Scozia 2009


diario di viaggio dal 19 al 30 agosto di Marzia

Come siamo finiti in Scozia io e Luciano, amanti dei posti caldi e soleggiati, non è ben chiaro nemmeno a noi. Ci siamo fatti conquistare da racconti di natura imponente, dal suono della cornamusa e……da un volo Ryanair scovato per agosto a soli 100 euro a testa. Così siamo partiti alla scoperta del nostro primo paese del Nord Europa e quello che abbiamo visto ci è piaciuto talmente tanto che torneremo di sicuro in esplorazione nel nord del mondo.
Prima che proseguiate oltre nella lettura del nostro diario, un avvertimento: se cercate un itinerario alla caccia di castelli e distillerie di whisky questo non farà al caso vostro. Il nostro viaggio di 11 giorni è stato improntato molto, tanto sulla Natura. Quindi abbiamo dato tanto spazio alle Highlands del Nord, Orcadi comprese. E quasi nessuno alla Scozia Centrale, escludendo anche Glasgow.
I B&B e le guest house (sorta di piccoli alberghi, B&B con più camere da letto) sono probabilmente il modo per dormire in Scozia con il miglior rapporto qualità/prezzo. Se amate dormire la mattina, sappiate che dappertutto in Scozia, anche negli hotels, la colazione compresa viene servita con orari molto ristretti: dalle 7.30-8 al massimo 8.30, 9; talvolta (ma non sempre) fino alle 9.30 la domenica.
Nel nostro periodo di viaggio non è stato necessario prenotare i pernottamenti: a volte siamo incappati in paesi pieni di “no vacancies”, ma è bastata un po’ di pazienza e poca ricerca per trovare posto. Dove possibile consiglio di non vincolarsi prima con tutti i B&B: la velocità del viaggio dipende molto dalle condizioni atmosferiche (variabili) e dalla vostra guida. Le single track roads del Nord, per esempio, sono estremamente lente.. potreste calcolare male i km da fare al giorno e trovarvi a dover tirarvi il collo! Noi ad esempio eravamo un giorno in anticipo sul nostro programma di viaggio causa condizioni di tempo estremamente favorevoli nella prima parte della vacanza.
Nel preparare il vostro bagaglio per la Scozia, sembra un controsenso, ma lasciate a casa l’ombrello.
Spesso la pioggia è accompagnata da forte vento, specie nelle Highland del Nord, e l’ombrello è solo un ingombro… oltre la fatto che di solito li ho visti rompersi sotto le forti raffiche! Privilegiate abbigliamento e scarpe impermeabili (via libera a ky-way, cappelli antipioggia, pantaloni tecnici, scarpe in goretex ecc…).
Non dimenticate di infilare in valigia un berretto e guanti di lana: le temperature in estate non scendono tantissimo, ma a volte il vento può essere fastidioso.
Se non li avete, evitate di comprarli in Italia: in Scozia si trovano ottimi prodotti di lana o cachemire a prezzi accessibili.
Indispensabili anche una cartina dettagliata (anche se noi avevamo anche il Tom tom): le indicazioni non abbondano, a volte si trovano a tre incroci e al quarto sparisce.

Ecco giorno per giorno il nostro itinerario.
Sarà stata la fortuna, ma tutti i B&B e i ristoranti indicati sono consigliati.
Se non lo sono, verrà indicato caso per caso.
I prezzi dei pernottamenti sono per due persone e comprensivi di colazione.

19 agosto
Prestwick-Edimburgo.
Pernottamento alla Brae Lodge Guest House (80 sterline) www.braelodge.co.uk/
Cena all’Abbotford pub in Rose Street (28 sterline).

20 agosto
Edimburgo.
Pernottamento alla Brae Lodge Guest House (80 sterline).
Cena al Wannaburger in Royal Mile (18 sterline).

21 agosto
Dintorni di Edimburgo
Pernottamento alla Brae Lodge Guest House (80 sterline).
Pranzo al North Berwick fish & chips (17 sterline)
Cena alla Deacon Brodies Tavern in Royal Mile (31 sterline).

22 agosto
Edimburgo-Inverness
Pernottamento alla Avalon Guest House (75 sterline) www.inverness-loch-ness.co.uk/
Tè al Gordon Arms Tearoom di Kincardine O’ Neil (12 sterline).
Cena a The Mustard seed Inverness (37,45 sterline): ottimo, ma un po’ troppo caro per porzioni un po’ scarse.

