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Germania 2004 - diario di viaggio 1 - 11 settembre  di Francesco        

Protagonisti

 Francesco e famiglia, da Padova

 

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Germania (le strade dei vini), Lussemburgo e Liechtenstein  

Viaggiamo con un’auto con impianto a gas. In Austria il gas  non si trova ma in Germania ci sono distributori a sufficienza e costa circa 10 ct. più che in Italia. Prima di partire mi sono stampato da internet l’indirizzo di tutti i distributori di gas. Erano una trentina pagine.
Sono cresciuto in Germania quindi non ho problemi con la lingua. Conosco già bene la Germania ma questa volta voglio fare le strade dei vini ed esattamente: il Rheinessen-Pfalz, la valle del Reno da Coblenza  a Colonia, visitare le colline dell’Eifel, attraversare il Lussemburgo e poi risalire la Mosella chiudendo il cerchio a Coblenza. I vini tedeschi in Italia sono poco conosciuti perché hanno un sapore un po' asprigno per i nostri gusti, ma sono d’alta qualità. La cura poi con la quale è trattata la vigna e la meticolosità della  produzione del vino, sono uniche.
In Germania ogni zona di produzione contraddistingue i vini con bottiglie particolari, a volte nella forma della bottiglia e a volte nel colore del vetro della stessa.
Abbiamo preferito fermarci dormire nei piccoli centri abitati dove ci sono dei bei Gasthof che di solito costano molto meno che un albergo in centro città.
In Germania non si paga il transito per le autostrade.
Approfitto di questo viaggio per visitare la città di Colonia dove sono cresciuto e da dove manco da parecchi anni.
Ho una guida della Moizzi. Queste guide sono ottime per chi viaggia in macchina.  

01.09.04 Padova  – Jerzens (Austria) K. 430
Partenza da Padova per l'Austria via strada Valsugana fino a Trento, poi autostrada fino a Bolzano e quindi per la statale via Merano e Passo Resia. Facendo questo tragitto si evita di pagare sia la vignetta austriaca come pure il pedaggio sul Ponte d’Europa, sempre in Austria e dopo il Brennero.
In Austria la prima cittadina importante è Landek, continuiamo fino ad Imst e saliamo poi la valle del fiume Pitz (Pitztal) fermandoci a dormire per la notte in montagna a Jerzens (1500mt  s.l.m.), dove siamo già stati alcune volte anni addietro. Ci fermiamo a dormire presso la famiglia che ci ha sempre affittato l’appartamento. Qui ha gia nevicato e le montagne intorno al paese sono tutte bianche.
Pernottamento Euro 60 

02.09.04 Jerzens – Heidelberg Km. 450
Al mattino ridiscendiamo  ad Imst, sono 13 chilometri e poi prendiamo la strada in direzione Fernpass e Füssen. In circa due ore siamo a Füssen e altre due le perdiamo per visitare il famoso e fiabesco castello di Neuschwanstein. All’uscita da Füssen prendiamo l’autostrada A7, poi l’A8 e quindi l’A5 ed usciamo verso sera all’altezza di Heidelberg.
Era tanto che volevo visitare Heidelberg che, a mio avviso, è una delle cittadine più belle della Germania.
Troviamo da dormire in un paesetto vicino Heidelberg in un Gasthof condotto da greci che ci danno due stanze collegate e con colazione, il tutto  per soli 50 Euro.
Chiaramente alla sera ci fermiamo a mangiare nel loro ristorante e ci propongono delle specialità greche.
Pernottamento Euro 50 

