Visitare New
York City è sempre stato un piccolo tarlo, che batteva nella mente mia e di mio
marito Roby da un po’ di anni, divenuto sempre più forte ed insistente a causa
della continua lettura di consigli vari ed itinerari sul fantastico forum di
www.usaontheroad.it e sulla rivista ed
il sito di turistipercaso.
Visto il nostro futuro viaggio in Argentina – Bolivia – Cile a settembre e la
necessità di un piccolo stacco dal lavoro, vediamo se riusciamo a trovare un
volo ed un hotel ad un prezzo non esagerato per la quarta settimana di giugno.
Sul sito
http://www.cheaptickets.com, troviamo
un volo diretto da Malpensa al JFK a 450€ a/r, operato da Delta AirLines e
decidiamo di acquistarlo. Sappiamo che, forse, avremmo potuto trovare anche di
meglio, ma la comodità di non avere scali intermedi e i buonissimi orari di
partenza e di arrivo ci fanno propendere per questa soluzione.
Ora arriva un’altra parte difficile per la preparazione del viaggio: la scelta
dell’albergo. Proprio a causa delle varie letture sulla City, sappiamo che un
buon albergo, in posizione centrale è molto importante per organizzare al meglio
la visita, ma notiamo anche che i prezzi degli hotel più testati e consigliati
sono veramente altissimi. La nostra scelta, alla fine, ricade sul Broadway Plaza
Hotel, prenotato tramite Expedia al costo di 720€ per 6 notti con colazione
continentale compresa. L’albergo ha delle buone recensioni su tripadvisor ed è
in zona centrale e molto vicino alla fermata sulla 28th strada della
metro linea N-Q-W-R; le camere sono spaziose e pulite, l’unica pecca è
costituita dalla sala della colazione, che è decisamente piccolissima, ma si ha
la possibilità di portare caffé, cinnammons, donuts, ecc.. in camera, in caso di
eccessivo affollamento.
Prima di partire, subito dopo aver acquistato il volo, compiliamo il modulo ESTA,
sul sito:https://esta.cbp.dhs.gov/,
obbligatorio per i voli
diretti negli States e ne stampiamo 2 copie da portare con noi, anche se non ci
verrà mai richiesto e sull’aereo ci verrà ancora fatto compilare il modulo
I-94W.
Prenotiamo poi il servizio di supershuttle (http://www.supershuttle.com/)
per il trasferimento dall’aeroporto all’albergo e viceversa e cambiamo un po’ di
dollari in banca, richiedendo anche delle banconote di piccolo taglio per poter
dare la mancia all’autista del pulmino, una volta giunti a destinazione.
Decidiamo di acquistare on line il New York City Pass (www.CityPASS.com/NewYorkCity),
che per 79$ a testa ci permetterà di visitare 6 attrazioni ad un prezzo
vantaggioso (tra cui Met, MoMa, Statua della Libertà, Empire State Building, Top
of the Rock e Museo di Natural History) e di avere sempre una corsia
preferenziale per la visita delle stesse.
Lonely Planet alla mano, appunti vari, macchine fotografiche, telecamera, siamo
pronti per la partenza!
19/06/2010
Arriviamo perfettamente in orario alla Malpensa gentilmente accompagnati dai
miei, che si sono fatti una bella levataccia per venirci a prendere e portare
fino a qua.
Abbiamo tempo per fare il check-in con calma e per l’ultimo caffé decente.
Piccola nota: al check-in ci viene chiesto se vogliamo cambiare volo e prendere
quello dell’American Airlines che parte 1 ora prima… Decidiamo di non cambiare,
ma a me, vista l’agitazione che viene prima di volare, prende un po’ di ansia:
il destino vorrà che cambiamo volo? Perché? Aiutoooo!! Comunque, ormai ci siamo:
il volo parte in orario; è Delta – Alitalia, quindi abbiamo anche la possibilità
di vedere qualche film in italiano, il servizio è buono e i posti a sedere
confortevoli, soprattutto se si ha la possibilità, come noi, di stare nelle file
laterali da 2.
Atterriamo al JFK in orario e dobbiamo fare la solita trafila per
l’immigrazione: quando mi vengono prese le impronte digitale, il poliziotto mi
chiede se, quando ero stata in precedenza negli USA, ero finita nel back-office…
Assolutamente no! Ciò nonostante, mi dice che ci devo andare, perché le mie
impronte non sono venute bene e quindi hanno bisogno di maggiori controlli! Uffi!!!
