Dai Pirenei a Capo Fisterra


racconto di viaggio dal 12 al 30 agosto di Massimo&Sabrina

foto Francia e Spagna 2010
« 1 di 4 »

Partecipanti: 2 (Massimo e Sabrina)
Itinerario: Italia – Francia – Spagna – Francia – Italia
Mezzo: Suzuki Burgman 650
Km alla partenza: 5.320
Km al ritorno: 11.790
Km totali: 6.470
Spesa totale: 2.600 €

Prologo (Max)
10 Luglio 2010
. Dopo una primavera ed un inizio d’estate fatto di settimane di sole e weekend di pioggia, finalmente le previsioni meteo danno bel tempo per sabato e domenica. Tutti sembrano presi dalla frenesia di voler approfittare di questo primo weekend di sole e godersi una giornata al mare. Anche noi non restiamo indifferenti davanti a questa “piacevole novità”. Venerdì sera prepariamo tutto il necessario per campeggio, carichiamo lo scooter ed andiamo a dormire ancora indecisi se dirigerci nella zona di Fondi nel Lazio e verso Castellabate nel Cilento. La sveglia suona abbastanza presto e prima delle otto siamo già in moto in direzione Cilento. Volevamo andare al mare, passare un fine settimana in campeggio. Invece siamo finiti in ospedale. Quel sabato mattina abbiamo contribuito ad aumentare il già elevato numero di incidenti lungo il tratto di Battipaglia della SS18. Un automobilista ha deciso che non dovevamo andare al mare ed ha “regalato” a me ed a Sabrina una gita in ospedale con tanto di ambulanza.
Fortunatamente per noi nulla di grave, ce la siamo cavata con qualche distorsione, contusione e con qualche livido. Il ciccio, invece, è piuttosto malmesso (circa 3.500€ di danni).
Abbiamo subito cercato di far riparare lo scooter per non compromettere il tanto desiderato viaggio estivo. Purtroppo le promesse di riuscire a sistemare lo scooter entro fine luglio non sono state mantenute (grazie Bartolini!) e così dal 1° agosto è iniziato un vero e proprio calvario fatto di centinaia di telefonate (meccanico e spedizioniere), di ferie che venivano rimandate di giorno in giorno ma soprattutto di rabbia e “depressione”.
Giunti al 10 di agosto, la decisione. Partiamo lo stesso!!! Chiedo al meccanico di riparare alla meglio lo scooter ma comunque in condizione di sicurezza. E così con il ciccio con qualche pezzo mancante e tenuto su con fascette, viti e scotch, il 12 agosto ¼. nonostante tutto partiamo.
Partire, si ma per quale meta???? Il viaggio che avevamo preparato per quest’estate ormai è saltato. Non c’è più il tempo.
Inoltre non siamo certi dell’efficienza dello scooter e preferiamo non “allontanarci troppo” in modo da garantirci l’eventuale assistenza o il rientro a casa.
Senza idee chiare sulla meta, anche la preparazione dei bagagli è un’impresa difficile. Prepariamo un po’ di abbigliamento misto (invernale ed estivo). All’ultimo momento compriamo anche una nuova tenda, più piccola di quella che già abbiamo. Siamo pronti a qualsiasi evenienza ma carichi come dei muli!!!!! (Ma come faranno quelli che hanno la moto e quindi non hanno il sottosella???)
Ma…”Per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare? Così, una sempliceinformazione” (Totò, Peppino e… la malafemmina)
Sabrina ricorda d’aver letto un report di un moto-giro alle gole del Verdon e così consultiamo la cartina e decidiamo di provare. “Se il ciccio si “comporta bene” possiamo anche allargare il giro alla Provenza e magari spingerci su per i Pirenei.”. Quello dei Pirenei è un viaggio al quale più volte abbiamo pensato, poi una volta per un motivo, una volta per un altro non siamo mai riusciti a realizzarlo.
Qualche ora prima di partire prenotiamo su Booking.com un albergo a Savona (Vado Ligure).

12 AGOSTO 2010
Nonostante la voglia di partire e lasciarmi alle spalle le brutte cose che ci sono successe in questi giorni, sono preoccupata. Il ginocchio mi fa ancora male e non so ancora se riuscirò a stare seduta in moto per tante ore. Speriamo bene!!!!
Ad aumentare l’ansia, come se non bastasse, l’ennesimo problema. Ieri sera Max, preparando lo scooter, si è accorto che la presa del navigatore, dopo l’incidente, si è deformata e non entra più la spina. E’ tardi e Stefano, in nostro amico meccanico ha già chiuso l’officina, ma comprendendo la “tragicità” della situazione, da appuntamento a Max alle 8 del mattino.
Così, la mattina della partenza, mentre Max è in officina, i bagagli chiusi, i completi da moto pronti per essere indossati, facendo finta di nulla, io riordino un po’ casa nella speranza di confondere un po’ le idee alla sfiga che ci sta perseguitando.
Finalmente alle 10:30 ritorna Max. La presa è riparata. Possiamo partire.
Ci vestiamo e scendiamo con le valigie in garage. (Per la cronaca, abitiamo al 5° piano e questa mattina alle 10:30 si è rotto l’ascensore… non sono riuscita a distrarre la sfiga!!!! ) La foto di rito della partenza quest’anno ce la scatta Davide. VIAAAAAAAAAA!!!
Percorriamo la pallostrada A1 e poi A12 fino a Genova. Tappe classiche di pipì, benzina, pappa e caffettino. Temperatura gradevole tendente al caldo (io senza guanti, Max sempre con il casco aperto!!). Solo verso Genova, dei nuvoloni neri ci hanno un po’ preoccupati, ma senza MAI prendere una goccia di pioggia.
Come sempre il ciccio non delude!!! Anzi. Anche se in quelle condizioni e carico come un mulo sono bastati qualche centinaio di chilometri per darci fiducia e farci “dimenticare” dell’incidente. Arriviamo a Vado Ligure verso le 19:00.
L’albergo è fighissimo, stupendo, 4* meritatissime, peccato però che si trovi di fronte al terminal per le navi per la Corsica e la Sicilia. Intorno non c’è nulla.
Rapida doccia, shampoo, varie telefonate ai genitori e scendiamo per mangiare qualcosa.
Si, ma dove???
Ci fermiamo in un ristorante poco distante, bruttissimo. Mangiamo mediocremente e paghiamo abbastanza (€ 27).
Due passi lungo la statale e torniamo nel nostro bellissimo albergo e scopriamo che aveva anche un bellissimo ristorante dove con qualche euro in più avremmo mangiato benissimo. (Noi non lo avevamo visto, ma la sfiga continua a tenerci d’occhio!!). Uno sguardo al telegiornale e crolliamo come due sassi.
Buonanotte!!!

