata nella discesa (mio grosso
tallone d’Achille) mi sento più tranquilla, d’altronde il mio compagno è Diego
ma anche lui come me è alla sua terza immersione ed è gia tanto se riesce a
badare a se stesso... visto che non può contare sul mio aiuto…almeno nella fase
di discesa..
Eccoci al momento cruciale, tutti in acqua: Viki si butta e con la corda fa
strada…io non riesco a scendere ma Raffaella mi aiuta tirandomi letteralmente
giù…dopo è ok… Viki va avanti per la sua strada non interessandosi minimamente
del gruppo: potevamo anche essere rapiti da una piovra gigante uno dopo l’altro
che lei se ne sarebbe accorta solo quando toccava a lei…non si è mai minimamente
girata indietro a contarci o a farci il segno ok!
Stai tranquilla carina che una volta a terra ti consiglio a tutti i sub del
mondo…
Il mare certo è meraviglioso anche in questa zona, non c’è il turismo di massa o
lo sfruttamento commerciale a rovinarlo, almeno per il momento…
Diego come al solito finisce l’aria per primo e avvisa Viki .. lei lancia il
pedanio e continua la sua immersione... Diego aspetta un suo segnale... e poi
capisce che deve risalire da solo…Non mi viene assegnato nessun compagno che si
curi di me... e attimi di panico passano per la mia testa... io non posso e non
voglio risalire da sola…
Inizio a razionare l’aria per non finirla prima degli altri …per fortuna io e
Andrea F la finiamo insieme e io mi affido completamente alla sua esperienza per
la risalita e la sosta di sicurezza…tutto ok!
Facciamo la pausa fra un’immersione e l’altra sull’isola di Bazaruto.
Io sono vittima per l’ennesima volta del mio stomaco e mi sdraio sulla sabbia e
non muovo nemmeno un passo, Jael è vittima del richiamo del sole e si sdraia per
abbronzarsi un po’.
Gli altri vanno alla scoperta dell’isola…arrancano salendo in cima alla grande
duna di sabbia che dà l’idea di ritrovarsi nel deserto, ma in cima si apre lo
spettacolo del resto dell’isola: un insospettabile giardino pieno di alberi,
palme e laghetti…da mozzare il fiato, mentre dall’altra parte i colori del mare,
del cielo e della spiaggia disegnano uno spettacolo non meno emozionante!
Ma voglio tornare a parlare della “simpaticissima” Viki e del suo centro diving.
Nessuno si era preso la briga di avvisarci che avremmo passato la nostra pausa
pranzo su un’isola deserta…altrimenti ci saremmo portati qualcosa di
commestibile!
La biondina si mangia i suoi due panini, mentre noi soffriamo la fame.
Con tutto quello che ci hai fatto pagare le due immersioni non potevi passare ad
ogni sub un pacchetto di qualcosa da mettere sotto i denti o due mandarini che
al mercato locale non costano niente?
Spendiamo 630 rand a testa per le due immersioni + 60 rand per l’ingresso al
parco, tot circa 80 € a testa.
La seconda immersione si rivela un po’ più deludente dal punto di vista marino,
non vediamo un granché, ma è pur sempre bello ritrovarsi dentro l’acquario e non
sopra…siamo parte del mondo marino!
Rientriamo dopo le quindici, affamatissimi e ci fiondiamo al ristorante del
Baobab Beach…niente male anche se sono un po’ lunghi nel servire…
Mangiamo chi pesce, chi carne io una pizza niente male…paghiamo 400 mt a coppia
(12,5€)
Alla sera ognuno prepara lo zaino per il trasferimento.
Abbiamo l’autobus del mitico OLIVERAS alle tre di mattina.
Prima di andare a dormire paghiamo Josef che oltretutto si è pure offerto, o
meglio non aveva molta scelta, di accompagnarci alla fermata dell’autobus a
quell’ora assurda della notte, gratuitamente in cambio di una buona pubblicità
su internet.
B&B consigliato!!
