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Francia 2005 -
diario di viaggio dal 5 al 24 agosto
di
Franco
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Protagonisti |
Franco e Carla, di
Santena (To) |
Normandia, Bretagna e Castelli della Loira

Partenza: 5 agosto 2005
ore 9,00 Km. 4.237
Rientro: 24 agosto 2005 ore 17,30
Km. 8.315
Percorsi:
Km. 4.078
Equipaggio (CB Onda):
Franco
Carla
Charlie
E-mail: franco.fanti@libero.it
Mezzo:
Elnagh - Marlin 64
Ducato 2800 JTD
COSTI
Gasolio:
Litri: 445,203
Euro: 468,320
Pedaggi:
Santena
- Salbertrand
Euro 10,00
Traforo
Frejus
Euro 39,70
Ponte
di Normandia
Euro 5,00
Rivoli
- Santena
Euro 0,90
========================================
Totale
Euro 55,60
Aree di sosta:
Arromanches
Euro 4,00
Mont St.
Michel
Euro 8,00
Cap
Frehel
Euro 5,00
Pointe
du Raz
Euro 5,00
========================================
Totale
Euro 22,00
Campeggi:
St. Malo
Euro 17,70
St
Julien
Euro 24,00
========================================
Totale
Euro 41,70
Ingressi ai Castelli:
Ussè
(9,80)
Euro 19,60
Azay-le-Rideau (3 solo giardino- invece di 7) Euro 6,00
Villandry (7,50)
Euro 15,00
Chenonceaux (8,00)
Euro 16,00
Chambord (7,00)
Euro 14,00
============================================
Totale
Euro 70,60
TOTALE COSTI …………………… Euro 658,620
Venerdì, 5 agosto
(Santena, Frejus, Modane, Chambery, Burg-en-Bresse, Chalon-sur-Saone, Macon,
Auxerre).
Partenza alle 9 da Santena, sono le prime vacanze di un certo impegno che faremo
in camper, c'è molta eccitazione e anche un po’ di preoccupazione. Alle 11
esatte siamo al traforo del Frejus (è stato riaperto ieri dopo l'incendio di
due-tre mesi fa) non c'è praticamente nessuno. Lo percorriamo alla velocità
prevista e mantenendo, dal mezzo che ci precede, la distanza indicata.

Traforo del Frejus
Auxerre: Quai de la Republique
Siamo in Francia e non percorreremo nessuna strada
a pedaggio, grazie al navigatore Tom Tom GO, riusciremo per tutto il periodo a
percorrere stupende strade senza l'esborso di un solo centesimo. L'unico
pedaggio in terra francese sarà rappresentato dal costo per percorrere il ponte
di Normandia (5 euro). Sulla strada per Chambery, dopo aver percorso 231 Km, ci
fermiamo per il pranzo. A Burg en Bresse sosta carburante ed alle 20 siamo ad
Auxerre parcheggiati sulla riva della Senna, in Quai de la Republique, in
compagnia di una trentina di altri camper. Cena verso le 21 e passeggiata nel
centro storico con belle case a graticcio.
Km. percorsi oggi: 594
Km. progressivi: 594
Sabato, 6 agosto
(Auxerre, Giverny, Rouen)
Uscita con Charlie, prima delle sette, per scattare qualche foto e una lunga
passeggiata nel centro storico di Auxerre. Prima di rientrare al camper siamo
passati in una boulangerie per l'acquisto della baguette e delle belle bignole
giganti alla panna e al caffè destando stupore da parte di Carla. Partenza da
Auxerre verso le 8,30 con destinazione Giverny per vedere la casa ed il giardino
di Claude Monet preceduta dalle soste per gasolio, a Villabe e per il pranzo a
La Roche-Guion dove siamo giunti alle 12,30. A Giverny abbiamo parcheggiato a
pochi metri dall'ingresso della casa di Claude Monet dove, purtroppo, non hanno
lasciato entrare Charlie: per la prima volta è rimasto solo in camper. Abbiamo
visitato il giardino (4 euro a persona) e la casa solo da fuori. Acquisto di una
riproduzione di un quadro del pittore all'esorbitante cifra di 11 Euro. Charlie
l'ho lasciato sul sedile del passeggero che abbaiava e l'ho ritrovato in piedi
sullo stesso sedile, però nel frattempo aveva combinato un po’ di casino
all'interno versando anche parte della sua acqua.

Giverny: Claude Monet
Rouen: sosta sulla riva della Senna
Alle 18 siamo a Rouen dove decidiamo di fermarci.
Anche qui siamo insieme con altri camper sulla riva della Senna tra i ponti Pont
Boildieu e Pont Corneille proprio di fronte alle guglie della cattedrale
dall'altra parte del fiume. Passeggiata nel centro della città: Cattedrale
Notre-Dame, belle case a graticcio, piazza dove fu messa al rogo Giovanna
D'Arco, Palazzo di Giustizia. Cena verso le 20,30, poi tentativo di vedere la tv
via satellite durante il quale Charlie è sparito, era a giocare con il cane del
camper vicino.
Km. percorsi oggi: 338
Km. progressivi: 932
Domenica, 7 agosto
(Rouen, Quiberville-sur-mer, Fecamp, Etretat)
Alle 6,30 sveglia e passeggiata con Charlie per scattare un paio di foto
dell'alba su Rouen. Partenza alle 8,30 in direzione Dieppe in Quai de la Marne
dove in un'area di sosta è possibile fare carico e scarico gratuitamente.
Programmato il navigatore con l'indirizzo ci ha portato davanti all'ingresso
dell'area, erano le 10,30. Considerato che Dieppe non offre granché ci siamo
spostati in direzione Fecamp dove vedremo le prime falesie. Si è fatta una breve
sosta a Quiberville-sur-mer per la boulangerie e per assaporare la prima
“visita” al mare e per fare la prima passeggiata su una spiaggia normanna dove
abbiamo avuto la possibilità di raccogliere le famose pietre bucate
caratteristica di Dieppe e dintorni. A Fecamp, dove siamo arrivati verso le 13,
ci siamo sistemati sul molo e qui abbiamo consumato il pranzo poi, in bici, si è
percorso il lungomare che corre parallelo alla spiaggia sassosa che si estende
dal canale fino alle imponenti falesie. Verso le 16 partenza per Etretat dove
siamo giunti alle 17 e dopo aver cercato invano posto in qualche parcheggio e
campeggio, ci siamo sistemati appena fuori dall'abitato in un prato dove c'erano
almeno una ventina di camper. Naturalmente siamo ricorsi alle bici per
raggiungere prima il centro e poi le imponenti falesie.

Etretat: Arco della Manneport
Etretat: riposo sulla spiaggia
Dalla falesia di Aval si ha una vista magnifica
sull'Arco della Manneport (a sinistra), sulla solitaria Guglia (aiguille) alta
70 mt. (di fronte) e dall'altro lato sulla Falaise d'Amont. Il gioco di colori
cambia continuamente a seconda dell'ora del giorno e delle condizioni del cielo
e del mare.
Fino alle 20 si è passeggiato sulle falesie cercando anche di arrivare ad un
faro che però anziché avvicinarsi pareva allontanarsi e così si è fatto ritorno
in città lasciandosi attirare, per la cena, dal cibo distribuito da un chiosco e
che ho digerito con difficoltà e che a Charlie ha fatto un brutto effetto il
giorno dopo. Siamo rientrati al camper ed abbiamo consumato un tè caldo.
Km. percorsi oggi: 156
Km. progressivi: 1.088
Lunedì, 8 agosto
(Etretat, Ponte di Normandia, Honfleur, Arromanches)
Partiamo da Etretat al mattino alle 8,30 lasciando il nostro particolarissimo
punto sosta nel bel mezzo della campagna normanna, c'era un'umidità spaventosa,
alle quattro del mattino mi sono svegliato e faceva un gran freddo così ho
acceso la stufa. La direzione è Honfleur che raggiungeremo dopo aver
attraversato il Ponte di Normandia. Il Ponte di Normandia oltre ad essere un
prodigio della tecnica, è una vera e propria opera d'arte. E' a pagamento per le
macchine (5 euro, ma ne valgono la pena), gratuito per pedoni, ciclisti e
motociclisti, ma attenzione alle forti raffiche di vento. Progettato da M.
Virjoleux, il ponte di Normandia conquistò all'epoca, con i suoi 2141 mt., il
primato assoluto di lunghezza di ponti a tiranti. Ultimato nel 1995, questo
gigante di cemento e acciaio sfida i venti e le leggi della gravità grazie
all'unione di due caratteristiche: leggerezza della struttura e resistenza a
raffiche di vento fino a 440 km/h. Ogni sera, la "Rhapsodie en bleu et blanc" di
Yann Kersalé, un gioco di luci appositamente ideato per completare l'insieme,
offre alla vista un meraviglioso spettacolo.