13 AGOSTO 2010
Sveglia alle 7:30. Abbiamo dormito bene, letto comodissimo. Facciamo un’ottima colazione nel bellissimo bar dell’albergo.
Ci mettiamo in moto verso le 9:30. Come aveva predetto il meteo, il cielo è un po’ scuro, e dopo pochi Km, infatti, dobbiamo fermarci per indossare gli antipioggia. Percorriamo l’Autostrada dei Fiori fino a Sanremo dove ci fermiamo (cioè decido io di fermarci) a fare due foto al Casinò e sul lungomare. Io ci sono stata nel lontanissimo 1982 (il giorno che l’Italia vinse i Mondiali!!!!)
Stranezze del meteo, ora c’è il sole! Ci sono tantissime persone al mare. Il traffico è allucinante.
La cittadina di Sanremo è molto bella, molto…. lussuosa. Arriviamo a Ventimiglia con un traffico bestiale. Noi sempre più accaldati. Passiamo il confine con la Francia e foto di rito.
Il sole spacca le pietre. Attraversiamo la bella MENTONE, NIZZA con il suo lungomare pieno di bar. Tantissima gente sul lungomare, locali bellissimi. Il cielo è azzurro lato mare ma verso l’interno è nero come la pece!!!!!
E noi dove dobbiamo andare???? Verso l’interno!!!
Facciamo appena in tempo ad indossare gli antipioggia che viene giù un bell’acquazzone. Ci fermiamo a mangiare in una Patisserie molto ben fornita (panino + dolcino € 10).
Percorriamo un tratto della ROUTE NAPOLEON: bellissima!!!
Il cielo è ormai sgombro di nuvole, c’è un bellissimo sole. Tantissime curve, immerse in uno scenario montano.
Percorriamo le GOLE DU VERDON da est verso ovest facendo tantissime soste per ammirare il panorama a per fare tantissime foto, ogni curva un panorama magnifico; ci sono molti motociclisti e camper ma il traffico è scorrevolissimo. Tra le varie soste, quella al “point sublime” è stata spettacolare.
E’ tardo pomeriggio e incominciamo a pensare di cercare alloggio per la notte. Seguendo un consiglio letto su Mototurismo, decidiamo di non fermarci a CASTELLANE ma proseguire per MOUSTIER ST.MARIE. Arrivati al centro del paese ci rendiamo subito conto che trovare un posto per dormire non sarebbe stata cosa facile. Parcheggiamo e mentre io resto vicino alla moto Max parte per la “ricerca”.
E’ la settimana di ferragosto, e tutti gli alberghi sono pieni. All’ufficio del turismo ci indicano, come unica possibilità in zona, un albergo a circa 12Km di distanza. Ci rimettiamo in moto e dopo vari tentativi, nonostante le indicazioni ricevute e il GPS non lo troviamo (sig!!!!).
Senza perderci d’animo decidiamo di optare per il campeggio. Troviamo il Camping St. Claire (2*) a 5km dal centro di Moustier St.Marie. Montiamo la tenda velocemente, facciamo una doccia e andiamo in paese.
Il paese è veramente molto carino. C’è la cascata, i ristorantini, la chiesa e tanta gente. E’ abbastanza tardi e a malapena riusciamo a mangiare due insalate (€ 18) + una crepes alla nutella (€ 2.50). Rientriamo in campeggio alle 23:01 e per un solo minuto di ritardo dobbiamo lasciare la moto nel parcheggio esterno.
Ma non erano gli svizzeri quelli precisissimi!!!! Ci infiliamo nei nostri sacchi a pelo e cerchiamo di dormire. Accidenti, il ginocchio mi fa male.
Sono solo due giorni che siamo in vacanza e stiamo già vivendo tante esperienze e provando nuove emozioni. Che bello viaggiare!!! Buonanotte.

14 AGOSTO 2010
I materassini troppo gonfi, la temperatura non proprio estiva e rumori vari non ci hanno fatto riposare bene, ma sempre meglio di niente. Il problema è stato anche l’impiccio delle valigie che non sapevamo dove mettere. Diciamo che come emergenza è andata più che bene, ma dovremo organizzarci meglio la prossima volta.
Ci svegliamo verso le 07:00, in lontananza sentiamo dei tuoni e il cielo è grigio.
Velocemente smontiamo il tutto prima che inizi a piovere, facciamo una piccolissima colazione al campeggio (€ 8) e partiamo in direzione NIMES.
La temperatura è abbastanza frizzante, indossiamo gli antipioggia più per ripararci dal vento che dalle nuvole. Ci fermiamo ad una PATISSERIE per integrare qualche altro dolcino alla colazione (€ 2.60).
Percorriamo la Bassa Provenza, distese di verde a perdita d’occhio. Attraversiamo piccoli borghi, cittadine e villaggi tutti caratterizzati da verdi giardini e balconi fioriti. Lungo la strada visitiamo TARASCON, piccolo paese medioevale, con il suo bel castello.
Arriviamo a NIMES verso le 13:00. Ci fiondiamo nel Tourist Office dove ci propongono un albergo a 2* con parcheggio, l’hotel Acanthe du Temple. Preso!
Sistemiamo i bagagli, ci diamo una veloce ripulita e scendiamo a fare i turisti.
La cittadina è molto carina, piena di turisti tantissimi locali e negozi. Visitiamo l’anfiteatro romano (€ 16), mangiamo un panino (€ 7,60) e gironzoliamo ancora.
In serata assistiamo ad un bellissimo spettacolo nei giardini della Villa: luci, suoni, acqua e fuoco. Veramente molto bello e suggestivo.
Ceniamo in un ristorantino vicino al Tempio (22 €). C’è ancora molta gente in giro ma per noi si è fatto tardi.
Rientriamo in albergo, siamo stanchi (3° piano senza ascensore, stanza 13). Nimes ci piace proprio!
Buonanotte!!!

15 AGOSTO 2010
BUON FERRAGOSTO A TUTTI!!!!!
Stanotte nella piazzetta sotto il nostro albergo dei ragazzi hanno fatto un casino di pazzi. Musica a tutto volume e grida, poi il camion della spazzatura ecc. ecc.
Consumiamo la nostra piccola colazione (12 €) insieme ad un ragazzo giapponese.
Carichiamo la moto e ci incamminiamo verso PERPIGNAN. Questa mattina vogliamo provare l’approccio ottimistico, non indossiamo l’antipioggia!! Percorriamo qualche chilometro e ci dobbiamo purtroppo fermare per la solita vestizione. Grrr!!!
Come da copione, dopo pochi Km, ci fermiamo nuovamente perché non piove più.
Percorriamo la N113, passiamo Montpellier, poi la strada costiera. Sulla sinistra tantissimi allevamenti di ostriche e cozze.
Arriviamo a PERPIGNAN ad ora di pranzo, parcheggiamo la moto e pranziamo in un bel ristorantino in piazza Argo (€ 25). Facciamo qualche foto, due passi per digerire e ci rimettiamo in sella. Percorriamo la N116 e lungo la strada ci fermiamo a visitare il piccolo villaggio di EUS, molto molto carino con una bellissima chiesetta.
Arriviamo a PRADES, prendiamo una stanza in un alberghetto (1*), molto spartano, gestito da due vecchiette che senza neanche chiederci i documenti ci danno la chiave della stanza (1° piano senza ascensore, stanza 13).
Max trova un po’ di difficoltà a parcheggiare lo scooter. Io come un mulo, salgo con le valigie in camera (mignon). Giusto il tempo di darci una sistemata e subito andiamo a vedere la cittadella di VILLEFRANCHE DE CONFLENT ( a 6 Km. di distanza). Molto carina ma estremamente turistica. La cittadella, patrimonio mondiale Unesco, è circondata da possenti mura e sovrastata da un castelletto. Ceniamo a base di crepes e gelato (€ 28,50 un salasso!!!). Rientriamo nella nostra micro stanza appena in tempo per evitare un bel temporale estivo. Doccia, denti. Buonanotte!!!
HOTEL SARL HOSTALRICH – 34 € senza colazione

