L’anno successivo al nostro tour fai da te negli U.S.A. quest’anno, assieme ai
nostri amici di viaggio (cinque), optiamo per un viaggio organizzato in Cina.
Dopo svariate ricerche optiamo per il C.T.S., direttamente al call center
prenotiamo gli ultimi 5 posti rimasti con uno sconto di €.150,00. Costo
complessivo in camera doppia, tax ed assicurazioni tutte comprese, €.2.050,00 a
persona.
Il CTS si appoggia in Cina al Tour operator CITS il quale si è dimostrato
decisamente eccellente in tutto compreso le guide.
Questi sono i voli che abbiamo effettuato:
28 FEBBRAIO
ROMA FCO MONACO 17.30 19.05
28 FEBBRAIO MONACO PECHINO
19.45 12.35 +1
04 MARZO PECHINO XI’AN
10.45 12.40 *
06 MARZO XI’AN GUILIN
12.00 13.45 *
08 MARZO GUILIN SHANGAI
10.30 12.45 *
10 MARZO SHANGAI
MONACO 23.50 05.15+1
11 MARZO MONACO ROMA FCO
08.30 10.05
1° marzo 2009
- Pechino
Arriviamo in Cina con aereo Lufthansa da Roma via Monaco di Baviera.
Insieme a me un gruppo collaudatissimo di 4 compagni di viaggio a cui si sono
aggiunte altre 5 persone. Partiti nel primo pomeriggio dall'Italia siamo
arrivati a Pechino verso mezzogiorno
(ora Pechino). Abbiamo volato sulla Russia europea e la Siberia di notte mentre
con le prime luci dell'alba abbiamo osservato dagli oblò la steppa della
Mongolia.
Al nuovo bellissimo aeroporto di Pechino
incontriamo il ragazzo che ci farà da guida per tutto il viaggio e che avendo un
nome per noi impronunciabile si è presentato con il nome di Franco. A
disposizione per tutto il viaggio un microbus da 25 posti con autista. Microbus
ed autista che cambierà ad ogni tappa del tour. Alla nostra guida per ogni città
si aggiungerà una guida del luogo. Pranziamo in un locale spartano ma a noi
viene riservata una saletta con un grande tavolo rotondo al centro del quale è
un piano di vetro girevole su cui vengono posti i numerosi vassoi stracolmi di
specialità gastronomiche cinesi. Sarà quasi sempre il nostro modo di mangiare in
questo viaggio. Dopo pranzo la prima visita è al Tempio dei Lama. Qui abbiamo il
nostro primo contatto con pagode, enormi statue dorate, fumanti incensiere,
monaci e possenti leoni dalla criniera riccioluta ma il vero tesoro del tempio è
una altissima statua ricavata da un unico fusto di albero di sandalo. Giungiamo
all'Hotel Mercury dove le nostre valige ci hanno preceduto in quanto prese in
consegna all’aeroporto dal tour operator cinese e prendiamo posto in camera.
L'Hotel è stato recentemente ristrutturato, ha una bella hall, camere spaziose e
confortevoli. La cena a buffet presenta una grande varietà di cibi locali, dolci
e frutta esotica. Prima di raggiungere le nostre camere facciamo una breve
passeggiata nei dintorni dell'Hotel.
mercoledì 2
marzo 2009 - Grande Muraglia e Hutong
Se ieri Pechino ci ha accolto con un tenue sole, stamani scende
qualche goccia d'acqua accompagnata da un po’ di vento. Dopo l'abbondante
colazione a buffet saliamo sul solito micro bus che ci conduce a
Badaling, il punto più vicino alla
capitale dove osservare la Grande Muraglia. Vuoi perché siamo a nord di
Pechino, vuoi perché siamo in collina
in questa località fa freddo, scende qualche fiocco di neve e tira vento. Prima
di raggiungere la muraglia facciamo sosta in una azienda dove viene lavorata la
giada. Sarà la prima di una lunga serie di visite a questo genere di aziende
turistico - commerciali dove le guide ci conducono nella speranza che grazie ai
nostri acquisti possano ricevere le dovute commissioni. Essendo queste aziende
di proprietà dello Stato hanno personale in eccesso e sono molte di più le
commesse che i turisti da servire. Finalmente giungiamo alla Grande Muraglia,
questa enorme costruzione misura più di 6000 km ma ci limiteremo a percorrere
qualche centinaia di metri che salgono su un colle da cui la vista spazia
seguendo il lungo muro che segue il profilo delle colline con un sali e scendi
che somiglia a quello delle montagne russe. Si percorre facilmente sul
camminamento un tempo riservato ai soldati di guardia fermandoci di tanto in
tanto ad osservare il panorama purtroppo offuscato dalla nebbia. Con il sole
avremmo goduto di più di questa meraviglia ma anche con le brume la muraglia ha
il suo fascino. Sulla strada per Pechino
ci fermiamo a pranzare in un ristorante adiacente alla solita fabbrica/negozio
per turisti. Ovviamente ci fanno vedere anche la fabbrica, in questo caso di
cloisonné, vasi metallici arricchiti di inserti di ceramica poi invetriati e
cotti più volte. Nei dintorni di Pechino
visitiamo le tombe degli imperatori della dinastia Ming che somigliano a templi.