23 agosto
Inverness-Isole Orcadi.
Pernottamento a Kirkwall al Shore Hotel (75 sterline) www.theshore.co.uk/

24 agosto
Isole Orcadi.
Pernottamento al The Shore Hotel (75 sterline)
Spuntino al Cafe bar di Stromness (12,10 sterline).
Cena al Kirkwall Hotel (24,60 sterline).

25 agosto
Isole Orcadi-Lochinver
Pernottamento da mrs Jessie Ross 1 Bayview Terrace Lochinver (44 sterline).
Cena al Lochinver Larder (38,15 sterline).

26 agosto
Lochinver-Plockton
Pernottamento al “nessun Dorma” B&B (45 sterline)
Cena al Plockton Inn

27 agosto
Polchroy-Portree
Pernottamento al Greenacres guest House di Skye (68 sterline) www.greenacres-skye.co.uk/
Cena al The Isles

28 agosto
Portree-Oban
B&B???? (60 sterline)
Cena all’Oban fish&chips (19,80 sterline).

29 agosto
Oban-Stirling-Prestwick
Pernottamento alla Prestiwk guest house (50 sterline senza colazione) www.prestwickguesthouse.co.uk/

Altri costi rilevanti:
Traghetto andata e ritorno per le Orcadi:
Pentland Ferries 56 sterline ogni tratta 2 persone+auto.

19 agosto
In perfetto orario il nostro volo atterra a Prestwick nel primo pomeriggio. Il ritiro dell’auto non va invece così liscio, un po’ perché l’addetta di Europcar/alamo tenta di spillarci dei soldi perché siamo in anticipo sull’orario concordato, ma non se ne parla nemmeno visto che anche la riconsegna avverrà in anticipo! Non insiste neanche più di tanto, per la serie..”ci ho provato”.. vabbeh…anche la ricerca dell’auto non è semplicissima perché non c’è nessuno che ti accompagna, il parco auto è tutto indipendente e gestito in autonomia: cioè devi arrangiarti a cercartela! Alla fine grazie alla gentilezza di un ragazzo che neanche lavorava per Alamo la troviamo…. L’auto è una Seat Ibiza abbastanza nuova, con la carrozzeria a posto, e questo fa un po’ sfumare la rabbia che già provavamo nei confronti della suddetta agenzia. Dopo il panico della prima rotonda al contrario proprio fuori da Prestwick…! ci dirigiamo verso la città di Edimburgo, dove arriviamo mettendoci più tempo del previsto perché troviamo un po’ di traffico nell’attraversare Glasgow. In tangenziale la guida al contrario è abbastanza facile, basta seguire gli altri….come sarà sulle strade ordinarie?? Ma ce ne preoccuperemo tra due giorni, visto che l’auto rimarrà parcheggiata per tutto il giorno successivo. Nonostante il traffico un po’ rallentato, arriviamo al nostro B&B in anticipo per il nostro padrone di casa che ci aspettava in tarda serata……. che dire, mi sono dimenticata di avvisarlo che la Ryanair ci aveva cambiato gli orari del volo! C’è da dire che è stato felicissimo dell’anticipo, visto che ha potuto evitare di aspettarci fino alle 23 (se ci andava bene). Ci sistemiamo nella nostra camera in pochi minuti.. diciamo che abbiamo talmente fretta di uscire già che c’è ancora chiaro che ci limitiamo a lasciare gli zaini sul pavimento e usciamo subito nell’esplorazione della città. A poche centinaia di metri dalla casa c’è una fermata del bus e ne passano tre che portano tutti in pieno centro.. quindi l’attesa è solo di pochi minuti.
L’unica seccatura è che si paga contato a bordo, e noi essendo appena arrivati non abbiamo spiccioli.. per fortuna il padrone di casa ci aveva avvertito e ce li ha prestati lui! Neil di primo acchito è una persona gentilissima, e nelle tre notti che abbiamo passato nel suo B&B non abbiamo mai avuto modo di ricrederci della prima impressione.
Arrivare sulla Royal Mile di Edimburgo durante il festival ti dà un impatto della città indimenticabile: la frenesia, la musica, l’atmosfera che pervade la città la ammanta di un grande fascino che forse in tempi normali non avrebbe, visto che da quel poco che vediamo in quella prima sera è sì una città graziosissima, ma non certo una capitale indimenticabile.
Ci facciamo due passi, giusto per renderci un po’ conto di cosa vogliamo fare il giorno dopo.
Verso le sette cerchiamo di cenare al pub Abborford, in Rose street, che qualcuno mi ha consigliato, ma è pieno. Scopriremo presto che è una costante di Edimburgo durante il festival… Per fortuna gli anglosassoni cenano presto, e ci assicurano che in massimo 20 minuti si libererà un tavolo. Intanto facciamo due passi per Rose street, che essendo piena di pub e ristoranti la sera è abbastanza animata e scopriamo che con nostro immenso piacere nella nostra prima serata scozzese il clima è temperato: presto siamo usciti solo con la felpa, ma presto anche quella ci darà noia e la legheremo in vita.
La scelta del pub, a cui ci approcceremo ormai affamati come… pecore visto che in tutto il giorno abbiamo mangiato un insipido pizzino a Orio, si rivelerà ottima: 2 zuppe con 2 secondi a base di pesce, tutto ottimo.

