Stati Uniti 2011


South-west 2011: two times are better than one

racconto di viaggio dal 23 luglio al 6 agosto di Valentina

foto USA 2011
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Quest’anno, la meta scelta per il nostro viaggio, per la gioia di Roby, appassionato di fumetti e di oriente, doveva essere il Giappone, ma, purtroppo il terremoto e lo tsunami, che hanno devastato il paese, ci hanno fatto desistere e cambiare meta.
Quale altra opzione migliore se non un bel ritorno negli States, visitando la parte di south-west non vista nel 2008?
Come sempre, il mitico forum usaontheroad.it viene in nostro soccorso con consigli di ogni genere e, con l’aiuto di molti dei moderatori, guide ed utenti, riusciamo a creare un buon itinerario, che ci consentirà di fare un viaggio piuttosto breve (abbiamo solo 2 settimane a disposizione), ma vario e che toccherà aspetti molto diversi tra loro: dai cactus del sud dell’Arizona, alle dune bianche ed ai pueblos del New Mexico, dagli antichi insediamenti indiani del Colorado alle rocce rosse modellate da acqua e vento del nostro adorato Utah fino alle sfavillanti luci di Las Vegas.
L’unico rammarico di questo viaggio è quello di non essere riusciti a vincere la lotteria per The Wave, ma diciamo che è anche una buona scusa per organizzare un nuovo viaggio da queste parti!
Si passa così alla prenotazione dei voli, che, ancora una volta, effettuiamo tramite Expedia, dove troviamo una buona offerta che prevede l’andata su Phoenix con scalo a Londra ed il ritorno da Las Vegas sempre con scalo a Londra per 885€ a testa.
Per la macchina usiamo la versione inglese di enoleggioauto, cioè carhire 3000 e prenotiamo uno standard Suv con guidatore addizionale, tanica benzina, no tassa di drop off al costo di 488€.
Stipuliamo l’assicurazione viaggio con Colombus e ci dedichiamo infine alla prenotazione di quasi tutti i pernottamenti, prediligendo Super8 e Days In.
Con nostra somma gioia, ci accaparriamo i permessi per visitare il Coyote Butte South e quindi prenotiamo a priori l’escursione in combinata con White Pocket con la Outpost Paria.

Ecco le nostre tappe:
23/07/2011: Milano-Londra-Phoenix
24/07/2011: Phoenix-Tucson
25/07/2011: Tucson-Alamogordo
26/07/2011: Alamogordo-Santa Fe
27/07/2011: Santa Fe-Taos
28/07/2011: Taos-Durango
29/07/2011: Durango-Chinle
30/07/2011: Chinle-Holbrook
31/07/2011: Holbrook-Kanab
01/08/2011: Kanab
02/08/2011: Kanab-Cedar City
03/08/2011: Cedar City-Springdale
04/08/2011: Springdale
05/08/2011: Springdale-Las Vegas
06/08/2011: Las Vegas-Londra-Milano (arrivo il 07/08/2011)

Nel dettaglio:

Sabato 23/07/2011
Finalmente ci siamo! E’ arrivato il tanto sospirato giorno della partenza!! Arriviamo Milano Linate, accompagnati, come sempre, dai miei genitori in perfetto orario; ultima colazione italiana, a base di cappuccino e brioches e via ai controlli! Quest’anno ci siamo finalmente decisi a provare il check-in on line: che comodità!! il rilascio dei bagagli è velocissimo ed abbiamo già i posti assegnati e decisi da noi! Check-in on line tutta la vita!!
Il volo per Londra con BA scorre veloce e senza intoppi. Arriviamo al Terminal 5 di Heathrow e dopo i soliti controlli di sicurezza, giriamo un po’ per l’immenso aeroporto, fino a che non esce l’indicazione del nostro gate. Prendiamo così il trenino che ci porta al gate C55 ed in pochi minuti siamo sull’aereo. Con il check-in on line abbiamo scelto gli ultimi posti laterali: perfetti! La fila è composta solo da 2 sedili, che sono quindi un po’ più larghi e dietro abbiamo lo spazio per alzarci e sgranchirci le gambe! Il volo, causa traffico all’aeroporto londinese, parte con 1 ora di ritardo, ma recupera e arriviamo a Phoenix con solo 10 minuti di ritardo, comunque, il servizio a bordo è stato come sempre impeccabile!
Arrivati in USA, perdiamo circa ½ ora ai controlli dell’immigrazione e poi, con grande gioia, troviamo le nostre valigie!
Ci dirigiamo al piano 1 dell’aeroporto, dove troviamo un bus che ci porta al “Car Rental”. Appena usciti, veniamo investiti da un vento bollente… sembra di essere nella Death Valley!! Ebbene sì, ci sono la bellezza di 42°!!
Arrivati alla zona del noleggio auto, andiamo alla Dollar con il nostro voucher di car Hire ed in poco tempo siamo nel garage a scegliere un bellissimo Ford Escape grigio con solo 9000 miglia!
Sfoderiamo il navigatore, dove abbiamo preventivamente caricato tutti gli indirizzi che potranno tornarci utili, e selezioniamo quello del Days Inn di Scottsdale, dove abbiamo prenotato una camera con letto king a 57$!
In 20 minuti siamo al motel e otteniamo la chiave della nostra camera: è enorme e pulita!
Ottimo! Vista la calura e il viaggio, ci facciamo una bella doccia rigenerante e siamo pronti per fare un giro per il Fashion District di Scottsdale, ma fa caldissimo ed è tutto chiuso…
Dopo qualche metro, torniamo indietro e prendiamo la macchina per vedere Old Town con le sue gallerie d’arte ed i negozi di souvenir, tutto molto carino, ma, purtroppo, essendo le 8 di sera è già tutto chiuso..
Non abbiamo fame, ancor sazi dal viaggio in aereo e siamo belli cotti, quindi, dopo il primo rifornimento di frigo di polistirolo per il viaggio, di ghiaccio, acqua e qualche schifezza in un supermercato aperto 24h, torniamo in hotel e crolliamo!

Spese della giornata:
Colazione in aeroporto:12€
Motel: 57.5$
Spesa al supermercato: 23.07$

