Mozambico 2008


racconto di viaggio agosto 2008 di Claudio

foto Mozambico 2008

Dopo diversi raid in 4wd decidiamo per un viaggio diverso, più low pace, con mezzi pubblici in un paese dalle infrastrutture inesistenti uscito da non molto dalla guerra civile in piena rinascita ma immensamente povero. Questo ha portato a perdere molto tempo nei trasferimenti, vedere molte meno cose ma l’esperienza umana è stata eccezionale anche se abbiamo passato momenti duri. E’ un paese variopinto, dove il turismo muove i primi passi ma con resort da 1000 € a notte, etnicamente eccezionale, paesaggisticamente bello, distante dall’Africa delle savane, almeno la parte fatta da noi, contaminato da più culture, araba, indiana, portoghese, swahili, bantu. Non economico, ma nemmeno eccessivamente caro se si evitano i lodge. Noi abbiamo volato su Joburg (Saa) ed in coincidenza su Maputo, una notte lì e la mattina presto su Pemba (Lam) tornando via terra lungo la costa, con un ultimo volo Maputo/Joburg comprato 3gg prima di partire. Ci sono diverse possibilità di volo dipende dalle date a disposizione e dal giro, per noi fu scelta costosa ed obbligata. Consiglio di andarci al più presto, prima che il turismo di massa faccia danni irreparabili e cancelli l’atmosfera unica e bellissima che si respira nel paese.

In pratica:

I CHAPAS: A volte si maledice l’idea non solo di essere lì ma anche di aver pensato al Mozambico come meta delle vacanze. Siamo stati stretti, compressi, incastrati oltre, e non è un eufemismo, oltre qualsiasi limite umano che credevo possibile con donne, uomini, bambini in quantità industriale, persino con un gruppo di Imam pachistani (gli imam magnaccioni) in viaggio premio. Devo dire che si comprendono bene molte cose dell’africa in questo modo. Scomodità a parte con i chapas a basso costo si arriva dappertutto. Chiedendo ai gestori di camping e pensioni gli autisti vengono a prendervi anche dove pernottate. Pure gli autobus spesso.

Gli AUTOBUS: I Macula da noi presi sono fatiscenti, in pratica sono dei chapas più grossi, per viaggi più lunghi.

La LAM: Ha ottimi e recenti aerei, vola da città a città più volte la settimana, è puntuale ed è un’ottima opzione per tagliare spostamenti decisamente lunghi. Unico neo la difficoltà di prenotazione che va fatta, per star tranquilli, o nelle poche agenzie turistiche o direttamente negli uffici della compagnia che si trovano solo presso gli aeroporti stessi e nelle città. Le indicazioni di orari e costi telefoniche abbiamo constatato che non sono affidabili.

Agenzia usata: Kaskazini tourism services: www.kaskazini.com Ottima, basilare, efficiente. Prenotazione voli Lam e su Ibo consigli e prenotazione hotel. Occhio che sabato pomeriggio e domenica è chiusa.

CUCINA: Gamberi, gamberi e poi gamberi ancora. Ottima, abbondante con puntate sull’eccezionale.

MALARIA. Profilassi assolutamente da fare, sopratutto se si va a nord, Ibo, Pemba, Ihla e l’interno. Non sottovalutate il rischio, abbiamo constatato personalmente più casi di infezione. E noi non siamo tipi che la fanno spesso e comunque. Qui è da fare. Noi siamo andati di Malarone, ma che spesa! Altri particolari problemi non ne abbiamo trovati, chiaro l’uso di normali precauzioni e un po’ di buon senso.

PERICOLI: A parte sopravvivere al chapas è un paese piuttosto sicuro, l’assenza di grosse masse turistiche non ha ancora incattivito la gente. A parte Maputo che non abbiamo girato, ma che è una grande città noi non abbiamo notato pericoli particolari. Il problema mine non sussiste a meno che non vogliate fare off road in zone remote o passeggiate in tratti disabitati, il che mi pare difficile.

Come sempre in Africa c’è sempre qualcuno che vi da una mano, un consiglio, un indicazione se siete in difficoltà. La gente è tranquilla e gentile.

