Da questo lungo viaggio portiamo a casa numerose esperienze e sensazioni. Come
sempre belle sono le cose viste: templi nel Tamil Nadu, natura nel Kerala,
storia e archeologia nel Karnataka, ma i volti delle persone sono sempre i
migliori ricordi. Ma come si dice non è tutto oro ciò che luccica. Il viaggio è
stato bello anche se il cibo talvolta ostico e monotematico. La gente è sempre
molto disponibile e attenta nei momenti di bisogno; manca però il rispetto per
l'ambiente, in alcune zone la sporcizia è incomprensibile e spesso le condizioni
in cui versano città, strade e bagni potrebbe essere perfetta come lo sono i
siti archeologici... basterebbe solo qualche piccola attenzione. Abbiamo trovato
più cultura nel Tamil e nel Kerala, meno nel Karnataka, non solo nel senso di
conoscenza dell'inglese ma anche nei comportamenti che sono più rozzi: si sputa,
si fa pipi e popò ovunque senza alcuna inibizione... l'essere in tanti forse ha
fatto togliere il senso di intimità. Detto ciò il viaggio ci lascia molto, fra
tutti, il riscoprire la semplicità delle piccole cose.
DIARIO DI VIAGGIO
MARTEDI' 17 LUGLIO 2007
Come un anno fa partiamo il 17 luglio, questa volta in direzione India del Sud.
Partenza faticosa visto un piano voli non dei migliori: alle 4 e mezza dobbiamo
essere a Venezia e così, siamo già in arretrato di sonno! Arriviamo a Mumbai
(Bombay) a mezzanotte; ci fermiamo a ritirare i bagagli come indicato a Venezia
ma un convinto addetto ci rassicura a proseguire per Chennai (Madras), dove
troveremo gli zaini. Ipotizziamo durante l'ultimo volo di dover compilare i
moduli per la perdita dei bagagli quasi come esorcismo, ma senza i frutti
sperati: tutti i bagagli da Mumbai non sono arrivati!
MERCOLEDI' 18 LUGLIO 2007
Finite le procedure di smarrimento degli zaini, decidiamo di aspettare l'alba in
aeroporto. Prepaghiamo un taxi per portarci alla stazione dei bus... l'impatto
con l'India è memorabile: saliamo su una splendida Ambassador nera, dagli
interni in ciniglia marrone e giallo, infestata di zanzare, dove il conducente
viene svegliato in malo modo dal collega e, mezzo assonnato, parte al ritmo di
un cambio di marcia e una scatarrata fuori dal finestrino... come dice lo
slogan: Incredible India! 5 - 6 km dopo aver spiegato che vogliamo andare a
Tirupathi, il tassista avvista il nostro mezzo nell'opposta carreggiata e si
lancia in un inseguimento che gli farà risparmiare 15 km di benzina. Bus molto
spartano che, dopo aver attraversato la sporca e caotica periferia di Madras, si
dirige verso la più bella e verde campagna dell'Andhra Pradesh. Dopo 4 ore di
bus con un occhio aperto e uno chiuso per il sonno, arriviamo a Tirupathi
anch'essa sporca e caotica. La ricerca di un hotel discreto è abbastanza
difficoltosa; dopo aver telefonato in aeroporto per cercare di recuperare i
bagagli e una bella passeggiata nella disordinata città, decidiamo di farci una
doccia e di dormire in attesa di sapere se e quando gli zaini arriveranno.
GIOVEDI' 19 LUGLIO 2007
Ci svegliamo alle sei ben riposati, nonostante il nostro albergo sia vicino alla
stazione dei bus e alla strada... i vivaci clacson degli indiani non conoscono
soste! Ci dirigiamo a Tirumala, luogo di pellegrinaggio tra i più visitati al
mondo. All'arrivo ci troviamo unici stranieri in mezzo a migliaia di turisti: ci
muoviamo con discrezione ma la gente è sorridente. Arriviamo al Venkateshwara
Temple, ricoperto d'oro e contenente la statua del lord Balaji. Non entriamo per
rispetto e anche perché l'attesa è di diverse ore. Rientriamo e per le 10 siamo
in albergo e, una volta contattato l'aeroporto, anche grazie alla mediazione del
simpatico maitre d'albergo, decidiamo di non correre rischi e di andare a
riprendere gli zaini direttamente a Chennai. Alle 15 siamo a Madras e grazie ad
uno spericolato autista di tuc tuc ci destreggiamo nel traffico di Madras in
tempo per ritirare gli zaini prima della chiusura. Interrompiamo il digiuno
grazie alla concessione di un poliziotto che ci fa entrare in aeroporto per una
veloce pizzetta vegetariana e ripartiamo (non facilmente a causa delle continue
ingerenze dei tassisti e di un troppo caotico Gindi Circe) alla volta di
Mamallapuram; dopo due ore di tragitto scorgiamo le azzurre acque del Golfo del
Bengala. Dopo una doccia ricostituente concludiamo la serata cenando a "lume di
conchiglia" in riva al mare, allietati da una piacevole brezza.
VENERDI' 20 LUGLIO 2007
Ci svegliamo con calma e con una piacevole colazione, la prima tranquilla. Ci
dirigiamo alle Five Rathas, complesso di 5 splendidi templi dell'arte pallava.
Ci godiamo un momento di tranquillità, quando veniamo invitati da ragazzi
indiani a posare più volte per alcune foto come fossimo star del cinema: ci
sorprendiamo, ma capiamo di essere un po' troppo bianchi e biondi per gli
standard indiani. Al rientro in città, primo acquisto (collana per la Vale) e
passeggiata per i templi storici del centro. Mentre mangiamo un insipido arancio
nei pressi del Arjuna's Penance, veniamo avvicinati da tre bimbe in pausa
pranzo, che ci invitano nella loro scuola. Entriamo e un simpatico preside ci
accoglie e ci mostra la scola e le foto più significative del suo istituto,
comprese quelle del dopo tsunami; i bambini sono contenti di vederci e si
distraggono dalla loro lezione svolta all'aperto per salutarci; al mercato,
compriamo un po' di frutta per un pranzo sul balcone del nostro albergo. Nel
pomeriggio visita allo splendido e solitario Shore Temple. Prima della cena, ci
concediamo un tuffo in piscina nel più ricco albergo, al quale, noi poveri,
siamo annessi! Passeggiata in spiaggia e cena in centro (ancora buon pesce!).
SABATO 21 LUGLIO 2007
Dopo colazione, portiamo come promesso al preside 100 penne per i bambini della
scuola: ma oggi è sabato ed è chiusa; ci fidiamo delle parole del sig. Balan
munito di cartellino del turismo che ci promette di consegnarle lunedì
all'apertura. Con un tuc tuc arriviamo alla strada principale per prendere un
bus per Pondicherry... ma è sempre sabato e molti sono gli indiani che da Madras
si spostano per il week end, con la conseguenza che molti bus sono pieni e non
si fermano; riusciamo dopo mezz'ora a salire e ad affrontare la bella strada
quasi sempre parallela al Golfo del Bengala. Dopo una non facile ricerca
dell'albergo (è sempre sabato!) conclusa con l'aiuto di un conducente di tuc tuc,
che avrà preso la commissione ma che ci ha consigliato proprio bene, partiamo
alla scoperta della città. Pondicherry è divisa da un canale: da una parte il
quartiere francese e dall'altra la zona indo-musulmana. Pranziamo a base di
carne come fossimo in Europa e poi passeggiamo prima nei quartieri francesi e
poi sul bel lungomare. Veniamo più volte avvicinati da indiani per posare per
foto che finiranno nei loro album: uno vuole la foto solo con Nicola perché dice
"he looks like Tom Cruise"... la Vale non se n'era mai accorta! In centro stanno
girando un indian-film tra centinaia di spettatori; anche qui posiamo insieme ad
un poliziotto per una foto che spediremo la sera. Torniamo alla guest house dove
ci godiamo la fresca serata sul terrazzo: un bel temporale infatti sta
arrivando. Ma la giornata non è ancora finita... verso l'una, 6-7 tedeschi
tornati un po' alticci e rumorosi ci costringono a fare i cattivi e alle 4
capiamo il significato degli altoparlanti posti 2 balconi più in là: il muezzin
ci risveglia con un bel canto che invita alla preghiera... per noi è ancora un
po' presto!