Domenica 24/07/2011
Non abbiamo dormito benissimo e alla 5 siamo già svegli! Ne approfittiamo per provare la connessione wi-fi del motel, facendo un salutino al forum e scrivendo qualche mail! Organizziamo meglio i bagagli e alle 6.30 siamo pronti per la colazione, che viene servita nella “Palm Terrace”. Il motel è proprio bello: ha un giardino interno con piscina, bar, jacuzzi, campo da beach e tanti fiori.
La colazione è quella solita del Days In con yogurt, brioches, pane, marmellata e di caffè americano. Noi la facciamo all’esterno, visto che nella sala interna si secca per l’aria condizionata a palla!
Alle 7.30 siamo in macchina pronti per dirigerci verso l’Apache Trail, che ci occuperà tutta la mattina.
Arrivati ad Apache Junction, facciamo subito la sosta a Goldfield, una ghost town molto carina!
Tutto è ancora chiuso (sono le 8.30), ma è incantevole! Facciamo un sacco di foto e ancora una volta ci stupisce il fatto che molti negozi di souvenir siano aperti con la roba esposta ed i prezzi ed una semplice cassetta in cui lasciare i soldi… da noi sarebbe inconcepibile! Quindi anche noi compriamo un magnete e lasciamo i 2 $ richiesti nel “night box”.
Terminata la visita di Goldfield, cominciamo il vero e proprio Apache Trail. Facciamo sosta al Needle Vista Overlook ed al Canyon Lake Vista, fino a che non arriviamo a [b]Tortilla Flat[/b], dove ci fermiamo a prendere una coca al “Superstion Saloon”, lasciando, come vuole la tradizione, una banconota da 1 dollaro autografata!
Proseguiamo fino al Fish Creek Vista, dove incontriamo un simpatico gruppo di motociclisti con cui scambiamo 2 chiacchiere,  e poi cominciamo la parte più suggestiva di questa scenic byways e cioè tutto il tratto non asfaltato che costeggia l’Apache Lake fino alla Roosevelt Dam.
Il paesaggio è punteggiato di cactus saguaro e ci sembra di essere ritornati nel nord dell’Argentina! E’ domenica ed incontriamo molti pick-up che trascinano barche e passeggeri che si rilasseranno con una bella giornata al lago! La temperatura è leggermente più bassa di ieri, ma è sempre intorno ai 90°F… ci fermiamo ad ammirare l’Apache Lake da vicino ed i molti condor appollaiati sui rami fino ad arrivare all’imponente diga!
Arriviamo a Globe affamati e ci fermiamo da Subway a prendere il nostro solito mezzo panino che ci piace tanto e proseguiamo in direzione di Tucson.
Arriviamo al Travelodge lungo la Freeway, prenotato sul web e non ne rimaniamo molto ben impressionati: la moquette puzza un pochino ed in generale è piuttosto squallido, ma costa 50$!Va bene lo stesso!
Posate le valigie in camera, ci dirigiamo subito verso Saguaro National Park, parte ovest. Già dalla strada ci rendiamo conto di quello che andremo a vedere: ai lati ci sono migliaia di cactus! Arriviamo al Visitor Center che è già chiuso, ma nonostante ciò, il parco è visitabile ugualmente. Dopo un breve trail nei pressi dell’entrata del parco, prendiamo la macchina per percorrere la Bajada Loop Drive, un percorso circolare sterrato con il quale ci si addentra in una foresta di cactus: è bellissimo!! Ci piace davvero tanto e Roby, visto la sua passione per le piante grasse, ne rimane favorevolmente impressionato!
Purtroppo, la giornata non è fantastica ed il cielo è piuttosto plumbeo e si sentono tuoni in lontananza…anzi, non poi così distanti… Facciamo lo stesso il bel trail dell’Aura Valley e rimaniamo davvero molto colpiti dalla bellezza del parco e dalla miriade di cactus che ci sta attorno…
La vista dell’Aura valley è poi fantastica! Mentre torniamo alla macchina sentiamo i primo goccioloni, ma riusciamo a salire senza praticamente bagnarci! Meno male! Terminiamo il nostro giro e, visto che a ovest il cielo è aperto e si intravede il sole, decidiamo di fermarci lungo la strada ad aspettare il tramonto. Piano piano il sole scende e mentre piove sulle nostre teste, a ovest il cielo si tinge di rosso! Il tramonto non è all’altezza di quelli fotografati da molti amici del forum, ma non ci possiamo lamentare lo stesso.
Abbiamo fame e sul navigatore cerchiamo il bbq più vicino per la nostra cena. Arriviamo al Dave’s Famous bbq, dove Roby prende un piatto enorme di nachos con salsine, verdure e formaggio, io un bel burger con patate!
Stanchissimi ritorniamo in motel e crolliamo!!

Spese della giornata:
Pranzo: 13.92$
Benzina: 43.93$
Cena: 22.45$
Travelodge Tucson AZ – 1000 S. Freeway, I-10 Exit 259, Frontage Road, Tucson, AZ 85745: 50.57$

Lunedì 25/07/2011
Come sempre all’inizio dei viaggi, mi sveglio alle 4.30 e comincio a “frullare”; cerco di rimanere distesa ancora un po’, ma alle 5.30 sono proprio un’anima in pena e mi alzo per la doccia…involontariamente sveglio Roby, che mi dice che avrebbe dormito volentieri ancora, ma alla fine si alza!
Consumiamo la piccola colazione offerta dal travelodge, svuotiamo e riempiamo il sacchetto del ghiaccio e alle 7 siamo in macchina pronti per partire.
Sul navigatore calcoliamo il tempo per raggiungere prima Tombstone e poi le White sands e decidiamo a malincuore di tagliare la città fantasma per non rischiare di togliere tempo prezioso al parco, per il quale abbiamo grandissime aspettative, considerando anche il fatto che, entrando in New Mexico, perderemo 1 ora…
Cominciamo così a guidare fino a che non ci fermiamo presso il cartello con la scritta “New Mexico” per fare la foto di rito. Facciamo anche una breve sosta in un mega negozio di Harley Davidson, nei pressi di Las Cruces, dove gironzoliamo con gioia tra tutti questi bei bestioni cromati!
Nel centro della città, visitiamo poi l’ufficio turistico per prendere opuscoli ed informazioni sullo stato che ci accingiamo a scoprire. Ci dirigiamo così verso la Old Mesilla, un piccolo pueblo con case in adobe ricostruite, che ci riporta ai nostri trascorsi sudamericani non molto lontani!
Dopo aver gironzolato un po’ per la cittadina e fotografato la piazza centrale, entriamo a “La Posta Restaurant”, un enorme ristorante messicano, dove decidiamo di consumare il nostro pranzo.
Vorremmo rimanere piuttosto leggeri, visto il caldo e i km da percorrere, così scegliamo il chile (peperoncino verde molto piccante) e formaggio fuso da spalmare sulle tortillas, ma la scelta, pur incontrando molto i nostri gusti, non si rivela poi così digeribile per i nostri stomaci…
Riprendiamo la nostra marcia verso le White Sands, dove arriviamo per le 16.30.
Compriamo l’Annual Pass, che per 80$ ci consentirà di visitare tutti i national parks e cominciamo ad esplorare questa meraviglia!! La strada scorre in mezzo ad alte dune di gesso, che sembrano fatte di borotalco! Alcune sono vegetate, altre no ed invitano ad essere calpestate!
Ci fermiamo alla Interdune Boardwalk Trail per percorrere il brevissimo trail su passerelle che consente di addentrarsi tra le dune per 500 metri.
Proseguiamo all’interno del parco e la strada, prima asfaltata, diventa ora bianca e completamente ricoperta di sabbia. Scegliamo la “nostra” duna, la scaliamo e ci divertiamo come bambini a correre, disegnare sulla sabbia, fare foto! Ci togliamo le scarpe ed è bellissima la sensazione della sabbia tiepida sotto i piedi!
Il tempo, ancora una volta, come accadrà spesso in questo viaggio, durante il pomeriggio peggiora: si alza il vento e cade qualche goccia di pioggia. Noi non desistiamo e rimaniamo sulla duna e, poco dopo, fa capolino il sole, che “accende” le dune! Il cielo è azzurrissimo con tante nuvole bianche, che sembrano il riflesso della sabbia bianca proiettato sulle nostre teste! Che meraviglia!
Decidiamo di raggiungere l’Alkali Flat, il più lungo ed impegnativo trail del parco e ne percorriamo un breve tratto. Ci fermiamo nuovamente in contemplazione su un’alta duna ad osservare il paesaggio circostante: è stupendo, siamo contornati da dune bianche ondeggiate dal vento!
Terminata la visita del parco nel tardo pomeriggio, raggiungiamo Alamogordo, dove prendiamo possesso della nostra bella e pulita camera al White Sands Motel http://www.whitesandsmotel.biz/.
Ci facciamo una doccia, per toglierci la sabbia di dosso e andiamo a mangiare dal mitico Denny’s, che è sempre una garanzia. Entrambi prendiamo petto di pollo alla griglia con salsa bbq, servito con patate, mais e verdure, accompagnato da pane arrostito. Memori dal 2008 della bontà dell’hot fudge brownie, ne prendiamo 1 diviso a metà: è divino! Il tutto per 22$!
In camera, sfruttiamo la connessione wi-fi, aggiorniamo il live sul forum, scriviamo qualche mail e alle 22.30 crolliamo!

