Mezzo:
Mobilvetta Top Driver P81
Ducato 130 Multijet
C O S T I
G A S O L I O
Litri
C/litro
Importo
Località/Marca
67,22
1,079
72,54
Embrun (F)/Intermarche
65,91
1,059
69,80
Villafranche de Lauracais
(F)/Intermarche
69,05
1,069
73,82
Labenne (F)/Intermarche
62,95
1,042
65,60
Llanes(E)/Solred
70,63
1,044
73,74
A Coruna (E)/Galpgest
38,27
1,045
40.00
Tui (E)/Esso
50,04
1,059
53,00
Montemor-O-Velho
(PT)/Intermarche
65,55
1,075
70,47
Setubal (PT)/Esso
61,33
1,194
73,23
Tavira (PT)/Repsol
65,66
1,066
70,00
Peraleda (E)/Solred
50,00
1,000
50,00
Bujalaroz/E)/Estato
60,77
1,108
67,34
Le Boulou (F)/Intermarche
57,39
1,119
64,23
Embrun (F)/Intermarche
784,77
843,77
P E D A G G I
A U T O S T R A D A L I
Andata
Entrata
barriera bruire
0,90
Uscita
Avigliana
4,00
Uscita
Salbertrand
5,50
Totale
andata
10,40
Ritorno
Entrata
Avigliana
4,00
Totale
ritorno
4,00
Totale
pedaggi autostradali
14,40
S O S T E
A P A G A M E N T O
Parcheggio
notte Carcassonne
10,00
Parcheggio
Bilbao
1,30
Camping
Monsanto – Lisbona (2 notti)
44,00
Totale soste
a pagamento
55,30
TOTALE COSTI …………………………………………………………..: Euro: 913,47
R I L E V A M E N T
I G P S
R I L E V A M E N T
I G P S
Località
Latitudine
Longitudine
Località
Latitudine
Longitudine
Santena
(I)
07°46'04"
E
44°57'00"
N
Aveiro
(PT)
08°39'29"
W
40°38'35"
N
Briancon
(F)
06°37'46"
E
44°53'27"
N
Coimbra
(PT)
08°24'44"
W
40°11'38"
N
Vic
Fezensac (F)
00°18'16"
E
43°45'20"
N
Batalha
(PT)
08°49'26"
W
39°39'40"
N
Cap
Ferret (F)
01°14'40"
W
44°37'26"
N
Alcobaca
(PT)
08°58'29"
W
39°32'56"
N
Duna
de Pyla (F)
01°11'34"
W
44°35'50"
N
Cabo
Carvoiero (PT)
09°24'29"
W
39°21'36"
N
Saint
Jean de Luz (F)
01°38'22"
W
43°24'27"N
Mafra
(PT)
09°19'47"
W
38°56'19"
N
Cabo
Matxitxako (E)
02°15'18"
W
43°17'27"
N
Cabo
da Roca (PT)
09°29'49"
W
38°46'53"
N
Orinon
(E)
03°19'34"
W
43°23'57"
N
Camping
Monsanto Lisboa (PT)
09°12'22"
W
38°43'27"
N
Cabo
Mayor (E)
03°47'31"
W
41°29'17"
N
Chiesa
di Cabo Espichel (PT)
09°12'52"
W
38°25'11"
N
Spiaggia
di Tagle (Suances) (E)
04°05'19"
W
43°25'38"
N
Faro
di Cabo Espichel (PT)
09°12'57"
W
38°24'56"
N
Comillas
(E)
04°17'22"
W
43°23'27"
N
Porticciolo
di Sesimbra (PT)
09°06'48"
W
38°26'13"
N
Vega
(E)
05°08'02"
W
43°28'48"
N
Scogliera
di Zambujera do Mar(PT)
08°47'12"
W
37°31'08"
N
Cabo
Penas (E)
05°57'50"
W
43°39'17"
N
Cabo
Sardao (PT)
08°48'56"
W
37°35'54"
N
Cudillero
(E)
06°09'02"
W
43°33'57"
N
Carrapateira
(PT)
08°53'42"
W
37°10'58"
N
Cabo
Vidio (E)
06°14'07"
W
43°35'06"
N
Cabo
Sao Vicente (PT)
08°59'43"
W
37°01'25"
N
Playa
de Cadavedo (E)
06°22'18"
W
43°33'03"
N
Fortaleza
de Sagres (PT)
08°56'43"
W
37°00'12"
N
Punta
da Estaca de Baires (E)
07°41'01"
W
43°47'01"
N
Praia
do Camilo (PT)
08°40'11"
W
37°05'12"
N
Cabo
Ortegal (E)
07°52'10"
W
43°46'15"
N
Punta
da Piedade (PT)
08°40'10"
W
37°04'51"
N
A
Coruna (E)
09°24'07"
W
43°23'00"
N
Praia
St. Luzia – Ria Formosa (PT)
07°40'36"
W
37°05'32"
N
Cabo Vilan (E)
09°12'38" W
43°09'35" N
Porticciolo a Tavira (PT)
07°38'39" W
37°07'26" N
Muros (E)
09°03'29" W
42°46'35" N
Borba (PT)
07°27'49" W
38°48'26" N
Cambados (E)
08°49'04" W
42°31'10" N
Romangordo (PT)
05°41'33" W
39°44'28" N
Praia de Areas (E)
08°46'34" W
42°23'35" N
Bujaraloz (E)
00°49'06" W
41°29'57" N
Caminha (PT)
08°50'42" W
41°52'06" N
Spiaggia di Cunit (E)
01°37'51" E
41°11'35" N
Braga Bon Jesus do Monte (PT)
08°22'38" W
41°33'24" N
Roquemaure (F)
04°46'42" E
44°03'10" N
Porto parcheggio a Vila
Nova (PT)
08°36'59" W
41°07'48" N
In grassetto i capi / fari visitati.
Domenica 2 Settembre 2007
(Santena – Briançon)
Eccoci pronti per le nostre prime vacanze da pensionati. La cosa ci sembra molto
strana perché da anni Settembre ha rappresentato il rientro al lavoro e così ci
sembra ancora impossibile il fatto di poter partire fuori dai canoni imposti da
altri e di non dover chiedere autorizzazioni di sorta. Così alle 21,20 siamo
partiti in direzione Briançon dove siamo giunti alle ore 23,55. Contrariamente
alle altre volte non abbiamo più potuto sostare nel bel parcheggio ai piedi
della fortezza e vicino alla città vecchia perché un bel cartello informa del
divieto di sosta ai camper dalle 22,00 alle 8,00. Essendo già informati su
questo divieto abbiamo cercato e trovato l'area camper situata in Rue Georges
Bermond Gonnet angolo Rue Jean Moulin nel piazzale con il Parc des Sports.
L'area è bella, spaziosa ed illuminata e c'è la possibilità di carico e scarico.
Ci sono già una ventina di camper e così senza esitare abbiamo fermato il nostro
mezzo fra gli altri e buona notte. Domani ci attende l'inizio vero e proprio
della nostra nuova avventura.
Km. percorsi oggi: 139
Km. progressivi: 139
Lunedì 3 Settembre 2007
(Briancon - Carcassonne)
Sveglia alle 7,00 con una temperatura esterna di 11° ed interna di 18°. E'
decisamente freschino ed il cielo è sereno. Molti chilometri ci attendono e
questa è la temperatura ideale per viaggiare. Oggi è una tappa di solo
trasferimento quindi non ci attendono luoghi da visitare a meno che cammin
facendo non incontriamo qualche cosa di interessante. La nostra destinazione
odierna è Carcassonne dove vorremmo passare la notte, anche se non siamo sicuri
di poterlo fare tenuto conto che è nostra intenzione percorrere strade normali e
non fare quindi autostrade. Alle 8,00 partenza e ad Embrun, prima sosta per
rifornimento gasolio. Il primo tratto di strada non è stato del tutto
sconosciuto avendolo percorso in primavera in occasione del nostro breve viaggio
in Provenza. La strada è molto bella ed attraversa distese di frutteti ed in
particolare mele e pere. Alle 13,00 sosta pranzo a PONT de CRAU alle porte di
ARLES e ripartenza poco dopo le 14. Percorrendo la N572 abbiamo raggiunto
Montpellier e poi con la N109 – E11, Bezier. Di qui con la D11 e poi la D5, poco
dopo le 18 siamo giunti a Carcassonne. Dopo aver fatto un giro per la città in
cerca di un parcheggio, abbiamo seguito le indicazioni per "La Ville" (città
vecchia dentro le mura) e qui abbiamo trovato posto in un parcheggio per soli
camper ed autobus al costo di €.10 per 24 ore, munito di carico scarico e
servizi. Il parcheggio è proprio sotto le mura della città vecchia e senza
esitazione siamo entrati. Dopo esserci sistemati ci siamo recati dentro le mura
ed abbiamo fatto il giro del bellissimo borgo medioevale conservato egregiamente
e con un sacco di negozietti e locali. L'imponenza e la bellezza delle mura e la
visuale che si ha esternamente di tutto il complesso della città vecchia è
veramente eccezionale e merita sicuramente una sosta. Vista la presenza di altri
camper, decidiamo di utilizzare la comoda area di sosta anche per la notte. Così
ci siamo potuti godere anche lo spettacolo della rocca illuminata da grossi
riflettori che dal basso puntano una bella luce ambrata sulle vecchie mura,
sulle torri e sul castello donando loro un aspetto suggestivo ed irreale. Il
nostro piccolo compagno di viaggio è stato costretto come noi a trascorrere una
giornata di segregazione in camper, ma la passeggiata sulle mura e tutto intorno
alla roccaforte lo hanno rigenerato e reso felice. Domani ci attende un'altra
tappa di trasferimento e poi finalmente avranno inizio le tappe brevi e le
camminate.
Km. percorsi oggi: 586
Km. progressivi: 725
Martedì 4 Settembre 2007
(Carcassonne – Duna du Pilat)
A conferma di quanto immaginato ieri sera, la notte è trascorsa nella più
assoluta tranquillità. Alle 7,15 sveglia con 18° esterni e 27° interni, il cielo
è coperto e tira un vento piuttosto freddo. Dopo colazione ed aver effettuato le
operazioni di carico e scarico, alle 8,45 siamo partiti con destinazione la Duna
du Pilat, imponente altura di sabbia sottile il cui volume aumenta di anno in
anno con l'azione dei venti e delle correnti. E' la duna più alta d'Europa con i
suoi 2,7 Km di lunghezza, 500 mt. di larghezza e 107 mt. di altezza. Il suo
versante occidentale degrada dolcemente verso l'oceano mentre quello orientale
scende quasi a picco verso l‟immensa foresta di pini che a poco a poco sta
sommergendo. La foresta Landese che nacque su ordine di Napoleone III mediante
la piantagione di un milione di ettari di pini marittimi al fine di bonificare
una zona paludosa, viene divorata dalla sabbia per circa 4 metri ogni anno. I
chilometri che ci attendono sono nuovamente molti, però come nostro solito
preferiamo toglierci velocemente i tratti di puro trasferimento per poi goderci
pienamente tutto il resto dell'itinerario.
Come sempre abbiamo impostato il navigatore su percorsi da effettuare su strade
non a pedaggio sia perché le autostrade in Francia sono molto care, sia perché
si ha modo di godere maggiormente il panorama e conoscere meglio le zone che si
attraversano.
Lungo il percorso abbiamo avuto così modo di incontrare il "Canal du Midi", molto
suggestivo ed oserei dire romantico. Ci siamo fermati un attimo in
corrispondenza di una delle 103 chiuse presenti lungo il Canale e che servono
per superare un dislivello totale di 190 metri: l'Ecluse de Montgiscard con, nei
pressi, un bel barcone coloratissimo e pieno i fiori che galleggiava
placidamente sull'acqua verdastra del fiume.
Per fortuna il temporale che ci ha accolti strada facendo si
è esaurito così abbiamo avuto modo di far fare una breve passeggiata al nostro
cagnolino.
Il Canal du Midi è un canale artificiale che si trova fra le città di Tolosa e
Sete, fu inaugurato nel 1681 ed in origine doveva collegare l'Oceano Atlantico
al Mar Mediterraneo per evitare la circumnavigazione della Spagna. Oggi si può
percorrere affittando barconi senza la richiesta della patente nautica. Siamo
ripartiti ancora accompagnati da grossi nuvoloni neri che non promettevano nulla
di buono. La strada N113, che da Carcassonne porta a Tolosa, è molto bella,
varia, con un ottimo fondo stradale e corre fra piantagioni immense di girasoli,
campi di grano e granoturco. Lasciata la N113, dopo Tolosa abbiamo seguito la
N124 ugualmente molto bella ed è su questo tratto di strada che ci siamo fermati
per il pranzo a VIC FEZENSAC in una bella area alberata con servizi, acqua e
tavoli pic-nic. Nel frattempo larghi sprazzi di azzurro si sono fatti largo fra
i nuvoloni e dopo pranzo, dopo una piccola riassettata al camper e breve
passeggiata, siamo ripartiti per percorrere gli ultimi 312 Km. che ci separano
dalla Duna. Percorrendo sempre la N124 abbiamo raggiunto MONT DE MARSAN e poi
con la N134 è iniziato il tragitto nel territorio di Guascogna, patria dell'Armagnac
e dei 3 Moschettieri. La strada molto bella e veloce attraversa il Parco
Naturel Regional des Landes de Gascogne che da MONT DE MARSAN arriva al
bacino di ARCACHON. Decidiamo di fare una puntatine a CAP FERRET prima di
recarci alla Duna du Pilat perché, nel limite del possibile, vorremmo assistere
al tramonto dalla sommità sabbiosa. Raggiungiamo CAP FERRET percorrendo la D106
che passa attraverso una lunga striscia di terra, zona di villeggiatura ricca di
campeggi e strutture alberghiere. Dopo tanto tempo abbiamo nuovamente avuto modo
di assistere allo spettacolo delle imbarcazioni in secca a causa della bassa
marea. Questa è una scenografia che ci attrae sempre moltissimo. Raggiunto il
capo e dopo aver sistemato il camper nel parcheggio adiacente, dove abbiamo
trovato facilmente posto perché siamo a Settembre, ci siamo recati alla punta
dove si può ammirare un'ampia spiaggia di sabbia finissima ed in lontananza
l‟imponente Duna du Pilat.
Prima di riprendere la strada per la duna ci siamo concessi ancora una breve
sosta presso il faro di Cap Ferret che è possibile visitare al costo di €. 4,50.
Nel frattempo il cielo è diventato terso e di un azzurro intenso.
Alle 19,30 abbiamo raggiunto la duna percorrendo la litoranea del Bacino di
Arcachon, assai trafficata a quest'ora, ed un bel tratto della N250.
Dopo aver sistemato il camper all'interno del bel parcheggio alberato, a
pagamento, nell'area adibita ai camper, di corsa ci siamo cambiati le scarpe e
ci siamo recati alla duna che si raggiunge direttamente dal parcheggio
percorrendo un sentiero con a lato chioschi e negozietti di souvenir. Una lunga
e comoda scalinata facilita la salita sulla enorme montagna di sabbia. Una volta
raggiunta la vetta lo spettacolo è garantito: un'infinita e morbida distesa di
sabbia che da un lato subisce le bizzarrie dell'Atlantico e dall'altro lato
domina ed invade inesorabilmente la bella foresta di pini. E' incredibile come
la natura possa offrire spettacoli indescrivibili per la loro grandiosità e
maestosità. Le ombre della sera poi hanno contribuito a migliorare il grandioso
panorama regalando toni di chiaro e scuro e di ombre che mettevano ancora più in
evidenza gli avvallamenti e le sommità conferendo a tutto l'insieme un aspetto
vellutato.
Charlie come ha avuto il contatto con la morbida sabbia è letteralmente
impazzito ed ha iniziato a correre su e giù per l'ampia collina sabbiosa. E'
stato uno spettacolo nello spettacolo.
A piedi nudi, nonostante il vento freddo e la sabbia gelida, ci siamo messi a
correre su quell'ampia distesa morbida ed incredibilmente confortevole; ovunque
spaziava il nostro sguardo si aveva il desiderio di muovere le gambe in quella
direzione. Il senso di infinito e libertà è riemerso vivo e prepotente come
quando eravamo sulle ampie dune danesi e come allora lo spirito infantile che è
latente in ognuno di noi emerge e ti trasmette vitalità e vigore, voglia di
urlare e giocare con la propria ombra che si staglia lunghissima sulla quella
superficie così duttile nella sua grandiosità.
Nel frattempo il sole è arrivato a lambire l‟oceano e la sua enorme palla rossa
ha creato riflessi dorati e purpurei nel cielo e sull'acqua. Gelati ma
strasoddisfatti e pieni di sabbia, siamo tornati al camper dove dopo esserci
lavati e sistemati, Charlie compreso, ci siamo finalmente concessi il meritato
pasto serale. Constatata la presenza di numerosi altri camper decidiamo di non
spostarci e fermarci per la notte. Dopo cena, come era facile immaginare,
Charlie è letteralmente crollato e noi ci siamo rilassati studiando il percorso
di domani che dovrebbe battezzare il nostro ingresso nei Paesi Baschi, zona a
noi ancora del tutto sconosciuta. Fuori c'è un buio pesto ed un silenzio
assoluto, fattori che preannunciano una notte di riposo e di tranquillità,
almeno speriamo.
Km. percorsi oggi: 513
Km. progressivi: 1.238
Mercoledì 5 Settembre 2007
(Duna du Pilat – Zumaia)
Sveglia alle ore 8,00 con 11° esterni e 20° interni e cielo sereno. La notte è
trascorsa tranquilla sotto i grandi pini del parcheggio ed a fianco dell'immensa
Duna che da 8.000 anni dialoga e combatte con l'Atlantico. La grande sorpresa di
prima mattina ci è giunta quando abbiamo notato che la sbarra dell'uscita era
alzata e nessun addetto occupava la guardiola, per cui non c'è stato alcun
esborso per la sosta con un risparmio di €.9,60. Alle 9 quindi è iniziato il
percorso che ci deve condurre lungo la costa Atlantica spagnola. Percorrendo una
bellissima strada immersa nella foresta Landese e costeggiando la Duna per un
lungo tratto, alle 11,30 siamo giunti a CAPBRETON dove ci siamo fermati,
attirati dal nome, per una breve sosta. Seguendo le indicazioni siamo arrivati
ad una bellissima area camper con acqua, carico, scarico e corrente situata
proprio a 50 mt. da una spiaggia vastissima dietro un bel gruppo di dune di
sabbia chiarissima. Questa spiaggia segna il termine dei 104 Km ininterrotti di
costa sabbiosa che trova il suo inizio a Biscarosse, località che si incontra
appena superata la grande duna. Dopo aver goduto del bel panorama siamo
ripartiti per fermarci quasi subito a Labenne per far rifornimento gasolio. Alle
13,30, sempre lungo costa, abbiamo raggiunto ST. JEAN de LUZ e seguendo le
indicazioni, a inizio paese, ci siamo diretti a destra per avvicinarci al mare.