Questa proprio mi mancava!! Una volta nell’ufficio, viene preso il mio
passaporto e, dopo pochi minuti, mi viene nuovamente riconsegnato con tanto di
battute da parte del poliziotto sul fatto che fossi la prima della giornata e se
Roby fosse o meno la mia guardia del corpo… Va beh, il timbro ce l’ho anche io
ed ora possiamo andare a ritirare il bagaglio, che, fortunatamente è arrivato! A
proposito di bagaglio, siamo partiti con un trolley solo per entrambi e con uno
zainetto a testa, ma abbiamo messo anche un’altra borsa all’interno della
valigia, in caso di acquisti eccessivi e di necessità…mai scelta più azzeccata
e, alla fine, vi dirò perché….
Una volta usciti dalla zona “sicura”, ci rechiamo al Ground Trasportation Desk,
dove facciamo vedere all’addetta la nostra prenotazione del supershuttle. Dopo
10 minuti, arriva l’autista e ci fa salire sul suo minivan azzurro, insieme ad
altri turisti che vengono lasciati tutti prima di noi. Dopo 1 ora e mezza (il
traffico, soprattutto nella zona dell’aeroporto, è decisamente intenso),
arriviamo al Broadway Plaza Hotel e possiamo prendere possesso della nostra
bella e spaziosa camera! La giornata è bellissima e siamo così felici di essere
a New York che rimandiamo la doccia alla sera e usciamo subito con l’obiettivo
di raggiungere Times Square! Ci muniamo di cartina e attraversiamo tutta la
Broadway fino all’incrocio con la 42th.
I grattacieli sono altissimi, le strade enormi, ci sono taxi ovunque e
tantissima gente che cammina in tutte le direzioni. Notiamo subito che i pedoni
non rispettano i semafori e ci adeguiamo all’usanza… Arriviamo a Times Square e
veniamo immediatamente colpiti dai suoi edifici con le insegne luminose, dalla
quantità di gente che qui si raccoglie, dai tanti rumori ed odori; insomma, come
ho letto in molti diari di viaggio, sembra davvero di essere al centro del mondo
occidentale!
Per inaugurare una settimana di “junk food”, andiamo al McDonald e prendiamo un
panino con patatine e coca cola. Roby si concede anche un gelato “soft” comprato
in uno dei tanti camioncini ai lati della strada, che vendono hot dog, kebap,
ecc…
Entriamo nel M&M’s store ed in qualche altro negozio di souvenir, ma un po’
stanchi e frastornati dai rumori, dalle luci e dalla folla e, soprattutto, cotti
dal volo e dal viaggio, decidiamo di tornare in albergo, questa volta, facendo
il tratto di 5th avenue che da Times Square va verso Downtown, fino
all’incrocio con la 27th, dove si trova il nostro albergo. Ci
fermiamo in un wall mart a fare un po’ di scorte d’acqua e, arrivati in camera,
dopo una bella doccia, crolliamo!
20/06/2010
Ci svegliamo, come tutte le volte che andiamo ad ovest, abbastanza presto:
infatti, alle 6 siamo già in piedi! Ci prepariamo e proviamo la colazione
dell’hotel: la scelta ricade su 2 enormi brioches, che ci riempiranno moltissimo
e su un bel bicchiere di caffé e latte.
Usciamo e raggiungiamo a piedi la fermata della metro. Facciamo l’abbonamento
settimanale, inserendo nella macchinetta automatica la carta di credito e
cerchiamo, poi, di dirigerci verso Harlem. Il primo approccio con la metro non
è stato dei migliori: sappiamo che, volendo raggiungere Harlem, per assistere ad
una messa gospel, dobbiamo andare in direzione Uptown, ma tra il caldo, i treni
local, express, ecc…, siamo un po’ disorientati, ma viene subito in nostro
soccorso un’addetta della sicurezza che ci fa salire sul treno giusto. Nei
giorni successivi, la nostra confidenza con la metro aumenterà sempre più e
riusciremo a prenderla senza mai sbagliare! In fondo, è davvero semplice!
Scesi ad Harlem, cominciamo a fare a piedi l’itinerario proposto dalla Lonely
Planet: sarà che è domenica mattina e c’è poca gente in giro, ma il quartiere ci
piace moltissimo e ci sembra davvero molto tranquillo. Abbiamo, infatti, letto
che parecchi newyorkesi, stanchi del traffico e della confusione di Manhattan,
si sono trasferiti qui e pensiamo che abbiano fatto benissimo!
