Centroamerica 2004/2005


Centro America 2004/2005

(Messico – Guatemala – Belize – Honduras – Madrid, racconto di viaggio dal 13 luglio al 21 gennaio di Roberto Buracchini)

13 luglio – 21 Gennaio:
Tutto è iniziato il giorno del mio 28° compleanno, quando decisi di farmi un grande regalo.
Il mio sogno già da tempo era di viaggiare per un tempo indeterminato in quegli splendidi luoghi immersi nella natura, e dove la gente può capire veramente quali sono i valori della vita.

13 Luglio Roma-Cancun
14 Luglio Isla Mujeres
27 Luglio Tulum
29 Luglio Chetumal
30 Luglio Belice city – Punta Gorda
02 Agosto Puerto Barrios – Livingston
05 Agosto Rio Dulce
07 Agosto Rio Dulce – Finca Paraiso – Rio Dulce
09 Agosto Rio Dulce – Morales – Rio Dulce
12 Agosto Rio Dulce Casa Guatemala volontariato
15 Agosto Rio Dulce – Casillo de San Felipe – Rio Dulce
29 Agosto Guatemala City
30 Agosto Antigua
01 Settembre Antigua – Volcan Pacaya – Antigua
04 Settembre Rio Dulce Casa Guatemala voluntariato
10 Settembre Rio Dulce – El Estor – Rio Dulce
18 Settembre Rio Dulce – Quirigua’ – Rio Dulce
22 Settembre Rio Dulce – Mariscos – Rio Dulce
25 Settembre Antigua
26 Settembre Panajachel Lago de Atitlan
27 Settembre San Pedro la Laguna Lago de Atitlan
29 Settembre San Marcos la Laguna Lago de Atitlan
01 Ottobre Chichicastenango
02 Ottobre Rio Dulce Casa Guatemala voluntariato
08 Ottobre Rio Dulce – Cerro San Gil – Rio Dulce
15 Ottobre Lanquin
17 Ottobre Lanquin – Samuc Champey – Lanquin
18 Ottobre Copan Ruinas
20 Ottobre Tela
21 Ottobre Isla Roatan
29 Ottobre La Ceiba
30 Ottobre Omoa
01 Novembre Rio Dulce Casa Guatemala volontariato
11 Novembre Zacapa
13 Novembre Chiquimula
15 Novembre Quetzaltepeque
16 Novembre Rio Dulce Casa Guatemala volontariato
27 Novembre Rio Dulce – Morales – Rio Dulce
08 Dicembre Placencia
13 Dicembre Rio Dulce Casa Guatemala volontariato
18 Dicembre Flores
20 Dicembre Rio Dulce Casa Guatemala volontariato
02 Gennaio Flores
03 Gennaio Chetumal
04 Gennaio Mahahual
06 Gennaio Isla Mujeres
10 Gennaio Cancun – Madrid
11 Gennaio Madrid
16 Gennaio Madrid – El Escorial – Madrid
19 Gennaio Madrid – Toledo – Madrid
21 Gennaio Madrid – Roma

Si Parte – 13 luglio 2004
Alle ore 18.30 di martedì 13 luglio inizia la mia avventura in Centroamerica. Sono sceso dall’aereo, e già il calore e gli odori dei Caraibi si fanno sentire.
Come al solito la mia fortuna mi accompagna dovunque, e per ricevere i bagagli devo attendere circa 3 ore all’aeroporto. Una volta recuperato il mio zaino mi dirigo agli autobus dove, per fortuna riesco a prendere l’ultimo della giornata, che mi porta fino al terminal degli autobus in centro a Cancun.
Primo alloggio, Mexical Hostel, dove un dormitorio di circa 12 persone è l’unico modo per passare la notte.
Subito amicizie, esco la sera con uno scozzese che anche lui è in giro per circa 5 mesi.
Cancun avrà sicuramente uno dei mari più splendidi del Messico, ma non posso dire che è il mio luogo preferito e sicuramente non è quello che cercavo.

14 luglio 2004
Mi sveglio presto, per visitare per alcune ore le spiagge caraibiche di Cancun, scatto qualche foto e poi mi dirigo a Puerto Juarez, dove una imbarcazione mi trasborda fino a Isla Mujeres, luogo scelto per rilassarmi un po’ di giorni, prima di iniziare il mio viaggio.
Mi fermo in un Hostel dal nome POC-NAC HOSTEL, dormitorio carinissimo con circa 6 letti, e un ambiente molto caldo con viaggiatori come me, zaino in spalle e molta voglia di conoscere. L’hostel è situato a nord dell’isola, molto vicino a Playa Norte, la più bella spiaggia dell’isola.
Per gli amanti del dolce fa niente e del bel mare, il luogo è tra migliori visti. POSSO ASSICURARLO.
Qui i giorni sono tutti uguali, ma ho deciso di fermarmi alcuni giorni per rilassarmi, mare, mare & mare…. con enormi sieste su amaca.
Iniziano le prime amicizie, i primi racconti di viaggio, e i piani, come si sol dire, sono fatti per cambiarli…
Detto fatto, mi aggrego ad un carissimo amico che nel corso di questi 6 mesi sarà la mia spalla destra. Senza nessuna discussione e senza alcun dubbio, iniziamo la nostra avventura. Si chiama MICHAEL www.rastlos.net  (per vedere le foto del nostro viaggio).
Intanto, i tramonti dell’isola mi lasciano pensare un’immensità di cose sul mio viaggio, mi fermo tutte le sere di fronte al mar dei caraibi, dove il sole scompare e dove i miei sogni incominciano a diventare realtà……
Non me ne sono neppure accorto e già sono passati esattamente 13 giorni da quando sono arrivato nell’isola e forse è arrivata ora di partire.
Ultima colazione all’hostel visto che nei 90 Pesos mexicanos è compresa la prima colazione e poi con un gruppo di amici tra cui un messicano in cerca di fortuna sullo Yucatan, ci dirigiamo verso il porto per prendere la barca che ci riporterà fino a Cancun.
Il tragitto dura circa 20 minuti e poi con un piccolo collettivo. N°13, ce ne andiamo al terminal per salire sul pullman direzione sud…
Prossima tappa Tulum.