CLIMA & ATTREZZI: (agosto)
Ottimo a nord, bel sole, caldo di giorno, fresco la sera. Spesso ventilato con brezza fresca, da portarsi un antivento in barca soprattutto se il viaggio si protrae fin verso sera il che può passare anche al freddino andante. Così pure si viaggia in chapas scoperto. Diventa più freddo man mano che si va a sud fino all’inverno sudafricano di Malougane e Maputo. Non serve nulla di particolare a meno che non si facciano attività particolari. Cappello, occhiali da sole e sandali insomma.

PEMBA è un villaggio sparso lungo la costa ed uno dei più turistici del Mozambico, inutile dire che è tutt’altro che affollato ma le accomodation sono poche ed è meglio prenotare. Noi ci fermiamo al Pemba beach resort, nella PRAIA DE WIMBI che è poi la zona turistica vera e propria, dignitoso. Il posto migliore pare essere la pensione Reggio Emilia gestita da italiani o il backpacker Russel place’s in posizione però più solitaria. La spiaggia con le palme, la sabbia bianca con i ristorantini affacciati  è incantevole, il mare bello, l’atmosfera rilassata. Le passeggiate mattutine con l’incredibile bassa marea portano a scoprire mariscadores e pescatori con i dhow. L’unico grande resort è parecchio lontano e non da fastidio. Capitiamo una sera al ristorante italiano Aquila Romana, generalmente detestiamo la cucina italiana fuori dall’Italia, ma i gamberoni flambati del gestore torinese, una sagoma, sono fantastici, vivamente consigliato.
La città di Pemba non offre molto, ma l’insediamento antico di PAQUITEQUETE si. Noi ci intrufoliamo a piedi, unici turisti a farlo vista l’accoglienza. I viaggiatori accompagnati si fermano con l’auto fanno un giretto e se ne vanno. Noi ci fermiamo con i pescatori a parlare e vedere come si ripara un dhow, la gente ci avvicina, curiosa, gentile. Nessuno ci importuna o da fastidio. Il villaggio è fatto di capanne di fango e graticci di legno. Nella polverosa piazza c’è anche un bar dove la birra fresca è un toccasana e si fanno, anche lì 4 chiacchere.. Vivamente consigliato.
Da Pemba prendiamo un volo prenotato grazie all’efficiente Kaskazini per l’isola di IBO nelle QUIRIMBAS.
Il volo è fantastico, quasi quanto quello sul delta dell’Okavango, la selvaggia costa nord con il suo mare verde, turchese, blu vista dall’alto è mozzafiato.

Atterrati a IBO scopriamo che l’unico resort è l’Ibo lodge dai costi improponibili. Gli altri resort sono chiusi per malaria o in ristrutturazione. Decidiamo per uno dei quattro homestay locali e grazie all’aiuto dei ragazzini locali (fidatevi) andiamo dalla signora Marta Pinheira. Ottima scelta. Si tratta di una piccola stanza in una costruzione locale con tanto di verandina di foglie, scimmie sul tetto, bambini vari, bagni all’esterno spartani ma più che decenti. Homestay è selezionato, regolato nei costi, i profitti vanno alla comunità, rilascia regolare ricevuta sia per il pernottamento che per l’ingresso al parco delle Quirimbas di cui Ibo  è parte. Offre una colazione decisamente basica.
Chiedete del forno, introvabile se non viene indicato per compensare con qualche delizioso panino con lo zucchero.
IBO è una fatiscente ex città coloniale portoghese semideserta, non c’è in pratica un tubo da fare se non lasciarsi andare ad assaporare la sonnolenta atmosfera africana. Una volta visti i resti delle case, il forte con gli incisori d’argento, le mangrovie è finita. All’agosto 2008 non c’erano nemmeno possibilità di uscire in barca se non dall’Ibo Lodge. C’è un battello turistico in fase di completamento di un francese che sta anche ristrutturando una casa colonica da adibire ad hotel. C’è un ristorante sulla via principale (si fa per dire), buono, simpatico anche per lo struscio serale dei locali ed uno vicino al porto gestito da dei ragazzi giovani. Non credo vedano molta gente visto che ci hanno trattati nemmeno fossimo il Papa! Buono anche lui, cucina di pesce locale semplice ma gustosa. Non abbiate fretta…..
A me Ibo è piaciuta tantissimo, in pochi posti ho sentito una tale atmosfera. Le conversazioni con la signora Marta seduti in veranda con una  birra in mano sotto le fresche  frasche sono un ricordo indelebile. Per me va visitata subito prima che si trasformi e perda questo fascino meraviglioso.

