Germania (le strade dei
vini), Lussemburgo e Liechtenstein
Viaggiamo con un’auto con impianto a gas.
In Austria il gas non si trova ma in Germania ci sono distributori a
sufficienza e costa circa 10 ct. più che in Italia. Prima di partire mi sono
stampato da internet l’indirizzo di tutti i distributori di gas. Erano una
trentina pagine.
Sono cresciuto in Germania quindi non ho problemi con la lingua. Conosco già
bene la Germania ma questa volta voglio fare le strade dei vini ed esattamente:
il Rheinessen-Pfalz, la valle del Reno da Coblenza a Colonia, visitare le
colline dell’Eifel, attraversare il Lussemburgo e poi risalire la Mosella
chiudendo il cerchio a Coblenza. I vini tedeschi in Italia sono poco conosciuti
perché hanno un sapore un po' asprigno per i nostri gusti, ma sono d’alta
qualità. La cura poi con la quale è trattata la vigna e la meticolosità della
produzione del vino, sono uniche.
In Germania ogni zona di produzione contraddistingue i vini con bottiglie
particolari, a volte nella forma della bottiglia e a volte nel colore del vetro
della stessa.
Abbiamo preferito fermarci dormire nei piccoli centri abitati dove ci sono dei
bei Gasthof che di solito costano molto meno che un albergo in centro città.
In Germania non si paga il transito per le autostrade.
Approfitto di questo viaggio per visitare la città di Colonia dove sono
cresciuto e da dove manco da parecchi anni.
Ho una guida della Moizzi. Queste guide sono ottime per chi viaggia in macchina.
01.09.04 Padova – Jerzens (Austria) K.
430
Partenza da Padova per l'Austria via strada Valsugana fino a Trento, poi
autostrada fino a Bolzano e quindi per la statale via Merano e Passo Resia.
Facendo questo tragitto si evita di pagare sia la vignetta austriaca come pure
il pedaggio sul Ponte d’Europa, sempre in Austria e dopo il Brennero.
In Austria la prima cittadina importante è Landek, continuiamo fino ad Imst e
saliamo poi la valle del fiume Pitz (Pitztal) fermandoci a dormire per la notte
in montagna a Jerzens (1500mt s.l.m.), dove siamo già stati alcune volte anni
addietro. Ci fermiamo a dormire presso la famiglia che ci ha sempre affittato
l’appartamento. Qui ha gia nevicato e le montagne intorno al paese sono tutte
bianche.
Pernottamento Euro 60
02.09.04 Jerzens –
Heidelberg Km. 450
Al mattino ridiscendiamo ad Imst, sono 13 chilometri e poi prendiamo
la strada in direzione Fernpass e Füssen. In circa due ore siamo a Füssen e
altre due le perdiamo per visitare il famoso e fiabesco castello di
Neuschwanstein. All’uscita da Füssen prendiamo l’autostrada A7, poi l’A8 e
quindi l’A5 ed usciamo verso sera all’altezza di Heidelberg.
Era tanto che volevo visitare Heidelberg che, a mio avviso, è una delle
cittadine più belle della Germania.
Troviamo da dormire in un paesetto vicino Heidelberg in un Gasthof condotto da
greci che ci danno due stanze collegate e con colazione, il tutto per soli 50
Euro.
Chiaramente alla sera ci fermiamo a mangiare nel loro ristorante e ci propongono
delle specialità greche.
Pernottamento Euro 50
03.09.04 Heidelberg –
Rossbach Km 280
Al mattino visita veloce di Heidelberg e si prosegue per Bad Dürkheim punto
d’inizio del nostro tour del vino. La cosa più interessante della cittadina è il
ristorante Riesenfass (grande botte). E’ una botte immensa dove dentro servono
specialità tedesche. Davanti alla botte ci sono vari negozietti di souvenir. Da
Bad Dükheim risaliamo prima la 37 e poi la 48 fino a Bad Kreuznach. Lungo la
strada è tutto un susseguirsi di paesetti dove l’attività predominante è la
produzione del vino. È tempo di vendemmia e incontriamo spesso trattori che
trasportano uva. Dopo Bad Kreuznach entriamo in autostrada fino a Coblenza dove
incomincia la parte più interessante del Reno, che è anche patrimonio Unesco. A
Coblenza passo sulla riva destra del Reno, appunto la parte più interessante. La
prima tappa è il castello di Braubach dove abbiamo letto nella nostra guida,
sarebbe stato girato il film “Il nome della Rosa”, c’informiamo per vederne i
luoghi ma ci dicono che nel castello sono stati girati solamente degli interni.