27 luglio 2004
Siamo arrivati alle quattro del pomeriggio a Tulum, con tutti i nostri zaini siamo scesi al paese, dove però non avevamo intenzione di fermarci, infatti la nostra idea era di dirigerci verso la spiaggia, dove cabanas in legno ci avrebbero fatto da casa per alcuni giorni.
Con autostop dal centro del paese ci dirigiamo verso la spiaggia, e dopo aver visitato vari alloggi abbiamo deciso per una spartanissima capanna in riva al mar dei caraibi al Camping Santa Fe’. La capanna, tutta in legna con pavimento di cemento e un letto doppio in mezzo, è uno dei luoghi preferiti per viaggiatori con zaino in spalla, e molto economico…”65 Pesos mexicanos a persona”. Qui, il mar dei caraibi è stupendo, lunghe giornate a passeggio sulla riva del mare, e soste di fronte all’imponente alba, sono stati i miei passatempi preferiti.
Siamo andati a visitare anche le rovine maya, che pur essendo un sito piccolo rispetto agli altri del Messico, può ritenersi il più bello come posizione. Infatti il sito è collocato sulla costa e le rovine sono bagnate dalle splendide e cristalline acque dei caraibi.
Quindi dopo una giornata passata alle rovine, abbiamo salutato con Michael gli altri componenti del gruppo che si dirigevano verso il Chiapas.
Io con Michael dopo una ultima notte a Tulum ci siamo spostati verso sud ancora, direzione Chetumal, capitale del Quintanna Roo.

30 luglio 2004
Con un pullman diretto, abbiamo raggiunto Chetumal. Piccolissima tappa dedicata a riordinare un po’ le idee. Cittadina situata sulla costa è un porto importante commerciale per l’est del Mexico, ed è un piccolo centro commerciale dove è possibile trovare anche un po’ di tutto…………..
La sosta a Chetumal dura solo una notte praticamente, ci fermiamo a dormire in un semplice albergo non molto distante dal centro.
L’Hotel Primavera, è la nostra dimora per questa notte.
La notte uscita larga, festa con amici messicani conosciuti all’hotel, ci dirigiamo a mangiare gli ultimi tacos mexicani e poi CERVEZA CERVEZA Y CERVEZA

31 luglio 2004
E’ mattino presto e la resacca si fa sentire, però non possiamo fare niente, il viaggio ci aspetta ancora. Prendiamo un autobus dal terminal degli autobus di Chetumal che per un viaggio di circa 4 ore ci porta a Belize city, la città più grande del piccolissimo stato di lingua inglese, dalle splendide spiagge.
Ci fermiamo in città per alcune ore, mangiando alcune specialità beliziane, aspettando il nuovo autobus che ci avrebbe portato alla nostra destinazione.
Nostra prossima destinazione: Punta Gorda, cittadina situata al sud dello stato, tipica per i suoi suoni garifuna…. una specie di musica afrocaribena.
Dopo alcuni problemi trovati sul tragitto per alcuni ubriachi, ma senza eccessive complicazioni, arriviamo con circa 4 ore di ritardo alla nostra destinazione.
La gente del Belize di sicuro possiamo dire che non ha fretta, più o meno come tutta la gente del Centro America… ma questi beliziani!!!!!!! Incredibile, hanno dei tempi veramente allucinanti.
Il nostro primo incontro sulla strada principale della piccolissima città è un altissimo rasta, tipico caribeno, con in mano un pezzo di legno pronto a divenire uno dei tantissimi oggetti da regalo. Ci accompagna con tutta la sua simpatia e il suo buffissimo inglese a casa di un suo vecchio amico che è titolare di uno splendido alberghetto a gestione familiare, situato a nord del paese, dopo la piccolissima chiesa e il campo da calcio.
Il nostro carissimo accompagnatore Tom ci lascia ai piedi delle scale dicendoci di non preoccuparsi di nulla e che se avevamo voglia di bere qualcosa, ci avrebbe aspettato un 100 metri più in giù per bere una cerveza. Accogliemmo il suo invito e dopo aver lasciato le nostre cose nell’hotel lo raggiungemmo al bar la vicino dove passammo la serata a cantare con il Karaoke… insieme a un gruppo di rasta tipici dei villaggi caraibici belizeni.
Al Punta Caliente Hotel dove eravamo ospitati era possibile lavare i nostri indumenti, visto che era fornito nel giardino di pila con acqua. Il simpaticissimo e gentilissimo dueno dell’hotel ci lasciò usufruire del suo giardino, per appendere i nostri indumenti e nel pomeriggio addirittura se ne andò a comprare due amache da appendere sul giardino… per i due unici clienti dell’hotel.. gracias hombre. Considerando che la nostra permanenza era brevissima……
Il paese è situato sulla costa, e alle spalle è circondato da piccole montagne verdi dove è possibile avvistare ogni specie di animale tropicale. Il Belize è un buon piccolo luogo per godersi la flora e la fauna. Ce ne andiamo a visitare un po’ il paese, e poi con un gruppo del paese scommettiamo una cena sul campo da calcio… vittoria assicurata con me e Michael, e quindi anche cena pagata.
Dopo tre giorni di relax e soprattutto di nuove amicizie caribene, decidiamo di salutare i nostri amici beliziani e con un’imbarcazione lasciamo il nostro piccolissimo Belize.
La frontiera è un picco ufficio con un impiegato soltanto, il quale considerando i tempi belizeni, ci controlla tutti i bagagli e ci lascia salpare con una splendida lancia velocissima in direzione Guatemala.