Ritorno in battello e chapas a Pemba poi la mattina dopo via per:
IHLA DE MOZAMBIQUE
Io c’ho lasciato una parte di cuore. Crogiuolo culturale, melting pot di etnie, rovine fatiscenti e ristrutturazioni leccatine, villaggio tradizionale di pescatori e Pensao per turisti. Ma non pensate che ci sia la ressa. Il chapas ci porta direttamente alla pensione Casa Branca dove ci sistemano invece alla Mooexelelya, anche meglio. Assolutamente consigliato, il rastone titolare è estremamente gentile, rivolgetevi a lui per qualsiasi cosa, onesto, suite al prezzo della stanza (figata) causa errore nella prenotazione fatta poche ore prima al telefono.!! Il posto è bello ed il prezzo equo.
La parte storica a nord, Stone Town, guarda caso, è piccola e si visita in breve, ma l’atmosfera è bellissima. Io mi sono perso la mattina presto nella zona del mercato e, consigliatissimo un giro nel villaggio verso la parte meridionale, entrate pure nelle viuzze, i bambini vi correranno incontro e le sciure vi inviteranno ad entrare. Non ci va mai quasi nessuno. Chador e Swahili convivono con Bantu ed Indiani. Sulla spiaggia pescatori riparano le reti ed aggiustano Dohw, occhio che la spiaggia è usata anche come cesso, insomma occhio dove mettete i piedi, siamo in Afrika , ma brulica di vita ed attività. Cercate lo stadio, (si fa per dire) ci sono seguitissime partite di calcio femminile.
Ci sono due ristoranti, consigliato è il Reliquias a gestione portoghese, l’altro l’Escondinho è più fighetto e caro, ma con uno splendido giardino interno, fresco ed accogliente, ma nel primo si mangia meglio. A la Ilha non ci sono spiagge vere e proprie ma si possono raggiungere due posti splendidi. Ad un paio d’ore di dohw  si trovano:
CABACEIRA PEQUENHA E GRANDA

Una piccola  laguna che si riempie con l’alta marea, bellissima spiaggia con mariscadores e dohw, palme e mangrovie. La camminata da una cabaceira all’altra è una bella esperienza. Si cammina per acquitrini e mangrovie, sandali necessari causa ricci di mare, mentre sale la marea fino al villaggio dove ci sono delle rovine (molto rovine) portoghesi, incontrando scorci di vita locale. Da notare a Cabaceira la fatiscente chiesa con resti di Manuelino. C’è un ristorantino a gestione locale molto sfizioso che raccomando. Bello.
CARUSHKA non distante da Cabaceira, è una spiaggia meravigliosa e deserta, bagnata da un mare bellissimo. C’è un piccolo spartano complesso turistico appena sopra la spiaggia. Alla nostra visita aveva due ospiti e basta. Il ritorno via mare da Carushka passa per un tratto di mare dal verde più verde che abbia mai visto, a tratti chiazzato di blu, una meraviglia.
Come arrivare: All’attracco dei Dohw ci si può mettere d’accordo con il “capitano” per il giorno seguente contrattando il prezzo, altrimenti chiedere dove dormite e ci pensano loro. Noi abbiamo fatto l’uno e l’altro ed il prezzo era uguale. Per salpare e ritornare bisogna affidarsi al capitano che conosce le maree  ma insistete un attimo per dilatare i tempi altrimenti vi prendono, portano e ritornano subito indietro. Se attraversate le due Cabaceira un omino vi accompagnerà ed il capitano sposterà il dohw via mare, assicuratevi che sia così. Portarsi spuntino e beveraggio.
A mio giudizio la Ihla vale da sola il viaggio.