16 AGOSTO 2010
La giornata dei passi pirenaici.
Ci svegliamo abbastanza presto, facciamo una golosa colazione a base di dolcini e cappuccino in una patisserie vicino all’albergo (€ 5).
Oggi il cielo è limpidissimo e fa anche piuttosto caldo. Carichiamo lo scooter, salutiamo il nostro simpatico alberghetto e ci rimettiamo in viaggio.
Percorriamo la N116, passiamo nuovamente sotto le mura di Villefranche e raggiungiamo a 1600 s.l.m. la cittadella fortificata di MONT LOUIS, anche questa sotto la tutela dell’Unesco.
Dopo una rapida visita alla fortezza ci rimettiamo in cammino per il piccolo e suggestivo borgo di LLO dove visitiamo la pittoresca chiesetta.
La N116 è una strada bellissima, dolci curve, panorami montani che regalano, a noi “gente di mare” sempre forti emozioni.
Scavalliamo anche il nostro primo passo, Col de la Perche (1579 mt.). Zigzaghiamo per i Pirenei sconfinando prima in Spagna e poi nuovamente in Francia.
E’ ora di pranzo e ci fermiamo in Spagna a SORT dove facciamo conoscenza con le Tapas (€ 18,00).
A stomaco pieno ci rimettiamo in moto e affrontiamo un altro passo il panoramicissimo port de la Bonaigua (2072 mt.). In cima troviamo tanti cavalli allo stato brado. Scavalliamo e siamo in Alta Garonna, attraversiamo la Valle D’Aran.
La strada torna a salire e scolliniamo di nuovo per tornare in Francia attraverso il Col du Portillon (1300 mt.).
Ci fermiamo a dormire a BAGNARES DE LUCHON, una specie di Montecatini Terme dei Catalani. E’ una cittadina viva, piena di locali. Troviamo subito un alberghetto 1* (stanza 11 2° piano, due letti enormi!) con parcheggio ma senza ascensore. Più che dignitoso.
Ora viene la parte comica della serata.
Velocissimo cambio d’abito. Via gli stivali, il pantalone e la giacca impolverata da “sporchi motociclisti” e indossiamo jeans e t-shirt da turisti imbranati!! Ci precipitiamo, neanche avessimo un appuntamento, all’ovovia che porta a 1680 mt. a Superbagnères, famosa località sciistica.
L’addetto dell’ovovia ci vede arrivare correndo e ci fa segno di salire al volo perché sta chiudendo il cancelletto d’ingresso alla salita. Non facciamo neanche il biglietto… boh!!! Che strano.
Incominciamo a salire. Passano i minuti e il paesino di Bagnares Del Lochon diventa sempre più piccolo al centro della valle, caspita quanto è lunga questa ovovia!! Notiamo che nelle cabine che scendono non c’è nessuno, un dubbio ci assale: e se l’impianto sta chiudendo e noi siamo gli ultimi a salire, come facciamo a scendere???????
Intanto la funivia continua a salire, offrendoci panorami incantevoli. Appena arrivati in cima (dopo circa 15 Minuti) troviamo il manovratore che ci aspetta per chiudere l’impianto. Con il terrore negli occhi di chi intuisce la risposta gli chiediamo come dobbiamo fare per tornare in paese. “A piedi, il servizio è terminato, occorrono circa 2 ore di cammino svelto per arrivare a valle!!!!” è la risposta dell’impiegato.
Mentre Max disperato continua a chiedere informazioni al ragazzo della funivia, noto una bacheca posta vicino alla biglietteria dell’ovovia. Pullula di foto di persone scomparse lungo il sentiero !!!! PAURAAAA!!!! Già vedo le nostre due foto aggiunte sulla bacheca!!!!)
Faccio finta di nulla e scatto qualche foto. Max quasi in preda alla disperazione riesce a spuntare un passaggio in auto da un collega dell’addetto alla funivia!! E così ci accompagnano fino giù in paese: la nostra bella figura di merda l’abbiamo fatta. Almeno non abbiamo pagato il biglietto!!! Recuperiamo un po’ di “dignità” e facciamo 2 passi per i bei viali della cittadina, mangiamo varie “schifezzelle”, ci accomodiamo in un bar per sorseggiare una birra e per vedere la gente a passeggio e poi in camera. Giornata movimentata quella di oggi! Buonanotte.
(Dolci 7€ + Pizza 10€ + Birra 4€)

17 AGOSTO 2010
La pizza di ieri sera aveva troppi peperoni per i miei gusti. Gli incubi mi hanno fatto compagnia per tutta la notte!!!
Facciamo colazione insieme a 4 vecchietti nella sala da pranzo dell’albergo. Alle 9:00 siamo in marcia. Il cielo limpido, temperatura 13,5°.
Iniziamo subito, lungo la D618, con un passo, il Col de Peyresourde a 1563 mt. poi prendiamo la D929 e passiamo per il tunnel De Bielsa che ci fa scollinare in Spagna. Facciamo benzina. La giornata è bellissima e fa caldo. Ci fermiamo lungo il Rio Cinca per una sosta “rinfrescante”. Arriviamo ad AINSA, bella cittadina medioevale ben conservata, con la sua Plaza Major dominata dal Palazzo del Municipio e il castelletto. Ci sono molti turisti, molte scolaresche spagnole in gita.
Dopo aver visitato Ainsa, sotto un sole bello caldo, ci rimettiamo in moto lungo la N260 e dopo non molto ci fermiamo per pranzare a BROTO a base di raciones e tapas, peccato che la cameriera non parlasse neanche una parola di inglese. Comunque a Broto chi pranza con le Tapas non ha diritto alla tovaglia e tovaglioli (€ 20,65)
Attraversiamo magnifiche vallate, verde, alberi, ruscelli, mucche e pecore a perdita d’occhio. Pochi motociclisti, molti camper francesi.
Ancora passi pirenaici, lungo la N260 il Puerto de Cotefablo (1423 mt.) e poi sulla A136 il passo El Portalet (1794 mt.) che ci riporta in Francia. Passiamo accanto alla diga di Fabreges e proseguiamo in direzione di LARUNS. Le temperature sono notevolmente aumentate, la giacca con l’imbottitura è eccessiva.
Arriviamo a Laruns verso le 17:00 ma vista l’ora decidiamo di fare un rapido giro per la città e di continuare ancora per qualche altro Km verso nord.
Ci fermiamo a OLORON ST.MARIE. Lungo la strada vediamo anche molti pellegrini con la conchiglia di Santiago. Ci fermiamo all’albergo De La Paix (2* con garage e colazione). La stanza è enorme, luminosissima e c’è pure la TV. Facciamo un po’ di bucato, doccia e scendiamo a mangiare un boccone. Nel frattempo nell’albergo arrivano altre 3 moto.
Il paese è fantasma. Nel senso che c’è pochissima gente ed è tutto chiuso, tranne il fiume. Ceniamo (bene) nell’unica Brasserie aperta vicino ai giardini pubblici (€ 21,30).
L’aria si è abbastanza rinfrescata e noi come due polli siamo scesi senza neanche un pullover (grazie Massimo!). Nei giardini assistiamo ad una “interessante” esibizione di danze folcloristiche africane. Due palle!!!! (grazie Sabrina!) Buonanotte.