Nelle teche presso le tombe dei Ming si possono vedere prezioso vasellame,
corone e gioielli. Le tombe erano collegate dalla Via Sacra che noi percorriamo
per un tratto. La via non è particolarmente bella ma presenta alcune grosse
statue sui lati che raffigurano animali reali e leggendari poste lì a protezione
dei sepolcri imperiali. Torniamo a Pechino
che è ancora giorno, ne approfittiamo per noleggiare alcuni dei numerosissimi
risciò e visitare un Hutong. Con questo nome di origine mongola si identificano
i vecchi quartieri che un tempo costituivano l'intero tessuto urbano della
città. Le stradine sono molto trafficate di risciò, biciclette e pedoni proprio
come doveva essere in tutta la Cina fino agli anni '80 del secolo
scorso. Immersi in queste vecchie architetture, memori di una
Pechino
che non esiste più, quasi ci scordiamo che a due passi da qui pulsa la città con
il traffico caotico e l'inquinamento galoppante. Siamo nei pressi delle due
celebri torri del tamburo e della campana che un tempo con i loro suoni
cadenzavano la vita della capitale. Riprendiamo i risciò e torniamo al nostro
micro bus, stasera ci aspetta la cena in un lussuoso ristorante per mangiare la
specialità d'eccellenza dell'arte culinaria cinese, l'anatra laccata. Anche in
questo locale ci viene riservata una sala, il servizio sul solito grande tavolo
rotondo è impeccabile. Torniamo in Hotel sazi e soddisfatti per un intensa
giornata di visite.
giovedì 3 marzo
2009 - Pechino
La giornata presenta un tenue sole e soprattutto non c'è vento. Con il micro bus
a nostra disposizione raggiungiamo Piazza Tienanmen, centro di
Pechino, fulcro della storia cinese
antica e recente. Sulla Piazza, che è la più vasta del mondo, si affacciano
numerosi edifici monumentali come il Palazzo del Parlamento e quello che ospita
il corpo mummificato di Mao Zedong, il padre della Patria. Al centro c'è il
Monumento agli eroi della Rivoluzione Comunista, in fondo alla Piazza l'ingresso
alla Città Proibita su cui sono posti il famoso ritratto di Mao e le scritte
cubitali che augurano lunga vita al Partito Comunista. E' in corso il Congresso
del Partito ed è notevole la presenza di poliziotti e militari in tutta la
piazza. In effetti però la presenza dello Stato è tangibile ovunque a
Pechino ed è probabilmente per questo
che la città risulta pulita e ordinata sia in centro che in periferia, non un
graffito sui muri, non una carta in terra, giardini rasati, piante potate,
insomma un grande senso civico della. Sta di fatto che puoi percorrere senza
alcun timore un sottopassaggio isolato o una strada buia perché comunque c'è
qualcuno a proteggerti. Entriamo nella famosa Città Proibita, si chiama così
perché fino alla caduta dell'ultimo imperatore, quello del film di Bertolucci,
era consentito l'accesso solo alla corte reale. Ora la Città degli imperatori è
invasa dai turisti che scrutano con curiosità i numerosi edifici a pagoda
distribuiti in una vastissima area. Gli imperatori avevano preferito costruirsi
un agglomerato di bassi edifici anziché un grande palazzo reale come era d'uso
nelle monarchie europee. Sicuramente la vita dell'imperatore era resa più
semplice da eunuchi e concubine, il suo regale capo era protetto da un ombrello
e i trasferimenti da una parte all'altra della città erano effettuati con la
portantina. La struttura è quasi completamente in legno e gli incendi furono
frequenti come dimostrano i numerosi rifacimenti e i molti recipienti di bronzo
che venivano utilizzati per spegnere il fuoco. Gli interni sono piuttosto scarni
perché molto è stato trafugato, non dobbiamo dimenticare che questo luogo ha
subito incursioni straniere, guerre civili e la rivoluzione culturale ai tempi
di Mao quando si tentò di mettere al bando qualsiasi forma culturale
pre-comunista. Riusciamo comunque a vedere alcune suppellettili e il trono
dell'imperatore. Usciamo dalla parte opposta da dove siamo entrati, ad
attenderci c'è il nostro micro bus che ci conduce ad un ristorante presso un
azienda di lavorazione delle perle. Manco a dirlo dopo il lauto pasto ci siamo
dovuti sorbire anche la relativa visita all'azienda, che comunque ci ha
consentito di scoprire come vengono coltivate le perle all'interno delle
ostriche. Al termine della visita andiamo al Palazzo d'Estate, il luogo dove gli
imperatori risiedevano durante la stagione calda. Sul lago si specchiano
numerose pagode imperiali legate al ricordo dell'avida Cixi, l'imperatrice madre
che manovrò gli ultimi sovrani come burattini. Il Palazzo d'Estate che in realtà
è un grande parco presenta tra le cose più interessanti un lungo corridoio
ligneo riccamente affrescato con scene di paesaggi e storiche battaglie mentre
dall'alto di un colle domina un grande tempio a pagoda. Sulle acque del lago
Cixi fece costruire una nave di marmo che piuttosto trascurata fa ancora mostra
di se. Da qui facciamo un ampio giro di Pechino
passando per la celebre area sportiva che ospita impianti quali lo Stadio a
forma di nido di rondine e la piscina dalle pareti che ricordano il mare.
Torniamo in Hotel per la cena gustando le numerose specialità del buffet poi
usciamo nuovamente con il micro bus per un tour della capitale by night.
Facciamo sosta in una via che ospita una lunga teoria di banchetti che servono
specialità gastronomiche regionali. Dalle pentole fumose fuoriescono prodotti a
volte indecifrabili, alcuni ambulanti espongono degli invitanti bastoncini di
frutta caramellata, grossi ravioli, pane a vapore ma anche frittura di
cavallette, millepiedi, lumache e perfino bozzoli del baco da seta!!
