L’Oman è un
bel paese, facile da girare, sicuro, con sorprendenti infrastrutture e servizi e
merita assolutamente di essere visitato. Per noi è stato un paradiso per il
camping libero.
Il campeggio è a mio giudizio la scelta migliore, il paese è tranquillo con
tasso di criminalità pari allo zero, si acquista di tutto con facilità, la gente
è gentile, e curiosa.
Gli alberghi sono carissimi, non c’è una scelta economica, il livello è
sicuramente alto ma sono un vero salasso, mentre benzina e costo della vita
sono decisamente a buon mercato. Lo spazio non manca.
Nonostante la Klm ci abbia un po’ rovinato i piani restituendoci i bagagli 3
giorni dopo l’arrivo abbiamo girato l’Oman centrale abbastanza bene e qui diamo
qualche suggerimento e impressione sulle località.
Il visto non da problemi, le formalità vengono espletate con rapidità ed
efficienza.
Noleggio 4wd europecar, 2700 benzina; il costo del carburante è di €. 0,25 al
litro. Prepagato direttamente europecar italia costa meno.
MUSCAT
La capitale è una città carina, non indimenticabile, sicuramente da non
spenderci i tre giorni che suggerisce l’edt. Il souk di Mutrah è per turisti ma
si compra un eccezionale incenso, spezie ed altri souvenir simpatici. E’ la
parte più viva della città, con localini e caffè, si possono acquistare
attrezzature sportive e da campeggio tipo fornelli, sacchi a pelo e bombole
camping gas vicino alla rotonda a ridosso del porto.
Lungo la highway ci sono centri commerciali dove si trova di tutto e di più. Un
giro nella parte vecchia e sulla corniche e Muscat è tutta qua.
Pernottamento (forzato) al Muscat Holiday, bello ma che botta!
Credo ci sia carino il Marina, ottima posizione al porto. Il M H ha un ufficio
europecar, comodo per noi arrivati di notte.
SEEB
L’edt consiglia una visita. Noi ci siamo andati perché bloccati a Muscat,
continuiamo a chiederci perché andare.
NIZWA
E’ carina ma non molto caratteristica. La fortezza merita una sicuramente una
visita sia per l’architettura sia per l’esempio di opera difensiva ben
restaurata e conservata.. Merlature ed interni sono decisamente piacevoli ed
interessanti. Il souk alla nostra visita era chiuso, venerdì di preghiera. Che
ci vuoi fare.
BAHLA e
JABRIN
Il primo alla vista dalla strada offre un bel colpo d’occhio peccato sia chiuso
per restauri fino a non si sa quando. Il secondo è decisamente interessante per
l’architettura particolare e la posizione solitaria nella pianura.
WADY GHUL
Dopo il giro dei forti ci siamo diretti al Gran Canyon Omanita. Più bella la
strada a salire che il canyon stesso che in effetti si vede anche poco.
Possibilità di trek fra rocce varie, circa 3000 mt e temperatura rigida. Noi
senza bagagli pernottiamo al Wadi Ghul resort, sorta di camping con bungalow e
tende stile beduino dove dormiamo, circa 70 euro in due con ottima cena. Ci
freghiamo due coperte in più da tenda vuota. A me ha detto poco.
AL HAMRA
Cittadina in stile yemenita, molto caratteristica. Bello girare nel palmeto e
fra le case dai bei portali. Interessante la parte antica anche se in pessimo
stato di conservazione.
MISFAT
Altro villaggio molto caratteristico in splendida posizione fra monti aridi.
Punto di partenza per trek e passeggiate. Bellissima oasi dove si possono
ammirare i tradizionali sistemi d’irrigazione. Noi abbiamo camminato lungo il
wadi fino a che il caldo ci ha stroncati. Da visitare
PISTA DI
MONTAGNA
Nel ritorno a Muscat abbiamo seguito questo consiglio dell’edt ed abbiamo fatto
bene.
Non date retta alle note terroristiche dell’edt. Con un fuoristrada la si
percorre agevolmente a velocità ridotte. Le salite e discese sono notevoli ma
non certo proibitive. La strada sale e scende praticamente sulla parete del wadi
con bei scorci e passa per il villaggio di Bilat Sait anch’esso in stupenda
posizione e decisamente caratteristico. Non l’abbiamo visitato causa l’ora
tarda, ma merita anche solo la sosta per una foto. Tempo di percorrenza un paio
d’ore con molta calma. 50 minuti secondo i tassisti locali, 5 ore secondo l’edt.
