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Costarica 2004 - diario di viaggio 19 aprile - 2 maggio di Massimo P.
"Overdose di Natura"
Vi racconto
questo viaggio strabiliante che io (Max) e il mio amico Vanny abbiamo nominato:
'Overdose di Natura'. La mattina seguente ripartiamo in direzione ovest alla volta di Montezuma. Troviamo alloggio in un bungalow in mezzo a un bosco di mango (per niente si chiama Los Mangos - 170$ 3 notti), dove le scimmie aspettano il tuo passaggio per tirati in testa i frutti... simpatiche. Andiamo al mare ma è veramente tanto tanto mosso con onde alte 3/4 metri; anche stare sdraiati è veramente un problema dato che senza accorgertene vieni invaso dall'acqua... poi fare il bagno è veramente pericoloso in quanto l'onda ti porta al largo per 100/150 metri, inutile nuotare per tornare indietro, devi trovare la corrente giusta per tornare a riva... questa caratteristica è di tutta la costa del Pacifico e su tutti i siti del Costarica viene consigliato di fare molta molta attenzione!!! Alla sera andiamo in un locale, un terzo giardino botanico/un terzo ristorante/un terzo disco, dove mangiamo piatti deliziosi tra cui una prelibata aragosta, il tutto cucinato da un ragazzo di 25 anni, Carlos, che diventa subito nostro amico......è fuori come una campana! Musica lounge di buona fattura con un dj olandese e Carlos che spruzza alcol in pista dandogli fuoco (con rischio per i danzanti). Facciamo nottata (per me insonne visto che intorno al bungalow ci saranno stati centinaia di granchi giganti che nel fogliame facevano un casino terribile e mi sembra di averli in camera sopra la testa) e alla mattina ci dirigiamo alle impressionanti cascate di Montezuma, circondate da una vegetazione rigogliosa (circa un’oretta e di cammino). Innumerevoli i cartelli di divieto di tuffo... ma chi ti ritrovo? il cuoco Carlos in cima alla cascata a circa 30 mt. di altezza.. che scende in parete aggrappato come un ragno... con costume e a piedi nudi... e a circa 15 metri si lancia in un tuffo da brivido... un pazzo. Ci vede e ci raggiunge e ci racconta che lo fa tutti i giorni (dorme 2 ore per notte), dicendoci che suo padre gli ha insegnato che la vita è breve e quindi bisogna sfruttare al massimo ogni istante.. e rischiare sempre il tutto per tutto. Nel pomeriggio andiamo un po’ al mare…che fortunatamente si è un po’ calmato. Alla mattina
colazione in centro di Montezuma dove ci si avvicina un bellissimo uccello dai
colori azzurro cielo con una cresta variegata, ghiotto di plumcake. Partiamo
ritornando verso Tambor alla volta di Samara nella costa ovest del Costarica.
Dal momento che non ci consigliano di percorrere in auto la costa da Montezuma,
dovendo guadare circa 4 fiumi (percorrenza media di 70 km in 6 ore), decidiamo
di passare all’interno della penisola di Nicoya, quindi
Montezuma-Tambor-Paquera-Montana Grande-Lepanto-Corozal-San Pedro-Tres Rios-Los
Perdidos-Rio Frìo-Samara (ovviamente tutto sterrato e chiedendo ad ogni incrocio
dei piccoli paeselli, visto che la segnaletica è inesistente). Questo itinerario
si addentra nella penisola di Nicoya con paesaggi mozzafiato… avviene per il 95%
su strada sterrata e consigliato sono con una buona jeep…alcuni passaggi sono
veramente duri sia per la condizione della strada (se così si può
chiamare…meglio dire mulattiera), sia per alcune pendenze. Arriviamo a Samara
dopo aver percorso 120 km in 7 ore!!! Il giorno successivo (24/4) facciamo una puntata la Centro Yoga di Nosara, famoso per aver accolto i vip statunitensi desiderosi di ‘meditare’. E’ immerso in un giardino spettacolare, con struttura orientaleggiante dove famosi attori u.s.a. (a detta della guida LP) si recano a fare meditazione. Dal 2003 non è più possibile alloggiarvi ma solo praticare le sedute di yoga giornaliero. Facciamo un giretto nei dintorni di Nosara e ci intrufoliamo in un labirinto di viuzze immerse nel verde dove sorgono mega villette di statunitensi che hanno monopolizzato (anche qui!) il luogo. Giorno
successivo partenza molto presto in direzione Tamarindo, strada ovviamente mista
asfalto - sterrato, con prevalenza di quest’ultimo, attraverso distese di