Lì vicino visitiamo la lunga via pedonale del commercio su cui si affacciano
negozi lussuosi di grandi marchi della moda. A questa elegante strada fa da
contrasto poco distante un quartiere popolare ricco di botteghe di
cianfrusaglie. In questi mercatini è d'obbligo la contrattazione, si parte in
genere da una richiesta lontanissima dal valore effettivo dell'oggetto e si
finisce per acquistare per pochi yuan, la moneta cinese che porta il nome di una
delle tante dinastie che hanno dominato il Paese. Con il micro bus percorriamo
le larghe vie di Soho, uno dei quartieri più moderni della città dove fanno
bella mostra di se alti grattaceli su cui spicca quello nuovissimo della
televisione. Tornando verso l'Hotel si osserva che in mezzo a questa zona di
edifici ultramoderni tra un groviglio di strade c'è ancora l'antico osservatorio
astronomico i cui strumenti sono visibili da lontano. Anche oggi è stata una
giornata intensa, domani lasceremo Pechino.
venerdì 4 marzo
2009 - Pechino - Xi’an Giornata grigia ma almeno non piove. Ci alziamo presto per vedere il
Tempio del Cielo che pur non essendo molto conosciuto a livello internazionale è
considerato il simbolo di Pechino.
L'alta Pagoda dove l'imperatore si recava a pregare per propiziare un buon
raccolto è ubicata all'interno di un ampio parco pubblico. Fin di prima mattina
numerosi anziani si ritrovano nel parco per fare il Tai Chi, una serie di
esercizi lenti derivati dalle arti marziali. La cosa più strana è vedere anziani
impegnarsi seriamente in esercizi ginnici, riuscire ad usare con agilità le
gambe. Forse per questo non si vede in giro un cinese grasso, sono tutti
longilinei. Dopo aver osservato questi arzilli signori di "una certa età"
arriviamo all'alta pagoda costruita ad incastro senza uso di chiodi. E' stata
concepita come un calendario, le 12 colonne interne a rappresentare i mesi, le 4
centrali per le stagioni e altre 12 per le ore che all'epoca i cinesi contavano
di 2 in 2. La pagoda è preceduta da un ampia scalinata. E' l'ultimo monumento
che vediamo a Pechino e ciò grazie ad
Antonio che cambiando l’itinerario di viaggio predisposto dal tour operator ha
consentito a tutti noi di vedere questa meraviglia, Alla fine della visita il
micro bus ci aspetta per portarci al nuovo aeroporto da dove prenderemo il volo
per l'antica capitale di Xi'an nella provincia di Shaanxi.
venerdì 4 marzo
2009 - Arrivo a Xi'an
Atterriamo all’aeroporto di Xi'an dove
giungiamo nel primo pomeriggio. L’aeroporto è piuttosto lontano dalla città.
Pranziamo nel ristorante dell'aeroporto ma sarà il peggior pasto di tutto il
tour in Cina, unica giustificazione l'ora un po’ tarda. Non riusciamo a
mangiare quasi niente, per fortuna qualcosa da mettere sotto i denti ce
l'avevano servita sull'aereo. Attraversando una zona di campagna giungiamo a
Xi'an
per visitare il locale Museo archeologico. Xi'an
è la culla della civiltà cinese, è stata più volte capitale, da qui hanno
governato numerosi imperatori tra cui quelli delle dinastie degli antichi Quing,
dei Tang e dei primi Ming. Il Museo raccoglie preziosi reperti dei vari periodi
storici che caratterizzarono Xi’an e
la Provincia dello Shaanxi
tra cui numerosi manufatti metallici come vasellame. C'è pure qualche guerriero
di terracotta sottratto tra quelli rinvenuti nei famosi scavi. Da Pechino ci ha
seguito la nostra guida, il giovane Franco, a cui qui si è aggiunto un ragazzo
locale che ci fornisce descrizioni sommarie di quello che vediamo conservato
nelle teche. Il Museo è ben tenuto ed organizzato in modo eccellente a
dimostrazione dell'efficienza di cui la Cina va orgogliosa. Entriamo
dalla porta sud che poi visitiamo salendo sul largo camminamento di ronda.
Dall'alto si nota il fossato sottostante che rendeva questo complesso di mura
inespugnabile. Lungo il tracciato ci sono dei festoni colorati residuo della
recente festa delle lanterne, in pratica sono sagome fantasiose che in quell'occasione
vengono illuminate. Dopo la visita di questo tratto di mura il micro bus messoci
a disposizione ci porta nell'Hotel dove soggiorneremo. Questa mattina ci siamo
alzati presto per cui dopo cena optiamo per ritirarci nelle nostre camere.