02 agosto 2004
Dopo una traversata sul mar caraibico di circa un’ora, la lancia ci lascia a Puerto Barrios, prima cittadina guatemalteca sulla costa, centro commerciale e non solo molto importante per gli scambi del Guatemala.
Aspettando la lancia che ci avrebbe portato a Livingston, ci prendiamo un po’ di tempo visitando il confusionario mercado della città.
Questo nuovo stato è totalmente differente dagli ultimi visitati, una povertà molto più accentuata, strade disastrate e una confusione totale tra urla di gente indaffarata a vendere e a comprare nello splendido e colorato mercato.
Approfittiamo per comprare alcune cose di uso giornaliero come sapone e dentifricio visto i prezzi correnti.
Incredibile la differenza trovata sui costi passando dal Mexico al Belize e infine in Guate…. Una confezione di shampoo e una di dentifricio per soli 90 centesimi euro. Qui ci fermiamo anche a mangiare, in un piccolo cafè situato vicino al porto, aspettando la partenza della lancia.
Alle tre del pomeriggio la lancia lascia il molo di Puerto Barrios, e dopo un passaggio di circa 20 minuti arriviamo al molo di Livingston dove una marea di Garifuna ci aspetta alla salita della lancia per proporci una miriade di alberghetti dai prezzi economicissimi.
Noi come sempre decidiamo di andare in cerca da soli, ci fermiamo nella parte bassa del paese, sulla sponda della foce del fiume Rio Dulce.
L’hotel si chiama HOTEL VIAJERO, a gestione familiare anche questo dove è possibile anche cucinare un piatto da soli sulla cucina di casa; il prezzo della camera è di 20QZ cadauno per una camera con due letti e bagno in camera, nell’hotel è disponibile un simpatico giardino con amaca per le solite sieste pomeridiane, inoltre c’è anche un economico ristorantino gestito da un anziano signore simpaticissimo, al quale abbiamo lasciato anche un soprannome CAMARON….. perché già dalle sei del mattino iniziava ad urlare che erano disponibili camaron freschi nel ristorante.
Prima di andarcene abbiamo dovuto assolutamente assaggiare i suoi pubblicizzati CAMARON… Ottimi dovrei dire e economicissimi.
Livingston è un piccolo villaggio situato sulla bocca del fiume rio Dulce che sfocia sul mar Atlantico, villaggio di pescatori, si dedica anche al turismo, che ultimamente sembra aumentare, anche se il villaggio ancora non è affollatissimo di turisti, e comunque tutti coloro che si trovano qui sono viaggiatori zaino in spalla. Unico problema del Guatemala, per nostra sfortuna è che da tre giorni è entrata una nuova legge: DOPO LE 01:00 NIENTE più ALCOOL……. E I LOCALI CHIUDONO.
Per noi comunque niente problemi, inizieremo prima con le feste.
In questi giorni conosciamo i ritmi della tipica musica garifuna, particolare forma di musica e danza. Normalmente le orchestrine Garifuna girano i vari locali del villaggio per guadagnare qualche quetzal, e sono composte quasi sempre da 3/4 tamburi un guscio di tartaruga le maracas e una conchiglia; il tutto per scatenare un’assillante, vibrante e soprattutto confusionaria sequenza di melodie.
Inoltre con la musica vengono associate anche parole incomprensibili, e la gente del locale si dimena in balli scatenatissimi.
Nei giorni in cui eravamo a Livingston, andammo con il mio amico Michael e una amica tedesca a visitare i cosiddetti SIETE ALTARES, una serie di piccoli laghetti di acqua dolce, situati a circa una ora camminando dal centro del villaggio. Da pochi anni hanno anche costruito un ponte per attraversare il piccolo rio che si incontra sul percorso. Il cammino dice la gente del luogo che anche un po’ pericoloso, ma io penso che sia una trovata turistica per invogliarti a noleggiare una guida. Noi non abbiamo avuto alcun tipo di problema, anzi una famiglia lungo il percorso ci ha offerto alle tre del pomeriggio anche un buonissimo caffé. Le cascate situate sul sito durante la stagione secca sono una delusione, la portata del fiume è veramente minima anche se, con il caldo infernale, è un’ottima meta per rinfrescarsi un po’.

