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Francia: Bretagna e
Normandia 2008 - diario di viaggio 25 agosto - 5 settembre
di
Daniela Cesca
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Protagonisti |
Daniela di Revine Lago (Tv), Arrigo di Cavezzo (Mo),
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galleria
foto |
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Costi |
in totale (per due
persone:
Camper 1240,00 €
Gasolio 605,00 €
Autostrada 215,90 €
Campeggi 85,00 €
Varie (musei, parcheggi
) 35,00 €
Vitto 300,00€
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Cronaca semiseria di un viaggio in
camper di due farmacisti e barboncina.
E’ la nostra prima volta….che
viaggiamo così, cosa avete pensato!
Dopo lunghe e inutili discussioni per convincere il mio compagno ad utilizzare
il camper come mezzo di trasporto, finalmente folgorata da improvvisa idea
utilizzo argomentazioni che non possono essere ignorate.. e quindi.. si parte, è
il 25 agosto 2008 ore 8 del mattino.
Andiamo a ritirare il camper, avvertiamo che non abbiamo esperienze precedenti
e ci ragguagliano in 5 minuti…forse meno, di tutte le cose che da oggi in poi
dovremmo fare! Già dopo pochi minuti è tutto scordato!
Si rientra a casa per allestirlo.. il che significa riuscire a mettere in
pochissimo spazio tutto quello che può servire in questi giorni e si parla di
pentole, piatti, bicchieri, posate, un minimo di spesa e poi i vestiti, le
scarpe e molto altro. Sembra un’impresa quasi impossibile per noi abituati a
case grandi e a grandi spazi ma alla fine il risultato è gradevole, abbiamo una
nostra piccola casa su ruote che ora ha un po’ della nostra personalità e nei
piccoli stipetti ha accolto tutto quanto ciò che riteniamo necessario.
Il primo giorno e il secondo saranno di trasferimento e saranno pesanti, ma ciò
ci permetterà di fare confidenza con il nostro mezzo! La guida è piacevole,
oserei dire quasi scattante, al raggiungimento dei 130 km un suono ci avverte
che stiamo esagerando con l’acceleratore.. ma questo lo scopriamo dopo esserci
allarmati più volte e cercando di capire cosa significasse!!!! Impariamo subito
anche un’altra cosa, tutti gli armadietti devono essere chiusi per bene
altrimenti a turno escono e rotolano nel “lungo” corridoio alternativamente
pentole…bottiglie…scarpe ecc. Per passare il tempo ci divertiamo a indovinare
cosa è caduto o cosa sbatte dentro i vani,dai vari rumori che sentiamo. Ogni
sobbalzo sul percorso scatena un’infinità di suoni.. alcuni preoccupanti.. altri
divertenti. Abbiamo capito che forse sarà meglio distribuire e sistemare le cose
in altra maniera. Dopo lunghe ore di viaggio, superato il carissimo Passo del
Frejus (44,00€) e scoperto che alcune autostrade della Francia sono gratuite e
altre no (circa 23.50-25.00 € a tratta) decidiamo di fare una sosta. Abbiamo
appena superato Lione siamo in autostrada e decidiamo di passare la notte in un
autogrill, come prima esperienza, ci sentiamo più protetti in mezzo a tanta
altra gente! E a questo punto cominciano i problemi di gestione dell’esiguo
spazio. Cucinare e preparare la tavola diventano due imprese da giocolieri….per
poterci muovere uno dei due con barboncina in braccio deve restare seduto al
posto di guida (abbiamo scoperto che i sedili si possono girare! Questo viaggio
è all’insegna delle scoperte!!) Bene o male ce la facciamo a terminare la
cena…ma si devono lavare i piatti!! Tragedia…come si fa in quel “buchetto”? Ma
chissà come .. ci riesco e mi gongolo nel verificare che ho una grande
iniziativa e spirito di adattamento…quello giusto che ci vuole! Magari trascuro
di dire che nel frattempo ho letteralmente fuso un piatto appoggiandolo nel
posto sbagliato…l’unico che avevo però…e che nel chinarmi ho “sfondato”
(scollato più precisamente) la porta del bagno e allagato il pavimento….. ma è
solo il primo giorno. La modalità dell’oscuramento vetri ci impegna per un
po’…le ventose non si attaccano, sbagliamo a prendere le coperture ….ovviamente
ce n'è una per la destra e una per la sinistra!!!! Sfiniti.. ma contenti ci
avviciniamo al letto…altissimo.. piccolo…ma confortevole.