Spese della giornata:
Pranzo c/o La Posta Restaurant: 10$
Benzina: 30$
National Pass: 80$
White Sands Motel 1101 S. White Sands Blvd., Alamogordo, NM 88310: 61.89$
Cena: 22$

Martedì 26/07/2011
Al mattino, dopo la piacevole colazione servita nella piccola, pulita e profumata reception, partiamo alla volta della Valley of The Fire Recreation Area. Arriviamo presto, paghiamo 5$ alla self-pay station e facciamo i primi incontri con la wildlife del posto. Scegliamo di percorrere il Nature Trail, che su delle belle passerelle in legno, ci porta a camminare tra lava solidificata, che è fuoriuscita dal lontano Black Peak, ramarri e cartelli esplicativi di quello che vediamo.
Terminata la piacevole escursione, decidiamo di raggiungere Albuquerque per pranzo ed infatti, ci arriviamo proprio per le 13! Parcheggiamo a pagamento nella Old Town solo fino alle 14, visto che non abbiamo altri pezzi di piccolo taglio da inserire nella macchinetta per ottenere il tagliando da esporre sul cruscotto dell’auto.
Cominciamo subito a girare per il centro della città vecchia: case in adobe, una bella piazza, galleria d’arte, peperoncini (ristras) appesi alle porte e bei porticati, all’ombra dei quali ci rinfreschiamo dalla calura: insomma è molto carina e piacevole! L’unica pecca è che non troviamo un posto che ci convinca per mangiare, finché un francese, che gestisce un bel negozio, ci consiglia il “Church Cafè”.
Sono le 13.50 ed io comincio a “friggere” per il parcheggio, che sta per scadere, ma Roby mi dice che, come sempre, mi preoccupo troppo e che devo mangiare con serenità. Scegliamo 2 enormi e buonissimi “Breakfast Burritos”, con verdure, uova, patate e prosciutto… Peccato che ci mettano una vita a servirceli… sono talmente grandi, che non riusciamo a finirli e decidiamo di seguire l’usanza americana di farsi dare la confezione per portarli via, anche se poi non sapremo dove scaldarli e quindi li butteremo….Voliamo via verso la macchina, dove troviamo una simpatica multa sul cruscotto…
Decidiamo di pagarla subito (visto che sono solo 10$) e, lette le “istruzioni” sulla citazione, capiamo, anche grazie all’aiuto di un poliziotto, che non possiamo mettere direttamente contanti nella busta apposita e spedirla, ma dobbiamo fare un “money order”, cioè ottenere una sorta di assegno. Il primo posto disponibile per farlo è una stazione di benzina, dove ci rechiamo e lo otteniamo. Ora manca solo il “post office” per la spedizione. Trovato anche questo, spediamo tutto e ci leviamo il pensiero! Speriamo di aver fatto tutto correttamente e che la prossima volta che richiederemo l’ESTA non ci siano problemi!!!
Perso parecchio tempo per sbrigare tutta la faccenda, scegliamo di dirigerci direttamente al Tent Rock National Park, per il quale abbiamo grandi aspettative, evitando il Turquoise Trail, che avrebbe toccato tipici pueblos, quali Cerrilos e Madrid. Nonostante il navigatore, le indicazione per il Tent Rock non sono chiarissime, anche perché ci sono dei lavori stradali, che hanno letteralmente “girato” il cartello con le indicazioni del parco e quindi alla prima non lo becchiamo! Finalmente visto il segnale, arriviamo all’ingresso del parco e… lo troviamo chiuso, a causa di un enorme incendio che lo ha devastato. Che sfiga!! certo non possiamo dire che oggi sia la nostra giornata fortunata!!!
Andiamo così diretti a Santa Fe, dove soggiorniamo nel bel Super8 su Cerrilos Road, facendo solo una breve sosta in un walmart per i rifornimenti e ci riposiamo un po’.
Per cena, leggiamo sulla Lonely che è consigliatissimo “Geronimo” in Canyon Road. Impostiamo il navigatore e scorgiamo il parcheggio del ristorante, dove ci mettiamo a cercare un posto per la nostra auto, ma un ragazzo ci fa scendere… è il parcheggiatore… aiutooo!!! Ancor prima di poter decidere il da farsi, ci ritroviamo seduti in un ristorante di super lusso con camerieri, che si precipitano a versarti l’acqua appena il bicchiere è mezzo vuoto, ecc… Non eravamo certo preparati ad un locale del genere… siamo in sandali tedeschi, calzoncini corti, felpa e zaino, mentre tutti i clienti sono super eleganti… ma chi se ne frega! Ormai ci siamo e mangiamo! Scegliamo 2 filetti che sono la quintessenza della carne: sono cotti a puntino e divini! E ci mancherebbe ancora!! 43$ l’uno!!! Sono accompagnati da patate e salsine buonissime e sotto la carne c’è un “lettino” di spinaci con bacon, che è davvero fenomenale! In tutto spendiamo 120$ comprensivo di mancia… c’è andata quasi bene! Non abbiamo osato prendere il dolce, perché i prezzi erano davvero esagerati, ma ancora un buchetto lo abbiamo, così andiamo da Denny’s a prenderci il nostro mezzo hot fudge!!!
Sazi e felici, andiamo a nanna!

Spese della giornata:
Ingresso Valley of the Fire: 5$
Benzina: 40$
Parcheggio ad Albuquerque:4$
Pranzo c/o Church Cafè Albuquerque: 17$
Multa: 10$
Cena c/o Geronimo a Santa Fe: 121.7$
Denny’s: 4$
Spesa al walmart: 8$
Super 8 Santa Fe (prenotato su booking.com) I-25 Exit 278, 3358 Cerrillos Rd, Santa Fe, NM 85707: 51.89$