Su questo beve tratto di strada sono presenti molti campeggi. Abbiamo
parcheggiato lungo la strada proprio di fianco alla bella spiaggia, cosa che
pensiamo sia stata possibile perché siamo a Settembre. Infatti è ben visibile il
divieto di sosta ai camper che noi da bravi italiani abbiamo fatto finta di non
vedere visto che in giro non c'era anima viva se non qualche bagnante sulla
battigia. Dopo pranzo relax sulla spiaggia e verso le 16 ripartenza in direzione
Spagna. Il primo paese Basco raggiunto è stato HONDARRIBIA dove ci siamo fermati
parcheggiando il mezzo appena fuori le vecchie mura della città. Dopo una breve
escursione nel centro storico, in pieno fermento con i preparativi per una
grande festa religiosa che avrebbe avuto luogo a fine settimana, alle 18 siamo
ripartiti seguendo le indicazioni di un percorso panoramico segnalato dalla
Guida. Troviamo la strada GI 3440 alla prima rotonda appena fuori dall'abitato.
Il tratto costiero è fresco ed alberato e si inerpica su di un colle
verdeggiante ed il percorso panoramico si snoda per 17 chilometri. Dopo 6 Km si
incontra il Santuario di Nostra Senora de Guadalupe con bella vista sulla
vallata sottostante, ma lo spettacolo migliore si ha quando si giunge alla
sommità del colle Jaizkibel a circa 500 mt. s.l.m. dove si ha una panoramica
straordinaria su tutta la costa sottostante. La sosta è consigliata. Il percorso
continua in discesa e continua ad offrire ottime prospettive e spunti panoramici
sui verdi pendii che contrastano con l'azzurro del cielo e che pare lambiscano
l'oceano. Giunti al termine del percorso abbiamo seguito le indicazioni per San
Sebastian o Donostia per i baski, dove, dopo aver cercato invano un luogo dove
fermarci, ci siamo arresi proseguendo il nostro viaggio. La città è molto bella
ed elegante, luogo di villeggiatura per un turismo balneare d'elite. Posta in
una splendida baia, offre una stupenda spiaggia a forma di conchiglia (concha),
percorsa in alto dal bellissimo lungomare (paseo). Purtroppo, il caos, una folla
incredibile che riempiva strade, vicoli ed il lungomare, ci hanno indotti a
pensare che tutto il mondo si fosse dato appuntamento a San Sebastian e di
conseguenza a rinunciare ad una meritata sosta. Ci siamo così accontentati di
osservare dal camper alcuni scorci della città e della splendida baia. Stanchi
ed affamati siamo quindi giunti a ZUMAIA dove ci siamo fermati in una tranquilla
vie della cittadina per la cena ed il pernottamento. Una delle particolarità dei
Paesi Baschi è data dalle indicazioni stradali e delle vie cittadine che
riportano le informazioni sia in lingua spagnola che in lingua basca.
Km. percorsi oggi: 323
Km. progressivi: 1.561
Giovedì 6 Settembre 2007
(Zumaia - Orinon)
La notte è trascorsa discretamente bene ma non tranquilla come le precedenti
essendo sistemati su una via cittadina. La temperatura mattutina è sempre
piuttosto bassa: 11° esterni e 20° interni con cielo sereno. Alle 9,00 lasciamo
Zumaia per percorrere la strada costiera ed è incredibile come cambia
immediatamente il paesaggio come si lascia il mare; ci si trova praticamente ed
immediatamente su strade di montagna con tanto di curve e tornanti.
Attraversando immensi boschi di pini ed eucalipti che sprigionavano nell'aria il
loro intenso aroma ed aver percorso un bel tratto particolarmente prodigo di
splendidi paesaggi, siamo giunti a DEBA posta sulla bocca dell'omonimo fiume e
con una bella spiaggia. Da qui abbiamo proseguito per ONDARROA, quindi LEKEITIO,
ELANTXOBE ed infine SOLLUBE dove ci siamo fermati per breve passeggiata ed
acquisto pane. La cosa incredibile è che mentre si può godere di scorci
panoramici veramente stupendi sulla costa e sull'oceano è altrettanto vero che
nei centri abitati che si incontrano strada facendo è praticamente impossibile
parcheggiare. Inoltre la bellezza della costa contrasta incredibilmente con il
grigiore degli agglomerati urbani che si presentano oltremodo brutti e del tutto
privi di buon gusto. Per fortuna a Sollube ci è stato possibile parcheggiare
lungo la via che entra in paese e ci mettiamo all'affannosa ricerca di una "Panaderia"
ma pare che in questo luogo la gente non si nutra visto che non c'è ombra di un
negozio al di fuori di un bar. Il paese è tutto in salita e le stradine non
invitano ad una visita. Vediamo infine un signore del luogo con il pane e
chiediamo dove l'ha comprato. Ci viene indicata una porta anonima sopra un
piccolo ballatoio con ringhiera. Saliamo i pochi scalini ed entrando ci troviamo
dentro un piccolo bazar dove il pane ci viene appoggiato sul bancone con a
fianco una borsina di plastica usata. Facciamo finta di non vedere il sacchetto
e prendiamo la baguette in mano e ce ne andiamo un po' sorpresi e sconcertati.
Scopriamo anche che qui la strada finisce ed usufruendo della piazzetta di
manovra del bus, riusciamo a invertire il senso di marcia e tornare indietro per
qualche chilometro per raggiungere ed attraversare BERMEO all'uscita del quale
imbocchiamo una deviazione a destra per raggiungere CABO MATXITXAKO. La strada
si inerpica nuovamente su per la montagna e dopo qualche chilometro si incontra
sul lato destro una bella area pic-nic con tavoli, panche e barbecue ed inutile
oramai dirlo, una vista stupenda sull'oceano e le alture adiacenti. Il cielo è
terso, il sole bollente ma l'aria piuttosto fredda. Poco più avanti troviamo il
capo, luogo riconoscibile per la presenza di un orrendo monumento in ferro
rossiccio posto su un punto panoramico di tutto rispetto. Da questo posto si ha
modo di vedere la bella baia sottostante dove con nostra grande sorpresa abbiamo
potuto ammirare uno scoglio in mezzo al mare con alla sommità una piccola
chiesa. Lo scoglio è collegato alla terraferma da un comodo sentiero
percorribile solo a piedi. Scopriamo, da un successivo parcheggio poco lontano,
che è possibile scendere al mare e raggiungere la chiesetta arroccata. La strada
però è vietata ai camper o mezzi di grosse dimensioni.
Decidiamo di fare la sosta pranzo in questo bellissimo luogo. Riprendiamo il
cammino per fermarci poco dopo a BAKIO, bellissima località di mare, più
accessibile al turismo che le precedenti e con una bellissima spiaggia. Da Bakio
ci siamo diretti poi a BILBAO dove per fortuna non abbiamo incontrato grosse
difficoltà di parcheggio trovando posto in Calle Ripa a pochi metri dalla città
vecchia "Casco Viejo" pagando 2 € per un'ora e mezzo.. I parchimetri di Bilbao
rilasciano lo scontrino solo se si indica il numero di targa del mezzo.
Dopo aver attraversato il bellissimo ponte sulla Ria de
Bilbao, ci siamo addentrati nel centro storico formato da "Siete calles" vicoli
e stradine pieni di vecchi palazzi, chiese e molti negozi.
Dopo aver fatto alcuni acquisti siamo tornati al camper
percorrendo il Paseo Arenal, bel viale alberato sul lungo fiume ed aver
attraversato l'omonimo ponte dal quale si ha una bella visuale dell'antico
palazzo sede del Teatro Arringa e dell'imponente edificio della Stazione
Ferroviaria.
Uscendo da Bilbao ci siamo soffermati a scattare le foto di rito alla
modernissima struttura del famosissimo MUSEO GUGGENHEIM.
Riprendendo la strada della costa siamo giunti a CASTRO URDILES, grosso centro
sull'Oceano con un bellissimo lungomare sul quale naturalmente è impossibile
sostare. Non trovando alcuna sistemazione proseguiamo alla ricerca di un posto
idoneo per la notte. Finalmente vediamo un'immensa spiaggia resa ancora più
grande dalla bassa marea. Ciò che però ci attira maggiormente è che al limitare
della spiaggia c'è un bel parcheggio libero e non è una chimera perché l'abbiamo
raggiunto e ci siamo comodamente sistemati con finestra vista oceano. Siamo ad
ORINON e la cosa ancora più incredibile è che proprio di fianco a noi ed a altri
due camper c'è un bel campeggio, aperto e funzionante!!! Speriamo che questa
inaspettata facilità di parcheggio sia di buon auspicio per il proseguimento del
viaggio e che sia dovuto al fatto che con BILBAO i Paesi Baschi sono terminati e
con loro, ci auspichiamo, anche le difficoltà visto che nel corso del loro
attraversamento non abbiamo notato alcuna disponibilità e servizi nei confronti
dei camperisti. Nulla da eccepire circa la disponibilità e la cordialità dei
suoi abitanti o per la bellezza della sua costa e delle sue spiagge, ma assolta
mancanza di strutture dedicate ai camper e scarsissima presenza di luoghi idonei
per la sosta. Questa sarà la prima notte in CANTABRIA. Prima di cena non ci
siamo trattenuti dal fare una bella scorrazzata sulla spiaggia ed abbiamo dovuto
camminare un bel po' prima di raggiungere l'acqua dell'oceano. Charlie è
nuovamente impazzito al contatto della morbida sabbia dorata e nemmeno le
chiazze di acqua lasciate qua e là dalla bassa marea, hanno frenato il suo
entusiasmo. E' ormai risaputo che il nostro piccolo amico detesta l'acqua, ma
oggi ha nuovamente dato il meglio di sé correndo come un pazzo cercando di
evitare il più possibile le pozzanghere. A fine passeggiata aveva sabbia
ovunque! Dopo esserci lavati, sistemati ed aver mangiato con vista oceano,
serata di relax. L'unico rumore che si sente è quello delle onde e l'esterno non
è del tutto buio visto che possiamo godere dell'illuminazione del campeggio:
meglio di così………!!
Km. percorsi oggi: 198
Km. progressivi: 1.759
Venerdì 7 Settembre 2007
(Orinon - Vega)
Notte all'insegna dell'assoluta tranquillità. Solo Charlie ha avuto la
bellissima idea di grattarsi per gran parte della notte preoccupandoci un
pochino. Questa mattina è tranquillo e può darsi che nonostante il bagnetto un
po' di sabbia sia rimasta in mezzo al suo folto pelo. La temperatura esterna è
di 13°, interna di 20° e qualche nuvola si è presentata in cielo: speriamo in
bene! Partiamo da Orinon verso le 9 in direzione LAREDO. Strada facendo, appena
entrati nel centro abitato di LIENDO, sulla destra abbiamo trovato una bella e
comoda fontanella in pietra con pressione dell'acqua spaventosa. Naturalmente ci
siamo fermati per rabboccare il serbatoio dell'acqua. Giunti a LAREDO, non
notando nulla di eccezionale, tranne la spiaggia, abbiamo proseguito lungo la
litoranea fino a SANTANDER nel cui tragitto l'unico vero spettacolo è dato dalle
spiagge che sono una più bella dell'altra e che a quanto pare da queste parti
sono un luogo comune. Effettivamente ogni centro abitato situato sul mare ha la
sua bella spiaggia che nella maggior parte dei casi è libera e munita di
servizi, doccia e sorveglianza. Giunti a Santander, bella ed elegante città
costiera situata in una stupenda baia e capoluogo della Cantabria, abbiamo
percorso il Paseo di Pereda che è la lunga passeggiata lungomare ornata
con belle aiuole fiorite, monumenti e fontane. Proseguendo prende il nome di
Avenida Reina Victoria fino alla Penisola della Maddalena che chiude la baia. E'
doveroso dire che su questo bel tratto di strada centrale i posteggi sono
numerosi e gratuiti. Quindi appena trovato il posto adatto alle nostre
dimensioni, ci siamo fermati per una bella passeggiata sul lungomare dove
abbiamo potuto ammirare l'enorme spiaggia ancora molto affollata.
Riprendendo il cammino ci siamo involontariamente trovati sulla strada per CABO
MAYOR con tanto di Faro. Senza esitare abbiamo deviato per tale direzione. Poco
dopo eravamo in cima ad una falesia con il faro che si stagliava maestoso nel
cielo azzurro. A proposito, le nuvole di questa mattina sono completamente
scomparse.
Trovando posteggio ai piedi del faro, ci siamo fermati per
godere del panorama a dir poco stupendo. Abbiamo quindi percorso un sentiero che
ci ha condotti alla sommità del Cabo dove è possibile ammirare un gran tratto di
costa rocciosa e selvaggia. Ci è stato così molto chiaro il motivo per cui il
faro è chiamato "Faro di Bellavista".
Tornati al camper vista l'ora ed udendo i brontolii di stomaco, ci siamo
concessi la pausa pranzo.
Siamo quindi ripartiti raggiungendo ed attraversando SUANCES per poi proseguire
verso la spiaggia di Tagle, molto carina, raccolta in una baia rocciosa con
docce, sabbia bianca ed acque "caraibiche". Il sole caldo e l'aria frizzantina
invogliavano ad una sosta con bagno ed è con vero rammarico che abbiamo
rinunciato per riprendere il viaggio e raggiungere COMILLAS, altra cittadina
balneare, molto carina ed accogliente, naturalmente con il suo bel golfo e la
sua bella e sabbiosa spiaggiona. Incredibilmente siamo riusciti a sostare in un
bel parcheggio libero vicinissimo alla spiaggia trovato subito dopo aver
superato il porticciolo di pesca. Sarebbe stato il posto ideale per fermarci e
passare la notte, ma vista l'ora ed il sole ancora molto alto, abbiamo preferito
proseguire.
Giunti a SAN VICENTE de la BARQUERA siamo stati attratti dalla bellezza del
luogo e da un imponente spettacolo offerto dalla bassa marea. Qui però ci è
giunta la prima delusione: non siamo riusciti a trovare un posto idoneo per la
notte. Così dopo le foto di rito abbiamo proseguito per LLANES dove ci siamo
fermati per il rifornimento carburante, (che in Spagna costa ancora meno che in
Francia) e per cercare un'area di sosta però sfortuna vuole che nel paese stava
per iniziare una gran festa religiosa ed il caos era
indescrivibile tanto da indurci ancora a proseguire. Cerchiamo quindi posto a
RIBADESELLA, ma anche qui nulla da fare. Tutti i parcheggi erano pieni e quelli
liberi avevano la sbarra a 2,50 mt. di altezza. Un po' delusi, piuttosto stanchi
e sfiduciati finalmente abbiamo notato le indicazioni della spiaggia di VEGA,
raggiunta la quale finalmente notando già molti altri camper sistemati nel gran
piazzale erboso antistante la spiaggia, ci siamo aggregati senza esitazione. Il
luogo è attrezzato per i bagnanti con docce, servizi e acqua corrente, nonché
bar e ristorante. Anche qui non manca lo spettacolo della spiaggiona con bassa
marea che ci ha permesso di godere cenando di un bel tramonto sull'oceano. La
spiaggia di Vega fa già parte delle ASTURIE e con San Vicente de la Barquera è
terminata la Regione CANTABRIA. Nel percorso da San Vicente a Vega la strada si
snoda tra boschi di pini ed eucalipti e si ha modo di ammirare le alte cime dei
PICOS de EUROPA gruppo montuoso che si trova a cavallo tra le Asturie e la
Cantabria e alcune delle sue cime superano i 2.500 mt. . E' incredibile la
diversità di panorama che si ha come si lascia il mare; giungendo a Vega si
percorre una stradina fra due alte pareti rocciose. La cosa però che sa
dell'incredibile ed unico è che con le montagne così vicine e che lambiscono il
mare racchiudendo ogni golfo, si possano trovare spiagge così vaste e sabbiose.
Ci aspetta un'altra notte all'insegna della tranquillità, Charlie permettendo.
Km. percorsi oggi: 261
Km. progressivi: 2.020
Sabato 8 Settembre 2007
(Vega – Playa de Cadavedo)
Il cielo nuvoloso ci ha dato il buongiorno. Non ci lasciamo influenzare e dopo
colazione e naturalmente una notte passata cullati dal rumore delle onde, ci
incamminiamo verso LUANCO. Dopo poche centinaia di metri e superata una breve
galleria si è notata sulla destra una piccola area pic-nic con fontana in pietra.
Inoltre il logo è incredibilmente suggestivo perché ci si trova improvvisamente
fra le gole di un piccolo corso d'acqua.
Giunti a Luanco alle 11,30, decidiamo di fermarci e fare due passi sul lungomare,
porticciolo e centro città. Qui i parcheggi non mancano ma il paese non ha nulla
di particolare se non una bella ed antica chiesa fronte mare ed un
caratteristico ed antico borgo di pescatori dove abbiamo notato la presenza di
alcuni locali caratteristici dove era possibile mangiare pesce.
Come è risaputo in Spagna non si tocca forchetta prima delle 14, così in attesa
di mangiare, decidiamo di raggiungere il vicino CABO PENAS che dista soli 9 Km.
Seguendo prima le indicazioni per il Capo e poi quelle per il Faro siamo giunti
sulla sommità di una falesia dalla quale si può godere di panorami stupefacenti
sull'oceano e su tutta la costa. Lo spettacolo è garantito!! Nei pressi del faro
è situata una colonna con diverse sirene che vengono utilizzate in caso di
nebbia. A proposito, continua il tempo nuvoloso ma ciò non disturba il panorama
e nemmeno l'escursione.
Tornati a Luanco abbiamo optato per un locale molto poco
raffinato ma molto caratteristico: tavoli con piano in marmo, senza tovaglia,
lunghe panche e trucioli di legno per terra. I camerieri versano
La Sidra
(vino di mele) nel loro modo spettacolare e cioè alzando la bottiglia oltre ad
un metro di altezza rispetto al capiente bicchiere; ciò per togliere il torbido
e permettere l'esalazione dell'alcol alla bevanda. E' impressionante vedere
quante bottiglie vengono vuotate in poco tempo!
Secondo il nostro parere i trucioli di legno sul pavimento servono per assorbire
l'eventuale
Sidra
che
gli avventori meno esperti versano a terra prima di centrare il bicchiere.
Dopo aver consumato un ottimo pasto a base di pesce, in particolare un favoloso
Pulpo alla gallega ed aver speso l'esorbitante somma di 20 € in due, soddisfatti
e divertiti siamo tornati al camper.
Nel percorso tra LUANCO e CUDILLERO il cielo è tornato nuovamente azzurro.
CUDILLERO PORTO è un simpatico borgo di pescatori che viene omai utilizzato in
gran parte a scopo turistico. Infatti è pieno di negozi di souvenir,
ristorantini e sidrerie. Per fortuna i pescatori ci sono ancora e addirittura è
possibile, con un costo non indifferente, partecipare alla pesca ospitati sui
loro pescherecci. Ripartiti con destinazione CADAVEDO, ci siamo concessi una
deviazione per raggiungere CABO e FARO VIDIO: altro panorama mozzafiato, altro
spettacolo offerto dagli impressionanti strapiombi sull'oceano e dalle vaste
distese di erica rosa. E' incomprensibile e spiacevole constatare che certi
luoghi così unici e selvaggi, facilmente raggiungibili anche con un mezzo di 7
mt. e più non siano pubblicizzati o almeno citati sulle guide turistiche. Siamo
dell'idea che non è cosa di tutti i giorni poter godere di certi spettacoli
della natura!!
