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Francia: Provenza
2010 - diario di viaggio 26 giugno - 4 luglio
di
Valeria
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Protagonisti |
Valeria e
Domenico dalla Valle Camonica |
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Itinerario |
Gorge du Verdon - Camargue
- dintorni di Avignone - distretto Provence-Haute Alpes |
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Costi |
Soggiorno tutto inclusp circa €
900 in due |
Provenza 2010

Gorge de Verdon
nei pressi del lago della Crois
Io e il mio compagno siamo appena
tornati da una breve vacanza di una settimana nel sud della Francia, fra la
Provenza e la Camargue.
Contrariamente a quanto letto su internet, che paventava un territorio
mediamente molto costoso, il nostro è stato un viaggio low cost: abbiamo speso
circa 900 € in due, abbiamo viaggiato con un'auto a gpl (percorrendo circa 2200
km) e abbiamo quasi sempre pernottato in campeggio.
Di solito siamo viaggiatori molto organizzati, partiamo con un programma di
viaggio abbastanza dettagliato e raccogliamo informazioni sui luoghi da
visitare... quest'anno non è esattamente andata così, racconterò il piacere di
andare a zonzo in un territorio meraviglioso e molto tutelato.
26 giugno (sabato)
dalla provincia di Brescia, entriamo in autostrada ed evitiamo Milano per lo
spauracchio del primo esodo estivo. Fatica inutile, una bella coda di due ore ci
attende fra Genova e Ventimiglia. Appena varcato il confine francese lasciamo
l'autostrada (molto costosa) e optiamo per le ottime statali francesi: ci
guadagnano portafoglio e paesaggi... e poi siamo ufficialmente in vacanza quindi
lasciamo la fretta a casa. All'altezza di Nizza ci addentriamo sulla Route
Napoleon, una statale che lascia la costa si snoda nell'entroterra fra gole e e
montagne, molto suggestiva. La nostra prima meta sono le Gole del Verdon e
contiamo di arrivarci in serata per dedicargli la giornata successiva.
Irresistibilmente intervalliamo il viaggio con brevi tappe nei paesini lungo la
strada. Molto bello Entrevaux con il suo castello arroccato e il centro storico
di impianto medievale. Facciamo una passeggiata per sgranchirci le gambe ma ci
sorprende un bel temporale che svuota il villaggio in pochi minuti...
continuiamo per Castellane. Anche Castellane è un villaggetto molto grazioso,
troviamo posto nel bellissimo B&B le Mouline, appena fuori paese. Con 39 €
affittiamo una camera con bagno e con 37 ceniamo a base di trota accompagnata da
una stupenda emulsione al limone. Passeggiata serale nelle vie del borgo vecchio
e poi a nanna.
27 giugno (domenica)
Lasciamo Castellane (non prima di aver fatto ampio onore ai prodotti della
boulangerie sulla piazzetta principale) e imbocchiamo la strada della rive
gauche del Gorge du Verdun. Al cornique sublime, nonostante siamo abbastanza
presto e non ci sia ancora in giro nessuno, assistiamo a due salti con
l'elastico della sommità del ponte (saranno almeno 80 mt), non avendo lo stesso
coraggio proseguiamo. La giornata piano piano si scalda e a mezzogiorno siamo
sul lago della Croix (allo sbocco del Gorges), dove affittiamo un pedalò e ci
lanciamo nell'esplorazione "per fifoni" del Verdon. Anche questo semplice mezzo
permette di scoprire il letto di questo fiume profondamente incuneato fra alte
pareti rocciose su cui si aprono grotte e cascate. Facciamo tappa a Moustier
St.Marie, uno dei più bei borghi di Francia, incastrato fra due costoloni di
roccia e dominato dalla sua rocca. Il clima rilassato, il valore
dell'artigianato esposto nelle vie del centro storico (molto apprezzabile la
ceramica), le mille fontane ci inducono a dedicare a questo bel borgo una lunga
passeggiata che ci porta sopra il paese per godere a pieno del paesaggio.
A malincuore lasciamo queste zone (che meriterebbero una visita di almeno 3-4
giornate perché sono davvero bellissime e ricche) e facciamo rotta per la
Camargue, meta privilegiata dei nostri programmi di viaggio.
Orrore, arriviamo nei pressi di Les St. Marie sur la Mere nel pieno dell'ingorgo
dei balneanti della domenica... un casino indescrivibile... tipo dintorni di
Cesenatico! Fortunatamente, dopo due ore di traffico e coda seguiamo le
indicazioni per il campeggio a la Ferme (13 € per due persone + tenda a notte)
nei pressi di Aigues-Mortes e scopriamo un gioiellino fra il niente e il nulla,
praticamente vuoto, molto pulito dove dominano solo le cicale, le rane e ... i
moschito (veri e incontrastabili imperatori della Camargue!). Davanti ad una
grigliata in campeggio (di ributtarsi nel casino non se ne parla!) facciamo il
punto. La nostra prima impressione non è stata delle migliori, ci sembra che la
zona sia molto promossa e osannata come riserva naturale, luogo di pace che ha
per protagonista la natura. La realtà, confermata nei giorni successivi è ben
diversa. Si tratta di un bel territorio, alle zone paludose si alternato le
colture tipiche di queste situazioni ambientali (risiere e vigne coltivate sulla
sabbia) molto involgarito dal turismo di massa sul modello della riviera
romagnola, sicuramente facilitato dalle spiagge lunghe, sabbiose, e dal fondale
molto dolce adatto ai bambini. Purtroppo anche i paesi hanno conosciuto un
modello di sviluppo alla romagnola con brutti alberghi sul lungo mare e
moltissime seconde case o case-vacanza. Decisamente non è il nostro genere,
volevamo fermarci qui ma decidiamo di rivedere i programmi.

