Abitiamo vicino a Milano e abbiamo
programmato un viaggio all’insegna del massimo risparmio, per cui in questo
diario più che descrivere le amenità del posto che possono essere lette su
qualsiasi guida turistica, affronterò la descrizione sugli aspetti pratici
del viaggio, strade, alberghi, costi, ecc., le notizie che secondo me più
interessano i “turisti fai da te”.
Primo ostacolo: la ricerca del volo più
economico tramite internet, avete presente le offerte sbalorditive che poi
al momento dell’effettiva prenotazione non sono mai disponibili? E le
compagnie low cost che appaiono e scompaiono magicamente dai motori di
ricerca, io neofita di queste faccende in quanto abitualmente viaggiamo in
camper, ci ho messo una settimana per riuscire ad individuare la compagnia
con cui avremmo viaggiato a minor costo (forse!).
La grande avventura inizia con un volo della
Turkish Airlines andata e ritorno euro
530 a
testa, partenza dall’aeroporto di Malpensa alle 17,45 con sosta di un’ora
all’aeroporto di Istanbul.
Arriviamo ad Amman in perfetto orario alle 01,50. Il volo è stato tranquillo
e il servizio ottimo, le indicazioni facili e precise.
Attenzione, non ci sono molti punti
telefonici pubblici e i cellulari con operatore Vodafone non sono abilitati
a ricevere e fare chiamate dalla Giordania, il collegamento è solo tramite
sms, però acquistando una scheda locale da inserire nel proprio telefono i
prezzi sono veramente ottimi.
All’uscita dall’aeroporto, prima piccola
delusione, siamo stanchi e piove e a nulla valgono i tentativi di
contrattazione con i vari taxisti, la tariffa è unica: 21 euro, la
consolazione è che la dividiamo in 4.
Ci facciamo portare in città, dopo alcune discussioni già preventivate con
l’autista ci accordiamo su un albergo consigliato dalla Lonely Planet (6°
edizione, pag. 80), il Palace Hotel. Anche qui grande delusione, il prezzo
più basso che riusciamo a pattuire è 30 euro a camera doppia, che
condividiamo con numerosi ospiti della famiglia degli scarafaggi e con una
puzza di petrolio non indifferente (sarà una tecnica per scoraggiarli?), il
bagno è spartano e un’occhiata alla doccia ci fa desistere da qualsiasi
tentativo di igiene personale.
Anche le lenzuola mancano, sostituite da una leggera coperta e un
copriletto, siamo troppo stanchi per lamentarci o cambiare posto, ci
buttiamo a letto sperando che un po’ di sonno ci faccia vedere tutto in una
luce migliore.
27-09.2008
Al mattino nulla è cambiato, clima cupo e piovoso anche un po’ freddo il
nostro programma di visitare Amman viene modificato e decidiamo di cercare
subito un agenzia per il noleggio dell’auto.
Con un taxi arriviamo in piazza King Abdullah Gardens, dove troviamo
parecchie agenzie di noleggio, dopo attenta scelta e un confronto dei prezzi
scegliamo la “Omaish Rent a Car” che ci affitta una bella macchina (Peugeot
206 berlina) praticamente nuova per 14 giorni al prezzo di 484 euro pagate
in anticipo con carta di credito.
I documenti necessari sono
la Patente Internazionale
e il Passaporto di cui fanno una copia.
L’autista ufficiale sarà Luca che oltre ad essere bravo, è anche l’unico ad
avere la patente internazionale e che armato di santa pazienza si accingerà
a ritrovare l’albergo per il ritiro dei bagagli (un’ora e mezza) e uscire da
Amman in direzione Ajlun altre 2 ore). In effetti avevamo letto in un altro
diario di viaggio che il difficile non è entrare in Amman ma uscirne!
Comunque nei giri viziosi fatti per trovare la strada, abbiamo avuto
l’opportunità di vedere un poco la città e quello che abbiamo visto non ci
ha particolarmente entusiasmato. Avendo già visitato Marocco e Turchia in
camper, abbiamo trovato Amman una città senza una vera identità, forse sarà
la pioggia e il traffico a renderla meno interessante. Quando siamo riusciti
ad uscirne con l’aiuto di un gentilissimo signore che ci ha fatto strada con
la sua macchina, la nostra, che al momento della presa in consegna era
grigio chiaro era ricoperta da uno strato di smog nero e untuoso! Dove
sono le famose case bianche?
Raggiungiamo Ajlun nel tardo pomeriggio e
cerchiamo subito un albergo. Anche qui i prezzi sono molto diversi da quelli
previsti dalla guida. L’Ajlun Hotel è migliore del precedente e costa 30
euro per una camera doppia, un po’ più pulita, il bagno lascia molto a
desiderare, ma scopriremo che questa è una costante di tutti gli alberghi
“economici” della Giordania! L’acqua calda a richiesta non arriva, ma i più
coraggiosi affrontano una doccia gelida senza molto entusiasmo.
Tentiamo di visitare le rovine del castello, manca mezz’ora alla chiusura ma
con la scusa di una festa nazionale ci impediscono l’entrata e ci invitano
ad andarcene in maniera piuttosto brusca, facciamo un giro intorno al
castello e ci accorgiamo che quando pensano di non essere visti fanno
entrare una famiglia giordana arrivata contemporaneamente a noi.
Questo atteggiamento ci indispettisce e la visita al castello che ci eravamo
ripromessi di fare il giorno dopo viene definitivamente cancellata.
Alla sera andiamo alla ricerca di un ristorante ma sono tutti chiusi, sarà
per il Ramadan?
Alla fine ceniamo al ristorante di un altro albergo, la cena è buona ma il
prezzo salato, al termine di questa giornata rivalutiamo il budget, se va
avanti così superiamo di gran lunga il prezzo preventivato.
28-09-08
In mattinata andiamo alla ricerca della grande moschea (pag.110), ma al suo
posto troviamo un grande cantiere, la moschea è stata abbattuta circa 2 anni
fa e sembra che la stiano ricostruendo.
Ci dirigiamo a Umm Quais, 3JD a testa (1 JD equivale a circa 1 euro), qui
c’è il sole e il panorama è stupendo, i turisti sono pochi per cui ci
godiamo il paesaggio.