Ancora estasiati dallo spettacolo appena goduto e piuttosto infreddoliti a causa
del gran vento che ha accompagnato la nostra escursione sulla falesia, ci siamo
rifugiati in camper e subito ripartiti questa volta con l'intenzione di cercare
un luogo dove cenare e passare la notte senza aspettare l'ultimo momento.
Incrociando le dita ci siamo diretti a CADAVEDO e seguito le
indicazioni per la "Playa". Ormai non è più una sorpresa per noi percorrere
strade che si snodano fra boschi di eucalipti e pini e così è stato anche nel
tragitto effettuato per raggiungere la spiaggia che con nostro grande piacere
abbiamo trovato già frequentata da altri camper. Ci siamo così sistemati
comodamente vicino ad altri cinque camper francesi. Il caso vuole che proprio
questa sera c'è la partita di calcio fra ITALIA e FRANCIA, e noi…….siamo l'unico
equipaggio italiano!!!
Naturalmente la spiaggia che in questo raro caso è in parte ghiaiosa, segna il
termine di un piccolo e suggestivo golfo racchiuso da due belle pareti rocciose
e con bellissimi scogli affioranti.
Il parcheggio erboso si trova rialzato rispetto alla spiaggia ed è fornito di
servizi con docce e corrente, acqua, area pic-nic, barbecue, doccia e due
rubinetti sulla spiaggia, servizio di sorveglianza nonché un piccolo chiosco con
servizio bar. Altro elemento positivo è dato dal fatto che dalla spiaggia è
possibile vedere il camper. Dopo cena relax sportivo: visto l risultato di
parità non siamo potuti andare a fare la ola vicino ai camper francesi!!! Alle
23,30 tutti a nanna cullati dal fragore delle onde che si infrangono contro gli
scogli. L'alta marea è arrivata.
Km. percorsi oggi: 228
Km. progressivi: 2.248
Domenica 9 Settembre 2007
(Playa de Cadavedo)
Sveglia alle 8,00 e fa piuttosto freddo ma il cielo annuncia nuovamente una
giornata splendida. Decidiamo così, tenuto anche conto della comodità del luogo,
di fermarci tutto il giorno. Così sono iniziate le grandi pulizie: camper fuori
e dentro, bucato e per finire bella ed abbondante doccia calda, carico e
scarico. Approfittando dei comodi bracieri dell'area pic-nic, abbiamo deciso di
concederci per pranzo le nostre braciole scongelate e cotte alla brace. La
giornata è poi trascorsa in pieno relax ed un bel sole con venticello fresco
hanno aiutato a renderla più che gradevole, così come è stato altrettanto
piacevole assistere tranquillamente all'alternanza delle maree. E' stato inoltre
così curioso e pittoresco vedere i gabbiani che, ogni qual volta l'acqua si
ritirava, in gran numero sopraggiungevano per occupare ed ispezionare la
spiaggia che a poco a poco si ingrandiva, riempiendo l'aria con il loro
chiacchiericcio. Anche Charlie ha potuto godere del suo giorno di libertà
considerato che per tutto il tempo ha scorrazzato in qua e là senza guinzaglio.
Decidiamo di fermarci ancora per questa notte e riprendere il viaggio domani
mattina.
Km. percorsi oggi: 0
Km. progressivi: 2.248
Lunedì 10 Settembre 2007
(Playa de Cadavedo – A Coruna)
Dopo un'altra notte super tranquilla siamo stati svegliati dalle grida di
gabbiani al pascolo sulla spiaggia appena abbandonata dall'acqua dove il sole
nascente crea riflessi dorati ed argentati. La giornata è nuovamente splendida e
come sempre la temperatura piuttosto bassa. A malincuore lasciamo il luogo che
ci ha così comodamente ospitati e che ci ha permesso di rigenerarci per
raggiungere LUARCA. La strada è bella e con il nostro fido Tom-Tom che ci
consente di sfruttare tratti autostradali privi di pedaggio, ben presto
giungiamo a destinazione e scegliamo di percorrere la strada per il faro notata
subito a inizio paese. La scelta è stata azzeccata perché da quella posizione
abbiamo avuto modo di avere una bella e completa panoramica sul paese, sul
porticciolo, sulla spiaggia e la costa. Con la sosta a LUARCA terminiamo la
visita alla costa Asturiana. Da RIBADEO, nostra prossima meta, ha inizio la
costa della GALIZIA.
Strada facendo il tempo si è leggermente guastato. Giunti a Ribadeo, città sul
mare come sempre con bella spiaggia ma senza altre grosse attrattive, ci siamo
fermati per sosta pane e ci siamo fatti tentare dall'acquisto delle tanto
decantate "Impanades", torte salate ripiene con ingredienti diversi; si
possono trovare con tonno, carne e verdure, altri tipi di pesce (Bonito). Così
facendo ci siamo garantiti il pranzo odierno.
Da Ribadeo verso VIVEIRO abbiamo notato ed imboccato, facendo una deviazione al
nostro percorso, la "Caretera de las Praias", una bella strada lungo mare
ricca di spiagge stupende. La strada termina in bellezza con la spettacolare "PRAIA
des CATEDRALES" da non perdere e da vedere assolutamente con la bassa marea.
Non ci sono parole tali da descrivere lo spettacolo che offre questa spiaggia.
Dalla passerella sovrastante abbiamo notato la scaletta che permette l‟accesso
alla spiaggia dove già molte altre persone passeggiavano in qua e là. Siamo
scesi e lo spettacolo è triplicato: ci siamo praticamente ritrovati a camminare
sul fondale marino tra enormi scogli, grotte, archi nella roccia, dove poco
tempo prima ed in fase di alta marea le onde si infrangono e l'acqua si riprende
il suo territorio. Dentro le belle e profonde grotte si possono vedere i mucchi
di detriti accumulati dal mare durante le piene. Esperienza unica ed
indimenticabile!!! A malincuore abbiamo lasciato questo luogo incantevole, anche
perché i segni dell'arrivo dell'alta marea erano più che evidenti. Lungo il
tragitto verso ORTIGUIERIA sosta per il pranzo in un‟area pic-nic all'interno di
un bosco di eucalipti. Naturalmente il nostro pasto è stato a base di "Impanada"
che è buonissima!!
La nostra successiva sosta è avvenuta alla PUNTA de ESTACA DE
BARES che è il punto più a nord della Galizia.
Dopo una breve passeggiata al faro e lungo i sentieri della punta, siamo
ripartiti per raggiungere CABO ORTEGAL che per sentito dire è un luogo ove la
nebbia è sempre di casa tanto da impedirne la visuale sulla costa. Proprio per
questo motivo abbiamo scrutato spesso e volentieri il cielo sperando di avere
più fortuna di altri. E così è stato anche se un po' di foschia aleggiava tutt'intorno.
Ciò però non ha assolutamente guastato il panorama o impedito la vista della
punta; anzi l'atmosfera puramente nordica, il vento freddo con forti raffiche
hanno contribuito a rendere l'ambiente particolarmente suggestivo e quasi
irreale. Il fatto poi di poter parcheggiare il camper proprio sotto il bel faro
che è situato in uno spiazzo creato in punta allo strapiombo, non
è cosa da poco. Quindi altra esperienza indimenticabile!! Se non abbiamo trovato
la tanto temuta nebbia a Cabo Ortegal, siamo riusciti a prenderne in dosi
massicce seguendo la strada che da CARINO porta a CEDEIRA, passando da SAN
ANDRES. Per fortuna la strada è bella ma la scarsissima visibilità ha reso il
tragitto piuttosto difficoltoso. Viaggiando a passo d'uomo siamo giunti alla
sommità di un colle dove molte pale eoliche sembrano enormi fantasmi che
appaiono e scompaiono nella nebbia. Enormi banchi di nebbia che spinti dal forte
vento si muovono a velocità incredibile, creano sprazzi di sporadica visibilità
tanto da permetterci di osservare la zona circostante brulla e simile ad una
brughiera. Che spettacolo impressionante!!! Per fortuna nel corso della discesa
la nebbia come per miracolo è sparita per lasciare il posto ad un cielo
incredibilmente azzurro. Rasserenati e più tranquilli abbiamo potuto poi goderci
scendendo il bel panorama sulla costa finché alcuni cavalli selvaggi hanno
pensato bene di fermare il nostro cammino perché se ne stanno comodamente fermi
in mezzo alla strada. Altri gruppi di cavalli invece pascolano tranquillamente
nei prati circostanti.
Questa giornata così piena di sorprese ed emozioni si è conclusa in bellezza con
il nostro arrivo a A CORUNA, bellissima città di mare e capitale storica della
regione Galizia.
Percorrendo il bellissimo lungomare ci siamo poi fermati nell'ampio parcheggio
gratuito sotto la "Torre di Hercules", bellissimo
faro alto 104 mt. che pare risalga all'epoca romana e che sia il più antico
ancora funzionante. La zona è molto bella anche perché al di sotto del maestoso
faro, posto sulla punta più settentrionale della penisola, c'è un bel parco con
comodi sentieri che permettono di poter raggiungere l'estremità che si affaccia
sull'oceano e di poter visualizzare da vicino e calpestare l'enorme Rosa dei
Venti creata nel prato tra il faro e la fine della scogliera. Il bellissimo
tramonto sul faro e dintorni è stato poi l'apice di una giornata eccezionale. E
Charlie? Naturalmente ha scorrazzato tutto il giorno lasciando segni del suo
passaggio ovunque con grande sua gioia e soddisfazione. Dopo cena e bagnetto è
crollato!!
Km. percorsi oggi: 324
Km. progressivi: 2.572
Martedì 11 Settembre 2007
(A Coruna - Muros)
Solitamente quando si dorme in un parcheggio cittadino il sonno è sempre un
pochino disturbato, ma questa volta così non è stato e la notte è trascorsa in
assoluta tranquillità. La zona è molo tranquilla ed il parcheggio molto ampio è
di fronte ad un grosso centro sportivo e di fianco al carcere.
Alle 9 con l'autobus 3A (il biglietto si acquista a bordo) abbiamo raggiunto il
centro della città. A piedi ci siamo recati in Plaza Maria Pita, eroina della
città, dove c'è il bellissimo palazzo comunale. Dalla piazza, molto bella, ci
siamo diretti nel Casco Viejo (Città vecchia) che a nostro avviso non è
particolarmente interessante, per poi raggiungere il lungomare famoso per i suoi
bei palazzi dalle caratteristiche verande. Con l'autobus n° 5 abbiamo fatto
ritorno al camper ed ammirato ancora una volta lo splendido faro e la zona
circostante.
E' doveroso specificare che non ci siamo trattenuti maggiormente in questa ed in
altre città, anche se molto grandi, sia perché la nostra meta principale è il
Portogallo, sia perché la guida turistica ha segnalato come più importanti i
luoghi da noi visitati. Naturalmente lasciando perdere i vari musei e le
numerose chiese.
Ripartiti con destinazione CABO VILAN, dove siamo giunti per
l'ora di pranzo o poco più. Con nostra grande sorpresa ci siamo potuti fermare
nel cortile dell'edificio del faro che a nostro avviso è uno dei più belli in
assoluto da noi visti finora.
Già nel tragitto che da CAMARINAS porta a Cabo Vilan ci siamo resi conto della
particolarità del luogo. Questo tratto di costa appartiene alla RIAS DA COSTA DA
MORTE, cioè il punto in cui è avvenuto nei secoli il maggior numero di naufragi.
La costa è in effetti molto selvaggia e solitamente battuta da forti venti.
Proprio per sfruttare la presenza costante del vento, in prossimità del capo è
stata creata una grossa centrale eolica. In prossimità del faro lo spettacolo
non ha eguali: la sua maestosità stampata nel cielo azzurro, l'attiguo
straordinario contesto fornito dalla scogliera frustata dalla collera
dell'oceano e la schiuma bianca delle onde in contrasto con il blu intenso
dell'acqua, le forti raffiche del vento che tutto inesorabilmente percuotono, il
silenzio rotto dal suo sibilo ininterrotto e costante, tutti fattori che ci
hanno suscitato un entusiasmo incontenibile. Queste fanno parte di quelle
situazioni estreme che provocano estreme emozioni! Naturalmente, vista la
possibilità di poterlo fare, abbiamo pranzato nel cortiletto dell'edificio del
faro e dopo pranzo siamo tornati a Camarinas, grazioso centro balneare e di
villeggiatura, per prendere la strada per CABO FISTERRA, il punto più
occidentale di Spagna. Il percorso per raggiungere il nuovo capo è molto bello,
pieno di Rias espiagge bianche ed immense con un mare veramente
incantevole. Una delle più belle spiagge di questo tratto è quella di
LANGOSTEIRA. Per dovere di informazione è utile specificare che la lunga costa
galiziana è segnata quasi ininterrottamente da Rias, ampie insenature che molto
spesso hanno l'aspetto di fiumi, veri e propri fiordi di acqua salata che creano
un paesaggio altamente spettacolare. Tra una e l'altra, spiagge intervallate da
scogli, porticcioli, stazioni balneari. I 1.600 km del litorale, dal confine con
le Asturie a quello con il Portogallo, si dividono in tre imponenti zone:
Rias Altas, Rias da Costa da Morte, Rias Baixas. La Rias Altas si
estende da capo Ribadeo a A Coruna; la Rias da Costa da Morte è la parte
di costa attorno a Capo Fisterra; La Rias Baixas occupa la costa che
offre scenari incantevoli da Muros a A Guarda.
Inoltre in Galizia è possibile ammirare un numero veramente alto di Hòrreos,
piccoli, medi e grandi, che sono delle costruzioni in pietra o pietra e legno,
posizionati su piedestalli a forma di fungo, utilizzati fin dall'antichità ai
giorni nostri come granai o magazzini.
Giunti al Faro e Cabo Fisterre, dove non ci sono assolutamente problemi di
parcheggio, abbiamo fatto la solita escursione nei dintorni. Anche qui il
panorama non delude assolutamente e si ha veramente la possibilità di constatare
l'immensità dell'oceano, però dopo aver visto Cabo Vilan, questo tratto di costa
è meno selvaggio e quindi meno suggestivo. Naturalmente questo è il nostro
modesto parere e giudizio!
Abbiamo quindi ripreso il viaggio verso MUROS ed avvicinarci così sempre di più
al confine con il Portogallo. La strada è molto bella, larga e comoda dalla
quale è possibile ammirare la costa meno aspra anche se ancora selvaggia, ma
veramente bella. Giunti a Muros ciò che ci ha subito colpito è la grandezza
della Rias che crea un golfo molto ampio. Abbiamo fortunatamente trovato
parcheggio sul molo del porticciolo di fronte al lungomare contornato da case
con le belle verande già viste a A Coruna, anche se di dimensioni inferiori.
Durante una passeggiata prima di cena abbiamo notato la presenza di numerose Pulperie, locali dove è possibile gustare pesce ed
il famoso Pulpo a la Gallega. Naturalmente abbiamo
approfittato della bella occasione ed alle 20,30 eravamo comodamente seduti in
uno di questi locali. La cena è stata deliziosa e tutta a base di pesce: Pulpo,
baccalà e sardine con birra, acqua, vino e caffè alla cifra di €. 28,80 per due
persone. Soddisfatti e sazi ci siamo concessi un'ulteriore passeggiata nella
parte vecchia della cittadina ormai illuminata e molto suggestiva, per smaltire
un pochino la lauta cena e permettere a Charlie di battezzare alcuni alberi e
lasciare così anche qui traccia del suo passaggio. Il vento è molto forte e
speriamo che ci permetta di passare tranquillamente la notte. Comunque nel caso
in cui non fossimo tranquilli abbiamo già individuato altri possibili punti di
sosta e cioè nella piazzetta antistante la chiesa o nel parcheggio sopra la
chiesa. Ambedue sono situati più in alto rispetto al mare ma riparati dal vento.
Km. percorsi oggi: 217
Km. progressivi: 2.789
Mercoledì 12 Settembre 2007
(Muros – Viana Do Castelo)
Ci siamo addormentati e svegliati con il rumore del vento ma per fortuna le
raffiche non sono state tali da disturbarci il sonno.
Alle 8 con 18° esterni e 24° interni, ci siamo alzati constatando fin da ieri
che la temperatura è cambiata ed il caldo inizia a farsi sentire. Stiamo
procedendo verso sud e l'influenza della costa atlantica non è così determinante
come nei giorni scorsi tanto che anche la vegetazione è di tipo mediterraneo.
Siamo partiti da Muros verso il Portogallo. Sappiamo già che oggi è una giornata
di trasferimento per cui non ci concederemo grandi soste.
La prima sosta quindi è stata a CARRIL dove ci siamo fermati per sgranchirci le
gambe e per ammirare molte persone che rastrellavano alacremente il fondo della
Ria in bassa marea alla ricerca di molluschi. Avendo inoltre notato una fontana
nei giardinetti vicino al porticciolo ne abbiamo usufruito per il carico
d'acqua.
La successiva sosta è stata a CAMBADOS dove al suo ingresso si incontra la
cinque-seicentesca Praza de Fefinans, che riesce a mantenersi deliziosa benché
sia attraversata dalla strada provinciale. Il luogo è veramente suggestivo e di
una bellezza antica. In uno dei tanti negozi presenti nelle vie adiacenti la
piazza abbiamo acquistato alcune bottiglie di vino galiziano, visto che questa
zona è famosa per i suoi vigneti. Sosta per il pranzo nel parcheggio con servizi
della bellissima Praia de AREAS fuori dal centro abitato di SANXENXO.
Verso le 16 (le 15 locali) abbiamo raggiunto CAMINHA nostra prima sosta
portoghese. La cittadina ha un bel centro storico ed è racchiusa da bellissime
mura dai cui camminamenti è possibile osservare l'estuario del fiume Minho.
Giunti quindi a VIANA DO CASTELO, abbiamo seguito le indicazioni per il
Santuario di Santa Luzia in posizione molto elevata rispetto alla città,
raggiungibile anche con la funicolare. Da questa posizione si ha una panoramica
eccezionale su tutta la città, piuttosto grande. La basilica è molto bella e
merita sicuramente una visita anche solo per ammirare il bel panorama.
Considerato che i tanti parcheggi intorno e sotto la Basilica sono quasi tutti
liberi, decidiamo di fermarci per la cena ed il pernottamento. La stanchezza ci
impedisce di scendere in città per cercare altra sistemazione, con il rischio di
non trovare nulla di soddisfacente e poi nel rispetto della verità dobbiamo
ammettere che le grosse città non ci attirano particolarmente quando si tratta
di sostare per la notte. Anche qui è possibile trovare acqua dietro la basilica
in una nicchia del piccolo e curato giardino. Lo spettacolo del tramonto e poi
della città illuminata sono le ultime belle attrazioni di questa intensa
giornata. Unico inconveniente saranno le campane che speriamo non disturbino
troppo il nostro riposo.
Km. percorsi oggi: 249
Km. progressivi: 3.038
Giovedì 13 Settembre 2007
(Viana Do Castelo - Porto)
Le campane non hanno affatto disturbato, anzi sono state una dolce compagnia in
quel silenzio ed in quell'atmosfera irreale creata dalla Basilica illuminata
sullo sfondo nero delle tenebre. Sfacciatamente abbiamo posteggiato il nostro
mezzo proprio davanti alla scalinata centrale che sale alla Basilica. Non
sappiamo se in altri periodi ciò sarebbe possibile ma pensiamo che questo è un
luogo molto frequentato di giorno e quindi con meno possibilità di parcheggio.