03.09.04 Heidelberg – Rossbach  Km 280
Al mattino visita veloce di Heidelberg e si prosegue per Bad Dürkheim punto d’inizio del nostro tour del vino. La cosa più interessante della cittadina è il ristorante Riesenfass (grande botte). E’ una botte immensa dove dentro servono specialità tedesche. Davanti alla botte ci sono vari negozietti di souvenir. Da Bad Dükheim risaliamo prima la 37 e poi la 48 fino a Bad Kreuznach. Lungo la strada è tutto un susseguirsi di paesetti dove l’attività predominante è la produzione del vino. È  tempo di vendemmia e incontriamo spesso trattori che trasportano uva. Dopo Bad Kreuznach entriamo in autostrada fino a Coblenza dove incomincia la parte più interessante del Reno, che è anche patrimonio Unesco. A Coblenza passo sulla riva destra del Reno, appunto la parte più interessante. La prima tappa è il castello di Braubach dove abbiamo letto nella nostra guida, sarebbe stato girato il film “Il nome  della Rosa”, c’informiamo per vederne i luoghi ma ci dicono che nel castello sono stati girati solamente degli interni. I miei figli che ci tenevano tanto ne sono rimasti delusi. Da qui è tutto un susseguirsi di paesetti. La prima fermata  è la rupe della Lorelei vicino Sankt Goar. Secondo una bella poesia di Heinrich Heine la Lorelei era una sirena che col suo canto distraeva i marinai e li faceva morire nei vortici di quell’ansa del Reno. Siamo saliti in auto fino a sopra, dove per una modica cifra, si può andare a vedere la rupe dove c’è una statua (senza coda ma con le gambe) della protagonista della leggenda. I prezzi delle camere da queste parti sono cari, quindi a questo punto usciamo dalla valle del Reno per una ventina di chilometri e a Rossbach troviamo una stanza famigliare per 75 Euro.

                 
Il Castello di Heidelberg                     La rupe della Lorelei                     Il duomo di Colonia    

04.09.04 Rossbach –Brühl Km 90
Al mattino rientriamo sulla sponda destra del Reno  e ce la prendiamo comoda.  Ci fermiamo un po’ qua ed un po’ là ma la cittadina più bella da visitare è Rüdesheim. Siamo andati pranzare nella stradina che si chiama “Drosselgasse”, in pratica una selva di turisti. Il ristorante è strapieno di turisti e pur essendo appena l’ora di pranzo già i tedeschi cantano a squarciagola accompagnati da un’orchestra. Mangiamo del Rheinischer Sauerbraten mit Klösse, in poche parole un brasato di manzo, cotto con vino rosso e uva passa e con dei gnocchi come contorno. Qui a Rüdesheim  mi compro una confezione del famoso vino Liebfraumilch, un vino tipico della zona, sicuramente non il più buono ma certamente il più conosciuto.  I vini del Reno sono tutti bianchi e tendono quasi tutti all’abboccato.
Ci fermiamo ancora a Remagen per vedere qualche resta del famoso ponte da cui è stato tratto il film “Il ponte di Remagen”. Non c’è niente solamente un paio di piloni che ricordano che una volta esisteva un ponte. Passiamo quindi sulla parte sinistra del fiume e ci fermiamo a Brühl tra Colonia  e Bonn.
Il Reno è un viavai di barche ed enormi chiatte. Ci sono anche molti battelli turistici.
Troviamo alloggio in un alberghetto di recente costruzione a 80 Euro ma senza colazione. 

05.09.04 Brühl – Colonia Km. 30
Questo è il giorno che i miei figli aspettavano con ansia. A Brühl  c’è un parco divertimenti che si chiama Phantasialand e lo andiamo a visitare. Passiamo tutta la giornata avanti e indietro per il parco che assomiglia molto a Gardaland.
Non ci preoccupiamo per l’albergo per questa sera, a Colonia abbiamo già riservato presso un albergo in centro dove attraverso conoscenti ho ottenuto uno sconto del 50%.
Il primo piano dell’albergo è adibito a parcheggio, quindi sono tranquillo anche per l’auto.
A Brühl ci sono due siti patrimonio Unesco. Sono i castelli d’Augustusburg e Falkenlust. Si è fatto troppo tardi per visitarli, ma ci passo vicino, sarebbe un peccato non fare almeno questo.

06.09.04 Colonia
E’ inutile dire che per me Colonia è la città più bella della Germania. Erano anni che non vi tornavo e la trovo molto cambiata, ma in meglio.
Passo tutto il giorno a portare la famiglia in giro per la città, vorrei vedere tutti i posti dove andavo quando vivevo qui. Ieri a Phantasialand, ho subito io,  ma oggi subiscono loro. Non sto qui a declamare le bellezze di Colonia, perché sarebbe ovviamente anche di parte. Colonia ha molto da offrire al turista, ma se passate da queste parti il duomo in stile gotico non ve lo potete perdere. È anche patrimonio dell’Unesco.
Nel pomeriggio tra la stazione dei treni ed il duomo c’era uno stand che vendeva una tipica specialità di Colonia: il Reibekuchen, una piadina fatta con patate e accompagnata con del purè di mele. L’espressione giusta sarebbe: mi sono ingozzato per bene.  
La sera siamo invitati presso conoscenti dove riescono a farmi bere un bicchiere (uno solo) della birra tipica di Colonia, la Kölsch.  