Verso le 10 arriviamo nei pressi dell’Abyssinian Baptist Church, ma la fila per
assistere alla messa gira addirittura intorno all’isolato. Fa un caldo pazzesco
e non ce la sentiamo di metterci in coda sotto il sole, intanto sappiamo che
avremmo incontrato molte altre chiese. Arriviamo, infatti, dopo poco, davanti
alla African Methodist Episcopal Zion Church, segnalata anche sulla Lonely, come
una delle prime chiese del quartiere e decidiamo di entrare ed aspettare
l’inizio della funzione alle 11. La chiesa è piena di turisti e la gente del
posto è poca, i cori non sono eccezionali e nemmeno la “verve” del pastore.
Decidiamo, così, dopo mezz’ora, di uscire e proseguire il nostro giro per Harlem.
La messa gospel vista a San Francisco nel 2008 ci aveva letteralmente
entusiasmati, mentre questa ci è sembrata uno spettacolo adatto ai turisti e,
comunque, poco coinvolgente…
Letteralmente stravolti dal terribile caldo umido, ci fermiamo verso le 13 da
Apple’s Bees e prendiamo 2 buonissimi smoothies!
Saliamo nuovamente sulla metro e scendiamo a Columbus Circle per iniziare la
visita di Central Park.
Anche qui seguiamo l’itinerario proposto dalla Lonely e rimaniamo colpiti dalla
grandezza del parco, dal fatto che, al suo interno, ci siano delle vere e
proprie strade che delimitano il suo perimetro con corsie per bikers, skaters,
runners e che ci sia davvero tantissima gente! Ci sono molti campi da baseball e
ci fermiamo un po’ a vedere giocare, anche se io non ci capisco niente!
A Sheep Meadow, un’enorme distesa verde, contornata da alberi, dalle cui chiome
fanno capolino le punte dei grattacieli, i newyorkesi leggono, prendono il sole,
fanno un picnic, giocano a frisbee, ecc…la cosa strana è che nessuno tira un
calcio ad un pallone (è veramente inconcepibile da noi, dove il calcio è lo
sport nazionale e con un prato così sarebbero in corso mille partitelle!), ma se
guardiamo meglio, qualcuno sta giocando a calcio e, quando ci avviciniamo,
sentiamo: “Aho! che mi passi la palla?”…ah! ora è tutto chiaro!!! Sono
italiani!!!
Dopo aver girovagato in lungo ed in largo per il parco, il tempo inizia a
peggiorare e tra l’afa e le nubi, si prospetta un bell’acquazzone! In effetti,
non tarda molto ad arrivare, ma, fortunatamente, siamo nei pressi dell’uscita
del parco di fronte al Museum of Natural History che, essendo compreso tra le
attrazioni del City Pass, decidiamo, così, di visitare.
Cambiamo la nostra ricevuta di acquisto dei Pass nei City Pass veri e propri (un
blocchetto con le varie attrazioni) e cominciamo a girare per il museo, che è
veramente enorme! Ci inquietano un po’ gli animali imbalsamati al primo piano,
mentre apprezziamo moltissimo la parte dedicata ai dinosauri e la “journey to
the stars”, un documentario narrato da Whoopi Goldberg in una specie di
planetario, sulla nascita dell’universo.
Nel frattempo, ha smesso di piovere e possiamo tornare a Central Park, a
visitare “Strawberry Fields”, dove troviamo una lapide con scritto “Imagine”,
dedicata a John Lennon, ucciso proprio qui davanti.
Siamo un po’ stanchi ed affamati, visto che, a parte gli smoothies, non abbiamo
mangiato niente da stamattina, quindi, rientriamo con la metro in hotel per una
doccia rigenerante e riusciamo, dopo poco, per andare a prendere l’aperitivo in
un famoso “roof bar”, al 230 5th avenue (http://www.230-fifth.com/),
una bellissima terrazza con vista sull’Empire State Building.
Prendiamo 2 birre alla spina e un piatto di patatine fritte (se no, a stomaco
vuoto, non avremmo retto l’alcool!!). Dopo il tramonto, ci rechiamo a piedi a
mangiare da Blue Smoke (116 East 27th St), un ristorante che ci è stato
consigliato dal nostro amico Fabio (Ted!), dove mangiamo benissimo! Io prendo un
ottimo burger cotto alla griglia con patatine fritte, mentre Roby una fantastica
bistecca con erbette affumicata con del legno aromatico! Rimaniamo molto
soddisfatti!
Stanchi dall’intensa giornata, torniamo in albergo e crolliamo!