Di sera il luogo è comunque frequentato ma solo per ammirare il panorama sulla
città che è veramente notevole e per godere un po' di refrigerio.
Alle 8 come al solito ci siamo alzati ma con nostra grande sorpresa aprendo gli
scuri abbiamo scoperto che era ancora buio. Dopo il primo momento di sconcerto
ed aver guardato più volte i nostri orologi ci siamo ricordati che il Portogallo
è indietro di 1 ora rispetto all'Italia, quindi come ora solare erano le 6, con
l'ora legale per il Portogallo le 7 e per noi italiani le 8.
La voglia di tornare a letto è stata istintiva ma poi abbiamo pensato che era
meglio fare come nostro solito e continuare a rispettare la nostra ora.
Così alle 9,00 siamo partiti, dopo aver fatto scorta di acqua, alla volta di
BRAGA per visitare uno dei luoghi più suggestivi di questa città: il
Santuario di Bom Jesus do Monte che si trova a 4 Km dal centro e situato su
un colle a 400 mt. di quota s.l.m.
E' possibile raggiungere il Santuario in camper anche perché la strada è bella
ed è possibile parcheggiare a pochi metri dal Santuario oppure a piedi tramite
un'ampia scalinata immersa nel verde a fianco della quale, parallelamente sale
anche una funicolare.
Il luogo è veramente molto bello ma lo spettacolo maggiore si
ha guardando la chiesa dalla base della scenografica scalinata a rampe
incrociate. Dal grande piazzale di fronte alla chiesa invece si ha una bella
veduta su Braga. Il luogo merita veramente una visita!!! Terminata l'escursione
ci siamo rimessi in marcia verso PORTO. Giunti nei pressi della città abbiamo
iniziato a cercare parcheggio, cosa che è risultata subito piuttosto
difficoltosa. Alla fine piuttosto esausti ed affamati ci siamo decisi a fermarci
sulla riva sinistra del lungo fiume, in un luogo tranquillo ma molto lontano e
scomodo dalla città. Dopo pranzo sono nuovamente iniziate le ricerche. Avendo
avuto indicazioni del campeggio "Prelada", siamo andati a cercarlo. Giunti nella
zona del camping, non riuscendo ad individuarlo, abbiamo chiesto informazioni ai
poliziotti fermi sulla strada e così abbiamo scoperto che il campeggio era
chiuso e che Porto non è attrezzata per la sosta dei camper. E' iniziata così
nuovamente la ricerca e quando oramai disperati e piuttosto nervosi eravamo
decisi ad andarcene, improvvisamente ci siamo trovati di fronte un grande
piazzale sterrato adibito a parcheggio in Rua Do Conselheiro Veloso da Cruz nel
paese situato proprio sull'opposta riva del fiume e cioè a VILA NOVA DE GAIA
famoso per le sue cantine di produzione del celebre vino Porto. A poca
distanza dal parcheggio c'è la fermata dell'autobus 409 oppure del 15 che
ambedue portano nel centro storico di Porto. Usufruendo così dell'autobus i cui
biglietti si acquistano a bordo dall'autista, siamo scesi nei pressi del Ponte
Luis I° per percorrere a piedi questa grande opera di architettura in ferro ad
unica arcata e a due livelli dotati ciascuno di una strada a due corsie e di due
marciapiedi, che permette di attraversare il fiume Douro e mettere in
comunicazione i quartieri alti e bassi della città con quelli di Vila Nova de
Gaia, sobborgo sede delle cantine vinicole. La sua costruzione risale al 1886,
progettato su modello della Tour Eiffel, da un assistente di G. Eiffel; dal
passaggio pedonale superiore si possono godere belle vedute sulla città.
Inoltre, da questa posizione è possibile scorgere l'altra grande arcata
metallica che attraversa il fiume, il Ponte de Dona Maria Pia, alto 61 metri e
costruito nel 1877 da Gustave Eiffel. Ambedue le strutture ricordano molto la
famosa torre parigina.
Il nostro primo impatto con la città ci ha immediatamente
colpito per il gran caos, il rumore ma soprattutto per lo stato di degrado
veramente notevole ed incredibile.
Per avere una panoramica completa della città e poter vedere così i luoghi di
maggiore interesse, si è deciso di effettuare un giro turistico su uno dei tanti
bus scoperti al costo di €.10 cad. per 24 ore, con possibilità di scendere e
risalire ogni qual volta si ritiene opportuna una visita più approfondita.
Charlie ha potuto partecipare e non ha pagato!
Il tour è durato quasi due ore ed è stato molto interessante sia perché abbiamo
avuto la possibilità di udire in cuffia le spiegazioni dei vari luoghi in
italiano e per aver avuto modo di conoscere i punti più caratteristici, i
monumenti principali ed i diversi distretti della città con i palazzi dai
balconi in ferro battuto ed i vecchi azulejos, dimore che meriterebbero di
essere restaurate ma che a quanto pare vengono cedute in uso al popolino. Su un
volantino di informazione turistica abbiamo letto che Porto è un grande
quartiere che vive e non una vetrina per soli turisti e l'inflazione
immobiliare, al contrario dei centri di altre grandi città europee, non ha
ancora cacciato il popolino. Questa è una cosa che abbiamo appurato e devo dire
condiviso anche se il risultato obiettivo non è dei più idilliaci ma il valore
umano è immenso!
Tornati sulla piazza centrale Praca da Libertade, siamo poi andati a vedere
l'antica Stazione Ferroviaria di Sao Bento che presenta delle decorazioni
interne con dipinti ed affreschi degni di un museo; al suo interno troviamo
infatti le tipiche piastrelle in ceramica colorate conosciute con il nome di
Azulejos.
Abbiamo poi raggiunto il Distretto di Ribeira, forse il più tipico quartiere di
Porto. Situato lungo la riva del fiume Douro, esso si presenta con le tipiche
stradine e viottoli in acciottolato ed in ripida discesa verso il fiume. Qui è
possibile conoscere la vita quotidiana degli abitanti più umili della città che
si guadagnano la giornata tra le belle ma decadenti facciate degli edifici a
volte decorate con Azulejos. Nel quartiere, che è stato dichiarato dall'Unesco
patrimonio dell'Umanità, sul lungo fiume oltre alla presenza di molti
tascos
(bar) rumorosi e animati, ristorantini e negozietti vari,
i minuscoli mercati improvvisati all'angolo di una strada, i balconi fioriti con
i panni stesi al vento e le botteghe dei barbeiros
e cabeleireiros
(barbieri e parrucchieri) è possibile ammirare le
caratteristiche imbarcazioni chiamate Barcos Rabelos, che venivano usate tanto
tempo fa per il trasporto del vino Porto dalle cantine ai magazzini sull'altra
sponda del fiume. Non è da tutti i giorni assistere a certi spettacoli e non
avrei proprio immaginato che una situazione tale di degrado potesse suscitare
tanto interesse fino a diventare caratteristica, entusiasmante ed accattivante!
Riattraversato il ponte, questa volta nella parte bassa perché più breve, ci
siamo poi recati a visitare una delle tante cantine che si trovano sul bel lungo
fiume. Dopo aver assaggiato ed acquistato qualche bottiglia di questo fantastico
vino, stanchi ed affamati per l'intensa ed interessantissima giornata, siamo
rientrati nella nostra piccola casa viaggiante dove dopo una bella doccia
ristoratrice ci siamo rifocillati e rilassati. Passeremo qui la notte anche
perché il luogo pare tranquillo. Charlie, stremato dalla stanchezza è crollato
subito dopo il bagnetto e si è fatto rapire senza protestare dal buon Morfeo.
Km. percorsi oggi: 160
Km. progressivi: 3.198
Venerdì 14 Settembre 2007
(Porto - Coimbra)
A parte le molte coppiette che si sono appartate in macchina nel piazzale senza
però creare alcun disturbo, la notte è trascorsa senza problemi ed in tutta
tranquillità. E' stata veramente una gran fortuna trovare casualmente questo
parcheggio, tenuto conto del grandissimo enorme caos che vige in Porto.
Sicuramente Vilanova de Gaia è molto più tranquilla e consigliabile per un'eventuale
sosta. Le due città sono solo divise dal Douro e sono collegate egregiamente dai
bei ponti. Alle 9 abbiamo lasciato il nostro punto di sosta programmando Tom Tom
su AVEIRO.
Durante il percorso di uscita dalla città abbiamo notato che lungo le strade
della parte alta di Vilanova de Gaia c'è molta possibilità di parcheggio.
Per alcuni chilometri una fitta nebbia ha accompagnato il nostro cammino ed è
proprio con la nebbia che abbiamo avuto un'ultima visione suggestiva sul Douro e
sulla città che in parte coperta dalla foschia sembrava sospesa su una grande
nuvola. Naturalmente lo scostamento di orario ha ancora una volta influito
donando uno scenario malinconico immerso nel generale torpore.
Raggiunta AVEIRO, deliziosa e pittoresca cittadina attraversata da alcuni
canali, che sorge sulle coste di una grande laguna dove è possibile ammirare le
saline riconoscibili dai grandi mucchi bianchi di sale che spuntano qua e là ai
bordi delle vasche. Fortunatamente non ci sono stati problemi di parcheggio e ci
siamo comodamente sistemati lungo la banchina di uno dei canali appena dietro al
centro storico, seguendo le indicazioni del Parcheggio Ponte de S. Joao. All'inizio
del parcheggio, subito dopo il ponte a destra c'è una fontanella con acqua che
naturalmente abbiamo utilizzato per il carico. Il tempo si sta rasserenando ed
il sole sta già facendo sentire i suoi primi tepori. Dopo aver visitato il
caratteristico centro storico reso ancora maggiormente piacevole dalla bella
musica del Fado che proviene da un negozio di dischi, ed aver effettuato alcuni
acquisti ci siamo recati ancora a Praca do Peixe con al centro il mercato
coperto del pesce. Rientrati per il pranzo ci siamo trovati in compagnia di
altri camper che nel frattempo si erano aggregati. Partiti con direzione PRAIA
DE MIRA, all'altezza di BARRA, ci siamo imbattuti nel bel faro di Aveiro che
domina su una bellissima e vasta spiaggia di sabbia bianca dietro una lunga duna.
Scegliamo quindi di seguire le indicazioni stradali per percorrere la via
delle spiagge. La scelta è stata azzeccata perché strada facendo, prima di
giungere a MIRA, abbiamo attraversato un singolare e grazioso lungomare con
casette in legno dalle pareti esterne a righe verticali bianche e blu, oppure
bianche e rosse, verdi, gialle ecc. Il contesto è veramente stupefacente ed
allegro.
Giunti a PRAIA DE MIRA siamo stati immediatamente colpiti dal nome di un
canale posto all'ingresso del centro abitato:
Vala das
Lavadeiras
e cioè
Canale delle Lavandaie. La cosa che però ci ha stupito maggiormente è che le
lavandaie, lungo la sponda ci sono davvero e dopo aver insaponato il bucato lo
sciacquano nell'acqua del canale! Incredibile!
Anche l'abbigliamento singolare delle donne anziane del luogo ci
ha particolarmente attratti: classico grembiulino sui vestiti indossato in modo
ostentato quasi come abbellimento, calzini corti scuri e cappellino in testa.
Questa è una località di mare e di soggiorno; le vie vicino alla spiaggia sono
piene di chioschi e punti vendita di tutto un po'. Certamente il caos e la
confusione non mancano ma è una delle tante caratteristiche comuni viste finora
creando nel contempo un certo tipo di folclore. Giunti al limite della bella ed
enorme spiaggia, ci siamo imbattuti in un personaggio caratteristico del luogo:
una vecchietta tutta in nero, foulard e cappellino compresi. Ci avviciniamo e
chiediamo il permesso a scattare una foto con il risultato che si è messa in
posa ed ha gradito molto la proposta oltre al fatto di aver poi scambiato con
noi alcune battute scherzose. La nonnina ha 92 anni ma lo spirito scatenato di
una ventenne!!!
Ripartiti rallegrati dal bellissimo incontro e con un bel
cielo sereno e sole caldo, ci siamo diretti verso FIGUEIRA DE FOZ per recarci a
CABO MONDEGO. Giunti sul luogo, abbiamo imboccato una strada molto in salita che
ci ha condotti sulla sommità di una falesia. La strada ad un certo punto non è
più asfaltata così decidiamo di fermare il camper su una comoda piazzola e
proseguire a piedi. Dopo la prima curva il panorama che si presenta ai nostri
occhi è fantastico: scogliera altissima e scura, spiaggia dorata, l'immensità
dell'oceano di un blu intenso macchiato dalla schiuma bianca delle onde.
Percorrendo ancora un tratto di strada si ha la possibilità di vedere anche il
faro posto sulla sommità di un'altra falesia.
Molto soddisfatti siamo ripartiti per raggiungere COIMBRA celebre città
universitaria e d'arte sulla riva destra del Mondego. La città è divisa in due
parti: alta dove si trovano i principali edifici storici e bassa sede
commerciale e di servizi. Trattandosi di una grande città sono ovviamente
iniziate le problematiche legate alla sosta. Dopo molto girare finalmente
troviamo posto in un ampio parcheggio proprio a fianco del Presidio della
protezione Civile di Coimbra, in Rua Pedro Nunes. La zona sembra tranquilla ma
piuttosto lontana dalla parte storica cittadina. Charlie oggi ha riscosso un
successone: a quanto pare in Portogallo i cani come lui sono rari e così è stato
osservato, coccolato e vezzeggiato da tutti coloro che abbiamo incontrato. In
Spagna invece i cani della sua razza sono numerosi e popolari. Così ebro di
complimenti e tronfio per il suo attimo di gloria si è abbandonato ad un sonno
profondo.
Km. percorsi oggi: 283
Km. progressivi: 3.481
Sabato 15 Settembre 2007
(Coimbra - Peniche)
Passare la notte in un parcheggio cittadino non è proprio come dormire su
una tranquilla spiaggia o sotto un faro, comunque è andata piuttosto bene. Alle
8 sveglia (ore 7 locali, ore 6 solari) con 16° esterni e 24° interni. La
giornata è serena e ci aspettiamo sin d'ora un bel caldo. Lasciamo il parcheggio
quando il traffico cittadino non è ancora iniziato così possiamo raggiungere
facilmente la cittadella universitaria di Coimbra, trovando facilmente
parcheggio per il fatto che oggi è sabato e le facoltà non sono interamente
frequentate. Questa è un'informazione che molto gentilmente ci ha fornito uno
dei ragazzi del servizio di Protezione Civile. La sede universitaria di Coimbra
è una delle più importanti e famose di tutto il Portogallo e non solo. In
effetti il rione universitario è imponente e caratteristico con i suoi grandi
edifici nei quali hanno sede le varie facoltà. Molto interessante e particolare
è il patio del nucleo antico dell'Ateneo. Uscendo dal polo universitario abbiamo
incontrato le belle arcate dell'Acquedotto Romano lungo 1 Km, e dopo aver visto
la vecchia Sé (Cattedrale) e la Nuova Sé, siamo tornati al camper. Costeggiando
il giardino botanico ed attraversando il bel Ponte di Santa Clara, abbiamo poi
deviato in direzione BATALHA sede di un antico monastero. La strada che da
Coimbra conduce a Batalha, un'ottantina di chilometri, non offre nulla di
particolarmente interessante con il suo paesaggio anonimo e spoglio, però è
buona e facilmente percorribile. Giunti a destinazione quando il sole è ormai
alto in cielo ed il suo calore piuttosto opprimente, ci siamo trovati davanti
l'imponenza del bel Monastero già visibile dalla strada. Nel cercare parcheggio,
con nostra grande enorme sorpresa notiamo immediatamente le indicazioni di
un'area camper attrezzata che si raggiunge senza difficoltà e situata proprio
alle spalle della grande chiesa. Da quando siamo entrati in Spagna e poi in
Portogallo questa è la prima volta che incontriamo un'area dedicata ai poveri
camperisti!! Meglio tardi che mai!!! L'area è ampia, in sterrato, con carico e
scarico e per ora gratuita anche perché abbiamo l‟impressione che sia nuova di
pacca. L'unico handicap è che si trova in pieno sole e qui il signor calore non
scherza: ma per fortuna c'è!!!! Sistemato quindi il camper, sotto un sole
cocente, ci siamo diretti alla grande Basilica. L'ingresso è imponente e situato
su una piazzetta contornata come sempre da diversi punti vendita di souvenir e
luoghi di ristoro. Ci ha stupiti un pochino il fatto che fra le varie classiche
botteghe di ricordini e artigianato locale siano presenti due botteghe di
alimentari con tanto di frutta e verdura esposta fuori. Non è nulla di
trascendentale però è piuttosto inusuale. Terminata la visita, risultata assai
soddisfacente e sorprendente per la sua manifattura sorprendentemente certosina
piena di intarsi simili a merletti in pizzo, siamo tornati al camper per il
pranzo. Il termometro ci informa che all'esterno ci sono 35° e siamo a metà
Settembre!!! Dopo pranzo abbiamo poi raggiunto ALCOBACA, a 20 Km da Batalha,
sede di un altro capolavoro e di uno dei monumenti più famosi e grandi del
Portogallo.
Con la Basilica di Batalha, anche il Monastero di Alcobaça è
stato nominato dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità. A differenza del
sito religioso precedente su cui spiccavano gli stili gotico e manuelino, questo
monastero è molto più grande e costruito con uno stile molto più lineare ed
austero ma di una bellezza sorprendente.
Anche qui ai lati della piazza locali e negozi vari.
Tornati al camper comodamente sistemato nel grande parcheggio, molto in
pendenza, fuori dalla città e dopo esserci rinfrescati perché il caldo continua
a perseguitarci, siamo ripartiti questa volta con aria condizionata accesa, per
raggiungere PENICHE e tornare così nuovamente sulla costa Atlantica. Durante il
percorso siamo passati per NAZARE', famosa stazione balneare e per la bellissima
BAIA di SAO MARTINHO do PORTO. Da qui proseguimento per OBIDOS, graziosa
cittadina racchiusa completamente dentro le mura che si presentano integre ed in
ottimo stato di conservazione. La veduta panoramica sulla cittadina è veramente
pittoresca per le sue casette bianche che contrastano con il colore ocra delle
mura. Nel tragitto prima di raggiungere OBIDOS, sbagliando strada ci ritroviamo
il percorso impedito da un passaggio a livello chiuso. Dopo qualche minuto di
attesa ci rendiamo conto che c'è qualche cosa di anomalo perché siamo l'unico
mezzo fermo davanti alle sbarre. Il nostro sguardo cade infine su un foglio di
carta incollato ad un palo leggendo il quale scopriamo che il sabato, la
domenica e le feste comandate le sbarre rimangono assolutamente chiuse! Ed oggi
è sabato!!!
Ancora increduli e piuttosto sconcertati ma anche divertiti, con un po' di
manovre riusciamo a tornare indietro ed imboccare un'altra strada che ci ha poi
condotti ad OBIDOS. Il Portogallo è veramente sorprendente e queste cose sono
inimmaginabili!!!