05 agosto 2004
Alle ore 12.30, dal nostro spartanissimo albergo abbiamo preso una lancia per il valore di 60QZ, la quale ci ha portati, dopo una bellissima risalita del Rio Dulce, fino a Fronteras, il primo villaggio sulle rive del fiume dove è possibile incontrare da dormire e da mangiare.
Il paesaggio è immerso dalla vegetazione e una miriade di uccelli volano sopra le nostre teste……..
Il caldo umido comunque fa da padrone e con Michael ci rinfreschiamo tirandoci un po’ di acqua del rio sul viso; ci fermiamo dopo un po’ di indecisioni sulla sponda opposta al villaggio di Fronteras, in un Hostel dal nome Backpackers, dove voci dicono lavorino bambini orfani guatemaltechi usciti da un progetto situato lì vicino. Il Backpackers diventerà nel tempo un nostro punto di appoggio nei vari spostamenti. Qui conosciamo gente che ci informa del progetto CASA GUATEMALA, dove vi sono ben 300 orfani… COSA FARE????
Beh ci ho pensato su pochissimo tempo, visto che avevo a disposizione tantissimo tempo per viaggiare perché non aiutare per un periodo bambini che veramente ne hanno bisogno…
La prima settimana rimaniamo all’hotel a lavorare al bar e nel frattempo ce ne andiamo in giro per visitare luoghi vicini dalla naturalezza incredibile.

07 agosto 2004
Sono due giorni che mi sono fermato in questo magnifico luogo, tramonti mozzafiato e una naturalezza impossibile da descrivere. L’hotel è situato esattamente sulle rive del Rio e gli spostamenti avvengono solo con lance a motore o addirittura con piccolissime canoe di legno a remi.
Sono arrivati intanto due simpaticissimi spagnoli, di cui diventerò veramente amico.
Sono Jorge e Alex, si fermeranno per circa due mesi nell’orfanotrofio come maestri di educazione fisica.
Con i due spagnoli decidiamo di andarcene a fare un bagno in una Finca a circa 30 minuti di bus da Fronteras. Prendiamo il bus dall’incrocio per El Estor, e dopo aver passato un caldo infernale nel piccolissimo Ciken bus arriviamo alla finca.
L’entrata è di 10QZ però ne vale la pena, una splendida cascata di acqua calda che si immette in un piccolissimo rio freschissimo.
Per tutti i gusti: ACQUA CALDA E ACQUA FREDDA. Addirittura ci esibiamo anche a una sfida di tuffi da sopra la cascata anche se il fondo del rio non è dei più profondi. Il sito è da non perdere. Una buona gita di qualche ora per rilassarsi quando vi trovate nei pressi di Fronteras (RIO DULCE)

09 agosto 2004
Già sono alcuni giorni che lavoro al bar dell’albergo e ho conosciuto moltissimi volontari dell’orfanotrofio, i quali mi hanno invogliato ancor di più a iniziare questa avventura. Oggi giorno di riposo, e quindi me ne vado in paese.
Alle 10 del mattino di fronte alla BENEDIZIONE DI DIO (economicissimo posto dove mangiare tortillas de Harina con carne e assaporare i deliziosi liquado di frutta) prendo uno dei tantissimi collettivi che ogni 30 minuti partono in direzione Puerto Barrios con sosta a Morales.
Io me ne vado a Morales a visitare il piccolo villaggio situato a circa 45 minuti più a sud di Fronteras.
Non so neppure come descrivere questo piccolo centro, dove è possibile comprare d tutto.
Il mercado è affollatissimo, è il centro più importante nei dintorni del lago Izabal anche se le apparenze non lo dimostrano. Il luogo però mi piace e sarà una delle mie tappe preferite in futuro per fare compere economicissime, visto che a Fronteras non trovavamo mai quello che cercavamo.