La nostra prossima meta sono le fonti termali
di Al-Himma a Mukheiba (pag.119), in cui intendiamo immergerci a lungo e
trovare un albergo in cui pernottare.
Dopo una lunga anche se bellissima strada, tanti giri a vuoto a causa della
totale assenza di cartelli indicatori riusciamo a raggiungere il posto.
Niente alberghi, niente fonti termali chiuse ormai da alcuni anni e un clima
di diffidenza verso il turista che è in aperto contrasto con l’accoglienza
che troveremo nel resto del nostro viaggio.
I posti di blocco militari si succedono a breve distanza uno
dall’altro, controllo passaporti e bagaglio, tentativi di conversazione più
che altro motivati dalla curiosità e dalla noia, però per Giovanni che
detesta le armi, trovarsi un mitra puntato addosso in continuazione, è un
vero stress! Del resto siamo a pochi chilometri da territori “caldi”, quali
Siria e Israele, anche se la terra che ci divide è praticamente desertica.
Non ci arrendiamo, vogliamo fare un bagno caldo! Proseguiamo per Shuneh
Ash-Shamaliyyeh (pag. 119), ma ahimé neanche qui ci sono fonti termali.
Veramente stanchi e delusi ritorniamo ad Ajlun, questa volta decidiamo di
pernottare all’altro albergo il Qualetal-jabal Hotel che costa un po’ di
più, 35 euro ma le camere sono belle, l’acqua calda c’è e la colazione è
inclusa!
29.09.08
Abbondante colazione sul terrazzo, circondati da gelsomini, gerani e
boungavillee con vista castello e vallata, poi via verso Jerash.
Ingresso 8 JD a testa ma ne vale la pena. Il sito è ben conservato e anche
se circondato dalla città, mantiene il suo fascino antico. I turisti non
sono molti, per cui anche qui si può apprezzare la visita senza tanti
impedimenti.

Da qui proseguiamo Al Azraq per visitare i
famosi castelli del deserto.
La strada e bella e diritta percorsa in continuazione da grossi camion
cisterna che portano petrolio da Iraq e Arabia Saudita.
Ci fermiamo allo Zoubi Hotel, camera 4 posti, 20JD. Niente lenzuola, coperte
che hanno visto tempi migliori, bagno: lasciamo perdere! All’entrata un
acuto odore di candeggina ci fa ben sperare nell’igiene del posto che in
effetti apparentemente sembra pulito, solo una volta sistemati ci accorgiamo
del curioso vezzo del proprietario: raschiarsi bene la gola e sputare per
terra dentro e fuori all’albergo, poi discretamente cancellare le tracce con
la suola della scarpa…Questi interessanti rumori ci accompagneranno per gran
parte della notte insieme al ronzio delle numerose zanzare che malgrado la
caccia spietata effettuata da Giovanni ci faranno compagnia.
Nonostante questi “piccoli” inconvenienti il personale è gentile e ci
permette anche di lavare la macchina per farla ridiventare del suo colore
originale!
30-09.08
Oggi visitiamo 3 castelli, i più famosi, gli altri li abbiamo visti passando
e, a parte il fatto che non erano visitabili, quando la guida dice “ruderi”,
vuol proprio dire quello, poche pietre accatastate il cui valore è solo nel
paesaggio che le circonda.
Il prezzo di ingresso è veramente modesto 1 DJ a testa e nel castello di
Lawrence c’è anche una guida che rende interessante la visita.
Molto bello anche il Qusayr Amra con i suoi affreschi ancora ben conservati,
anche il Qasr Kharana è degno di visita, ben restaurato e circondato dal
nulla.