21/06/2010
Ci svegliamo come sempre abbastanza presto e, dopo la solita abbondante
colazione, ci dirigiamo a piedi fino ad Union Square, attraversando il
cosiddetto “Flatiron District”, che prende il nome appunto dal Flatiron
Building, un edificio a ferro di cavallo che domina la zona e che risulta
davvero molto affascinante! La zona di Union Square è proprio carina e intorno
alla piazza ci sono delle belle bancarelle che vendono ciliegie e fragole!
Prendiamo la metro verde in direzione Downtown e scendiamo a Bouling Green per
entrare nel Battery Park e prendere il traghetto per Liberty Island. Meno male
che abbiamo il City Pass ed abbiamo una corsia preferenziale, perché la coda è
lunghissima e sotto il sole cocente! Dopo i vari controlli di sicurezza (metal
detector e controlli di zaini e borse), saliamo sul traghetto che ci porterà a
vedere da vicino la Statua della Libertà. Lo skyline di New York, allontanandosi
dalla riva, è spettacolare, peccato che il caldo e l’afa contribuiscano a creare
un po’ di foschia, che rende le foto non troppo nitide. Pur avendo cercato i
biglietti per salire sulla corona ad aprile per fine giugno, non ne abbiamo
trovato nemmeno uno disponibile e decidiamo così di non visitare neppure il
piedistallo della statua, ma di girarci intorno e di goderci il panorama sulla
city! La statua di per sé non ha nulla di fantastico, ma capiamo cosa possa aver
voluto dire vederla da lontano per tutti gli immigrati arrivati in questa terra
carichi di sogni e di speranze!
Ci rechiamo poi ad Ellis Island, dove prendiamo l’audioguida e facciamo il tour
per il museo. Come ci aveva colpito l’audioguida di Alcatraz a San Francisco,
altrettanto fa anche questa: la visita risulta suggestiva e davvero
interessante, sentire nelle orecchie il vociare di persone di diverse
nazionalità, confuse ed agitate, appena sbarcate sull’isola; scoprire tutti i
controlli sanitari e medici a cui dovevano sottostare, avere la possibilità di
sentire alcune testimonianze…insomma, la consigliamo a tutti! Arriviamo così
nella parte dell’edificio dedicata alla ricerca delle tracce di lontani parenti
transitati di qui ed abbiamo l’incarico di cercare il bisnonno di mia cugina e
di prendere, se possibile, la stampa della pagina del registro con il suo nome.
Riusciamo ad assolvere il nostro compito e torniamo con il traghetto al Battery
Park.
Qui incontriamo dei bravissimi ragazzi che fanno break-dance per strada:
fortissimi!! Ci fermiamo a guardarli ammirati! Affamati, nei pressi del Charging
Bull (il famoso toro, al quale bisogna toccare gli “attributi” perché porti
fortuna!), prendiamo un panino con fesa di tacchino ed insalata da un Subway.
Rifocillati, iniziamo il nostro giro per il Financial District, attraversando il
bellissimo “Canyon degli Eroi”, dove vengono concluse tutte le parate più
importanti per poi arrivare alla Trinity Church ed a Wall Street, dove Roby,
visto il suo lavoro, ha un momento di grande emozione e vuole diverse foto
davanti all’ingresso!!!
Proseguiamo così fino a Ground Zero, dove giriamo intorno all’enorme cantiere
della ricostruzione, dopo l’enorme tragedia dell’11 settembre… Visitiamo il
memoriale e la piccolissima Saint Paul Chapel: qui è impossibile non commuoversi
e rimanere veramente colpiti davanti a tutti gli oggetti, le foto, le
testimonianze di quel maledetto giorno…
Dopo questo momento molto toccante, decidiamo di riprenderci un po’, dedicandoci
allo shopping e nessun posto sembra più indicato del grande magazzino Century
21! Dentro c’è tantissima gente, ma indubbiamente ci sono delle ottime offerte!