Mercoledì 27/07/2011
Oggi ci alziamo con più calma, perché la mattinata è dedicata alla visita di Santa Fe.
Facciamo colazione con un buon waffle con lo sciroppo d’acero e siamo pronti per prendere la macchina e cercare un parcheggio per visitare il centro in libertà a piedi. Troviamo, senza difficoltà, posto in uno dei public parking coperti e gratuiti e ci incamminiamo verso la Old Town.  La giornata è splendida ed il contrasto tra le case marroni in adobe e l’intenso blu del cielo rende davvero tutto molto più suggestivo!
Il centro della città è molto turistico, ma si respira una bella atmosfera! Entriamo in diverse gallerie d’arte, in molti negozi di souvenir, dove facciamo anche qualche piccolo acquisto, fino a che non arriviamo nella bella piazza centrale con la Basilica di San Francesco, che visitiamo con interesse. Ci spostiamo poi verso la Loretto Chapel e verso altri negozi e locali interessanti.
Dopo un buon frappuccino da Starbucks, decidiamo che, pur non avendolo preventivato nel programma di viaggio, avendo ieri saltato la visita del Tent Rocks, oggi non vogliamo perdere per nessuna ragione al mondo la visita del Bandelier National Monument; così ci mettiamo in macchina e dopo poco siamo all’ingresso del parco.
Anche qui scopriamo, purtroppo, che l’incendio che ha devastato il Tent Rocks ha colpito duramente e quindi sono aperte solo alcuni trail ed alcune sezioni del parco.
Dopo il nostro solito pranzo a base di formaggio, crackers, banane e cookies, consumato all’ombra di una piccola tenda montata dai ranger nel parcheggio, siamo pronti per affrontare il Tuyuna Trail, un loop di 2,2 miglia, che ci porta prima a vedere quanto il parco sia stato devastato dall’incendio e poi ad un overlook da brivido sui resti di un antico pueblo indiano: bello! Terminato il sentiero, riprendiamo la macchina e, ripercorrendo la strada per Santa Fe, ci fermiamo a vedere il White Rock Overlook sul Rio Grande. Qui chiacchieriamo quasi mezz’ora con un simpatico signore del New Mexico, che ci racconta un sacco di cose interessanti su questa zona e sugli ultimi devastanti incendi.
Arriviamo così alla Tsankawi Section del Bandelier National Monument, una parte staccata rispetto al resto del parco, dove è aperto è accessibile un bellissimo ed interessantissimo trail!
Nonostante il tempo si sia ingrigito e minacci pioggia, decidiamo di fare questo bel percorso, durante il quale dobbiamo anche utilizzare delle simpatiche scale di legno a pioli per salire sulle rocce! Lungo il trail si vedono resti di abitazioni scavate nella roccia e diversi petroglifi.
Peccato non poterci godere il trail per tutto il tempo desiderato, perché inizia a piovere e quindi dobbiamo aumentare il passo… fortunatamente non ci bagniamo troppo e possiamo continuare senza problemi, una volta risaliti in macchina, la nostra strada per Taos, che oltretutto è bellissima perché sale costeggiando il Rio Grande.
Prendiamo possesso della nostra camera prenotata al Days Inn di Taos e poi, dopo una bella doccia e una ricerca su internet dei migliori ristoranti messicani di Taos ed un tramonto spettacolare, andiamo per cena da Orlando’s, dove mangiamo 2 enormi burritos ripieni di carne, serviti con fagioli e ceci e molta salsa piccante, che ci farà svegliare alle 4 di notte per la terribile sete, nonostante li avessimo innaffiati con tanta buona e fresca cervezas messicana!
Per le 10 siamo in camera pronti per la nanna!

Spese della giornata:
Frappuccino Starbucks: 3.10$
Cena Orlando’s: 38$
Hotel: Days Inn Taos, 1333 Paseo Del Pueblo Sur, Hwy 68, Taos, NM 87571: 88.89$

Giovedì 28/07/2011
Anche oggi colazione a base di waffle e sciroppo d’acero e, dopo le solite pratiche di sistemazione frigo con ghiaccio e valigie, alle 8 siamo pronti davanti all’ingresso del Taos Pueblo. L’entrata costa 10$ a persona più 6$ + tasse per macchina fotografica. Decidiamo, quindi, di lasciare in macchina la telecamera e di portare solo la fotocamera.
A quest’ora del mattino il pueblo è deserto e possiamo aggirarci indisturbati tra le case in adobe, i forni ed i cani. Il tutto è molto suggestivo e fotogenico e non ci perdiamo neppure un angolo!
Prima di andare via, apre un piccolo negozietto, dove compriamo un tomahawk da appendere!
Alle 9, completata la visita, ci mettiamo in marcia per le Great Sand Dunes, ma facciamo sia una sosta in un’enorme shop, proprio fuori Taos, che vende di tutto (e qui prendiamo un piatto con il kokopelli!) e poi facciamo la deviazione per il Rio Grande Bridge, il secondo ponte sospeso più alto degli USA! Mette i brividi! Ho davvero le vertigini a guardare di sotto! Comunque, lo spettacolo è davvero fantastico!
Entriamo così nel “Wonderful Colorado” e ci dirigiamo verso le Great Sand Dunes: si vedono già dalla strada e colpiscono sia per la loro estensione, che per il contrasto con il paesaggio circostante, che è costituito da altissime montagne boscose!
Entrati nel parco, scegliamo una piazzola da pic-nic e mangiamo i nostri crackers e formaggio e, con un po’ di pazzia, ma anche muniti di cappello, crema, scorte d’acqua e bastoncini per camminare, alle 13,15 ci apprestiamo a scalare la High Dune. Con fatica conquistiamo la cima, ma rimaniamo davvero stregati dal paesaggio circostante: è meraviglioso! Sembra di essere nel deserto! Dopo essere rimasti un po’ in contemplazione sulla duna, scendiamo di buon passo ed entriamo in macchina, proprio prima che si scateni una tempesta di sabbia! Ci è andata bene!!
Per le 16 siamo fuori dal parco e ci attendono 3 ore di viaggio per raggiungere Durango. La strada sale tra boschi e montagne e ci incanta! Anche le cittadine che incontriamo hanno un che di vero ed autentico, che riporta all’atmosfera del vecchio west.
Per le 19 arriviamo al nostro Super 8 prenotato  e, dopo una bella doccia, assolutamente necessaria per eliminare i residui di sabbia, andiamo a cena da Denny’s: chicken deluxe sald per entrambi e mezzo brownie!
Terminata la cena, andiamo a “passeggiare” in un grande WalMart, dove facciamo un po’ di spesa.

Spese della giornata:
Ingresso Taos Pueblo: 28.13$
Benzina: 50$
Cena: 25$
Spesa: 16.13$
Hotel: Super 8 Durango/Purgatory, 20 Stewart Drive, Hwy 160/550, Durango, CO 81301-7999 US:109.89$