Finalmente con una temperatura meno torrida giungiamo a PENICHE, bella località
balneare e porto di pesca, situata su un promontorio roccioso affacciato
sull'Oceano, con il centro storico isolato su una penisola rocciosa dentro le
mura, e da qui proseguendo per altri 3 Km. fra grandissimi scogli ed insenature
si raggiunge CABO CARVOEIRO con il suo bel faro.
Sistemato il camper sul piazzale dietro il faro siamo andati alla scoperta del
Capo. Il contesto è formato da un insieme quasi caotico di rocce frastagliate e
da scogli altissimi dove le onde si infrangono come potenti rulli. Inutile dire
che anche qui la natura ha messo tutto il suo impegno e l'aspetto altamente
selvaggio del luogo lo rende oltremodo incantevole ed incredibilmente lunare. Il
terreno sopra la falesia è ricoperto di erica e di piante grasse che hanno
invaso tutta l'area dove il vento ha depositato sabbia e terra. Il tempo è
clemente, non c'è vento e così decidiamo di fermarci qui per la notte. Per
essere più tranquilli chiediamo informazioni in merito ai poliziotti in
pattuglia appena giunti i quali ci forniscono indicazioni di sicurezza, tenuto
anche conto che nell'edificio sotto il faro c'è un presidio della Marina
Militare. Così decidiamo di non spostarci più: è un po' una nostra passione
riuscire a dormire sotto i fari. Ceniamo godendo dello spettacolare tramonto sul
mare che possiamo ammirare dalla finestra del camper. Dopo cena piccola
passeggiata sulla falesia e poi serata relax.
Km. percorsi oggi: 212
Km. progressivi: 3.693
Domenica 16 Settembre 2007
(Peniche/Cabo Carvoeiro – Cabo da Roca)
Le informazioni della polizia sono risultate esatte e così la notte è trascorsa
tranquilla in compagnia di alcuni pescatori. A quanto pare la zona è molto
pescosa e la pesca viene effettuata dall'alto della scogliera. La temperatura è
di 18° esterni e 24° interni. Purtroppo non ci è possibile vedere il sorgere del
sole perché una leggera foschia aleggia su tutta la scogliera. Nel parcheggio ci
sono i servizi così ne approfittiamo per scaricare il WC. Alle 9,30 partiamo in
direzione ERICEIRA, cittadina costiera. La strada che da Peniche conduce ad
Ericeira, passando per TORRE VEDRAS, corre fra fertili colline ampiamente
coltivate ad ortaggi, frutteti e poi vigneti. La zona non è anonima ma ben
curata, come curate ed ordinate sono le abitazioni e tutta la zona presenta un
certo stato di benessere.
Un particolare tipico del Portogallo è dato dalle indicazioni delle vie nei
centri abitati. Dalle borgate più piccole e meno abbienti alle grandi città i
nomi delle vie sono scritti su Azulejo, come quasi tutte le case, sia vecchie
che nuove, hanno un Azulejo posto su una delle pareti esterne, come oggetto di
abbellimento ed ornamento. I soggetti decorati sono molteplici; si possono
vedere paesaggi, scene di vita, fiori o temi religiosi.
Ancora su Azulejos la scritta di benvenuto all'ingresso di molte cittadine.
A proposito degli Azulejos, lungo la strada è possibile trovarli ed acquistarli
già pronti su pannello, nei punti vendita di arredi da giardino e vasi, oppure
ci sono le indicazioni per trovarli da qualche artigiano che li dipinge a mano.
Poco prima di arrivare nel centro abitato di Ericeira facciamo una sosta su un
punto panoramico ben visibile per i suoi parapetti lavorati e colorati in
giallo. Da un'informazione, naturalmente su azulejos, veniamo a conoscenza che
il luogo è famoso per la pratica del Surf e che addirittura dal 1989 si tengono
i campionati mondiali di tale sport. Affacciandosi dalla balconata si ha modo di
ammirare la bella scogliera sottostante con tanto di piccole baie sabbiose.
Peccato che una fitta nebbia ci impedisce di ammirare al meglio lo scenario
sottostante. Dal punto panoramico parte una bella scalinata in legno che
permette la discesa lungo la scogliera e che porta in prossimità della spiaggia
sottostante. Naturalmente siamo scesi e così riusciamo a vedere, nonostante la
nebbia, molti surfisti all'opera sopra le onde. Non ci aspettavamo di poter
assistere a tale attrazione e così soddisfatti ripartiamo per la nostra meta.
Già alle porte di Ericeira notiamo che è una bella cittadina votata al turismo
ed improntata ad offrire servizi mirati al surfisti. D'altra parte è più che
ovvio che nel luogo ove avvengono i campionati mondiali di surf siano presenti
strutture alberghiere, belle abitazioni e parecchi negozi. Proseguendo il
viaggio, a 4 Km. da MAFRA, ci imbattiamo in un posto veramente singolare: la
riproduzione di un antico villaggio portoghese con tanto di botteghe dei vari
artigiani impersonati da bellissimi manichini e ricche di attrezzi e
suppellettili dell'epoca, la scuola con banchi e cattedra veri, il mulino, la
giostra, il palco per il ballo con la musichetta, il panettiere dove è possibile
acquistare il pane cotto nel forno a legna. Nel piccolo villaggio c'è la
possibilità di mangiare nella riproduzione del ristorante e di usufruire del
bar, antica bottega del vinaio con tanto di palco con l'orchestrina
rappresentata da finti musicanti. Al centro della piazzetta del villaggio c'è la
statua del personaggio del luogo che ha ideato ed ha creato questo deliziosa
riproduzione utile a trasmettere ai posteri gli antichi usi e costumi.
Ci siamo fermati nell'ampio e comodo parcheggio dietro il borgo dove un
posteggiatore con megafono impartisce le istruzioni sul parcheggio e sul fatto
che è gradita un‟offerta libera da versare dentro un apposito barattolo
adiacente l‟ingresso. Attenzione a non lasciare cadere nemmeno un pezzo di carta
a terra perché il tipo si altera e si mette a strillare dentro il megafono e ti
indica il contenitore dei rifiuti; in effetti il parcheggio è super pulito ed
ordinato! Se ti sei comportato bene quando te ne vai ti saluta attraverso il
megafono con un gran sorriso ed un inchino. Eccezionale!!
Dopo pranzo, rilassati e divertiti, siamo ripartiti per
raggiungere MAFRA, località al centro dell'Estremadura, famosa per il suo
convento. Dopo aver raggiunto la grande piazza nel centro cittadino dove si erge
l'imponente e bellissimo edificio del Palacio Nacional che comprende il
Convento, il Palazzo Reale e la bella Basilica con scalinata frontale, posta
proprio al centro fra i due precedenti edifici. All'interno ci sono statue fatte
da artisti italiani con il nostro marmo di Carrara. L'intero e grandioso
complesso si affaccia su una grande piazza contornata come sempre da locali e
molti negozi.
Oggi metà della piazza è occupata da un grande mercato che si estende anche
nella via laterale adiacente l'edificio del palazzo reale. Incredibile ma vero,
proprio davanti alla scalinata della basilica c'è un banco che vende biancheria
intima e costumi con tanti bei perizoma appesi in esposizione. Viva
l'anticonformismo!! Dopo la visita ed un breve giro all'incredibile mercato,
siamo ripartiti per raggiungere CABO DA ROCA. Durante il tragitto abbiamo avuto
modo di ammirare molti antichi mulini a vento tipici di questa zona. Purtroppo a
causa delle scarse indicazioni stradali e della momentanea indisposizione di Tom
Tom a causa di assenza del segnale, abbiamo sbagliato strada e dopo molto vagare
fra le colline abbiamo deciso di puntare su CASCAIS sulla costa, per poter
raggiungere il CABO da sud. Nel nuovo percorso ci siamo ritrovati ad ESTORIL
proprio nel giorno del Gran Premio motociclistico del Portogallo. Nei pressi
dell'autodromo è inverosimile il numero di moto che sono parcheggiate lungo ed
in mezzo alla strada, nei fossi, ovunque si guardi si vedono veicoli a due ruote
di tutti i colori, modelli e marche. Il caos è veramente indescrivibile e dalla
strada si ha modo di sentire il rumore dei motori delle moto in gara. In seguito
abbiamo saputo che il vincitore è stato Valentino Rossi, tanto per cambiare.
Raggiunto CASCAIS, bella località turistica per avventori d'elite, diventata
famosa per aver ospitato in esilio l'ultimo Re d'Italia Umberto II, seguiamo la
strada costiera che ci permette di ammirare la Praia do GUINCHO, lido selvaggio
e stupendo, fino a raggiungere CABO RASO, con il suo bel faro e la sua magnifica
scogliera frastagliata battuta dalle onde. Luogo incantevole che merita una
sosta.
Finalmente dopo qualche chilometro troviamo le indicazioni e
raggiungiamo CABO DA ROCA, estremo punto occidentale dell'Europa, da cui si gode
uno splendido panorama sulla costa selvaggia e dirupata. All'Ufficio del
Turismo, su richiesta e dietro pagamento di 5 o 10 €., rilasciano il certificato
nominativo attestante la visita al sito.
Naturalmente, non essendoci tantissimo vento, decidiamo di stoppare qui la
nostra giornata e di riprendere il viaggio domani mattina. Così dopo aver
sistemato il camper nel parcheggio proprio al di sotto del bel faro risalente al
1700, dove è anche riparato da eventuale arrivo di vento, è iniziata la nostra
escursione sull'imponente scogliera.
Ormai siamo assuefatti a certi spettacoli ma ogni capo da noi visitato è
riuscito a sorprenderci e stupirci ognuno per le loro caratteristiche. Questo
oltre ad entusiasmarci per la grandiosità del luogo ci emoziona particolarmente
perché siamo consapevoli di calpestare uno dei quattro punti estremi della
vecchia Europa. Siamo in punta al capo ed nostri occhi puntano sulle acque blu
dell'Atlantico consci del fatto che oltre a quella immensa distesa d'acqua il
primo lembo di terra appartiene alla Signora America: "Dove la terra finisce
ed il mare comincia e dove palpita lo spirito della Fede e dell’Avventura che ha
spinto le caravelle portoghesi alla ricerca di nuovi mondi per il mondo".
Ancora entusiasti ed un tantino euforici, quando il sole ormai sta salutando la
giornata, torniamo al camper per la cena. La lanterna del faro si è nel
frattempo illuminata e grandi fasci li luce bucano le tenebre e sciolgono la
leggera nebbiolina. Noi godiamo di questo suggestivo ed inusuale spettacolo dal
finestrone posto sul soffitto del camper e ci riteniamo soddisfatti, appagati e
contenti di essere nella nostra piccola ed angusta casa viaggiante piuttosto che
in una bellissima, spaziosa e super accessoriata stanza di albergo. Altri due
camper nel frattempo si sono affiancati e ciò ci rasserena ulteriormente. Come
sempre Charlie ha scorrazzato tutto il giorno, continua a riscuotere simpatie
ovunque si vada ed è anche lui ufficialmente sul certificato di presenza che ci
hanno rilasciato. Domani ci attende Lisbona.
Km. percorsi oggi: 171
Km. progressivi: 3.864
Lunedì 17 Settembre 2007
(Cabo da Roca - Lisbona)
La notte è trascorsa in un silenzio assoluto; nemmeno lo stridio dei gabbiani ha
accompagnato il nostro sonno. In effetti, fin dal nostro arrivo sul capo,
abbiamo notato la completa assenza dei famosi volatili. Alle 8 con 18° esterni e
25° interni è suonata la sveglia e prima di ripartire facciamo ancora una breve
passeggiata sulla falesia e dentro il cortile dell'edificio sottostante il faro,
le cui luci si sono appena spente. Purtroppo il cielo è nuvoloso ed uno degli
addetti al faro ci ha informati sull'arrivo imminente della pioggia. Siamo
quindi ripartiti in direzione SINTRA per ammirare la Praia Grande altro
regno dei surfisti. La spiaggia sabbiosa è veramente enorme e giustifica
ampiamente il nome che le è stato attribuito. La stagione balneare è giunta al
termine ed alcuni addetti stanno smontando le attrezzature dalla spiaggia.
Nonostante tutto però alcuni surfisti stanno cavalcando le onde incuranti del
brutto tempo. Una pioggerellina leggera inizia a scendere quando noi decidiamo
di riprendere il viaggio per raggiungere LISBONA, la capitale del Portogallo,
dove arriviamo poco dopo le 11 ed aver notato che un bel temporale deve essere
appena finito. Ci sistemiamo comodamente nel campeggio MONSANTO, situato sulla
circonvallazione della città e trovato facilmente grazie a Tom-Tom.
Fortunatamente, essendo a metà settembre, non abbiamo fatto la famosa coda
all'Ufficio accoglienza del camping dove in pochi minuti sono state svolte le
pratiche burocratiche. Prima di pranzo, approfitto della comodità per fare un
bel bucato mentre Franco sistema il camper nella piazzola. Il cielo è ancora
imbronciato ed ogni tanto apre i suoi serbatoi. Per fortuna però si è alzato il
vento che ha contribuito a fare in modo che il mio lavoro di lavandaia non
venisse del tutto pregiudicato. Dopo pranzo con l'autobus n° 714, la cui fermata
è poco distante la campeggio (uscendo dal cancello si svolta a dx e si prosegue
per circa 200 mt. seguendo il passaggio pedonale che fiancheggia il camping.
Giunti alla fine della rete di recinzione si vede la pensilina della fermata del
bus dal lato opposto della strada) abbiamo raggiunto il centro di Lisbona, in
Piazza Figueira, capolinea del bus. Il tempo è ancora nuvoloso ma non piove e
qualche squarcio di azzurro sta già facendo capolino. Appena scesi dall'autobus
ci siamo trovati immediatamente in un ambiente molto animato dal traffico di
auto e bus e dalle numerose persone presenti sulla piazza. Ovunque si spazia con
lo sguardo si vede movimento e persone di ogni razza e colore con indumenti
europei e vestiti dei loro paesi di origine. La confusione è veramente tanta.
Decidiamo di dirigerci subito in Avenida da Libertade n° 2,
grande corso alberato fiancheggiato da bei palazzi in uno dei quali ha sede
l‟Hard Rock Cafè, tappa d'obbligo per i souvenir ai nostri ragazzi. Proprio da
questo quartiere "Il Rossio" è iniziato il nostro tour di perlustrazione della
città. La grande piazza D. Pedro IV denominata "Rossio" rappresenta il nodo
principale della città bassa e del traffico animato della capitale, dove è
possibile ammirare la bella facciata del Teatro Nacional, la altrettanto bella
facciata dell'Estaçao do Rossio edificio neomanuelino a tre piani utilizzato
inizialmente come stazione ferroviaria ed ora come terminal di linee suburbane,
le fontane al centro della piazza che fanno da cornice ad una statua di bronzo
posta su un'altissima colonna in pietra, lo storico Caffè Nicola in stile Arts
Decò frequentato da numerosi scrittori ed intellettuali a tra il 1800 ed il
1900.
Il Rossio comprende anche una zona molto popolare frequentata principalmente da
persone di colore. Questo è un quartiere molto modesto ma sicuramente
caratteristico con i suoi vecchi bazar, le vecchie botteghe degli orafi che
acquistano e vendono oro, i lustrascarpe all'opera, le case in uno stato di
degrado indicibile con tanto di bucato steso all'esterno delle finestre, l'odore
di spezie, la merce esposta fuori dai negozi. Proprio in una di questo dedalo di
viuzze chiassose abbiamo individuato un piccolo ed antico locale dove ci è stato
possibile assaggiare la famosa "Ginjina" liquore fatto con le amarene che viene
servito anche con i frutti con tanto di nocciolo. Di solito si usa sputare i
noccioli a terra, ma abbiamo preferito buttarli nell'apposito cestino dei
rifiuti. Dopo averne acquistato una bottiglia da portare a casa, abbiamo
continuato la nostra perlustrazione nel quartiere uscendone poi più stupiti e
sorpresi che mai. Infine dal lato est del Rossio si accede a Praça Figueira con
la sua bella statua equestre. In antichità la piazza fu sede del mercato
quotidiano della città. Da piazza Figueira ci siamo quindi inoltrati nella "Baixa"
quartiere molto animato della città con la centrale Rua Augusta, resa in parte
isola pedonale, con i suoi negozi dalle belle ed eleganti vetrine, gli edifici
occupati dagli Istituti Bancari, le gioiellerie, i tavolini dei bar e dei
ristorantini sistemati in mezzo alla strada protetti da grandi ombrelloni
bianchi, le bancarelle ai lati della strada. L'esatto contrario del quartiere
del Rossio appena visitato e sicuramente meno artificioso. L'animata Rua Augusta
termina in bellezza nella grande Praça do Commercio che si raggiunge
oltrepassando il bellissimo Arco Triunfal do rua Augusta. La monumentale piazza
circondata da bei palazzi d'epoca confina con il Rio Tago, il grande fiume che
bagna la città, dove è ancora presente l'antico imbarcadero che un tempo veniva
utilizzato come atrio nobile per raggiungere la città dall'acqua. Tornando
indietro ripercorrendo Rua Augusta abbiamo notato in fondo all'omonima via, l'elevador
de Santa Justa, notevole ascensore racchiuso dentro una particolare costruzione
in ferro alta 32 mt. che permette di raggiungere uno dei quartieri alti della
città. Durante il tragitto di ritorno abbiamo inoltre notato che le facciate di
quasi tutti gli edifici della via, non sono assolutamente in armonia con il
lusso delle vetrine sottostanti e del bel selciato stradale. Nella maggior parte
dei casi sono scrostate, sporche ed assolutamente bisognose di restauro. E
pensare che questa è la via dello shopping, del passeggio e quindi una delle più
frequentate della città. Rientrati in Praça Figueira siamo tornati ancora nel
Rossio in Praça Pedro IV perché, avendo prima notato un chiosco dei Trasporti
Urbani Lusitani, vogliamo acquistare i biglietti validi per qualche giorno su
tutti i mezzi pubblici, compresi gli elevadores. E' possibile fare l'abbonamento
per due o più giorni, ma noi abbiamo optato per quello valido 2 giorni al prezzo
di €. 7,20 cad. Nel frattempo il sole ha bucato le nuvole ed in poco tempo il
cielo ne è stato completamente sgombro. Un pochino stanchi per l'intensa
giornata, ci siamo poi recati al capolinea dell'autobus 714 per far ritorno al
campeggio che abbiamo raggiunto in circa 45 minuti, visto l'intenso traffico.
Dopo cena, doccia calda abbondante ed assoluto relax. Charlie come sempre ha
riscosso il suo quotidiano successo e per festeggiare questo momento di gloria
in un attimo di euforia ha pensato bene di salire sul telecomando della TV
sballando completamente tutta la programmazione. Vista l'ora tarda e la
stanchezza decidiamo di lasciar perdere e rimandare il tutto a domani. Non è poi
così importante ed un grande danno visto che più che altro accendiamo la TV per
seguire i TG e sapere così cosa succede nel nostro Paese.
Km. percorsi oggi: 47
Km. progressivi: 3.911
Martedì 18 Settembre 2007
(Lisbona)
Alle 8 solita sveglia con cielo
sereno. Il campeggio, nonostante le molte presenze, è silenzioso. In lontananza
si sentono le macchine che corrono sulla circonvallazione, ma non disturbano.