12 agosto 2004
Eccoci qua… come descrivere questo luogo. Non lo so, però ci proverò. Mi trovo nell’orfanotrofio Casa Guatemala, un centro per bambini orfani maltrattati di tutto il Guatemala, ci sono circa 250 bambini, tra cui alcuni con problemi seri mentali o fisici. Il progetto è situato a circa 15 minuti di lancia da Fronteras, e ogni giorno ci sono 2/3 lance che collegano il progetto con il villaggio, di modo che i volontari possano usufruire di telefoni pubblici in paese o di poter inviare e-mail ai familiari o amici. L’impatto è impressionante, i bambini incominciano dal primo giorno ad affezionarsi a te, e l’idea di doverli lasciare già mi entra nella testa anche se poi con il passare del tempo mi abituerò ai saluti di addio, visto che volontari di tutto il mondo vanno e vengono nel progetto quasi tutte le settimane e comunque anche i bambini, alcune volte per loro fortuna, vengono adottati e se ne vanno in situazioni più normali. Provo un po’ a raccontarvi dove mi trovo. Il progetto è formato da una scuola con 11 classi di vari gradi, c’è una reception al molo dove attraccano le lance e dove i bambini vanno a nuotare quasi tutti i giorni. Più avanti, un bellissimo piazzale dedicato alle ricreazioni della scuola dove tutti bambini e i volontari si incontrano per circa 20 minuti per giocare e parlare di quello che è successo a scuola.
Un edificio enorme in legno, su due piani, sulla destra sono le abitazioni di tutte le bambine e di tutti i bambini di anni non superiore a 4. Inoltre vive qui anche Carlos, il bambino poliomielitico con il quale i volontari esprimono tutta la loro gioia e allegria, tentando di aiutarlo il più possibile.
Inoltre c’è in mezzo al progetto una mensa dove tutti i bambini e i volontari si ritrovano alle 11 e alle 18 per pranzare e cenare. Vedere per credere le situazioni igieniche e sanitarie della mensa. Ricordo inoltre che il progetto è privo di acqua calda e l’elettricità’ di cui è provvista solo la mensa e la scuola è attiva dalle 6 del mattino fino alle 7 del pomeriggio. La nostra casa, cioè LA CASA DE LOS VOLUNTARIOS, è situata un po’ più distante, a circa 5 minuti camminando, dopo il campo di footbol e la zona dedicata ai polli e maiali.
E’ una casa costruita da volontari anni fa tutta in legno e rete antiinsetto, è composta da una sala dove ci riuniamo per qualsiasi evenienza, per conversare nei lunghissimi tempi morti e dove possiamo anche cucinare qualcosa di diverso dai soliti ARROZ Y FRIJOLES. Ci sono 8 dormitori da 4 letti dove i volontari possono dormire scambiando idee e opinioni con gli altri prima di addormentarsi. CHE NOTTI….. INDIMENTICABILI. Mi sembrava di vivere un film degli anni 20, senza luce e senza acqua, con la nostra candelina notturna ci raccontavamo tutte le nostre avventure di viaggio e non solo fino a instaurare un rapporto talmente unito tra noi che sembrava aver vissuto insieme già da moltissimi anni. Comunque con tutti i problemi ambientali e climatici in cui ci troviamo, l’importante è svegliarsi al mattino e saper di far qualcosa di buono.
AIUTARE 250 BAMBINI. Ora comunque non posso dilungarmi su quello che ho fatto in questo progetto anche perché sarebbe impossibile scrivere tutte le avventure vissute con i miei amici volontari e tutti i FILM che ho vissuto ogni giorno con bambini di tutte le età.

15 agosto 2004
E’ Domenica e, come tutte le Domeniche, sono distrutto; visto le feste al villaggio del Sabato sera……….
Sono libero però per un giorno e con un amico guatemalteco che è in possesso di una lancia facciamo una passeggiata per il rio, fino ad arrivare sul lago Izabal. Flora e fauna fanno da padroni in questo scenario, e ci fermiamo in un piccolo sito turistico dal nome Castillo de San Filippo. Il sito può essere visitato da chiunque e la maggior parte dei visitatori oggi sono guatemaltechi, di merenda sulle sponde del fiume. La fortezza-castello risale circa al 16° secolo ed era stato costruito per impedire ai pirati di saccheggiare i villaggi e le carovane di IZABAL.
Il sito oltre al bellissimo castello è contornato da un bellissimo parco con tavoli e panche dove è possibile mangiare. Portatevi qualcosa da Fronteras, comprato al supermercato e godetevi una bellissima giornata rilassante sul prato con vista sul lago Izabal.

30 agosto 2004
Sono circa 3 settimane che sono nell’orfanotrofio. Una cosa non avevo detto: ogni tre settimane di permanenza sul progetto abbiamo la possibilità di viaggiare per circa 7 giorni. Claro senza niente di preciso, giorno più o giorno meno nessuno ti dice nulla.
Siamo partiti ieri mattina da Rio Dulce alle 8.30 della mattina e con un autobus della linea Litegua e un biglietto di 40QZ abbiamo preso la carrettera al Atlantico che porta dritto a Guatemala city. Qui abbiamo evitato brutte situazioni, visto che ogni giorno sul giornale del paese la miglior notizia parlava di rapina o stupro nella capitale. Certo non è che devono proprio venire da me, comunque meglio evitare.
Dal terminal Litegua, una passeggiata di 1 minuto ci conduce alla plaza del mercado, da dove un simpaticissimo chicken bus dai colori sgargianti ci avrebbe portato fino ad Anigua. Il costo del biglietto e’ di 6 QZ, abbastanza ragionevole, 60 centesimi di euro per un tragitto di circa una ora.
Anche se in questi mezzi il tuo vicino di posto potrebbe essere una gallina o qualsiasi altro animale immaginabile, sono economicissimi e il miglior modo per viaggiare per il Guatemala. Considerando che dalla capitale partono chicken bus per tutto il paese ogni SECONDO, non troverete neppure problemi per quanto riguarda gli orari. Poi bellissimo è il lavoro svolto da colui che riscuote il biglietto: una volta pieno il bus inizia a riscuotere considerando che la gente viene fatta salire fino a che non rimane un cm quadrato di spazio, l’indispensabile per respirare. E allora inizia la scenetta: da cima a fondo del bus 30 volte per riscuotere, ritornare a prendere resti… chi ha 100qz e non tiene il resto.. o chi non si ricorda dove è montato ecc. ecc. Sapete perché viene fatto tutto questo strano modo di riscuotere??? Mi ha detto uno degli incaricati che è una forma di rispetto nei confronti dei passeggeri. Prima trovano il loro posto a sedere o in piedi, comunque sia la loro giusta collocazione, e poi possono chiedere i soldi per il biglietto. Sarà una forma di cortesia però mi sembra un po’ laborioso quello che fanno. VIVA IL GUATEMALA.
Arriviamo dopo un bel viaggetto stretti stretti ad ANTIGUA GUATEMALA, la vecchia capitale.
Ci stabiliamo al JUNGLE PARTY, un simpatico hostello con dormitori, per 30 Qz la notte. E’ gestita da una ragazza hondurena che già mi anticipa il viaggio nel suo paese, avevo voglia di partire subito per andarmene in Honduras.
Antigua è a circa 1500 metri sul livello del mare ed è circondata da tre imponenti vulcani: Fuego, Agua e Acatenango.
Otre alla bellissima posizione Antigua è anche una città corredata di magnifici monumenti.
A parte lo zocalo centrale, utile a bellissime soste pomeridiane per leggere libri e riflettere un po’, spicca il bellissimo Arco de Santa Maria, la Merced e la catedral de Santiago. Passeggiare per Antigua, lungo le strade acciottolate e le sue rovine, è una delle cose più rilassanti da fare in questo sito, sempre se la città non è inondata da turisti. All’estremo ovest della città, vicino al terminal degli autobus, è situato il coloratissimo e caotico mercato, da visitare preferibilmente al mattino. I prezzi sono abbordabili anche se come ogni parte del Guatemala e non solo la cosa importante è TRATTARE.
Altro luogo di interesse sul lato nord-orientale, si trova il CERRO DE LA CRUZ, il quale offre una vista su Antigua fantastica, anche se disturbata un po’ dalle nuvole che si stagliano sul VOLCAN AGUA. Antigua è una ottima meta anche per poter imparare la lingua, una settimana ospite in casa di una famiglia con classe di spagnolo costa circa 60 dollari, ottima opzione per imparare lo spagnolo e stare a contatto con la gente del posto.