I miei figli che ci tenevano tanto ne sono rimasti delusi. Da qui è tutto un
susseguirsi di paesetti. La prima fermata è la rupe della Lorelei
vicino Sankt Goar. Secondo una bella poesia di Heinrich Heine la Lorelei era
una sirena che col suo canto distraeva i marinai e li faceva morire nei vortici
di quell’ansa del Reno. Siamo saliti in auto fino a sopra, dove per una modica
cifra, si può andare a vedere la rupe dove c’è una statua (senza coda ma con le
gambe) della protagonista della leggenda. I prezzi delle camere da queste parti
sono cari, quindi a questo punto usciamo dalla valle del Reno per una ventina di
chilometri e a Rossbach troviamo una stanza famigliare per 75 Euro.

Il Castello di Heidelberg La rupe
della Lorelei Il duomo di Colonia
04.09.04 Rossbach –Brühl Km
90
Al mattino rientriamo sulla sponda destra del Reno e ce la prendiamo
comoda. Ci fermiamo un po’ qua ed un po’ là ma la cittadina più bella da
visitare è Rüdesheim. Siamo andati pranzare nella stradina che si chiama “Drosselgasse”,
in pratica una selva di turisti. Il ristorante è strapieno di turisti e pur
essendo appena l’ora di pranzo già i tedeschi cantano a squarciagola
accompagnati da un’orchestra. Mangiamo del Rheinischer Sauerbraten
mit Klösse, in poche parole un brasato di manzo, cotto con vino
rosso e uva passa e con dei gnocchi come contorno. Qui a Rüdesheim mi compro
una confezione del famoso vino Liebfraumilch, un vino tipico della
zona, sicuramente non il più buono ma certamente il più conosciuto. I vini del
Reno sono tutti bianchi e tendono quasi tutti all’abboccato.
Ci fermiamo ancora a Remagen per vedere qualche resta del famoso ponte da cui è
stato tratto il film “Il ponte di Remagen”. Non c’è niente solamente un paio di
piloni che ricordano che una volta esisteva un ponte. Passiamo quindi sulla
parte sinistra del fiume e ci fermiamo a Brühl tra Colonia e Bonn.
Il Reno è un viavai di barche ed enormi chiatte. Ci sono anche molti battelli
turistici.
Troviamo alloggio in un alberghetto di recente costruzione a 80 Euro ma senza
colazione.
05.09.04 Brühl – Colonia Km.
30
Questo è il giorno che i miei figli aspettavano con ansia. A Brühl c’è un
parco divertimenti che si chiama Phantasialand e lo andiamo a
visitare. Passiamo tutta la giornata avanti e indietro per il parco che
assomiglia molto a Gardaland.
Non ci preoccupiamo per l’albergo per questa sera, a Colonia abbiamo già
riservato presso un albergo in centro dove attraverso conoscenti ho ottenuto uno
sconto del 50%.
Il primo piano dell’albergo è adibito a parcheggio, quindi sono tranquillo anche
per l’auto.
A Brühl ci sono due siti patrimonio Unesco. Sono i castelli d’Augustusburg e
Falkenlust. Si è fatto troppo tardi per visitarli, ma ci passo vicino, sarebbe
un peccato non fare almeno questo.
06.09.04 Colonia
E’ inutile dire che per me Colonia è la città più bella della Germania.
Erano anni che non vi tornavo e la trovo molto cambiata, ma in meglio.
Passo tutto il giorno a portare la famiglia in giro per la città, vorrei vedere
tutti i posti dove andavo quando vivevo qui. Ieri a Phantasialand, ho subito
io, ma oggi subiscono loro. Non sto qui a declamare le bellezze di Colonia,
perché sarebbe ovviamente anche di parte. Colonia ha molto da offrire al
turista, ma se passate da queste parti il duomo in stile gotico non ve lo potete
perdere. È anche patrimonio dell’Unesco.