“Ari (la barboncina) tu stai giù” il che tradotto significa che dopo due secondi
era bella distesa a pancia all’aria tra noi due rannicchiati nel nostro piccolo
posto! E così ci si ritrova al secondo giorno.. riposati e pronti per proseguire
il viaggio. Ad Auxerre usciamo dall’autostrada…lunghi chilometri in mezzo a una
lussureggiante e verdissima campagna. Strade vuote, dritte, poco traffico ma
l’andatura è lenta e impieghiamo molto tempo per arrivare al raccordo
dell’autostrada che da LE MANS ci porterà a Alencon e FINALMENTE a LIVAROT! (Calvados)
Livarot?????Già…. Livarot, dubito che sia un posto conosciuto, ma per chi
ama i cavalli da trotto il viaggio fino a questo paese è come un pellegrinaggio!
Abbiamo un grosso libro che dà informazioni sui vari cavalli e relative HARAS
(scuderie). Ci sono dei nomi insigni tra i trottatori che sono stati
evidenziati, ora sta a noi trovarli. Premetto che io, grande organizzatrice di
viaggi mi ero premunita di GARMIN con scheda francese… .. che non ha mai
funzionato! Girovagare tra queste verdissime colline, campi infiniti, paddok
ordinati, scuderie traboccanti di fiori e cavalli è stato un gran divertimento e
relax, nonostante le difficoltà nel reperire quelle che ci interessavano.
Esilaranti poi le discussioni tra il mio compagno che di Francese non sa nulla e
di Inglese appena un poco di più, e i vari proprietari delle haras. Sta di fatto
che comunque sia, sono stati combinati forse “TRE MATRIMONI”.
A questo punto, anzi dal giorno precedente controllando la cartina, scopro che
questi famosi cavalli non sono in Bretagna.. come sempre aveva detto Arrigo (il
mio compagno) ma in Normandia e quindi il nostro piano di viaggio subisce
un’inevitabile cambiamento! Ma che importa? Abbiamo preso il camper proprio per
goderci la vacanza in piena libertà!
Passiamo la notte a LISIEAUX nel campeggio municipale Camping de la Vallee
www.lisieux-turisme.com (10,00 €)
Il giorno successivo proseguono le nostre ricerche delle Haras per poi nel
pomeriggio dirigerci finalmente verso la costa della Normandia, terra di
meraviglie sospese tra cielo e acqua.
A Honfleur ci sistemiamo nel Camping du Phare (15,00 €) proprio a due passi da
VIEUX BASSIN dove ci rechiamo dopo cena. La cittadina sorge sull’estuario della
Senna e conserva le antiche MAISONS all’interno di un’area protetta creata nel
1974. Nell’ottocento divenne un centro artistico e letterario grazie alla
presenza del pittore Eugene Boudin, che riunì attorno a se nomi del calibro di
Monet e Baudelaire. Camminare in questa zona illuminata a giorno da mille luci è
uno spettacolo indescrivibile che ho cercato di fissare in molte foto e nel
filmato. Brulicante di gente seduta ai tavolini dei rumorosi bar, un’antica
giostra da un lato, i resti delle fortificazioni dall’altro…insomma un gran bel
colpo d’occhio!!
Rientrati in camper, per errore sposto una leva rossa sotto il sedile che volevo
girare e…voilà restiamo al buio. E ora??? Telefoniamo all’assistenza nonostante
l’ora tarda, ma ci confortava il fatto che ci avevano detto essere disponibile
24 su 24. Una voce assonnata ci dà le indicazioni…e luce fu!