Alle 9,15, zaino in spalla, siamo partiti per la nostra seconda visita alla
città. Con il bus 714 siamo nuovamente giunti al capolinea e da lì ci siamo
recati in Praça M. Moniz per prendere il famoso Electricos n° 28E, che è uno dei
più antichi Tram che percorre le più importanti tappe del centro storico di
Lisbona. Con il n° 28 anche l'Electricos n° 25 fa parte dei tram delle due linee
più antiche della città. Alcune delle loro vetture risalgono al 1930. Facendo
l'abbonamento a trasporti pubblici viene consegnata una busta contenente tutte e
informazioni necessarie per i trasporti compresi anche gli Electricos ed i loro
percorsi. Con il 28, dopo un'attesa estenuante, abbiamo iniziato la nostra
avventura comodamente seduti sulle panche in legno. Ben presto però ci siamo
trovati letteralmente schiacciati e soffocati sui nostri bei sedili per l'enorme
presenza di passeggeri raccolti alle successive fermate. Abbiamo così scoperto
che il 28 non è un tram turistico ma è un mezzo pubblico a tutti gli effetti con
passeggeri locali oltre che ai diversi e numerosi turisti. Non riuscendo a
vedere assolutamente nulla dopo alcune fermate decidiamo di scendere e
proseguire a piedi, seguendo il percorso aiutandoci con la cartina. Abbiamo così
raggiunto il Miradouro (Belvedere) da Senhora do Monte che offre uno dei più
ampi panorami sulla città. Siamo quindi entrati nel quartiere dell‟ALFAMA
formato da un fitto dedalo di strade, vicoli (becos), scale, piccoli giardini e
piazzette attorno ai quali si stringono case addossate una all'altra dove spesso
non penetrano i raggi del sole. Percorrendo le strette stradine in salita,
raggiungiamo il famoso Miradouro Santa Luzia, posto su un terrazzo panoramico il
cui muretto è rivestito di azulejos e con al centro alcune aiuole che formano un
giardino. L'unica cosa bella è lo stupendo panorama che si gode su tutto il
quartiere e sul fiume Tago, perché è veramente indecoroso lo spettacolo offerto
dall'incuria del giardino e dallo stato di degrado di tutto il sito: gli
azulejos erano belli prima di essere rovinati e mezzi staccati. D'altra parte
tutto il quartiere, pur se caratteristico, è veramente in uno stato di degrado
incredibile ed è quasi impossibile trovare una casa od un palazzo in condizioni
accettabili. Per non parlare poi delle strade in acciottolato sporche e piene di
buche. In effetti in gran parte della città è presente questa condizione e dei
bei palazzi che presentano tracce evidenti dei fasti di un tempo, ben poco è
rimasto. Solo le chiese sono curate e tenute in ordine. Parecchi sono però i
locali decorosi dove è possibile mangiare a prezzi più che convenienti ma quasi
tutti con l'adesivo sulla porta che segnala il divieto di ingresso per i cani.
Sentendo i brontolii del nostro stomaco iniziamo così a cercare un posto dove
mangiare. Siamo così entrati ugualmente in un ristorantino con Charlie in
braccio con la speranza che venisse comunque accolto, ma ne siamo usciti
immediatamente. Proseguendo finalmente entriamo in una trattoria modesta ma
pulita senza adesivo e dove ci accolgono con un bel sorriso e fanno pure i
complimenti al nostro cagnolino. Dopo aver pranzato a base di pesce, soddisfatti
anche per la modesta somma pagata, 17 € in due con acqua, vino e caffè, abbiamo
ripreso il cammino.
Decidiamo di usufruire degli Elevadores, caratteristici trenini gialli a
cremagliera, che si inerpicano su per le ripide stradine e permettono di
raggiungere con poca fatica i quartieri alti della città. Gli elevadores
presenti in città, naturalmente nominati monumenti nazionali, sono quattro in
tutto: do Lovra, da Gloria, da Bica, de Santa Justa ; in realtà quest'ultimo è
un vero e proprio ascensore. Raggiungiamo così l'elevador de Santa Justa,
l'ascensore dentro la struttura in ferro vista ieri ed inaugurato nel 1902, che
conduce su una terrazza panoramica e poi tramite una passerella si giunge a
Largo do Carmo dove è possibile ammirare la più imponente chiesa gotica della
città. Da qui a piedi abbiamo raggiunto il CHIADO, altro quartiere "bene" della
city, dove percorriamo la sua famosa via pedonale e centrale "Rua Garret" ricca
di bei negozi e dove c'è il caratteristico ed antico café Da Brasileira
frequentato da artisti e letterati tra i quali Fernando Pessoa del quale nei
pressi c'è una statua in bronzo.. Ridiscesi in Praça Figueira cerchiamo e
troviamo l'Elevador Do Lovra che è il più antico della città essendo stato
inaugurato nel 1884. La carrozza gialla con all'interno le panche laterali in
legno si inerpica su per una stradina con una pendenza impressionante. Il
tragitto è breve ma l'elevazione è tanta. Dopo aver girato un po' per il
quartiere alto e non rilevando nulla di molto interessante, abbiamo ripreso l'elevador
per tornare alla base per cercarne un altro.
Troviamo quasi subito l'elevador da Gloria che si inerpica
fino al BAIRRO ALTO, altro quartiere di Lisbona, dove come in precedenza abbiamo
trovato grandi palazzi interamente rivestiti dagli azulejos affiancati a case
totalmente lasciate all'abbandono, alcune addirittura pericolanti e con i tetti
invasi da erbacce, strade trasandate e nulla che attiri più di tanto la nostra
attenzione. La stanchezza intanto ha iniziato a farsi sentire così decidiamo di
riprendere il vecchio elevador per rientrare. Percorriamo così la vertiginosa
discesa e lo stridio delle ruote sui binari è veramente insopportabile tanto da
non farci provare invidia nei confronti di coloro che abitano in quella via.
Tornati in campeggio, mega doccia, cena, sistemazione telecomando della TV e
relax assoluto. Oggi per Charlie è stata una vera impresa farsi accettare: gli
autisti degli autobus non lo volevano ma poi con la promessa di metterlo nello
zaino hanno chiuso un occhio; i ristoranti lo hanno rifiutato tranne uno; il
cameriere del ristorante sul punto panoramico dell'elevador di S.ta Justa come
l'ha visto ci ha fulminati e con faccia truce ci ha detto con tono imperativo NO DOG! Però il nostro cagnolino ci ha
seguiti ovunque alla faccia di tutti i divieti! Certamente non vogliamo essere
trasgressivi o non rispettare le regole in casa altrui, ma ciò che proprio non
comprendiamo è questa avversione verso gli animali quando per le strade bisogna
fare attenzione dove si cammina per non pestare di tutto e di più e dove si
incontrano certi elementi che penso non sappiano dell'esistenza di acqua e
sapone. Però hanno accesso ovunque! Questa sera intanto, a scanso di equivoci e
per maggior sicurezza il bagnetto di Charlie è stato più accurato del solito!!
Km. percorsi oggi: 0
Km. progressivi: 3.911
Mercoledì 19 Settembre 2007
(Lisbona - Sesimbra)
Seconda notte in campeggio trascorsa in assoluto silenzio. Oggi pomeriggio
lasceremo Lisbona dopo aver visitato ancora uno dei suoi quartieri: BELEM. Alle
9,30 con cielo piuttosto coperto, prendiamo il solito bus 714 per scendere
questa volta a metà percorso rispetto ai giorni precedenti. Belem è un bel
quartiere sul fiume Tago e la fermata del bus è proprio di fronte alla famosa ed
antica pasticceria dove vengono confezionate le squisitissime e famose paste di
Belem e dove solitamente c'è la coda per entrare. Vista l'ora portoghese, 8,30,
pochi avventori sono presenti davanti al bancone perciò con tutta calma siamo
riusciti a gustare i dolci ed acquistarne altri. Ci siamo poi diretti al
Monastero dos Jeronimos de Belem, dall'altro lato della pasticceria.
Il monastero è il più importante monumento di Lisbona ed è un
vero capolavoro dell'arte manuelina tanto che è stato dichiarato dall'Unesco
Patrimonio dell'Umanità. Al centro dell'enorme complesso domina la fantastica
struttura della chiesa dedicata a Maria, di una bellezza sconvolgente sia
esternamente che al suo interno, dove è possibile ammirare anche il sarcofago
con le spoglie di Vasco de Gama. E' in assoluto una delle più belle chiese da
noi visitate!!! Parte del monastero è ora adibito a Museo Archeologico ed a
Museo della Marina. Dopo la visita fruttuosa e soddisfacente ci siamo poi
diretti sul lungo fiume per mezzo del sottopasso situato appena superata
l'enorme struttura del Centro Culturale di Belem. Camminando ci siamo chiesti se
questo quartiere appartiene ancora a Lisbona perché è molto bello, ben curato e
pulito compreso il percorso del sottopassaggio che solitamente sono indecenti.
Giunti sul lungo fiume ci siamo trovati di fronte all'imponenza del Padrao dos
Descobrimentos, imponente monumento a forma di prua di nave dedicato alle
imprese di navigazione ed eretto in occasione del 500° anniversario della morte
di Enrico il Navigatore. Ai piedi della struttura, sulla pavimentazione, è stata
creato un planisfero che riporta tutte le tappe e le date delle esplorazioni
fatte dai vari navigatori portoghesi. Da qui abbiamo raggiunto la bella Torre di
Belem, altro emblema della città. Nel percorso abbiamo notato la presenza di
diversi camper in sosta sulla banchina del fiume. Rientrando abbiamo
attraversato un bel giardino attrezzato con panchine in pietra ed arricchito da
statue e belle fontane, dal quale ci siamo poi recati alla fermata del bus. Nel
tragitto, siamo passati davanti alla residenza del Presidente della Repubblica
portoghese con tanto di guardie davanti al portone d'ingresso. Ci è venuta
spontanea una riflessione e ci siamo chiesti se il motivo di tanta cura e
pulizia fosse dovuto alla presenza della massima autorità dello Stato!
In effetti questa città non ci ha dato molto a livello di emozioni e gradimento,
anzi siamo rimasti anche un pochino delusi, perché abbiamo sempre sentito
nominare Lisbona come città stupenda e magica. In effetti sotto certi aspetti è
incredibile e molto singolare, come è unica e caratteristica per i suoi vecchi
tram ed i suoi incredibili elevadores, elementi che ci hanno notevolmente e
favorevolmente colpiti. Dicono che Lisbona va vista e vissuta di notte, quando
le luci fanno brillare la città e le note del Fado si diffondono nell'aria ed
invadono interamene i quartieri. In questo contesto l'atmosfera cambia e l'animo
viene invaso da quella famosa magia facendo anche dimenticare ciò che l'occhio
ha visto con la luce del giorno. Noi non siamo riusciti a vedere la città in
notturna e forse questa é stata una nostra carenza perché probabilmente
l'avremmo apprezzata e compresa di più. Naturalmente questa è la nostra opinione
che andrà sicuramente a scontrarsi con i giudizi di tutti coloro che da subito
hanno saputo cogliere quelle sensazioni positive che ogni luogo sa trasmettere e
si sono fatti così trasportare dall'entusiasmo della scoperta. Tornati al
campeggio, pranzo ed operazioni di carico, scarico per poi ripartire verso le
16,30 in direzione Sud, verso SESIMBRA.
Abbiamo così avuto modo di
attraversare il bellissimo e spettacolare ponte sospeso a due livelli per il
transito automobilistico e ferroviario, 25 do ABRIL, lungo 2200 mt. Al termine
del ponte sulla sinistra si può notare l'enorme statua del Cristo Rei. Prima di
giungere a Sesimbra ci siamo diretti a CABO ESPICHEL, dove oltre al bel faro del
sec. XVIII° abbiamo trovato una bella chiesa del 1700 racchiusa da due lunghi
edifici laterali con portici (ex monastero) e posizionata in fondo ad un grande
cortile sterrato. La chiesa è tutto il complesso conventuale sono stati
costruiti sull'alto di una enorme ed altissima falesia. Dietro l'edificio
possibile ammirare il faro e lo strapiombo impressionante sull'oceano. Secondo
noi questo è un luogo di possibile sosta e nel grande cortile è presente un
rubinetto con acqua. Sulla falesia invece non è più concessa la sosta perché
l'ingresso dei veicoli è stato ostruito. Mediante una strada sterrata,
dissestata ma percorribile è possibile raggiungere il faro e parcheggiare di
fronte al medesimo.
In serata siamo giunti a SESIMBRA POENTE dove abbiamo raggiunto immediatamente
il bel porticciolo di pesca dove ci siamo sistemati per la cena ed il
pernottamento, non prima di aver chiesto al alcuni pescatori che ci hanno
tranquillizzati circa la possibilità di sosta.
Da questa posizione si può vedere tutto il piccolo golfo con alle spalle la
città: il vecchio borgo di pescatori è stato sommerso da un numero elevato di
nuove costruzioni. La collina sovrastante è colma di nuclei di villette a
schiera ed altre ne stanno nascendo. Il cemento ha cancellato la caratteristica
locale trasformandolo in un luogo di villeggiatura.
Dopo cena passeggiata sul molo dove alcuni pescatori stanno sistemando e
preparando le barche per l'uscita notturna. Al rientro relax.
Km. percorsi oggi: 89
Km. progressivi: 4.000
Giovedì 20 Settembre 2007
(Sesimbra – Zambuiera do Mar)
La notte è trascorsa tranquillamente. Prima di lasciare il porticciolo ci siamo
fermati presso una piccola bottega per acquistare 1 Kg abbondante di enormi e
fresche sardine che cercheremo di cuocere possibilmente alla brace. Siamo quindi
partiti in direzione sud passando per PORTINHO di ARRABIDA e SETUBAL. Poco prima
di Sines ci siamo fermati per il pranzo. Superata Sines, città industriale e
sede di un enorme oleodotto, scegliamo di seguire le indicazioni per la
spiaggia. Ci siamo così ritrovati a proseguire il percorso transitando su una
bella strada a bordo mare e prima di giungere a PORTO COVO ci siamo imbattuti in
un susseguirsi di scogliere stupende, con insenature sabbiose ed acqua
cristallina. Naturalmente ci siamo fermati ed abbiamo così notato che alcune
spiagge sottostanti sono raggiungibili grazie a belle e comode scale che sono
state create ai lati delle falesie. Di fronte a tanto spettacolo ci siamo
concessi una bella pausa al sole per poi proseguire il nostro cammino
attraversando il piccolo paese di Porto Covo molto grazioso con le sue casette
bianche bordate di giallo o di azzurro intenso.
Dopo alcune soste per ammirare ancora il panorama ed aver così notato, su tutta
la costa, la presenza di numerosi camper, abbiamo raggiunto VILA NOVA de
MILFONTES, altro bel centro balneare, più grande del precedente ma ugualmente
caratteristico, situato su una stupenda insenatura.
Il nostro percorso odierno ha poi trovato lo stop a ZAMBUIERA do MAR, dove, dopo
il superamento del piccolo paese posizionato sull'alto di una bella falesia, ed
aver oltrepassato la bella spiaggia, ci siamo sistemati su un comodo spiazzo, in
parte erboso ma in gran parte sabbioso, situato su un tratto di scogliera mozza
fiato. Penso di non esagerare nel dire che è uno dei capolavori della natura più
belli che abbiamo visto fin'ora.
Questo spiazzo ed un altro sul
fianco destro delle stesse dimensioni adiacente un campetto da pallone
rigorosamente sabbioso e senza erba, si raggiungono rapidamente percorrendo una
strada piuttosto ripida ed in parte sterrata. Dopo aver cotto alla brace le
nostre belle sardine ed averle gustate, ci siamo concessi completamente allo
spettacolare tramonto e ad ammirare la scenografica scogliera che con la luce
del sole calante ha assunto colori incredibili. Ma lo spettacolo nello
spettacolo ci è stato offerto da un grande scoglio in mezzo all'acqua raggiunto
ed occupato come dormitorio da un numero inverosimile di gabbiani tanto da far
mutare il colore della roccia. Si è avuta infatti l'impressione di vedere la
punta innevata di un piccolo Cervino. La cosa ancora sorprendente è che grazie
al supporto del binocolo abbiamo visto tranquillamente appollaiate sullo stesso
scoglio alcune cicogne e diversi cormorani. Non ci era mai successo di assistere
a tali magnificenze della natura e per di più a titolo gratuito. Ip ip urrà per
il camper! Senza dubbio, vista la presenza di altri due equipaggi, decidiamo di
fare il terzo incomodo e ci fermiamo per la notte. Oggi, Charlie non ha dovuto
combattere con nessun divieto ed ha scorrazzato tutto il giorno battezzando
tutto ciò che ha potuto. A proposito, tutte le belle spiaggette viste oggi lungo
la costa, compresa quella attuale sono libere e non ci sono così divieti per i
cani.
Km. percorsi oggi: 280
Km. progressivi: 4.280
Venerdì 21 Settembre 2007
(Zambuiera do Mar - Lagos)
Il buio sul piazzale era veramente intenso ed il rumore del mare sembrava
amplificato, per di più tuoni e fulmini hanno cercato di disturbare la nostra
prima parte di sonno ma poi hanno desistito riducendosi ad un lontano brontolio
ed al picchiettare sul tetto del camper di alcune gocce di pioggia. La notte è
trascorsa quindi senza alcun inconveniente. La giornata è nuvolosa e la
temperatura mite. Prima di partire siamo ancora andati una volta ad ammirare la
scogliera e non ci siamo trattenuti dal scendere per la comoda scala, in parte
in legno e poi in pietra, che conduce alla bellissima spiaggia. Ci siamo trovati
così ad osservare dal basso le bellezze viste dall'alto con lo stesso identico
risultato più che positivo. La luce particolare del mattino abbinata alla
particolare influenza del cielo fumoso donano a tutto il contesto un contrasto
di colori caldi ed ombrosi incredibilmente affascinante. Soddisfatissimi siamo
ripartiti anche se un po' a malincuore, con destinazione la famosa costa
dell'Algarve. Prima di prendere la strada per raggiungere la nostra meta, ci
siamo concessi ancora una deviazione a CABO SARDAO, 15 Km dopo Zambujera.
Ammettiamo di essere un po' patiti ed appassionati per Capi, Punte e Fari e
quando ce li troviamo inaspettatamente sul percorso li raggiungiamo senza
esitare e siamo quasi sempre premiati per quanto ci offrono.
Anche qui breve passeggiata sull'imponente scogliera debitamente fotografata e
poi partenza alla scoperta di altre meraviglie.
Devo aprire una piccola parentesi che ritengo sia alquanto
interessante vista la sua particolarità. Da quando siamo partiti da Lisbona
abbiamo costantemente percorso strade che attraversano vallate e tratti
pianeggianti in parte ricoperti da ampie foreste di pini marittimi ed eucalipti,
in parte coltivati a vigneti e granoturco ed altri a sterpaglia: il tutto
rigorosamente ed assolutamente su sabbia chiara. Rare sono state le chiazze di
terra scura. Anche nel percorso odierno ci ritroviamo a percorrere strade fra le
dune ricoperte di vegetazione; ed è proprio in un piccolo centro immerso nelle
dune, CARRAPATEIRA, che appena fuori dal paese proprio sulla sinistra della
strada principale, troviamo una fontanella a doppio rubinetto da dove è
possibile attingere acqua da ambedue i lati della struttura in pietra.