18 AGOSTO 2010
Alle 7:00 sono già in piedi. Per me non c’è bisogno di mettere la sveglia. Tiro giù dal letto Max e scendiamo a fare colazione nella sala molto accogliente e pulita dell’albergo (15 €) Ci dirigiamo verso St. Jean Pied de la Port attraversano una grande ed immensa vallata.
Questa cittadina è il punto di partenza dei Pellegrini che a piedi o in bicicletta intraprendono il Cammino di Santiago di Compostela. In un apposito ufficio i pellegrini ritirano una sorta di passaporto sul quale verranno apposti i timbri (le credenziali) che attestano il passaggio per le varie località/chiese presenti lungo il cammino.
Noi che invece siamo in moto non siamo considerati “moto-pellegrini” o “pellegrini-pigri” ma semplici moto-viandanti-turisti-capitati-lì-per-caso.
Dopo aver visitato la bella cittadella, aver percorso con le sue strade acciottolate e comprato qualche souvenir, ripartiamo.
Ci incamminiamo lungo la N135 e passando per il Passo di IBANETA a 1057 metri. In cima al passo c’è una chiesetta ed una lapide in memoria della feroce battaglia di Carlo Magno che vide la morte del Paladino Orlando, resa famosa dal poema la Chanson de Roland. Foto di rito e poi si prosegue in direzione Roncisvalle.
Roncisvalle rappresenta la prima tappa dei pellegrini partiti da St.Jean, infatti ne incontriamo molti.
Visitiamo la cattedrale. Ci rimettiamo in viaggio in direzione di Pamplona. Finora abbiamo toccato solo villaggi e piccole cittadine, Pamplona è una città “grande” e non sappiamo ancora se ci fermeremo.
Arriviamo verso le 14:00, fa un caldo bestiale (noi abbiamo ancora le imbottiture nelle giacche!!!!), molti cantieri e lavori in corso non ci fanno ben capire come entrare nel centro storico. Finalmente dopo qualche tentativo riusciamo a trovare un Hostal proprio in pieno centro, alle spalle di Plaza del Castillo. L’hostall Arriazu si trova al 1° piano di un palazzo, sono due appartamenti adibiti ad albergo, le stanze sono curate e i bagni moderni (1° piano stanza 204). Parcheggiamo la moto in una piazzetta poco distante. Velocemente ci cambiamo, mettiamo finalmente i sandali e andiamo a fare i turisti per la città. Sono le 15:00 e non c’è molta gente in giro. Passiamo per l’Ufficio Informazioni per qualche cartina e andiamo a mangiare a base di Tapas proprio di fronte al nostro albergo (€ 10). Subito dopo, non contenti, ci fermiamo in gelateria dove diamo sfogo a tutta la nostra golosità mangiando 2 mega-gelati (€ 5,20). Assicurati la pancia, andiamo a zonzo alla scoperta della città che è stata dichiarata una delle più vivibili della Spagna ad eccezione per i giorni di follia della Feria di San Fermino.
La cittadella, la cattedrale, Plaza Castello sono molto belle e piene di giovani.
Ceniamo (benissimo) in due bar: nel primo abbiamo dovuto sgomitare per arrivare al bancone e farci almeno vedere (10€ per 3 tapas + 2 birre), nell’altro ci hanno dato una carocchiata (1 raciones di prosciutto 13€ + 2 tapas + 1 bicchiere di vino: totale 19€)
Facciamo ancora due passi nella Pamplona by night per digerire (anche il conto) e torniamo all’Hostal. Doccia, programmino per domani, bacino.
Buonanotte!!!

19 AGOSTO 2010
Accidenti, è tardissimo!!!!!!!! Sono le 8 e siamo ancora a letto!!!!
Velocemente ci prepariamo e andiamo a fare colazione nel bar al centro della Piazza, bar che è stato citato nel Libro “Fiesta” di Hamingway (€ 6).
Prepariamo i bagagli ci dirigiamo verso Pont de la Reine (ponte Romano). Il cielo è ancora limpido ma le previsioni non sono buone per il pomeriggio. Passiamo per ESTELLA con i suoi bei palazzi Del Re di Navarra. Fa molto caldo, le giacche sono troppo pesanti.
Andiamo a visitare S.Maria La Real, monastero benedettino (siamo riusciti ad avere un depliantes in Italiano!!!!). Percorriamo la N111 e attraversiamo la Valle della Rioja, ai lati della strada chilometri e chilometri di vitigni da cui viene prodotto un famoso vino DOC.
Pranziamo a LOGRONO sempre a base di tapas e dolci (spettacolari) in una pasteleria proprio in piazza (se ricordo bene si chiama Viena).
Facciamo due passi in una piazza piena di fiori, con fontane zampillanti e tanta gente a godere della frescura degli alberi.
Sono le 14:00 e fa veramente caldo, ma all’orizzonte nuvoloni e lampi ci fanno indossare per l’ennesima volta gli antipioggia.
Passiamo per NAJERA per visitare il monastero di St. Millan de la Cogolla (che purtroppo troviamo chiuso) e il monastero di Santo Domingo de la Calzada, bellissimo e reso ancora più interessante del fatto che all’interno della cattedrale scorrazzino, vivi e vegeti, una gallina ed un gallo. La particolarità è dovuta alla leggenda che narra del governatore locale che, incredulo dinanzi alla miracolosa resurrezione di un pellegrino, disse che il pellegrino era vivo come la gallina che stava mangiando, al che la gallina arrostita si mise a cantare.
Non piove più ma raffiche di vento fortissime ci fanno mettere un po’ paura (soprattutto quando incrociamo dei camion). Ci dirigiamo verso BURGOS, la città del Cid Campeador.
Velocemente troviamo alloggio in un albergo a 2* (Hotel Norte y Londres), proprio nel centro storico.
Sono le 18:00, velocemente ci prepariamo per fare i turisti. Lo scooter lo parcheggiamo proprio nella piazza (dalla finestra della nostra camera si riesce anche a vedere!!!). La cattedrale purtroppo è già chiusa, quindi la ammiriamo per il momento solo dall’esterno, suggestivamente illuminata.
E’ ora di cena e cominciamo il solito giro dei bar. Ci fermiamo prima a mangiare calamari fritti, patate bravas e 2 canapè con peperoni e acciughe (€ 10,50), poi ci fermiamo alla Cerveceria Morito per 2 mega-toast + 1 bicchiere di Sangria (€ 12,50) e per finire in un’altra Cerveceria molto alla moda per 1 tapas al baccalà e una birretta (€ 3,00).
Ormai completamene satolli e ciucchi, facciamo ancora qualche foto alla città e andiamo a dormire. Siamo stanchissimi.
Buonanotte!!!

20 AGOSTO 2010
Anche oggi non riusciamo a svegliarci presto. Sono le 8:00 e siamo ancora a letto. Diamo uno sguardo fuori la finestra, anche il ciccio è lì che riposa beatamente.
Andiamo a cercare un bar per la colazione, ma la cosa non è molto semplice. Forse gli spagnoli non mangiano la mattina? Dopo diversi tentativi, troviamo un bar e guarda un po’, pieno di pellegrini italiani alla ricerca di un cappuccino! Poiché ieri non siamo riusciti a vedere la cattedrale, chiediamo alla reception se possiamo lasciare lì borse e caschi mentre facciamo la visita. Molto gentilmente ci fanno sistemare i bagagli in una stanzetta. Che dire della cattedrale… BELLISSIMA!! Andar via senza averla vista sarebbe stato un vero peccato. (€ 10)
Verso le 11:00 ci mettiamo in marcia lungo la N120, direzione LEON. Attraversiamo la GALIZIA, chilometri di sterminata pianura (MESETA).
Il caldo è soffocante, forti raffiche di vento ci fanno letteralmente volare. Ai margini della strada tanti pellegrini, a piedi o in bici, che silenziosamente si dirigono verso la méta.
Ci fermiamo a mangiare in una trattoria a MULAS il “menù del dia”: zuppa di lenticchie, pesce alla griglia, melone, acqua e coca-cola (€ 17).
Quando ci rimettiamo in moto ci accorgiamo di aver perso il tappetino del rialzo della pedana passeggero lato sinistro (colpa di Max che aveva notato che stava per staccarsi e non l’ha voluto attaccare bene!!!!!). E’ destino che ogni anno dobbiamo perdere o rompere qualcosa!!
Lungo la strada ci fermiamo a visitare Frómista a visitare la bella chiesa di San Pedro e poi, con una piccola deviazione, St. Miguel de Escalada per ammirare il piccolo monastero.
Arriviamo a Leon verso le 16:00. Cerchiamo di orientarci per trovare da dormire. Fa un caldo bestiale. Decidiamo di fidarci della Lonely Planet e puntiamo direttamente all’HOSTAL BAYON (1*). C’è disponibilità e prendiamo una camera (3° piano senza ascensore) stanza senza bagno ma con doccia e lavandino. Non è un granché, ma con questo caldo non abbiamo nessuna voglia di girare. La stanza è graziosa, pulita ma il pavimento in legno cigola in un modo incredibile.
Velocemente ci cambiamo e scendiamo a fare come sempre i turisti. La città è graziosa, piena di locali. La cattedrale si trova alla fine di una lunga strada. Si presenta all’esterno in stile gotico e nonostante abbia ben 128 magnifiche vetrate, l’interno è estremamente scuro. Facciamo un giro per il centro storico che pullula di localini e subito ci adeguiamo alle locali abitudini… mangerecce.
Facciamo il giro di ben 3 Bar mangiando l’impossibile. Quando torneremo da questo viaggio, sicuramente avremmo preso 2 o 3 kg. ciascuno!!!
La cattedrale illuminata è molto suggestiva. Ritorniamo nel nostro modesto Hostal (che si trova nella parte moderna ma a 5 minuti a piedi dal centro storico). C’è ancora molta gente in giro, ma noi abbiamo la sveglia alle 7:00 (forse!!) Buonanotte.