Ponte di Normandia
Honfleur: vista sul porto
Arriviamo a Honfleur alle 10 prendendo posto
nell'area di sosta a pagamento (7 euro) con, eventualmente, corrente elettrica
della quale non abbiamo bisogno perché con il pannello solare le nostre batterie
sono sempre al massimo. Entrando, un camperista tedesco che se ne andava, ci
lascia il proprio biglietto valido fino alle 19 e così non paghiamo. Via in bici
per la bellissima cittadina con Charlie impettito e ammirato da tutti nel suo
cestino. Un affascinante ed animato angolo di Honfleur è rappresentato dalle
strade e dalle banchine dell'antico porto, tra l'altro in una di queste stradine
c'è ancora il vecchio carcere.
Il paesaggio cittadino molto vario, è gioia di pittori e fotografi ed è
costituito da begli edifici in pietra. Il bel porto di Honfleur è il luogo
ideale per passeggiare senza meta, alla scoperta delle stradine del quartiere di
Ste-Catherine, fermandosi ad ammirare le belle facciate in ardesia, le
imbarcazioni che scivolano sulle acque del vecchio porto o semplicemente fare
una piacevole pausa guardando i pittori all'opera. Su un piccolo piazzale di
fronte al vecchi porto una giostra con cavallini e carrozze in legno completa lo
spettacolo. Le note della sua musica sono un dolcissimo connubio con tutto il
panorama circostante: si ha la netta impressione che il tempo si sia fermato e
che nulla possa interrompere quella magica atmosfera. Staccare lo sguardo è una
vera e propria fatica. Girando per la città si possono vedere belle case a
graticcio ed un antico lavatoio. Abbiamo visitato anche la particolare chiesa di
St. Caterina: dopo la Guerra dei Cent'Anni, in mancanza di muratori e
architetti, i carpentieri dei cantieri navali di Honfleur decisero di costruire
la chiesa della città, a modo loro: l'edificio presenta due navate identiche e
due navate laterali. Ogni navata è sormontata da una volta lignea con struttura
a vista (sostenuta da colonne in quercia) che forma un interessante soffitto a
carena. Prima di lasciare la città ci siamo arrampicati per una stradina in
forte salita incontrando una casa con il tetto di paglia. Da lassù un bello
spettacolo su Honfleur e sul Ponte di Normandia. Qui Charlie ha risentito degli
assaggi di porcheria mangiati ieri sera e per fortuna che nei pressi c'erano dei
bagni così ne abbiamo approfittato per fargli un bel bidè. Partenza da Honfleur
verso le 17 con destinazione le zone dello sbarco del 6 giugno 1944. Arriviamo
ad Arromanches e ci sistemiamo nell'area di sosta a pagamento (4 Euro) posta
sulla strada prima del centro abitato su di una falesia che guarda La Manica con
i resti del porto artificiale (visibili con la bassa marea). Il porto fu
costruito dagli americani per sbarcare merci, mezzi militari per l'invasione e
la liberazione dell'Europa. Al momento del parcheggio discussione con un tedesco
secondo il quale avrei sistemato il mio camper troppo vicino al suo. Peccato che
io ho parcheggiato correttamente "alla tedesca", tra le righe che delimitano la
piazzola, mentre il suo mezzo era parcheggiato "all'italiana" a cavallo di due
piazzole. Poiché non riuscivamo ad intenderci gli ho fatto segno e gridato di
fare silenzio e così ha spostato il suo camper. Questi tedeschi sono tedeschi
solo a casa loro come escono diventano italiani. Dopo cena partenza in
bicicletta verso Arromanches con sosta obbligata sul fondo del mare (Gold Beach)
reso accessibile dalla presenza della bassa marea. Fa un certo effetto pedalare
in bicicletta spensieratamente nell'Oceano Atlantico. Qui abbiamo atteso il
tramonto (circa le 22) e poi via nella cittadina sede di un bel museo dello
sbarco.
Km. percorsi oggi: 146
Km. progressivi: 1.234
Martedì, 9 agosto
(Arromanches, Colleville, Barfleur, Cherbourg, Cap Levy)

Arromanches: Gold Beach con la bassa marea
Cap Levy: sosta e pernottamento sotto il faro
Oggi è il mio compleanno. Il programma prevede di
andare nuovamente ad Arromanches, tralasceremo il museo che abbiamo già visto
nel 2002. Parte della mattinata è dedicata all'acquisto di souvenir da portare a
casa (Calvados, modellini di jeep, bandiera normanna, maglietta per Enrico che
poi in realtà era il regalo di Carla per il mio compleanno, cartoline poi non
più ritrovate ecc). Lasciamo Arromanches verso le 11 mentre è in arrivo l'alta
marea che tra non molto ricoprirà la meravigliosa spiaggia sabbiosa Gold Beach
sulla quale andavamo in bicicletta ieri sera e che 61 anni fa era rossa del
sangue di migliaia di giovani che vennero a liberare l'Europa dal regime
nazista. Andremo a Colleville dove si trova l'imponente e curatissimo cimitero
americano che sovrasta la spiaggia di Omaha Beach anch'essa zona dello sbarco.
Lasciamo il camper nel grande parcheggio gratuito del cimitero, sistemiamo
Charlie nello zaino perché non può entrare, e ci avviamo in quel toccante luogo
di silenzio, si sentono solo uccellini e della musica in sottofondo. Notiamo
alcune persone, credo parenti di caduti che, sono raccolti in preghiera davanti
ad una tomba, altri, davanti ad altre croci parlano probabilmente a chi non c'è
più. Sono scene veramente toccanti. Lasciato il cimitero facciamo sosta, per il
pranzo, lungo la strada proprio di fronte ad un bellissimo castello del XVI
secolo oggi adibito a bed and breakfast: Chateau Jean Pierre.
Ci dirigiamo poi a Pointe du Hoc, teatro dello sbarco americano del 6 giugno
1944. Questa punta offre un panorama sgombro sulla costa normanna.
Massicciamente fortificata dai tedeschi, questa punta costituiva un punto
d'osservazione ideale sul litorale. È qui che, all'alba del 6 giugno 1944,
apparvero la flotta e le truppe da sbarco americane. Un monumento commemorativo,
costituito da un obelisco di granito, segna il bordo della falesia dalla quale
si godono splendide viste sul mare fino alla penisola del Cotentin. La punta,
sito di una delle micidiali batterie di artiglieria tedesche, fu sottoposta al
bombardamento navale alleato. Si vedono chiari i segni delle voragini lasciate
sul terreno dai proiettili ed i numerosi bunker in cemento armato in parte o
completamente distrutti dal fuoco americano. Verso le 17 siamo a ST. Mere-Eglise
dove nei giorni dello sbarco, un paracadutista americano rimase appeso con il
paracadute al tetto della chiesa. Si finse morto e così fu risparmiato dai
soldati tedeschi che da terra fecero strage dei soldati alleati che atterravano.
A causa del rumore delle campane rimase sordo però vivo. A ricordo di quel
episodio oggi si può vedere un manichino di soldato americano appeso al proprio
paracadute rimasto impigliato al tetto della chiesa. La giornata volge al
termine e ci riserverà una spettacolare serata purtroppo non pienamente goduta
da Carla per il mal di denti. Facciamo una breve sosta a Barfleur per un paio di
foto alle buffe barche in secca per la bassa marea e procediamo verso Cherbourg
e più esattamente a Cap Levy in un piccolo spiazzo quasi sugli scogli sotto ad
un imponente faro. Considerata la bellezza del luogo decidiamo di passare qui
anche la notte. Tirati fuori tavolo e sedie facciamo cena sul mare alle 21,30 e
di lì a poco inizia il tramonto in compagnia del rumore del mare e dei gabbiani
che ci svolazzano sopra le teste. Lo spettacolo è indescrivibile e non ci sono
parole che possano far rivivere tanta bellezza.

Cap Levy: tramonto
Cap Levy: il faro
Più tardi l'alta marea va a sommergere
completamente gli scogli sui quali un paio d'ore prima passeggiavamo con Charlie.
Questa è stata una delle tante occasioni in cui abbiamo potuto godere in pieno
della libertà che solo un camper ti può offrire. Infatti questo luogo non era
meta del nostro itinerario. L’abbiamo semplicemente trovato seguendo le
indicazioni stradali di un faro e percorrendo una stradina piuttosto stretta e
tortuosa che ci ha portati in un luogo fantastico e per nulla frequentato se non
da persone del luogo. La decisione di fermarsi e passarci la notte è stata
univoca e immediata. Senza camper avremmo sicuramente apprezzato il luogo ma ben
presto avremmo dovuto andarcene per cercare ospitalità in qualche alberguccio
del luogo che per tanto confortevole potesse essere non ci avrebbe sicuramente
offerto le emozioni che abbiamo provato vivendo quel tramonto con alta marea in
arrivo e la successiva alba dai colori indescrivibili.
Km. percorsi oggi: 127
Km. progressivi: 1.361
Mercoledì, 10 agosto
(Cap Levy, "fine della terra", Mont Saint Michel)
Questa mattina Charlie mi ha svegliato alle 5, la finestra della veranda non era
chiusa con la tenda ed era rivolta ad est si poteva vedere uno spettacolo
sconvolgente, iniziava ad esserci un po’ di luce sopra il mare, questo non era
più sotto di noi come quando siamo andati a dormire ma ora era molto lontano
(bassa marea). L'orizzonte si è fatto sempre più luminoso fino a che il sole è
spuntato completamente. Come previsto dall'itinerario, preparato alcuni mesi fa,
siamo partiti in direzione il punto più a nord della Normandia con l'intento di
essere in serata a Mont Saint Michel. Partenza quindi da Cap Levi alle ore 8,30,
a Cherbourg iniziamo la cosiddetta Route de Capes che ci porta a Cap de la Hague,
alle 10 parcheggiamo sul piccolo molo a Goury e poi a spasso sulla punta.