DOMENICA 22 LUGLIO 2007
Ci svegliamo con calma e ci dirigiamo verso il supermarket della città. Passiamo
davanti alla cattedrale cattolica dove stanno celebrando numerosi battesimi:
assistiamo alla cerimonia ammirando, tra l'altro, i bellissimi sari indossati
dalle donne per l'occasione. Acquistiamo frutta e biscotti per una colazione nel
bel parco della città. Proseguiamo visitando la parte indiana con numerosi bazar
di stoffe e monili e poi passeggiamo per il mercato. Conosciamo un simpatico
ingegnere che si occupa di installare eliche per la produzione di energia eolica
per una ditta di Madras; dopo il consueto scambio di foto e indirizzi ci
congediamo non prima di aver ricevuto l'invito di andarlo a trovare qualora
ripassassimo a Chennai. Acquistiamo un po' di frutta che consumiamo nella nostra
guest house al riparo dal caldo del primo pomeriggio; intavoliamo una lunga
chiacchierata con il simpatico proprietario dell'hotel che ci spiega di essere
stato a Parigi per 30 anni e di essere tornato da poco, ma con l'intento di
aiutare l'economia indiana che, secondo lui, avrà il boom nei prossimi 20
anni... non ne dubitiamo! Con il fresco usciamo per visitare la Chiesa del Sacro
Cuore dove si sta celebrando la messa in inglese e il tempio induista Vinayagar,
dove un elefante indiano fa da guardiano e impartisce benedizioni con la
proboscide, in cambio di qualche rupia. Raggiungiamo il massimo della notorietà
quando fermati lungo la strada da un auto ci viene chiesto di posare per una
foto dai passeggeri armati di macchina fotografica e cellulare... forse da
domani saremo in qualche strano sito indiano! Cena con una simil pizza
considerata per due (comunque piccola) sotto lo sguardo incredulo del cameriere.
Ultima passeggiata sull'affollato lungomare prima del ritorno.
LUNEDI' 23 LUGLIO 2007
Cambiamo un po' di soldi e ci dirigiamo per caso verso l'Hot Breads per fare
colazione: ci ritroviamo in una pasticceria con croissant francesi più buoni che
a Parigi! Tuc tuc fino alla stazione dei bus per dirigerci a Chidambaram. Dopo
due ore scendiamo (o meglio ci scaricano) presso lo splendido Nataraja Temple,
circondato da quattro gopuram multicolore in pieno stile India del Sud. Per il
resto la città non offre molto; acquistiamo 2 banane e 4 arance che mangeremo
sul bus in direzione Tanjore. Altre 4 ore di bus per raggiungere questa nuova
tappa che ci appare alle 19.00 molto caotica, con le strade poco asfaltate, ma
molto illuminata dalle numerose insegne di gioiellieri. Giungiamo al nostro
hotel, ben poca cosa per la verità, ma vista l'ora ci accontentiamo. Usciamo a
cena in un discreto ristorante dove la Vale affronta il primo masala con ottimi
risultati. Notte dormita alla luce del neon per evitare troppa compagnia!
MARTEDI' 24 LUGLIO 2007
Sveglia alla ricerca di una colazione discreta: ma qui non si va oltre la cucina
indiana; dribbliamo lo spicing, rifugiandoci su un po' di frutta che consumiamo
all'interno del Brihadishwara Temple in una pace sconosciuta al resto della
città. Con molta calma ci gustiamo questo splendido tempio inserito dall'Unesco
tra le bellezze patrimonio dell'umanità; numerosi sono i fedeli che affollano il
tempio e si dedicano alle funzioni religiose sotto la direzione dei brahmini.
Rimaniamo ancora un po' nonostante inizi a piovere ammirando il cambio di luce
sulle pareti d'arenaria del tempio; decidiamo poi di dirigerci in moto risciò al
palazzo reale, dove visitiamo la sala d'accoglienza del Maraja, la biblioteca e
le sale del palazzo: bello anche se non paragonabile ai palazzi del Nord
dell'India. Ripartiamo prendendo un bus locale che dal nostro hotel ci porta
alla stazione dei bus e da qui ci spostiamo a Trichy. Dopo due ore arriviamo in
città: pochi minuti in hotel e via verso il market della città che come
descritto nella guida appare illuminata come Piccadilly Circus! Cena nei pressi
dell'hotel e visita didattica al supermarket dove, dopo un'ora, abbiamo una
vasta cultura su spezie e cibi pronti indian style.
MERCOLEDI' 25 LUGLIO 2007
Dopo l'abbondante colazione ci dirigiamo con i bus locali in direzione dello
splendido Sri Ranganthaswamy Temple che, con le sue 7 cerchia di mura, è uno dei
templi più estesi del Tamil Nadu; come da copione saliamo per vedere dall'alto i
gopuram riccamente decorati. Proseguiamo la visita ammirando il vicino tempio
Jambukeshwara, più piccolo e meno famoso, che però presenta colonne
splendidamente scolpite. I mezzi locali sono utili per spostarsi in questa
sparpagliata città a prezzi irrisori. Pranziamo in un locale molto frequentato
dagli indiani nella zona del bazar anche per sfuggire al caldo delle 14. Ci
perdiamo poi nell'immenso Saratha's, negozio dove centinaia di donne comprano
stoffe, provano sari, in un tripudio di colori e rumori: non sappiamo se sia
sempre così o se sia per via dei saldi (lo ipotizziamo riuscendo a scorgere tra
le scritte indi un -50%!) ma qui le donne sono proprio tante. Ovviamente non
andiamo via a mani vuote e assistiamo ad un divertente passaggio della gonna e
dei soldi tra le mani di 5 diversi impiegati, ognuno abilitato ad una sola
operazione di cassa! Usciamo e saliamo al Rock Fort Temple posto sulla sommità
della collina e raggiungibile grazie ad una lunga scalinata scavata nella
roccia: da sopra si può ammirare una visione completa della città ed osservare
gli svettanti gopuram dei templi visti in mattinata. Decidiamo di concludere la
giornata passeggiando per le vie meno frequentate del quartiere dove, una
moltitudine di "hello!" e sorrisi, ci fa ritrovare quel piacevole contatto con
gli indiani e la loro tranquillità.
GIOVEDI' 26 LUGLIO 2007
Partiamo presto in direzione Madurai; anche qui spostarsi in bus nella città è
facile, purtroppo per i numerosi e sottoccupati taxisti e conducenti di tuc tuc.
Ci sistemiamo rapidamente e in tarda mattinata siamo già in giro per la città.