20 agosto
Oggi dal punto di vista meteorologico incappiamo nella giornata peggiore di tutta la vacanza.
Pioverà per quasi tutta mattina e quando si fermerà la pioggia ci sarà un freddo barbino… Mentre la sera battiamo denti assistendo al Military Tattoo ci chiediamo: ma se è così adesso, come la metteremo quando saliremo al Nord??? Invece… non ci capiterà più nel corso della vacanza di patire il freddo! E neanche beccheremo tanta pioggia come quella mattina a Edimburgo.
Dopo avervi un po’ passato la panoramica della giornata direttamente da meteoscotland.com, veniamo alla prima effettiva giornata della vacanza. Oggi testiamo la colazione della guest house che si rivela ottima: c’è un piccolo tavolo con un assortimento abbastanza vario per una continental breakfast per chi lo desidera (come gli italiani che erano con noi, che poi hanno preso solo dei toast in più a quella) mentre chi lo vuole, può prendere poi un “piatto caldo” dove vengono date quattro e cinque scelte.
Di fatto le guest house, più grandi dei B&B, sono un pochino più organizzate… sono quasi dei piccoli hotels.
Noi scegliamo la colazione “ovviamente” (ovvio per chiunque ci conosca, intendo) più completa, la full scottish. Comprensiva di haggis, che non ho più trovato a colazione nel corso della vacanza. Un vero peccato, perché a me è piaciuto molto.
Ma torniamo a noi… dopo la colazione non certo ipocalorica prendiamo l’autobus per il centro città, visto che la prima meta della giornata sarà il Castello di Edimburgo. Il tempo comincia a volgere al peggio già mentre siamo in fila alla biglietteria (tradotto: comincia a piovere a dirotto!) quindi decidiamo di fare biglietto+audioguida (32 sterline in due, non certo due lire…). Già che siamo al Castello, ci siamo detti, stiamoci un po’, che poi magari spiove.. e difatti…
Il Castello di Edimburgo è bello ma molto, troppo riadattato. Quindi incontra poco il nostro gusto rispetto ai ruderi a strapiombo sul mare che incontreremo nel corso della vacanza.. ma sto anticipando.
Usciti dalla struttura ovviamente saltiamo il pranzo, perché siamo ancora pieni come pitoni, e la mattinata volge nel pomeriggio che neanche ce ne accorgiamo.
Lo passiamo a visitare la città, che addobbata per il festival è davvero scenografica. Visto che verso le 21 inizia il Military Tattoo e ci hanno consigliato di incamminarci una mezz’oretta prima, cerchiamo di andare a mangiare intorno alle 19 sul Royal Mile: primo imprevisto della vacanza. Alle 19 durante il festival tutti e dico tutti hanno la stessa idea! Morale: dalle 19 alle 20 si fa a pugni per mangiare in un locale lungo la Royal Mile e solo a leggeri spintoni per i locali intorno. E nessuno accetta prenotazioni! Avete già capito la morale della faccenda: cercate di mangiare fuori da questo orario….
Noi puntavamo uno dei locali consigliati dalla nostra guida, e da alcuni utenti su forumviaggiatori.com, la Deacon Brodies Tavern, ma c’era una fila che dalle scale che portavano al ristorante arrivava al bancone del pub. E non lo dico in senso metaforico. Alla fine “ripieghiamo” su un fast food dove per altro mangiamo due ottimi hamburger e tra l’altro veniamo serviti abbastanza velocemente, cosa che ci permette di incamminarci per tempo verso il Military Tattoo.
Mentre ci avviciniamo al castello capiamo il perché della mezz’ora prima: c’è una fiumana di gente e ben tre sbarramenti che fermano chiunque non abbia i biglietti….io mi emoziono già e sono ancora in coda, figurarsi quando sentirò la prima cornamusa mi dico!
Che dire su questo spettacolo…
E’ stata sicuramente una delle cose più belle di tutta la vacanza, e io lo consiglio a tutti. Se siete incerti, cercate qualche spezzone su youtube e fatevi venire la voglia perché ne vale davvero la pena. L’unica pecca è che il cielo terso è accompagnato da un vento a dir poco gelido….. finiremo alle 23 congelati ma felici!