21 AGOSTO 2010
Hanno fatto un casino infernale stanotte, proprio sotto il nostro albergo. Ci sveliamo alle 7:30.
Andiamo alla ricerca di un bar dove fare colazione (l’Hostal aveva una zona in comune ad uso cucina ma non ci siamo organizzati la sera prima), ma dobbiamo constatare ancora una volta che gli spagnoli LA MATTINA NON MANGIANO!!!
Troviamo un bar, che sta prendo (sono le 08:30) prendiamo due cappuccini (orribili) e due cornetti (mediocri) x € 5,50. Logicamente c’è l’avventore di turno che fuma (in Spagna non c’è il divieto). Carichiamo la moto e ci dirigiamo verso la Galizia.
Ci fermiamo ad ASTORGA, dove visitiamo la cattedrale (una delle più antiche della Spagna) e il palazzo episcopale realizzato da Gaudì (il suo stile è inconfondibile).
Continuando lungo la N120, dopo pochi chilometri ci fermiamo al Borgo Museo di CASTRILLO DE LO POLVAZARES, un paesino che sembra uscito da un film di Zorro. La strada comincia a salire, fino al passo del RABANAL dove un alto palo con sopra un crocifisso è méta di pellegrini. Passiamo per il piccolissimo rifugio di Manjarin, per Acebo e per PONFERRADA con il suo castello e la legenda dei Templari. La Galizia cambia nome in Galicia e il Cammino diventa Camino.
Ancora un po’ di salite, fino al PASSO DO CEBREIRO (1300mt.), dove visitiamo un villaggio di origine preistorica composto da particolari case/capanna con i tetti in paglia chiamate PALLOZAS. Continuiamo lungo la 633, una bella strada che ci regala ancora un passo, l’Alto de San Roque (1270mt.) prima di condurci a SAMOS, a vedere il bel monastero e poi alla graziosa cittadina di SARRIA.
Manca poco alla meta, ma in quest’ultimo tratto il paesaggio che ci circonda cambia perdendo purtroppo buona parte del suo fascino.
I paesi che attraversiamo, tipo MELIDE sono bruttini e poco curati, si perde un po’ della magia che il viaggio ci ha regalato finora.
Tiriamo dritto e finalmente arriviamo a SANTIAGO. Subito capiamo che è una città ad uso e consumo del turista. Fatichiamo non poco a trovare un letto per la notte, dopo molti tentativi una gentile signora vedendoci in difficoltà, ci propone una camera con bagno a casa sua, tipo bed and breakfast ma senza e breakfast. Vado a vederla. Certo è spartana, affaccia in un cavedio, ma è pulita e per noi va benissimo. Senza nemmeno pensarci due volte, la prendiamo. Paghiamo €45 alla proprietaria che ci fa parcheggiare proprio sul marciapiede della sua abitazione.
Ci cambiamo d’abito e andiamo a vedere la famosa cattedrale meta di tanti pellegrini.
Effettivamente è imponente, grandissima e ricchissima, ma a vederla così sfarzosa un po’ si perde l’atmosfera per tutta la spiritualità che c’è intorno a questo cammino. Comunque è bellissimo vedere migliaia di persone, pellegrini di tutte le razze e colori, che si abbracciano dopo tutta quella fatica per arrivare quaggiù.
Visitiamo la cattedrale. All’ingresso ci fanno aprire lo zainetto per il controllo. I sacerdoti sembrano più dei vigilantes che uomini di chiesa. L’interno è imponente soprattutto l’altare maggiore.
Dopo aver fatto 1.000 foto ed essere entrati in empatia con i pellegrini, andiamo in cerca di Tapas (che detta così sembra una cosa volgare!!!).
Ci fermiamo in un primo bar dove mangiamo bene ma paghiamo una cifra (€15). Passeggiando, notiamo un baretto piccolo, piccolo ma pienissimo di persone (El Gato Nero). Entriamo, sembra di essere tornati indietro di 30 anni: tutto l’arredamento è stile anni 60/70, il bancone di marmo, i tavoli in legno, un caldo pazzesco ma stranamente NON SI FUMA.
Un paio di birrette e mangiamo del PULPO alla Melide e dei PIMENTOS (peperoncini verdi) buonissimi ma che sto ancora digerendo.
Altra foto con la cattedrale illuminata e poi, come tutti, anche noi facciamo la foto sdraiati per terra. Sotto i portici un complesso musicale sta facendo ballare tutta la piazza. E’ tardi e stanchissimi andiamo a dormire nella nostra stanzetta. Buonanotte.

22 AGOSTO 2010
Ci svegliamo come al solito presto e siamo rassegnati, ormai abbiamo capito che gli spagnoli aprono i negozi molto tardi e fatichiamo non poco a trovare un bar aperto per la nostra amata colazione. Il cielo, a differenza di ieri, è completamente grigio e fa anche un po’ freddo. Carichiamo la moto, la signora del B&B mi saluta con un abbraccio, ci fa capire di andare piano, senza correre. Un bel gesto.
Percorriamo la N530 in direzione CABO FINISTERRA ma il cielo si fa sempre più grigio e dobbiamo indossare l’imbottitura delle giacche e gli antipioggia.
Arriviamo al Faro di Finisterra con una nebbia fittissima che ci nasconde il panorama dell’oceano e non ci fa vedere assolutamente nulla. Facciamo delle belle foto alla nebbia.
Che peccato, con il sole doveva essere uno spettacolo. Si sente solo il rumore del mare, il rumore dell’Oceano.
Max non si sente molto bene, ha un forte raffreddore. Starnutendo percorriamo la bellissima strada costiera e arriviamo a A CORUNA dove prendiamo subito una stanza all’Hotel del Sol (2*, stanza 503) con parcheggio incluso nel prezzo.
Doccia e usciamo a fare i turisti. La cittadina è molto graziosa, peccato sia domenica e che il tempo non sia dei migliori. Andiamo subito sulla spiaggia di ORAZUN, una lingua di sabbia lunghissima. Prendiamo il tram turistico fino alla Torre di Ercole (€ 4) dove saliamo in cima al faro (264 gradini). Da qui su’ si ha un’ottima visuale della città. Il cielo è sempre grigio, ma il panorama è stupendo. Mangiamo una cosa la volo (che ci rimarrà sullo stomaco tutta la giornata). Nella piazza principale è allestito un palco dove si esibiscono ballerini di varie nazionalità. Le strade sono affollate di turisti (pochi italiani, stranamente), i ristoranti sono pieni di gente, noi mangiamo un buonissimo panino in una salumeria/gioielleria piena piena di prosciutti. Lungo i giardini della Marina c’è una sagra di prodotti Galiziani e anche questa volta non ci esimiamo dall’assaggiare un buonissimo PULPO ALLA MELIDE accompagnandolo con le solite “due” birrette ( €16).
Ormai satolli e brilli (come tutte le sere) torniamo in albergo. Cadiamo in coma sul letto. Buonanotte.