Visitiamo il centro che è in completa rivoluzione sia di servizi che di
abbellimenti e ci viene detto che entro l'anno tutto sarà diverso. Osserviamo
numerose mucche, poco distanti dal tempio che vengono munte dal proprietario
della "chaieria" ad ogni ordinazione dei clienti. Nel pomeriggio andiamo a
visitare il nostro ultimo grande tempio del Tamil Nadu, lo Sri Meenakshi
considerato il più bello della regione. Rimaniamo molto tempo sugli scalini del
grande bacino interno. Veniamo avvicinati da un gruppo di scolari in gita da
Kodaikanal e ben presto Valentina instaura una lunga conversazione con
l'insegnante sulla diversa organizzazione scolastica, che sfocia in uno scambio
di e-mail per una collaborazione epistolare per il prossimo anno scolastico.
Proseguiamo a piedi per un paio di km in direzione Nayak Palace che alle 19
avrebbe lo spettacolo luci e colori, ma che anch'esso è in stato di
aggiornamento. Torniamo in albergo col buio non prima di essere passati per la
stazione per un possibile treno per Kanyakumari, che parte però a notte fonda e
che quindi non prenderemo. Abbiamo fatto diversi km a piedi per questa città che
a parte il tempio non ci è piaciuta molto e che decidiamo di salutare già
domani. Ceniamo sul terrazzo dell'Hotel Supreme con una bella vista sulla città
illuminata.
VENERDI' 27 LUGLIO 2007
Oggi ci aspetta il primo lungo trasferimento (7h!) del nostro viaggio, da
Madurai a Kanyakumari. Pensavamo di spostarci in treno ma l'orario notturno ci
costringe a ripiegare su un bus, tra l'altro uno dei peggiori esteticamente
parlando ma comunque abbastanza confortevole, forse aiutato anche dalla nuova
strada a doppia corsia appena asfaltata. Bello lo scenario un po' desertico e
talmente ventilato che numerosi sono gli impianti eolici per la produzione
elettrica. La vita in questa zona appare meno caotica, più rurale, con greggi
che ci attraversano la strada... un elefante prima e una mucca poi ci
costringono a rallentare per non investirli. La seconda parte del viaggio
presenta uno scenario più verde con grandi risaie e distese di palme da cocco e
bananeti. L'ultimo tratto da Nagercoil a Kanyakumari lo facciamo pressati, viste
le numerose persone salite a bordo, e senza tanti complimenti invitano Nicola a
prendere in braccio Valentina per liberare un posto, mentre l'unica indiana
grassa vista finora decide di sedersi comodamente sui nostri zaini. Arriviamo a
Kanyakumari che è buio, ma già ci sembra un posto carino e tranquillo.
SABATO 28 LUGLIO 2007
Ci sveglia un bel sole che penetra dalle finestre del nostro bel albergo,
comunque sprovvisto di tende! Passeggiamo per le vie di questa tranquilla
cittadina, facciamo colazione e ci dirigiamo verso il mare. Rimaniamo molto
tempo ad osservare gli indiani che fanno il bagno, rigorosamente vestiti, qui
dove si dice sia il punto d'incontro delle acque di Oceano Indiano, Golfo del
Bengala e Mare Arabico. Veniamo avvicinati da molti venditori ma riceviamo anche
la strana richiesta di un santone di poter essere fotografato; sembra aver
raggiunto l'illuminazione... ci racconta come vive e come viveva e ci offre
alcune pillole della sua conoscenza. Proseguiamo visitando il tempio
obbligatoriamente scortati da un brahmino un po' meno guru e più attento al lato
economico della nostra visita. Visitiamo poi il Gandhi Memorial, dove rimaniamo
a contemplare il bel panorama che si ammira dal tetto. Pranzo rapido in un
semplice locale (ma perché il conto qui si porta che ancora si sta mangiando?) e
boat per l'isoletta di fronte a Kanyakumari, dove si può vedere un'orma della
dea Parvati e salire su un'immensa statua del poeta Vivekananda... splendida la
vista sul paese e sul mare aperto. È sabato sera, siamo in riva al mare, il sole
tramonta... ovunque sarebbe l'apice del romanticismo ma qui in india sono 1
miliardo e si vede... in 1000 mq ci saranno 500 persone! Comunque è piacevole
rimanere qui e i sorrisi delle persone, le loro richieste di foto con noi, danno
una dimensione molto umana agli indiani. Cena e ultima passeggiata a Kanyakumari
che, anche se non è così rinomata, ci è piaciuta.
DOMENICA 29 LUGLIO 2007
Colazione in un albergo molto indiano e ci dirigiamo verso la parte meno
turistica della città visitando un paio di chiese in questo quartiere di
pescatori. E mentre gli uomini preparano le reti per la prossima uscita, le
donne sistemano le povere e disadorne case. Ma una festa è il momento di rompere
questa routine e i due battesimi che si celebrano nella chiesa sono l'occasione
per indossare bei sari colorati. Salutiamo Kanyakumari e il Tamil Nadu per
entrare nel Kerala. Giungiamo a Trivandrum dopo tre ore di viaggio, e dopo una
veloce ricerca di hotel e di cibo, andiamo allo zoo; per noi è l'occasione di
conoscere la fauna locale in questo che è più un parco che uno zoo con le
gabbie, mentre per gli indiani è l'occasione di passeggiare la domenica
pomeriggio con la famiglia. Rientriamo a piedi per il lungo MG Road,
addentrandoci in mercati di frutta e osservando chiese, templi e moschee in
questa splendida babele di credo religiosi. Cena nello stesso locale del pranzo
in un tripudio di spezie!
LUNEDI' 30 LUGLIO 2007
Prima di partire per Varkala ci dirigiamo verso il Sri Padmanabhaswamy (!)
Temple, ma prima ci imbattiamo nel più piccolo Ganapathy temple dove una folla
di fedeli scaglia contro un muro decine di cocchi che vengono poi raccolti in
grandi sacchi... immaginiamo sia un rito beneaugurate visto che cocchi e Ganesh
vanno d'accordo! Il più importante tempio della città non è visitabile dai non
hindu, ma l'esterno è molto bello, con un alto gopuram d'ingresso e uno stile
orientale che ci ricorda un po' la Thailandia e che abbiamo riscontrato anche
nel resto della città. Ci fermiamo poi in un negozio di stoffe dove finiamo per
uscire con la solita sportina dopo i consigli di decine di commesse e il
pagamento dopo il passaggio delle solite 4 responsabili di cassa. Dopo il primo
bancomat indiano, rientriamo in hotel, che ci è già stato pulito, lo
risporchiamo (!) e prendiamo gli zaini per ripartire per Varkala. Tre ore di
spostamento e tre bus cambiati e siamo quasi alla spiaggia questo quasi
contempla un'ora di guadi, di salite e discese sempre con lo zaino in spalla.
L'ambiente però è bellissimo e dall'alto della scogliera si ammira il burrascoso
mare infrangersi sulle rocce. Dopo un mezzo si in un kitchissimo albergo, con le
sirene dipinte sui muri, cambiamo hotel per uno chic resort a solo R$350 vista
la bassa stagione. Passeggiando, osserviamo la bella spiaggia di sabbia nera con
le palme sullo sfondo, ma ci accorgiamo ben presto che qui di indiani ce ne sono
pochi e che il turismo è quasi tutto europeo e americano. Come concordato prima
della partenza veniamo contattati da Radio BCS, che ci seguirà per una settimana
nel nostro itinerario. Cena buonissima (vantaggi dei luoghi turistici) con un
bel trancio di tonno appena pescato condito in modo "normale".