Cap de
la Hague (finistère): il faro Cap de la Hague (finistère): sosta sul molo di
Goury
In mezzo all'Oceano Atlantico un bel faro. Questa zona i francesi la
chiamano "fine della terra" e non ci sono aggettivi per descriverla, è da
raggiungere, sedersi su uno scoglio e far spaziare lo sguardo. Luogo
incontaminato ed ampio panorama, questo greto solitario ricoperto di erica si
estende in un ambiente selvaggio di estrema bellezza. A malincuore ripartiamo
sempre seguendo la costa si è arrivati al Nez de Jobourg, una punta selvaggia
battuta dal mare quando non è calmo come lo abbiamo trovato noi. Questo
lungo promontorio spoglio e scosceso, interamente cinto da scogli, è il più
imponente "finistère" (finis terrae: fine della terra) di La Hague. Per
ammirarlo in tutto il suo splendore, il miglior punto d'osservazione è
costituito dalla punta di Voidries". Oltre a scorgere a nord la baia di
Écalgrain, il faro, il capo di La Hague e le isole del Canale, si distingue a
sud la parte più impressionante della punta di Jobourg. Purtroppo possiamo
solo immaginare il grandioso scenario che si presenta quando le onde del mare in
tempesta si infrangono rumorosamente contro le rocce! Alle 12 partiamo da Nez de
Jobourg ed alle 12 e 40 siamo a Les Pieux a fare la spesa all'Intermarchè da
dove ripartiamo alle 13 per fare sosta pranzo a Cap de Carteret. Dopo il pranzo
facciamo una passeggiata intorno alla punta e sotto di noi una spiaggia sabbiosa
di dimensioni impossibili. Alle 15 partenza con direzione Granville, Mont Saint
Michel dove prendiamo posto nell'area di sosta a pagamento (8 euro/24 ore) a
circa duecento metri dall'abbazia e posiziono il camper in modo che dal letto,
attraverso la finestra, si possa vedere quella magnificenza. Lungo i 100 km
circa di coste che delineano la baia del Mont Saint Michel, isole, falesie,
spiagge e dune si alternano a diverse zone ricche di fauna e flora. Il percorso
lungo il litorale del Cotentin riserva magnifiche vedute sul Monte e offre la
possibilità di piacevoli passeggiate tra i polder e i terreni erbosi. Prima di
tutto, però, è bene conoscere gli orari delle maree. La loro ampiezza nella baia
è considerevole e può raggiungere i 14 mt. di differenza tra il livello di bassa
e quello di alta marea, il record in Francia. Dato che il fondo è piatto, i
banchi di sabbia si scoprono fino a molto lontano, fino a 15 km. Il flusso sale
molto rapidamente, raggiungendo punte di 25-30 km/h. La velocità media a passo
d'uomo: 3,75 km/h. Da decenni il Monte si insabbia: il mare deposita ogni anno
nella baia circa 1 000 000 di m3 di sedimenti. L'uomo ne è altrettanto
responsabile, poiché dalla metà del XIX secolo fino al 1969 ha costruito un
certo numero di opere che ha accentuato questa polverizzazione (canalizzazione
del Couesnon, diga-strada, diga della caserma...). Eventualmente, è possibile
attraversare la baia ma è bene farlo con una guida. Appena sistemati andiamo a
passeggiare e a correre con Charlie sul fondo del mare liberato dall'acqua che
dovrebbe trovarsi a circa 15 Km. di distanza. Ci allontaniamo per diverse
centinaia di metri dal famoso scoglio ed in lontananza scorgiamo gruppi di
persone che si sono addentrate ancora di più in quello che tra qualche ora sarà
di nuovo l'Oceano Atlantico. Charlie sembra pazzo di gioia, libero dal
guinzaglio corre in lungo e in largo, poi si presenta con un granchio in bocca e
inizia il suo gioco preferito: noi cerchiamo di portarglielo via e lui lo
addenta e scappa per ridepositarlo in terra e farci credere di poterlo prendere
e così via. Verso le 20 iniziano a suonare le sirene e contemporaneamente gli
annunci che è in arrivo l'alta marea. In realtà non arriverà prima di due o tre
ore. Sulle mura ci sono due marinai con il compito di tenere sotto controllo
l'arrivo di questo fenomeno e con due potenti cannocchiali vedono, a chilometri
di distanza, le prime acque in movimento verso di noi.
Decidiamo di fare ritorno al camper e cenare. Dopo cena qualche foto con il
tramonto e poi torniamo all'interno dell'abbazia affollata di persone. Ormai
Mont Saint Michel, ora magistralmente illuminato, è accerchiato dal mare. Ci
mettiamo a dormire dopo aver dato un'ultimo sguardo all'abbazia dal letto. Oggi
termina la Normandia perché Mont Saint Michel è proprio sul confine con la
Bretagna. Per i normanni l'abbazia è in Normandia, per i bretoni è in Bretagna a
noi piace immaginare che sia in mezzo e che quindi appartenga ad entrambe le
splendide regioni. Mont Saint Michel normanno ci ha offerto un grandissimo
spettacolo ma Mont Saint Michel bretone, domani mattina, non si dimostrerà
inferiore anzi………. Buonanotte a domani.
Km. percorsi oggi: 240 Km. progressivi:
1.601

Mont-Saint-Michel: a spasso nell’oceano Mont-Saint-Michel: l’alba
Giovedì, 11 agosto
(Mont Saint Michel, Saint Malo)
Questa mattina alle 5 e 30 Charlie è venuto a svegliarmi forse, considerato che passa gran parte della
notte vicino alla finestra, voleva rendermi partecipe della grande sorpresa:
L'abbazia non si vedeva più, l'illuminazione era stata spenta, il sole non era
ancora sorto e lei (l'abbazia) era avvolta in una spessa nebbia. Il tempo di
indossare qualcosa e fuori di corsa con Charlie e la macchina fotografica.
C'erano altri due o tre che fotografavano invece Charlie è l'unico cane che può
abbaiare di aver visto sorgere Mont Saint Michel dal nulla. Faceva abbastanza
freddo ma lo spettacolo valeva anche un raffreddore. Pian piano con
l'avvicinarsi del sorgere del sole la nebbia iniziava a diradarsi e scopriva a
pezzi il monte, era un susseguirsi di immagini sempre diverse dalle precedenti.
Con la definitiva presenza del sole si è venuta a formare l'immagine normale che
tutti possono vedere. Pochi possono ammirare quello che, per merito di Charlie,
abbiamo visto e che da solo giustifica il viaggio. Considerato che questo è solo
l'inizio della Bretagna che cosa vedremo nei prossimi giorni?

Saint Malo: in
campeggio Saint Malo: a spasso sulle mura
Ore 9 partenza direzione Cancale che
vediamo dall'alto e seguendo la Route de la Baie facciamo una sosta alla Pointe
du Grouin dove alcuni camper hanno passato la notte. Prima di mezzogiorno
partiamo per Saint Malo dove ci sistemiamo al camping de la Citè d'Alet in allè
Gaston Buy a 2 km dalla città vecchia di St. Malo. (costo 17,70 euro dei quali
2,20 per Charlie che ha utilizzato per la prima volta il passaporto). Dopo
pranzo io e Charlie abbiamo dormito e Carla ha fatto il bucato.
Alle 17, in bicicletta, ci siamo diretti nella vecchia St. Malo, passeggiata
sulla cerchia muraria del XII sec. scampata alle bombe del 1944. Attraverso la
porte Saint-Vincent, si
arriva ai bastioni, costruiti a partire dal XII secolo e rimasti intatti dopo i
bombardamenti del 1944. Superata la Grande Porte, si può scorgere lo stretto
istmo che collega la città vecchia ai suoi sobborghi. Di bastione in bastione,
si costeggiano le case dei ricchi armatori di Saint-Malo, scoprendo magnifici
scorci, sia verso la città, ricostruita pietra su pietra, sia verso il mare. Una
passeggiata da non perdere. Alle 22 cena in pizzeria nei pressi del campeggio.
Breve passeggiata nel porticciolo e rientro dopo la mezzanotte.
Km. percorsi
oggi: 77 Km. progressivi: 1.678
Venerdì, 12 agosto
(Saint Malo, Cap Frehel, Binic)
Questa mattina il cielo è
bretone, nuvole bianche, grigie e nere e qualche spiraglio di sole ogni tanto.
Carichiamo acqua in campeggio e poi partenza per Fort la Latte dove c'è un
brutto e polverosissimo parcheggio nel quale non troviamo posto quindi ci
spostiamo a Cap Frehel dove sicuramente troveremo anche perché e a pagamento 4
euro/24 ore quindi si può anche pernottare. A Forte la Latte, che dista 4 km, ci
andremo in bici. Visto che sono le 12,30 decidiamo di pranzare per poi fare un
lungo pomeriggio in giro.