04 Settembre 2004
Dopo una settimana di riposo e visite ad Antigua e non solo siamo tornati a Fronteras. Ieri sera all’arrivo al Backpackers, inevitabile FIESTA al bar con tutti i volontari, e in particolar modo con i due spagnoli i quali già ci aspettavano con ansia. Come al solito Boracchera totale e poi, dopo alcune ore di ballo calorosissimo, tutti a buttarsi sul fiume. Però bruttissima idea quella di bagnarsi con in tasca la macchina fotografica.
Perso tutte le foto di Antigua e non solo… CHE MIERDA! Non sarà l’unica volta.
Inoltre ho perso anche il secondo paio di occhiali; per fortuna Giovanni, un guatemalteco a noi amico, con maschera, il giorno seguente me li trova sotto il molo dell’albergo… QUE SUERTE!!!!!!!!!!!!!
All’interno della Casa siamo rimasti pochi volontari e quindi mi cambiano di incarico, da domani lavoro con Chiquitos e Carlos.
Io preferisco lavorare con Carlos, un ragazzo poliomielitico di 23 anni il quale non ha possibilità di movimenti e non può neppure parlare. Che divertente, lavorare con Carlos ti APRE VERAMENTE LA MENTE. Non sto adesso a spiegare ciò che facevo con lui però potete immaginare: su seggiola a rotelle, senza l’uso delle braccia e delle gambe. Ho gia detto tutto… Un BACIO CARLOS.
Siamo in tempo di FIESTA DE INDIPENDENCIA.
Tutta la settimana senza scuola e attività tutti i giorni.
Organizziamo con l’aiuto dei bambini e dei maestri varie competizioni. Gara di ballo, gara d canto, maratona gara di nuoto, torneo di calcio ecc. ecc. Settimana divertente passata in compagnia di Carlos a vedere tutte le attività svolte dagli altri bambini.
L’ultima sera della settimana Civica serata speciale, con sfilata di moda per le bambine.
Erano stati formati due gruppi di bambine da 3 a 8 anni e un secondo da 9 a 14: vincitrici ANGELICA per le più piccole e MADALIN per le più grandi. Che ridere vedere queste bambine mostrarsi a tutti gli altri ninos con una inevitabile timidezza. SONO SPLENDIDI!!
Oltre a stare con i bambini, ho svolto attività diverse, come andare per i villaggi vicini a vendere uova della fattoria e quindi ogni Giovedì mattina con il mio carissimo amico lancero Laither, giro in lancia per tutto il Rio, vendendo uova e formaggio. Esperienza divertentissima, entrare a contatto con gente veramente Maya che addirittura non parlano o spagnolo. Per fortuna il mio carissimo amico mi aiuta con la sua conoscenza del QUECHY.

10 Settembre 2004
Visto che uno dei maestri con il quale ho legato di più abita in un villaggio qui vicino, oggi visita della sua casa. Destinazione EL ESTOR, scomodissimo viaggio su strada disastrata su un minuscolo bus.Dopo un’ora e mezzo di caldo infernale arrivo a EL ESTOR, principale villaggio sulla riva nord del lago IZABAL.
Da qui partono molti turisti per l’escursione delle BOCAS DE POLOCHIC, una delle aree naturali dove è possibile avvistare centinaia di specie diverse di uccelli. La cittadina di El Estor è molto tranquilla, è un villaggio sonnolento anche se la Domenica è animato dal solito mercato del villaggio. A casa del profe Ramiro, tortillas e uova sono il pranzo e poi tutti nel cortile affollatissimo di maiali e pecore a giocare con i nipoti e amici.
La sera sosta sulle rive del lago a godersi il tramonto, e poi dopo una breve visita alla sorella, prendiamo il bus del ritorno. Arriviamo a Fronteras alle 19 e dopo un po’ di problemi con i lanceri, riusciamo a rientrare a Casa Guatemala.