MARTEDI' 31 LUGLIO 2007
Siamo a Varkala per una giornata di riposo e di organizzazione per le prossime
tappe visto che siamo quasi a metà viaggio e decidiamo di ritrovare il solito
andamento indiano che dista solo 1km da dove dormiamo. Basta infatti lasciare la
via degli alberghi sulla spiaggia per ritrovare i suoni e gli odori di questa
terra. Ci fermiamo al tempio Janardhana dedicato a Visnu dove il canto di un
brahmino ci accompagna. Appena fuori però un paio di botti ci spaventano, ma
altro non sono che offerte alla divinità. Nell'immancabile vasca fuori del
tempio i bambini si tuffano e fanno il bagno, mentre gli adulti lavano i panni.
Al mercato il profumo della frutta si mescola all'odore del pesce mentre alla
scuola riceviamo i saluti e i sorrisi degli alunni ora in pausa pranzo: come
detto la semplicità dell'India è anche qui, basta solo volerla vedere. Dopo aver
cercato un treno per Kollam, scopriamo che la barca che fa la spola tra Kollam e
Allepey probabilmente non parte fino al 10 agosto... dipende molto da quante
persone lo richiedono. Passiamo il pomeriggio nella tranquilla Black Beach, non
troppo affollata ma con una discreta varietà di gente hippy e un po'
alternativa... in poche parole un po' strana come molti degli europei che qui si
fermano per lungo tempo. Le grigie nuvole ci ricordano che il monsone qui è di
famiglia e rientriamo verso la nostra capannetta. Cena romantica (è proprio il
caso di dirlo!) con vista sul mare e come ieri con un bel filetto di tonno.
MERCOLEDI' 1 AGOSTO 2007
Il "probabilmente la barca fra Kollam e Allepey non parte" sentito ieri ci aveva
messo qualche dubbio sull'alzarsi all'alba per essere alle 10.30 a Kollam, ma la
pioggia caduta abbondantemente durante la notte e proseguita fino alle 9.00
toglie ogni se e ogni ma... ce la prendiamo comoda e si vedrà! Facciamo
colazione con un buon cappuccino e poi con un tuc tuc ci dirigiamo alla fermata
del bus. Dopo un cambio come sempre molto tempestivo arriviamo a Kollam. Ci
informiamo all'efficiente ufficio turistico sulla situazione delle barche e
vista la bassa stagione preferiamo dirigerci ad Aleppey, che è sicuramente
meglio attrezzata. La vista è molto bella dato che la strada passa in mezzo alle
backwaters, le lagune interne del Kerala circondate da palme e risaie
particolarmente verdi in questa stagione. Ad Aleppey ci dirigiamo con un moto
risciò ad una casa privata che però è full. Il proprietario ci indica una
seconda proprietà, ma il nostro conducente prova a portarci di nascosto da un
suo amico. Le nostre proteste colpiscono l'animo hindu tanto da spingerlo a
rifiutare il pagamento della corsa. Grazie al solito procacciatore, alloggiamo
in un bel resort ad un prezzo economico e, anche se non troppo facilmente,
riusciamo ad avere due biciclette per il resto della giornata. Ci dirigiamo alla
spiaggia a 4km dal centro dove assistiamo al tramonto sotto una incredibile luce
frutto dell'unico squarcio di sole di una giornata per lo più umida! Buona cena
nell'unico ristorantino trovato in città, con muri viola e luce un po'
intermittente... ma guai ad accendere le candele!
GIOVEDI' 2 AGOSTO 2007
La mattina pioviggina e dopo aver fatto colazione ed appreso che la barca per
Kottayam è alle 9.45 e non alle 10 (leggerezza nostra ma solita imprecisione
indiana!) proviamo a prendere al volo l'imbarcazione, arrivando al porto alle
9.48... troppo tardi! La prossima è alle 11.30; decidiamo di aspettare
direttamente a bordo leggendo il giornale che negli hotel spesso viene
recapitato la mattina. Il tempo passa in fretta e puntualissimi partiamo con
questo che è un mezzo usato dagli abitanti per spostarsi tra le due città e per
raggiungere posti dispersi nelle lagune; a noi dà modo di vedere le lagune e il
lago Vembanad al costo di R$10 (!). La pioggia va e viene ma comunque in modo
molto più delicato rispetto al risveglio e conferiscono alla crociera un fascino
particolare. Arrivati a Kottayam prendiamo il bus e dopo 4 ore di strada
tortuosa in mezzo al verde, affrontata in maniera spericolata dall'autista,
giungiamo alla stazione dei treni di Ernakulam. Vorremmo prendere un treno
domenica per Ooty, ma dopo diversi cambi d'ufficio e solo dopo aver compilato
tre fogli per la "reservation", un indolente addetto ci comunica che il nostro
treno è pieno... ci chiede se vogliamo metterci in lista d'attesa pagando
comunque il biglietto che verrà eventualmente rimborsato... decidiamo che la
burocrazia ferroviaria indiana non fa per noi... ci penseremo più avanti.
Prendiamo un rischiò per Cochin sotto una pioggia che aumenta d'intensità minuto
per minuto provenendo da sinistra... il lato di Nicola. Dopo 25 minuti di
spostamento e diversi alberghi visti, arriviamo, bagnati come pulcini, in una
bella e pulita casa privata. Dopo un cambio di vestiti ed un abbigliamento più
monsonico, con ciabattine da doccia, ceniamo in un lentissimo ristorante a base
di patate bollite e di paneer pakora... per le 23.00 abbiamo finito e
concludiamo questa prima vera giornata di monsone, tra poche timide gocce.
VENERDI' 3 AGOSTO 2007
Oggi c'è un sole splendido! Se ce l'avessero detto ieri non ci avremmo creduto.
Ci svegliamo di buon'ora anche perché dormire molto con le tende leggere vicini
ad una moschea non è molto facile! Colazione in un locale molto europeo (con
mostra d'arte interna) a base di cappuccino e torta al cioccolato. A piedi ci
dirigiamo verso il molo dove, numerosi pescatori espongono il pesce da poco
pescato, anche grazie alle grandi reti ricordo dell'influenza cinese del 1200.
Noleggiamo due bici e ci dirigiamo verso il mercato delle spezie e il quartiere
ebraico (ma al venerdì la sinagoga è chiusa). Poi prendiamo la strada che
costeggia il mare nella parte orientale, passando per piccoli agglomerati di
case, mercatini di pesce e piccoli attracchi per le barche locali. Dopo tre ore
riconsegniamo le bici e pranziamo in un locale che lavora molto sia con i
turisti che con gli indiani: i turisti prendono piatti elaborati e aspettano
molto, mentre gli indiani ordinano un thali, aspettano un minuto e mangiano a
crepapelle... nessun paragone sul conto! A piedi ci dirigiamo verso la chiesa di
S. Francesco che ha ospitato le spoglie di Vasco da Gama e poi dribbliamo
all'ultimo lo spettacolo di katakali per prendere la piccola imbarcazione che fa
la spola con l'isola di Vypeen. Breve passeggiata visto che nel giro di pochi
minuti il cielo diventa nero. Prendiamo di nuovo la barca (anche se per la
stessa tratta si paga una tariffa diversa) e rientriamo a Fort Cochin ma non in
tempo per evitare l'acquazzone; 15 minuti di attesa sotto il portico e il cielo
è di nuovo scarico. Alle 19.40 siamo a casa per l'ultimo appuntamento con Radio
BCS che ci ha seguito in questa settimana e che ringraziamo per la bella
esperienza. Ceniamo nello stesso ristorante di ieri ma in tempi molto più
rapidi.
