Hawaii e Los Angeles 2003


diario di viaggio dal 5 al 20 ottobre di Massimo P.

foto Hawaii 2003
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A volte i viaggi più improvvisati sono i meglio riusciti, e così è stato per noi.
Abbiamo organizzato il tutto in meno di due settimane dividendoci i compiti tra ciascuno di noi tre: Max (io) e Cristian (ricerca e affitto appartamenti via internet, prenotazione auto nei vari aeroporti, e acquisto volo in agenzia viaggi), Lele (rinnovo passaporti a lettura ottica), tutti e tre studio guide (LP ed Helles Guide per definizione delle tappe). Costo volo 820€.
Partiamo il giorno 5/10/2003 in auto da Venezia per Milano, dove ci imbarchiamo alle 6.00 con volo British Airways Milano-Londra, poi Londra-Los Angeles, e poi ancora Los Angeles – Honolulu  con Hawaiian Airlines.
Ritiriamo in serata l’auto presso l’Aeroporto di Honolulu e, cartina alla mano, ci dirigiamo verso Waikiki alla ricerca dell’appartamento (prenotazione in internet 75$ al giorno). Dal giorno successivo e per 6 giorni perlustriamo l’isola di Ohau, avendo già programmato precedentemente le mete più suggestive da visitare.

Ohau
Da Waikiki verso sud
Waikiki, base di appoggio: luogo caotico e intriso di consumismo, invaso da surfisti esperti e non; l’atmosfera è molto americaneggiante, nell’aria si respira il mito di The Duke (Duke Paoa Kahanamoku) il re del surf, la cui statua è collocata sul lungomare di Waikiki Beach.
Hanauma Bay (da Waikiki si percorre la route 72): muovendosi a sud di Waikiki, si presentano ai nostri occhi alcune meraviglie della natura: Koko Head e il suo vulcano Koko Crater, le meravigliose scogliere di Hanauma Bay (riprese nel film Pearl Harbour). E’ un susseguirsi di rocce laviche lavorate dal mare e dai venti, onde che si infrangono sulla scogliera per altezze di 20 mt, cominciamo a saggiare la violenza e la potenza del mare. La strada costiera ci regala vedute fantastiche e l’accesso alle stupende spiagge del sud di Ohau: Sandy Beach, Makapuu Beach, e infine Bellows Beach dove si trova una base dell’Air Force. Qui i surfisti giungono alle 16 per l’arrivo delle onde, e ci viene detto che nella stagione invernale queste raggiungono i 15 metri di altezza; per i maniaci della tavola sono una vera manna dal cielo… e dal mare.

Da Waikiki verso il centro-nord
Percorrendo la route H-1, H-2 e poi la route 99 attraverso la Kamehameha Highway, si giunge alla Dole Plantation (40’ di viaggio), proprio nel centro dell’isola di Ohau. La piantagione di ananas è una delle più grandi del mondo e si rimane veramente affascinati dalle dimensioni e dai colori. Interessante è il giro della piantagione con il trenino locale Pineapple Express.
Dalla Kamehameha Highway deviamo verso Kaneohe per visitare il giardino botanico Ho’omaluhia, che letteralmente significa “Luogo di Pace e Tranquillità”. Si respira un’aria veramente serena e rilassata per la bellezza degli arbusti, delle piante e dei fiori, per l’oasi di pace in cui si è immersi.
Proseguendo verso nord si continua attraverso la route 83 e dopo pochi km si arriva alle famose spiagge i cui nomi hanno fatto il giro del mondo: Waimea Bay, Banzai Pipeline e Sunset Beach. Anche qui surf per tutti e onde abbastanza abbordabili vista la stagione calma. L’atmosfera in questo luogo è più hawaiana e molto meno caotica della consumistica Waikiki.