sabato 5 marzo
2009 - Xi’an - I GUERRIERI DI TERRACOTTA
I Guerrieri di Terracotta, la Moschea, gli spettacoli Iniziamo la giornata con
un abbondante colazione in Hotel. Come al solito in
Cina il personale è superiore
alle vere necessità e così osservi che per cuocere un paio di uova strapazzate
ci sono ben due cuochi, uno che spacca il guscio e l'altro che le cuoce. Non è
una novità da queste parti, ho visto negozi con un paio di persone addette solo
a chiudere ed aprire la porta ma in questo Paese c'è più di un miliardo di
persone e tutti dovranno pur lavorare!! Xi'an ha dato tanto alla storia cinese
ma non sarebbero molti a venire qui se durante lo scavo di un pozzo un contadino
non avesse scoperto casualmente i celebri guerrieri di terracotta. Prima di
arrivarci sostiamo in una fabbrica di Stato che produce soldati di terracotta in
serie e mobili di ceralacca. Attraversiamo poi una zona di campagna dove emerge
qualche tumulo piramidale, tomba di imperatori di antiche dinastie. Nei pressi
di uno di questi tumuli, quello relativo all'imperatore dei Quin che diede
inizio alla costruzione della Grande Muraglia, si trova il suo grande esercito
seppellito insieme a lui a difesa della valle che ospitava il suo sepolcro. Le
migliaia di statue, una diversa dall'altra, sono custodite in alcuni grandi
hangar, gli scavi non sono stati ancora completati e anche durante la nostra
visita vediamo un gruppo di esperti intenti ad esaminare i reperti. Ci sono
parti dell'esercito non ancora restaurate, altre invece presentano i soldati
schierati in assetto di guerra con tanto di cavalli a seguito. Mancano invece le
armi che furono trafugate da un Generale alcuni anni dopo la morte
dell'imperatore e i carri di legno consumati dal tempo. Dopo la visita agli
hangar dell'esercito entriamo nel Museo che conserva all'interno di grosse teche
i carri di bronzo dell'imperatore e alcune armature. All'uscita dell'area
archeologica incontriamo anche il famoso contadino che scoprì casualmente i
guerrieri dando inizio allo sviluppo turistico di
Xi'an e dell'area circostante, è qui
per firmare autografi e farsi scattare una foto ma il tutto rigorosamente a
pagamento. La sua autenticità è accertata dalle immagini esposte che lo
ritraggono con il Presidente cinese e con Bill Clinton. Finita la visita
rientriamo in città, dopo il pranzo visitiamo la Grande Pagoda dell'Oca
Selvatica, un'alta costruzione a più piani edificata per custodire i testi sacri
che un monaco buddista portò dall'India. Da qui torniamo nel centro storico dopo
aver percorso per un tratto la strada che gira intorno alle mura che lo
racchiude. Il fulcro della città passa per le Torri del Tamburo e della Campana,
nei pressi delle quali si trova la zona islamica con la Grande Moschea. L'islam
giunse fin qui con i mercanti che percorrevano la lunga via della seta che dal
Mediterraneo dopo migliaia di chilometri attraverso l'Asia centrale giungeva a
Xi'an. La Grande Moschea presenta un
architettura strettamente buddista con pagoda al posto del minareto.
All’uscita troviamo un mercato fornitissimo di merce taroccata dove le nostre
signore acquistano borse, borsoni, ecc.ecc.
Lasciamo con il micro bus il centro di Xi'an
per raggiungere un grande Teatro che al posto della platea ha un elegante
ristorante con i tavoli posti su due piani. Ci fanno accomodare al piano
superiore, il servizio è raffinato, sul tavolo c'è una rosa e mentre ceniamo
siamo allietati dal melodico suono di uno strumento cinese a corda. Alla fine
del pasto, uno dei migliori dell'intero tour, si apre il sipario e inizia un
meraviglioso spettacolo dedicato alla dinastia dei Tang. Se i primi Quin hanno
reso celebre Xi'an con i loro
guerrieri di terracotta i Tang rappresentano l'età aurea della città nel corso
della sua millenaria storia. Per tutta la durata della rappresentazione
apprezziamo le curatissime scenografie, le danze aggraziate delle danzatrici.
Dopo queste due intensissime ore torniamo in Hotel completamente appagati.
domenica 6
marzo 2009 - Xi'an
Ci alziamo di buon ora e dopo la solita abbondante colazione in Hotel saliamo
sul micro bus a nostra disposizione per un ultima visita in città. Percorriamo
il viale che circonda le possenti mura per poi raggiungere la Piccola Pagoda
dell'Oca Selvatica e il parco circostante. Anche in questo parco, come avevamo
visto in quello del Tempio del Cielo a Pechino, ci sono gli anziani che danzano
e fanno Tai Chi. Nei pressi entriamo in una sala espositiva di pittura e
scrittura cinese dove una ragazza scrive su un foglio il nostro nome con i
caratteri locali. Sono tutti stratagemmi per indurre all'acquisto. Lasciamo
Xi'an e ci dirigiamo all'aeroporto
passando per la campagna. A Xi'an non
abbiamo notato la presenza della polizia come a Pechino ma la città è comunque
ordinata e pulita. Il nostro volo ci porta a sud-ovest, atterreremo a Guilin.