Paghiamo 4 notti 750 rand o 3000 metical che tradotti in € sono 23,4 a notte a
camera…volete forse qualcosa di meno? andate al Baobab Beach nella capanne di
paglia, forse più romantiche ma certamente più in balia delle zanzare…
GIOVEDI’ 24/08/2006
Sveglia ad un orario assurdo e ancora una volta, giunti grazie al passaggio di
Josef in una stazione degli autobus fantasma, ci mettiamo ad aspettare.
Subito qualcuno ci avvicina e ci dice che l’autobus è partito prima, altri che
parte dopo due ore…che è meglio prendere quello all’altra fermata…noi un po’
dubitiamo ma non molliamo…capiamo dopo che sono tutti della concorrenza che
vogliono accaparrarsi più clienti possibili, noi aspettiamo Oliveras…non lo
tradiremo come abbiamo fatto all’andata per un ciapas qualsiasi…Certo se provate
ad immaginarvi la scena: sono passate da poco le tre di notte, sei giovani
bianchi tutti in cerchio con gli zaini al centro aspettano infreddoliti e mezzi
assonati un autobus che forse è gia partito o è in ritardo di un paio d’ore…non
è una scena propriamente allegra….ma noi siamo sopravvissuti anche a questo!
Oliveras è arrivato verso le quattro e trenta e ha caricato i nostri zaini (gia
pronti ad insudiciarsi per l’ennesima volta) con i relativi proprietari… ancora
una volta ci siamo appropriati di tutto lo spazio possibile.
Da quelle parti viene definito un autobus di gran lusso, in Italia noi lo
definiamo un catorcio da rottamare, ma in questo caso noi l’abbiamo “amato”, è
arrivato e ci ha portato a destinazione…non facendoci stringere come sardine
come nel ciapas e trattandoci come persone.
Il controllore dei biglietti aspetta di vederci tutti addormentati per poterci
svegliare con la scusa di donarci la colazione…un mandarino a testa….e poi di
nuovo tutti dormono…eccolo che torna per chiederci di controllare i biglietti
che lui stesso ci ha fatto alla partenza… persona squisita e simpaticissima …Di
nuovo le soste negli “autogril” ambulanti…e l’incontro con i loro bagni….
Siamo arrivati al punto di partenza del nostro viaggio in Mozambico cioè a
Maputo alle diciannove di sera…un viaggio durato circa 14 ore per fare 400 km,
fra buche, risate, foto, mandarini, libri, frutta secca, voli giù dal sedile
causa una buca troppa profonda e le ottime sospensioni dell’autobus…
Viaggio pagato 900 mt (32.5€ a coppia).
Viaggio che rimarrà dentro di noi come il mare che abbiamo visto, i paesaggi e
la gente che abbiamo conosciuto…
Questo è il racconto della nostra avventura in Mozambico, per conoscere un punto
di vista meno tecnico, meno dettagliato ma che narra solo le sensazioni ed
emozioni provate da Jael su questo meraviglioso paese potete leggerlo:
www.viaggierelax.it/viaggi/index.php?option=com_content&task=view&id=142&Itemid=15
Il giorno dopo prendiamo l’autobus da Maputo per Nespruit dell’Intercape…..
Siamo di nuovo in Sudafrica!
VENERDI’ 25/08/2006
Alle 7:45 prendiamo l’autobus (sempre dell’INTERCAPE (0861 287 287
www.intercape.co.za (spendendo 650 metical a testa 40€ a coppia) che da
Maputo ci porterà a Nelspruit…E’ un’ottima compagnia, a mio avviso affidabile e
quasi di lusso…ti senti controllato e guidato al passaggio della frontiera e ti
fanno anche il check-in ai bagagli con tanto di biglietto da riconsegnare al
momento del ritiro dello zaino…Io mi sento di consigliarlo come mezzo di
trasporto.
Alle 12:00 circa siamo di nuovo ufficialmente in Sudafrica.
Domenica sera abbiamo il volo di rientro a Joannesburgh….