Riprendiamo i bagagli finalmente arrivati da Amsterdam e possiamo riprendere il
giro originario ma al contrario.
Ci dirigiamo
ad AL SEIFA
E nel tragitto ci fermiamo ai Khor, specie di lagune salate che seguono le
maree, le vediamo vuote e piene e colpiscono in ambedue i casi. Alla mattina i
riflessi delle rocce arancione nell’acqua sono veramente belli e molto
fotografici. Al Seifa è un villaggio di pescatori con un enorme spiaggione
sull’oceano privo di qualsiasi struttura. Bellissimo posto da campeggiare, ci
sono altri turisti accampati. L’oceano non è particolarmente limpido a causa del
fondo sabbioso ma l’acqua è strapulita. Nel villaggio ci si può rifornire
tranquillamente. Occhio alla marea, assicurarsi fino a dove arriva il mare prima
di piantare la tenda.
Ci
allontaniamo dalla costa e saliamo a MAZARA’ altro villaggio consigliato dalla
guida con oasi e forte. Non è particolarmente interessante a mio giudizio ma qui
incontriamo un bel gruppo di omaniti e passiamo un paio d’ore a fare amicizia e
mangiare datteri.
Continuiamo
lungo la litoranea e ci fermiamo a QURAYAT con le sue torri sul mare. E’ carina
anche se non indimenticabile. Ci intrufoliamo però nelle piccole e un po’ più
trasandate viuzze dietro la moschea. La gente ci saluta, ci invita in casa, i
bambini fanno casino, ci riempiono di dolcetti. Consiglio, entrate e fatevi un
giro, qualcosa succede. E’ la parte migliore.
Abbandoniamo
l’autostrada per seguire la vecchia costiera, secondo consiglio edt verso TIWI.
Non vale la pena, i lavori del completamento dell’autostrada hanno incasinato
tutto, il paesaggio non ha nulla da giustificare la deviazione, ci perdiamo pure
al buio e campeggiamo sui sassi. Prima di Tiwi c’è un tratto di spiaggia
sabbiosa ottima per il campeggio, i campeggiatori sono però tutti lì.
WADI TIWI
Acque verdi, rocce bianche, oasi.
Bello, è l’unico wadi dove si può salire un po’ in macchina e c’è più vita, un
villaggio con torre diroccata, palmeti e coltivazioni. Un abitante ci fa capire
che nel wadi c’è un laghetto, noi ci sfianchiamo fra le rocce sotto il sole di
mezzogiorno ma non lo troviamo. Ci abbronziamo però. Probabilmente abbiamo
capito male. I bagni si faranno agli altri wadi.
WADI SHAB
Fantastico. Si cammina mezz’ora e si arriva in una specie di paradiso di rocce
ed acque verdi tanto che torno all’auto, lascio l’attrezzatura fotografica e mi
tuffo. Seguendo il wadi nell’acqua si arriva fra passaggi stretti nella roccia
ad una grotta sotterranea con tanto di cascata. Uno sballo.
SUR
Arriviamo a Sur, città piacevole in bella posizione con quartieri di belle case
dai portali di legno di pregevolissima fattura. Merita una sosta se non altro
per uno spuntino. Il cantiere dei Dhow è una sola. Ma la città è viva anche se
eravamo sempre fuori tempo per il souk.
Seguiamo
ancora il mare in un tratto di costa un po’ più bello ed arriviamo a RAS AL JINZ.
Da sola vale il viaggio se vi piace la natura. Luogo di riproduzione delle
tartarughe. Nei dintorni non c’è un buco dove piazzare la tenda, abbiamo girato
tutto, solo sassi aguzzi, un paio di km fuori dal visitor centre c’è un
campeggio. Non è particolarmente attraente, ma il titolare è gentile, si può
cenare, dispone di bungalow. Caro naturalmente. La visita va prenotata al più
presto. Ci sono due turni, mezzanotte e le quattro della mattina. Prendete il
secondo dà la possibilità di seguire le tartarughe anche con la luce dell’alba e
fare qualche foto. La visita è guidata con regole rigide, si segue lo scavo, la
deposizione delle uova, il riempimento e la “corsa” verso il mare. Noi abbiamo
visto anche i piccoli, una specie di superquark dal vivo se piacciono queste
cose.