Artigianato
locale a Chateau-les-Baux
28 giugno (lunedì)
Passata l'ondata del turismo domenicale la situazione si fa un po' più vivibile
e decidiamo di farci un giro nelle mete che abbiamo ritenute più interessanti
programmando il viaggio. Il centro storico di Aigue Mortes merita sicuramente
una mattinata: il vecchio borgo è abbracciato dalle fortificazioni e dominato
dalla rocca su cui spicca la torre di Costanza. Concludiamo la giornata con una
visita alle saline du Midi, le più grandi del Mediterraneo, dove si raccoglie la
gemma di sale della Camargue lasciando decantare l'acqua di mare in grandiose
vasche che assumono un'intensa colorazione rosa-viola. Il nostro amato campeggio
ci regala un'altra serata rilassante nell'ecosistema del delta.

Petit Rhone,
Aigues Mortes, Camargue
Saline du Midi, Aigues-Mortes, Camargue
29 giugno (martedì)
Una tappa d'obbligo in Camargue è il Parco ornitologico, che caldamente
consigliamo. L'ufficio del turismo ci consiglia di visitarlo nel tardo
pomeriggio, quando gli uccelli si raccolgono in grandi stormi e il sole cocente
del mezzogiorno si è un po' attenuato. Seguiamo il consiglio dedicando la
mattinata alla visita di St.Marie sur la Mere, carina ma molto involgarita (i
negozietti espongono solo ciabatte, olio solare e souvenir dozzinali). Secondo
la leggenda qui sbarcarono le Marie e San Giacomo per predicare il cristianesimo
in Europa (... potevano pure fare naufragio ...) accolti da una principessa
dalla pelle scura, la Santa Sara patrona degli "zingari" che ancora oggi tengono
qui una grande festa alla fine di maggio. Facciamo una capatina al mare e
appena la temperatura si fa più gradevole via al parco. Una meraviglia: qui gli
uccelli sono abituati alla presenza dell'uomo e non se ne sentono minacciati, è
un luogo preferenziale di nidificazione, un bellissimo santuario dei
fenicotteri rosa che attraversano il cielo di in formazioni ordinate.