SABATO 4 AGOSTO 2007
L'idea di andare via da Kochi viene stroncata sul nascere. Siamo in Kerala,
stato comunista dalla sua fondazione: questa notte è stato dichiarato uno
sciopero totale al quale hanno aderito tutti... forse è più un'imposizione. A
dire il vero non ce ne accorgiamo subito visto che stamattina è sabato e ci
siamo alzati presto, le serrande abbassate non ci dicono molto. Ma arrivati in
centro entriamo nell'unico locale aperto... dopo pochi minuti un funzionario di
polizia fa chiudere anche l'unica porta aperta. Ci dicono che è per motivi
politici e che ieri ci sono stati scontri ad Ernakulam. Tutto si ferma e
probabilmente anche i bus fino alle 17.00. Le notizie sono confuse e perciò
facciamo un tentativo per andarcene, ma i volti preoccupati dei tassisti ci
fanno desistere. La giornata è bella e visto che siamo costretti a rimanere,
optiamo per una tranquilla mattinata di riposo prendendo un po' di sole in
balcone anche perché spiagge su cui svestirsi in India non ne abbiamo ancora
viste. Pranziamo in un bel posticino e nel pomeriggio a piedi raggiungiamo il
Mattancherry Palace (chiuso ieri) che visitiamo in pochi minuti vista la
chiusura imminente ma che presenta affreschi del Ramayana molto belli. Rientro
sempre a piedi (ma quanti km abbiamo fatto oggi?) alternato a piccole pause per
evitare una pioggia intermittente. Chiamiamo in Italia, masterizziamo le foto
fatte fino ad ora e ceniamo al solito locale... chiudiamo così una giornata non
preventivata ma molte piacevole in una città che è un'India edulcorata visto che
non ha il traffico delle città e che ha anche qualche localino europeo, ma che
forse potrebbe essere un posto dove si potrebbe vivere.
DOMENICA 5 AGOSTO 2007
Oggi ripartiamo! Qualcuno pronuncia ancora la parola sciopero ma i bus si
vedono. Facciamo colazione in un posto che sembra più la stanza della nonna ma
che ci offre un buon breakfast e un bel clima familiare. Prendiamo il bus che ci
porta ad Ernakulam e da qui, dopo 2 ore di attesa, un mezzo per Calicut... mai
atteso così tanto... ma è domenica e ieri era sciopero... diciamo che va bene
così! Partiamo, 5 ore di bus e siamo a Calicut... un momento questa avrebbe
dovuto essere la nostra giornata con poco altro da aggiungere... invece a 50km
da Calicut, un incidente fra 2 bus avvenuto da poco e senza tante conseguenze è
il pretesto per fare un po' di sociologia spicciola! Innanzi tutto gli indiani
sono tanti e poi, sarà anche domenica, ma sono già tutti qui a guardare...
quindi non c'è molto altro da fare. Si vedono solo uomini che iniziano a giocare
ad "anch'io sono vigile urbano" indicando chi deve passare e chi no, ma poi uno
contraddice l'altro... la polizia c'è ma non si capisce cosa faccia. Comunque
questi 2 bus in mezzo alla strada non possono stare e allora si prova a
spostarli spingendoli tutti insieme... ma niente da fare. La sensazione è quella
che tutti si muovono disordinatamente ma che nessuno faccia poi molto in attesa
di ciò che sarà. Dopo più di 30 minuti ci muoviamo, ma come detto gli indiani
sono molti e di là dell'incidente c'è un ingorgo con bus in doppia fila e moto
risciò che passano sui marciapiedi e che si infilano a destra e a sinistra. E
non dimentichiamo che tutto ciò nasce da un incidente tra bus, perché detto tra
noi non è che gli indiani guidino benissimo... chi ha il mezzo più grosso passa
per primo... meglio non essere a piedi! Fine della sociologia da 4 soldi!
Arrivati a Calicut ci dirigiamo all'Hyson Heritage, un albergo da business man,
che ci propone una bella stanza a R$750. Dopo una doccia calda grazie ad un
secchio portato da un imbarazzato inserviente e pronti per scendere ci
accorgiamo che il letto è da 1 piazza e mezza. Lo facciamo notare in maniera
abbastanza soft alla reception e ci dirigiamo a cena. Vista la pioggia scegliamo
il ristorante dell'hotel che è strapieno di uomini d'affari ma anche di famiglie
borghesi, e che, grazie al ricco buffet, ci dà modo di incrementare le nostre
conoscenze sulla cucina indiana. Al rientro alla reception ci comunicano che la
colazione a buffet di domani ci viene offerta insieme al giornale... le nostre
lamentele hanno centrato i sensibili animi hindu che quando sono in colpa lo
ammettono!
LUNEDI' 6 AGOSTO 2007
Ci svegliamo alle 7. Facciamo una doccia tiepida, anche stamattina grazie
all'intervento di un inserviente d'hotel e colazione e giornale omaggio della
ditta. Alle 8.45 prendiamo il bus per una lunga giornata di trasferimento fino a
Mysore. Alla fine abbiamo deciso di affrontare i Ghats orientali senza soste
intermedie (Munnar, Ooty, Kalpetta) tralasciando a malincuore i parchi e le
bellezze naturali di queste zone boschive, ma consci che le piogge, che su
questa zona e a queste quote sono continue, ci avrebbero fatto vedere poco e ci
avrebbero bagnato molto. Comunque, anche se solo dal bus, riusciamo ad
apprezzare la vegetazione che cambia, ovviamente verdissima, i numerosi ruscelli
che scendono da ogni lato delle montagne, le numerose scimmie sugli alberi, una
piccola famiglia di chitar (cervi maculati) attraversando il Bandipur National
Park, le belle coltivazioni di the e caffè nella zona di Kalpetta, le risaie e
le piantagioni di palme e banane sommerse d'acqua. Prima di arrivare a Mysore,
sosta in un ristorantino in cui ci limitiamo a 4 chapati, mentre gli indiani in
15 minuti mangiano un thali con doppia porzione di riso, bevono un chay, fanno
pipì e pagano il conto. Arrivati a Mysore ci sistemiamo in hotel e partiamo
subito (con un intervallo di un'ora per una festa che non troviamo) per il
mercato della frutta e della verdura, coloratissimo anche grazie alle montagne
di polveri usate per colorare i tessuti. Lunga passeggiata poi per i grandi
viali della città fiancheggiata da parchi e bei palazzi, ovviamente splendido il
palazzo del maharaja che visiteremo domani. Decidiamo di cenare con la pizza,
una pagata e una in regalo (anche se un asterisco sul menu mette in crisi tutto
il personale!). Passeggiamo infine per la città che, a parte lo smog, è molto
viva e piacevole.
MARTEDI' 7 AGOSTO 2007
Sveglia presto e andiamo alla ricerca di un posto dove fare colazione; finiamo
in una pasticceria dove sperimentiamo i dolci del posto, il Mysore Pak e lo
special Mysore Pak... lo special altro non è che un concentrato di burro...
comunque tutto molto gustoso. Prendiamo il bus 201 che ci porta alla Chamundi
Hill, collina sacra della città. All'arrivo assistiamo al darshan delle 10.30,
una processione della divinità Chamundi attorno al tempio. All'interno numerosi
fedeli intenti a pregare in un clima mistico molto coinvolgente anche grazie ai
riti dei brahmini. All'esterno invece si sta girando un film: solita scena
d'amore con sguardi furtivi dei 2 protagonisti che attira numerosi curiosi.