21 agosto
La giornata di oggi si rivelerà piena di piacevoli sorprese: anzitutto a parte un po’ di nuvole il mattino il tempo diventerà molto soleggiato e molto caldo. E poi vediamo il primo castello che ci conquisterà davvero… ma andiamo con ordine.
Presa la nostra auto, ci dirigiamo alla Rosslyn Chapel, che si trova a pochi km da Edimburgo. La cappella è privata, e quindi l’ingresso non è certo a buon mercato. Inoltre è in pesante fase di ristrutturazione e piena di turisti. Nonostante questo, la vicinanza a Edimburgo la rende senz’altro una tappa appetibile ma rimango dell’idea che, nonostante la bellezza degli interni, l’Italia vanti chiese più belle… non consiglierei mai di venire da queste parti solo per la Cappella, per intenderci!
Visto che la giornata è bella e calda e qua ce la siamo sbrigata prima del previsto, decidiamo di visitare la cittadina di North Berwick, località balneare scozzese, che ci attira soprattutto per il Tantallon Castle che si trova lì vicino.
In realtà, complice probabilmente il bel tempo, anche la cittadina ci è piaciuta molto: ci ha ricordato parecchio la Baia al Nord di San Francisco e le cittadine che si incontrano lungo la California 1 (amanti degli Stati Uniti, vi ho avvertito.. occhio agli attacchi di nostalgia).
La visita della cittadina, porto compreso, non prende più di poche ore, e ci sta anche un pranzo tardivo a base di Fish & chips. Non è sicuramente un piatto leggero, ma è ottimo ed economico e si è rivelato molto più leggero del fritto di certe nostre parti!
La vera piacevole sorpresa della giornata è però sicuramente il Tantallon Castle. A picco sul mare, questo castello mezzo diroccato è fantastico per chi non ama le ristrutturazioni troppo pesanti. Non limitatevi a guardarlo da fuori.. la vista che si gode sul mare dall’interno delle mura vale da sola il prezzo del biglietto.
Conclusa la visita, torniamo a Edimburgo nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per goderci ancora un po’ del traffico umano che scorre lungo il Royal Mile per il festival.
Stasera vogliamo proprio cenare alla Taverna puntata la sera prima e, visto che stasera non abbiamo impegni pressanti ci mettiamo tranquilli in coda rassegnati ad aspettare parecchio. Per ironia della sorte, stavolta che non abbiamo fretta perché non ci aspetta il Military Tattoo diverse persone in coda davanti a noi desistono, poi tutti quelli davanti a noi erano in gruppi più numerosi e alla fine in poco più di un quarto d’ora siamo seduti al nostro tavolino da due.
Mangiamo davvero benissimo, come due sere prima optiamo per due zuppe e dei piatti a base di pesce.
Quando usciamo vorremmo fare due passi ma alla fine decidiamo di prendere subito un bus per tornare al B&B: siamo cotti e domani ci vogliamo svegliare presto perché ci aspetta una tappa bella lunga, che ci porterà fino a Inverness.