domenica 6
marzo 2009 - Arrivo a Guilin
Arrivati a Guilin da Xi'an per questa
sosta di circa tre giorni. Atterriamo all'aeroporto di
Guilin che è ora di pranzo. La città
dista quasi un ora per cui pranziamo nel ristorante dell'aeroporto. Il
ristorante è grande e vuoto, come a Xi'an siamo gli unici clienti. Il cibo non è
il massimo ma è accettabile. Facciamo conoscenza con la guida che affiancherà il
giovane Franco, il nostro responsabile che ci segue fin dal primo giorno a
Pechino. La guida di Guilin è un
signore di una cinquantina d'anni, risulterà preparato culturalmente e molto
cordiale. Attraversiamo per circa un ora una zona di campagna. Dal finestrino
dell'aereo abbiamo già visto dall'alto una distesa dei famosi pinnacoli della
regione. Prima di raggiungere l'Hotel attraversiamo
Guilin e raggiungiamo la Grotta del
Flauto di Bambù. Siamo a due passi dalla città ma l'ambiente è quello di aperta
campagna, per un sentiero che si arrampica tra rocce calcaree arriviamo
all'ingresso della Grotta. Entrati si dischiude davanti a noi uno spettacolo di
stalattiti, tutto molto bello ma niente che non si possa vedere in cavità del
genere anche in Italia. Anzi qui le formazioni sono quasi tutte morte e quindi
monocromatiche, forse per questo non c'è neppure il divieto di toccarle cosa che
da noi è severamente vietata. Alla mancanza dei colori qui in Cina
hanno sopperito con l'illuminazione artificiale che dona a stalattiti e
stalagmiti diverse tonalità. Anche qui come in Italia la fantasia popolare si è
sbizzarrita dando alle forme più bizzarre nomi di fantasia. La parte più ampia
della grotta ha un piccolo specchio d'acqua e presenta ciclicamente uno
spettacolo di luci e suoni con tanto di raggi laser, macchina del fumo e bolle
di sapone. Sinceramente sembra più di essere a Disneyland che in una grotta
naturale. Complessivamente però la meta è piacevole, l'itinerario breve è alla
portata di tutti perché il percorso è facile da compiere. Da qui raggiungiamo
l'Hotel dove le valige ci hanno preceduto. L'Hotel è ubicato in splendida
posizione sulla riva di uno dei laghi che bagnano
Guilin. Veniamo accolti nella hall con
un cocktail di benvenuto. Dopo una breve passeggiata nei dintorni dell'Hotel
rientriamo per la cena. E' previsto per la prima volta da quando siamo in
Cina un pasto all'occidentale ma purtroppo non verranno serviti piatti
della dieta mediterranea. Ci sono molti ospiti tedeschi e il cibo sarà nordico.
Comunque dopo giorni di assenza dalle tavole rivediamo comparire il pane, tra
l'altro molto buono da imburrare. Il solito Antonio ha fatto cambiare
l’itinerario del viaggio aggiungendo un’escursione che prevede la pesca sul
fiume con l’ausilio dei cormorani al costo di cento yuan a testa. Come prima
cosa ci imbarchiamo su una chiatta percorrendo per un breve tratto il fiume Li
per vedere la famosa pesca con i cormorani. Seppure la battuta di pesca sia solo
a pro dei turisti è interessante vedere questo tipo di cattura di cui spesso si
è sentito parlare nei documentari. Su rudimentali barchette di bambù i pescatori
in piedi si spostano facendo leva sul greto del fiume con una lunga canna. Con
loro i cormorani una grossa cesta di vimini. Una volta liberati i cormorani
vanno a caccia delle loro prede che vengono attratte in superficie dalla luce
delle lampare. Individuato il pesce lo catturano con il loro becco ma non
riescono ad ingollarlo perché gli è stata stretta la gola con un nastro, è a
quel punto che il pescatore prende il cormorano e gli fa cadere il pesce nella
cesta. Scesi dalla chiatta proseguiamo la nostra visita costeggiando i laghetti
della città. Guilin è considerata dai
cinesi una piccola città, infatti se confrontata alle grandi metropoli potrebbe
anche esserlo, ma per i nostri canoni è assurdo definirla una cittadina visto
che ha ben 800.000 abitanti!! E' un luogo che non ha avuto un ruolo determinante
nella storia del Paese ma grazie ai fantastici paesaggi dei dintorni è uno dei
luoghi più visitati dai turisti. Per questo negli ultimi anni il Governo ha
investito molto su Guilin rendendola
una piacevole città ricca di scorci romantici. A tal fine sono state costruite
dal nulla scenografie che richiamano l'antica architettura imperiale, sono state
collocate pagode e case da te, collocate isole artificiali nei laghetti e
edificato ponti mutuati da altre culture come la copia ridotta del Golden Gate
di San Francisco.
E' davvero bella questa Guilin, durante il rientro scendiamo presso un
caratteristico mercato di alimenti locali e cianfrusaglie ma ci sorprende un
forte acquazzone per cui raggiungiamo frettolosamente l'Hotel per il pernotto.
Domani ci aspetta la crociera sul fiume Li e c'è solo da augurarci che sia una
bella giornata.
lunedì 7 marzo
2009 - Crociera sul fiume Li
Ci alziamo di buon ora per la colazione, anche qui abbondante. L'Hotel è forse
il più elegante di tutto il viaggio in Cina ed è un via vai di gente, non solo
stranieri ma anche locali che qui celebrano i matrimoni. Con il bus messoci a
disposizione raggiungiamo Cooping dove si trova l'imbarcadero dei battelli.
L'imbarcazione è una grossa chiatta dagli interni piuttosto spartani da cui si
può osservare il paesaggio dalle vetrate seduti comodamente. Non manchiamo però
di fare qualche puntatina sulle terrazze dove la vista spazia a 360 gradi.