Pearl Harbour
Mezza giornata la dedichiamo a Pearl Harbour. Da Waikiki in un attimo si raggiunge lo storico porto. Il biglietto d’ingresso prevede oltre alla visita di un museo con reperti bellici di ogni tipo (dalla II guerra mondiale ad oggi), una proiezione di un film storico si narrano gli eventi del famoso attacco a Pearl Harbour.
Un battello ci trasporta all’USS Arizona Memorial, costruito sopra il relitto della nave affondata nella battaglia di Pearl Harbour, che si vede chiaramente sotto di noi. Si rimane in contemplativo silenzio leggendo sulla lapide all’interno del mausoleo i nomi dei 1177 marinai dell’Arizona, a testimonianza di coloro che perirono durante l’attacco, e i cui resti sono sepolti con la nave stessa, affondata in soli 9 minuti, e che è completamente visibile proprio sotto di noi. Ultima attrattiva della visita è l’USS Bowfin SS-287, sottomarino della II Guerra Mondiale. E’ affascinante e allo stesso tempo claustrofobico, vedere e immaginare come vivessero i marinai al suo interno a molti metri sotto la superficie del mare. All’interno, le varie tabelle didascaliche forniscono una esaustiva spiegazione di ogni comparto.

Maui
Terminiamo il soggiorno ad Ohau, e acquistiamo in una agenzia di viaggio di Waikiki il biglietto aereo per Maui (compagnia aerea Alohaairliens 150$ a/r).
Il 12/10 siamo a Maui; si respira un’aria completamente diversa da Ohau. Siamo finalmente nel vero clima hawaiano. Noleggiamo all’aeroporto l’auto (Alamo) e ci dirigiamo a Kihei dove soggiorneremo per 6 giorni in un bell’appartamento (85$ al giorno in un residence privato). Abbiamo scelto Kihei in quanto è la zona meno costosa di Maui, con bellissime spiagge dorate che si estendono per 10 km, e meravigliosi tramonti. L’urbanizzazione è comunque abbastanza indiscriminata, e vede un susseguirsi casuale di casette vecchio stile, moderne villette, centri commerciali, e mega resort. A Maui la vita ha un ritmo particolare: l’importante è prendere l’onda migliore quindi non ci stupiamo se il negozio alle 4 di pomeriggio improvvisamente chiude: il proprietario è andato a surfare.
Dalla base di Kihei abbiamo girato quasi tutta l’isola. Il nostro programma consisteva in 3 itinerari: la costa ovest, la Hana Road sulla costa nord-orientale, e la zona centrale con l’Haleakala National Park.

Costa Nord-Orientale
Da Kihei iniziamo l’escursione verso nord. Percorriamo la route 31 sino a incrociare la route 311 e poi la costiera 30. Il paesaggio è affascinante e ogni baia ci lascia d’incanto. Ci siamo ben documentati prima di partire e riusciamo così a vedere i migliori spot di questa zona: la cittadina di Lahaina, antica capitale dell’arcipelago hawaiano, Kaanapali, Napili e Kapalua.
Ci soffermiamo a vedere le principali attrattive della zona: i Dragon Teeth, formazione scogliera lavica che si conforma in strane rocce direttamente sul mare, il Nakalele Blow Hole, scendendo lungo il pendio che dalla strada costiera porta al mare si ammira un buco di circa 2 mt di diametro nella scogliera che erutta un soffione alto sino a 30/40 metri. L’acqua del mare che con tutta la sua forza e il suo fragore entra da sotto e spara in alto questo stupendo geyser. Ovunque è una esplosione di colori della terra, delle rocce, della vegetazione, il tutto in una perfetta osmosi.
Non possiamo ridiscendere per la parte nordest in quanto è necessario un 4×4 e quindi percorriamo la strada a ritroso sino al ritorno a Kihei.