23 AGOSTO 2010
Mamma mia quanto stiamo mangiando in questa vacanza!
Stanotte ho dormito male un po’ per il caldo (o forse per tutta la birra che ho bevuto ieri¼) un po’ anche perché l’angoscia del rientro incomincia a farsi sentire.
Ci svegliamo un po’ più tardi, troviamo subito un bar sotto l’albergo per la colazione (€ 4,50). Oggi è lunedì, i negozi stanno aprendo. Il cielo è plumbeo (le previsioni annunciano precipitazioni e ci mettiamo gli antipioggia). Nonostante il GPS impieghiamo un po’ per uscire dalla città e dobbiamo chiedere indicazioni ad un passante. Durante una manovra per entrare in una stazione di rifornimento Max urta il marciapiedi con grande paura ed imprecazioni da parte mia. Percorriamo la strada costiera N632 (favolosa!!) detta Costa Verde con scorci panoramici che assomigliano molto alla Scozia. Ci siamo lasciati il cattivo tempo alle spalle ed ora c’è anche un bel sole caldo. Le tante spiagge che si vedono dalla strada sono piene di persone. Ci fermiamo a Concello de Viveiro per mangiare un “mini” bocadillo. Decidiamo di oltrepassare OVIEDO e di fermarci a GJION, cittadina sul mare.
Le fabbriche che troviamo all’ingresso della città non sono proprio invitanti ma arrivati al centro questo è molto curato e carino. Troviamo subito alloggio presso La Casona de Jovellanos proprio nel Centro Storico (3*, stanza 22). Parcheggiamo la moto sul marciapiedi di fronte all’ingresso dell’albergo.
Abbiamo mangiato solo un panino striminzito per pranzo, praticamente siamo digiuni.
Scendiamo subito a mangiare qualcosa ma purtroppo è troppo presto per la cena. Notiamo che qui nei bar non si beve birra (cerveza) ma Sidro (versato nei bicchieri dai camerieri secondo una tecnica “acrobatica”) accompagnato da noccioline. Per non sentirci troppo “stranieri”, subito ci adeguiamo alle abitudini del posto.
Facciamo un giro, andiamo a vedere il monumento “Elogio all’orizzonte” e gironzoliamo un po’ senza meta.
Ceniamo, per la prima volta “male”, mangiando qui e lì quello che ci capita.
Passeggiamo sul Lungomare tutto illuminato, ma comincia a piovere anche forte, ritorniamo in albergo un po’ bagnati. Buonanotte.

24 AGOSTO 2010
Ma nel mondo animale, i gabbiani a cosa servono??? Solo a fare un casino di pazzi e a cagare dappertutto!!! Ancora una notte “difficile”, al letto non molto comodo si sono aggiunti anche i gabbiani che svolazzavano sul nostro albergo.
Il cielo, come da copione, è grigio e carico di nuvole. Andiamo subito in piazza a fare colazione (€ 3,40 ma solo perché il cameriere si è sbagliato, facendoci pagare un cappuccino in meno). Sistemiamo i bagagli (che di giorno in giorno lievitano) e carichiamo la moto dopo averla ripulita di un “souvenir” dei gabbiani di Gjion.
La playa, nonostante il tempo, è affollata di persone che fanno il bagno o che corrono sul bagnasciuga.
Siamo nel cuore delle Asturie ed è impressionante varietà e diversità di paesaggi che attraversiamo, dalle alte montagne alle coste frastagliate che si alternano a lunghe spiagge. Continuiamo a percorrere la N632 fino a Ribadesella, rinomata stazione balneare delle Costa Verde.
Facciamo una passeggiatina ed una foto sul porto. Appena fuori città la N632 lascia la costa per inoltrarsi nel verde delle Asturie accompagnandoci alla N634 per una piacevole deviazione a CONGAS DE ONIS dove ci fermiamo a mangiare due “empanada” con tonno e baccalà (parcheggiamo accanto ad un altro Ciccio650). Il panorama sembra Tirolese con ruscelli, gole e montagne.
Siamo alle porte dei PICOS D’EUROPA, la catena montuosa riconosciuta dall’UNESCO come riserva della biosfera per le sue caratteristiche geologiche.
Entriamo nel parco da CAVADOGNA dove visitiamo sia il Monastero che la Sacra CUEVA (qui c’è una sorgente le cui acque si dice siano miracolose, io ho bevuto mentre Max si è rifiutato). Il luogo, circondato dalle montagne, è pieno di pellegrini e molto suggestivo.
Torniamo indietro in direzione Congas de Onis e ci fermiamo a pranzare (benissimo) in un ristorante lungo la strada. Dopo il pit-stop imbocchiamo la bellissima strada A114 che offre scorci mozzafiato, il cielo è decisamente limpido, ma l’aria è  “fresca”.
I Picos de Europa sono proprio un bel posto e sicuramente meriterebbero molto più tempo ma considerate le premesse con cui siamo partiti, il fatto di essere arrivati fin qui è davvero un tanto!
Torniamo sulla costa a S. VINCENTE DE LA BARQUERA dove ci fermiamo a fare qualche fotografia.
Decidiamo di alloggiare a SANTILLIANA DEL MAR, cittadina sotto la tutela dell’UNESCO raccomandata dalla Lonely Planet. In meno di 1 minuto troviamo una sistemazione all’HOSTAL MONTANES (1* con colazione compresa, stanza 104), che dista 100 mt dal paese. La stanza è graziosa, ariosa, pulita, con bagno in camera (50 € compresa colazione e parcheggio).
La cittadina è veramente un gioiellino medioevale, completamente chiusa al traffico e pedonalizzata. Subito acquistiamo il dolce tipico, il SOBAOS che accompagniamo con bicchiere di latte freddo!!!! Visitiamo la Collegiata di Santa Juliana (dichiarato monumento nazionale) e ceniamo in una Sidreria con 2 Tapas, 1 piatto di pesce ed ovviamente una bottiglia di sidra (€ 17).
Mi fa male la schiena, prendo un’aspirina e andiamo a dormire. Buonanotte.