praterie e boschi. Durante il tragitto ci fermiamo increduli… tra le
baracche-abitazioni dei locali c’è un campo da calcio ed è in corso una
partita…tutte due due le squadre con la propria candida divisa.. perfetta a
puntino! Poi ancora più increduli vediamo lo scuola bus locale…un camioncino sul
cui cassone sono stipati una ventina si giovani studenti…da foto! La mattina ci dirigiamo verso la più bella spiaggia del Costarica…Playa Conchal. Bianchissima ma anche qui…attenzione a fare il bagno, in meno di due secondi ti ritrovi al largo senza nuotare. Serata in altro ristorante sempre con pesce e rum finale, troviamo le due israeliane.. soprannominate da noi Hebrum in tono scherzoso…nottata come la precedente…! Il giorno dopo andiamo a fare un giro in altre spiagge più a nord, c’è l’imbarazzo della scelta. Giungiamo sino al Golfo del Papagayo, monopolizzato dagli statunitensi con un mega villaggio dove chiediamo di poter entrare per fare una visita. Qui una suite arriva a costare 1200$ a notte. Da rilevare che il governo del Costa Rica ha poi bloccato l’usurpazione iniziata dagli USA in questa zona, poiché stavano compiendo un vero scempio della natura, creando ville-villette ovunque. Se si pensa che l’80% del Costa Rica è riserva naturale si capisce bene come sia forte il tentativo del paese di preservarne la naturalezza. Serata in un ristorantino con piscina dove beviamo il più buon mojito mai assaggiato in vita nostra, con la menta raccolta dal vivo nel giardino del locale. Leggiamo un po’ di giornali locali dove in prima pagina viene riportata una maxi operazione antidroga nella zona paludosa e inaccessibile della barra del colorado: sequestrate 40 TONNELLATE di coca purissima e arrestate circa 50 persone…tra cui ovviamente 2 italiani (e pensare che se da noi arrestano qualcuno con 2 etti la notizia è in prima pagina sui nostri giornali!!!). In serata, visto che le nostre amiche sono partite, optiamo per un ristorantino che ci avevano consigliato…ma è chiuso. Quindi verso la spiaggia andiamo al Pedro n° 1. Una baracca dove cucinano pesce a go-go ma ironia della sorte il vino o la birra te li devi portare da casa. I tavoli sono all’esterno e tutti dotati di vaso con giardiniera. Non ricordavo le raccomandazioni della guida Lonely Planet…e addento due o tre verdurine sott’olio….prendo fuoco…piccantissime da lacrime…bevo e bevo e non passa…e non c’è un pezzo di pane…stavo morendo!!! Finito di lacrimare ho ricordato cosa diceva la guida…non ti dimenticherai mai di pedro se assaggi le sue verdurine!!! Serata al disco bar! Il giorno seguente, siamo oramai al 28/4, ci dirigiamo verso l’interno del Costa Rica in direzione del Vulcano Arenal (Cordillera de Guanacaste). Attraversiamo dei paesaggi mozzafiato prima di giungere all’immenso lago Arenal. Dopo 4/5 ore giungiamo ai piedi del famosissimo Vulcano Arenal che è ancora in attività, difatti ogni mezz’oretta si sentono dei grossi boati con degli sbuffi dal cratere. Alloggiamo in una dependance di una villetta proprio di fronte al vulcano (l’alloggio ce lo ha prenotato la coppia di Samara). Vista incantevole del vulcano. Nel pomeriggio ci dirigiamo verso la cascata del Rio Fortuna dove, lasciata la macchina, si scende per circa 600 scalini in mezzo alla foresta, prima di giungere ai piedi della spettacolare cascata. Risalire alla macchina è una impresa sia per i ripidi scalini, sia perché in mezzo alla vegetazione c’è un tasso di umidità pazzesco. La sera decidiamo di andare nel centro termale El Tabacon Resort dove ti immergi in varie piscine con acqua che va dai 22° ai 40° e che proviene direttamente dalle falde vicino al vulcano. L’entrata non è proprio a buon prezzo (ca 15$ a testa senza cena), ma ne vale la pena. Qui puoi anche farti dei massaggi o dei fanghi, ovviamente con sovrapprezzo. L’indomani è
il 30/4 e ci attende un lungo tragitto, dall’Arenal a sud della costa Atlantica
a Puerto Viejo. Passiamo vicino ai vulcani Poas e becchiamo una giornata di
pioggia costante…speriamo bene visto che la costa Caraibica è soggetta a molti
piovaschi che durano anche qualche giorno…e sono i nostri ultimi giorni di
vacanza. Ma abbiamo letto le previsioni sui giornali locali e siamo fiduciosi.