Il mattino seguente però…niente acqua! Ritelefonata e il signore si scusa
dicendo di aver dimenticato di dirci che ruotando la famigerata maniglia rossa
andava in blocco anche la pompa dell’acqua! AH!...e chi ce l’aveva mai
detto????? La ricerca del pulsante all’interno del “gavone” per i profani, il
ripostiglio sotto il letto, suggerita dal tecnico, va a buon fine…ma un po’
avviliti per questi contrattempi e per aver la sensazione di essere due
imbranati…cosa che non siamo…partiamo senza fare scorta di acqua!!! Ci penseremo
poi! Quindi, in tuta, senza doccia e nemmeno lavato il viso come i
gatti…partiamo! Scandalo se ciò succedesse a casa. Partendo da Honfleur il
percorso si snoda attraverso Deauville e Trouville sur mer. L’una di fronte
all’altra le due perle della Cote Fleurie sono separate dall’estuario del fiume
Touques, Cabourg, stazione balneare ricercata da una clientela di elite e poi le
cinque spiagge dello sbarco americano del 6 giugno 1944. Oggi queste spiagge
costituiscono una sorta di grande museo a cielo aperto.
www.normandiememoire.com. Il vento che soffia, il silenzio, l’immensità di
queste spiagge rende più facile immaginare cosa siano stati quei giorni. E si
prova un reverenziale rispetto per il luogo e ci si sente tristi per tante vite
spezzate. Allineate di fronte alla spiaggia di Omaha ci sono 9386 croci di marmo
bianco. La sosta pranzo (va beh! essere tristi ma la fame…è fame!) fatta su uno
spiazzo fronte spiaggia ci fa assistere a un buffo rito scandito dalle maree.
Mentre ormai mi appresto esperta di ogni movimento ai fornelli, vengo turbata da
un insieme di rumori fatti di passi, chiacchiericci, motori di trattori. Che
succede? Un gran numero di persone…direi l’intero paese, munite di secchielli,
vanghe e indossando stivali si appresta alla raccolta dei molluschi rimasti
sotto la sabbia e ora reperibili vista la bassa marea, che da queste parti è
veramente impressionante, Ricordo i 15 Km di Mont St. Michael e la velocità di
risalita del mare, a 10 Km /ora tanto da rendere estremamente pericolose, anzi
VIETATE le passeggiate sulla spiaggia. La cosa più buffa un prete in tonaca
lunga e nera con stivali gialli tutto indaffarato nella ricerca del prezioso
bottino!
Si arriva quindi a Baieux località resa celebre dalla preziosa tela di lino
ricamata con fili di lana colorata, lunga 70 metri e alta 50 cm. che in 58
“vignette” illustra lo sbarco dei Normanni sulle spiagge inglesi nel 1066. (Il
primo week-end di luglio Bayeux celebra le Feste Medievali). Visitata anche la
Cattedrale il cui interno gotico proteso verso l’alto porta inevitabilmente a
pensare a qualcosa di divino.
Si riparte per la meta finale della giornata Mont Saint Michael. Qui abbiamo
commesso un errore tattico “grave” dovuto alla non conoscenza delle cose.
Abbiamo passato la notte al Camping Saint Michael
www.campingsaintmichel.com (18,40 €) situato a circa 20 km dall’omonimo
luogo, per scoprire il mattino seguente che con soli 8,00 € del parcheggio si
poteva sostare per 24 ore e quindi anche per la notte, esattamente di fronte
all’Isola.