Ci trasferiamo con mezzi pubblici fino a NAMPULA dove arriviamo tritati. Nampula è una città fresca ed ordinata posta in una zona molto bella di pinnacoloni di roccia, ma non offre nulla.
Da qui in aereo a BEIRA. Beira è veramente orrenda ma se sostate qui non perdetevi il ristorante CA’ TE ESPERO vicino alla piazza principale della città. La migliore cena a base mitili e crostacei del Mozambico. Anche qui credo che di turisti ne vedano pochi. Quando ho pagato mi sono vergognato e ho lasciato abbondante mancia, assolutamente meritata, proprio buono.
Finalmente a VILANKULO via bus, arrivo più morti che vivi.
A Vilankulo c’è una spiaggia carina ma non particolarmente bella e non molto altro. Molto ventoso. Il villaggio è decisamente sparso e non c’è molto. Pernottamento al Zombie Cucumber backpacker nei bungalow colorati. Ottimo. Si può anche cenare avvertendo prima. Qualche centinaio di metri uscendo a sinistra dello Zombie c’è un bar, ristorantino locale molto vivo di sera con turisti e locali. La prima sera ci trattano benissimo e ci piace molto, la seconda ci danno i gamberi andati a male e discutiamo.
E’ da qui che si parte per BAZARUTO. Se non siete diver, rivolgetevi alla SAIL AWAY www.sailaway.co.za, simpatica agenzia che organizza uscite di uno o più giorni nell’arcipelago, scegliete quella più lunga possibile. Noi abbiamo fatto 3 giorni con campo in una zona selvaggia della costa di rara bellezza, almeno per me. Ci si rompe i marroni nei lunghi spostamenti in barca ma le isole sono eccezionalmente belle, il mare incredibile. L’isola di Bazaruto con le sue dune merita da sola un viaggio. Un vero peccato non potersi fermare, ma il campeggio, almeno per noi barboni, pare sia vietato. Se riuscite contattateli con  un po’ in anticipo, hanno una barca sola ed i posti sono limitati. Per i giri da un giorno c’è un’altra agenzia che trovate sulla via verso il villaggio, più economica ma non fa viaggi di più giorni. Sulle isole ci sono bellissimi e carissimi Lodge per chi desidera quel genere di vacanza. Se ci volete andare chiedete alla Kaskazini o telefonate direttamente al Lodge e trattate, a noi hanno proposto esagerati sconti, i prezzi erano comunque alti. Agosto lì è bassa stagione. Ci troviamo a strafogarci di granchi mentre il resto del gruppo mangia insalata e patatine fritte (Grazie Signore), lo staff è ottimo, il giro straordinario, unico neo che la sosta sulle isole è sempre troppo breve e in orari non particolarmente buoni (mezzodì) a causa della navigazione sempre abbastanza lunga. Ma merita assolutamente, è uno degli hightlights del Mozambico, da non perdere.
Con altri italiani noleggiamo un chapas solo per noi, è sempre possibile, rivolgetevi dove pernottate per l’organizzazione, direzione TOFO. E devo dire che soffro quasi di più il viaggio comodo.
Purtroppo per noi c’è un vento forte e non fa molto caldo così non ci godiamo molto il mare e la spiaggia.. La decantata spiaggia è sicuramente bella anche se non eccezionale, il paese offre un po’ più di vita rispetto a Vilankulo. A qualche kilometro dalla spiaggia c’è il reef, paradiso dei divers, sentiamo racconti entusiastici di immersioni con le mante. Non siamo divers ma raccomandiamo assolutamente la gita in motoscafo della DIVERSITI SCUBA per nuotare con gli squali balena, i delfini e, come è capitato alla mia morosa, trovarsi una megattera in emersione a pochi metri. Si nuota a fianco di questi innocui e simpatici giganti dal nome inquietante finché non ci si trova a correre dietro a qualche delfino. Assolutamente impedibile.
A Tofo ci sono parecchie possibilità di pernottamento. Il Backpacker di Fatima non è particolarmente bello ma nemmeno così pessimo come dice l’edt. Noi pernottiamo in un grosso bungalow fronte mare alla sinistra della spiaggia principale. Un po’ costoso ma buono e sicuro. Nota bene. Per i pasti evitate la CASA De COMER. Abbiamo preso due sole, una qui. Veramente uno schifo.
Da Tofo a INHAMBANE piacevole cittadina quasi europea, ordinata e pulita. Ci stiamo un giorno per prendere il Bus alla mattina presto. Non offre cose straordinarie, ma il passaggio dei dohw alla sera sul lungomare, il via vai locale all’imbarcadero, il mercato piccolo ma colorato, la baia con la bassa marea, rendono piacevole la sosta. Troviamo locali carini dove farci una birra in compagnia. Da non perdere: ristorante A MAçAROA. Un po’ fighetto, ma cucina indoafricana veramente ottima ed a prezzi stracciati. Pernottiamo alla Pensao Pachiça e stiamo bene.