Cap Frehel: il faro Fort La Latte
Partiamo verso Fort
La Latte ma non in bicicletta bensì a piedi lungo un sentiero sulla Cote d'Emeraude
(costa di smeraldo) - Una successione di paesaggi grandiosi a volte a picco sul
mare, a volte in mezzo a piante e cespugli di more ma per la maggior parte il
sentiero corre in mezzo a distese di erica viola ,lilla, rosa. Il sentiero
conduce a Fort la Latte dove arriviamo dopo un percorso di 4 km e quasi due ore
di cammino, Charlie trotterella felice libero dal guinzaglio. Fort la Latte è un
edificio fortificato molto ben conservato situato in una posizione che offre una
vista indimenticabile sul Cap Fréhel e sulla Côte d'Émeraude. Stessa camminata
per il ritorno per poi visitare la punta di Cap Frehel, un promontorio da
restare senza fiato! A destra si erge l'illustre profilo del Fort La Latte. Una
leggenda racconta che nell'antichità, era possibile raggiungere le isole
normanne a piedi. Gli studiosi hanno dimostrato l'assurdità del racconto;
tuttavia, nella baia di Frênaye, alcuni scorgono sotto le acque più basse un
sentiero lastricato. Tentativo per visitare il faro ma essendo le 18 non è più
permesso. Dall'alto dei suoi 33 mt., questo faro domina il magnifico sito del
Cap Fréhel. Il faro (145 scalini), costruito nel 1950, utilizza una lampada ad
arco alimentata a xeno; la portata della sua luce varia da 200 mt. (nebbia molto
fitta) a 120 km. (bel tempo).
Alle 19 decidiamo di partire tanto fino alle 22 è chiaro, ci fermiamo a fare una
foto a Sables d'or-le Pines e quindi ci sistemiamo a Binic in un'area di sosta
(possibilità di scarico) Boulevard Clemenceau, vicino ad una postazione di
pompieri. È un po’ rumorosa in quanto dietro passa la strada. Dopo cena
passeggiata sul lungomare del grazioso centro balneare e quindi a letto presto a
smaltire la fatica dell'escursione, andata e ritorno, tra Cap Frehel e Fort la
Latte.
Km. percorsi oggi: 117 Km. progressivi: 1.795
Sabato, 13 agosto
(Binic, Ciurcuito delle Falesie, Costa di granito rosa, St.
Thegonnec)
Questa mattina destinazione Costa di granito rosa anche se ne abbiamo
trovata traccia a Cap Frehel. Dobbiamo prima trovare un supermercato. Se non si
trovava era meglio, tra le altre cose abbiamo comprato 9 limoni di grandezza
normale costo euro 4,05. Con il costo di un limone francese in Italia se ne
comprano un kg. Credo che in Francia rispetto all'Italia siano convenienti solo
le ostriche e un po’ il gasolio ma solo quello venduto presso i parcheggi dei
supermercati. Anche le mele, prodotte in grandissime quantità costano sui 4 euro
al chilo, non parliamo poi di pesche o di albicocche, conviene comprare oro. A
Lanloup iniziamo la strada chiamata Circuito delle falesie, facciamo brevi soste
a Pointe Berjule, Point de Minard, Point de Bilfot. Il percorso è disseminato di
villette stupende con giardini ben curati e colmi di fiori e quasi tutte senza
recinzione o con recinzioni solo figurative molto basse con piccoli cancelletti.
Da Abbaje de Beaupont a Pointe de Guilben (stradina stretta ed alquanto
dissestata). Anche se il panorama ha la sua importanza non merita la fatica di
arrampicarsi con il camper tenuto conto delle condizioni della strada. Per
fortuna a tratti è senso unico. Non ci fermiamo, diamo uno sguardo dal camper e
ripartiamo per Paimpol. La strada passa in mezzo a classiche casette bretoni in
pietra con tetti spioventi in ardesia e le classiche finestrelle delle mansarde.
Arrivati a Poumanch ore 12,45, trovato parcheggio in una piazza a poca distanza
dal Sentiero dei Doganieri nella Costa di granito rosa. La costa prende il nome
dagli scogli di granito rosa che affiorano lungo le spiagge, le calette e gli
isolotti del litorale. Oggi per la prima volta dopo splendide giornate di sole e
cielo azzurro fa freddo. Il cielo è livido e tipicamente bretone. Dopo pranzo,
ben vestiti, abbiamo seguito le indicazioni per il faro ed il sentiero dei
Doganieri. Lo spettacolo che si è presentato ai nostri occhi è stato
stupefacente. Le rocce di granito rosa che formano la scogliera sono state
modellate dal vento ed hanno forme morbide ed arrotondate. Questo sito naturale,
uno dei più belli della Bretagna, presenta rocce di tutte le forme e di tutte le
misure lungo il mare, di fronte all'arcipelago delle Sette Isole. Nei giorni di
tempesta, la visione è fantastica. Il punto più interessante è la punta di
Squéouel, costituita da rocce gigantesche. Percorrendo il parco, si potranno
scoprire forme curiose, come la "Tartaruga", il "Fungo", il "Coniglio", il
"Teschio", il "Piede"...
Il faro è costruito interamente in granito rosa come, d'altra parte, tutte le
case del borgo, è posizionato su una punta e l'effetto che fornisce agli occhi è
di una candelina su una torta di profiterole al cioccolato. Qualche goccia di
pioggia ha accompagnato la nostra passeggiata sul sentiero dei Doganieri dove
abbiamo scoperto altre formazioni
rocciose che imperano su piccole spiaggette e scogliere lambite da un'acqua
limpida e trasparente.

Poumanch: Costa di granito rosa – il faro St. Thegonnec:
la chiesa ed il Calvario
Per fortuna il vento ha allontanato la pioggia così
abbiamo avuto modo di terminare la nostra escursione in tutta tranquillità con Charlie che trotterella allegramente dietro di noi per poi fermarsi ogni tanto a
sniffare qualche cespuglio interessante e lasciare quindi il proprio segno.
Tornati al parcheggio abbiamo optato per un piccolo giro nella borgata ricca di
locali e negozietti dove abbiamo acquistato qualche souvenir per Enrico e Mara e
ci siamo concessi un gelato. Per strada, sotto una pioggerellina fine, ci siamo
consultati un attimo e abbiamo deciso di dirigerci verso Morlaix e se ce la
faremo, arrivare fino a St. Thegonnec oppure a Guimillau dove passeremo la
notte. Durante il trasferimento, dopo aver visto una bassa marea eccezionale a
20 Km. da Morlaix (spiaggiona che si estendeva per qualche km.) abbiamo deciso
di assistere all'arrivo dell'alta marea e pertanto abbiamo cambiato destinazione
e ci dirigiamo ora verso Carantec, nella baia di Morlaix, dove ci dovrebbe
essere un punto sosta in prossimità della spiaggia. Alle 18 e 40 arrivati a
Carantec attraverso un furioso temporale che ci ha tenuto compagnia da Morlaix a
qui. Carantec non ci è assolutamente piaciuta quindi abbiamo deciso di
proseguire fino a St. Thegonnec dove ci siamo sistemati in una bella area di
sosta con le piazzole separate da siepi e complete di tavolo e panche per
picnic. Erano le 20, abbiamo cenato e fatto un breve giro del paese a vedere un
bel complesso parrocchiale con tanto di Calvario.
Km. percorsi oggi: 206 Km.
progressivi: 2.001
Domenica, 14 agosto
(ST. Thegonnec, Lilia, Portsall, Pointe de Kerderiel)
Dopo
esserci alzati alle sette, aver fatto carico e scarico nell'area di sosta,
acquistato baguette e dolcetto, qualche foto alla vecchia chiesa, alle 8,45
eravamo pronti a partire in direzione Lilia (40 Km) situata sulla costa
nord-ovest della Bretagna, dove c'è il faro dell'isola di Vierge. Il faro dell'île
Vierge, costruito nel 1902 (Brignogan), con i suoi 82 metri e mezzo di altezza
(se si vuole visitare si percorrono 392 gradini) è il più alto d'Europa e il più
grande del mondo in pietra tagliata. Il tempo pare volga al bello dopo una
serata di pioggia e una notte con raffiche di vento e scrosci d'acqua.