Parco
Ornitologico, Camargue
Mas de Tourelles, ricostruzione di cantina gallo-romana
30 giugno (mercoledì)
Lasciamo la Camargue avendoci fatto la pace ma sicuramente un po' delusi. Arles
è di strada e ci fermiamo nel bel centro storico. Le biglietterie dei diversi
monumenti propongono un biglietto cumulativo con un forte sconto, sicuramente la
città merita, ma la tanto osannata "romanità" si esprime molto meglio in altri
siti come Nimes o Vaison-la-Romaine (che già conoscevo da precedenti viaggi e
consiglio a chi non c'è stato). Sicuramente grandiosa la cattedrale di St.
Trophine e il chiostro adiacente.
Con mezz'ora di macchina ci portiamo a Le Baux-en-Provence, un volantino
turistico ci consiglia di dedicare una sosta alla cathedrale d'Image,
un'installazione artistica in una vecchia cava in disuso ai piedi del borgo
medievale. Sinceramente optiamo per entrare spinti dalla promessa di frescura...
facciamo il biglietto intergrato per l'installazione e il castello e ...
meraviglia: l'interno della vecchia cava ha la volumetria di una cattedrale, dei
videoproiettori sincronizzano immagini, video e foto sulle pareti, le colonne,
il pavimento e i soffitti, con un accompagnamento di musiche e rumori. L'effetto
è incredibile, una sollecitazione di colori e suoni molto ben realizzata e
intelligente che ha per tema l'Australia. Scopriamo che gli spettacoli cambiamo
ogni sei mesi e ci viene voglia di tornare per vedere le prossime performance.
Davvero un colpo di fortuna! Ci tratteniamo per più di due ore poi il freddo ci
spinge fuori (meglio avere un maglioncino) dove ci attendono 35 gradi e un paese
aggrappato alla montagna, così integrato nel suo ecosistema che il castello
corona senza discontinuità il pianoro sommitale, con tanto di abitazioni
rinascimentali in stile troglodita. Un'ottima audioguida ci racconta le
vicissitudini dei Baux (discendenti dei Re Magi!) e il medioevo provenzale.
Anche il resto del borgo è molto bello, popolato da tantissimi artisti che
valorizzano gli spazi urbani con i loro pregevoli atelier. Scopriamo anche un
simpatico museo dedicato ai Santos, le statuine del presepio che in queste zone
godono di una lunga tradizione paragonabile solo alla scuola napoletana.
In serata ci spostiamo a Gaveson dove ci sistemiamo in un bel campeggio (17 euro
forfettari per notte) e programmiamo i prossimi giorni (a questo punto un po'
alla suerte) armati di depliant turistici raggranellati qua e là e dei consigli
di una piccola guida.

Abbazia
troglodita di St.Roman
1 luglio (giovedì)
Il nostro primo giorno da turisti disorganizzati si rivela subito molto ricco.
Siamo a pochissimi chilometri da Avignone ma decidiamo di non entrare in città
privilegiando le mete minori, un po' per sfuggire ai tour dei
turisti-pellegrini, un po' per scoprire piccoli tesori nascosti. Siamo subito
accontentati da una visita di un paio d'ore al Museo degli aromi e dei profumi
di Graveson accolto all'interno di un bellissimo giardino botanico e centro
aiurvedico. Per risolvere il problema di dove trascorrere le ore più calde della
giornata ci dirigiamo verso Pont du Gard dove si può ammirare un acquedotto
romano molto ben conservato. L'abilità francese nella musealizzazione raggiunge
qui uno dei suoi livelli più alti. Pagando in forfait di 15 € a vettura si ha
accesso illimitato al parcheggio del sito unesco che accoglie i visitatori con
un museo molto completo e interessate con realizzazioni grafiche sulle fasi di
realizzazione dell'acquedotto e in diorama a grandezza naturale sulle tecniche
di lavoro. Un salto al parcheggio per recuperare i costumi da bagno e la merenda
e ci dirigiamo all'acquedotto... reinventato come stazione di balneazione
fluviale nelle splendide, pulitissime e freschissime acque del Gardon. Solo dopo
tanti bei bagni, le foto di rito e il sole più clemente ci muoviamo per visitare
la vicina abbazia troglodita di St.Roman (unica nel suo genere in Francia,
ricorda i paesaggi turchi o i templi copti) e sulla via del ritorno ci fermiamo
al Mas de Tourelles (Beaucaire): una cantina moderna e in funzione in cui è
stato ricostruito un torchio e vengono sperimentate le tecniche di vinificazione
gallo-romane sulla base degli scavi condotti nei dintorni. Anche questo un
piccolo miracolo che dimostra come uno scavo archeologico possa diventare un
valore aggiunto per le attività moderne. (nota: siamo arrivati ad un minuto
dalla chiusura, i gentilissimi proprietari ci hanno consentito di fare il giro
completo e di soffermarci per quasi un'ora).
Decisamente soddisfatti della bella giornata decidiamo di fare una nuova scorta
di depliant e di programmare una seconda giornata da girovaghi.