18 Settembre 2004
Tra pochi giorni ci lasceranno i nostri carissimi amici spagnoli, e penso che ci mancheranno, intanto, oggi, dopo aver fatto turno per la notte con i babies, prendo la lancia delle 8 e me ne vado a Fronteras. Colazione alla Benedizione De Dios, con frullato mozzafiato e poi prendo un collettivo che mi porta fino all’incrocio La Ruidosa. Da qui un Chiken bus proveniente da Puerto Barrios mi porta fino all’incrocio del sito archeologico di Quiriguà.
Scendo sul ciglio della strada proprio sulla strada di accesso del sito e con la modica cifra di 70 centesimi di euro entro. Il sito è reso celebre dalle sue famose stele magnificamente scolpite. Sono sette stele situate sulla Plaza grande e in particolare spicca la stele E, alta fino a 11 metri. Sembra la più grande stele conosciuta nel mondo maya. Comunque il sito è tutto qua, a parte l’acropoli, situata all’estremità della piazza.
Ricordatevi che qui è un caldo infernale e le zanzare fastidiose molestano abbastanza. Portate con voi un po’ di cibo al sacco anche perché il sito è dotato di zona pic-nic, è più comodo e economico.
Nel pomeriggio, verso le 15 mi reco all’incrocio con la statale principale, e la mia fortuna come sempre mi aiuta; passa un bus diretto a Flores, quindi, diretto fino a Fronteras. Mi fermo a dormire la notte al Backpackers, per poter bere qualche birra e ballare un po’, tanto domani mattina il mio turno inizia alle 9.30.

22 Settembre 2004
Dopo due mesi di convivenza con i due madrileni, oggi per me e non solo è un giorno triste. Ieri sera ci hanno salutato dal molo allontanandosi con la lancia JORGE Y ALEX, spero di rincontrarli al più presto, magari la prossima settimana ci incontriamo in Quichè, ma chi lo può sapere….
Mi mancheranno moltissimo, abbiamo condiviso dal primo giorno tutte queste magnifiche emozioni. BAMBINI COMPRESO CHE NON E’ POCO.
(tratto dal diario originale, Roberto in viaggio)
Visto che per la notte dopo aver salutato i due amici mi sono fermato a dormire di nuovo con i babyes, mi prendo un giorno libero.
Prendo la lancia e poi con il solito collettivo mi sposto un po’.
Scendo a Mariscos dopo 90 minuti di viaggio. La cittadina è la più importante sul lato sud del lago Izabal. Appena scendo penso di aver sbagliato zona, non c’è assolutamente niente da fare, a parte mirare il lago. Poi parlando con negozianti, vengo a sapere di un luogo sul lago, dove è possibile riposarsi un po’.
Chi gestisce il luogo sono una coppia straniera. Qui è possibile dormire, ma io mi fermo su una amaca un paio di ore bevendo due birre e leggendo il mio libro. Alle 13 con la lancia di Lupe, la signora, ritorno al villaggio dove mi faccio un giro per l’immancabile mercato.
Niente di speciale, ormai conosco tutti i mercati della zona e più o meno sono tutti uguali, coloratissimi e soprattutto confusionari.

25 Settembre 2004
Sono già passate altre tre settimane e quindi con il mio carissimo amico Michael ce ne andiamo a fare una bella settimana di FERIE.
Prima destinazione Antigua, di nuovo, ma solo per dormire, usciamo solamente perché è arrivato in paese un carissimo amico che abbiamo conosciuto in Messico due mesi prima. La serata si prolunga fino a tardi, poi dopo un po’ di riposo al solito hostel JUNGLE PARTY ci svegliamo, e direzione LAGO DI ATITLAN.

26 Settembre 2004
Che viaggio amici! Sulla cartina era vicino questo lago però… cavolo. Certo abbiamo risparmiato un sacco di soldi viaggiando con chikenbus, pero!!!!!
Ne abbiamo addirittura cambiati tre: Antigua-Chimaltenango-Patzun-Panajachel. Che fortuna siamo arrivati.
Questo americanizzatissimo villaggino sulla sponda nord-est del lago non è proprio quello che cercavo, comunque dobbiamo fermarci per una notte, non ci sono più lance per spostarsi su altri villaggi, o meglio, non ci sono quelle comuni. Perché se avessimo voluto per 100 Qz ci avrebbero portato. PERO’!!!! MEGLIO RISPARMIARE: NO???
Piccola visita al mercato del villaggio e un po’ di giri, ci fermiamo a mangiare e poi visto la situazione abbastanza turistica (I MAYA PARLANO INGLESE PER VENDERE) tutti a dormire. VILLA LUPITA, che con 3 euro e una stanza confortevole e bagno in comune, ci fa da rifugio per questa notte. Prima di partire per un’altra destinazione. Mi raccomando se volete comprare qualcosa a questo mercato del villaggio abbiate pazienza qualche ora e spostatevi a San Pedro o San Marcos, molto più economico.