Davanti a noi si apre un fiabesco paesaggio di verdi guglie che assumono di
volta in volta fisionomie particolari. Per fortuna il tempo si sta rimettendo al
bello. Non sappiamo come sia la cucina del nostro battello ma vediamo quelle
delle altre imbarcazioni e considerando che tra poco pranzeremo siamo
giustamente preoccupati. Su questi mezzi da crociera i piatti vengono preparati
sul terrazzino di poppa, l'acqua per cucinare e lavare le stoviglie viene
pompata direttamente dal fiume e le grosse marmitte cilindriche dove vengono
cucinate le pietanze non sono il massimo dell'igiene. Lo spettacolo della natura
che si mostra ai nostri occhi ci distoglie dai cattivi pensieri mentre il
battello dolcemente prosegue la navigazione. Prima di raggiungere la meta finale
della crociera ci viene servito il pranzo, uno dei peggiori del nostro viaggio
in Cina. Arriviamo nel paese di Yangshuo, un antico agglomerato di case che si
affaccia sul fiume. Sfruttiamo l'ora libera a disposizione per percorrere gli
affollati vicoli del paese, una lunga sequenza di negozi e bancarelle che
offrono di tutto, dalla seta agli alimenti, dagli strumenti musicali alle
protesi falliche!! Vicino all'imbarcadero c'è il solito mercatino di
cianfrusaglie dove è interessante impegnarsi in lunghe trattative per strappare
un buon prezzo. Con un trenino su gomma raggiungiamo la periferia di Yangshuo
dove ci aspetta il nostro bus. Lasciato il paese insistiamo con la guida per
fermarci su di un ponte da cui si gode di una delle migliori prospettive sul
fiume Li e sui suoi "faraglioni". Non siamo gli unici a pensare che il posto sia
incantevole, ci sono degli sposi che qui vengono per farsi fotografare. Questo
ponte è un inaspettata finestra su un meraviglioso angolo di Cina rurale: campi
arati, guglie, un pescatore di cormorani che solca il fiume su di una piccola
barchetta di canne di bambù e perfino un contadino con tanto di mucca al
pascolo. La vita dei locali scorre sul fiume ma anche sopra, su quel ponte
apparentemente insignificante transitano motociclette cariche all'inverosimile,
trattori, contadini e spose. Lasciamo entusiasti questo luogo e proseguiamo per
Guilin attraversando una zona di risaie contornate dagli immancabili pinnacoli.
Questa regione è davvero bella e non a caso i cinesi la considerano la massima
espressione naturale del loro immenso Paese. Se i canyon americani sono belli
per la loro maestosità, Guilin affascina perché è incantevole. Durante il
viaggio Yan, la nostra guida di Guilin, ci sorprende ulteriormente, non è solo
disponibile a soddisfare le nostre esigenze e culturalmente preparato ma anche
un ottimo cantante. A parte qualche R mancante si esibisce nel suo repertorio di
canzoni italiane e cinesi coinvolgendoci tutti. Bravo Yan!!!
Prima di giungere a Guilin visitiamo, come di consuetudine in questo viaggio,
una fabbrica di monili in perle. Non compriamo niente ma assistiamo con piacere
a un defilè di belle ragazze cinesi che espongono i gioielli per incentivarne
l'acquisto.
Giunti in città visitiamo la Collina Fubo salendo fino alla prima terrazza
panoramica. Guilin vista di giorno non è così affascinante come di notte. Una
fessura introduce nel cuore della collina dove è sistemato un tempio rupestre
con tanto di statue buddiste scolpite nella roccia. Rientriamo in Hotel per la
cena, questa volta c'è qualche piatto italiano, non è proprio cucinato come da
noi ma è comunque buono. La sera usciamo per una passeggiata alle bancarelle
alimentari dove vengono cucinate pietanze a noi sconosciute. Nel pomeriggio la
guida ci ha detto che qui si mangiano cani e topi ma per fortuna non li vediamo.
Da qui raggiungiamo il lungolago attraversando ponticelli romantici ed entriamo
nella caratteristica pagoda che ospita la casa da te. Ci accomodiamo sulla
terrazza che si affaccia sul lago illuminato da luci colorate che lo rendono
fiabesco. Ci sono varie qualità di te e il prezzo è più o meno alto in base alla
qualità. Per noi profani è difficile distinguere le varie qualità ma quello che
ci hanno servito è parso a tutti acqua calda. Ci portano il conto e con nostra
grande sorpresa quell’acqua calda costa quanto una bottiglia di Champagne. Dopo
una estenuante trattativa il conto viene ridotto della metà. Torniamo in Hotel
felici di un intensa giornata in questo splendido angolo di mondo.
martedì 8 marzo
2009 - Partenza da Guilin
Stamani il tempo è incerto e dopo un abbondante colazione in Hotel il bus ci
conduce all'aeroporto che si trova a circa un ora dalla città. Anche quest'oggi,
causa le condizioni meteorologiche non proprio ottimali, non si vedono arzilli
anziani cimentarsi nel Tai Chi sulle rive del lago. Lasciamo questo incantevole
angolo di mondo, piacevole a vedersi anche sotto una coltre di foschia, e ci
imbarchiamo sull'aereo diretto a Shanghai. La Provincia Guangxi ci ha davvero
soddisfatto.
martedì 8 marzo
2009 - Arrivo a Shanghai
A Shanghai ci sono due aeroporti, noi
atterriamo a quello vecchio dedicato ai voli interni. Già dall'alto abbiamo
osservato l'immensità di questa città che pur avendo più di 29 milioni di
abitanti non è neppure la più grande della
Cina. Sicuramente però è la più
moderna, quella più industrializzata e il fulcro dell'economia cinese. In
pratica se Pechino è la capitale burocratica del Paese,
Shanghai è quella finanziaria, seconda
come giro di affari solo ad Hong Kong a cui tra l'altro somiglia molto.