Di primo mattino, tempo non buono, grigio e freschino, arriviamo a Mont
S.Michael, già una folla di turisti invade le strette stradine, c’è la bassa
marea, gabbiani volano nel cielo plumbeo. Ci incamminiamo felici con la nostra
barboncina trotterellante, ma a un certo punto, presso la biglietteria
(12,00 € ) un ANTIPATICO cartello indica che i cani non sono graditi oltre quel
punto. (cosa che non ritengo giusta, visto che il cane educato lo fa il
padrone…e tra gli umani che si comportano da cani…se ne contano parecchi!!) Se
non entra lei.. non entriamo neanche noi!!!!!! Così tra una foto e l’altra
rientriamo al parcheggio e ripartiamo. La sosta pranzo in riva al mare “che se
ne è andato” come dice Arrigo, si trasforma in situazione tragi-comica. Da
neofiti del camper e a causa della mancanza di un se pur minimo manuale di
istruzioni, l’accensione di una grossa spia rossa ci manda nel pallone. Che sarà
mai?? Non si era mai accesa prima! Non vogliamo telefonare all’assistenza per
salvaguardare la nostra immagine di persone “in gamba”.. e quindi facciamo vari
tentativi per capire! Alla fine, rassegnati chiamiamo…ops! Non avevamo fatto
rientrare il gradino elettrico prima di partire! Però, risolto questo, il camper
non parte più! Arrigo si dispera e come sempre spetta a me fare la parte di
quella razionale. Alla fine si risolve in maniera MOLTO FORTUNOSA il tutto, ma
perdiamo una mezza giornata, un centro assistenza Fiat trovato in maniera
rocambolesca ci risolve il caso.. un fusibile dell’antifurto rotto che bloccava
il motorino d’avviamento! Felici ancora una volta per aver superato le avversità
ci dirigiamo a St. Malò premiati da un tardo pomeriggio assolato e un tramonto
da sogno. Alle porte del Rance, la visita del cuore della fortezza corsara che
si chiamava Citè d’Alet, è inevitabile. La passeggiata della “corniche” intorno
alla città consente di contemplare una delle più belle viste della città e della
baia di Sain Malò.
www.saint-malo-tourisme.com
Per goderci appieno il tramonto decidiamo di passare la notte nei pressi di
Cancale e sistemiamo il camper in un punto panoramico vista mare! Niente
campeggio! Finalmente vivo il camper come intendo io…cioè in piena libertà! Non
ci spaventa l’essere da soli e nel buio più profondo quando cala la notte,
sinceramente e forse da incoscienti.. non so, ma non abbiamo MAI percepito
sensazioni di paura!
Sveglia in una mattinata limpida e soleggiata, espletate le formalità del
mattino compresa quella di bere un bel caffè fumante con di fronte un bellissimo
panorama, si parte alla volta di Dinan. La città è ancora oggi interamente cinta
dai suoi bastioni, i più imponenti e antichi della Bretagna. Facciamo una
piacevole passeggiata lungo la via che scende fino al porto, non incontriamo
quasi nessuno, risalendo andiamo a visitare la basilica di St. Sauveur molto
particolare essendo di fondazione romanica ma rifatta in forme gotiche.
Partiamo direzione Cap Freehel sulla punta estrema della penisoletta granitica,
uno dei più suggestivi luoghi della Bretagna, che sporge pittoresco sul mare a
57 m d’altezza punto panoramico dominato dalla costruzione del faro. Peccato
però che dopo aver pagato 6,00 € per poter avvicinarci al faro ci siamo trovati
di fronte a un parcheggio pieno di macchine che deturpava non poco l’ambiente di
brughiera fiorito di eriche e di ginestre gialle. Costeggiando la penisola si
incontrano belle vedute di spiagge dalla sabbia chiara e una brughiera in piena
fioritura. Il sole e il bel cielo blu aiutano non poco a rendere ancora più
bello questo paesaggio selvaggio! Proseguiamo lungo la strada costiera fino a
Paimpol da cui si va in motobarca alla celebre isola di Brehat, Visitiamo prima
di arrivare l’Abbazia di BEAUPORT fondata nel 1202. Ne restano le romantiche
rovine di netto carattere normanno. Passando per Treguier ci fermiamo per
visitare la Cattedrale di St. Tugdual, la più bella chiesa gotico-fiammeggiante
della Bretagna, ma purtroppo è tardi ed è chiusa e ci dobbiamo accontentare di
vedere e fotografare l’esterno. La sera ci fermiamo nel bel Camping municipale
di Louannec (13,10 €) dove godiamo di uno splendido tramonto sul mare.