Scendiamo i 1000 gradini che ci riportano in città tra numerosi "hello!" e "how
are you?" non prima di aver ammirato il toro Nandi grande monolite di pietra a
metà della discesa. Dopo il pranzo visitiamo il palazzo del maharaja; molto
belle le vetrate interne e l'ampio salone al primo piano. Intraprendiamo poi una
passeggiata che grazie ad una allungatola proposta da Nicola, fa il giro della
città senza grandi risultati. Dopo una veloce doccia, scendiamo in strada
richiamati dai suoni di una piccola banda che precede una lunga processione
dedicata alla dea Chamundi. Andiamo poi a far riparare lo zaino di Nicola da un
vicino ciabattino: con un'opera mirabile viene distrutto, rivoltato come un
calzino, ricucito in ogni parte e ricostruito... zaino nuovo con R$75 e uno
spettacolo non visibile dalle nostre parti. Cena e, dopo un fragoroso
acquazzone, rientriamo in una città che stasera è semi deserta.
MERCOLEDI' 8 AGOSTO 2007
Partiamo di buon'ora dopo una scarna colazione fatta raccattando qualcosa in
baracchini diversi in direzione (oggi abbiamo solo nomi impronunciabili!)
Channarayapatna e da qui a Sravanabelagola. Giunti a "Gola" pranziamo, ironia
della sorte al ristorante Raghu, ovviamente pure vegetarian... ma come ci
starebbero due belle lasagnette col ragù delle mamme... magari anche un bel
bicchiere di rosso... ogni tanto cadiamo nei sogni eno-gastronomici dopo 3
settimane di salsine speziate... ma tornando alla realtà un po' di riso, un po'
di dhal e 2 chapati e siamo pronti per affrontare i 600 gradini che conducono
alla statua di Gomateshvara, monolite di 17,5m (tra i più alti al mondo) primo
Titankara giainista. Ritiriamo gli zaini che erano rimasti al ristorante e ci
dirigiamo verso Belur. Per il tragitto dobbiamo prendere tre bus ma il tempo di
attesa tra un cambio e l'altro è sempre sotto il minuto: il fatto che tutti si
spostino con mezzi pubblici, rende molto efficiente la rete dei trasporti...
magari i bus non sono fantastici, ma di certo si arriva ovunque e a qualsiasi
ora... certamente meglio che in Italia. A Belur, dopo esserci sistemati in un
hotel spartano, ci dirigiamo al tempio. La visita è un po' complicata dalla
pioggia ma a dire il vero è la prima volta in tutto questo tempo. Il tempio, del
XII secolo, è un piccolo gioiello per la raffinatezza delle sculture ed è tra le
massime espressioni dell'architettura degli Hoysala. Cena a base di panner
pakora e riso e concludiamo questa umida giornata tra le lenzuola non troppo
asciutte del nostro hotel.
GIOVEDI' 9 AGOSTO 2007
Sveglia presto per prendere il bus delle 7.45 che ci porterà fino ad Hassan e da
qui ad Hospet ed infine ad Hampi... quindi oggi lunga tappa di trasferimento, ma
il 18 agosto, data del nostro rientro si avvicina e siamo ancora tanto a sud di
Mumbai. Nelle lunghe ore in cui compiamo il tragitto abbiamo modo di vedere le
zone rurali del Karnataka, un susseguirsi di campi di mais, riso, banane, canna
da zucchero e palma da cocco. La pioggia che ci segue da stamattina diminuisce
mano a mano che risaliamo, ma non mancano le zone allagate dai monsoni passati
nei giorni scorsi. In un viaggio così lungo non è il caso di fare troppo gli
schizzinosi ne sui bagni né sul cibo: stuzzichiamo nuovi menu take away,
disponibili alle stazioni dei bus e frequentiamo latrine che peggiorano di
standard di giorno in giorno. Giunti ad Hospet il più è fatto... ultimi 10km ed
arriviamo ad Hampi all'imbrunire, giusto il tempo di trovare una guesthouse (non
di vederla visto che un black out elettrico ha colpito tutto il paese) e di
dirigerci a mangiare qualcosa... ci vorrebbe qualcosa di caldo magari a base di
carne, ma, ahinoi, Hampi è una città sacra, quindi si serve solo vegetariano.
Ripieghiamo su uno "Spaghati" al pomodoro e una frittata, e rientriamo a tentoni
nel buio totale ammirando un cielo stellato incredibile!
VENERDI' 10 AGOSTO 2007
Ci svegliamo con uno splendido sole, proprio quello che ci serviva per visitare
le splendide rovine di Hampi. Dopo una colazione che trasgredisce le regole
vegetariane del posto visto che ci portano corn flakes con le formiche (!)
noleggiamo due bici per tutta la giornata. Visitiamo subito il Virupaksha Temple
dopo le necessarie registrazioni all'ufficio di polizia e dopo aver cercato di
visitare il Vittala Temple, irraggiungibile vista la strada allagata, ci
dirigiamo verso la parte reale. Visitiamo diversi templi lungo la strada e gli
splendidi bagni della regina. Sostiamo per il pranzo a Kamalapuram, dove si
serve carne e ci abbuffiamo di roast chicken. Decidiamo di raggiungere il
Vittala Temple girando attorno alla collina attraverso 6km di strada... ma anche
questo tentativo fallisce... il fiume è straripato un po' ovunque... poco male
comunque perché la strada per arrivare fino qui è proprio bella... le verdi
risaie contrastano con le rosse colline ciottolose e che ricordano per alcuni
versi la Cappadocia. Torniamo indietro visitando il centro regio con lo
splendido Lotus Mahal e le belle Elephant Stables... tutto molto curato, con
prati verdi e puliti, il tutto in un silenzio che raramente si trova in India.
Come in tutti i siti, noi, non indiani, abbiamo pagato $5 contro le R$10 degli
indiani... ma queste sono le regole... le loro! Per le sei rientriamo all'Hampi
Bazar per dirigerci all'Achyutaraya Temple, un complesso che ricorda invece i
siti Maya e dal quale ammiriamo uno splendido tramonto esaltato dalle colline di
arenaria che circondano questi luoghi. Doccia, cena, visita serale al tempio e
passeggiata nelle vicinanze del fiume che in questi giorni e veramente a livelli
di guardia... speriamo domattina di riuscire a vedere il Vittala Temple.