Dall'aeroporto raggiungiamo un elegante ma serioso ristorante dove consumiamo il
pranzo. Nel pomeriggio visitiamo uno dei pochi monumenti storici della città, il
Tempio del Budda di Giada che conserva alcune grosse statue provenienti dalla
Birmania. Il Tempio come è consuetudine nella cultura buddista, è preceduto da
un piazzale dove i fedeli pregano alimentando il fuoco dei bracieri. L'odore
dell'incenso e il fumo avvolgono l'ambiente rendendolo mistico. Abbiamo anche la
fortuna di assistere ad una cerimonia con i monaci che schierati in due gruppi,
uno di fronte all'altro, sono intenti a pregare accompagnati dal ritmo di uno
strano strumento a percussione. Da qui andiamo al nostro Hotel ospitato in un
grattacelo, esternamente non sembra un granché ma gli interni sono molto
eleganti. La sera con il micro bus messoci a disposizione e l'ausilio della
ragazza che ci fa da guida a Shanghai,
facciamo un giro del centro per ammirare le colossali e avveniristiche
costruzioni del quartiere Pudong. Una volta questa era un'area agricola ma da
trent'anni a questa parte vi è sorta
la Manhattan cinese. Lo skyline è
impreziosito dalla Torre Perla d'Oriente circondata da numerosi altissimi
grattaceli. La vista più spettacolare è dalla parte opposta del fiume che bagna
la città, nel quartiere in stile coloniale del Bund, ma noi andiamo sull'altra
sponda attraverso un moderno sottopassaggio. A ridosso dei grattaceli è
difficile inquadrarli completamente e si è quasi oppressi dall'immensità, una
sudditanza psicologica nei loro confronti. Di sera poi il tutto è esaltato da
una sapiente illuminazione. I cinesi inventori dei fuochi pirotecnici fin
dall'antichità sono diventati maestri di illuminotecnica e trasformano i centri
urbani in spettacolari scenari di luci e colori. Qualcuno potrebbe pensare ad
uno spreco energetico e che forse poteva essere evitata la costruzione della
diga più grande del mondo sul fiume Yangtze ma la Cina è la terra del
Feng Shui, disciplina in cui anche il posizionamento di una finestra ha uno
scopo e che prescinde dalle nostre logiche occidentali. E poi comunque i cinesi
sono previdenti, si illumina molto per qualche ora poi tutto al buio per il
resto della notte per risparmiare. Saliamo all'ottantottesimo piano di un
grattacelo con un velocissimo ascensore che impiega un paio di minuti. Da lassù
c'è una panoramica veduta della città e del fiume ma anche di un grattacelo
molto più alto del nostro con tanto di ristorante panoramico con pavimento di
vetro sospeso tra due torri. Da dove siamo ci si può affacciare sulla Hall del
palazzo situata ottantotto piani sotto ed è una visione da capogiro.
Con la stessa velocità con cui è salito l'ascensore ci riporta all'ingresso da
dove con il bus andiamo a visitare il quartiere francese.
Shanghai dalla Guerra dell'Oppio e
fino al secondo dopoguerra era una colonia suddivisa tra varie potenze
occidentali, I francesi diedero alla loro concessione un aspetto tipicamente
transalpino con case basse, piazzette e bistrot. Andiamo poi nella via Nanchino,
la via principale di Shanghai, in
buona parte pedonale. Se spesso durante questo viaggio ci siamo chiesti dove
sono il miliardo e 300 milioni di cinesi ora ci rendiamo conto che un bel po’
sono qui a fare lo "struscio" su questo largo viale. La strada è contornata da
edifici pesantemente illuminati e bancarelle che vendono di tutto. Con
difficoltà ci facciamo breccia tra la folla. Da qui rientriamo in Hotel per il
pernotto.
mercoledì 9
marzo 2009 - Shanghai
Dopo un abbondante colazione in Hotel il micro bus ci porta nel centro storico
della città. Ci immergiamo negli stretti vicoli contornati da case di antico
stile cinese ma non datate perché ricostruite nel dopoguerra. C'è la folla a
passeggiare curiosando tra mercanti di cianfrusaglie, banchetti gastronomici e
negozietti caratteristici. Attraversiamo quest'area per andare al Giardino del
Mandarino Yu, una scenografica villa aristocratica con pagode, bonsai, rocce
finte e laghetti il tutto in perfetto stile cinese. La Villa e il suo giardino
sono proprio nel cuore della vecchia Shanghai.
Dopo la visita continuiamo a passeggiare in questo quartiere fortemente
turisticizzato alla ricerca di qualche souvenir da acquistare dopo lunga
trattativa. E' interessante vedere il contrasto tra diversi stili
architettonici, gli edifici a pagoda che ci circondano e, alzando lo sguardo, i
grattacieli del Pudong sullo sfondo. Pranziamo poi visitiamo il Museo cittadino,
uno dei più importanti della Cina, ubicato in un grande palazzo del
centro. Il Museo è ben tenuto, ci vengono fornite delle audio guide in italiano
ed è diviso in varie sezioni. Usciti dal Museo andiamo al Bund, il quartiere
britannico al tempo delle concessioni, in pratica una passeggiata lungo il fiume
su cui si affacciano grandi palazzi di stile europeo che ricorda un po’ le rive
del Tamigi presso la City di Londra. Davanti a noi, sull'altra sponda, il nuovo
quartiere di grattacieli di Pudong che ieri sera abbiamo visto al buio e ora
vediamo in pieno giorno ma che comunque lo si veda è affascinante. Tra il Bund e
il Pudong c'è solo il fiume ma in realtà sembrano distanti anni luce l'uno
dall'altro per storia e stile architettonico, il passato coloniale e il futuro
su cui la Cina è proiettata, un Paese in piena evoluzione economica
come dimostrano le numerose navi cargo che solcano le acque tra i due quartieri.