Roby si compra 2 camicie della Calvin Klein a buon prezzo ed entrambi
acquistiamo un paio di occhiali da sole della Tommy a 14,99$! Prendiamo così la
metro da Fulton Street e torniamo in albergo per una doccia, ma il riposo non fa
mai parte dei nostri viaggi e quindi siamo subito di nuovo fuori per salire
sull’Empire State Building e goderci il tramonto e la vista su Manhattan!! Anche
qui dobbiamo sottostare a minuziosi controlli di sicurezza e dopo aver
attraversato un’infinità di corridoi e preso vari ascensori arriviamo in cima:
la vista che si apre davanti a noi da sola vale il viaggio! L’isola di Manhattan
si estende in tutte le direzioni, lambita dall’Hudson River e collegata da una
miriade di ponti alla terraferma, siamo contornati da grattacieli che, più il
sole scende e cala la notte, più si accendono e si illuminano facendo indossare
alla City un luccicante abito da sera, che la rende davvero affascinante! Non
posso fare a meno di canticchiare sotto voce le parole degli U2: “Oh, you look
so beautiful tonight… in the City of Blinding Lights”…
Dopo questa bellissima esperienza, andiamo a piedi a Times Square per cercare
qualcosa da mettere sotto i denti: scegliamo il Bubba Gump! Volevamo già andarci
a San Francisco nel 2008, ma la lunga attesa ci aveva fatto desistere, così,
finalmente possiamo provare i famosi gamberetti! Io prendo, appunto, un mix di
gamberi, mentre Roby opta per un buon Fish&Chips: il locale è veramente carino e
il cameriere simpaticissimo!
Sono ormai le 23 passate, siamo stanchissimi! Torniamo in albergo per una bella
dormita ristoratrice!
22/06/2010
Dopo la solita abbondante colazione a base di 2 brioches e caffé - latte, siamo
pronti per dedicarci alla visita del Met, il Metropolitan Museum of Art!
Raggiungiamo con la metro la zona dei musei che costeggia il lato ovest di
Central Park e ci rechiamo prima a vedere il Guggenheim da fuori per apprezzarne
la tipica forma, ma non entriamo, visto che nel City Pass è possibile scegliere
tra questo museo ed il Top Of the Rock e noi abbiamo deciso di goderci la vista
dal Rockefeller Center, poi arriviamo davanti al Metropolitan, che ha appena
aperto. Lasciamo lo zaino al guardaroba, prendo per me un maglioncino di cotone,
visto che la temperatura all’interno è bassissima ed iniziamo il nostro giro con
l’audioguida. Il Museo è enorme, ci sono tantissime sezioni dedicate alle opere
di tutte le principali civiltà mondiali: Greci, Romani, Egizi, Fenici,
Assiri-Babilonesi, civiltà precolombiane, della Polinesia, africane…insomma, ci
si potrebbe davvero passare molto tempo! Noi giriamo con calma, ma ci
soffermiamo soprattutto davanti alle opere per le quali è disponibile la
spiegazione nella nostra audioguida e ci divertiamo tantissimo a scovarle tra le
tante che ci sono…la cosa bizzarra è che sono quasi sempre le più piccole e,
diciamo, le “meno belle”, ma le spiegazioni sono comunque interessanti e ci
permettono di entrare maggiormente in sintonia con le stesse e con i loro
autori! La cosa, comunque, più strabiliante del Met, è tutta la parte dedicata
alla pittura! Vedo dal vivo quadri studiati sui libri di storia dell’arte di
Monet, Manet, Van Gogh, Cezanne, Gaugain, Picasso e moltissimi altri! E’ davvero
un piacere e ne siamo entusiasti!
Usciamo dal Museo che sono quasi le 2 e facciamo un’altra tipica esperienza
neyworkese che non poteva mancare nel nostro viaggio: assaggiamo gli hot dog
venduti nei “baracchini” ai lati della strada! Ce n’è uno proprio davanti al Met
e cogliamo l’occasione al volo! L’hot dog con senape è buonissimo e, non ancora
sazi, prendiamo pure un gelato “soft” da un altro baracchino!
Saliamo sulla metro ed andiamo a Times Square perché vogliamo acquistare al
famoso TKTS i biglietti scontati per andare a vedere un musical a Broadway, un
altro must di un viaggio a New York! I tickets non sono affatto economici,
nonostante lo sconto del 40%, ma ormai abbiamo deciso e scegliamo HAIR per 158$
in 2!
Sempre per rimanere in tema delle cose che SI DEVONO fare a New York, abbiamo
l’obiettivo di vedere il famoso negozio di Abercrombie & Fitch, di cui abbiamo
tanto sentito parlare! Così percorriamo a piedi la parte di 5th che
da Times Square va verso Central Park per vedere il Rockfeller Center, la Saint
Patrick Cathedral e tutta una serie di negozi delle marche più famose fino ad
arrivare da Abercrombie, dove io vengo subito favorevolmente impressionata dal
bel modello di colore a torso nudo all’ingresso e Roby dalle commesse
“ballerine” in minigonna ed infradito! All’interno sembra, però, di essere in
discoteca: musica a bomba, luci bassissime, gente impazzita piena di pacchi di
acquisti appena fatti ed un profumo fortissimo… siamo quasi scioccati… ma alla
fine riesco a comprare una bella felpa blu, anche se non sono del tutto
soddisfatta del giro, sicuramente voglio tornarci!