22 agosto
Il piano della giornata prevede di salire verso Nord cercando di stare il più possibile lungo la costa.
Non abbiamo altri vincoli se non quello di arrivare a Inverness per la sera, quindi mentre Luciano guida io con la routard alla mano decido man mano le fermate da fare.
Attraversiamo il ponte che da South Queenferry porta dall’altra parte della baia e iniziamo a salire verso nord, con prima tappa Saint Andrews, dove ci fermiamo ad ammirare le rovine della bella cattedrale del 1100. Sono davvero imponenti e complice anche il bel tempo ci piacciono davvero molto. Lungo la passeggiata che costeggia il mare arriviamo fino al castello, ma sinceramente quello che vediamo da fuori non ci entusiasma al punto da convincerci a entrare. E poi tra una cosa e l’altra è già un’oretta che siamo qua… è ora di proseguire!
Tiriamo dritti fino al Dunottar Castle, vera tappa prefissata per la giornata.
Come il castello del giorno prima, anche questa è una costruzione a picco sul mare che è stata soggetta a poche ristrutturazioni. Magnifica!
Perdiamo un bel po’ di tempo qua dentro, ma davvero ne vale la pena. Quando usciamo, studiamo un attimo la cartina per capire quale strada ci conviene fare verso Inverness. Tra una cosa e l’altra l’ora di pranzo è passata da un pezzo e con essa una buona parte della giornata quindi decidiamo di tagliare subito verso l’interno, lasciando fare il tom tom e dandogli come unico vincolo quello di tenerci lontano dalle strada ad alta velocità.
Devo dire che la scelta si rivelerà felice, alla fine attraversiamo tanti paesini molto graziosi e pascoli in uno dei quali vediamo anche la prima mucca delle Highlands. Che bella che è!
A Kincardine O’ Niel, grazioso villaggio a poco meno di un’oretta da Stonehaven, ci fermiamo anche in una tea room dove faremo la merenda che ha sostituito il nostro pranzo….o forse sarebbe più esatto dire che si sottoporremo a un bombardamento calorico a base di scones caldi, burro, marmellata e torta fatta in casa! E tè ovviamente…
Dopo la pausa mangereccia non ci concediamo più soste nella guida, e riusciamo a arrivare a Inverness a un orario ancora bello decente.
Tramite booking, abbiamo prenotato una Guest House, la Avalon, che si trova appena fuori dal centro il quale è peraltro raggiungibile a piedi in pochi minuti.
Approfittiamo della connessione wi-fi della stessa per prenotare il traghetto per le Orcadi per la sera successiva e poi usciamo a fare due passi nella cittadina.
Per la cena scegliamo di nuovo il ristorante consigliato dalla routard anche se ho il sospetto che qualcosa sia cambiato ultimamente: anche se la cena si rivelerà ottima il conto sarà un po’ salato rispetto ai soliti standard della nostra guida.

23 agosto
Oggi ci aspetta una tappa di avvicinamento verso il Nord, con destinazione finale le isole Orcadi.
Abbiamo il traghetto alle 18.30 e non abbiamo nessun posto per dormire prenotato sulle isole.. con il senno di poi si è rivelata una scelta non felicissima ma.. andiamo con ordine.
Partiti dalla guest house per tempo, decidiamo di dare un veloce scorcio a Loch Ness..ma veloce veloce, tanto ci ripasseremo scendendo dal nord. Così, scegliamo uno dei belvedere consigliati dalla guida nei dintorni di Inverness e scattiamo qualche foto dello specchio d’acqua.. lo ammetto, non siamo molto entusiasti del lago, ma facciamo il nostro dovere senza sapere che nei prossimi giorni ci aspetteranno specchi d’acqua di ben altro aspetto.
La prima tappa successiva è la penisola di Black Isle, luogo delizioso pieno di scorci molto carini.
Avremo anche la fortuna di scorgere i delfini in una delle nostre soste, che nuotano davvero vicini a riva.
Nella nostra risalita verso Nord becchiamo anche un po’ di pioggia, e soprattutto un vento niente male.. nonostante questo decidiamo di fermarci nei dintorni di Wick a vedere un altro castello in rovina, il Sinclair Castle. Questo castello, che non è altro che una rovina a picco sulle falesie, è affascinante quanto pericoloso: all’epoca del nostro viaggio era transennato per impedirne l’accesso, non ho ben capito se per ristrutturazione o perché pericolante. Del resto, a rendere pericoloso l’avvicinarsi troppo contribuisce anche il forte vento!
Arriviamo a John o’Groats abbastanza presto, ci sta una visita alle imponenti scogliere, che credevamo di dover rimandare al dopo Orcadi. Le falesie sono impressionanti, anche se il vento fortissimo suggerisce di non sporgersi troppo… proprio non so come facciano le numerose pecore che incontriamo a brucare indisturbate, con l’aria di non avere un problema al mondo! I numerosi uccelli che trovano riparo nei tanti anfratti delle rocce mi sembrano un po’ più furbi… By the way, il traghetto delle 18.30 a Gill’s bay ci aspetta e dopo aver pagato il biglietto a terra ci imbarchiamo con la nostra auto. La traversata è molto breve, un’ora scarsa, e intanto pianifichiamo dove cercare da dormire. Decidiamo di andare nell’isola principale e di dormire a Kirkwall, che ci sembra in posizione più centrale.
L’errore di valutazione che facciamo è il seguente: alle 20, ora che siamo a Kirkwall comincia a diventare buio e ciò rende praticamente impossibile vedere le insegne dei B&B, che non sono quasi mai illuminate. Ovviamente, l’ufficio turistico è chiuso.. dopo aver girovagato per un po’, lasciamo perdere il discorso B&B e andiamo a chiedere una camera al The Shore Hotel. Ci aspettiamo una salassata e siamo abbastanza rassegnati, invece ci sconta la camera a da 90 a 75 sterline con colazione scozzese completa (che sarebbe a pagamento). Noi lo sconto non l’abbiamo chiesto, quindi non c’è ben chiaro perché l’ha fatto… forse perché a fianco c’era il Kirkwall Hotel? Comunque la camera è davvero bella, quindi decidiamo di fermarla direttamente per due notti.
E’ troppo tardi per pensare di cenare da qualche parte, e poi siamo troppo cotti… nanna, semplicemente.