Da qui ci dirigiamo a Madaba, dove dopo molto
cercare, troviamo la
Pilgrim House… Finalmente una situazione come dio comanda!
Sarà che è un albergo gestito da una comunità cristiana in quanto Madaba è
l’unica città della Giordania in cui si pratica ancora questo culto. Camera
4 posti a 45JD colazione inclusa. La camera è ampia e luminosa, il bagno
perfetto, noi siamo sistemati in una dependance con annessa cucina così
finalmente Luca che oltre ad essere un buon autista è anche un ottimo cuoco,
può cimentarsi nella preparazione di manicaretti molto apprezzati anche
dagli altri ospiti. Isabella che fino adesso è stata la nostra “voce” in
quanto è l’unica a saper parlare correttamente inglese e francese, ci fa da
interprete.
Teniamo come base Madaba per la visita dei siti nelle vicinanze.
Se avete bisogno di consigli in loco, potete chiedere al proprietario della
libreria adiacente la porta secondaria dell’ostello. E’ una persona
gentilissima e disponibile e parla molto bene l’italiano.
1.10.08
Oggi visitiamo il Monte Nebo, da qui a Mosè è stata mostrata la “Terra
Promessa”.

Il paesaggio è bellissimo e dal monte si ha
una visuale anche sul Mar Morto che luccica in lontananza. Qui troviamo
molti più turisti alla ricerca dei posti storici legati alla religione
cristiana.
L’ingresso costa 1JD, parte del sito è interdetta alla visita causa
ristrutturazione, però nel complesso la passeggiata ci soddisfa.
Con invidia guardiamo dei camperisti provenienti dall’Italia e ci
ripromettiamo di ritornare col nostro camper quando saremo in
pensione…Adesso chi ce li ha 2 mesi di vacanza per farsi il viaggio?
Il pomeriggio lo passiamo con calma a visitarci Madaba che è una bella città
abbastanza pulita e ordinata. E’ curiosa la competizione che sembra esserci
fra campane e Moschee, quando iniziano a suonare le campane della chiesa
adiacente l’albergo, subito dalle moschee che ci circondano parte il canto
dei muezzin ad altissimo volume e per un tempo interminabile, rispetto alle
altre moschee della Giordania.
2.10.2008
Oggi si va al Mar Morto. Il viaggio vale solo per la strada che si snoda in
mezzo alle montagne con scorci di terre coltivate e specchi d’acqua formati
dalle dighe.

Troviamo uno “stabilimento balneare” molto
spartano, ingresso 5JD, doccia compresa.
Scopriamo poi che la doccia è un tubo dell’acqua che proviene dalla strada,
il percorso nella canna nera è talmente lungo che quando l’acqua arriva il
sole l’ha scaldata a tal punto da risultare bollente.
Il posto è frequentato solo da locali che fanno il bagno vestiti, per cui
noi in costume suscitiamo grande curiosità e qualche occhiata di
disapprovazione.
Per entrare nel mare occorre percorrere una passerella di legno resa
scivolosa dal fango e buttarsi subito in acqua, altrimenti si affonda fino
al ginocchio nello strato di fango sotto l’acqua, in questo siamo aiutati da
un ragazzo molto gentile e discreto che poi ci procurerà anche il fango per
spalmarci (quello sott’acqua secondo lui non va bene).
La sensazione di galleggiamento è veramente unica. Tante parole sono state
dette, ma per capire bisogna proprio provare l’esperienza!
Stiamo a mollo per delle ore senza che la pelle si raggrinzi e una volta
usciti non riusciamo ad asciugarci perché il sale ci ricopre di un velo
umido.