25 AGOSTO 2010
Questa mattina ci mancava anche il gallo! Per non parlare dei campanacci delle mucche!!!!
A forza, alle 7:00, ci alziamo. Facciamo colazione insieme ad altri ospiti dell’Hostal (tutto a gestione familiare).
L’idea per la tappa di oggi è quella di prendere l’autostrada e raggiungere San Sebastian, il più presto possibile. Questo tratto di “autostrada”, tra l’altro gratuita, è comunque piacevole dato che corre lungo la costa.
Arriviamo a San Sebastian poco dopo le 12:00 sotto un sole bello caldo (forse troppo). La città è stupenda ma “caotica” e piena di turisti. Impieghiamo quasi 1 ora per trovare l’Ufficio Turistico (il GPS aveva un indirizzo sbagliato, forse vecchio). Una volta trovato (che bella idea metterlo in una isola pedonale!!!), ci sentiamo dire che tutti gli alberghi sono al completo, che dovevamo provare a trovare una sistemazione per la notte girando porta a porta.
Il caldo è soffocante, Max comincia a perdere la pazienza, abbiamo fame e sete. Dopo un paio di tentativi andati a vuoto, senza pensarci troppo, rinunciamo alla turistica San Sebastian e ci dirigiamo al paese successivo, a 20 Km di distanza.
Non tutti i mali vengono per nuocere. Arriviamo a HONDARRIBIA (GIPUZKOA), una bella cittadina con il suo centro storico e il porto. In pochi minuti prendiamo alloggio all’HOTEL PLACETE per la “modica” cifra di 92 € compresa la colazione. Ma sì, una botta di vita anche per noi. L’albergo è segnalato come 1* ma in realtà è molto lussuoso. E’ un palazzotto d’epoca in pieno centro storico con tanto di scala a chiocciola in pietra, stanze modernissime con TV al plasma, aria condizionata. Facciamo subito una doccia, laviamo un po’ di biancheria ed ancora una volta scendiamo a fare i turisti.
Sono le 17:30, i ristoranti sono chiusi e ci dobbiamo accontentare, per il momento, di un buonissimo gelato. Il centro storico è molto carino, davvero caratteristico con le case con i balconi decorati e colorati di blu, verde ed arancione e tutti pieni di fiori.
Ci dirigiamo verso la spiaggia. Sono quasi le 20:00 e ci sembra di nuotare contro corrente in un “mare” di centinaia di bagnanti che, anche se il sole è ancora alto, stanno tornando a casa.
Affrontiamo il problema cena passando di bar in bar, mangiando squisite Tapas di ogni genere e bevendo Sangria e Cerveza. Questa sarà la nostra ultima tappa in terra Spagnola e dobbiamo dire che siamo rimasti veramente contenti.
La luna “is magic”!!!!!!!!!!!! Buonanotte.

26 AGOSTO 2010
IL GRANDE CALDO!!! Così ricorderemo questa giornata di caldo infernale!!!
Già dalle prime ore del mattino, abbiamo avuto il sentore che questa giornata sarebbe stata molto pesante.
Facciamo una bella colazione nella terrazza del nostro castelletto (colazione che comprendeva anche una buonissima spremuta d’arancia).
Facciamo benzina all’ultimo distributore in Spagna e partiamo verso la Francia destinazione PAU. Il termometro segna 37°!!!!!
Il caldo è allucinante, tenere il casco aperto è da folli. Gli stivali sono delle trappole micidiali. Verso le 14:00 arriviamo a Pau completamente disidratati. Sarà stato il caldo, il nervosismo, ma non abbiamo saputo apprezzare questa cittadina che con tanto di castello e parco non è per niente male.
Dopo la vana ricerca di un bar per mangiare un gelato ci rimettiamo in marcia sotto una canicola senza precedenti. Ci fermiamo in continuazione per bere acqua o per fare benzina, intanto il termometro del ciccio segna 41° all’ombra!!!!.
Vediamo molti bikers fermi sui bordi delle strade completamente cotti dalla calura. Arriviamo a TOLOSA in serata, completamente distrutti e accaldati.
Abbiamo una stanza nell’albergo Hotel Albert 1er (66€) prenotato il giorno prima tramite Booking.com.
Alla reception facciamo (cioè faccio) subito amicizia con due ragazzi di Torino (Fabrizio e Maristè su Transalp) con i quali decidiamo di trascorrere la serata insieme. Ci diamo appuntamento per ora di cena.
Anche loro ci racconteranno di aver patito in maniera allucinante questa calura insopportabile.
L’albergo non ha il parcheggio e Max chiede informazioni alla reception sulle possibilità di sosta in zona. Il portiere ci sconsiglia di parcheggiare per strada e ci indica il parcheggio più vicino. Max va a parcheggiare mentre io aspetto in albergo.
Dopo una doccia ristoratrice usciamo a fare un giro per la città. Ceniamo con i nuovi amici in un ristorante in piazza. Facciamo una breve passeggiata e ci ritiriamo abbastanza presto perché siamo tutti un po’ stanchi.
Ci scambiamo i numeri di telefono. Chissà se ci rincontreremo mai. Con il condizionatore acceso, ci addormentiamo. Buonanotte.

27 AGOSTO 2010
Anche questa mattina l’intenzione è quella di partire presto. Facciamo una buona colazione nella patisserie non lontano dall’albergo (in Francia MANGIANO LA MATTINA!!!!!!).
I ragazzi conosciuti ieri sera sono già partiti e ci hanno lasciato un bellissimo biglietto sotto la porta.
Prepariamo i bagagli e Max va a prendere la moto nel garage A PAGAMENTO. Quando ritorna ha una faccia che è tutto un programma: la notte di parcheggio è costata 16€ !!! ed a nulla è servito protestare con l’addetto del parking per il fatto di dover pagare la stessa tariffa di un suv!
Incazzati neri, lasciamo Tolosa e prendiamo la Pallostrada in direzione di Avignone.
Le temperature non sono torride come ieri ma fa sempre abbastanza caldo. C’è molto traffico specie verso le uscite in direzione del mare.
INCREDIBILE!! Riceviamo un messaggio di due nostri amici, Valeria e Marco. Ci hanno visto sfrecciare sull’Autostrada tra Montpellier e Nimes!! Abbiamo conosciuto Valeria e Marco durante il nostro viaggio a Nordkapp nel 2008, poi complice la distanza (loro vivono a Milano), non ci siamo più visti.
Arriviamo ad AVIGNONE verso le 13:30, troviamo subito l’albergo prenotato il giorno prima sempre tramite booking.com (un vero cesso a 2*). Il portiere del ces…ops..albergo non trova la nostra prenotazione. Fa un po’ di storie, Max gli deve far vedere la conferma sul computer.
Riusciamo finalmente a comprenderci e saliamo in stanza… orribile e schifosa!!!!
Maledicendo i Francesi e tutta la loro stirpe, ci cambiamo e scendiamo a fare i turisti.
Andiamo a vedere la residenza dei Papi (€ 30!!!!!), che ci delude parecchio. Passiamo poi per il famoso Ponte (Saint-Bénezet) a fare delle foto. Fa sempre molto caldo (32°), siamo un po’ stanchi e scocciati.
Ceniamo in una bella piazzetta con i platani a base di crostoni e dolci della casa (€ 23).
Andiamo a fare altre foto al tramonto rosso e ci ritiriamo nella nostra stamberga.
Il caldo è soffocante, cerchiamo di dormire con il sottofondo di un karaoke del bar sotto le nostre finestre. Buonanotte.
Addio Francia, penso che non ci vedrai molto presto!!!!