Lilia: la
cena è assicurata Portsall: l’ancora della petroliera Amoco Cadiz
Arrivati a
Lilia alle 10,20 abbiamo fatto una passeggiata lungo mare con un paesaggio a dir
poco eccezionale e dopo aver percorso la strada per 300 mt. subito dopo una
curva ci siamo trovati di fronte al faro in tutta la sua grandiosità. La scena
che ci circonda è indescrivibile e surreale; la bassa marea, le alghe color
senape, rocce scure, il cielo livido, le barche che ondeggiavano leggermente ed
un pescatore che pulisce due pescioni appena pescati con i gabbiani che volano a
pelo d'acqua e che rompono il silenzio con il loro canto. E' veramente stupendo.
Questa è una zona turisticamente sconosciuta, le scritte sono in bretone,
pochissimi camper incontrati nei paraggi, nessuno italiano, è un luogo che
merita la visita. Ripartiamo con l'intenzione di fare tutta la costa prima di
scendere a Brest. Prossima tappa prevista Portsall dove siamo arrivati alle
12,10. Dopo aver sistemato il camper abbiamo iniziato la passeggiata nel piccolo
centro di pescatori.
Abbiamo potuto vedere l'enorme ancora appartenuta alla nave petroliera Amoco
Cadiz affondata qui davanti con tutto il suo carico di greggio nel 1978
distruggendo coste, scogliere, spiagge, fauna marina. Oggi per fortuna non c'è
più traccia di quell'immane disastro. A Portsall abbiamo trovato una festa
locale e ne abbiamo approfittato per consumare il pranzo preparato da
un'associazione del posto a base di zuppa di pesce (stupenda) sardine giganti
alla griglia e le immancabili patatine fritte. Rientrati al camper soddisfatti
siamo ripartiti verso le 14 e fatta sosta nei pressi di Argenton dove abbiamo
visto una bella spiaggia di sabbia bianca con un comodo parcheggio per il camper
e così indossati i costumi siamo andati in spiaggia. Charlie era pazzo di gioia
correva saltellando guardandosi bene dall'entrare nell'acqua gelata nonostante
dall'acqua io lo chiamassi. Siamo ripartiti alle 17 percorrendo la Route
Turistique de Landunvez, alle 18 eravamo Pointe de St. Mathieu dove c'è un bel
faro bianco e rosso costruito nel 1835 e soprannominato "La prua del mondo
antico" che, non si è potuto visitare perché non lasciavano entrare Charlie e
così ce ne siamo andati. Sosta per cena e pernottamento a Pointe de Kerderiel:
uno stagno da un lato e l'Oceano dall'altra con Brest e la sua rada sullo
sfondo. Siamo solo noi ed un camper francese. Alle 22 circa uno stupendo
tramonto sulla rada di Brest. Nel frattempo stava arrivando l'alta marea, alle
22,30 lo spettacolo è al massimo del suo splendore: in lontananza le luci di
Brest ed in primo piano le sagome scure delle barche che ondeggiano sull'acqua
illuminata da un crepuscolo senza fine.
Km. percorsi oggi: 200 Km. progressivi:
2.201
Lunedì, 15 agosto
(Pointe de Kerderiel, Pointe des Espagnoles, Pointe de Penir,
Pointe de Dinan e Pointe de la Chevre, Duarnenez)
Questa mattina il camper era
completamente ed abbondantemente bagnato dall'umidità in quanto fermi tra le
rive del mare e di uno stagno. Approfitto per pulirlo esternamente asciugandolo.
Carla ha rimesso a posto dentro e così alle 9 siamo partiti fermandoci a Le Fau
per il solito acquisto della baguette giornaliera. Il tempo è splendido, abbiamo
fatto un giretto per il paese notando belle case di pietra e ardesia. Oggi
visiteremo la penisola di Crozon o meglio le sue splendide Pointe. Un litorale
eccezionale e selvaggio, battuto in teoria dal mare e dai venti. La croce della
penisola di Crozon stende i suoi bracci di fronte al mare aperto. In nessun
altro luogo, se non alla punta del Raz, la costa e il mare raggiungono una tale
austera bellezza. Da qui, lo sguardo è colpito dal vertiginoso strapiombo dei
promontori, dalla colorazione delle rocce e dalla violenza dei flutti che si
infrangono sulle scogliere. I migliori panorami si offrono alla vista dalla
punta degli Espagnols, che permette di ammirare la rada di Brest, dalla
splendida punta di Penhir, da quella di Dinan, situata più a sud, e infine dal
Cap de la Chèvre che chiude la baia di Douarnenez.

Pointe de Penir: Tas de Pois Pointe de Dinan
Alle 11 eravamo alla Pointe des Espagnoles, una posizione privilegiata per
scoprire tutta la rada di Brest. Situata di fronte a Brest, questa punta deve il
nome a una guarnigione spagnola che intraprese la costruzione di un forte nel
1594. Oggi, il sito offre un bellissimo panorama sulla stretta dominata da Brest,
l'estuario dell'Elorn, il ponte Albert-Louppe, il ponte dell'Iroise, la penisola
di Plougastel al termine della punta
dell'Armorique, e il fondo della rada. Successivamente abbiamo raggiunto
Camaret-sur-mer e da li siamo arrivati, alle 12, a Pointe de Penir. Si vedeva
benissimo ST. Mathieu e con il binocolo si è riconosciuto il faro bianco e
rosso. Si vedono inoltre molto bene Pointe de Dinan e Pointe de la Chevre che
raggiungeremo oggi pomeriggio. Forse la più bella fra le quattro punte della
penisola di Crozon. Questa punta della penisola di Crozon, che domina il mare da
un'altezza di 70 m, offre un panorama indimenticabile. A strapiombo della
scogliera spuntano tre magnifiche rocce, chiamate Tas de Pois. A sinistra si
scorge la punta di Dinan, mentre a destra si stagliano la punta di St-Mathieu.
Sul lato opposto si distinguono a sinistra la punta del Raz e l'isola di Sein, a
destra l'isola di Ouessant. Abbiamo pranzato su questa punta ed alle 14,30 siamo
ripartiti facendo però una sosta solo dopo 500 mt. infatti abbiamo notato sulla
sinistra il memoriale dedicato alla Battaglia dell'Atlantico dove, con nostra
grande sorpresa, oltre a reperti bellici abbiamo scoperto che l'intera collina o
meglio falesia è tutta una fortificazione, costruita dai tedeschi, con bunker e
passaggi sotterranei. Il luogo è veramente impressionante al pari dello
spettacolo che offre il mare. Arrivati a Cap de la Chevre verso le 16, area
molto vasta con panorama sull'oceano aperto e riconoscimento delle Pointe de
Penhir e Mathieu ma meno bella di Penhir quindi giro veloce, anche qui brughiera
di erica disseminata di sentieri che percorrono tutta la punta dove c'è un
osservatorio della marina militare. Ripartiti per Pointe de Dinan dove siamo
arrivati verso le 16,30: spettacolo eccezionale, stupefacente. Forse lo spettacolo
che offre questa punta è il migliore visto finora. Essendo in posizione aperta
ovunque giri lo sguardo è una gioia per gli occhi: scogliere, falesie, golfi,
spiaggette, grotte nella roccia, archi naturali ecc. Le stradine che conducono
alla punta passano in mezzo ad una estensione di erica rosa, lilla, viola di una
rigogliosità ed una bellezza indescrivibile. Ripartiti alle 17,30 appena usciti
dal parcheggio, sull'unica strada che porta alla punta, un camper parcheggiato
sulla destra con tre ragazzi, uno alla guida e due a terra che in mezzo alla
gente che passava a piedi scaricavano tranquillamente le acque grigie belle
insaponate sulla strada. Complimenti. Dimenticavo la nazionalità del camper e
presumo anche degli occupanti: naturalmente italiana. Ci siamo fermati a
Duarnenez per la cena ed il pernottamento sistemandoci in un piazzale sterrato
con al fondo un magazzino di antiquariato e dall'altra parte una bella spiaggia
sabbiosa. Qui tollerano i camper anche se non è un'area adibita alla loro sosta.
L’importante è fare attenzione e lasciare libero il passaggio al magazzino di
antiquariato. Ieri sera verso le 23, mentre Carla si guardava "i miserabili"
sulla televisione italiana, io e Charlie abbiamo fatto un giro in spiaggia
proprio mentre arrivava l'alta marea, il mare avanzava e per non bagnarsi
indietreggiavamo continuamente.
Km. percorsi oggi: 182 Km. progressivi: 2.383
Martedì, 16 agosto
(Duarnenez, Pointe du Van, Pointe du Raz, Point de Penmarch,
Concarneau)
Anche questa mattina un po’ di stufa accesa è stata gradita.
Partenza poco prima delle 9 con destinazione due mitiche punte: Point du Van e
soprattutto du Raz. Prima di lasciare Duarnenez abbiamo fatto un salto al
vecchio porto per vedere il museo del battello da pesca, apre alle 10,30 quindi
ci siamo accontentati di vedere i battelli dal molo visto che sono in acqua. Una
stupefacente collezione di imbarcazioni. Allestito in un antico conservificio,
questo museo riunisce un eccezionale collezione (60 unità) di battelli da pesca,
da trasporto e da diporto, francesi e stranieri. Il "curragh" irlandese affianca
il "coracle" gallese o l'"oselvar" norvegese, i battelli con bordi a fasciame
sovrapposto affiancano quelli a bordo libero. Per tutti gli amanti della
navigazione, ma anche per i curiosi.
Poco dopo le 10 eravamo a Pointe du Van, un capo austero dai magnifici panorami.
La punta del Van si trova all'estremità meridionale della baia di Douarnenez,
sopra alla famosa punta del Raz. Al pari della sua vicina, questa prominenza
offre alla vista splendidi paesaggi e un capo austero, costantemente battuto dai
venti, ad eccezione della giornata di oggi. Dal sentiero mal delimitato che
consente di farne il giro si hanno belle viste sul litorale: punte di Cap de la
Chèvre, punta di Penhir, "Tas de Pois" e, di fronte, la punta di St-Mathieu.
Alle 11,30 eravamo a Pointe du Raz che è considerato il più bel promontorio
della Bretagna. Promontorio circondato, anche qui eccezion fatta per oggi, da
onde, venti, correnti, la punta du Raz è l'estremità occidentale della
Cornovaglia. Questo sito eccezionale attira moltissima gente in estate.
Calpestata, sfigurata, la punta è stata recentemente riabilitata. La vista,
eccezionale, è sul tumultuoso raz de Sein, punteggiato di numerosi scogli
lacerati. Alcuni sono occupati da fari o da boe. Durante una tempesta, lo
spettacolo è fantastico e spaventoso. Al largo della punta del Raz si profilano
l'isola di
Sein e il faro della Vieille. Dopo pranzo avevo intenzione di dormire un po’ in
veranda ma Charlie, agitato per l'assenza di Carla non me lo ha permesso. Carla
era andata a fare shopping nei numerosi negozietti presenti su questa punta dove
il parcheggio, con possibilità anche di pernottamento, è a pagamento, 5 euro.