E’ una delle esperienze più insolite che
abbiamo fatto nel corso dei nostri viaggi!
3.10.08
Di nuovo in viaggio sulla strada dei re, direzione Karak. Visitiamo il
famoso castello, ingresso 1JD, è una bella visita che ci prende per circa 2
ore. Il castello è ben conservato e pieno di anfratti nascosti.

Si riparte per Petra
Un consiglio, le strade che collegano Amman con Petra e Aquaba sono molto
belle e il paesaggio a volte spettacolare, ma attenti perchè sono piene di
dossi artificiali non segnalati che sembrano delle piccole colline! Spesso
distratti dal paesaggio li abbiamo presi con velocità elevata (leggi più di
10 km. all’ora!) e l’esperienza è stata traumatica!
Anche le indicazioni stradali brillano per la loro assenza sia fuori che
soprattutto dentro le città, per cui spesso ci si è dovuti arrangiare con il
“tom tom scendi e chiedi” e confidare nella disponibilità degli abitanti.
Arriviamo nel tardo pomeriggio a Petra e ci sistemiamo al Moussa Hotel,
34JD per una camera a 4 colazione inclusa.
Oramai ci siamo rassegnati a pigliare camere condivise per ridurre i costi
del viaggio!
La camera è tranquilla e nel bagno c’è l’acqua calda, evviva!
Alla sera andiamo a cenare nel ristorante Cleopatra che sarà il nostro luogo
di ristoro anche per le cene successive, locale modesto ma pulito e cena
veramente ottima per un prezzo abbordabile 6JD a testa.
4.10.08
Mattina visita a Piccola Petra. Il consiglio di alcuni diari di viaggio era
di visitare questo sito prima di andare a Petra per apprezzare in pieno il
fascino di questo luogo. Infatti abbiamo trovato il posto bellissimo, forse
l’assenza di turisti, forse la lieve melodia di un flauto suonato da un
ragazzo del luogo, il sole caldo che faceva splendere i vari colori delle
rocce, abbiamo apprezzato tantissimo questo posto pieno di fascino,
chiedendoci, se questo è meno spettacolare di Petra, cosa sarà il sito
originale?
L’ingresso per 2 giorni a Petra ci costa 26JD e devo dire che sono soldi
veramente ben spesi.
Entriamo nel primissimo pomeriggio e usciamo al tramonto dopo aver camminato
per chilometri, fermandoci a lungo per ammirare i colori, la luce, le opere
architettoniche.
Come dicono tutti, uno dei momenti più emozionanti è percorrere il siq ed
uscire di fronte al “Tesoro”. Lentamente, per cogliere tutte le sfumature,
l’atmosfera, la pace che purtroppo spesso è spezzata dalle corse sfrenate
dei calessi, camminando sulle pietre sconnesse di una strada romana e se si
è molto fortunati come Giovanni, trovando un ferro di cavallo appena perso
dal suo proprietario!

Il pomeriggio passa alla scoperta della parte
inferiore di Petra, su e giù dalle tombe, visita all’anfiteatro, foto su
foto e ritorno stanchissimi alla base.
5.10.08
Tutti consigliano di vedere Petra all’alba, ma noi siamo pigri e arriviamo
verso le 8, stranamente non ci sono tanti turisti, per cui ce la godiamo
ancora in discreta solitudine. Adesso il passo è più veloce, vogliamo
raggiungere il Monastero. Io e Isabella abbiamo dichiarato che anche facendo
la figura delle turiste viziate avremmo affittato un mulo per percorrere gli
845 gradini che ci separano dalla meta e così facciamo per 10JD a testa.
Luca e Giovanni affrontano coraggiosamente la salita a piedi.
La scalinata si snoda fra pareti a picco e burroni profondi e il mio mulo ha
la propensione a camminare a filo di tali profondità. A detta del
proprietario devo lasciare alla bestia la libertà di scegliersi il percorso,
in effetti arriviamo in vetta sane e salve, anche se rigide come tronchi per
la paura!
Ancora un 20 gradini ci separano dallo spettacolo, fatti i quali ci troviamo
davanti al Monastero.