Dopo le foto di rito il micro bus ci ha portato su nostra richiesta in un
negozio di merce taroccata,in pratica un appartamento adibito ad esercizio
commerciale abusivo. L'interno del palazzo che lo ospita è piuttosto squallido,
l'appartamento composto da tre stanze è zeppo di abbigliamento e accessori,
orologi, penne stilografiche decisamente uguali a quelli che le grandi firme
propongono sul mercato. Qui in Cina si può trovare merce taroccata
ovunque, agli angoli delle strade i Rolex sono offerti a 5 euro ma in realtà
sono cose scadenti, qui invece è garantita anche la qualità ma il prezzo
comunque interessante non è così basso. Andiamo poi sulla Via Nanchino ma non
nella zona pedonale dove siamo stati ieri sera. Passeggiamo su questa strada
piena di negozi di alta moda e grandi firme internazionali, questa volta quelle
vere. Il traffico è intenso e bisogna fare attenzione ad attraversare gli
incroci perché qui il codice della strada non dà mai la precedenza ai pedoni e
le strisce pedonali indicano solo l'unico posto dove è possibile attraversare.
Stasera assisteremo al Circo acrobatico all'interno del Teatro di un grande
Hotel di lusso. Il teatro è moderno ed elegante, i numeri proposti di prim'ordine.
Si alternano sul palcoscenico equilibristi, contorsionisti, giocolieri e
acrobati. Passiamo un paio d'ore davvero entusiasmanti. Finito lo spettacolo
torniamo in microbus in Hotel per la cena ed il pernotto.
giovedì 10
marzo 2009 - Shanghai
Oggi è il nostro ultimo giorno e dopo l'abbondante colazione in Hotel lasciamo
Shanghai e la sua Provincia per
dirigerci nella vicina Provincia di Jiangsu.
Arriviamo in mattinata a Suzhou con il microbus a nostra disposizione dopo circa
un ora di viaggio da Shanghai. Siamo nella Provincia di Jiangsu ma distanti dal
capoluogo Nanchino molto più a ovest. Lungo il viaggio notiamo numerose grandi e
nuovissime fabbriche. Suzhou è famosa per le sue dimore i cui giardini sono il
prototipo per tutte le aree verdi della Cina classica. Scendiamo nei pressi
dello stretto canale che costeggia il centro storico solcato da piccole
imbarcazioni per turisti. Sul canale si affacciano case decadenti che rendono
l'ambiente gradevole. Un preludio per il primo giardino che visitiamo, quello
dell'Umile Amministratore. Non capisco sinceramente perché questo antico
funzionario fosse umile visto che la sua dimora era piuttosto bella. Subito dopo
visitiamo un'altro dei numerosi giardini della città, quello del Maestro delle
Reti che offre scorci su un laghetto davvero romantico. Entrambi i giardini sono
molto interessanti nonostante non sia il periodo delle fioriture ne quello dei
colori autunnali. E'evidente che in Inverno questi luoghi perdono gran parte del
loro fascino ma rimane comunque la grazia delle architetture, le piccole pagode,
le finte rocce, i bonsai e i ponticelli a zig zag. In Cina i ponti più belli
hanno un andamento irregolare perché sono costruiti con la tecnica del Feng Shui
secondo la quale in questo modo scaccerebbero gli spiriti maligni. L'elemento
principale di questi giardini è l'acqua sotto forma di laghetti e torrenti
artificiali che rendono l'insieme molto romantico. Facciamo una breve
passeggiata negli stretti vicoli della vecchia Suzhou tra bancarelle e
negozietti di cianfrusaglie poi saliamo sul microbus che ci porta alla fabbrica
di seta. Pranziamo nella spartana mensa della fabbrica, il pasto non è un
granché ma Franco, il nostro responsabile cinese, ci regala una bottiglia di
vino e la torta per festeggiare il compleanno di Odette, nostra compagna di
viaggio. Visitiamo poi la fabbrica in cui possiamo assistere a tutto il ciclo
produttivo della seta, dall'estrazione del filo dal baco alla creazione del
"tessuto". La visita è molto interessante, non assistiamo solo passivamente ma
veniamo resi partecipi della lavorazione. Ci portano poi nelle grandi sale
espositive dove si può trovare tutto ciò che è possibile produrre in seta:
vestiti, coperte, lenzuola, borse, cravatte ecc. I prezzi sono ovviamente
inferiori a quelli italiani, la qualità è garantita e mia moglie si sbizzarrisce
in costosi acquisti. Da qui andiamo alla collina della Tigre per vedere la
Pagoda Inclinata, una specie di Torre di Pisa cinese che pende da una parte. Ci
si arriva salendo questo colle su cui si trovano pure antichi resti archeologici
a testimonianza della millenaria storia di Suzhou.
La sera torneremo nella Provincia di Shanghai
per raggiungere il nuovo spaziale aeroporto internazionale dove ci aspetta il
volo per il rientro a casa. L'aeroporto è molto grande, ha architetture ampie e
moderne e non potrebbe essere altrimenti come biglietto da visita e primo
contatto per molti viaggiatori con una ambiziosa città proiettata verso il
futuro. A mezzanotte ora cinese il nostro aereo si stacca dal suolo per
riportarci in Europa.
Alle ore 5,30, ora locale, siamo a Monaco di Baviera e alle 10,30 siamo a Roma
Fiumicino. Prendiamo alle 12,30 il Pullman che ci riporterà a Perugia dove il
solito Lino ci aspetta per accompagnarci a casa.
E’ stato un bel viaggio ed ora
alcuni consigli:
1)Prima di partire studiate
bene quello che c’è da vedere ed aggiungete all’itinerario, con modica spesa,
quello non previsto, in particolar modo le escursioni notturne.
2)Non comprate nulla, ne nelle
fabbriche di stato né nelle bancarelle. Il taroccato buono è solo un pretesto,
lo trovate in Italia ad un prezzo di gran lunga inferiore.
3)Se volete comprare qualcosa e
vi chiedono cento offrite 5 ed al massimo arrivate a 10.