Nel pomeriggio tra la stazione dei treni ed il duomo c’era uno stand che vendeva
una tipica specialità di Colonia: il Reibekuchen, una piadina
fatta con patate e accompagnata con del purè di mele. L’espressione giusta
sarebbe: mi sono ingozzato per bene.
La sera siamo invitati presso conoscenti dove riescono a farmi bere un bicchiere
(uno solo) della birra tipica di Colonia, la Kölsch.
07.09.04 Colonia – Konz Km.
320
Vorrei fermarmi di più a Colonia, ma poiché la conosco bene e perché i miei
non ce la farebbero a sopportare un’altra giornata di camminate cosi lunghe
decidiamo di partire.
Prendiamo la strada E 29 che attraversa tutte le colline dell’Eifel fino alla
frontiera con il Lussemburgo e a mezzogiorno siamo già nella capitale. Troviamo
un posto per l’auto in un parcheggio sotterraneo vicino alla stazione dei
treni, ma solamente dopo aver fatto tanta coda per le strade del centro. Voglio
sperare che non sia sempre così. Il traffico è spaventoso, una coda dietro
l’altra. Passiamo il pomeriggio visitando Lussemburgo e mi sono meravigliato
giacché mi aspettavo una città più grande. La capitale ha appena 80.000
abitanti. Visitiamo subito gli immancabili siti patrimonio dell’Unesco, ossia il
quartiere vecchio e le fortificazioni. Tutti i monumenti interessanti per la
visita si trovano nel centro storico.
Il Lussemburgo è piccolo però c’è tanto verde e la strada che abbiamo percorso,
dal sud delle Ardenne fino alla capitale è panoramica e si attraversano alcune
belle cittadine con le case coi tetti spioventi e molto ordinate. C’è anche un
breve tratto di autostrada. I prezzi, a parte la benzina che costa qualcosa di
meno, sono leggermente più alti della vicina Germania. Anche il Lussemburgo
produce i suoi vini ed anche qui ne compro un paio di bottiglie, nonostante
siano un po’cari se paragonati ai prezzi a cui noi siamo abituati in Italia.
Verso sera partiamo in direzione Trier (Treviri) e ci fermiamo un po’ prima a
Konz dove troviamo alloggio in camera famigliare per 66 Euro.
08.09.04 Konz – Zell Km. 160
Dopo aver parcheggiato l’auto non lontano dalla Porta Nigra,
passiamo la mattinata in giro per Trier, città fondata dai romani e
città natale di Karl Marx. Trier ha molte cose da visitare (ben tre siti
patrimonio Unesco), ma il monumento per cui è più conosciuta è la Porta Nigra
che si trova all’entrata del centro della città dalla parte nord. La Porta
Nigra è un palazzo con due archi in muratura ed annerita dal tempo. Avevo
sentito spesso parlare di questa porta e volevo vederla. Siamo andati poi in
giro per il centro dove abbiamo passato quasi tutta la mattinata a gironzolare
per le bancarelle del mercato.
Da qui parte la strada della Mosella e ne percorriamo una parte nel pomeriggio
arrivando sino a Zell. La strada è una serpentina e quasi ad ogni paese che
s’incontra si può passare da una riva all’altra. Vediamo alcuni battelli che
fanno crociere turistiche sul fiume. A differenza del Reno, le acque della
Mosella sono molto calme ed i battelli scivolano via sull’acqua. La cosa più
interessante da vedere lungo la strada, sono le varie cantine produttrici di
vini ed i loro vitigni abbarbicati sulle colline. Alcuni sono ai lati della
strada mentre altri in forte pendenza. Tutte le cantine si fanno pubblicità
scrivendo il loro nome su degli enormi cartelli che stanno sulle colline in
mezzo alle vigne e che si possono leggere benissimo dalla strada. Riconosco
parecchie cantine famose di vini che mi piacciono e mi fermo a comprarne qualche
bottiglia. Sono però sicuro che in un supermercato si spenderebbe la stessa
cifra. Ogni paese ha la sua festicciola e noi ci fermiamo a passeggiare mentre
il tempo scorre. La città più grande lungo la Mosella è Bernkastel-Kues con le
sue belle case tipiche. Oggi trovare una camera non è questione di prezzo ma di
trovarne una libera. Dove ci fermiamo a chiedere è tutto pieno e mi spiegano che
è dovuto al periodo della vendemmia, è tutto pieno di turisti. Arrivati a Zell
è buio e ci consigliano di provare presso dei privati e un po’ lontano dalla
Mosella. A questo punto andrebbe bene tutto. Abbiamo fortuna e troviamo una
grande camera con colazione e con bagno privato proprio presso dei privati a 60
Euro.