Cerchiamo poi di assolvere ad un altro compito che ci era stato dato pre-
partenza: comperare una maglietta fucsia della Tommy per nostra cognata: la
troviamo nel negozio della Hilfiger sulla 5th ed ora possiamo tornare
a piedi in hotel!
Facciamo una bella doccia e usciamo di nuovo per andare nel Theatre District e
goderci le 2 ore e 30 minuti di musical: davvero molto, ma molto bello! Siamo
contentissimi della scelta fatta! Gli attori sono proprio bravi!
Affamati, dopo lo spettacolo, andiamo da Apple’s Bees, dove io scelgo del pollo
alla piastra accompagnato da fajitas e verdure, mentre Roby una bistecca con
patate, entrambi prendiamo un hot fudge come dolce e aspettiamo il conto: 73$ il
2! Alla faccia!! Buono, ma decisamente caro! Prendiamo la metro e torniamo in
albergo, dove crolliamo!
23/06/2010
Oggi, dopo colazione, vogliamo dedicarci ad una parte di Manhattan che avremmo
già voluto visitare gli altri giorni, ma che, per mancanza di tempo, non siamo
ancora riusciti a vedere: China Town – Little Italy – Soho – Noho – Nolita.
Arriviamo così con la metro a Canal Street, l’arteria principale ed il fulcro
del quartiere cinese. I vari negozietti cominciano ad aprire e, aspettando che i
negozianti tirino su le saracinesche, facciamo una breve deviazione per la
piccolissima Little Italy: un tratto di Mulberry Street, piuttosto squallidino e
triste, con un susseguirsi di ristoranti italiani, bandiere ed estintori
tricolori…
Torniamo in Canal Street e cominciamo a vagare tra le vie e viuzze, piene di
negozi con cianfrusaglie varie. Molti ci criticheranno, ma a noi le China Town
piacciono un sacco e quindi ci aggiriamo tranquilli e sereni, entrando in
moltissimi shops e divertendoci a chiedere i prezzi delle cose adocchiate (come
ad esempio, le tipiche borse con scritto “New York”) e vedere come ci siano
differenze tra uno e l’altro e come si abbassino notevolmente ad un nostro segno
di diniego! Per strada veniamo spesso anche avvicinati da cinesi che ci dicono:
“watches, watches, rolex, rolex”, ma ci mettiamo un po’ a capire cosa ci stanno
sussurrando visto il tipico accento cantilenante cinese!! Comunque, scelto un
negozietto di “fiducia”, acquistiamo 2 borse e 3 magliette con scritto “I love
NY”.
In un negozio di sneakers, prendo per me con grande soddisfazione un paio di All
Star (originali!) bianche a 35$! Decidiamo di posare gli acquisti fatti in
albergo, per non girare soprattutto con la fastidiosa scatola di scarpe, e, già
che ci siamo, comperiamo anche 2 confezioni di CkOne in una delle tante
profumerie che si trovano nel tratto di Broadway vicino al nostro hotel e che
hanno prezzi molto convenienti.
Mangiamo un’insalata greca in un fast–food e poi prendiamo la metro fino alla 59th.
Prima di entrare al MoMa, la cui visita è in programma per il pomeriggio,
facciamo un bel giro nel fantastico negozio della Apple, sulla 5th,
dove finalmente riesco a fare un salutino al forum di usaontheroad e poi da Fao
Schwartz, un megastore di giocattoli, felicità di ogni bambino e un po’ anche
nostra!!
Entriamo, così al MoMa, chiediamo l’audioguida, che è gratis e noi logicamente
non ce facciamo scappare e ci dedichiamo alla visita del 5° e del 4° piano, dove
vediamo dei quadri famosissimi che ci colpiscono moltissimo: Picasso, Matisse,
Van Gogh, Warhol, Pollock e molti altri! Come per il Met, rimaniamo davvero
felicissimi di aver potuto vedere queste importanti e famose opere d’arte! L’audioguida
in questo caso è davvero molto utile, in quanto, trattandosi di quadri astratti,
cubisti, ecc…, non sono di facile interpretazione e poter dare loro un senso,
oltre a goderne la bellezza, è molto piacevole!
Terminata la visita, prendiamo nuovamente la metro, questa volta fino a Prince
Street, da dove iniziamo l’itinerario a piedi proposto dalla Lonely, che ci
porterà alla scoperta di Soho, Noho e Nolita, 3 quartieri decisamente più
vivibili, meno “frenetici”, pieni di negozi di roba vintage e particolare!