Da Pointe du Van a Pointe du Raz: sosta Eckmuh (Pointe de Penmarch): il vecchio
faro
Intorno alle 17 eravamo parcheggiati sotto il faro di Eckmuh sulla Pointe
de Penmarch. Anche qui Charlie non sarebbe potuto entrare ma essendo una delle
ultime possibilità di visita ad un faro ho cercato di tenerlo nascosto, la
bigliettaia non ha visto e così siamo saliti fino in cima da dove si gode un
grande spettacolo compresa Pointe du Raz. Davanti, tra il faro e l'Oceano, ci
sono un osservatorio della marina ed il vecchio faro nel quale sono stati
ricavati gli alloggi dei marinai dell'osservatorio. All'uscita abbiamo
acquistato l'orologio da muro. Alle 19,30 eravamo parcheggiati a Concarneau sul
lungomare sopra la spiaggia molto vicini al centro dove ci siamo recati dopo
cena. Era in corso una festa, il Festival del pesce azzurro dove abbiamo
acquistato tonno e sardine in scatola che saranno pronte per essere mangiate non
prima di febbraio prossimo. Passeggiata nella cittadella affollatissima di gente
per i numerosi negozietti tutti aperti. Le stradine della cittadella occupano un
isolotto di forma irregolare, lungo 350 mt. e largo 100 mt., unito alla terra
ferma da due ponticelli divisi da un insieme fortificato. È circondata da spesse
mura, innalzate nel XIV sec. e completate nel XVII sec. Attraverso le feritoie
si può ammirare la città: il porto interno, i pescherecci ormeggiati, il
mercato. L'ingresso della cittadella è uno dei luoghi più frequentati della
Bretagna. Rientrati al camper abbiamo deciso di spostarci in un luogo più
tranquillo e siamo andati nell'area per camper alla ex stazione ferroviaria (Rue
de la Gare).
Km. percorsi oggi: 150 Km. progressivi: 2.533
Mercoledì, 17 agosto
(Concarneau, Penisola di Quiberon)
Al mattino passeggiata
per Concarneau, la cittadella era irriconoscibile completamente deserta,
iniziavano a piazzare le bancarelle di ostriche. Alle 10 siamo partiti alla
volta della penisola di Quiberon e considerato che avevamo nuovamente esigenze
di bucato, batterie telefoni scariche ecc. ci siamo sistemati (alle 14) al
camping Beausejour in Boulevard du Parco a St. Julien.

Quiberon: Charlie sulla
Costa Selvaggia Quiberon: la Costa Selvaggia
Siamo arrivati un po’ tardi a causa
del gran traffico che abbiamo trovato soprattutto sull'unica strada della
penisola. Dopo aver pranzato e un po' riposato (Carla ha fatto il bucato) ci
siamo fatti una bella doccia, si è cenato presto ed in bicicletta abbiamo
raggiunto il centro di Quiberon proseguendo fino alla Pointe du Conguel. Quando
ormai era buio, parcheggiate le bici siamo andati a spasso sul lungomare di
Quiberon concedendosi un buon gelato. A mezzanotte, con Charlie sempre nel
cestino e avvolto in un maglione per il fresco, rientro difficoltoso al camper
in quanto non ci ricordavamo la strada fatta all'andata e qui devo ammettere che
se non era per Carla io il campeggio non lo avrei ritrovato.
Km. percorsi oggi:
117 Km. progressivi: 2.650
Giovedì, 18 agosto
(Penisola di Quiberon, Guerande: Tappa di avvicinamento ai
Castelli della Loira)
Mentre Carla faceva colazione, io e Charlie in bicicletta
siamo andati al vicino LIDL a fare scorta d'acqua ed al nostro rientro abbiamo
deciso che Carla sarebbe andata in spiaggia, proprio di fronte al campeggio,
mentre io e Charlie sempre con l'immancabile bicicletta e cestino saremmo andati
a vedere un pezzo di costa selvaggia (Cote Sauvage) che è situata sul lato
occidentale della penisola del Quiberon, questa costa inospitale, oggi protetta
dal Conservatoire du littoral, è un susseguirsi di falesie frastagliate. Grotte,
spaccature e abissi si alternano a spiaggette di sabbia fine sulle quali le onde
si infrangono rotolando (attenzione, divieto di balneazione a causa delle onde
di fondo). Rocce di ogni grandezza e profilo creano corridoi in cui il mare
forma vortici mugghianti. La punta del Percho, a nord, è il punto panoramico
migliore per osservare il fenomeno. Abbiamo pranzato all'una in quanto alle 14
dobbiamo lasciare il campeggio (in realtà dovevamo lasciarlo entro le 12 ma
siamo riusciti ad avere un abbuono di due ore). Continueremo ad andare verso sud
per avvicinarsi ai Castelli della Loira passando per il Golfo di Morbihan. Per i
nostri gusti il Golfo di Morbihan si può tranquillamente evitare, è un luogo di
lusso ed i camper non sono proprio i benvenuti. Vedendo sulla strada indicazioni
che mandavano ad un mulino a marea, le abbiamo seguite e, trovato il mulino non
si è potuto visitare in quanto era in restauro. Ci trovavamo a Kernes dove
comunque abbiamo potuto scaricare il serbatoio delle acque grigie che era al
limite. Per la cena ed il pernottamento ci fermiamo a Guerande e sostiamo nel
parcheggio Athanor che si trova su un piazzale asfaltato che è all'angolo
dell'edificio della Posta vicinissimo alla Polizia Municipale ed al cimitero.
Dopo cena, a piedi, abbiamo raggiunto il centro che è racchiuso in alte mura,
qui ho acquistato le carte con i fari di francesi.
Km. percorsi oggi: 183 Km.
progressivi: 2.833
Venerdì, 19 agosto
(Guerande, Le Croisic, St. Nazaire, Montjean)
Partenza alle 9
per un'altra tappa di avvicinamento ai Castelli della Loira che sono il prossimo
vero obiettivo del viaggio. In ogni caso, percorrendo la strada che attraversa
le saline nella rada di Le Croisic, ci fermiamo sulla strada, nei pressi di
Kervalet, per vedere come avviene la raccolta e preleviamo, non autorizzati, un
sacchetto di sale. Facciamo sosta a Le Croisic e scopriamo che è una cittadina
molto, molto carina ed abbiamo anche constatato che pratica, in genere, prezzi
inferiori rispetto ad altri centri visitati.

Kervalet: una salina Le Croisic
Abbiamo fatto una lunga passeggiata sul molo che porta fino alla Pointe du
Croisic dove c'è un bel faro. Ai lati del molo, considerato che c'era bassa
marea, un numero impressionante di uomini, donne, ragazzi, giovani, anziani
tutti freneticamente intenti a cercare frutti di mare. Partenza seguendo la
strada costiera (Cote Sauvage) che offre stupendi scenari sulla costa rocciosa
alternati a spiaggette sabbiose destinate a scomparire con l'alta marea. Questa
zona non ha niente da invidiare alla penisola di Quiberon. Passiamo sul
lungomare di La Baule con a fianco l'immensa spiaggia oggi battuta da un vento
fortissimo che solleva la sabbia. Facciamo una sosta sul mare prima di St.
Nazaire, dalle 15 alle 17 cioè fino a che la marea ha fatto scomparire la
spiaggetta sulla quale ci eravamo fermati.
Ci rimettiamo in cammino e ben presto si raggiunge il maestoso ponte
sull'estuario della Loira. Lungo 3356 mt., questo ponte attraversa la Loira e la
domina da un'altezza di 61 mt. C'è molto vento che soffia lateralmente e siamo
un po' preoccupati, fino all'ultimo ci siamo chiesti se era o meno il caso di
percorrere il ponte pur sapendo che se non l'avessimo fatto ci sarebbe mancato e
così superata l'ultima uscita possibile per evitarlo
non c'è rimasta alternativa. Non abbiamo sentito particolari effetti del vento
forse perché andavamo molto piano per il traffico in ogni caso è stato molto
suggestivo. Sulla destra si sono notano i Cantieri Navali de l'Atlantique. Così
dopo la Normandia anche la Bretagna è andata. Purtroppo.

St. Nazaire: il ponte
sulla Loira Montjean: la cena
Alle 20,30 eravamo a Montjean e vista l'ora
abbiamo deciso di fare sosta per la cena ed il pernottamento. A fianco del
parcheggio individuato si teneva una festa locale e così abbiamo approfittato
per fare cena in compagnia a base di porchetta ed uno stupendo contorno di
fagioli oltre ad una buona insalata di mare con riso, salmone affumicato e
crostata di mele. La festa è proseguita con le esibizioni di gruppi
folcloristici provenienti da Sri Lanka, Equador e Ucraina. A mezzanotte un po'
infreddoliti siamo andati a dormire e nel pieno della notte alcuni deficienti
tra i quali uno in motorino ci hanno svegliato. Per fortuna , dopo un'ora, un
bel temporale gli ha spento i bollenti spiriti e li ha mandati a dormire.
Km.
percorsi oggi: 197 Km. progressivi: 3.030
Sabato, 20 agosto
(Montjean, Rigny-Ussè, Azay-le-Rideau, Villandry)
Oggi è una
bella giornata, partiamo alle 9 per i Castelli della Loira. Breve sosta ad Angers della quale vediamo di sfuggita il Castello e la Cattedrale di una
altezza sbalorditiva. Ripartiti percorriamo la strada che passa per il parco
della Loira e costeggiamo il fiume per diversi km. Notiamo moltissimi campeggi e
aree picnic su tutto il percorso. Veloce sosta a Saumur per una foto al castello
innalzato sul piedistallo che domina sulla Loira, ha un aspetto fiero con le sue
torri dai tetti a punta. All'altezza dei centri abitati un po’ più grandi,
troviamo quasi sempre un ponte che attraversa il fiume. Ne percorriamo alcuni
per seguire più da vicino la Loira zigzagando cosi da una sponda all'altra. Il
percorso è piacevole, il panorama rilassante, traffico quasi nullo e clima
giusto: sole caldo e aria fresca. Sosta a Chinon dove su uno sperone roccioso è
costruita la più grande fortezza di Francia. All'uscita da Chinon un gregge di
pecoroni travestiti da umani attraversa la strada in modo sparpagliato fuori
dalle strisce pedonali non molto distanti. Indico ad una pecorona quasi sotto al
camper che non va bene ed un pecorone che non ce l'ha fatta ad attraversare mi
urla: "Fermarti no?" Eccolo, mi pareva sono italiani, ci facciamo riconoscere
dappertutto e allora visto che tanto ci avevano riconosciuti, il pecorone si è
preso dello stronzo ed il consiglio ad attraversare sulle strisce. Alle 13
raggiungiamo Rigny-Ussè e parcheggiamo proprio sotto al castello, pranziamo e
visitiamo il castello.