Il percorso è bello lungo, ma la strada è abbastanza scorrevole…nonostante le
continue voragini centrali che a 110 km/ora devi schivare, e poi, quando pesti
un po’ sull’acceleratore, devi sempre fare attenzione alla polizia (macchina
impossibile da distinguere da lontano), che ti punta con il telelaser! Il giorno seguente scegliamo un’altra bella spiaggia, Playa Manzanillo, frequentata da costaricensi. Atmosfera bellissima, famigliole con picnic al seguito, mare bellissimo. A pranzo decidiamo di andare in un locale sulla spiaggia frequentato da bikers in Harley Davison. Attendiamo mezz’ora per sederci, e un’altra mezzora per pranzare…ma alla fine la squisitezza dell’aragosta ci ha fatto dimenticare l’attesa. In serata avevamo fissato l’appuntamento con le nostre amiche di San Josè al Jonny’s Place. Praticamente una disco-capannone dove passiamo un’altra strepitosa serata, e dove troviamo le nostre amiche con le quali Vanny inizia la conversazione…mentre io leggermente down non capisco più neanche una parola di spagnolo e rimango mezzora ad ascoltare senza capire nulla prima di rinsavire. Attenzione particolare in questo luogo alla polizia che gira costantemente armata sino ai denti…(e Vanny si becca un richiamo da un poliziotto solo per aver un braccio appoggiato a un palo di sostegno del capanno-disco). Da qui ci dirigiamo che sono le 3.30 passate al disco Bambù dove troviamo Ilario…e io comincio a battere i pezzi alla sua ragazza. Per fortuna siamo ormai amici…. Il giorno seguente (ultimo giorno sigh 1/5) decidiamo di andare al Parco Cahuita. Prima Cecilia ci fa preparare dei panini eccezionali da un tipo rasta che sta passeggiando con bici alla mano sul lungomare.. un suo amico…Rolin Papel (il nome ha una motivazione). Prendiamo la jeep e ci dirigiamo al parco. Siamo all’interno del bosco che costeggia il mare…mi sembra di essere in Cast Away. Il tutto è estremamente selvaggio. Ci attraversa il sentiero uno strano animale (tipo cinghiale o boh), vediamo farfalle con ali dai colori stupendi con un’apertura di 20 cm., e strisciare tra il fogliame una specie di lucertola preistorica con una cresta tipo dinosauro.. per fortuna le dimensioni sono ridotte. Beh si è fatto pomeriggio, torniamo da Cecilia, ci docciamo perché dobbiamo rientrare in serata a San Josè e la strada è bella lunga (più di 300 km). Appena lasciato il paese veniamo fermati al posto di blocco…dove ci controllano anche le mutande…tutto a posto. Riprendiamo il viaggio che con l’imbrunire e con l’inoltrarsi nel centro del paese diventa terrificante…dal sole dei caraibi passiamo a nebbia tipo val padana e pioggia torrenziale…e finalmente dopo 5 ore siamo a San Josè. Alloggiamo vicino all’aeroporto visto che il volo è alle 6 di mattina. Riconsegniamo in serata l’auto e passiamo tranquilli l’ultima notte. Il ritorno prevede San Josè - Newark, e qui nel finger vengo bloccato dalla polizia americana che si rimpalla il mio passaporto non dicendomi nulla e allontanando il mio amico Vanny. Chiedo che cos’è che non va, dopo che mi hanno fatto mille domande…sto pensando.. qui mi scambiano per qualche trafficante e mi arrestano. Al terzo poliziotto che controlla il mio passaporto risulta tutto ok… sembrava falso dicono…me la sono un po’ fatta sotto io! Questi statunitensi…!!!! Attendiamo il volo verso Amsterdam dove arriviamo in mattinata e poi nel pomeriggio siamo a Venezia…soddisfatti di esserci fatti una Overdose di Natura!!! Vi consiglio la guida Lonely Planet dove trovate con molta precisione luoghi, strade, appartamenti, hotel, divertimento, costi e tutto il necessario. Max Foto
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