07.09.04 Colonia – Konz Km. 320
Vorrei fermarmi di più a Colonia, ma poiché la conosco bene e perché i miei non ce la farebbero a sopportare un’altra giornata di camminate cosi lunghe decidiamo di partire.
Prendiamo la strada E 29 che attraversa tutte le colline dell’Eifel fino alla frontiera con il  Lussemburgo e a mezzogiorno siamo già nella capitale. Troviamo un posto per l’auto in un  parcheggio sotterraneo vicino alla stazione dei treni, ma  solamente dopo aver fatto tanta coda per le strade del centro. Voglio sperare che non sia sempre così. Il traffico è spaventoso, una coda dietro l’altra. Passiamo il pomeriggio visitando Lussemburgo e mi sono meravigliato giacché  mi aspettavo una città più grande. La capitale ha appena 80.000 abitanti. Visitiamo subito gli immancabili siti patrimonio dell’Unesco, ossia il quartiere vecchio e le fortificazioni. Tutti i monumenti  interessanti per la visita si trovano nel centro storico.
Il Lussemburgo è piccolo però c’è tanto verde e la strada che abbiamo percorso, dal sud delle Ardenne fino alla capitale è panoramica e si attraversano alcune belle cittadine con le case coi tetti spioventi e molto ordinate. C’è anche un breve tratto di autostrada. I prezzi, a parte la benzina che costa qualcosa di meno, sono leggermente più alti della vicina Germania. Anche il Lussemburgo produce i suoi vini ed anche qui ne compro un paio di bottiglie, nonostante siano un po’cari se paragonati  ai prezzi a cui noi siamo abituati in Italia.
Verso sera partiamo in direzione Trier (Treviri) e ci fermiamo un po’ prima a Konz dove troviamo alloggio in camera famigliare per 66 Euro. 

08.09.04 Konz – Zell Km. 160
Dopo aver parcheggiato l’auto non lontano dalla Porta Nigra,  passiamo la mattinata in giro per Trier, città fondata dai romani e città natale di Karl Marx. Trier ha molte cose da visitare (ben tre siti patrimonio Unesco), ma il monumento per cui è più conosciuta è la Porta Nigra che si trova  all’entrata del centro della città dalla parte nord. La Porta Nigra è un palazzo con due archi in muratura ed annerita dal tempo. Avevo sentito spesso parlare di questa porta e volevo vederla. Siamo andati poi in giro per il centro dove abbiamo passato quasi tutta la mattinata a gironzolare per le bancarelle del mercato.
Da qui parte la strada della Mosella e ne percorriamo una parte nel pomeriggio arrivando sino a Zell. La strada è una serpentina e quasi ad ogni paese che s’incontra si può passare da una riva all’altra. Vediamo alcuni battelli che fanno crociere turistiche sul fiume. A differenza del Reno, le acque della Mosella sono molto calme ed i battelli scivolano via sull’acqua. La cosa più interessante da vedere lungo la strada, sono le varie cantine produttrici di vini ed i loro vitigni abbarbicati sulle colline. Alcuni sono ai lati della strada  mentre altri in forte pendenza. Tutte le cantine si fanno pubblicità scrivendo il loro nome su degli enormi cartelli che stanno sulle  colline in mezzo alle vigne e che si possono leggere benissimo dalla strada. Riconosco parecchie cantine famose di vini che mi piacciono e mi fermo a comprarne qualche bottiglia. Sono però sicuro che in un supermercato si spenderebbe la stessa cifra. Ogni paese ha la sua festicciola e noi ci fermiamo a passeggiare mentre il tempo scorre. La città più grande lungo la Mosella è Bernkastel-Kues con le sue belle case tipiche. Oggi trovare una camera non è questione di prezzo ma di trovarne una libera. Dove ci fermiamo a chiedere è tutto pieno e mi spiegano che è dovuto al periodo della vendemmia, è tutto  pieno di turisti. Arrivati a Zell è  buio e ci consigliano di provare presso dei privati e un po’ lontano dalla Mosella. A questo punto andrebbe bene tutto. Abbiamo fortuna e troviamo una grande camera con colazione e con bagno privato proprio presso dei privati a 60 Euro. 