Abbiamo deciso di visitare il più possibile e di accontentare un piccolo
desiderio di Diego …vedere il BLIDE RIVER CANYON.
Il cuore di Jael è rimasto in Mozambico e molti di noi ci avrebbero trascorso
volentieri fino all’ultimo minuto ma non abbiamo voluto correre il rischio che
un imprevisto qualsiasi mettesse a rischio il nostro rientro….Anche se l’idea di
ritornare al lavoro non ci alletta per niente.
A Nelspruit ritorniamo di nuovo all’ufficio della TEMPEST (www.tempestcarhire.co.za o
www.sixt.com) per noleggiare un pulmino minimo da sei posti calcolando anche
lo spazio degli zaini. Ci danno un wolksvagen rosso e molto capiente spendiamo
160 € a coppia per tre giorni (perché in ultimo per un’ora di ritardo ci
addebiteranno un giorno intero alzando la nostra spesa).
Ci dirigiamo verso le montagne dove la temperatura si abbassa di nuovo e siamo
costretti a tirare fuori di nuovo le nostre giacche e pile…Il BLYDE RIVER CAYON
NATURE RESERVE è una riserva naturalistica, di circa 26.000 ettari e che si
visita in automobile seguendo i vari percorsi lungo il margine del canyon e
facendo una sosta nei principali punti panoramici…
Noi facciamo la stessa cosa, ci dirigiamo a nord verso Graskop e ci fermiamo ad
ammirare i vari panoramici tipo il Pinnacle, la God’s window (detta la finestra
di Dio per l’altezza molto elevata) .. e altri di cui non ricordo il
nome….Abbiamo cambiato completamente paesaggio per l’ennesima volta rendendo
ancora più vario il nostro viaggio.. Siamo indecisi su dove passare la notte e
decidiamo di avvicinarci il più possibile verso le Bourke’s Luck Potholes (la
guida le descrive come bizzarre buche scavate nella roccia dai mulinelli dei
fiumi; dalle foto viste sembrano veramente caratteristiche e noi vogliamo
vederle).
Arriviamo a Graskop (alt 1450mt) una cittadina come dice la guida molto anonima
ma noi ci dobbiamo solo mangiare e dormire quindi va benissimo…
Confrontiamo i prezzi di alcuni B&B e capiamo subito che lo standard è un po'
elevato per quello a cui siamo abituati ma non c’è tanta scelta, ma che almeno
ci sia la colazione compresa nel prezzo….
Andrea F e Raffaella (quelli che parlano meglio inglese, Diego guida il furgone
e Andrea B. infortunato ad un piede è segregato nel sedile in fondo senza
sportelli del furgone …non c’è molta scelta) scendono spesso per chiedere i
prezzi e la disponibilità per tre camere matrimoniali…dopo aver visionato un B&B
tornano entusiasti dicendo che una delle camere è meravigliosa (chiamata dal
proprietario honey moon luna di miele) chiediamo info ad altri due o tre ma il
nostro cuore ha già deciso….daremo ad Andrea e Jael la possibilità di dormire
nella camera luna di miele come ringraziamento per aver dormito su un materasso
praticamente per terra per 4 notti in Mozambico in balia delle zanzare (Raffa e
Andrea a Cape Towon come gia scritto si sono presi la camera più bella e più
originale (che poi si è rivelata una scelta pessima e molto gelida; a Tofo in
Mozambico c’era solo una camera matrimoniale e una con due letti singoli e un
materasso in salotto….io mi sono un po’ agitata e Jael si è offerta di dormire
in salotto limitando al massimo la loro comodità e la loro privacy e io e Diego
abbiamo dormito in quella matrimoniale..) Dovevamo ringraziarli….