Naturalmente ne approfittiamo.
Attraversando ancora un mare di sabbia ricoperto di vegetazione siamo giunti a
CABO SAO VICENTE, dove riusciamo a parcheggiare in prossimità del faro, cosa
forse possibile visto che siamo oltre la metà di settembre. Il luogo è
nuovamente spettacolare e così dopo aver pranzato siamo partiti per il nostro
giro di ricognizione. Già nel percorso per raggiungere il capo abbiamo avuto
modo di vedere l'imponenza delle falesie e la loro altezza
veramente impressionante. Dall'alto del promontorio poi lo spettacolo è
grandioso per le sue pareti rocciose a picco sull'oceano. Osservando la falesia
di fronte e vedendo le persone sulla sua sommità ci siamo resi ancora
maggiormente conto dell'altezza incredibile della punta.
Nel frattempo il sole ci ha nuovamente omaggiati della sua presenza e la
visibilità è ulteriormente migliorata tanto da permetterci di avere una bella
visuale anche della fortezza presente su due falesie prima del capo.
Siamo poi ripartiti per fermarci a visitare proprio la Fortaleza de Sagres vista
in lontananza, trovando sosta nei comodi parcheggi adiacenti l'antica struttura.
Dopo aver pagato il biglietto di ingresso (€. 1,50 cad.) siamo entrati con
Charlie al seguito senza intoppi, ed abbiamo così scoperto che della grande
fortezza sono rimasti solo i muri perimetrali e che praticamente la visita si
svolge percorrendo i sentieri sulla falesia. Naturalmente lo spettacolo non
delude ma non giustifica il pagamento per la visita, anche se il prezzo è
veramente irrisorio.
Ci siamo poi incamminati verso LAGOS, sulla costa, e come sempre ha avuto inizio
la ricerca del luogo ove passare la notte. Senza molta fatica ci siamo sistemati
subito dopo il centro abitato di Lagos, seguendo le indicazioni e fermandoci
presso la Praia do Camilo.
Questo tratto di costa offre bellissime baie e scorci panoramici eccezionali
grazie ai bellissimi faraglioni che affiorano sulla spiaggia e nell'acqua e che
stupiscono per le loro forme ed i loro colori dal giallo ocra, al rossiccio, al
marrone.
Per raggiungere questo tratto di costa bisogna seguire le indicazioni per PONTA
da PIEDADE, che è un altro bellissimo promontorio frastagliato con faro, dove la
strada finisce. Alla punta c'è un bellissimo parcheggio ma c'è anche un
bellissimo divieto per i camper dalle 20 alle 6.
Comunque è possibile trovare sistemazione presso la spiaggia in un piazzale
sterrato dietro il ristorante Do Camilo. Il vento è fortissimo ma dopo cena
raggiungiamo a piedi la punta, percorrendo i sentieri sulla falesia e avendo
così modo di osservare la conformazione del territorio costiero dai colori
affascinanti. La soddisfazione di Charlie per quest'ultima passeggiata è grande
tanto quanto la nostra per aver trovato un altro posto degno di essere visitato.
Ora è più stanco che mai! Purtroppo la bella spiaggia che abbiamo di fronte
vietata ai cani. Il motivo è comprensibile: da oggi pomeriggio siamo entrati
ufficialmente nell'ALGARVE, regione famosa e nota per le sue stazioni balneari,
identificabili rispetto ai giorni scorsi, dalle belle e nuove costruzioni sulla
costa. E' vero che come dicono, in questa zona la cementificazione è stata
notevole, però lo spettacolo naturale delle spiagge e delle coste rocciose non è
stato assolutamente compromesso, almeno per quanto visto da noi fino ad ora.
Km. percorsi oggi: 165
Km. progressivi: 4.445
Sabato 22 Settembre 2007
(Lagos - Tavira)
Notte tranquillissima in compagnia di altri camper. Alle 10, con un cielo
splendido e la temperatura estiva siamo partiti per continuare il nostro viaggio
sulla costa dell'Algarve. Man mano che si prosegue si nota sempre di più il
fenomeno della cementificazione di massa, soprattutto nei centri abitati vicini
al mare. Ben presto ci rendiamo conto che le spiagge non saranno più il nostro
rifugio e le nostre ancore di salvezza quando non troviamo ove sostare. In
questa zona le spiagge sono tutte attrezzate con ombrelloni e lettini e
solitamente alle loro spalle ci sono alberghi, ristoranti, bar, negozi…… Quindi
abbiamo proseguito toccando tutti i centri abitati cercando un luogo per la
sosta pranzo.
Finalmente ad ARMARCAO DA PERA, fra Lagos e Faro, troviamo parcheggio in un bel
piazzale sterrato proprio nei pressi della bella spiaggia.
Il paese non è enorme ed il centro è situato poco lontano dal parcheggio.
Abbiamo quindi fatto un breve giro per cercare una pescheria dove poter
acquistare nuovamente un po' di pesce fresco, ricerca che però è risultata vana.
Tornando al camper, ormai sotto il sol leone, notiamo sul lungo mare un locale
dove si stava svolgendo l'asta del pesce riservata però ai ristoratori locali.
Così proseguendo ci siamo avvicinati maggiormente alla spiaggia che naturalmente
è rigorosamente vietata ai cani. Notiamo però che poco più avanti, nel tratto di
spiaggia riservato ai pescatori non ci sono divieti ma la presenza di qualche
cane. Così ci siamo avventurati all'interno passando fra le capanne dei
pescatori, barche e mucchi enormi di reti. Quasi in riva al mare vedendo un bel
capannello di gente, ci siamo avvicinati incuriositi e così abbiamo visto alcuni
pescatori che appena rientrati stavano scaricando le reti piene di pesci.
Notando la disponibilità e la simpatia dei pescatori, abbiamo chiesto se era
possibile acquistare direttamente quanto da loro appena pescato.
Con nostra grande sorpresa ci hanno dato una borsa di plastica di medie
dimensioni e ci hanno invitato a riempirla personalmente attingendo il pesce un
po' dai loro secchi ed un po' direttamente dalla rete. Quando la borsa è stata
piena, più o meno con 5 Kg. di pesce, ci hanno richiesto l'esorbitante somma di
€. 5,00. Incredibile!! Altra cosa sorprendente è che un altro pescatore intento
a pulire il suo pesce, si è offerto di pulire anche il nostro e ci ha suggerito
alcuni modi per cucinarlo e/o conservarlo.
Così tornati al camper super soddisfatti e divertiti, abbiamo messo una parte
del pesce sotto sale, come consigliato dal pescatore, ed il resto in
frigorifero. Dopo pranzo siamo tornati a fare un giro sul lungomare e notando i
bagni pubblici a fianco della postazione della "Cruz Vermela" (Croce Rossa)
decidiamo di usufruirne per lo svuotamento del WC. L'operazione ci è stata però
impedita dal gestore del vicino bar che come una furia è arrivato ed in modi
poco ortodossi ci ha invitati a recarci in un campeggio. Tanto sono stati
gentili e disponibili i pescatori, tanto è stato cafone il barista!! Tutto mondo
è paese e certi elementi sono presenti ovunque!! Un tantino arrabbiati e
contrariati ce ne siamo andati alla ricerca di un altro posto ove passare
qualche ora sul mare, perché la giornata è veramente stupenda, cielo azzurro e
temperatura estiva che stimola la voglia di mare e di spiaggia.
Prima di arrivare ad ALBUFEIRA, abbiamo notato le indicazioni
di alcune spiagge e seguendo una di queste, passando fra ville stupende e
lussuose di recente costruzione, abbiamo raggiunto la praia "O Castelo" dove ci
siamo potuti fermare. Il luogo è tranquillo e la spiaggia è nuovamente stupenda
e contornata da bellissimi faraglioni e falesie color ambra che si specchiano
nell'acqua cristallina.
Dopo aver trascorso qualche ora in completo relax ed onde evitare di arrostire
sotto il sole, non potendo sostare per la notte, ci siamo nuovamente messi in
marcia per cercare un luogo ove pernottare.
E' iniziato così un lungo pellegrinaggio di perlustrazione passando per:
ALBUFEIRA: cittadina turistica ridotta ad un ammasso di palazzoni multicolore e
di cattivo gusto;
QUARTEIRA: bella cittadina costiera dove finalmente siamo riusciti a scaricare
il WC sborsando 10 cent. in un bagno pubblico a chiosco di fronte al capolinea
degli autobus ma dove non abbiamo trovato sosta idonea.
FARO: che abbiamo volutamente evitato perché troppo grande e dispersiva.
OLHAO: molto brutta in tutti i sensi. Dal lusso dei centri precedenti alle
baraccopoli. Da evitare.
Finalmente prima di Tavira, seguendo le indicazioni per Praia Santa Luzia, siamo
giunti in un bel parcheggione lungo la Ria Formosa dove già altri camper
francesi sono in sosta. Senza esitare ed ormai esausti, ci siamo concessi un
buon pasto a base di pesce cotto magistralmente alla brace da Franco. La
giornata è nuovamente stata intensa e piena di sorprese. Solo la ricerca del
parcheggio è veramente problematica da queste parti anche se siamo oltre la metà
di settembre. Ci viene quindi spontaneo chiederci cosa succede in luglio ed
agosto!! Anche Charlie ha dovuto subire la tensione della ricerca e poi tutto
contento ha assistito scodinzolando alla cottura del pesce. La sua contentezza
sarà stata causata dal fatto che poteva scorrazzare un po' oppure dalla speranza
che a Franco cadesse un pesciolino?? Non si sa l‟importante è vedere il nostro
piccolo compagno di viaggio felice e contento!!
Km. percorsi oggi: 182
Km. progressivi: 4.627
Domenica 23 Settembre 2007
(Tavira - Mertola)
La notte è trascorsa indisturbata. La giornata si presenta nuovamente stupenda
tanto che alle 9 (h. 8 locali h. 7 solari) il sole è già caldo ed in cielo non
c'è una nuvola.
Dopo colazione abbiamo raggiunto la lunga spiaggia sabbiosa percorrendo un
sentiero lungo la ria in parte soleggiato ed in parte ombroso. Con nostra grande
sorpresa, ai lati del sentiero abbiamo visto dei binari sui quali poco più
avanti è comparso un trenino con carrozze in legno trainate da una vecchia
locomotiva. Il singolare e simpatico mezzo è praticamente la navetta che fa
servizio per i bagnanti visto che la spiaggia è piuttosto lontana dal parcheggio.
Dopo la salutare camminata mattutina siamo giunti in spiaggia (Charlie compreso)
dove solo una piccola parte è attrezzata e la maggior parte è libera e già
abbastanza frequentata a quell'ora. Grossi tabelloni posti all'ingresso della
spiaggia e lungo il percorso informano che quella è zona protetta e parco
naturale. Peccato che nel tragitto di ritorno guardando all'orizzonte verso la
terraferma, si vedono solo case ed un numero incredibile di gru che testimoniano
solo che la cementificazione è più che mai attiva ed in espansione.
Tornati al camper, partiamo per raggiungere TAVIRA a soli 4 Km. passando dentro
il piccolo centro di SANTA LUZIA, veramente caratteristico e bello con le sue
casette bianche alcune delle quali con facciata interamente piastrellata. Qui
l'edilizia moderna non ha ancora colpito ed il piccolo paese sul mare è ormai
una rarità da queste parti. Lungo la via che costeggia la Ria Formosa ci sono
molti locali e ristorantini tipici ma è ancora troppo presto e proseguiamo.
A Tavira
decidiamo di sostare perché il primo impatto con la cittadina è gradevole. Dopo
un breve giro nel centro storico, abbiamo raggiunto il corso del fiume con il
suo bel ponte romano e molti edifici antichi sulle due sponde. Il colpo d'occhio
è veramente rilassante.
Sulle due sponde del fiume ci sono molti ristoranti e locali e così decidiamo di
concederci un pasto fuori camper. Oggi è domenica e non si cucina!
Il pranzo, naturalmente a base di pesce, è stato ottimo, abbondante ed a prezzo
più che accessibile. Dopo pranzo ci siamo ancora concessi un buon gelato sulla
bella ed antica piazza della Repubblica e poi tornati al camper siamo ripartiti
alla volta di VILA REAL DE SAO ANTONIO sul confine spagnolo. Dopo pochi
chilometri però nuova sosta perché il caldo è veramente opprimente ed il sole
bollente, così deviando per Praia Verde abbiamo trovato un bel parcheggio sotto
bei pini marittimi e ci siamo fermati per una sosta relax. Dopo un'oretta
piuttosto rinfrescati, siamo ripartiti ed una volta raggiunta la periferia di
Vila Real ci siamo diretti verso MERTOLA. Con oggi salutiamo la costa e l'oceano
ed iniziamo il viaggio di ritorno percorrendo ancora un po' di Portogallo
all'interno. Percorriamo i 70 Km. che separano Vila Real e Mertola in poco più
di 40 minuti transitando su una strada bellissima e dritta che attraversa un
territorio collinoso, arido e desertico. Solo dopo 57 Km. incontriamo ed
attraversiamo una piccola borgata. Nessun distributore ed anche il traffico è
praticamente assente ma il caldo è più che mai presente e fastidioso. Alle 19,
ore italiane, ci sono ancora più di 36° esterni. Siamo nuovamente nell'Antelejo.
Mertola è un piccolo paese posto sulla sommità di una collina, racchiuso in
parte ancora nelle mura del suo bel castello che sembra controllare dall'alto le
piccole e caratteristiche case bianche dell'abitato ed il fiume sottostante. Ci
siamo sistemati nel piazzale sterrato ad inizio paese proprio di fronte alla
centrale dei Bombeiros Voluntarios (Vigili del Fuoco volontari). Non avendo
trovato acqua lungo il percorso ed onde evitare di rimanere a secco, ci siamo
rivolti ai pompieri che con molta cortesia e disponibilità ci hanno riempito
alcune taniche che ci potiamo sempre dietro come scorta. Dopo una bella doccia
ed aver cenato, siamo andati a fare un giro per il paesino che presenta tracce
evidenti dell'invasione araba subita nell'antichità. Non trovando anima viva ma
un vero e proprio mortorio, abbiamo completato la nostra visita e fatto ritorno
al camper. Fortunatamente nella sede dei Pompieri si sentono voci e musica,
testimonianza che in questo luogo un po' di vita c'é. Il caldo si è un pochino
attenuato ma la temperatura esterna alle 22,30 è ancora di 25°.
Km. percorsi oggi: 104
Km. progressivi: 4.731
Lunedì 24 Settembre 2007
(Mertola - Romangordo)
Grazie all'escursione termica il caldo non ha disturbato il nostro sonno e la
notte è trascorsa benissimo. Alle 8,30, ora italiana, con 25° int. E 18° esterni
e cielo super sereno, ci siamo alzati e dopo colazione abbiamo ripreso il
cammino. Uscendo da Mertola abbiamo scoperto di aver dormito proprio ai piedi
del centro storico e che la nuova parte del paese si estende a fianco. Pur non
essendo enorme è comunque fornito di negozi e servizi. Seguendo sempre la N122
che continua a correre fra colline aride nella prima parte e poi coltivate a
viti e sughere nella seconda parte, siamo giunti dopo 50 Km. a BEJA, grosso
centro abitato per proseguire poi per EVORA, città storica ed antica capitale
dell'Antelejo, riconosciuta dall'Unesco come Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
La strada è sempre bella e la zona anche se meno arida e coltivata a viti e
ulivi è scarsamente abitata. Giunti ad Evora notiamo immediatamente che c'è
ampia possibilità di parcheggio lungo tutta l'area perimetrale delle mura in
prossimità delle porte che entrano nel centro storico. Noi scegliamo di sostare
nel parcheggio proprio sotto l'imponente e bellissimo acquedotto del 1500. Sono
le 11, il cielo terso ed il caldo inizia a farsi sentire. Entriamo nel centro
storico, costeggiando l'acquedotto, notiamo immediatamente un particolare
curioso: sotto le arcate sono state costruite delle abitazioni sfruttando i due
piantoni come pareti laterali delle case. Ci addentriamo nella città percorrendo
stretti viottoli con pavimentazione in acciottolato e fra vecchie case
rigorosamente bianche e bordate di giallo nei cui cortiletti la biancheria è
stesa al sole ed al vento. La città ci piace subito nella sua austera
semplicità. All'Ufficio del Turismo ritiriamo una piantina della città che
iniziamo a girare in lungo e largo scoprendo angoli suggestivi ed edifici
stupendi. La via centrale è ricca di bei negozi mente la Via 5 de Outubro, che
porta alla bella cattedrale, è fiancheggiata da candide case con balconi in
ferro battuto e da numerose botteghe di articoli artigianali. E' veramente
piacevole e rilassante gironzolare fra le sue stradine interrotte da archi ed
altri fregi che testimoniano anche qui l'occupazione araba. Soddisfattissimi
della visita, ultimati gli acquisti dei souvenir, siamo rientrati per il pranzo.
Il camper parcheggiato al sole ci ha imposto di andarcene subito dopo mangiato
alla ricerca di un po' di frescura. Abbiamo così puntato il navigatore su
BADAJOZ, primo paese spagnolo dopo il confine distante un'ottantina di
chilometri. Strada facendo abbiamo toccato i centri fortificati di EVORAMONTE ed
ESTREMOZ, situati sulla "ruta di Vino" che attraversa una fertile vallata
immersa nei vigneti. A BORBA, piacevole villaggio di case bianche e capitale
portoghese del vino, ci siamo fermati notando la presenza di molte case vinicole
e della Adega Coop. De Borba (Cantina Sociale), dove siamo entrati ed
acquistato una serie di bottiglie di vino di loro produzione.
Nella zona è in atto la
vendemmia ed in paese c'è un via vai continuo di trattori con carri al traino
carichi di uva bianca e nera. ELVAS con il suo bellissimo acquedotto a più
arcate e la sua poderosa serie di fortificazioni tra le quali "Muralhas" la
fortezza più grande del Portogallo, vista la sua posizione strategica essendo
città di confine, è stata l'ultima città che ha testimoniato il nostro viaggio
in Portogallo. Alle 16,45 siamo rientrati in Spagna ed abbiamo puntato il nostro
amico Tom Tom su Barcellona. Il rientro a casa è iniziato, ed è iniziato nel
migliore dei modi visto che da quando abbiamo lasciato il Portogallo stiamo
percorrendo la rete autostradale spagnola senza aver sborsato ancora un
centesimo ed aver visto l'ombra di un casello. Stiamo proseguendo in direzione
Madrid e stiamo attraversando l'Extremadura regione piuttosto arida e montuosa
che presenta distese desertiche e disabitate. Qualche mandria di tori, di mucche
e greggi di pecore sono stati gli unici essere viventi che ci è capitato di
vedere. Il paesaggio poi attraversando la Sierra di Guadalupe, è diventato più
roccioso e molto simile a quelli visti nei film western, a conferma della
correttezza dell'informazione da noi appresa circa il fatto che la maggior parte
dei film del vecchio west sono stati girati in territorio spagnolo proprio per
la particolarità delle sue sierre. Alle 19 decidiamo di uscire dall'autostrada
per cercare un luogo dove trascorrere la notte ed optiamo per ROMANGORDO che
dalla cartina risulta non troppo all'interno. Dopo soli 8 Km. abbiamo trovato il
piccolo e tranquillo paese e ci siamo sistemati nei pressi della fontana che si
trova proprio ad inizio del centro abitato. Siamo in mezzo alla sierra, tra
verdi colline e la temperatura è meno opprimente. Dopo cena abbiamo ripristinato
le scorte di acqua, così domani mattina possiamo ripartire senza perdere troppo
tempo. La notte è ormai sopraggiunta ed il cielo è pieno di stelle. Domani ci
attende un'altra giornata all'insegna del bel tempo e caldo… E pensare che da
casa ci arrivano notizie di brutto tempo e freddo e la cosa ci sembra
impossibile.