09.09.04 Zell - Offenburg
Km. 410
Ci restano ancora un’ottantina di chilometri di Mosella da vedere. Da Zell
andiamo avanti fino a Boppard ed il panorama esattamente come ieri. Ogni tanto
sulle colline si vedono anche dei piccoli castelli. Strada facendo incontro la
cantina Wehlener Sonnenuhr che produce il vino della Mosella che più mi piace,
mi fermo e ne compro una cassa. Lo scopo del viaggio è sì visitare le strade dei
vini, ma anche comprarne qualche bottiglia.
Anche i vini della Mosella sono tutti bianchi e a differenza di quelli del Reno
sono relativamente più secchi.
Arrivati a Boppard prendo l’autostrada A61 poi a Ludwigshafen passo nella A652 e
dopo Karlsruhe m’immetto sulla A5 fino ad Offenburg nella Schwarzwald
(Selva Nera).
Dobbiamo muoverci perché il giorno 13 incominciano le scuole e dobbiamo essere
a casa almeno un paio di giorni prima.

Lussemburgo Vaduz / il
castello Bernkastel /Mosella
10.09.04 Hoffenburg – Bregenz
(Austria) Km. 300
Da Offenburg prendiamo la strada N°33 fino a poco prima di Donaueschingen
quindi l’A81 fino all’incrocio con l’A98 continuando poi lungo la riva del lago
di Costanza (Bodensee) fino a Lindau. Pernottiamo in Austria a Bregenz poco
dopo la frontiera.
La Selva Nera è famosa in tutto il mondo per gli orologi a cucù. Per i
buongustai c’è anche la Schwarzwälderkirschtorte (torta selva nera
alle ciliegie), una torta buonissima fatta con pan di spagna al cioccolato,
amarene e sopra il tutto abbondante panna.
Ci fermiamo a Biberach dove c’è quello che dovrebbe essere l’orologio a cucù più
grande del mondo. Si tratta di una casetta con dentro il meccanismo che alimenta
un orologio. A Triberg visitiamo un grande negozio d’orologi a cucù. Qui mia
figlia se ne compra uno piccolo che, due giorni dopo essere arrivata a casa ha
spento, perché le dava fastidio di notte e non l’ha mai più fatto funzionare.
La strada lungo il lago di Costanza, fatta eccezione per il paesetto di
Meersburg, è monotona e si riesce a vedere il lago solamente negli ultimi
chilometri. Visitiamo invece Lindau, una bella cittadina sul bordo del lago. Lindau
è praticamente un’isola collegata alla terraferma da un ponte e possiede dei bei
palazzi antichi. Prima di entrare in città c’è un immenso parcheggio a pagamento
tutto pieno di fiori e non lontano dal ponte.
Vicino al parcheggio c’è un supermercato, l’ultimo che troveremo in Germania.
Come è mio solito, vado a farmi la riserva di specialità tedesche per portarmele
in Italia. Vedo negli scaffali del vino bianco della Franconia (Frankenwein),
riconoscibile dalla classica bottiglia ovale e mi viene in mente un aneddoto
sentito molti anni prima quando avevo assistito ad un seminario sui vini
tedeschi presentato da un famoso enologo. Questi raccontava che se si beveva
assieme ad una signora una bottiglia di vino della Franconia ben fresco, questo
agiva in maniera talmente rilassante che la signora non si sarebbe opposta a
delle eventuali avances. Ad essere sincero negli anni ho provato a vedere se era
vero, ma mi è sempre andata buca. Il vino però è molto buono, la bottiglia si
presenta bene per di più lo trovo oggi addirittura in offerta. Non mi resta
altro che comprarne una cassa (6 bt.) e le berrò con mia moglie!
Arriviamo tardi a Bregenz e non ho più voglia di cercare soluzioni economiche.
Troviamo un Gasthof che ci fa pagare 120 Euro e che sinceramente li meritava.