Il B&B si chiama AUTUMN BREATH di Johann & Ina - 217 Graskop 1270 - tel/fax:
013 767 1866 - Cell: 082 877 2811- e-mail:
autumnbreath@cfmail.co.za -
www.graskop.co.za/stay/guest/autumbreath
(Pernottamento 420 rand a coppia 49€, mentre la camera luna di miele costa
54,12)
I proprietari sono una coppietta molto molto gentile sui cinquant’anni o forse
di più…la signora Ina passerà alla storia.. ci abbraccia e ci tratta come
figli…forse sotto sotto è un po’ fuori di testa ma nel senso buono del
termine….ci portano anche una bella cioccolata calda per riscaldarci…
La camera di Andrea e Jael, un piccolo appartamentino a parte è veramente molto
bella e romantica con tanto di salottino e caminetto e in più come colore è
tutto sull’azzurro…bella …
Noi dormiremo in una matrimoniale bella, spaziosa con bagno in camera, mentre
Andrea e Raffaella sono in una camera non troppo spaziosa e col bagno nel
corridoio.. ma visto che non ci sono altre camere il bagno è tutto per loro.
Si tratta poi solo di una notte…Sono circa le sei, ci diamo appuntamento per le
sette e trenta per la cena e ogni coppia si rilassa con un bel
bagno….Sbadatamente noi e Raffa&Andrea facciamo scorrere l’acqua calda per
scaldare un po’ l’ambiente con il vapore ma poi nel bel mezzo del bagno l’acqua
è gelida…
Noi economizziamo il tutto e ci adattiamo, mentre Andrea B. si riveste e chiama
la signora Ina avvisandola del problema…lei inizia a dare di matto: mi dispiace,
non è mai successo …mi dispiace…e tira in ballo persino il demonio……poi deduce
che lo scaldabagno è rotto e li fa salire in macchina e li porta in un altro B&B
sempre di sua proprietà…li lascia dicendo “ripasso a prendervi fra venti minuti”
ma poi sbadatamente si dimentica di accendere lo scaldabagno….Morale, invece di
riposarsi Andrea&Raffa hanno girato tutto il tempo e poi si sono lavati con
l’acqua fredda…..
Su consiglio sempre della signora INA andiamo a mangiare in un posto dove per
stare tranquilli ci consiglia di prenotare…il THE LOCO PUB GRILL
E’ una vecchia stazione ferroviaria commerciale adibita poi a ristorante e
arredata a metà fra il country e vintage e le persone che ci sono dentro
sembrano rimasta ferme nel passato quando ancora ci passavano i treni carichi
di tronchi…atmosfera strana, suggestiva anche se sembra di essere in un libro
di King. Siamo gli unici clienti e mangiamo abbastanza bene spendendo 200 rand a
coppia (23€ circa)
SABATO 26/08/2006
Alle sette e trenta ci ritroviamo al piano di sotto per la colazione inclusa nel
prezzo: è abbondante e siamo coccolati dalla signora Ina che al momento
dell’addio ci abbraccia e dopo averci offerto una torta Cheesecake buonissima ci
fa addirittura una foto ricordo….. e ci fa visitare una specie di mercatino di
gioielli venduti per beneficenza per la chiesa parrocchiale….Salutiamo e
ringraziamo…
Prima della partenza ci dedichiamo alle compere.. Sono le ultime ore per fare
acquisti e regalini….. Ci sono bancarelle dei locali e dei veri e propri negozi
di tutte le sorti….Passando davanti alla strada del ristorante di ieri ne
troviamo uno molto bello di artigianato locale…tutte e tre noi donzelle siamo
catturate dai tessuti, con stampe tipicamente locali e di animali, hanno dei
colori bellissimi.. non sono economici ma non vogliamo pentirci in seguito di
non averli presi….Li compriamo….
Verso le undici partiamo per il Bourke’s Luck Potholes…ingresso nel paco 20 rand
a testa.
E’ veramente uno spettacolo bellissimo; forse unico.. maestoso…queste pozze in
fondo al canyon sembrano in certi punti delle vere e proprie piscine naturali…E’
uno spettacolo che merita di essere visto.