Rigny-Ussè: il castello di Ussè Il castello di
Azay-le-Rideau
Questo castello è considerato il Palazzo della Bella Addormentata nel Bosco
infatti al suo interno è stata ricostruita la favola. Situato al limitare del
bosco di Chinon e affacciato sul fiume Indre, il castello d'Ussé ha ispirato
Charles Perrault per la favola della Bella
Addormentata nel Bosco. Questa massa bianca costruita in tufo calcareo, una
pietra locale, si innalza sulle fondamenta di una fortezza dell'XI sec. La
camera del re, tappezzata di seta con motivi cinesi, era prevista nel caso in
cui il sovrano passasse da quelle parti. Giudizio: Buono.
Verso le 16 ci siamo
diretti al castello di Azay-le-Rideau trovando posto al parcheggio P2 riservato
ai bus ma c'erano solo camper. C'era stata sconsigliata la visita all'interno
così aspettiamo le 18,15 ed entriamo con 3 euro anziché sette a testa e vediamo
solo l'esterno. Costruito parzialmente sul fiume Indre, questo, che era un
gioiello, si dovrebbe riflettere nelle acque che lo circondano. A forma di L,
era un tempo fortificato ma è diventato in seguito un'elegante dimora. Non
sappiamo l'interno (sconsigliato) ma l'esterno è veramente deludente, mal
tenuto, scrostato, tutto intorno all'edificio sarebbe prevista l'acqua e c'è
solo qualche pozzanghera piena di rifiuti, l'erba del parco completamente secca.
Inaudito con tutta l'acqua che hanno a disposizione.
Giudizio: molto deludente.
Il prossimo castello sarà quello di Villandry, dove arriviamo dopo le 19.
Parcheggiamo a non più di 200 mt. dal castello in un piazzale riservato ai
camper e dove c'è anche una toilette che ho utilizzato per scaricare le acque
nere. Dopo cena una breve passeggiata fino all'ingresso del castello che
visiteremo domani mattina.
Km. percorsi oggi: 158 Km. progressivi: 3.188
Domenica, 21 agosto
(Villandry, Chenonceaux, Amboise)
Oggi è il compleanno di
Enrico. Il tempo sembra promettere bene, ieri pomeriggio, nel trasferimento a Villandry, abbiamo preso un leggero temporale. Questa mattina abbiamo dedicato
tre ore alla visita del castello e dei suoi giardini.

Villandry: il castello Villandry: i giardini del castello
Costruito alla fine del rinascimento, il
castello de Villandry ha conservato il mastio della fortezza originaria.
Annunciando gli albori dell'architettura classica, sorprende soprattutto per la
decorazione spagnola. La sala con soffitto proveniente da Toledo è stata
arredata dallo spagnolo Carvallo, che ha arredato il castello, di sua proprietà,
con mobili e quadri spagnoli. Per quanto riguarda i giardini di Villandry, si
entra nell'universo dei giardini all'italiana di epoca rinascimentale, che
variano seguendo le stagioni rivelando ogni volta un volto nuovo. Sulle tre
terrazze, si potranno ammirare il giardino d'acqua circondato di tigli, il
giardino decorativo ornamentale composto da bossi e cespugli che disegnano forme
geometriche come la croce di Malta, della Linguadoca e dei Paesi Baschi, l'orto
ornamentale dove si potrà ammirare l'immensa varietà di colori creata dalla
verdura e dagli alberi da frutta. Infine, tra l'orto e la chiesa, quello che
viene chiamato il giardino dei "semplici" contiene erbe aromatiche e medicinali.
Dall'alto del mastio, si potrà godere di una splendida vista su queste aiuole
ordinate, curate, rese ancor più belle dalla presenza di canali, fontane e
cascatelle che conferiscono freschezza all'insieme. È uno dei parchi più belli
di Francia.
Giudizio: Molto buono.
Alle 13.30, dopo aver pranzato, siamo partiti alla volta del castello di
Chenonceaux. Durante il tragitto, 14 km. prima della meta, abbiamo fatto una
sosta per carico e scarico a Le May comune di D'Athée-sur-Cher in una bella e
comoda area ben segnalata, completamente gratuita. Da notare che al punto acqua
ci sono numerosi biglietti di ringraziamento lasciati dai camperisti, abbiamo
aggiunto anche il nostro. Arrivati al castello parcheggiamo gratuitamente
all'interno nell'area per camper e iniziamo la visita percorrendo un lungo viale
alberato

Chenonceaux: il castello Chenonceaux: i giardini del castello
Fiabesca
passerella di pietra bianca che attraversa il fiume Cher, questo castello,
dedicato a numerose donne (fra cui Diana di Poitiers) si compone di tre parti:
un mastio, una costruzione rinascimentale decorata da torrette, una lunga
galleria voluta da Caterina de' Medici. Dipinti, mobili e arazzi arredano
l'edificio. Giardini in stile rinascimentale, che anticipano quelli del secolo
di Luigi XIV, si estendono ai suoi piedi. Al pianterreno si trova la sala delle
guardie, con pavimento in maiolica, seguita da una splendida cappella in cui si
potrà ammirare il bassorilievo di una Madonna con Bambino del XVI sec. La visita
continua con la stanza di Diana di Poitiers decorata da un caminetto di Jean
Goujon. All'estremità del vestibolo principale inizia la galleria che attraversa
il fiume Cher per 60 mt. Nella stanza di Francesco I, sontuose tele decorano i
muri, come Le tre Grazie di Van Loo e una Diana di Poitiers Cacciatrice del
Primaticcio. Attraverso un sontuoso scalone, uno dei primi a rampa dritta, si
accede al primo piano. Dopo un vestibolo, si visiteranno la Camera delle Cinque
Regine, quella di Caterina de' Medici, di Cesare di Vendôme e di Gabriella d'Estrées.
Le cucine che si trovano nei piloni cavi del castello hanno un imponente
mobilio; l'office, la dispensa, la macelleria, la cucina e il refettorio del
personale costituiscono le principali parti di questo stupefacente insieme.
Giudizio: un gioiello del Rinascimento che si riflette nelle acque del fiume Cher.
Alle 17,30 partiamo da Chenonceaux diretti ad Amboise dove arriviamo alle 17,50 e
parcheggiamo appena fuori dal centro in un parcheggio libero sotto le piante in
Quai du
General De Gaulle di fronte ad una pizzeria alla quale ricorreremo per la cena,
in attesa della quale andiamo a fare un giro nella città in bicicletta. Chi ha
visto il castello prima di noi non ha manifestato un grande entusiasmo e così
abbiamo deciso di saltarlo anche perché dopo aver visto Chenonceaux forse si
sarebbe dimostrato una delusione. Cena in camper a base di pizza il cui prezzo
non è in base agli ingredienti ma in base al diametro. (7 euro/piccola per
Carla - 10 euro/media per me).
Km. percorsi oggi: 79 Km. progressivi: 3.267
Lunedì, 22 agosto
(Amboise, Chaumont, Chambord, Bourges)
Partiamo da Amboise
alle 9 con bel tempo, attraversiamo il fiume e ci fermiamo per fare una foto al
castello e ad una enorme statua in bronzo di Leonardo da Vinci che qui è
sepolto.