Venerdì 29/07/2011
Avendo fatto tanti km, stamattina, prima di partire per la Mesa Verde, vogliamo almeno farci un breve giretto per questa bella cittadina, così, dopo colazione, parcheggiamo poco fuori le vie principali, in una zona residenziale bellissima ed iniziamo l’esplorazione di Durango.
Il quartiere dove abbiamo lasciato la macchina è stupendo: ci sono le tipiche case americane con il giardino, il garage ed il doppio ingresso…insomma sembra di essere in un film!
Spostandoci verso il centro, andiamo subito a vedere il trenino a vapore che porta a Silverton e lo troviamo proprio al momento della partenza: è molto turistico, ma davvero carino e caratteristico! Peccato non avere il tempo sufficienza per farci un giretto sopra…
Le vie principali della città sono contornate da begli edifici e molti negozi ed è proprio un piacere passeggiare qui! Non ci facciamo sfuggire l’occasione per un po’ di shopping, comprando una maglietta con la scritta “Colorado” per entrambi.
Purtroppo il tempo stringe e, poco prima delle 10, lasciamo a malincuore la bella Durango, con la promessa di voler assolutamente tornare in Colorado, per approfondire la visita di questa zona! Ci dirigiamo, così, verso la Mesa Verde, un parco che Roby voleva assolutamente visitare! Le sue grandi aspettative vengono ampiamente ricompensate: una volta passata l’entrata  ci si inerpica per 15 miglia di tornanti su una mesa completamente verde! Ci sono vari view point, dove è impossibile non fermarsi a scattare belle foto!
Si arriva, quindi, al Visitor Center, contornati da panorami mozzafiato! Già così il parco è bellissimo, ma il meglio deve ancora venire! La Mesa Verde è infatti famosa per i resti di antichi pueblos ed abitazioni, molto ben conservati! Le rovine non possono essere visitate autonomamente, a parte la Spruce Tree House, ma ci si deve accodare ad una delle visite guidate dai ranger. I biglietti vengono venduti al Visitor Center, al costo irrisorio di 3$ a persona!
Noi scegliamo di visitare la Balcony House e il nostro tour inizia alle 13.30. Telefoniamo a casa e poi ci fermiamo in una piazzola a consumare il nostro solito pranzo al sacco. Ci fermiamo a vedere l’overlook sulla Cliff House, un’abitazione costruita nell’insenatura di un’alta cliff ed iniziamo finalmente il nostro tour!
La ranger, Virginia, che è davvero simpatica, ci dice che il trail è molto difficile e faticoso e chi soffre di vertigini e claustrofobia non dovrebbe partecipare… Iniziamo a scendere lungo la cresta della montagna, fino a che non troviamo una lunga scala a pioli di legno, che consente di accedere alla Balcony House.
La casa è piuttosto ben conservata ed è scavata nella roccia!! Stare qui in alto, protetti dalla parete rocciosa, è bellissimo! Per accedere all’altra parte della casa, bisogna passare per una stretta fessura ed, infine, per risalire in superficie, bisogna infilarsi in ginocchio in un piccolo buco e strisciare lateralmente per infine utilizzare un’altra lunghissima scala a pioli! La visita ci è piaciuta davvero molto ed è stata interessante! Assolutamente da consigliare!
Non ancora sazi del parco, decidiamo di vedere anche la Spruce Tree House, che è una struttura simile alla Balcony, ma molto più accessibile e può essere, infatti, visitata in autonomia.
Per le 16 siamo fuori dal parco e ci dirigiamo verso Chinle, tappa di questa sera. Prima di abbandonare il Colorado, ci fermiamo al Four Corners Monument, il punto dove si incrociano 4 stati: Arizona, Colorado, Utah e New Mexico. L’ingresso costa 3$ a persona ed il parco non ha proprio nulla di interessante, se non la particolarità di poter fare una foto con i piedi in Arizona e New Mexico e le mani in Utah e Colorado!
Entrati definitivamente in Arizona e presa la deviazione per la 191 South, la strada diventa Scenic Byways: che meraviglia!! Si sente che qui vicino c’è la Monument Valley: le rocce diventano rosse e ci sono tantissimi butte isolati e mesas rosse, come piacciono a noi! Lungo il tragitto ci fermiamo logicamente a fare diverse foto!
Arrivati a Chinle al Best Western prenotato e caro (131$!), dobbiamo farci la doccia di corsa, perché l’unico ristorante chiude alle 20.30! Bisogna anche ricordarsi che Chinle, pur essendo in Arizona, non ha lo stesso fuso, ma segue quello di New Mexico, Colorado e Utah, trovandosi nella Navajo Tribal Nation.
Un po’ scettici sull’unico ristorante, il Junction, ne rimaniamo invece alla fine soddisfatti! Scegliamo 2 piatti di cucina navajo: Roby una zuppa di fagioli, cipolle e formaggio con pane fritto, io pane fritto con sopra fagioli ed insalata! I 2 piatti sono buonissimi, ma piuttosto pesanti!
Tornati in camera vorremo collegarci al web, ma il wi-fi non funziona, quindi, riordino degli appunti di viaggio e nanna.

Spese di giornata:
Mesa Verde: 6$
Benzina: 46.15$
Four Corners: 6$
Cena: 20.5$
Hotel: Best Western – 100 Main Street US Chinle, Arizona, 86503: 131$

Sabato 30/07/2011
Al Best Western di Chinle non è compresa la colazione, ma c’è il coffee maker in camera e quindi non tardiamo a prepararci una piccola colazione a base di caffè, creamer e cookies.
Lasciato l’hotel, ci dirigiamo subito verso il Canyon de Chelly: al Visitor Center prendiamo una mappa del parco, che si divide in 2 Rim principali, denominati Canyon del Muerto e Canyon de Chelly appunto. Noi scegliamo quest’ultimo perché vogliamo affrontare il White House Ruin Trail nelle prime ore della giornata per evitare il caldo.
Il sentiero consente di scendere liberamente all’interno del canyon e di vedere le rovine di una antico pueblo indiano ed è l’unico trail che si può fare in autonomia, senza far parte di un’escursione guidata dai nativi.
La discesa è stupenda perché il canyon al suo interno è ricco di vegetazione lussureggiante e quindi c’è un bel contrasto tra le rocce rosse, il verde degli alberi e l’azzurro del cielo.
Arrivati in fondo al canyon, troviamo alcuni indiani navajo, che dipingono delle pietre: sono molto belle e soprattutto autentiche, quindi, ne compriamo una autografata direttamente dall’autore!
Ci soffermiamo a vedere i resti della White House, una casa costruita nella roccia, tipo quelle osservate ieri a Mesa Verde e, dopo alcune foto, torniamo sul Rim, non faticando particolarmente, nonostante la temperatura piuttosto elevata.
Torniamo indietro lungo la strada appena percorsa e prendiamo l’altro Rim, il canyon del Muerto, ma ci fermiamo solo al primo overlook, Antelope, che è bellissimo, come d’altronde tutto questo parco!  Tornati al centro visitatori, consumiamo il nostro solito pranzo al sacco su una panchina e ci dirigiamo poi verso il Painted Desert.
Dopo la foto di rito all’ingresso del parco, raggiungiamo Kachina Point, per vedere le badlands, dipinte di rosso, bianco e rosa, che costituiscono appunto il “Deserto Pintado” e percorriamo anche un pezzo di Rim Trail per goderci meglio i loro splendidi colori! Entriamo così nella parte del parco, denominata Petrified Forest e rimaniamo letteralmente folgorati dalla zona di Blue Mesa! Qui le badlands sono davvero blu ed il panorama è mozzafiato e contornato da tanti pezzi di tronchi pietrificati! Peccato solo per il tempo, che è molto grigio ed in lontananza (neanche più di tanto!), si sente un fortissimo temporale con lampi e saette! Facciamo il Blue Mesa Trail, dato per 45 minuti, in ¼ d’ora per paura di bagnarci, ma riusciamo lo stesso a scattare belle foto e a rimanere molto colpiti da questa zona del parco, che è davvero stupenda!
Rientrati in macchina in tempo, inizia a piovere, così ci spostiamo verso il Crystal Log Trail; arrivati al parcheggio, ha smesso di piovere e percorriamo il nostro loop di 1 miglio tra tronchi pietrificati! Bello!!
Usciamo dal parco da sud sulla 180 e raggiungiamo il Super8 di Holbrook. Facciamo un po’ di spesa in un bel supermercato sulla route 66 e cerchiamo una steak house dove mangiare alla sera. Scegliamo la Butterfield Steakhouse, ma, prima di cena, rientriamo in motel per una bella doccia rinfrescante!
Raggiunto il locale e fatte le nostre ordinazioni, Roby rimane soddisfattissimo dalla sua t-bone steak e del suo cheese cake; io scelgo la “peppered staek”, ma non riesco a mangiarne molta: la carne è buona e tenera, ma completamente impanata nel pepe… un buon cheese cake al cioccolato riporta la mia bocca in fiamme alla normalità! Torniamo comunque in hotel soddisfatti e nanniamo!