24 agosto 2009
Oggi il sole splende alto nel cielo quando ci alziamo e questo forse è uno dei motivi per cui le Orcadi ci piaceranno così tanto. Siccome dormiremo ancora qua stasera oggi dedichiamo la giornata a visitare le due isole principali e non ci lasciamo sfuggire nessuna delle mete classiche che tutte le guide consigliano: il sito archeologico di Skara Brae con la sua bella spiaggia (dove ci bagneremo anche i piedi!), la cittadina di Stromness, l’italian chapel e al tramonto, approfittando di quei colori suggestivi che solo una giornata serena riesce a dare, i due siti di Standing stones of Stenness e Ring of Brodgar.
Nella sera che pare infinita delle Orcadi facciamo due passi a Kirkwall prima di cena mentre facciamo due piani per la giornata successiva: il bel tempo ci ha graziato e abbiamo visto tutto quello che c’era da vedere, quindi decidiamo di lasciare le Orcadi con un giorno di anticipo.
Tirando le somme, nonostante le Orcadi siano famose per i loro siti archeologici, noi ne abbiamo apprezzato di più i bellissimi paesaggi e le belle spiagge, davvero da cartolina. L’italian Chapel, costruita dai prigionieri italiani durante la seconda guerra mondiale, è una delle cose che mi è piaciuta di più….se si pensa che è stata costruita con materiale di recupero, è una vera esplosione di colori!!!

25 agosto 2009
Oggi lasceremo le Orcadi con il traghetto di mezzogiorno; non lo abbiamo prenotato, ma confidiamo che essendo quella di metà giornata troveremo posto senza problemi (e per fortuna, sarà proprio così).
Visto che abbiamo viaggiato con solo bagaglio a mano urge provvedere al più presto alla lavatrice, visto che indossiamo l’ultimo nostro cambio pulito!
La sera prima avevamo scorto una lavanderia a gettoni in una via centrale… con non qualche difficoltà la ritroviamo e per poco più di 5 sterline laviamo tutta la nostra roba. Siamo sulla strada per Margaret’s hope con molto anticipo e ci fermiamo ad ammirare ancora un po’ dei panorami delle Orcadi prima di partire.
Sbarchiamo a Gill’s Bay verso l’una: abbiamo approfittato dell’oretta di viaggio per mangiare un panino a bordo quindi siamo già pronti per partire verso le Highlands del nord ovest, da cui ci aspettiamo molto.
I panorami che ammiriamo, unici nel loro genere, non ci deludono e anzi, sono probabilmente superiori alle aspettative.
Ci rendiamo subito conto che il non prefissare la tappa notturna è stata un’idea niente affatto malvagia: non solo le strade per la maggior parte a senso unico rendono la nostra guida molto lenta ma ci fermiamo quasi in continuazione, ad ammirare e a fare foto.
La nostra sola preoccupazione è il non trovarci sulla strada quando cala il buio che qua è improvviso e può rivelarsi molto infido (questa zona è praticamente priva di illuminazione stradale). Così, quando manca un’oretta al tramonto decidiamo di cercare da dormire nel piccolo paesino di Lochinver, un grazioso porto sulla riva di un fiume. La routard ci avverte che spesso i B&B qua sono al completo quindi ci fermiamo alla prima scritta di B&B che troviamo, esposta fuori da una graziosa casetta.
La nostra ospite è una signora anziana che ci mostra una graziosa cameretta tutta pizze e trini.
L’unico handicap è che il bagno, anche se privato, è separato ma il prezzo di sole 44 sterline ci pare adeguato alla cosa quindi accettiamo senza esitazione.
Per cena proviamo il ristorante consigliato dalla routard (dove facciamo anche una discreta coda per accaparrarci un tavolo) e io seguo il consiglio della guida anche nella scelta del piatto, prendendo una delle loro torte salate fatte in casa. Ne scelgo una al salmone e rimarrà uno dei ricordi culinari più buoni di tutta la vacanza.