Il mattino seguente purtroppo, il brutto tempo ci intristisce, c’è la nebbia e
una leggera pioggerellina che fa sperare poco di buono. Oggi più che mai il sole
sarebbe stato gradito. Dobbiamo percorrere La Cote de Granit Rose da Perros
Guirec a Pleumeur-Bodou e da casa sognavo foto splendide. Lungo questa costa si
snoda il Sentiero dei Doganieri, se il tempo lo avesse permesso ne avremmo
percorso un po’, invece ci dobbiamo accontentare di una brevissima passeggiata
tra gli scogli approfittando di un momento di timido sole, ma il vento è
fastidioso e fa freddo. Ci consoliamo entrando in una brasserie e acquistando
delle buonissime pastine oltre alle solite baguette che ti vengono consegnate in
mano così come sono, al contrario dei dolci che vengono elegantemente
inscatolati e poi incartati! Il viaggio in camper avvicina molto di più al
vivere del paese che si visita, la spesa quotidiana ti mette a diretto contatto
con la popolazione e gli usi e costumi di questa.
Velocemente, visto il tempo arriviamo senza soste a Morlaix dove il gigantesco
viadotto della ferrovia (alto 59m e lungo 284) domina la centrale e vasta Place
des Otages. A sud della piazza si diramano pittoresche stradette fiancheggiate
da vecchie case di ardesia e legno. Sulla Rue du Mur c’è la Maison de la
Duchesse Anne, a graticcio, della fine del 400’ ornata da intagli lignei.
Parallela alla Rue du Mur corre la Grand Rue che offre uno dei più bei complessi
di case antiche della Bretagna con facciate a sporto ornate di intagli lignei.
Ripartiamo in direzione del giro dei Complessi parrocchiali Bretoni, itinerario
di grande interesse artistico. Questi complessi o Calvari sono composti
principalmente dalla Porta Trionfale, la chiesa l’Ossario e il Calvario, quest’ultimo
di diversi tipi e varietà di decorazione scultorea. A Sain Thegonnec c’è un
complesso parrocchiale tra i più prestigiosi della Bretagna. A Guimeliau invece
c’è quello più bello e più celebre della Bretagna con rilievi popolati da oltre
200 personaggi sormontati da un’unica Croce. Purtroppo inizia a piovere sul
serio e questo scatena voglia di shopping al mio compagno che in un battibaleno
si compera tre maglie “bretoni”: una di queste la indossa subito e tanto gli
piace che quasi quasi ci va pure a letto!!! Ancora un lungo spostamento per
arrivare alla penisola di Crozon dalle alte coste rocciose. Arriviamo in serata
a Pointe de Pen Hir un tavolato a picco sul mare tra rocce. Piove, tira un
forte vento.. pensavamo di fermarci qui per la notte, ma il brutto tempo e un
minaccioso cartello “divieto sosta camper” ci fanno cambiare idea. Qualche
chilometro più a nord in località Lagat-Jar vediamo dal finestrino un
allineamento preistorico formato da 143 menhir disposti su tre file. La
nebbiolina, la pioggia, la poca luce, rendono misterioso il luogo. Scatto
infreddolita e bagnandomi tutta un paio di foto. Proseguiamo alla ricerca di un
camping.. ma non troviamo nulla che ci soddisfi. Terminiamo la nostra ricerca su
uno spiazzo tra la brughiera fiorita, il mare di fronte, una scogliera e una
spiaggia in basso dove le onde si infrangono rumorose….. la luce sta
scomparendo, dalla cartina capiamo che ci troviamo nella Penisola degli
Spagnoli! Ormai esperti di tutto, divisici i compiti, in un battibaleno ci
sistemiamo e rispondo a un sms di amici che preoccupati ci chiedevano che fine
avevamo fatto “Siamo in un posto bellissimo e stiamo mangiando pasta al ragù!”
Piove.. piove…e questo complica non poco la vita….visti gli esigui spazi, le
scarpe bagnate non si asciugano, le mantelle gocciolanti appese ovunque, la
biancheria umida, gli asciugamani idem. L’interno del camper sembra un bazar! A
letto ci accorgiamo che il parcheggio non è dei migliori, la testa più bassa dei
piedi. Nessun problema .. basta girarsi!