Qui dobbiamo decidere sul da farsi per passare gli ultimi giorni, optiamo per la PUNTA D’OURO molto decantata, anche per avvicinarci a Maputo e Joburg. Quindi tirata per Maputo, prenotazione volo e nolo auto. Traghettiamo per KATEMBE. La gente che affolla il traghetto è molto folkloristica sopratutto alla mattina presto. Noi si arriva alla sera e pernottiamo alla pensao Katembe, depandance economica (60$) del attiguo Gallery Hotel. Katembe non è molto interessante ma è di fronte a Maputo, separata solo da un braccio di mare. Dall’hotel, molto carino con la sua spiaggietta, i dowh e le gigantesche navi portacontainer che passano sullo sfondo della città creano un effetto molto caratteristico soprattutto all’alba e tramonto. Qui da non perdere è il ristorante dell’hotel, il Marisol, dove veramente abbiamo mangiato i gamberoni tigre più buoni in assoluto, per una volta l’edt non falla in questioni culinarie. Proseguiamo per sterrato via Reserva Especial Do Maputo che non visitiamo, zona di fitta boscaglia, ci facciamo un bel testacoda sulla terra rossa resa viscida dalla pioggia, prendiamo una coca nel chiosco di Zitundo e arriviamo a PUNTA MALOUGANE. Da non dimenticare che qui siamo a sud ed è inverno pieno, purtroppo la giornata non è bella, ma la punta merita la sua fama. La spiaggia è immensa, chiusa da dune di sabbia ricoperte di vegetazione fitta, l’oceano decisamente potente, diverso dal più caraibico nord, azzurro. Tira il vento e non fa caldo, un vero peccato. Raggiungiamo poi la PUNTA d’OURO dove pernottiamo in un bungalow fronte mare. Qui le possibilità di pernottamento sono molteplici, è la parte più sviluppata, anche troppo per i miei gusti, paradiso dei sudafricani che la raggiungono più comodamente che i Mozambicani stessi. Nell’estate australe dev’essere un puttanaio, in agosto ci sono sopratutto pescatori, molti locali e windsurfer. Anche Punta d’Ouro merita la sua fama, spiaggia infinita, dune e alla mattina la bassa marea lascia pozze d’acqua fra le rocce molto caratteristiche. Merita.
Un’altra coca a Zitundo e ritorno. Decidiamo di pernottare però ancora a Katembe rischiando il traghetto alla mattina per farci un’altro piatto di crostacei, crepi l’avarizia e ci troviamo pure in un meeting internazionale. Due ore prima siamo già davanti alla sbarra, per fortuna, perchè in breve ci sarà una fila notevole. I traghetti sono circa ogni ora, col secondo le possibilità d’arrivare in aeroporto in tempo sarebbero state esigue. Il folklore qui è notevole.
Back home.

Raccolte da altri viaggiatori ed info locali:
Parco Gorongosa: bello paesaggisticamente ma pochi animali dato che la maggioranza se li sono mangiati durante la guerra. Un gruppo di italiani mi ha detto d’aver visto anche elefanti e leoni.
Mucoio, a nord di Pemba. Pare tratto spiaggia molto bello e selvaggio.
Xai Xai e Zongoene, sub di Tofo. Dalle immagini sono posti bellissimi, citate fra le 5 spiagge più belle del Mozambico, assieme a d’Ouro e Malougane e Zongoene oltre che quelle delle Quirimbas e Bazaruto.. A Xai Xai c’è anche una laguna. Mi dispiace molto non esserci andato.
Lago Malawi. E’ bellissimo, l’ho evitato con l’intenzione di dedicargli un viaggio prossimo futuro dal Malawi stesso.

In conclusione, un bellissimo viaggio, fra i migliori.

Chi vuole info mi contatti pure: pipot-pipot@virgilio.it


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