Bello!! Mi diverto un sacco ad entrare ed osservare, ma, appunto…solo
guardare!!! I prezzi sono altissimi ed inavvicinabili per noi!! Lasciamoli pure
alla mia adorata Carrie Bradshow!
Felici e soddisfatti del nostro giro, torniamo in albergo per rinfrescarci e poi
usciamo nuovamente per andare a vedere il tramonto sul Top of the Rock! Subiamo
i soliti controlli di rito e poi prendiamo l’ascensore “psichedelico” fino alla
cima!! Come dall’Empire, anche qui, la vista che si gode sulla grande Mela è a
dir poco strepitosa! L’empire verso sud e il polmone verde di Central Park a
nord, contornato da tutti i grattacieli, fanno proprio un bell’effetto!!
Aspettiamo che faccia buio, per fare le foto in notturna e poi, affamatissimi,
ci dirigiamo a piedi da Fresco, un ristorante, sempre consigliato dal nostro
amico Fabio, dove dovrebbero fare la pizza grigliata! Il fastfood “Fresco”, a
fianco al ristorante, chiude alle 20.30 e, purtroppo per noi, sono le 21
passate, mentre il ristorante è aperto, ma, da quello che vediamo all’interno, è
molto di lusso: i clienti sono tutti elegantissimi, fuori non c’è il menu (e
quindi non possiamo vedere se facciano la famosa pizza grigliata) e,
soprattutto, non ci sono i prezzi!
Visto il nostro abbigliamento, pensando che Fabio si riferisse al fastfood,
decidiamo di non rischiare di essere spennati (rientrati, abbiamo poi scoperto
che Fabio ci aveva parlato del ristorante!!) e ci dirigiamo a Times Square, ma
non è serata: prendiamo un’enorme fregatura!! Entriamo in una steak-house, di
cui non ho neppure appuntato il nome, dove facciamo 2 scelte sbagliate, o
meglio, io quasi passabile, con un pollo arrosto e patate, mentre Roby
immangiabile: maccheroni al formaggio stracotti con sopra pollo sfilettato con
salsa barbecue…e voi mi direte: ma come avete fatto a prendere i
maccheroni??!?!! Beh, non pensavo che quel “mac” davanti a chicken fosse
l’abbreviazione di “maccheroni”… il tutto contornato da una pannocchia e da un
bel muffin appoggiato sopra la pasta!!! No comment!!
Stanchi e ancora affamati, ci dirigiamo in albergo: ci rifaremo domani!!
24/06/2010
Ci svegliamo molto desiderosi di fare colazione, vista la cena di ieri sera e,
una volta con lo stomaco pieno, ci dirigiamo con la metro a Brooklyn Bridge.
Nonostante siano le 9 del mattino, il caldo e l’afa sono già insopportabili!
Imbocchiamo il famosissimo ponte con l’obiettivo di arrivare nell’omonimo
quartiere. Il ponte ha davvero il suo fascino e la vista sulla skyline non è
niente male! Come avevo letto sulla guida, bisogna stare attentissimi a non
invadere la corsia riservata alle bici, se no c’è il rischio di essere
“falciati” ed in effetti è verissimo…quindi, occhio!! Oltre a molti turisti che
si aggirano curiosi tra i suoi alti piloni, incontriamo parecchi newyorkesi che
fanno jogging sul ponte e sinceramente non capiamo come facciano a sceglierlo
come luogo per correre, visto il terribile rumore generato dal traffico delle
auto e dei treni che scorrono sotto la parte pedonale ed il conseguente
inquinamento atmosferico ed acustico…mah?!?! Ci sono tanti bei parchi…proprio il
ponte?!?! Va beh, ognuno è libero di correre dove vuole!!