09.09.04 Zell  -  Offenburg Km. 410
Ci restano ancora un’ottantina di chilometri di Mosella da vedere. Da Zell andiamo avanti fino a Boppard ed il panorama esattamente come ieri. Ogni tanto sulle colline si vedono anche dei piccoli castelli. Strada facendo incontro la cantina Wehlener Sonnenuhr che produce il vino della Mosella che più mi piace, mi fermo e ne compro una cassa. Lo scopo del viaggio è sì visitare le strade dei vini, ma anche comprarne qualche bottiglia.
Anche i vini della Mosella sono tutti bianchi e a differenza di quelli del Reno sono relativamente più secchi.
Arrivati a Boppard prendo l’autostrada A61 poi a Ludwigshafen passo nella A652 e dopo Karlsruhe m’immetto sulla A5 fino ad Offenburg nella  Schwarzwald (Selva Nera).
Dobbiamo muoverci perché il giorno 13  incominciano le scuole e dobbiamo essere a casa almeno un paio di giorni prima.  

                 
  Lussemburgo                                  Vaduz / il castello                              Bernkastel /Mosella

10.09.04 Hoffenburg –  Bregenz (Austria) Km. 300
Da Offenburg prendiamo la strada N°33 fino a poco prima di Donaueschingen quindi l’A81 fino all’incrocio con l’A98 continuando poi lungo la riva del lago di Costanza (Bodensee) fino a Lindau.  Pernottiamo in Austria a Bregenz  poco dopo la frontiera.
La Selva Nera è famosa in tutto il mondo per gli orologi a cucù. Per i buongustai c’è anche la Schwarzwälderkirschtorte (torta selva nera alle ciliegie), una torta buonissima fatta con pan di spagna al cioccolato, amarene e sopra il tutto abbondante panna.  
Ci fermiamo a Biberach dove c’è quello che dovrebbe essere l’orologio a cucù più grande del mondo. Si tratta di una casetta con dentro il meccanismo che alimenta un orologio. A Triberg  visitiamo un grande negozio d’orologi a cucù. Qui mia figlia se ne compra uno piccolo che, due giorni dopo essere arrivata a casa ha spento, perché le dava fastidio di notte e non l’ha mai più fatto funzionare.
La strada lungo il lago di Costanza, fatta eccezione per il paesetto di Meersburg, è monotona e si riesce a vedere il lago solamente negli ultimi chilometri. Visitiamo invece Lindau, una  bella cittadina sul bordo del lago. Lindau è praticamente un’isola collegata alla terraferma da un ponte e possiede dei bei palazzi antichi. Prima di entrare in città c’è un immenso parcheggio a pagamento tutto pieno di fiori e non lontano dal ponte.
Vicino al parcheggio c’è un supermercato, l’ultimo che troveremo in Germania. Come è mio solito, vado a farmi la riserva di specialità tedesche per portarmele in Italia. Vedo negli scaffali del vino bianco della Franconia (Frankenwein), riconoscibile dalla classica bottiglia ovale e mi viene in mente un aneddoto sentito molti anni prima quando avevo assistito ad un seminario sui vini tedeschi presentato da un famoso enologo. Questi raccontava che se si beveva assieme ad una signora una bottiglia di vino della Franconia ben fresco, questo agiva in maniera talmente rilassante che la signora non si sarebbe opposta a delle eventuali avances. Ad essere sincero negli anni ho provato a vedere se era vero, ma mi è sempre andata buca.  Il vino però è molto buono, la bottiglia si presenta bene per di più lo trovo oggi addirittura in offerta. Non mi resta altro che comprarne una cassa (6 bt.) e le berrò con mia moglie!
Arriviamo tardi a Bregenz e non ho più voglia di cercare soluzioni economiche. Troviamo un Gasthof che ci fa pagare 120 Euro e che sinceramente li meritava.  