La mattina una bella passeggiata tra l’erica fiorita lungo la scogliera, una
buona colazione e via! Un lungo percorso ci porta prima a Locronan, paesino che
merita una visita. La piazza uno dei più bei complessi urbani della Bretagna, è
circondata su tre lati da basse case rinascimentali del’500 e ‘600 dominata
dalla chiesa di St Ronan. Giunti a Douarnenez facciamo un giro panoramico al
porto ma non trovando parcheggio preferiamo ripartire.
Prossima meta Point du Raz, una lunga strada attraversa tutta la penisola di
Cornovaglia ove fiorirono nel Medioevo le leggende cavalleresche note col nome
di “Ciclo Bretone”. Un parcheggio a pagamento (6,00 € ci si può fermare per la
notte!) ci obbliga a fermarci. Una bassa costruzione occupata da negozi e bar
deturpa non poco l’ambiente a ciò si aggiunga la possibilità, oltre a quella di
andarci a piedi, di prendere un bus navetta per arrivare alla punta da dove
ammirare il faro.
Noi tutte queste comodità non le condividiamo anche se sappiamo che non tutti i
“turisti” hanno il nostro spirito di “sacrificio” per raggiungere le cose!
Delusi, infreddoliti visto che un vento forte ci obbliga a intabarrarci, dopo
una due foto, fatto il pranzo decidiamo di puntare verso la prossima meta.
Pensiamo a una deviazione, visto che la guida descrive Concarneau come un luogo
interessante. Arrivati al centro del porto, dove su un’isola naturale sorge la
cittadella, tra le più interessanti di Francia, tutta chiusa da spesse mura di
granito a contornare l’isolotto, veniamo cortesemente invitati dall’unico
poliziotto incontrato in Francia, a riprendere la via da dove eravamo arrivati.
I parcheggi al centro sono SOLO per le macchine, quelli dei camper in periferia!
Peccato, non potevamo permetterci di sostare a lungo, e così abbiamo dovuto
rinunciare alla visita e al giro delle mura che sembrava interessante. Arriviamo
a Carnac sotto una sottile e noiosa pioggerellina ma questo non ci distoglie
dalla prima visita al Dolmen de Mane Kerioned che si trova al lato della strada
che stiamo percorrendo. L’umidità della pioggia fa sentire molto il profumo dei
pini che circondano la zona e della resina. Poi decidiamo di cercare un
campeggio per la notte. Arriviamo fino alla fine della penisola di Quiberon,
penisola granitica lunga 9 km e larga da 2 a 3 km con coste alte e dirupate
tormentate dal vento e dal mare specie sulla parte occidentale detta Cotè
Sauvage dove poi alla fine ci fermeremo. Scopriamo infatti che tutti i Campeggi
comunali dal primo settembre chiudono alle ore 17 e quindi essendo più tardi non
c’è la possibilità di accedervi. Peccato, qualcuno era proprio carino. La nostra
sistemazione però non lo è da meno! Siamo su una spiaggia, facciamo una breve
passeggiata con Ari sulla costa battuta dal vento, piccole calette di sabbia
bianca più in basso abitate da un’infinità di uccelli che a tratti si alzano in
volo facendo un gran baccano. E comincia a piovere…ma stavolta piove davvero!
Il mattino seguente la situazione è la stessa e ci domandiamo come faremo con le
visite della giornata! Intrepidi pensiamo che con le mantelle.. tutto si può
fare!!!
Carnac, villaggio della costa meridionale della Bretagna, al centro di una zona
universalmente nota per i suoi monumenti megalitici innalzati da popolazioni
bretoni tra il 6000 e il 2000 a.C.