Spese di giornata:
Spesa:24.75$
Bibite: 1.84$
Cartoline: 1.50$
Cena: 90.99$
Motel: Super 8 Holbrook, 1989 Navajo Blvd, I-40 Exit 286 or 289, Holbrook, AZ 86025-2102: 54.9$

Domenica 31/07/2011
Colazione al Super8 a base di donut e dopo giro in un enorme negozio di souvenir poco fuori Holbrook, dove facciamo acquisti di magneti di legno pietrificato, collane ed orecchini da portare ad amici ed amiche.
Ci dirigiamo così verso il Meteor Crater, che visitiamo con grande interesse e troviamo che i 15$ richiesti a persona siano ben spesi, soprattutto per il bel museo interattivo. Il cratere è enorme ed impressionante e ci divertiamo ad osservare con i vari cannocchiali il fondo.
Ripartiamo così alla volta di Page e del Lake Powell, per vedere la spiaggia consigliata dal nostro amico Ted! E’ domenica ed è piena di gente che fa il bagno! Troviamo un angolino all’ombra di una roccia e consumiamo il nostro pasto. Fa molto caldo e l’acqua invita a fare un bagno, ma non abbiamo voglia di metterci il costume e quindi girolonziamo tra le rocce a fare foto. Il tempo, comunque, si è imbruttito e decidiamo di passare un po’ di tempo nell’enorme wal-mart di page, dove acquistiamo una sand disk da 8 giga per la nostra telecamera… abbiamo completato lo spazio di altri 8 giga del suo hard disk interno!
Usciti dal wal-mart diluvia e dobbiamo correre in macchina! Percorriamo così la US-89 verso Kanab e lo Utah ci accoglie con un fortissimo temporale! Intercettiamo la Outpost Paria per domani mattina e la Paria Contact Station, nel caso in cui volessimo tentare la sorte con la lotteria in loco per The Wave e arriviamo al nostro Tresaure Trail Motel. Facciamo un giretto per Kanab e, dopo una bella doccia, andiamo a mangiare al Nedra’s Too restaurant, dove Roby prende un buonissimo filetto, mentre io pollo alla piastra, verdure, riso accompagnato da fajitas: ottimo!!
Dopo il solito giro sul web, mail e salutino al forum, nanniamo!

Spese di giornata:
Benzina: 55$
Ingresso Meteor Crater: 30$
Wal-Mart: 22$
Cena: 33$
Hotel: Treasure Trail Motel, 435-644-2687 (local), 1-800-603-2687 (toll-free) www.treasuretrailkanab.com
150 W. Center Street, Kanab, UT  84741:
66.5$

Lunedì 01/08/2011
Oggi la sveglia suona prestissimo: alle 5.45 siamo già in piedi per essere alle 7 c/o la Outpost Pariab, che si trova a circa 45 minuti da Kanab, proprio nei pressi della famosa Paria Contact Station, dove si tengono le estrazioni delle lotterie per i Coyote Buttes. Conosciamo la simpatica Susan, saliamo sul suo fuoristrada e ci dirigiamo verso il famoso Wirepass Trailhead, da dove parte il trail per The Wave. Susan ci dice che, con la pioggia dei giorno scorsi, non sa cosa aspettarsi e la strada potrebbe essere in condizioni tali da impedirci di raggiungere White Pocket… Deve inserire il 4×4 già in un primo tratto, dove ci dice che generalmente non ne ha bisogno, ma è una guidatrice provetta e riesce a superare ogni difficoltà! Dopo poco, arriviamo a Lone Pine Tree, il luogo dove saremmo potuti arrivare da soli con il nostro permesso per il Coyote Butte South e la nostra auto senza le 4 ruote motrici e poi proseguire da qui a piedi fino a Paw Hole e oltre, ma sarebbe stata davvero lunghissima! Con Susan, invece, ci fermiamo direttamente a Paw Hole, dove scendiamo per fare un primo giro tra le formazioni che tanto mi hanno impressionato nelle foto delle persone che hanno visitato questi luoghi! Si tratta di dune solidificate, che con il vento si sono “arrotolate” e non hanno i tipici strati orizzontali o verticali delle formazioni rocciose, ma sono piene di angoli da una parte e dall’altra! Insomma, sono davvero uniche e particolari! Susan ci dà solo ¼ d’ora per visitare questa parte, perché ci dice che dopo vedremo cose molto, ma molto più belle di cui questo è solo un piccolo assaggio… Facciamo lo stesso tantissime foto e poi risaliamo in macchina!
Ci spostiamo così nella zona denominata Cottonwood Cove, che fa sempre parte del Coyote Butte South e per visitare la quale è necessario lo stesso tipo di permesso richiesto per Paw Hole. Siamo completamente soli e così rimarremo per tutto il giorno! Nessun altro si spingerà fino a qui! wow! Susan ci consegna il nostro sacchetto con snack ed il pranzo e ci dice di portarci 3 bottigliette d’acqua a testa: cammineremo per circa 3 ore!
Dopo ¾ di miglio sulla sabbia e tra i cespugli, ci avviciniamo ad un gruppo di formazioni fantastiche: sono tantissime e si tratta sempre di dune solidificate, dalle forme ed i colori più disparati: bianco, rosa, arancio e rosso!
Susan ci fa girare liberamente tra le rocce, ma con lei scopriamo gli angoli più nascosti e le forme più strane! Troviamo anche molte pozze d’acqua, dove si specchiano le rocce! Insomma, la pioggia dei giorni scorsi è stata una fortuna: il clima è più fresco, c’è un po’ di vento, ci sono fiori e pozze d’acqua che rendono il tutto ancor più suggestivo!
Susan conosce questo posto come le sue tasche: ci fa vedere impronte di animali, legno pietrificato, punte di frecce usate dagli indiani e ci manda ad esplorare zone dove possiamo godere di viste e panorami che riempiono i nostri occhi ed il nostro cuore! Siamo felicissimi ed estasiati! Arriviamo così in una zona di Cottonwood, dove possiamo vedere la “nostra” onda, la famosa “south wave”, un’onda più piccola e dai colori più tenui della famosissima “the wave”, ma comunque davvero fantastica!! Proprio in prossimità della nostra onda, ci fermiamo in un altro punto, dove sembra che sulla roccia ci siano dei quadri astratti… Susan dice: “God painted these rocks” e noi non possiamo che essere d’accordo: questo luogo è mistico e magico! Qui ci fermiamo a consumare il nostro pasto e a chiacchierare.
Senza Susan non saremmo mai riusciti ad esplorare così bene questo luogo, (dove è anche molto facile perdere l’orientamento!) ed a trovare tutti questi angoli, tra cui ancora una sorta di piscina nascosta ed una mini-wave! Brava Susan! I tuoi 175$ a persona te li sei tutti guadagnati! Ma la giornata non è ancora terminata: con 30 minuti di sterrato in pessime condizioni, raggiungiamo White Pocket: wow!! Qui non è richiesto nessun permesso per la visita, ma è davvero un luogo nascosto e non facilmente raggiungibile! Si tratta di un gruppo di formazioni bianche e rosa spaccate da delle specie di “scivoli” naturali arancioni e rossi, che formano onde e striature! Il tutto è contornato da tante “tasche” piene d’acqua!! Wow!!
Anche qui giriamo per più di 1 ora, raggiungendo un’altra onda naturale bellissima! Insomma, siamo davvero senza parole! Si tratta sicuramente di uno dei luoghi più belli che abbiamo mai visto!
Terminata la visita con 1 ora e mezza di viaggio ritorniamo alla Outpost Paria, salutiamo a malincuore Susan e ritorniamo nel nostro motel di kanab, colmi di emozioni!
Dopo una bella doccia ristoratrice, scarichiamo il video della telecamera, guardiamo le foto e torniamo al Nedra’s Too restaurant a replicare l’ottima cena di ieri sera! Alle 10 siamo a letto cottissimi!