11.09.04 Bregenz – Padova Km.
560
Oggi ultimo giorno, si torna a casa. Non importa se ci sono tanti
chilometri, non ci sono alberghi da cercare, possiamo arrivare quando vogliamo,
quindi ce la prendiamo comoda. Oggi, anche se per un solo giorno, dobbiamo
prendere la vignetta per l’autostrada che costa circa 6 Euro. D’autostrada ci
saranno sì e no una sessantina di chilometri in totale, dei circa 180 che devo
percorrere fino a Landek. Non vale la pena di rischiare perché i controlli ci
sono e le multe sono salate. Visto che passiamo vicino al Principato del
Liechtenstein entriamo a visitarlo. Ci sono già stato anni addietro e la cosa
che più mi è rimasta impressa sono i prezzi. Ricordavo che per mangiare una
porzione di pollo con patatine in un normalissimo ristorante ci volevano 18.000
Lire. Quella volta arrivavo dal lato svizzero e mi ero fermato per chiedere i
prezzi in un modesto albergo dove per una camera con due bambini piccoli mi
avevano sparato 240 franchi svizzeri. Chiaramente avevo continuato il mio
cammino ed ero andato a dormire in Austria. Il Liechtenstein è legato alla
Svizzera e la valuta è il franco svizzero. I prezzi sono rimasti uguali sempre
alti, anzi…
Oggi è sabato e c’è una coda lunghissima d’auto che escono dal paese. Per
fortuna che noi entriamo. Qui bisogna fare frontiera, non controllano però
vogliono vedere i documenti. Trovo Vaduz, la capitale, migliorata. Vaduz è
piccola, ha solo 5.000 abitanti, e l’unica cosa interessante da vedere è il
castello del principe in alto sulla collina. Ci andrei volentieri anche per
farmi una camminata ma so già che non si può visitare, vale quindi la pena di
camminare piuttosto in giro per la piccola capitale. Hanno fatto più parcheggi
e si vedono nuovi palazzi. È rimasto invece il negozietto (carissimo) di
souvenir, vi entro do uno sguardo ed esco. Non andiamo nemmeno a mangiare il
pollo con patatine. Ci sono alcuni duty free che vendono souvenir, anzi
praticamente vendono un po’ di tutto ed hanno anche l’angolo oreficeria. Vedo
parecchi giapponesi ammassati in quell’angolo e vado a vedere che cosa fanno.
Erano tutti intenti a guardare gli orologi, dei Rolex e ne hanno comprati
diversi. Ho chiesto ad una venditrice come mai tante gente comprasse orologi e
mi ha spiegato che essendo il Liechtenstein “imparentato” con la Svizzera, i
prezzi erano di per sé più bassi, inoltre essendo un duty free c’era
un’ulteriore risparmio di un 20%. Noi ci siamo accontentati di spedirci delle
cartoline.
Dimenticavo, nel Liechtenstein la benzina costa meno quindi ne approfitto per
fare il pieno.
Usciti dal Liechtenstein continuiamo fino al tunnel di St. Anton am Arlberg. È
un tunnel lunghissimo, credo circa 15 chilometri e ricordavo che il pedaggio era
caro. Così poco prima del tunnel esco e passo sopra la montagna per il passo
Arlberg (1800mt) e senza nuovi balzelli, per di più la strada è molto panoramica
anche se sopra questa volta troviamo un po’ di nebbia. Prima di arrivare a
Landek vengo controllato con il radar proprio all’uscita di una galleria, in
discesa e dove c’era un limite di 70 chilometri. Fortuna che chi veniva in senso
contrario me lo aveva segnalato con i fari altrimenti ci sarei cascato.
Ho già fatto quest’esperienza in Austria. Alcuni anni fa, nella cittadina di
Lienz, in Tirolo, ero stato fotografato in eccesso di velocità, sessanta
chilometri orari al posto di cinquanta e dopo alcuni mesi mi è arrivata a casa
la multa da pagare con scritto che nel caso non avessi pagato, la prossima volta
che fossi andato in Austria avrei dovuto scontare tre giorni di carcere. So che
lo fanno veramente e poiché passo sovente per l’Austria ho preferito pagarla con
un bonifico.
Rientrati sulla strada statale continuiamo fino a Landek, da dove rientriamo a
Padova per la stessa strada dell’andata.