26 agosto 2009
La nostra ospite ci accoglie con la consueta full scottish breakfast, che noi non rifiutiamo mai: c’è da dire che per andare sul sicuro la signora si era informata la sera prima su cosa volessimo mangiare. Lo ricordo ancora, perché mi ha chiesto se mi andava di assaggiare il black pudding ed è rimasta sorpresa alla mia risposta affermativa. A dire la verità ha detto qualcosa tipo “strano, siete italiani..” Eh, ma non mi conosce bene!:D
La mattina abbiamo spazzolato il black pudding (che assomiglia in tutto e per tutto al nostro cotechino, anche come sapore.. è solo un po’ più speziato!!) e tutto il resto della colazione prima di salutare la nostra gentile ospite e levare le tende.
Anche oggi ci aspetta una giornata bella intensa alla guida: Luciano è un po’ stanco ma non vuole saperne di farmi guidare, dice che le strade così strette non sono il massimo per esordire alla guida dall’altro lato della strada! Non posso dargli torto… tutti e due siamo comunque resi più rilassati dal fatto che non abbiamo vincoli di alloggio quindi potrà guidare in tanto che se la sentirà!
Come il giorno prima cerchiamo di tenerci quanto il più possibile sui bordi dei lochs per non perdere i panorami forse migliori, di certo i più selvaggi: il contesto è stupefacente almeno quanto quello del giorno prima e capiamo forse cosa si intende per Scozia selvaggia.
Spulciando sulla guida decidiamo di scegliere come posto per dormire Plockton, piccolo paesino di pescatori in una baia dentro il Loch Carron. Non siamo lontani da Skye ormai, ma non ci va di arrivarci con il buio.
Il centro del piccolo borgo è tutto full, anche perché è davvero minuscolo, ma troviamo da dormire in un grazioso B&B proprio alle porte del paese. Ci sono due camere con un bagno in comune ma l’altra camera non ha ospiti, quindi alla fine sarà come averlo tutto per noi.
Ceniamo al Plockton Inn e siamo così fortunati di trovare l’ultimo tavolino libero, visto che sia la zona ristorante che quella pub pullula letteralmente di gente.
La cena è molto buona, come sempre, mangiamo zuppa e fish and chips. Decisamente troppo fritto in questa vacanza, a casa dieta ferrea!!!

27 agosto 2009
Ormai pochi chilometri ci separano dall’isola di Skye. Ci alziamo come sempre abbastanza presto e facciamo una delle colazioni migliori della vacanza, almeno per il mio metro di giudizio: io mi sbaffo un’aringa affumicata con crostini di pane nero imburrati… la fine del mondo.
E’ neanche metà mattina quando entriamo a Skye da Kyle of Lochalsh e decidiamo di passare subito da Portree a fermare un B&B per la notte: già nell’entrare nella cittadina troviamo una graziosa guest house con il suo cartello vacancy fuori e fermiamo subito la stanza, che ci piace molto. Di fatto è probabilmente una delle case più belle di tutta la vacanza!
Lasciati i bagagli partiamo subito all’esplorazione dell’isola dell’isola, iniziando dal Dunvegan Castle. E’ un castello molto moderno, pieno di mobili e suppellettili che lo rendono simile a un piccolo museo. Lo confesso, non mi entusiasma particolarmente.. i giardini e la gita in barca a osservare la piccola colonia di foche che vive al largo del Loch mi sono piaciuti molto di più!
Dopo la visita al castello decidiamo di fare la passeggiata fino al faro di Neist Point, gita che ci permette tra l’altro di passare in auto attraverso una bella strada panoramica piena come al solito di pecore e di poco altro! Lasciata l’auto al parcheggio sulla punta, c’è una passeggiata (piuttosto ripida al ritorno e fangosa sempre!!) di circa 1 km per arrivare sotto il Faro ma ne vale la pena: le onde qua sono particolarmente alte e vederle infrangersi con violenza sulla alte falesie è uno spettacolo abbastanza impressionante.
Quando torniamo all’auto abbiamo ancora abbastanza tempo per una gita, anche se ha iniziato a piovere bello forte. Così decidiamo che la gita sarà in auto e percorriamo la parte nord ovest dell’isola, fino alle rovine del Duntulm Castle.
Non smette mai di piovere nel frattempo, quindi scendiamo anche a fare poche foto e torniamo alla guest house abbastanza per tempo, per farci una doccia calda!
Per cena scegliamo un ristorante consigliato da diversi utenti su forumviaggiatori.com: The Isles in centro a Portree. Dobbiamo fare un po’ di coda perché il locale è strapieno ma il cibo è ottimo e veniamo ripagati ampiamente dell’attesa.