Spese di giornata:
Escursione Coyote Butte South – White Pocket: 350$
Spesa: 16$
Cena: 42$
Hotel: Treasure Trail Motel

Martedì 02/08/2011
Stamattina sarebbe stato il grande giorno del tentativo della lotteria per The Wave, ma, ieri sera, dopo la splendida giornata trascorsa con la Outpost Paria tra il coyote butte south ed il whie pocket, abbiamo pensato che ormai la “nostra onda” l’avevamo vista e che, se la sorte ci aveva portato a perdere la lotteria on line, un motivo doveva esserci e quindi abbiamo deciso di non provare in loco… Abbiamo dormito un po’ di più e, dopo colazione, ci siamo diretti verso Cannonville, ma non attraverso la Cottonwood Road, perché ieri Susan, vita la pioggia, ci aveva sconsigliato di percorrerla. Sulla Us-89 abbiamo incontrato presto la deviazione per le Coral Pink Sand Dunes e non ce la siamo fatta scappare!!!
Entrati nello State Park e pagati i 6$ a veicolo, ci siamo subito incamminati sulla duna più alta: che bello che anche questo parco!!! In questo viaggio possiamo dire di aver visto le dune dai più svariati colori: sabbia bianchissima alle White Sands, giallo oro alle Great Sand Dunes e rosa corallo qui! Wow!! Finita la scalata della duna, ci sediamo sulla sua sommità in contemplazione di questo bel panorama!
Riprendiamo così la nostra strada in direzione Cannonville, percorrendo il tratto di Ut89 – Ut12, che nel 2008 avevamo attraversato con il buio, essendoci attardati allo Zion più del previsto. Finalmente la possiamo vedere con la luce: è stupenda soprattutto in prossimità del Red Canyon!
Arrivati a Cannonville, tipica cittadina in stile “mormone”, ci fermiamo a mangiare seduti su delle panche coperte al centro del paese per poi riprendere la via verso Willis Creek, meta di questo primo pomeriggio. Il navigatore ci fa girare per una strada sterrata e poi ancora per un’altra, peccato però che quest’ultima sia il letto di un torrente con tanto di acqua!! Io ho paura e chiedo a Roby di tornare indietro, non avendo neppure il 4×4! Riprendiamo la strada asfaltata e arriviamo al Kodakrome Basin State Park, proprio all’inizio o alla fine, a seconda della direzione in cui si decida di percorrerla, della Cottonwood Road. Anche qui paghiamo i 6$ richiesti e scegliamo di fare lo Shakespeare Arch – Sentinel Trail: siamo nuovamente soli! Nessuna macchina è parcheggiata all’inizio del trail… sì che sono le 2 del pomeriggio, ma non c’è proprio anima viva! Il trail è molto bello sia nella prima parte che porta all’arco, detto di Shakespeare, perché a forma di teschio, che nella seconda, dove si cammina tra hodoos, che ricordano il Bryce Canyon, anche se sono più grossi e tozzi!
Completiamo il giro tra le rocce rosse Utah e riprendiamo la macchina. All’interno del parco, chiediamo informazioni per Willis Creek ed, avendole ottenute, imbocchiamo la Skutampah Road n°500 e, dopo circa 6,5 miglia di sterrato, con un piccolo tratto di sabbia in salita, siamo nel parcheggio di Willis Creek, dove, stranamente, c’è un’altra macchina! Bene, non siamo soli! Neanche il tempo di dirlo ed i proprietari tornano alla loro vettura! Viste le loro scarpe piene di fango, chiediamo informazioni sul trail, che ci dicono percorribile, con qualche tratto con acqua un po’ più alta, ma assolutamente fattibile! Cominciamo così il nostro sentiero e seguiamo la corrente. In poco tempo, siamo dentro ad uno spettacolare slot canyon, sul cui fondo scorre l’acqua. Dobbiamo spostarci da una parte all’altra per i trovare i tratti asciutti ed è tutto un gioco di equilibrio sulle pietre! Divertente!!
La luce gioca un ruolo fondamentale infiltrandosi e scomparendo tra le rocce, creando ombre e contrasti bellissimi! Ma, a proposito di luce, ad un certo punto scompare ed il cielo si oscura…a me prende un po’ d’ansia… trovarsi in uno slot canyon nel bel mezzo di un temporale non è affatto una bella cosa ed anche dover percorrere la strada sterrata con la pioggia senza 4×4 non è proprio il massimo, quindi, torniamo indietro molto velocemente! Rientrati in macchina e raggiunta la strada asfaltata, inizia a piovere! Bene!! Ci è andata di lusso anche questa volta!!
Decidiamo di spostarci a Cedar City, dove arriviamo alle 19.30. Non avevamo prenotato nessun hotel per questa notte perché avremmo deciso al momento il programma della giornata. Dalla Interstate, vediamo l’indicazione del Super8 e andiamo sul sicuro!
Troviamo una camera, che, come sempre, è grande, pulita e dotata di ogni comfort. Dopo una bella doccia, un’altra sicurezza: cena da Denny’s, che si trova proprio al di là della strada! Entrambi prendiamo un fantastico double cheeseburger! E così, anche questa bella giornata si conclude!

Spese di giornata:
Benzina: 49$
Ingresso Coral pink Sand Dunes: 6$
Ingresso Kodakrome Basin: 6$
Cena: 24$
Hotel: Super 8 – Cedar City: 70$

Mercoledì 03/08/2011
Stamattina ci svegliamo per la prima volta in tutto il viaggio alle 8 e, dopo un buon waffle con sciroppo d’acero, ce ne andiamo verso Cedar Breaks National Park. La strada è meravigliosa e sale fino a 3000mt tra boschi di pini e abeti. Entriamo nel parco, che è una bellissima giornata e decidiamo di percorrere lo Spectra Point Trail, che costeggia questo fantastico parco, costituito da un anfiteatro di pinnacoli, che ricorda molto il Bryce Canyon.
Arrivati allo Spectra Point, decidiamo di proseguire fino allo Ramparts Trail Point, ancora 1 miglio in discesa per vedere meglio tutto l’anfiteatro! E’ davvero molto, ma molto bello e siamo contenti di essere arrivati fino a qui!
Peccato solo che non si possa scendere all’interno e camminare tra gli hoodos! Il ritorno alla macchina, ancora una volta, lo dobbiamo fare di corsa, perché il cielo è diventato nerissimo, si vedono fulmini e saette e si sentono tuoni non troppo lontano: tanto per cambiare, si sta avvicinando molto velocemente un bel temporale! Ma siamo fortunati ed il peggio scoppia proprio una volta entrati in macchina! Avremmo voluto percorrere anche l’Alpine Pond Trail, ma le condizioni meteo non ce lo hanno consentito…
Ci dirigiamo così verso la Kolob Section dello Zion National Park. Al Visitor center, consumiamo il nostro solito pranzo al sacco e percorriamo la bellissima strada interna al parco, soffermandoci a scattare foto alle splendide montagne coniche dello Zion, che già nel 2008 ci avevano colpito tantissimo! Ci fermiamo al Timber Creek Olverlook e affrontiamo il breve trail. Ma oggi il tempo non è proprio dalla nostra e peggiora tantissimo, quindi, rientriamo in macchina e decidiamo di andare a fare un po’ i turisti nella carinissima Springdale!
Prendiamo possesso della nostra camera allo Zion Park Motel e, strano per i nostri standard piuttosto massacranti, ci concediamo 1 ora di relax in piscina!
Dopo una bella doccia ed un po’ di spesa in un supermarket, andiamo a mangiare al Bit and Spur restaurant, suggerito dal nostro Ted, ma non siamo molto fortunati nelle scelte che facciamo e non rimaniamo particolarmente soddisfatti. Comunque note assolutamente positive della serata: cena in compagnia dei colibrì e di un arcobaleno meraviglioso dietro le montagne dello Zion, dopo l’ennesimo temporale!
Domani sveglia presto: ci aspetta Angel’s Landing!

