Sudafrica un
anno dopo…
Avendo visto alcune immagini meravigliose in tv durante i mondiali di calcio del
2010 e desiderosi di vedere animali ma non solo, decidiamo di visitare la
nazione arcobaleno. Perché il Sudafrica? Per diversi motivi: è facile
organizzare un viaggio in assoluta libertà, non è economicamente proibitivo come
lo sono molti altri paesi dell’Africa, è ricco di storia ed è interessante dal
punto di vista culturale, è possibile abbinare la visita ad alcune città e fare
un safari in tutta semplicità con la propria auto. E così è stato!
Il Sudafrica è andato ben oltre le nostre aspettative, ci ha stupiti
positivamente e lo consigliamo a chiunque. Ma veniamo al viaggio. Durata
complessiva: 23 giorni.
Itinerario in
breve (agosto) :
1-5 Cape Town (visita della città e dei vari punti di interesse, Winelands, Capo
di Buona Speranza) 5-6 Hermanus
6-7 Cape Agulhas – Mossel Bay
7-8 Wilderness- Knysna- Plettemberg
8-9 Jeffrey’s Bay- Port Alfred
9-10 Port Saint John’s
10-12 St. Lucia
12-13 Swaziland
13-16 Graskop
17-21 Kruger
22 Johannesburg
23 Partenza
Partiamo con
un volo Etihad Malpensa-Cape Town. Arrivati a Città del Capo ritiriamo la nostra
Hyundai Atos noleggiata via internet presso l’agenzia Europcar presente in
aeroporto. Trascorriamo cinque notti a Città del Capo, quattro presso l’ostello
Penthouse in Long Street (niente di speciale potevamo trovare di meglio a meno)
e una notte a Green Point a due passi dallo stadio e dal Waterfront. A Cape Town
consigliamo di stare vicino al Waterfront, è una bella zona, sicura e per
turisti, Long Street è più spartana, per viaggiatori zaino in spalla. Lì vicino
si trova Bo Kaap il colorato quartiere musulmano da non perdere. A Cape Town non
si può non visitare Robben Island, la prigione di massima sicurezza dove Nelson
Mandela ha trascorso ben 18 anni. Vedere Robben Island è indispensabile, in
quanto aiuta a comprendere meglio la storia e la cultura di questo paese. Visita
guidata di circa 3 ore Euro 22,00 a persona. Da non perdere assolutamente è
anche la vista da Table Mountain, raggiungibile in funivia (16 Euro a persona),
è possibile salire anche a piedi, un’esperienza indimenticabile! Cape Town è
considerata una delle città con il più bel paesaggio al mondo ed è vero. Da
Table Mountain si possono ammirare tutte le spiagge della città: Sea Point,
Green Point, Clifton, Camp’s Bay e se il tempo è bello si può ammirare tutta la
costa fino al Capo di Buona Speranza. Durante la nostra permanenza a Città del
Capo guidiamo lungo la costa fino ad arrivare al Capo di Buona Speranza,
fermandoci a Muizenberg famosa per i suoi surfisti, Boulder’s Beach la spiaggia
dei pinguini, Hout Bay dove risiede una colonia di leoni marini. Tratto da non
perdere Chapman’s Peak Drive, una parte di strada costiera molto bella per il
panorama, famosa per gli spot pubblicitari, scelta come location da molte case
automobilistiche. Sempre da Cape Town in giornata si può visitare Winelands la
zona dove vengono prodotti i famosi vini sudafricani. Stellenbosch, Franschhoek
sono due località molto affascinanti circondate da bellissimi paesaggi, dove si
può degustare del buon vino accompagnato da formaggio locale o cioccolato nelle
infinite ed eleganti cantine vinicole.
Se avete
tempo e voglia è bello trascorrere una giornata guidando lungo la costa a nord
di Cape Town; la spiaggia di Langebaan è molto grande e di finissima sabbia
bianca.