28 agosto 2009
Oggi quando ci alziamo piove a dirotto: visitiamo ancora un po’ Skye, ma è quasi impossibile scendere dall’auto quindi decidiamo di metterci in viaggio verso Oban, anche perché la nostra vacanza sta volgendo al termine e siamo ancora molto a Nord.
La prima sosta che facciamo è allo scenografico castello di Eilean Donan, anche se decidiamo di rinunciare alla visita all’interno. Il fatto che sia stato ricostruito del tutto non ci entusiasma, e poi c’è talmente tanta gente che sembra il centro la vigilia di Natale..
Da fuori però è bello davvero, facciamo qualche foto e lo ammiriamo qualche minuto da una panchina panoramica (anche perché nel frattempo ha smesso di piovere e anzi è uscito un timido sole) prima di proseguire il viaggio.
La strada non è molto lunga, ma ancora cerchiamo di tenerci per quanto possibile sulle strade secondarie per poter godere di panorami migliori. Il tempo fa il pazzerello tutto il giorno: piove, c’è il sole, poi piove di nuovo poi riesce il sole…
In uno degli sprazzi di sereno facciamo una sosta dalla guida per visitare Fort William…anzi, facciamo addirittura una deviazione per arrivarci, incuriositi dal fatto che sembra una tappa obbligata in quasi tutti i tour.
L’idea era di parcheggiare l’auto e fare due passi, ma siamo scappati di fronte alla fiumana di bus turistici che vomitavano gente, di cui il 90%.. indovinate? Connazionali! Abbiamo cercato parcheggio per dieci minuti e poi abbiamo desistito, anche perché era impossibile guidare senza rischiare di travolgere qualche turista che girava senza guardare affatto dove andava… insomma, l’impatto con la cittadina per noi è stato molto negativo e se essa conserva un qualche fascino non abbiamo fatto in tempo a scoprirlo..
La seconda sosta del programma però, nella cittadina di Glencoe, si rivela per fortuna molto piacevole: sosta adatta a chi fa molte delle passeggiate nei dintorni, il villaggio in sé si gira in pochi passi. E’ formato da un’unica via costeggiata da case graziose e piene di stupendi fiori!!!
Arriviamo a Oban nel tardo pomeriggio, anche qua essendo fine agosto non è difficile trovare una guest house libera. La Ricerca è anche facile, sono praticamente quasi tutte concentrate nella stessa via…
C’è ancora molta luce, quindi riusciamo a fare un bel giro prima di cena con il nostro ultimo (ahinoi) fish and chips.

29 agosto 2009
Oggi è il nostro ultimo giorno di vacanza in Scozia: dopo la solita abbondante colazione lasciamo Oban in direzione di Stirling, che sarà l’ultima nostra tappa in Scozia. La cittadina è molto carina: sembra arroccata ancora intorno al suo castello e conserva un aspetto medievale molto caratteristico.
Nonostante la cittadina ci colpisca favorevolmente, lo stesso non si può dire del castello: è decisamente rimaneggiato, per non dire di peggio.
So che per molti è una delle tappe fondamentali di un viaggio in Scozia ma se tornassi indietro, probabilmente lascerei perdere di spendere il salato biglietto di ingresso. La parte migliore è l’esterno.
Imperbili invece due passi nelle graziose vie della cittadina (e perché no? Una sosta alla deliziosa Darnley Coffee house per due tè e due fette di torta, come hanno fatto i sottoscritti!), la visita alla chiesa di Holy Rude e al suo suggestivo cimitero.
Restiamo a Stirling fino all’imbrunire, e poi ci mettiamo in viaggio verso l’areoporto di Glasgow, perché la strada è ancora lunghetta e la mattina dopo abbiamo il volo molto presto. Ci fermiamo a dormire in una guest house appena fuori dall’aeroporto: siamo molto fortunati a trovare una stanza perché era pieno di “no vacancy!”
Così si conclude la nostra vacanza in Scozia: probabilmente torneremo, almeno a Edimburgo per il festival a rivedere il Military Tattoo.
Per chiudere qualche considerazione sulle guide: mi sono passate tra le mani sia la routard che la LP che la rough. Stavolta la palma d’oro va decisamente alla Routard (seconda edizione, pubblicata nel 2009): precisa e ricca di indicazioni, screma però le cose da vedere in modo molto assennato, senza dire che è tutto bello e imperdibile.

martiab@libero.it


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