Organizziamo il nostro viaggio fino all’ultimo minuto e telefoniamo per
prenotare la visita per la nostra ultima mattina in Sudafrica a una riserva di
leopardi della quale siamo venuti a conoscenza grazie ad una trasmissione
televisiva…si chiama DE WILD CHEETA RESEARCH CENTRE….. siamo fortunati c’è
ancora posto: siamo prenotati per le 8:30.
Siamo troppo contenti, potremo vedere i ghepardi da vicino facendo un piccolo
safari…
Ora dobbiamo riprendere il nostro viaggio di rientro direzione Joannesburg;
passeremo la notte in zona vicino alla riserva così potremo evitare una
levataccia.. Diego guida praticamente tutto il giorno, ci fermiamo solo per fare
qualche foto a scorci di paesaggi fantastici e per una pausa per una merenda
pomeridiana che poi si trasformerà nella nostra cena.. (ma noi ancora non lo
sapevamo!)
Assistiamo ad un tramonto meraviglioso, il cielo si colora di un rosso fuoco
eccezionale….. emozioni che rimangono anche perché per la prima volta siamo
tutti nella stessa macchina ed è un tragitto condiviso al 100%.
Ha un po’ il gusto della frontiera questa giornata, viaggiando in mezzo a
paesaggi incontaminati, fattorie stile far west e cieli macchiati di nuvole che
sembrano non avere fine.
Questo orizzonte quasi irreale sarà uno dei ricordi che ci porteremo dentro dopo
questo viaggio.
Passiamo anche nella periferia Pretoria ma ormai è buio e non vediamo granché…
Arriviamo a Ravensport ma quando iniziamo a cercare un posto dove dormire è gia
buio e ogni volta che chiediamo tutti ci rispondono che sono già pieni.
Continuiamo la nostra ricerca per un paio d’ore quando capiamo il motivo del
tutto esaurito: c’è stata una sorta di manifestazione sportiva e una grande
festa (domani sarà tutto libero..) grazie….ma non mi consolo….Ci allontaniamo
dalla zona iniziando ad agitarci e preoccuparci un pochettino.. (non è
tragicissimo passare la notte in macchina nelle peggiore delle ipotesi ma non
rientra nei nostri programmi e in più il desiderio di una doccia si fa sentire
ogni attimo di più …). Ci infiliamo su per una salita con la stradina sterrata
piena di buche e sassi senza illuminazione seguendo il solo disegnino di un
letto…arrivati un cima ci avvisano che anche loro sono al completo, ma ci
propongono una camerata con dei letti a castello minuscoli disposti tre su ogni
fila e con il bagno fuori dallo stabile….e non è nemmeno economico….forse se
fosse stata gratis avremmo dovuto pensarci ugualmente tanto era spartana la
sistemazione; meglio dormire in macchina!
Giriamo, chiediamo e continuiamo a girare….in uno di quei negozi aperti 24 ore
su 24 una donna si offre di portarci alle dieci di sera in un B&B di sua
conoscenza…La seguiamo speranzosi ma poi ci accorgiamo che ci porta nello
stesso posto da dove venivamo…è tutto chiuso (ricordiamo che è inverno e non ci
sono molti turisti) e lei gentilmente telefona al proprietario che preferisce
perdere i nostri soldi piuttosto che aprire il suo locale….per un giorno…
Continuiamo la nostra ricerca ormai quasi rassegnati….Alla fine adottiamo la
tecnica della signora invece di seguire le indicazioni fino allo stabile dove
c’è un numero di telefono telefoniamo, almeno non dedichiamo i nostri sforzi,
tempo e benzina a cose inutili….
Alle 22:30 passate in uno dei nostri ultimi tentativi abbiamo una risposta
positiva: sono aperti e hanno tre camere libere.
Non chiediamo nemmeno il prezzo, per l’ultima notte va bene tutto e ad un certo
orario non si può essere poi troppo pretenziosi.