Km. percorsi oggi: 453
Km. progressivi: 5.184
Martedì 25 Settembre 2007
(Romangordo - Bujaraloz)
Secondo le nostre aspettative la notte è trascorsa tranquilla e come
preannunciato dalle stelle il cielo questa mattina è nuovamente sereno. Alle 9
il sole è già molto caldo e riprendiamo così il nostro viaggio. Siamo a 200 Km.
da Madrid, città che raggiungiamo senza intoppi poco prima di mezzogiorno sempre
percorrendo la bellissima E90-A2, che solo nei pressi di Madrid è diventata
caotica per il traffico intenso.
Ci balena l'idea di pranzare nella capitale spagnola e ci inoltriamo nel
traffico cittadino seguendo le indicazioni per il centro. Dopo aver cercato
invano il parcheggio, anche a pagamento, nei pressi del Palazzo Reale, decidiamo
di rinunciare e dopo essere stati imbottigliati un po' nel traffico riusciamo a
riprendere la strada lasciata poco prima accontentandoci di vedere solo da
lontano la Cattedrale e la "Casa" del Re. D'altra parte Madrid non era nei
nostri programmi di viaggio per cui non siamo nemmeno preparati per tale evento.
Poco dopo le 13,30, in perfetta sintonia con gli orari spagnoli, ci siamo
fermati per il pranzo presso il parcheggio ombroso di un piccolo supermercato,
con orario continuato, che visitiamo dopo mangiato per alcuni acquisti. Verso le
15 siamo ripartiti in direzione ZARAGOZA. Il percorso si snoda fra belle alture
verdeggianti e rossicce dove ogni tanto domina la struttura nera di un enorme
toro che si impone maestosamente contro l‟azzurro del cielo. Da Guadalajara la
bella strada inizia a salire apparentemente in modo dolce ma così non è visto
che in poco tempo si arriva a 1200 metri s.l.m. offrendo panorami eccezionali,
inaspettatamente selvaggi ed affascinanti. Ovunque si orienti lo sguardo si ha
modo di cogliere scenografie diverse; dalle grandi ed immense vallate quasi
desertiche, a tratti con alte pareti rocciose, canyon e piccoli villaggi
rannicchiati ai piedi di alti speroni di roccia o posti alla sommità di aspri
colli come guardiani sulla valle sottostante. Talmente rapiti e suggestionati da
così tanto spettacolo riusciamo anche a vedere una diligenza inseguita dagli
indiani!!!! Naturalmente stiamo scherzando ed è tutto frutto della nostra
fantasia ma l'impressione è proprio quella e l'ambiente è da vero Far west. Poco
prima di giungere a Zaragoza, la strada inizia a scendere in modo deciso ed un
forte vento accoglie il nostro arrivo. A metà discesa si rimane nuovamente a
bocca aperta nel vedere l‟immensa vallata ed in lontananza morbide colline
vellutate a fare da contorno. Il paesaggio sembra finto ed irreale. Superata
Zaragoza, grande città posta in una conca fra le alture, sempre con vento
fortissimo, la strada inizia nuovamente a salire fino a giungere a 700 metri
s.l.m. dove, alla sommità di un immenso altopiano, ci accoglie un esercito di
pale eoliche in piena attività. Lo spettacolo è sorprendente e ci lascia
veramente stupiti per l'enorme quantità dei mulini. Il percorso successivo,
nuovamente in discesa, costeggia ancora tratti desertici ove il vento riesce a
sfogare in pieno la sua collera. Percorriamo questo tratto di strada viaggiando
insieme ad una quantità incredibile di autotreni, in ambedue le direzioni. In
Italia si lamentano dell'eccessivo trasporto su gomma, ma a dire il vero, a noi
non è mai successo di vedere così tanti Tir a formare una fila indiana
interminabile. Alle 19 in concomitanza di un centro abitato, essendo il secondo
incontrato negli ultimi 70 Km., ci fermiamo per constatare la possibilità della
sosta notturna. Dopo poco tempo ci sistemiamo in un piccolo spiazzo dietro la
chiesa a fianco della bocciofila. Dalla cartina scopriamo di essere a BUJARALOZ
paesino anonimo ma molto tranquillo. La serata è fredda e tira ancora un bel
vento. Il timore di patire ancora caldo durante il viaggio pomeridiano è stato
vanificato da un clima molto mite grazie all'attraversamento delle alture della
Cordiera Iberica e successivamente dal vento piuttosto freddo. Oggi è stata una
tappa di puro trasferimento e così per Charlie non è stata una grande gioia
visto che non ha scorrazzato molto e dei grandi panorami da noi così tanto
apprezzati, se ne è fatto un bel baffo.
Km. percorsi oggi: 634
Km. progressivi: 5.818
Mercoledì 26 Settembre 2007
(Bujaraloz – Cunit)
Il vento deve aver soffiato per tutta la notte visto che ci siamo addormentati
cullati dalle sue raffiche e ci siamo svegliati alle 7,30 ancora in sua
compagnia. La temperatura è decisamente fredda con 10° esterni e 20° interni.
Alle 9 lasciamo il luogo che ci ha permesso di riposare tranquillamente e
riprendiamo il viaggio verso Barcellona, proseguendo per un tratto sulla N11 e
poi riprendendo la E90- A2, naturalmente senza alcun esborso, cosa inesistente
nel nostro Centro-Nord italiano. Il primo tratto di strada offre ancora bei
paesaggi e panorami di una vastità sorprendente, finché prima di FRAGA, dopo
aver percorso una bella discesa ci siamo resi conto di aver appena lasciato un
ennesimo altopiano e di essere tornati in pianura fiancheggiando frutteti e
lasciandoci il vento forte alle spalle. Gli autotreni continuano ad essere i
nostri fedeli compagni di viaggio. Dopo LLEIDA lasciamo la E90-A2 e proseguiamo
verso TARRAGONA con la N240, ugualmente bella e scorrevole. Nel frattempo la
temperatura è cambiata ed il sole inizia a scaldare. Raggiungiamo la costa
attraversando distese immense di frutteti e vigneti e ci fermiamo a CUNIT,
ridente cittadina costiera situata subito dopo CALAFELL ed a una ventina di
chilometri da Tarragona. La sosta a Cunit è stata programmata e mirata. Quella
che 34 anni fa era poco più di una borgata ci aveva accolti novelli sposi in
viaggio di nozze. Ora la borgata si è fatta grande ed è naturalmente
irriconoscibile; il paese si è esteso notevolmente e la bella passeggiata a mare
collega Cunit con Calafell. Per fortuna quella borgata è ora centro storico e
così non abbiamo avuto difficoltà a riconoscere i luoghi e scoprire con grande
sorpresa ed emozione che l'albergo che ci aveva ospitati è ancora lì, immutato
nell'aspetto esteriore, l'insegna in ferro battuto, la scritta sulla facciata.
L'HOSTAL LA DILIGENCIA è una vecchia locanda datata 1515 e prima di diventare
albergo era una stazione dove venivano sostituiti i cavalli delle diligenze.
Purtroppo troviamo l'Hostal chiuso per ferie così non ci è possibile entrare,
cosa che avremmo voluto fare ben volentieri. In compenso dietro l'edificio,
all'angolo di una piccola piazzetta, troviamo ancora il locale dove per la prima
volta abbiamo assaggiato la Sangria. Con una certa emozione entriamo nel piccolo
locale ed improvvisamente ci siamo sentiti trasportare indietro nel tempo; in 34
anni nulla è mutato, stessi tavolini e sgabelli a forma di botte, stessa la
cantina in fondo alla stanza con le grandi e vecchie botti. Incredibile!
Naturalmente abbiamo immortalato il tutto con alcune foto e non ci siamo
trattenuti dall'acquistare della Sangria e del vino sfuso spillato da una botte
di fianco al bancone. Contenti ed ancora emozionati siamo tornai al camper ed
abbiamo raggiunto il bel lungomare per la pausa pranzo. Naturalmente, essendo a
fine settembre, non abbiamo avuto difficoltà a sistemarci in un piazzale
sterrato proprio ai bordi della passeggiata e ad una decina di metri dalla bella
spiaggia sabbiosa.
Dopo pranzo, approfittando della giornata stupenda con cielo
azzurro e sole caldissimo, decidiamo di concederci l'ultima mezza giornata di
relax al mare prima di chiudere definitivamente il nostro lungo periodo di
vacanza. Così indossati nuovamente i costumi ci siamo piazzati sull'ampia
spiaggia e ci siamo elargiti un bel bagno di mare e di sole. E' stato veramente
molto bello e non solo per noi ma anche per Charlie, che questa volta,
nonostante il divieto, essendo a stagione balneare conclusa, ha potuto
vagabondare allegramente tutto il pomeriggio sulla spiaggiona quasi deserta,
naturalmente ad una ragionevole distanza dall'acqua. Al tramonto ci siamo
decisi, a malincuore, a lasciare la battigia anche perché il forte vento
sopraggiunto ha raffreddato parecchio la temperatura. Visto che il posto è
tranquillo decidiamo di dormire a Cunit così dopo cena, persistendo il
fortissimo vento e vedendo alcuni lampi verso il mare, ci siamo spostati in una
via interna fra le case, dove siamo più protetti dalle raffiche continue e
persistenti.
Km. percorsi oggi: 218
Km. progressivi: 6.036
Giovedì 27 Settembre 2007
(Cunit – Roquemaure)
Il nostro spostamento ha fatto in modo che la notte passasse indisturbata.
Purtroppo il vento non si è per nulla calmato e continua a farsi sentire. Alle 9
abbiamo lasciato Cunit con un cielo azzurro e mare piuttosto agitato. La
temperatura è piuttosto bassa rispetto ai giorni scorsi e strada facendo alcune
nuvole si sono timidamente presentate dopo i tanti giorni di completa assenza.
Percorriamo inizialmente un bel tratto di litoranea della Costa "Daurada" che
abbandoniamo all'inizio della Costa Brava per iniziare il tragitto che ci
condurrà a Perpignan passando per Gerona e Figueras ultime città della Spagna.
Così alle 12,30 abbiamo salutato definitivamente la Spagna e poco prima di
Perpignan ci fermiamo per la sosta pranzo. Ripartiti e proseguendo, sempre
percorrendo strade nazionali immerse in distese infinite di vigneti dove la
vendemmia è in piena attività, alle 20 siamo giunti a ROQUEMAURE piccola
cittadina ad una decina di chilometri da Avignone dove abbiamo trovato sosta in
un bel parcheggio con portici laterali adiacente il centro storico. La zona è
tranquilla e non abbiamo notato divieti per la sosta notturna. Il vento ha
accompagnato quasi tutto il nostro viaggio ed in certi tratti le raffiche erano
talmente forti da farci rallentare e da costringere ad una sosta forzata alcune
macchine con roulotte al traino. Fortunatamente dopo Nimes si è notevolmente
calmato ma la temperatura è piuttosto bassa ed il cielo nuvoloso. Siamo
nuovamente in Provenza ed è la terza volta in quattro mesi che ci capita di
respirare l'aria di questa bella regione francese, che abbiamo così avuto modo
di vedere in tre periodi diversi: Primavera, Estate ed Autunno. Oggi Charlie è
triste. Purtroppo nelle tappe di trasferimento non è possibile farlo correre qua
e là come piace a lui, anche se ogni tanto sostiamo proprio per far fare al
nostro cagnolino una piccola corsetta rigenerativa.
Km. percorsi oggi: 542
Km. progressivi: 6.578
Venerdì 28 Settembre 2007
(Roquemaure - Santena)
Alle 6,30 siamo stati svegliati dal motore della macchina con spazzole che viene
usata per pulire le strade. Così ci siamo alzati un po' prima del solito con
temperatura decisamente fredda e cielo grigio. Dopo aver visitato la bella
panetteria vicino al parcheggio per acquistare le solite baguette ed alcuni
dolci molto invitanti, alle 8,30 siamo partiti con direzione Briançon.
Ricomincia così il nostro viaggio fra i vigneti e molto spesso ci capita di
incontrare trattori con carri pieni di uva. Continuiamo a transitare su strade
nomali molto scorrevoli a parte qualche sosta forzata ai semafori alternati sui
cantieri stradali. Passando per Orange, Nyons e Gap da dove hanno inizio distese
immense di piantagioni di mele e pere, giungiamo ad Embun in prossimità del Lago
de Serre Ponçon poco prima di mezzogiorno e decidiamo di fermarci. Nel frattempo
un tiepido sole ha bucato le nuvole e passeggiamo così una mezz'oretta in riva
al lago prima di pranzare. Anche Charlie pare apprezzare la nostra decisione
perché scodinzola felice e corre come un matto. Dopo pranzo riprendiamo il
cammino e dopo aver fatto l'ultimo rifornimento gasolio presso l'Intermarchè
raggiungiamo ben presto Briançon e poi Monginevro ed Oulx. Più avanti prendiamo
l'autostrada per Torino. Alle 16,30 abbiamo fatto ingresso nel cortile di casa
dove un bel sole ci ha accolti favorevolmente con il sui caldi raggi. Anche
questa volta il nostro piccolo amico ci ha molto sorpresi e la cosa ogni volta
ci commuove: Charlie comincia ad agitarsi quando ci avviciniamo a casa dopo
alcuni giorni di assenza. Nell'ultimo tratto di strada poi inizia ad emettere
strani mugolii e guardando fuori dal finestrino cerca di uscire e si dibatte se
viene trattenuto. Ormai abbiamo la conferma che il nostro cagnolino riconosce i
luoghi a lui familiari e pensiamo che l'input gli derivi dall'odorato. Infatti
questa volta stava dormendo ed improvvisamente si è svegliato e dopo pochi
secondi ha iniziato ad agitarsi. E' veramente incredibile!! Quando poi riesce a
posare le sue zampine per terra inizia a correre all'impazzata facendo due o tre
giri del cortile abbaiando per far sapere al vicinato che è tornato. Per fortuna
è simpatico a tutto il vicinato!!!
Km. percorsi oggi: 393
Km. progressivi: 6.971
CONCLUSIONI
Il nostro primo lungo viaggio da pensionati è giunto al termine e a differenza
delle altre volte non ci attende il rientro al lavoro, particolare che ci ha
permesso di godere la vacanza in piena distensione e senza l'ansia del conteggio
dei giorni per il ritorno. Come nostro solito abbiamo cercato nel limite del
possibile di visitare tutto il visitabile e di rispettare interamente il piano
di viaggio opportunamente preparato da Franco nei mesi antecedenti la partenza.
Naturalmente e come sempre accade, alcuni posti non hanno smentito le nostre
aspettative, altri non sono stati del tutto soddisfacenti ed infine alcuni anche
deludenti. Questo viaggio ci ha nuovamente condotti in Francia, regione che dal
nostro punto di vista non ci delude mai sia per la bellezza dei suoi luoghi sia
per l'organizzazione e la predisposizione favorevole nei confronti del turismo
itinerante. Cosa che purtroppo è pressoché inesistente in Spagna e Portogallo.
Naturalmente questi due Stati offrono un numero consistente di campeggi ma non
sono assolutamente corredati di aree dedicate ai camper. I Paesi Baschi sono
stati quelli più difficoltosi per parcheggiare e forse anche quelli più
deludenti, certamente non per le sue belle coste ma per l'anonimato delle sue
città minori. Nel senno di poi ci sentiamo di affermare che non riteniamo valga
la pena di fare tanti chilometri per passare le vacanze in questa regione
spagnola quando in Italia ci sono luoghi simili e migliori. Naturalmente non è
usuale in Italia trovare le belle spiagge del litorale basco, ma è altresì vero
che la temperatura dell'acqua dell'oceano è meno invitante di quella dei nostri
mari. Come è emerso dal nostro diario la costa Atlantica Spagnola e poi quella
Portoghese sono spettacolari e meritano assolutamente la visita anche con bimbi
al seguito che possono sfogarsi ampiamente sulle belle ed immense spiagge
sabbiose. E' necessario sfatare il mito delle strade brutte, rotte ed
impraticabili, soprattutto riferito al Portogallo. Non è assolutamente così,
anzi abbiamo trovato belle strade con buon selciato e percorribilità. Molti sono
stati i cantieri stradali incontrati nel nostro viaggio, segno che le due
regioni atlantiche si stanno evolvendo e stanno estendendo e migliorando le loro
reti di comunicazione. Abbiamo ben accolto il fatto che in prossimità delle
grosse città è possibile usufruire gratuitamente di tratti di rete autostradale
per evitare gli attraversamenti urbani e snellire così il traffico cittadino,
come abbiamo apprezzato i semafori intelligenti che ti impongono la fermata con
il rosso se si supera il limite di velocità stabilito. Questi ultimi due
particolari si scontrano enormemente con la realtà italiana che richiede il
pedaggio anche per brevi tratti di tangenziale e ritiene intelligenti i semafori
che grazie a telecamere nascoste producono un reddito alle amministrazioni
pubbliche. A conti fatti ed a viaggio ultimato possiamo sicuramente ammettere
che anche questa volta sono sicuramente in vantaggio gli aspetti positivi ed
appaganti. Certamente il Portogallo non è più quello Stato fiorente e prosperoso
dei tempi delle conquiste fatte dai suoi grandi navigatori tanto da aver coniato
e tramandato nel tempo il seguente modo di dire: "Vorrei
essere ricco come il re del Portogallo".
Nello stesso tempo però il Paese è in crescita soprattutto nella sua regione più
turistica dell'Algarve, anche se non è sempre positivo cementificare brutalmente
come succede da queste parti. Le altre regioni portoghesi sono comunque molto
ospitali e la costa offre luoghi di villeggiatura più modesti rispetto
all'Algarve ma, secondo noi, più caratteristici, più veri, dove si assapora
meglio lo spirito di questo popolo che pur offrendo un servizio un tantino retrò
riesce a farsi comunque apprezzare. Non avendo poi avuto problemi di sicurezza
possiamo dire che anche sotto questo aspetto la situazione è positiva, sia in
Spagna Atlantica che in Portogallo. E' ovvio che tutto mondo è paese per cui la
piccola criminalità ed i fenomeni di delinquenza sono presenti, ma non ci
sentiamo di esporci in merito sia per il fatto che non siamo stati colpiti dal
fenomeno sia perché l'Italia non è sicuramente meno contaminata. Un ultimo cenno
va sicuramente dedicato al popolo spagnolo e portoghese che ha dimostrato, Paesi
Baschi compresi, apertura, simpatia e grande disponibilità.