Menec il più spettacolare (1099 menhir disposti su 11 file per 1167 m) ora
visitabile solo con visita guidata parlante francese, Kermario dolmen e
allineamento di 1029 menhir disposti su 10 file per una lunghezza di 1120 m e
infine Kerlescan, allineamento di 594 menhir disposti su 13 file per una
lunghezza di 880 m ed emiciclo di 39 menhir. Alla fine siamo lavati “come polli”
e decidiamo per un’altra eroica visita a Locmariaquer. Nonostante il
sopravvenuto diluvio….con grande spirito di abnegazione entriamo per vedere il
Mener-Hroec’h o Grand Menhir di 20.30 metri spezzato a terra in quattro
frammenti e le Table des Marchands colossale dolmen formato da un’enorme lastra
granitica con tracce di sculture. Troviamo Ari triste e disperata che ci aspetta
in camper e che vedendoci ridotti a un ammasso di vestiti fradici avrà
certamente pensato di avere due padroni …pazzi!
Cartina in mano decidiamo che l’unica cosa possibile è di rientrare velocemente
verso l’Italia sfruttando gli ultimi due giorni (che saranno sempre piovosi) per
vedere qualche Castello della Loira! Altro cambio di programma quindi! Il più
velocemente possibile andiamo a Nantes e proseguiamo direzione Tours.
Incontriamo il primo castello, quello di Montgeoffroy, ma purtroppo è già chiuso
e la visita non è possibile. Proseguiamo e a Saumur, bella cittadina una breve
pausa dalla pioggia ci permette di fare un giro intorno al castello, si prosegue
poi fino a Chinon dove abbiamo la fortuna di parcheggiarci nel Camping de l’Ile
Auger proprio sotto il castello e in riva al fiume Vienne. Una posizione
romantica quando cala la sera e le luci si riflettono sull’acqua. E piove
ancora!
Il mattino seguente la situazione è la stessa, arriviamo al Castello di
Azay-le-Rideau, magnifica costruzione del primo Rinascimento (1518-29)
specchiantesi nelle acque dell’Indre che le fa da fossato naturale. Entriamo
lasciando Ari sconsolata e triste in camper. La ricerca del Castello successivo
risulta indaginosa, perché usciti dalla strada principale per l’acquisto del
pane, poi non riusciamo più a ritrovarla e perdiamo un bel po’ di tempo a
girovagare per stradine e chiedendo informazioni. (quanto ho odiato il
navigatore che non funzionava!) Finalmente ci troviamo di fronte all’ingresso
del Castello di Chenonceau detto anche Chateau des Dames. Ari è alla
disperazione, ha già capito che le aspettano ancora un paio di ore da sola…ci
guarda sconsolata…ma non piange. La visita è gradevole, le stanze abbellite con
grandi mazzi di fiori freschi che non riesco a non fotografare.
E’ il primo pomeriggio.. piove ancora e a questo si accompagna la certezza che
ormai il viaggio è alla fine e che davanti a noi ci aspettano tanti chilometri
per il rientro.
La sera, di nuovo fermi in un autogrill nei pressi di Chambery, ascoltando il
rumore del vento e della pioggia, riandiamo col ricordo a tutte le avventure
vissute e concordiamo che ripeteremo l’avventura camper.
Piove fino al confine, passato il Frejus (36,00 €) ritroviamo il sole e il
caldo. Ultimo pranzo nei pressi di Torino, poi guido io, i miei compagni di
viaggio dormono tranquilli! Nel silenzio penso e ho già nostalgia di questa
piccola casa che stasera svuoteremo e domani riconsegneremo vuota, pulita e in
ordine. Mi mancano già le immagini di quando era un caos totale (che Arrigo non
ha voluto fotografassi), di quando la porta sfondata era stata aggiustata con
dell’orribile scotch nero, di quando ho fuso un piatto provocando un odore
terribile, di quando ci hanno suonato per avvertirci che fuori del finestrino
del bagno svolazzavano i miei slip, di quando le mantelle sgocciolavano ovunque,
di quando l’acqua del secchiaio è risalita dallo scarico del bagno perché il
camper era in pendenza….ecc…ecc.
E ora nella mia grande casa mi restano solo questo racconto e tante foto.. e
tanti ricordi!
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