RAS AL RUWAYS
Seguiamo la strada che diventa sempre più desertica e malconcia fino a che non
finisce proprio e si infila nelle dune fronte mare. Ci insabbiamo, due stradini
ci sgonfiano le gomme e con l’adrenalina a mille superiamo un dunone in costa
derapando a manetta. L’insabbiamento qui è d’obbligo, non preoccupatevi qualche
anima gentile c’è sempre a dare una mano, la strada è battuta da turisti e
locali abituati a disinsabbiare incauti autisti. La sommità delle dune si
chiama Ras al Ruways ed è un posto veramente bello, le dune ocra finiscono sulla
scogliera in riva al mare. I turisti passano fanno la foto e vanno, noi
campeggiamo in solitaria. Alla mattina la nebbia rende il posto ancora più
magico. Si può scendere in varie calette, se si vuole fare il bagno. Nel mare
vediamo saltare i delfini.
Non abbiamo
tempo di andare fino a Salalah seguiamo quindi la costa fra villaggi beduini,
molto diversi dal leccatino omanita e ci facciamo una lunga tappa di
trasferimento verso nord. Secondo me meritava una visita l’isola di Masirah,
pazienza.
Arriviamo ad al Minitraib
WAHABI SANDS
Qui dopo rifornimento ci addentriamo fra le sabbie. Le Wahabi sono linee di alte
dune parallele con colori dall’ocra intenso al quasi bianco, punteggiate di
piccoli ricoveri beduini, cammelli e rare acacie. Noi seguiamo i cartelli
indicatori dei camping, teniamo la pista al centro della valle di dune e non
abbiamo il men che minimo problema d’orientamento o di insabbiamento,
attraversiamo anche un cordone di dune sempre senza problemi. I camping,
alberghi ecc. organizzano giri nel deserto, il clou è fare i pirla sul
fuoristrada su e giù per i dunoni, ho visto dei quad fermi presumo che si
possano noleggiare. Per me è molto più bello rinunciare alla scalata delle dune
con l’autista e fermarsi a dormire fra le sabbie. Usando un minimo di buon senso
e prudenza nella guida è un percorso senza particolari difficoltà. Noi abbiamo
passato due notti fuori dal mondo. La prima sotto una grande duna arancione
rivolti ad ovest, dall’alto delle dune il tramonto è fenomenale, la seconda in
una piana sotto le acacie verso est con passeggiata mattutina all’alba.
Ingaggiando una guida si può attraversare tutto il deserto uscendo al mare,
dalla parte dove siamo venuti noi, assicuro che vale la pena anche entrare ed
uscire da Minitrib spingendosi una cinquantina di km all’interno. Più che dune
non ci sono anche se fra le più belle che ho visto. Noi fra passeggiate, pic nic,
caffè con i beduini, guida sulla sabbia, ci siamo stati un giorno e mezzo e due
fantastiche notti, ce lo siamo goduto alla grande ma basta e avanza. Imperdibile.
Da Minitrib
ci dirigiamo al WADI BANI KALID, non preso in considerazione all’inizio ma ormai
ci abbiamo preso gusto. Ottima scelta, è il più bello. Pareti ocra, acque verdi
calde, rocce bianche. Si cammina 5 minuti dal parking e si arriva in un piccolo
palmeto “area pic nic” attrezzato pure di altalena, davanti ad un laghetto. Dopo
il laghetto il torrente scorre in un piccolo canion di rocce bianche, pozze,
cascatelle. Si sguazza fra le rocce fra colori incredibili, soprattutto al
pomeriggio. Il sentiero a lato arriva fino ad una grotta dove il fiume scorre
sottoterra, eventualmente per chi vuole continua in un percorso trek di più
giorni. Ci fermiamo a campeggiare nell’area sotto le palme. Tenda ed attrezzi ce
li portano i ragazzini del luogo con le carriole. Dal tramonto in poi anche qui
siamo soli, se si eccettuano le rane e i gatti attirati dal pollo allo spiedo.
Il giorno dopo ci si rituffa e poi si parte per Muscat e l’Italia. I gruppi di
turisti che abbiamo visto passare arrivano, fanno il pic nic due foto e vanno di
corsa, il posto merita di più.
L’Oman non è
selvaggio o caratteristico come lo Yemen, ma è un bel paese che offre scorci
fantastici e non facili da vedere altrove come gli Wadi. Nonostante la gente
vesta tradizionale il tutto risulta un po’ troppo leccatino per i miei gusti. La
comodità e la facilità nel visitarlo oltre che la possibilità di piazzarsi un
po’ dove si vuole lo rendono sicuramente un’ottima meta, soprattutto se non si
ha molta esperienza con il mondo mediorientale ed arabo in genere.