Amboise: Leonardo da Vinci Chaumont: il castello
Ci fermiamo a Chaumont,
parcheggiamo a fianco della Loira e a piedi ci arrampichiamo verso il Castello,
che vediamo solo esternamente, attraverso un parco di pini secolari su ognuno
dei quali Charlie ha lasciato il suo segno. Alle 11 e 30 siamo a Cheverny per la
visita dell'omonino castello, in camper ci eravamo preparati i panini da
consumare nel parco del castello ma quando siamo arrivati all'ingresso la
bigliettaia ci ha detto che Charlie non poteva entrare, a nulla è valsa la
nostra insistenza, a nulla è servito dire che in tutti gli altri castelli è
entrato senza problemi, al guinzaglio nel parco in braccio nel castello. Non ci
è rimasto che rinunciare. Per quanto, forse, sarà stato bello questo castello non
valeva sicuramente il sacrificio nostro e di Charlie di lasciarlo da solo in
camper sotto al sole per diverse ore. Di quel castello non abbiamo voluto vedere
neanche una cartolina, proprio non esiste. E tutto sommato è andata bene così
perché ci ha permesso di dedicare più tempo al castello di Chambord al cui
interno abbiamo utilizzato molto anche le biciclette.
Arriviamo a Chambord verso le 12,30 dopo aver percorso prima una lunga strada in
mezzo ad un bosco poi siamo entrati nella parte recintata del Parco di Chambord
continuando a percorrere una strada sempre dritta. Dopo oltre quattro Km.
dall'entrata nel parco intravediamo il castello. Parcheggio gratuito in uno dei
tanti piazzali. Consumiamo il pranzo a base di panini non consumati a Villandry
e tirate fuori le bici raggiungiamo il castello. Giriamo in lungo ed in largo i
suoi lunghi e dritti viali bianchi e poi ci avventuriamo sempre in bici nel
percorso detto del "Cardinale". E' un percorso che si fa
con il castello alle spalle, costeggia un canale d'acqua che abbraccia la base
del castello e dopo almeno un chilometro attraversiamo grazie ad un ponte.
Rifacciamo il percorso, a ritroso sempre lungo il canale, con frequenti soste
per mangiare qualche buona mora fino a raggiungere nuovamente il castello.
Parcheggiate le bici facciamo il biglietto per l'interno e Charlie? Nessun
problema. In realtà poi all'entrata hanno voluto che mettessimo Charlie
all'interno dello zaino. Evidentemente Charlie ha capito e non ha opposto
resistenza, come fece al cimitero di Colleville, poi una volta dentro l'ho preso
in braccio come tutte le altre volte ed abbiamo girato indisturbati.

Chambord:
il castello Chambord: il castello
Il castello, immenso, sormontato da 365 camini
e da torri che ricordano l'epoca medievale, è uno dei più significativi esempi
dell'architettura rinascimentale ed il più grande fra i castelli della Loira.
Francesco I lo fece costruire a partire dal 1518. 1800 operai presero parte a
questa grandiosa impresa. La dimora reale viene terminata solo nel 1545, ma
Francesco I muore due anni dopo. Dal 1547 al 1559, è Enrico II, suo figlio, che
prosegue i lavori e fa costruire la cappella. Luigi XIV vi soggiorna nove volte
fra il 1660 e il 1685 e stabilisce il suo appartamento al centro della facciata
principale; la sua presenza si accompagna a quella di Molière, che vi mette in
scena per la prima volta, nel 1670, Il Borghese Gentiluomo. Nel 1809, Napoleone
offre il castello al maresciallo Bertiehr, che però lo trascura. Il conte di
Chambord, che non riuscì a diventare re nel 1871, è uno degli ultimi proprietari
del castello, prima che lo Stato lo riscatti nel 1932. A pianta feudale (un
quadrilatero circondato da quattro torri che racchiude un mastio a quattro
torri), possiede 440 stanze e numerose scale, fra cui il famoso scalone centrale
a doppia spirale. Dalla meravigliosa terrazza, si possono osservare il parco e
la foresta circostante, molto ricca di selvaggina. Non si conosce con certezza
il nome dell'architetto, ma è sicuro che Leonardo da Vinci, allora alla corte di
Francesco I, abbia partecipato alla progettazione di questo castello.
Giudizio: al pari o leggermente inferiore rispetto a Chenoceaux.
Rientro al
camper e verso le 17,30 partenza per Bourges, il viaggio è praticamente al
termine. Arriviamo a Bourges intorno alle 19,30 e ci sistemiamo in Place des
Marroniers in un parcheggio libero e comodo per la presenza di una toilette a
pagamento (euro 0,40) dove ho scaricato le acque nere. Dopo cena passeggiata in
centro con veduta esterna della bellissima Cattedrale magistralmente illuminata.
La pioggia ha fatto accelerare il ritorno al camper e ci ha tenuto compagnia per
tutta la notte.
Km. percorsi oggi: 176 Km. progressivi: 3.443
Martedì, 23 agosto
(Bourges, St. Laurent-sur-Saone, Chambery, Bourgneuf)
Partenza alle 8,45 con il cielo grigio e la temperatura autunnale, Sostiamo per
il pranzo alle 12,45 a St. Laurent-sur-Saone siamo in riva al fiume e continua a
piovere. Ci siamo ricordati che da qui siamo passati all'andata, infatti avevamo
fatto un po’ di coda sul ponte oggi attraversato in senso inverso rispetto a
venti giorni fa. Siamo ripartiti verso le 15 e 30 facendo una sosta sul lago nei
pressi di Aix-en-le-Bains, abbiamo attraversato Chambery che è assolutamente
inospitale per i camper e ci siamo fermati per la cena e la notte a Bourgneuf 20
km. dopo Chambery. Inizialmente abbiamo parcheggiato davanti al cimitero poi un
tizio del vicino ristorante ci ha detto che potevamo parcheggiare nel piazzale
vicino al ristorante dove c'è anche il camper service ed infatti abbiamo
scaricato le acque grigie. Forse pensava a due clienti in più. Faceva anche
pizzeria ma la più economica costava 7,50 euro, mentre una poco più condita 10
euro. Abbiamo optato per le nostre riserve alimentari.
Km. percorsi oggi: 421 Km. progressivi: 3.864
Mercoledì, 24 agosto
(Bourgneuf, Modane, Lanslebourg, Passo del Moncenisio,
Santena)
Partenza alle ore 8,45 per l'ultima giornata di questa vacanza. Ci
fermiamo 20 Km. prima di Lanslebourg, dove c'è un comodo parcheggio in
prossimità di un complesso di forti, ben conservati (Esseillon) e dove c'è la
più grande strada ferrata di Francia ed uno spettacolare ponte detto del Diavolo
che attraversa un precipizio impressionante. La sosta per il pranzo l'abbiamo fatta sulle rive del
lago del M. Cenisio ancora in territorio francese dove ci siamo fermati fino
alle 15 considerato che c'era un bel sole. Nuova sosta un po’ più in basso per
fare scorta di acqua montana da bere a casa dove siamo arrivati alle 17,15.
Km.
percorsi oggi: 214 Km. progressivi: 4.078
Conclusioni
Siamo partiti pieni di entusiasmo ma con qualche timore considerato
che questo era il nostro primo lungo viaggio in camper e per di più in un paese
straniero. I timori iniziali sono però ben presto svaniti per lasciare il posto
ad una certa dimestichezza nelle funzioni di tutti i giorni e negli spostamenti.
Abbiamo trovato veramente molte aree di carico e scarico tutte gratuite.
Soprattutto Normandia e Bretagna sono da considerarsi delle isole felici per i camperisti. Il fatto di aver organizzato il viaggio in precedenza stabilendo i
luoghi da visitare e trascrivendo tutto in comode dispense facilmente
consultabili durante gli spostamenti, ha fatto si che abbiamo guadagnato tempo
prezioso che ci ha consentito di vedere moltissimi posti. Il navigatore Tom-Tom,
da noi chiamato amichevolmente Tom, ci ha dato un grosso contributo tanto da
farsi considerare indispensabile soprattutto per reperire facilmente le aree si
sosta ma non solo. Le strade che abbiamo percorso (Nazionali e Dipartimentali)
si sono rivelate veramente belle, spaziose, ben segnalate, poco frequentate e
soprattutto senza pedaggio. L'esperienza è stata più che positiva anche in
relazione al fatto che i luoghi visitati sono veramente eccezionali. Durante
questo viaggio abbiamo privilegiato la visita delle coste normanne e bretoni che
offrono spettacoli naturali di una bellezza indescrivibile. Abbiamo volutamente
tralasciato la visita delle città in quanto le avevamo già viste con un viaggio
organizzato nel 2002. Altro elemento eccezionale che ci ha facilitato
sicuramente il viaggio è stato offerto da un tempo splendido. Siamo partiti con
la consapevolezza di trovare il classico tempo nordico con nuvoloni grigi,
pioggerellina frequente e mare mosso. Abbiamo invece trovato un cielo di un
azzurro intenso, zero nuvole e purtroppo mare piatto: INCREDIBILE. In venti
giorni ne abbiamo trovati tre nuvolosi ed una notte di pioggia. Il sole caldo
durante il giorno ci ha regalato un bel colorito alla nostra pelle ed il fresco
della sera ci ha concesso ottime dormite. Il nostro viaggio è finito in bellezza
fra i castelli della Loira. Sarà perché eravamo alla fine del viaggio, sarà
perché avevamo, fino a quel momento, visto luoghi ove la natura ha dato il
meglio di se e più di una volta ci ha lasciati sbalorditi da tanta bellezza,
dobbiamo dire che nonostante la maestosità e la positività del luogo, la zona
dei castelli non ci ha entusiasmato poi così tanto. Forse troppo normali e
scontati? Così non si può dire delle scogliere. Forse perché noi abitiamo in un
luogo dove ci sono numerosissime ex residenze reali tanto da indurci a giudicare
bello ma non così eccezionale un luogo così decantato e gettonato come i
Castelli della Loira. Concludiamo dicendo che la nostra è stata una vera e
propria scorribanda fra punte, baie, scogliere, falesie, spiaggette, spiaggione,
porticcioli, fari, barche in secca, gabbiani, erica, granito, ardesia, fiumi,
estuari e ponti maestosi.
Sono mancati all'appello il cielo nordico e l'oceano infuriato ma lo spettacolo
non è sicuramente mancato.
Carla, Franco e Charlie.
franco.fanti@libero.it
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