SABATO 11 AGOSTO 2007
Sveglia alle 7, breakfast con pausa, visto che mancano le uova e per le 8
andiamo in direzione del Vittala Temple. Alcune strade sono ancora inaccessibili
ma attraverso le colline è possibile arrivarci... con lo stesso biglietto di
ieri ci hanno concesso la visita, vista la chiusura di ieri per motivi di
sicurezza, con l'imperativo però di non entrare dopo le 10.00. Il tempio è
veramente la perla di Hampi e arrivando presto abbiamo l'occasione di
apprezzarlo in totale solitudine e silenzio. Ci fermiamo sugli scalini di un
tempietto e ciò costituisce l'occasione per il funzionario addetto al controllo
del sito per chiacchierare un po' su usi e costumi di India e Italia: discutiamo
di stipendi e prezzi di case, di matrimoni e figli, fino ad apprendere che il
controllo delle nascite in India avviene con la sterilizzazione delle donne dopo
il secondo figlio... notizia inquietante e da verificare. Concludiamo la lunga
chiacchierata visto che dopo le 11 un po' di turisti arrivano: le guide devono
lavorare e noi riprendere la nostra marcia... soliti europei con la "time table"
nel sangue! Bus fino ad Hospet e alle 13 siamo in bus in direzione Badami. 13.30
sosta pranzo in una bettola per camionisti con cucine con muri neri come la pece
e decine di mosche ovunque... per fortuna non abbiamo fame! Viaggio tranquillo
in queste zone dove l'agricoltura e la pastorizia sembrano le attività
principali... la gente è cordiale come sempre e in bus scambiamo biscotti e
frutta con una vicina di viaggio senza però poter scambiare una parola, visto
che l'inglese qui è meno diffuso. Arriviamo a Badami di sera. Doccia e breve
passeggiata... la città è piccola e sporca ... gli uomini bevono come non
avevamo mai visto in India.
DOMENICA 12 AGOSTO 2007
Ci svegliamo presto e cerchiamo di prendere un bus per Pattadakal ma visti gli
orari di partenza dei mezzi, spostiamo la visita al pomeriggio e ci rechiamo
subito alle grotte di Badami. La passeggiata per arrivare alle grotte conferma
le impressioni di ieri sera: c'è sporco ovunque, con una quantità di capre,
mucche e maiali che rovistano nella spazzatura. Tutto ciò contrasta maggiormente
con la perfezione con la quale viene tenuto il sito archeologico... gente che
spazza per terra anche dove non c'è polvere, prati verdi e curati meglio che in
Inghilterra e perfino (!) contenitori per l'immondizia. Pagati i $2, entriamo a
visitare i bellissimi 4 templi scavati nella roccia vecchi di 1500 anni.
Dall'alto inoltre si gode di un magnifico panorama sulla città con le donne che
lavano i vestiti nella grande cisterna, piccolo lago nel centro di Badami. Dopo
aver assistito al pranzo di un folto gruppo di macachi, visitiamo la sponda
opposta del bacino con i 2 templi Bhutanatha. È quasi mezzogiorno e ci dirigiamo
alla bus stand per prendere il bus per Pattadakal; contrariamente a quanto ci
avevano detto, partirà solo alle 12.45... giusto il tempo per usufruire delle
più brutte latrine fin qui viste e siamo in partenza. A Pattadakal, pranzo a
base di frutta e pannocchie alla griglia e ci immergiamo in questo splendido
sito, non molto grande, ma con una decina di templi splendidamente decorati. Il
pomeriggio passa piacevolmente anche grazie al clima che ci assiste e che ci
permette di visitare i templi passeggiando scalzi in questo sito che trasmette
tranquillità. Rientrando, ci fermiamo alla stazione dei treni per programmare il
lungo trasferimento verso Mumbai, ma ancora ci troviamo di fronte a qualche
difficoltà con le ferrovie indiane: il voluminoso orario dei treni del Sud
dell'India ci appare molto complicato serve solo a chi conosce già tutti i
dettagli del treno da prendere! Rientriamo in città quasi a bordo di un
pulmino... quasi perché è talmente pieno che siamo con un piede dentro e uno
fuori. Cena che inizia all'aperto e che viste le numerose zanzare finisce in un
simil refettorio, grande stanzone denominato ristorante interno... cena a base
di dal chicken tandoori e vegetable pakora. Spese folli, con un paio di ciabatte
per la Vale (R$100) e un rum per Nicola (R$ 50) in un bar dove tutti sono
piuttosto ubriachi.
LUNEDI' 13 AGOSTO 2007
Alle 7.30 siamo in stazione dei bus per prendere il diretto per Bijapur delle
8.00... che però non c'è... poco male, partiamo alle 8.30 consci di dover
cambiare a Bagalkot. Durante il viaggio rischiamo di perdere il controllore dei
biglietti in una sosta intermedia per una svista dell'autista... ma gli indiani
a bordo sono attenti e numerosi. Arriviamo alle 12.00 a Bijapur in anticipo
sull'orario previsto. Nel tragitto abbiamo deciso di includere Ellora nel nostro
itinerario viaggiando mercoledì notte per Bombay, riducendo la nostra permanenza
nella capitale commerciale dell'India. Ci informiamo telefonicamente
sull'apertura del sito, dato che la visita sarà il 15 agosto, giorno
dell'indipendenza. Dopo aver trovato una semplicissima sistemazione, ci
dirigiamo in un semplicissimo ristorante, passando per un altrettanto semplice
mercato... le ultime tappe ci hanno riservato pernottamenti molto meno turistici
nonostante le indiscutibili bellezze dei luoghi. Visitiamo questa città
musulmana dirigendoci subito alla splendida tomba dell'imperatore Adil Shah e
della moglie Taj Sultana, la Ibrahim Rouza, che pare abbia ispirato la
costruzione del Taj Mahal; proseguiamo visitando la Jama Masjid, grande e
semplice moschea del 1500. Concludiamo il giro della città al Golgumbaz,
anch'essa una tomba enorme come dimensioni e per la verità un po' strana
nell'architettura, un po' pesante ma affascinante. Saliamo attraverso 7 piani di
scale alla galleria dei sospiri, cioè sotto la grande cupola (seconda solo al
Vaticano) dove l'eco eccezionale permette di sentire anche le parole sussurrate
dalla parte opposta... inutile dire che gli indiani si esercitano con urla e
grida! La città è piuttosto inquinata e decidiamo di dare il nostro contributo
ecologico accettando le insistenti proposte di un conducente di calesse che per
R$20 ci riporta fino alla zona del mercato; qui in una serie di vicoli e piccoli
palazzi adibiti a centro commerciale assistiamo ad un tripudio di spezie frutta,
vestiti e cianfrusaglie varie; un venditore di fornelli e uno di incensi ci
chiedono una foto con relativa spedizione dall'Italia... decidiamo invece di
sviluppare le due foto direttamente a Bijapur in 15 minuti. La riconsegna
stupisce i commercianti che ci regalano un piccolo lume a petrolio... inoltre la
foto dei venditori con Valentina, finisce in bella mostra nella loro bacheca di
fianco ai santini di Ganesh! Cena in un altro semplice locale e a letto
presto... domani ci aspetta un lungo trasferimento. Stavamo dimenticando uno
degli eventi della giornata: Nicola alla Ibrahim Rouza ha firmato il suo primo
autografo!
MARTEDI' 14 AGOSTO 2007
Per le 7 siamo in partenza, ma la città sonnecchia e la nostra colazione,
preventivata in una bella pasticceria vicino all'hotel, viene rimandata alla
mensa della stazione dei bus. Mangiamo idli (panetti di riso fermentato che
sanno di niente senza le solite salse piccanti) puri fritti e chai tra lo
scompiglio dei presenti, tutti intenti a farci stare a nostro agio. Ovviamente
il diretto delle 8 che era dato per certo ieri sera non c'è ma ormai ci siamo
abituati e siamo certi che le coincidenze ci saranno. Sul lungo tragitto non c'è
molto da dire: scenari niente di che, molte zone allagate e fiumi straripati che
sfiorano i ponti (probabilmente acqua di altre zone dell'India perché qui la
terra tende ad essere secca), molta agricoltura e qualche persona che vomita in
bus (con effetti anche sui vicini, noi compresi). Nonostante 3 bus arriviamo ad
Aurangabad alle 6 di sera alla stessa ora del diretto, con tempi d'attesa
inesistenti. Dopo aver acquistato il biglietto del bus notturno che domani notte
ci porterà a Mumbai, ci dirigiamo nella via principale che troviamo molto
animata, piena di insegne europee e luci, a preannunciare la festa
dell'indipendenza che sarà domani. Ci concediamo un po' di shopping durante la
breve pioggia e rientriamo in hotel con una lunga passeggiata per sgranchire le
gambe rimaste per 10 ore tra gli stretti sedili dei bus.