28 AGOSTO 2010
E meno male che eravamo al 3° piano e che affacciavamo in una stradina laterale, perché stanotte hanno fatto un casino micidiale. Abbiamo dovuto dormire con le finestre aperte per il caldo soffocante. Vogliamo scappare da questo albergo topaia, da questa città, definita da Petrarca “la città più puzzolente che avesse visto”. Facciamo colazione al bar di sotto (€ 7,80 !! alla faccia sua), Max va riprendere la moto al parcheggio SEMPRE A PAGAMENTO (altri 13 €) e partiamo anzi scappiamo alle 9:00.
Prendiamo subito l’autostrada a pagamento (A8), il traffico è scorrevole, molte sono le auto e i camper italiani che fanno ritorno. Grande emozione quando vediamo il cartello ITALIA.
Momento magico della giornata: sento il mio telefonino che squilla… strano, tutti sanno che stiamo in moto e in genere ci sentiamo la sera. Manca poco all’autogrill e dobbiamo pure fare benzina, rimando la “questione” telefono al momento della sosta.
Ci fermiamo alla stazione di servizio e non faccio nemmeno in tempo a prendere il cellulare che vedo arrivare un’auto con due persone che ci salutano. Ci stanno rincorrendo per tutta l’autostrada??????? I nostri amici Marco e Valeria!!!!!!! Incredibilmente, di nuovo in viaggio ci ri-incontriamo.
Troppo bello!!!!
Baci, abbracci, sorrisi!!!!!!!!!!
E’ stato proprio un bellissimo incontro: ritrovarsi, dopo due anni, sulla Ventimiglia-Genova non è da tutti!!!!!!!! Pranziamo insieme, ci raccontiamo un po’ degli ultimi viaggi intrapresi e ci lasciamo con la promessa di rivederci, magari a Napoli.
Il traffico intenso tra Finale Ligure e Savona ci fa un po’ rallentare la marcia ma noi con il nostro “motorino” ci infiliamo tra le macchine (che non sempre si scansano!!!!). Decidiamo di fare una sosta in Liguria, magari anche un paio di giorni per fare un po’ di mare.
Arriviamo a Lerici verso le 17:00. Cerchiamo l’Ufficio Turistico per chiedere notizie su qualche campeggio. In zona ce ne sono diversi, scegliamo quello a MARALUNGA, sulla scogliera. Il posto è bellissimo, a picco su una scogliera con discesa a mare privata. Troviamo un bel posticino dove sistemarci e montare la nostra tendina. In serata andiamo in paese, a piedi, cenando da “Ciccillo”, locale indicatoci dalla proprietaria del campeggio.
Il ristorante è molto carino, posizionato direttamente sulla scogliera. Mangiato divinamente a base di pesce (€ 40).
Facciamo due passi sul lungomare, tanta gente, molti bambini e famiglie, altre foto, rientriamo nella nostra tendina.
Bellissima serata ma calda. Buonanotte.

29 AGOSTO 2010
Auguri Ciccia!!! Buon mio onomastico!!!!!!!
Oggi, per la prima volta in questo viaggio non dobbiamo rifare i bagagli, oggi non ci sposteremo ma rimarremo qui.
Le zanzare stanotte hanno banchettato con noi! (Max ha aperto la porticina della tenda per far passare un po’ d’aria, …furbo!!!!!!!!)
Facciamo colazione al bar del campeggio (€ 5,20) e salutiamo un ragazzo francese conosciuto in campeggio che con la sua Vespina rossa rientra a casa ad Aix Provence dopo esser stato a trovare i parenti a Montecassino.
Oggi mare! Chiediamo consigli alla proprietaria del campeggio per una bella spiaggia che ci indica “Venere Azzurra” a Lerici. Ottimo, ci possiamo andare anche a piedi.
Bella spiaggia libera! Troviamo un angolino dove sistemarci con la nostra stuoia comprata in paese per l’occasione (€ 2,30).
Questo tratto di costa è contrassegnato con la Bandiera Blu 2010. Sarà, ma a me non ispira molto fare il bagno nelle alghe. Compriamo delle buonissime focacce e rientriamo in campeggio dove ci facciamo un bellissimo bagno sulla scogliera. Rimaniamo al sole a goderci la giornata di relax fino alle 17:00, poi doccia, shampoo e per festeggiare il mio onomastico ritorniamo da Ciccillo dove mangiamo sempre benissimo a base di pesce (€ 43).
La piazza di Lerici è semivuota, oggi è l’ultima domenica di agosto e molti villeggianti sono già partiti. Mangiamo un buonissimo gelato, facciamo ancora due passi e rientriamo in campeggio.
Le vacanze sono finite, domani si rientra a casa. Siamo stati proprio bene.

30 AGOSTO 2010
Ci svegliamo comodamente e con molta lentezza svolgiamo la attività mattiniere, non abbiamo nessuna intenzione di smontare la nostra casetta.
Vado a vedere il mare, è stupendo! Il panorama è reso ancora più bello dai colori della collina che degrada verso il mare e dalla scogliera su cui si infrangono le onde.
Ora dobbiamo proprio andare. Smontiamo la tenda, sistemiamo i bagagli, ci rivestiamo, paghiamo il campeggio (€ 78), ci infiliamo i caschi e partiamo.
La pallostrada è infinita, la stanchezza si sente, ci annoiamo.
Lungo la strada, decidiamo di passare per Pienza dove ci fermiamo a fare due foto e a pranzare (malissimo). Compriamo un bel pezzo di formaggio da portare a casa. Prendiamo la Cassia fino ad Orte e poi ancora pallostrada. Arriviamo a Napoli alle 19:00.

Riepilogando:
Come sempre il ciccio non delude!!! Anzi, anche se carico come un mulo (quest’anno abbiamo proprio esagerato) sono bastati qualche centinaio di chilometri per darci fiducia e così giorno dopo giorno abbiamo “esteso” il nostro giro. Le gole del Verdon (bellissime) sono così diventate, insieme a Nimes una piacevolissima tappa per raggiungere i Pirenei.
Qui inizia il zig zag tra Francia e Spagna fatto di panorami mozzafiato, passi stupendi e curve a go-go. Che goduria!!!
A questo punto, consultando la mappa, io e Sabrina decidiamo di aggiungere ancora un “viaggio” alla nostra vacanza. Il “Camino de Santiago de Compostela”.
Un viaggio fatto di strada, paesaggi ed emozioni. Il nostro sarà un viaggio molto diverso dal cammino intrapreso dalle centinaia di pellegrini, che abbiamo incrociato per strada, che a piedi o in bicicletta, attraversavano la Spagna per giungere al santuario di Santiago di Compostela, ma comunque in grado di regalarci forti emozioni e tanti spunti di riflessione. Anche viaggiando in moto è impossibile restare insensibili alla spiritualità dei luoghi che attraversiamo e alle tante testimonianze della fede che spinge uomini e donne di ogni parte del mondo ad intraprendere un viaggio così difficile e lungo.
E così, Pamplona, Burgos, Leon sono le nostre prime tappe.
Una volta a Santiago raggiungere “Cabo Fisterra” era quasi obbligatorio prima di iniziare il viaggio di ritorno.
Si, il viaggio di ritorno. Ma da dove torniamo?? Ancora la visione d’insieme data dalla cartina ci aiuta a decide. La costa nord! Ed allora La Curuna, Gijon, Santillana del Mar e San Sebastian (Hondarribia) diventano le tappe del nostro rientro verso la Francia. Poi, Tolosa e Avignone prima di tornare in Italia per concederci due giorni di relax in Liguria prima di rientrare a Napoli.
E come spesso succede, le cose improvvisate, riescono bene.
Anche se “ferito” il ciccio ci ha fedelmente accompagnati per ben 6500km in 19 giorni.

image124Le tappe del nostro viaggio:
12/08/10 Napoli(I) – Savona (I)
13/08/10 Savona (I) – Moustiers Sainte Marie (F) 14/08/10 Moustiers Sainte Marie (F) – Nimes (F)
15/08/10 Nimes (F) – Prades (F)
16/08/10 Prades (F) – Bagnères-de-Luchon (F)
17/08/10 Bagnères-de-Luchon (F) – Oloron Sainte Marie (F)
18/08/10 Oloron Sainte Marie (F) – Pamplona (E)
19/08/10 Pamplona (E) – Burgos (E)
20/08/10 Burgos (E) – Leon (E)
21/08/10 Leon (E) – Santiago de Compostela (E)
22/08/10 Santiago de Compostela (E) – La Coruna (E)
23/08/10 La Coruna (E) – Gijon (E)
24/08/10 Gijon (E) – Santillana del Mar (E)
25/08/10 Santillana del Mar (E) – Hondarribia (E)
26/08/10 Hondarribia (E) – Tolosa (F)
27/08/10 Tolosa (F) – Avignone (F)
28/08/10 Avignone (F) – Lerici (I)
29/08/10 Lerici
30/08/10 Lerici (I) – Napoli (Casa)

www.dueinmoto.it

https://picasaweb.google.com/MaxB650/DaiPireneiACapoFisterra2010


scrivi qui il tuo commento