Hana Road
E’ l’itinerario più spettacolare dell’arcipelago: 617 curve e 56 ponti, cascate, vegetazione lussureggiante, per un totale di più di 84 km. Partenza da Kihei, per, la strada costiera denominata Hana Road. Ci vuole una intera giornata per questo itinerario, visto che lo spettacolo impone numerose e lunghe soste.
La prima, a 26 km da Kahului, è il giardino botanico Garden of Eden (www.mauigardenofeden.com): ammiriamo estasiati orchidee, fiori dai mille colori, piante rigogliose. Seguiamo la nostra mappa fai da te, in cui abbiamo segnalato i punti d’attrazione con relativo segna-miglia; ci è di enorme aiuto per le fermate alle bellissime cascate. Ci  addentriamo a piedi nei sentieri per ammirare scorci incantevoli, stupendi, e imponenti flutti d’acqua, vegetazione rigogliosa. Rischiamo, e ne vale la pena, qualche magnifico tuffo. Ci fermiamo in 7 cascate, prima di giungere a Waianapanapa, spiaggia nera, scogliera lavica che si protende sul in mare, giochi d’archi e grotte. Terminiamo il percorso alle Waimoku Falls dove, dopo aver parcheggiato, inizia il sentiero nel bosco (Pipiwai Trail). 2 ore di cammino, prima costeggiando il torrente e le cascate, poi addentrandosi in un bosco di bambu talmente alti e fitti che non riesci a vedere il cielo e dove l’unico colore che pervade è il verde intenso degli altissimi canneti, sino a giungere nella valle in cui cominciamo a sentire le gocce della cascata che ti rinfrescano della fatica fatta. Ai piedi di questa meravigliosa cascata di 400 ft in cui non immergersi è un delitto. Proseguiamo per la strada verso Hana e ci imbattiamo in una festa locale, in gigantesco picnic con gli hawaiani, che qui sono in maggioranza di origine polinesiana. Ritorniamo a Kiehi distrutti ma pienamente soddisfatti e appagati.

Haleakala National Park
Non poteva mancare una visita al luogo più particolare di tutta Maui: l’Haleakala National Park. Un paesaggio lunare che si distende per decine di miglia, roccia lavica, innumerevoli crateri di vulcani spenti tra i quali il maggiore è l’Haleakala, il più grande vulcano inattivo del mondo. Dal livello del mare si sale sino a più di 2000 mt., attraversando distese di canna da zucchero e ampi pascoli, sino a giungere alla vallata del parco. Qui il tempo è estremamente variabile e il freddo si fa sentire, ma lo spettacolo è da non credere. In questo aspro territorio c’è una particolare pianta, la Ahinahina (Silverwood), che cresce unicamente qui. E’ consigliato il percorso a cavallo o in mountain bike, vista la lunga distanza da percorrere (35 miglia).

Kihei surf lesson
Potevamo non provare il surf? E’ veramente difficile. Noleggiamo le tavole, simili a quella di Keanu Reaves in Point Brek (quindi veri pezzi d’antiquariato). Proviamo per una giornata intera e vi assicuro che è veramente complicato e faticoso. Ma gli hawaiani riescono a farlo con estrema naturalezza. Le onde più piccole sono di 2/3 metri, quindi lascio immaginare… e lascio il surf agli hawaiani!
L’esplosione di natura vissuta a Maui si conclude il 17/10. Ritorniamo a Waikiki (1 solo pernottamento). Il giorno successivo prendiamo il volo per Los Angeles dove soggiorniamo per 3 notti nei pressi dell’Hollywood Boulevard. L’immagine notturna di Los Angeles dall’aereo è una immensa distesa di luci: la dimensione è ben diversa da quella vissuta alle Hawaii, ma comunque cercheremo di assaporare questi ultimi giorni di vacanza. Con la jeep modello Dodge (sempre Alamo) scorrazziamo per la città: Beverly Hills, Rodeo Drive, Venice Beach e infine Santa Monica.
Termina il 20/10 la nostra vacanza, quando nel pomeriggio ci imbarchiamo per il ritorno sempre con British Airways Los Angeles-Londra-Milano, e poi auto sino alla nostra Venezia.

www.hawaiiweb.com per chi volesse intraprendere questa avventura.

hermes.ve@libero.it


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