Posso dire che da sola la vista di Petra vale
il viaggio in Giordania.
Sembra di essere in cima al mondo e l’aria un po’ rarefatta e la fatica mi
fanno girare la testa. Passiamo un ora buona in contemplazione di ciò che ci
circonda respirando quest’atmosfera antica.
La discesa la facciamo a piedi, facendo acquisti qua e là, lungo le
bancarelle posizionate strategicamente sulla scalinata.
Usciamo dal sito nel tardo pomeriggio, praticamente stremati dalla fatica e
dal caldo, per cui io e Isabella decidiamo di regalarci un trattamento in un
bagno turco al Salome Turkish Bath 25JD.
L’ambientazione è orientale, ma le “massaggiatrici” sono filippine,
senz’altro molto vigorose ma completamente digiune della tecnica. Ci
raccontano che molte di loro vengono assunte dai diversi hamman esistenti in
Giordania e sfruttate come manodopera a basso costo dai proprietari dei
bagni, il loro contratto dura dai 6 mesi a un anno.
Cena al solito ristorante e poi a nanna.
6.10.08
Si parte per Aquaba dove troviamo alloggio all’albergo Al-Naher al Khaled,
albergo riconoscibilissimo perché è l’unico edificio rosa della città, 25JD,
camera 4 letti.
Aquaba è una bella città moderna, molto pulita non tanto per l’educazione
degli abitanti che come nel resto della Giordania gettano a terra tutto ciò
che non serve più, quanto per l’efficienza degli spazzini che girano notte e
giorno!
I prezzi sia dei ristoranti che degli articoli in vendita sono molto più
economici del resto del paese e si può trovare veramente di tutto, anche se
la Giordania non brilla per la varietà dell’artigianato
locale, spesso guardando attentamente i manufatti tipici si scopre la
onnipresente dicitura “Made in Cina”!
Il pomeriggio lo passiamo al mare, il tanto nominato Mar Rosso a un
chilometro dall’Arabia Saudita, in una spiaggia libera fornita di ombrelloni
e cestini rifiuti (snobbati dai locali!).
Il mare è caldo e il colori dell’acqua sono veramente invitanti, tant’è che
io che sono la freddolosa del gruppo sono la prima a tuffarmi.
La notte è un po’ movimentata perché la nostra stanza dà su una strada e
fino a tarda notte si sentono voci e rumore di macchine, ma non ha
importanza, domani c’è il silenzio del deserto.
7.10.08
Oggi si va al Wadi Rum, Giovanni rimane in albergo perché teme animali
strani, noi ci prepariamo all’escursione e a una nottata in tenda.
Il pikup ci costa 75JD a testa per un escursione di 5 ore, pernottamento,
cena e colazione altri 25JD.
Il deserto è suggestivo anche se non è il tipico deserto con dune di
sabbia, l’uso della macchina ha tolto un po’ di fascino al viaggio anche se
ci ha permesso di vedere più cose.

L’accampamento è dotato di tutte le comodità,
persino di un bellissimo bagno che supera di gran lunga tutti quelli
“visitati” finora!
La cena è stata cotta tutto il pomeriggio in un pentolone sotto la sabbia ed
è buonissima, la notte passa tranquilla nel silenzio assoluto, rotto
solamente dalle colorite imprecazioni di Luca che nel girarsi ha pestato il
ginocchio nel palo portante della tenda!
8.10.08
Ritorno ad Aquaba per riprenderci il compagno di viaggio e passare un’altra
giornata al mare. Qui Giovanni inizia un’interessante conversazione di 2
ore con un arabo, tutti noi ci chiediamo cosa si stiano dicendo visto che
uno parla in arabo e l’altro in dialetto pugliese!

La sera durante un’orgia di spese, mi
dimentico lo zaino con soldi e
cellulare in un negozio molto affollato, me ne accorgo dopo due ore e quando
torno completamente disillusa (sono abituata all’”onestà” italiana!) ritrovo
la mia borsa intonsa e gelosamente custodita dal gestore del negozio.
9.10.08
Si ritorna a Madaba in 3 ore passando per la strada del deserto N° 15.
Ancora una notte e un giorno poi si riparte.
10.10.08
Giornata di tranquilla contemplazione, ultime compere e nuove amicizie.
Riportiamo la macchina all’agenzia, che ritroviamo con la solita difficoltà,
decidiamo di non visitare ulteriormente Amman, proprio non ci attira neanche
con il sole, abbiamo ancora in mente le bellezze di Petra e la pace del
deserto e questa città così caotica ci rovina i ricordi.
Torniamo a Madaba con un taxi che ci costa 15JD.
Alle 3.30 abbiamo il volo di ritorno, i controlli qui sono molto più severi,
ci fanno aprire 2 valigie e le ispezionano minuziosamente, è prevista anche
una perquisizione corporale abbastanza accurata, ma poi si parte in perfetto
orario.
Alle 10.00 siamo a Malpensa, veramente cotti ma felici di questa esperienza.