MERCOLEDI' 15 AGOSTO 2007
La giornata parte male visto il cielo grigio, ma dopo colazione (con un dosa di
dimensioni esagerate) è anche peggio: inizia a piovere a catinelle; proviamo la
tecnica degli indiani, cioè aspettiamo e si vedrà, rientriamo in albergo e verso
le dieci il peggio sembra passato. Prendiamo il bus per dirigerci alle grotte di
Ellora. Bus stracarico, visto che oggi è festa e come scopriremo poi, la zona
verde attorno alle grotte attira molti indiani per un pic nic. Il cielo si
pulisce con il passare delle ore e un discreto sole ci accompagnerà per la
maggior parte della giornata alla scoperta di questo splendido sito che conta
più di 30 templi scavati nella roccia, alcuni dei quali in modo mirabile. Non
manca qualche goccia di pioggia, ma qui non è difficile ripararsi ed apprezzare
meglio i bassorilievi interni. Su tutte spiccano la grotta n°10, con un soffitto
che sembra più in legno che in pietra, oltre ovviamente alla n°16, il monolite
più grande al mondo, un tempio intero costruito scavando la roccia di una
montagna: incredibile solo a pensarci! Proseguiamo la visita fino al pomeriggio,
concludendo alla cascata e dedicando una buona mezz'ora a contemplare la
tranquillità del posto, nonostante le numerose famiglie giunte a pranzare sui
prati; anche oggi firmiamo un paio di autografi... mah! Per le 17.30 siamo in
albergo in tempo per preparare lo zaino e per fare una doccia... proprio comodo
questo check out di 24h... siamo arrivati alle 19 e alle 19 usciamo. Andiamo a
cena in un bel ristorante sperimentando ancora qualche nuovo piatto e prima di
partire un salto in tuc tuc al Bibi-Ka-Maqbara, il cosiddetto Taj Mahal dei
poveri... è comunque bello ma lo vediamo solo da fuori... il nostro bus alle
22.30 ci attende puntualissimo. Lunga notte a bordo di questo comodo bus,
definito semi sleeper, visto che i sedili si piegano e si allungano quasi a
diventare un letto. Nonostante le strade non aiutino a dormire, riusciamo a
riposare a sufficienza.
GIOVEDI' 16 AGOSTO 2007
L'ingresso a Mumbai è in linea con quanto ci aspettavamo... abbastanza simile
all'arrivo a Delhi di 5 anni fa: queste megalopoli che nel centro sono anche
belle, presentano km di periferia, di baracche e degrado che fanno riflettere
sulla vita... senza essere troppo poetici e romantici, veramente sembrano
situazioni non comprensibili, talvolta esistenze prive di dignità... difficile
trovare parole opportune. Taxi per Colaba e dopo qualche tentativo siamo in
albergo operativi alle 9.00... quasi operativi... pronti ma un po' cotti.
Passeggiamo con calma per il quartiere passando per il Gateway of India e il Taj
Mahal Palace... ma l'attenzione è quella che è; decidiamo di prendere un bus per
andare nella zona dei mercati attività che richiede meno attenzione... almeno
fino alla fase di contrattazione e alla zona definita mercato dei ladri... i
locali ci invitano a tenere gli occhi aperti! Ci perdiamo nelle varie sezioni
dei bazar, Nicola ricorre ad un ciabattino per aggiustare un sandalo malandato.
Camminando, visitiamo la Victoria Terminus, la bella stazione di Mumbai. Ancora
in bus, rientriamo a Colaba per una doccia rigenerante e andiamo a cena...
mangiando cinese. Usciamo dal locale e, mentre curiosiamo tra le numerose
bancarelle, veniamo avvicinati da un ragazzo che ci dice "Yeah, you look nice!"
e ci propone di partecipare ad un film pakistano come comparse per tutta la
giornata di domani. In modo molto sbrigativo chiudiamo il contratto a R$1000 e
cogliamo al volo l'occasione per vedere da vicino cosa sia Bollywood, confortati
sull'identità del ragazzo dal nostro albergatore.
VENERDI' 17 AGOSTO 2007
È il grande giorno del debutto sul set e per di più stasera si inizia il rientro
a casa. Tutto si incastra al meglio, concluderemo nel migliore dei modi questo
splendido mese trascorso nell'India del Sud. Alle 8 ci vengono a prendere e dopo
un paio di ore ci ritroviamo in un albergo a nord di Bombay insieme ad altri 15
turisti vestiti in smoking e papillon gli uomini e in vestiti lunghi da sera le
donne... ai piedi i nostri sandali da turisti... le immagini ci interesseranno
solo dal busto in su! Si gira una soap opera televisiva per una distribuzione
pakistana e il set è una discoteca. La giornata è lunga ma l'esperienza è
impagabile. Il nostro ruolo è quello di ballare accanto ad una star pakistana
che per la verità in India nessuno conosce... tutto molto divertente! A fine
serata la misera paga è ricompensata da un'esperienza che ricorderemo a vita...
ma adesso è il momento di chiudere questo tour... domattina abbiamo il volo ed
essendo già nei pressi dell'aeroporto abbiamo deciso di non tornare a Mumbai, ma
di dormire direttamente al terminal. Con un tuc tuc pagato dalla produzione
cinematografica come concordato ieri sera andiamo in aeroporto dove ceniamo con
i soldi guadagnati e poi ci accampiamo insieme ad altri turisti fino alla
mattina. Da qui lungo volo passato in fretta e rientro a Venezia.
DOVE DORMIRE
Tra parentesi prezzo e giudizio da 1 a 3 stelle – 1 Euro = 54 R$ = 1,32 $
Tirupathi - Hotel
Mayura (950R$ - ***)
Mamallapuram - Hotel Sea Breeze Annexe (600R$ - **)
Pondicherry - Swades Guesthouse (500R$ - ***)
Tanjore - Lion City Hotel (715R$ - *)
Trichy - Femina Hotel (715R$ - ***)
Madurai - Rathna Hotel (600R$ - ***)
Kanyakumari - Melody Park (450R$ - ***) - il migliore per rapporto qualità
prezzo!
Trivandrum - Highland Park (690R$ - **)
Varkala - Puthooram Resort (350R$ - ***)
Alleppey - Pagoda Resort (500R$ - ***)
Fort Cochin - Fort Shore (400R$ - ***)
Calicut - Hyson Heritage (750R$ con colazione a buffet - ***)
Mysore- Chandra Palace (560R$ - **)
Belur - Mayura Velapuri Hotel Belur (432R$ - *)
Hampi - Rama Guesthouse (250R$ - *)
Badami - New Satkar Hotel Badami (350R$ - **)
Bijapur - Hotel Tourist (250R$ - *)
Aurangabad - Hotel Ashoka Executive (325R$ - **)
Mumbai - Apollo Guesthouse (850R$ - **)