Spese di giornata:
Spesa: 10$
Cena:56,22$
Motel: Zion Park Motel www.zionparkmotel.com 865 Zion Park Boulevard, P.O. Box 365, Springdale, Utah 84767:66.55$

Giovedì 04/08/2011
Stamattina sveglia alle 6 per entrare al più presto allo Zion ed affrontare Angel’s Landing con il fresco.
Dopo una breve colazione a base di cookies e caffè al distributore di benzina di Springdale, lasciamo la macchina al Visitor Center dello Zion National Park ed utilizziamo il comodo servizio di shuttle, che consente di muoversi da una parte all’altra, senza inquinamento e congestioni di traffico. Scendiamo alla fermata The Grotto e cominciamo la nostra ascesa verso Angel’s Landing. Il sentiero nel primo tratto è tutto in salita, ma, a quest’ora, senza il sole sopra le nostre teste, non è particolarmente faticoso. Terminato il primo tratto, ne inizia un altro pianeggiante molto piacevole in una sorta di canyon, che termina in concomitanza della salita più dura. Fortunatamente, il sentiero sale a zig zag, rendendo più dolce l’ascesa.
Eccoci in alto!!! Come è bello vedere lo Zion da quassù!!
Dopo circa 1 ora, siamo quindi all’inizio della parte più difficile del trail, quella molto esposta, per percorrere la quale bisogna servirsi dell’aiuto di catene attaccate alla roccia. E’ da brivido! Cadere in alcuni punti non è poi così difficile ed il cartello ad inizio trail, che ricorda quante persone sono morte cadendo dalle rocce, certo non aiuta a rilassarsi!
Comunque, con prudenza e fatica, conquistiamo la cima! E’ una grande soddisfazione e la vista da qui è davvero meravigliosa! Lo Zion è davvero un parco splendido e sicuramente uno dei nostri preferiti! Siamo proprio di essere arrivati fino a qui! Dopo una barretta energetica, diverse foto e dopo esserci goduti il panorama, cominciamo a scendere…per me molto peggio che salire! Comunque, con calma, riusciamo anche in questa impresa e poi ci dirigiamo di nuovo verso The Grotto. Ora il sentiero è completamente al sole! Per noi che scendiamo non è un problema, ma vediamo molti che stanno salendo ora…meglio sicuramente affrontare la camminata al mattino presto, nonostante non ci sia la luce ottimale per le foto!
Riprendiamo lo shuttle, andiamo al Visitor Center, telefoniamo a casa e poi torniamo allo Zion Lodge, dove ci sdraiamo sul bel prato a consumare il nostro pranzo e a mangiare un gelato e ci appisoliamo pure! Siamo un po’ stanchi e alla fine del viaggio, quindi, sapendo che presto, anzi troppo presto, si ritorna a lavorare, decidiamo di passare il resto del pomeriggio nella piscina dello Zion Park Motel!
Alla sera ceniamo al Wildcat Willies Ranch Grill & Saloon molto bene, prendendo entrambi 2 belle bistecche, giriamo un po’ per i negozi di souvenir e poi andiamo a nanna.

Spese di giornata:
Benzina: 53.40$
Colazione: 3.50$
Gelati: 5$
Cena: 84$
Motel: Zion Park Motel

Venerdì 05/08/2011
Ci svegliamo abbastanza presto e salutiamo Springdale e lo Zion a malincuore…torneremo ancora!
Dopo la sosta al solito distributore di benzina per la colazione e una breve spesa di snack, ci dirigiamo verso Saint George ed il piccolo Snow Canyon State Park, consigliato, ancora una volta, dal nostro Ted! Il parco è un vero gioellino! Paghiamo alla self pay station i 6$ richiesti e andiamo ad affrontare l’Hidden Pinyon Trail prima ed il Petrified Dunes Trail poi. Entrambi sono molto belli e le rocce rosse dello Utah lasciano sempre a bocca aperta!
Nonostante non sia particolarmente tardi, fa parecchio caldo e quindi decidiamo di evitare la visita alle Valley of the Fire, dove saremmo arrivati per le 13 e andiamo diretti a Las Vegas, facendo prima una tappa da Subway per un panino.
Questa volta a Las Vegas, alloggiamo allo Stratosphere: le camere sono meno belle di quelle dell’Excalibur e l’hotel non è proprio nella parte centrale della Strip, ma la sua caratteristica è l’altissima torre da cui si domina tutta la città e sulla cui sommità si trovano 3 attrazioni da brivido! Roby avrebbe voluto farne almeno una e, quindi, trovata una buona offerta su Expedia, abbiamo prenotato qui. Arrivati, facciamo subito un giro per l’hotel ed andiamo a vedere la bella piscina. Poi ci rechiamo sulla torre (pernottando in hotel, abbiamo accesso illimitato) e qui, oltre a vedere la città dall’alto, Roby prova l’Insanity, un braccio meccanico, che si apre come la corolla di un fiore e gira nel vuoto… terribile!!!! Non fa proprio per me!
Lasciamo l’hotel e ci dirigiamo al Fashion Show, un grosso centro commerciale sulla Strip, dove andiamo diretti da Abercrombie a fare acquisti per noi e amici. Siamo molto soddisfatti, la nostra carta di credito un po’ meno…
Torniamo in hotel per rilassarci un’oretta in piscina e, dopo bagnetto e doccia, siamo pronti per la serata. Abbiamo visto che Denny’s è proprio dietro al nostro hotel e decidiamo di andare a mangiare il nostro ultimo burger come si deve ed il solito fantastico hot fudge brownie!
Dopo cena, saliamo sulla torre dello Stratosphere per vedere Las Vegad by night e dobbiamo dire che da quassù è proprio affascinante!
Scendiamo poi lungo la Strip ed entriamo nei vari alberghi, il nostro preferito rimane il Venetian!
Stanchissimi per il caldo e la confusione, torniamo in hotel all’1.30 di notte e crolliamo!

Spese di giornata:
Spesa: 10$
Ingresso Snow Canyon State Park: 6$
Pranzo da Subway: 8.50$
Cena da Denny’s: 27.5$
Bibite: 3,5$
Hotel: http://www.stratospherehotel.com/ : 64.5€

Sabato 06/08/2011
…ed eccoci giunti all’ultimo giorno di viaggio…che tristezza!
Ci svegliamo alle 9, facciamo il check out, colazione da Starbucks e andiamo verso i Premium Outlet South, che si trovano molto vicini all’aeroporto internazionale, per fare gli ultimi acquisti.
Non rimaniamo soddisfattissimi, perché i prezzi non sono poi così convenienti e sono più alti di quelli trovati nel 2008 o a New York nel 2010, comunque, qualcosa logicamente compriamo!!
Nel pomeriggio, riconsegniamo la Ford Escape alla Dollar, che è stata la nostra fedele compagna per 2881 miglia, circa 4600km!
Entriamo in aeroporto e aspettiamo il volo di rientro. Dal vetro vediamo Giacomo (giacopiù) ed Erika, che arrivano, ci salutiamo e gli “passiamo il testimone”! Finita la nostra avventura, ora inizia la loro!

Spese di giornata:
Colazione: 9$
Pranzo: 9$

Ancora una volta, gli Stati Uniti hanno saputo sorprenderci e catturarci con i loro paesaggi mozzafiato, gli spazi immensi, le loro strade infinite, i parchi naturali e quel senso di libertà che si assapora durante un viaggio del genere! Insomma, l’America non annoia di certo ed, anzi, finito un viaggio, si ha subito la voglia di progettarne un altro per scoprirne altri angoli ancora sconosciuti!!!
Come abbiamo scritto alla fine del diario del viaggio del 2008, visto che ci ha portato bene e siamo tornati per ben 2 volte, concludiamo, dicendo: Goodbye America, see you soon!!


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