Arriviamo a Brooklyn e decidiamo, ancora una volta, di seguire l’itinerario a
piedi proposto dalla Lonely, che ci porta prima ad ammirare il ponte nella sua
interezza da un bel parco, dove scattiamo parecchie foto, e poi a passeggiare
per i Brooklyn Heights, un bellissimo quartiere residenziale, dove si sono
trasferiti molti abitanti di Mahnattan. La zona è davvero bella ed è un piacere
aggirarsi per le sue vie! Guardando la cartina della metro, sappiamo che questa
è la nostra unica occasione di raggiungere Coney Island, la patria dei
“guerrieri”, visto che, trovandoci già a Brooklyn, il viaggio in metro sarebbe
stato un po’ più breve. Decidiamo di andare e di assaggiare i famosi hot dog di
Nathan’s, quindi, iniziamo un lungo viaggio, che risulta comunque interessante,
in quanto la metro, ad un certo punto, comincia a correre all’aperto e ci
permette di vedere una New York molto diversa dalle luci ed i grattacieli di
Manhattan…
Arrivati a Coney, giriamo per il famoso Luna Park, ormai ristrutturato e pieno
di gente e osserviamo l’enorme spiaggia, che ricorda, in parte, quelle della
California; camminiamo un po’ a piedi lungo la passeggiata che la costeggia, ma
fa troppo caldo, così decidiamo di dedicarci al pranzo e scegliamo logicamente
gli hot dog di Nathan’s, che sono davvero buonissimi! Entriamo anche in qualche
negozietto, che vende roba da mare e magliette e felpe con scritto “warriors”,
in ricordo del film “i guerrieri della notte”! Ci facciamo 2 risate e decidiamo
di tornare indietro: ci attende quindi un lungo viaggio di ritorno di più di 1
ora in metro per giungere a Manhattan: scendiamo a Fulton Street ed andiamo a
vedere la zona del Pier 17, dove, visto che il tempo si è ingrigito, facciamo un
giro nell’omonimo centro commerciale. Scoviamo l’altro Abercrombie e questa
volta con più calma riesco a comprare un’altra felpa (per la moglie di un nostro
amico) ed una maglietta per me ed una per Roby!
Torniamo in albergo per la solita doccia giornaliera e consultiamo la Lonely per
trovare un posto dove mangiare messicano. Ci attira Mole, che si trova in una
zona di confine tra il West Village ed il MeatPacking District! Aggiudicato! In
questo modo, abbiamo l’opportunità di vedere anche un po’ queste 2 zone, che ci
attirano subito: sono piene di giovani, che girano per strada, prendono
aperitivi, c’è musica dal vivo in vari angoli: spettacolo! Troviamo il
ristorante senza difficoltà: è piccolino, ma frequentatissimo; ci accaparriamo
l’ultimo tavolo libero e mangiamo benissimo, assolutamente da consigliare!! Roby
prende un fantastico ed enorme burritos, io del chili con tacos; lui ha lo
spazio anche per una specie di budino, io salto: siamo estremamente soddisfatti
ed anche il prezzo è contenuto: 57$! Con la pancia piena, in metro raggiungiamo
Times Square per fare ancora un giro tra le sue mille insegne e negozi, visto
che questa è la nostra ultima serata newyorkese e torniamo a piedi in albergo
passeggiando lungo la 5th.
25/06/2010
Arriva così la nostra ultima mattina newyorkse…
Dopo colazione, decidiamo di dedicarci al Greenwich Village: che bella questa
zona di Mahnattan!! Seguiamo ancora una volta l’itinerario a piedi proposto
dalla Lonely e veniamo subito impressionati favorevolmente! E’ l’unico quartiere
dove le strade non sono sempre tagliate perpendicolarmente le une con le altre,
visto che, un tempo, c’erano sentieri adatti per i cavalli; qui sono partiti
molti movimenti di contestazione per la parità dei diritti e si respira ovunque
un’aria alternativa!
Verso le 11, torniamo a piedi in hotel, fermandoci a prendere un ultimo
Frappuccino da Starbucks ed attendiamo il supershuttle che ci porterà in
aeroporto. Qui dobbiamo per forza avvalerci dei banchi di self check-in, vista
la coda interminabile. Arrivati al desk per posare le valigie, ci viene detto
che il nostro UNICO bagaglio supera il limite di peso consentito e quindi
dobbiamo pagare una sovra-tassa. Fortunatamente, abbiamo con noi una borsa in
più, messa in valigia per scrupolo e quindi, togliamo un po’ di cose per
alleggerire la valigia. Ma la cosa ci sembra davvero assurda: avevamo un
bagaglio solo per 2 persone, occupavamo meno spazio sull’aereo!!Mah, chi capisce
le regole delle compagnie aeree!?!?! Il volo, per di più, è in over-booking e
parte con più di 1 ora di ritardo, ma fila liscia e atterriamo a Milano la
mattina del 26/06.
Che dire di New York? Sicuramente è
una metropoli accecante, assordante e caotica, ma, al tempo, è coinvolgente,
bella e decisamente attraente. Entrambi abbiamo il desiderio di tornare a
visitarla con più calma, per godercela meglio, senza l’ansia di voler visitare
questo o vedere quello e per poter respirare di più la vera atmosfera newyorkese….
Chissà come deve essere bella sotto la neve….?!?!