Museo degli
Aromi e dei Profumi, Graveson
Acquedotto romano a Pont di Gard
2 luglio (venerdì)
Di buon mattino approfittiamo del fresco per aggirarci un po' a casaccio nei
paesini a est di Avignone. Siamo stati a Fontaine de Vaucluse (museo della vita
contadina e a Isle sur la Sorgue (IL MIO PREFERITO, DELIZIOSO), non traccerei un
itinerario preferenziale perché hanno tutti una particolarità, sono mediamente
molto belli e tranquilli. Nei pressi di Coustellet ci fermiamo al Museo della
Lavanda, una tappa d'obbligo in Provenza. Il museo è molto didattico, ben
gestito da una società che vende l'essenza di lavanda per la profumeria e
l'industria, una bella collezione di strumenti e macchinari agricoli di fine
ottocento che raccontano l'epopea e la specializzazione territoriale di questa
strana industria. Nei pressi, il paese di Thor ospita le Grotte di Thouzon dove
speravamo di immolare sull'altare della geologia le ore più calde... purtroppo
la visita è un po' deludente e decisamente breve. Optiamo per un altro bagno a
fiume sulle sponde della Sougue. Cercando un accesso alla sponde ci imbattiamo
in un noleggio di canoe nei pressi di Lagnes e ci lasciamo tentare da un
percorso di un paio d'ore in kajak. Un'ottima idea: dai pannelli illustrativi
scopriamo che la Sourgue è un fiume "privato" ossia i proprietari rivieraschi
hanno dei diritti anche sul fondali e sull'ambiente circostante (che è un
complesso sistema fiume-canali) che è quindi sottoposto ad una regolamentazione
particolare ed è iper-tutelato. Inutile dire che siamo stati dei canoisti molto
goffi, che siamo ripetutamente finiti in acqua (che bello, è freschissima e
pulitissima!) e abbiamo ammirato molto da vicino quasi tutti gli alberi che
abbracciano le sponde... un'esperienza da fare. Un piccolo autobus
dell'organizzazione ci riporta alla macchina. Ripassiamo da Isle sur la Sorgue
(insomma me ne sono innamorata!) e poi in campeggio. Un inaspettato invito a
cena da una grossa compagnia di camperisti tutti molto anziani che da 20 anni si
danno appuntamento al nostro campeggio ci regala una serata divertente.

Campo di lavanda
e campo di fiori nei dintorni di Avignone, Provenza

Negozietto a
Roussignol in un edificio colorato con ocra rossa
3 luglio (sabato)
visto che i nostri programmi si fanno giorno per giorno decidiamo di assecondare
il destino (finora ne siamo molto soddisfatti) e decidiamo di lasciare il
camping (ciao nonni!) e di entrare ahinoi nell'ottica del rientro. Sarà stato il
contagio del "paese degli zingari" ma decidiamo di rientra in Italia
dall'entroterra (via Torino) e di evitare la costa... sempre per il terrore
sacro del casino! Anche questa improvvisazione si rivela una buona idea.
Iniziamo il nostro spostamento verso est dirigendoci verso Roussignol, il paese
delle ocre. È un luogo incredibile, che regala colori e sensazioni da gran
canyon. il Bel villaggio-atelier artistico è a ridosso di una cava a cielo
aperto di ocre, dove sono organizzati due comodi sentieri di visita di 35 o 55
minuti. A pochi minuti il Conservatoire des ocres et de couleur, gestito da una
cooperativa di artisti-artigiani ha recuperato l'usine di Mathieu, un
laboratorio per la lavorazione dell'ocra e la sua trasformazione in pigmento. Il
sito è musealizzato e spiega molto bene come il pigmento lavorato si trasforma
in colore... io sono una grafica con maturità artistica, il mio compagno è un
tipografo-artigiano... insomma, sarà deformazione professionale ma ci siamo
rotolati nei colori! Entusiasti abbiamo chiuso il cerchio con una capatina alle
mines de Broux de Gargas, un'altra cava (in galleria stavolta) dell'ocra. Dopo
il dilettevole, l'utile sotto forma di lunga tappa di avvicinamento a nord,
sulla provinciale verso il confine italiano, nel cuore dell'Alta Provenza. Per
fortuna ci consolano i paesaggi: campi di grano immensi accostati da
coltivazioni floreali (tecnica della rotazione delle colture) rosse, viola,
melangiate. Costeggiamo Apt e Sisteron a malincuore non ci fermiamo, proseguiamo
per Gap che passiamo senza rimorso e cerchiamo un B&B nei pressi di
Chateauroux-les-Alpes. (finiamo proprio sulle Alpes, in una chambre d'hote a
1400 mt!)

Il sentiero delle
ocre a Roussignol
4 luglio (domenica)
Ripartiamo e continuiamo a risalire la valle della Durance, prima tappa alla
Cite Vauban villaggio-fortificazione militare della fine del '700 e
innamoramento di Briancon, che già è proprio una bella cittadina fra le montagne
e in più ci accoglie con una festa in costume medievale... ripartiamo solo dopo
le 14,00 sazi dei gustosi piati di cucina medievale proposto dai ristoratori e
soddisfattissimi dell'ultima tappa di una vacanza un po' improvvisata ma molto
ben riuscita.
damioli_v@yahoo.it
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