In Sudafrica è davvero possibile avvistare le balene dalla costa, tutto ciò è
fattibile da Hermanus a Knysna da giugno a novembre in quanto le balene, con i
loro piccoli al seguito, “trascorrono l’inverno” in queste acque. A Hermanus,
una graziosa cittadina famosa appunto per i cetacei, consigliamo vivamente la
guesthouse a quattro stelle Aloe House, incantevole, i proprietari sono
gentilissimi e adorano gli italiani. Se vi recate in Sudafrica in inverno
(durante la nostra estate) troverete sicuramente alloggio ovunque con tariffe
anche dimezzate. Non è necessario prenotare in anticipo. Lasciamo Hermanus per
proseguire lungo la costa e dirigerci verso Cape Agulhas, il punto più a sud
dell’Africa dove l’oceano Atlantico incontra l’oceano Indiano, visitiamo poi
Mossel Bay, Wilderness (non perdetevi il punto panoramico chiamato Map of
Africa, lì scoprirete il perché di questo nome), Knysna, Plettenberg, Jeffrey’s
Bay, Port Alfred (anche qui segnaliamo la splendida guesthouse a quattro stelle
Villa de Mer), Port Saint John’s fino ad arrivare a Saint Lucia. Decidiamo per
svariati motivi di visitare tutto il Sudafrica in auto: il primo in quanto
avevamo abbastanza giorni per spostarci senza fretta, il secondo in quanto
riteniamo che quando si vola si perde un po’ il fascino della visita,
attraversare una nazione di paesino in paesino fa comprendere molto di più la
terra che si sta visitando perché si entra maggiormente in contatto con le
realtà locali. Quasi tutti i turisti volano da Port Elizabeth a Durban noi
invece non abbandoniamo la nostra piccola auto e attraversiamo l’Eastern Cape,
la patria di Mandela, la terra degli Xhosa, laddove anche il Sudafrica diventa
black Africa. Qui gli abitanti, tutti di colore, vivono in case colorate di
cemento con tetti a cono, molto particolari. Alle sei del mattino, appena sorge
il sole, i bambini in perfetta uniforme, stanno già camminando sorridenti lungo
la strada principale, per raggiungere la scuola più vicina, che dista anche due
ore di cammino! La gente che vive nell’Eastern Cape ha mantenuto le antiche
tradizioni africane, si vedono le classiche “mama” sul ciglio della strada
camminare con un secchio d’acqua in testa, ragazze che tornano dal fiume cariche
di vestiti appena lavati, capre, galline, cavalli e mucche che pascolano lungo
la strada statale; un taxi collettivo che si ferma per scaricare una mamma che è
appena tornata dal mercato della città più vicina e dovrà raggiungere la sua
casetta attraversando il villaggio dove lo strade non sono asfaltate e i bimbi
si rincorrono scalzi. Questa esperienza ha arricchito moltissimo il nostro
viaggio e in un certo senso lo ha anche completato. Vedere le due facce del
Sudafrica ci ha fatto capire ed apprezzare molte cose. Avevamo letto e sentito
che chi era stato in questo paese non aveva trovato la vera Africa, noi sì.
Durante la nostra permanenza nella nazione arcobaleno abbiamo avuto la fortuna
di conoscere un medico chirurgo che lavora come medico senza frontiere il quale
ci ha spiegato che il Sudafrica è una delle nazioni con il più alto tasso di
malati di AIDS al mondo e lui una volta al mese si reca a Umtata, capoluogo
dell’Eastern Cape, dove la gente lo aspetta a braccia aperte in quanto possono
usufruire di questo servizio solo una volta al mese!!!!... se questa non è vera
Africa…
Torniamo al
viaggio; usciti dall’Eastern Cape torniamo nel Sudafrica dei bianchi, autostrade
a tre corsie e ville stile Beverly Hills. Arriviamo a St. Lucia che dista circa
200 km dal Mozambico. Una località da non perdere, qui avvistiamo i nostri primi
animali: ippopotami e coccodrilli. Trascorriamo una giornata intera nel parco di
Cape Vidal. Nell’attraversare il parco vediamo tantissimi animali, sembra già di
stare in un parco safari: zebre, rinoceronti, bufali, antilopi, facoceri. La
spiaggia di Cape Vidal è molto bella anche se quella di St. Lucia non ha niente
da invidiarle, anzi è più isolata e più selvaggia. Dopo aver pernottato a St.