11.09.04 Bregenz – Padova Km. 560
Oggi ultimo giorno, si torna a casa. Non importa se ci sono tanti chilometri, non ci sono alberghi da cercare, possiamo arrivare quando vogliamo, quindi ce la prendiamo comoda. Oggi, anche se per un solo giorno, dobbiamo prendere la vignetta  per l’autostrada che costa circa 6 Euro. D’autostrada ci saranno sì e no una sessantina di chilometri in totale, dei circa 180 che devo percorrere fino a Landek. Non vale la pena di rischiare perché i controlli ci sono e le multe sono salate. Visto che passiamo vicino al Principato del Liechtenstein entriamo a visitarlo. Ci sono già stato anni addietro e la cosa che più mi è rimasta  impressa sono i prezzi. Ricordavo che per mangiare una porzione di pollo con patatine in un normalissimo ristorante ci volevano 18.000 Lire. Quella volta arrivavo dal lato  svizzero e  mi ero fermato per chiedere i prezzi in un modesto albergo dove per una camera con due bambini piccoli mi avevano sparato 240 franchi svizzeri. Chiaramente avevo continuato il mio cammino ed ero andato a dormire in Austria. Il Liechtenstein è legato alla  Svizzera e la valuta è il franco svizzero. I prezzi sono rimasti uguali sempre alti, anzi…
Oggi è sabato e c’è una coda lunghissima d’auto che escono dal paese. Per fortuna che noi entriamo. Qui bisogna fare frontiera, non controllano però vogliono vedere i documenti. Trovo Vaduz, la capitale, migliorata. Vaduz è piccola, ha solo 5.000 abitanti, e l’unica cosa interessante da vedere è il castello del principe in alto sulla collina. Ci andrei volentieri anche per farmi una camminata ma so già che non si può visitare, vale quindi la pena di camminare piuttosto in giro per la piccola capitale. Hanno fatto più parcheggi  e si vedono nuovi palazzi. È rimasto invece il negozietto (carissimo) di souvenir, vi entro do uno sguardo ed esco. Non andiamo nemmeno a mangiare il pollo con patatine. Ci sono alcuni duty free che  vendono souvenir, anzi praticamente vendono un po’ di tutto ed hanno anche l’angolo oreficeria. Vedo parecchi giapponesi ammassati in quell’angolo e vado a vedere che cosa fanno. Erano tutti intenti a guardare gli orologi, dei Rolex  e ne hanno comprati diversi. Ho chiesto ad una venditrice come mai tante gente comprasse orologi e mi ha spiegato che essendo il Liechtenstein “imparentato” con la Svizzera, i prezzi erano di per sé più bassi, inoltre essendo un duty free c’era un’ulteriore risparmio di un 20%. Noi ci siamo accontentati di spedirci delle cartoline.
Dimenticavo, nel Liechtenstein la benzina costa meno quindi ne approfitto per fare il pieno. 
Usciti dal Liechtenstein continuiamo fino al tunnel di St. Anton am Arlberg. È un tunnel lunghissimo, credo circa 15 chilometri e ricordavo che il pedaggio era caro. Così poco prima del tunnel esco e passo sopra la montagna per il passo Arlberg (1800mt) e senza nuovi balzelli, per di più la strada è molto panoramica anche se sopra questa volta troviamo un po’ di nebbia. Prima di arrivare a Landek vengo controllato con il radar proprio all’uscita di una galleria, in discesa e dove c’era un limite di 70 chilometri. Fortuna che chi veniva in senso contrario me lo  aveva segnalato con i fari altrimenti ci sarei cascato.
Ho già fatto quest’esperienza in Austria. Alcuni anni fa, nella cittadina di Lienz, in Tirolo, ero stato fotografato  in eccesso di velocità, sessanta chilometri orari al posto di cinquanta e dopo alcuni mesi mi è arrivata a  casa la multa da pagare con scritto che nel caso non avessi pagato, la prossima volta che fossi andato in Austria avrei dovuto scontare tre giorni di carcere. So che lo fanno veramente e poiché passo sovente per l’Austria ho preferito pagarla con un bonifico.
Rientrati sulla strada statale continuiamo fino a Landek, da dove rientriamo a Padova per la stessa strada dell’andata.

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