Il posto è buono e i proprietari sono molto gentili e disponibili..
si chiama: OUDESPOOR - 10 Jackson Street - P.O. BOX 4900 BRITS 0250
Tel: 083 631 9980 Tracy. Paghiamo 350 rand a camera (circa 41 €)
Subito a letto, la stanza sempre con il thermo elettrico si scalda rapidamente…
DOMENICA 27/08/2006
Compresa nel prezzo abbiamo anche un’abbondantissima colazione preparata dalla
proprietaria ancora in vestaglia…sicuro l’abbiamo tirata giù dal letto….Ci
facciamo spiegare come raggiungere la riserva dei ghepardi e riprendiamo il
nostro viaggio….
Dopo aver percorso diversi kilometri ed aver fatto inversione almeno3-4 volte
raggiungiamo la destinazione e c’immergiamo nella natura…paghiamo 165 rand a
coppia (20€)
Dopo una spiegazione di almeno trenta minuti sulla storia della riserva, sui
ghepardi e la loro situazione in Africa e altre cose che non so dal momento che
era tutto in inglese e io non ne capisco mezzo…partiamo per la visita.
Vediamo alcuni esemplari chiusi nelle gabbie vicine all’entrata e scopriamo che
miagolano come i gatti ma quando gli butti della carne hanno una reazione un po’
più agitata che quella dei miei. Saliamo su un camioncino aperto tipo autobus e
iniziamo il giro dell’intera riserva…noi credevamo di fare un safari come quello
fatto nel Kruger ma invece si tratta di un giro-studio…cioè ci fermiamo e
riceviamo un esauriente e noiosissima spiegazione ad ogni gabbia o recinto e
davanti ad ogni animale di razze diverse tipo dei piccoli felini della savana,
un gatto selvatico, degli avvoltoi, delle iene, i licaoni, struzzi e di nuovo
altri ghepardi…. questi ultimi sono in grande recinto ed sono liberi e questo ci
permette di fare delle belle foto senza la rete in mezzo. Ogni volta che c’è
un’animale nuovo la nostra guida si ferma minimo un quarto d’ora per spiegare
tutto sull’animale e le difficoltà che oggi incontra nella vita libera….esempio
gli avvoltoi e simili visto che non ci sono più molte carcasse di animali morte
in giro nelle strade o nelle campagne trovano molto difficile reperire il
cibo….questo lo so grazie alla Raffa che ogni tanto riassume il tutto…Diciamo
sinceramente che se fosse stato in un lingua comprensibile (italiano) per me
sarebbe stato meno pesante….ma è stato bello comunque!
I ghepardi sono animali meravigliosi…peccato che l’uomo in generale stia
rovinando tutto….Alla fine del giro pagando è possibile farsi fotografare con
un’esemplare di ghepardo molto docile che è stato usato anche per alcuni film…si
pagano 300 rand per un gruppo composto da 3 persone..
La facciamo anche se non è molto naturale…ma sono cose per il momento uniche
nella vita…ha un pelo morbido e fa le fusa esattamente come il gatto
moltiplicate per la sua massa corporea.. entri nella stanza e lo senti fusare…EMOZIONANTE!!!
All’inizio ci spiegano che prima la riserva, essendo il ghepardo un’animale a
rischio elevatissimo d’estinzione, era sovvenzionata dallo stato.. con il tempo
visto che sono riusciti a farli riprodurre in cattività e il numero si è alzato
lo stato ha smesso di dare i finanziamenti… eccoli costretti ad aprire al
pubblico per potersi finanziare…
Soddisfatti riprendiamo di corsa il viaggio di rientro direzione AEROPORTO…
Ancora qualche ora insieme on the road, ma sappiamo che questi sono i nostri
ultimi momenti in Africa…qualcuno dorme spossato, qualcuno fa le somme di questo
viaggio, qualcuno pensa a cosa lo aspetta a casa…mentre Diego guida come al
solito e stramaledice gli automobilisti molesti.
Riconsegniamo l’auto in aeroporto e ci prepariamo alle ore d’attesa prima
dell’imbarco…..
E’ praticamente finita….Arrivederci Africa….. la tua natura ha lasciamo un segno
nei nostri cuori....RIENTRIAMO anche se già sogniamo il prossimo viaggio..
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