Lucia per due notti, attraversiamo lo Swaziland, scelta infelice ma quasi
d’obbligo. Pernottiamo una notte a Ezulwini, niente di speciale. Lo Swaziland è
un piccolo regno autonomo popolato principalmente da persone di colore in alcune
zone molto benestanti, almeno a Ezulwini. Lasciamo questo strano luogo per
raggiungere il Blyde River Canyon. Consigliamo di pernottare almeno una notte a
Graskop o nei dintorni per avere abbastanza tempo per visitare il canyon e le
varie cascate. Oltre al Canyon e alle varie località degne di nota della zona
visitiamo anche Pilgrim’s Rest, un villaggio famoso durante la corsa all’oro,
rimasto tale e quale. A Graskop segnaliamo il nostro alloggio “Shedi’s”,
bungalow particolarissimi, super economici, dotati di cucina. Il proprietario
Rod è degno di nota, vincitore in Australia del premio “miglior lavoro al mondo”
è tornato in Sudafrica e propone escursioni a bordo di moto molto inusuali…un
peccato non conoscerlo!
Arriviamo al momento fatidico del nostro viaggio: il parco Kruger. Passiamo
cinque notti in un bungalow, al camp Skukuza, prenotato in anticipo via
internet. Lo consigliamo per la posizione e i servizi che offre. Tutti i
bungalow sono dotati di bagno privato, terrazzo, barbecue, pentole, piatti,
bicchieri ed è possibile usufruire della cucina comune.
Che dire del safari: una meraviglia. In cinque giorni riusciamo a vedere tutti
gli animali possibili ed immaginabili (tranne il ghepardo siamo onesti!), da
soli, a bordo della nostra piccola Hyundai Atos. Consiglio: pernottate in uno
dei camp del parco, tenete presente che l’entrata al parco costa Euro 18,00 al
giorno a persona e in inverno i cancelli rimangono aperti dalle 6 alle 18. Il
costo a notte per un bungalow da due persone è di circa Euro 60-70. E’ possibile
pernottare anche al campeggio, molto più economico.
Il sesto giorno a malincuore lasciamo il Kruger “scortati” da un leopardo che ci
accompagna per qualche centinaia di metri, per dirigerci verso Johannesburg dove
il giorno seguente prenderemo l’aereo per Abu Dhabi dove trascorreremo un paio
di giorni prima di ritornare in Italia.
Conclusioni:
il Sudafrica è un paese meraviglioso, ben organizzato, non abbiamo mai avuto
problemi per quanto riguarda la sicurezza, l’igiene e l’organizzazione del
viaggio. I sudafricani sono molto disponibili, semplici e alla mano. E’ un paese
tanto bello quanto ancora flagellato dal passato, anche se l’apartheid ormai non
esiste più, la diversità tra bianchi e neri è ancora visibile ovunque. Milioni
di neri continuano a vivere nelle township, sterminate distese di baracche
situate ai margini delle grandi città. Questa meta, oltre ad essere stata
affascinante dal punto di vista delle meraviglie della natura, è stata molto
interessante anche dal punto di vista storico e culturale.
Se avete
intenzione di visitare questo paese vi consigliamo di leggere “Un arcobaleno
nella notte” di Dominique Lapierre.
Alcune
informazioni utili:
Cibo: di ottima qualità, in particolare la carne.
Spesa media al ristorante in due: Euro 15,00- 20,00
Benzina: Euro 250,00 per un totale di 5.300 chilometri.
Guide: Lonely Planet e Routard. Si sono ben compensate!
Alloggi: in media abbiamo speso Euro 35,00 a notte per una camera doppia a volte
anche con colazione inclusa. Abbiamo segnalato gli alloggi più belli e
particolari, scriveteci pure per avere informazioni sugli altri alloggi.
Quando andare: sebbene agosto sia il periodo migliore per l’avvistamento degli
animali e il tempo è sempre stato bello con temperature intorno ai 25 gradi, è
considerato periodo di bassa stagione, quindi da una parte si trova alloggio
ovunque senza prenotare in anticipo a tariffe scontate (tranne nel parco Kruger),
dall’altra non ci sono molti turisti in giro e capita spesso di essere gli unici
clienti al ristorante o le uniche anime che passeggiano in un paesino della
costa, che per molti versi può essere comunque un aspetto positivo. A dicembre e
a gennaio conviene invece prenotare con largo anticipo in quanto i sudafricani
sono in vacanza e nelle località più famose si fatica a trovare posto.