27 Settembre 2004
Il cielo è di un colore impressionante, il temporale è alle spalle, e considerando anche l’altitudine, attraversare questo lago mi sembra andare dritto dritto verso le viscere della terra. Che sensazione strana quassù!!! Dopo 30 minuti di lancia e un interminabile acquazzone, giungiamo al molo di San Pedro la Laguna. Che peccato, non abbiamo potuto vedere i vulcani che circondano il lago per colpa del temporale.
Comunque, scendiamo dalla lancia e ci dirigiamo verso il villaggio, situato sulla riva del lago, proprio ai piedi del vulcano omonimo San Pedro.
Il villaggio è piacevolissimo, non ci sono grandi strutture, e visto la stagione non ci sono neppure molti viaggiatori, a parte alcuni Israeliani.
In questo posto però vi sono stanziati molti stranieri, inglesi, tedeschi, e infine italiani, visto la pace e la serenità che trasmette il lago.
La prima grande sorpresa è riabbracciare i due spagnoli che sono arrivati il giorno prima. Si fermeranno 2 giorni e poi ci saluteremo definitivamente.
Alloggiamo all’hotel Valle Azul, un po’ fuori dal centro, ma comunque con un’ottima vista sul lago, il bagno è in comune comunque per 10 Qz mi sembra anche troppo. Sul villaggio fa da padrone il deliziosissimo aroma di caffé coltivato sulle pendici del vulcano, anche se non è l’unico odore che caratterizza il villaggio. Nel villaggio infatti ci sono anche tantissime piantagioni di Marijuana. Qui il tempo si ferma decisamente. Starsene sulla riva del lago fissare i vulcani e i maya, che si dilettano in qualsiasi tipo di lavoro, è il passatempo migliore in questa zona.
Qui è molto difficile trovare maya che parlano addirittura lo spagnolo, e il loro dialetto è assolutamente incomprensibile come quello della zona del lago Izabal. Pensate che in un piccolissimo stato come il Guatemala ci sono addirittura 23 dialetti, anzi lingue…
Decidiamo in questi 2 giorni di rilassarci veramente, anche se ci facciamo una escursione sul vulcano. Costo dell’escursione a cavallo 3 euro.
Dopo una bellissima risalita al vulcano attraverso la selva ci siamo fermati sull’altro lato del vulcano a nuotare sul lago. Le acque sono di un cristallino intenso e nonostante l’altitudine (1600mt) il bagno nel lago è un’esperienza indimenticabile. Pensate che potete nuotare all’altezza delle nuvole.
Ci dispiace molto lasciare questo posto, per tutti i motivi del mondo. Qui davvero avevo trovato una pace indescrivibile, comunque i villaggi qui vicino non saranno da meno. Ci salutiamo definitivamente con gli spagnoli, che prendono un chiken bus che da San Pedro li porta sino a Guatemala City.
Noi in autostop ci dirigiamo verso San Marco. Dopo un paio di tentativi ecco che ci aiuta un vecchio boscaiolo, che con il suo pick-up ci porta fino a San Marco. E’ una bellissima strada, anzi sentiero, che costeggia il lago a circa cento metri sopra il suo livello. Ci occorrono circa 30 minuti per arrivare al villaggio.

29 Settembre 2004
Altro silenziosissimo villaggio, esattamente di fronte a San Pedro. Abbiamo toccato Santa Clara e San Pablo, ma questo ci sembrava decisamente migliore come meta. Da qui si può vedere decisamente bene l’imponente vulcano San Pedro che domina sul villaggio omonimo. Si possono addirittura ammirare gli altri due imponentissimi vulcani sulla sponda sud del lago, TOLIMAN e ATITLAN, entrambi con un altezza superiore ai 3000 metri.
Qui addirittura la situazione è molto più mistica rispetto a San Pedro. Non abbiamo incontrato neppure un viaggiatore a parte lo scoppiatissimo settantenne austriaco, che è ormai sotto gli effetti di non so cosa… da circa 25 anni. E’ fermo qui da molto tempo, però non siamo riusciti a capire cosa ci facesse. Comunque, certo il posto non lo ha scelto dei peggiori, e sicuramente non gli mancherà la pace e la tranquillità.
Qui è molto meglio la riva del lago, da dove è bellissimo tuffarsi sul maestoso lago.
C’è un bellissimo centro di meditazione, dove è possibile scoprire il proprio corpo, e saperne un po’ di più sulle tecniche yoga e vari massaggi. Il costo per una seduta di yoga e massaggi finali è di solo 4 euro.
Addirittura si può anche alloggiare in questo mistico luogo, comunque è meglio cercare in giro visti i prezzi.
Noi ci fermiamo all’Hotel La Paz con bungalow, al costo di 30 Qz a persona. Il giardinetto fuori è coltivato con prodotti biologici e c’è anche un ristorantino vegetariano.
Non c’è molto da fare qua anche se non avrei voluto andarmene. Record di permanenza su una AMACA…..

01 Ottobre 2004
Ci siamo spostati verso nord, a circa 3 ore di chikenbus, per raggiungere la coloratissima CHICHICASTENANGO. La città è un famoso mercato a cielo aperto della regione del Quiche’. Qui ancora è molto facile incontrare donne sul ciglio della strade a tessere le meravigliose e variopinte stoffe, con i loro vecchi telai in legno. La città sembra estranea a tutto il Guatemala, la nebbia che la circonda quasi ogni giorno la rende magica. Qui c’è anche una situazione religiosa molto forte e anche se non è domenica ci sono varie processioni religiose lungo le strette stradine acciottolate. Entrare nel mercado è come entrare in un immenso formicaio, non è giorno di mercato, visto che si svolge il giovedì e la domenica, ma la situazione è davvero intrigante. Non posso immaginare come deve essere in questi due giorni. Forse però è meglio così. Ho sentito dire che nei giorni reali di mercato si incontrano molti viaggiatori che disturbano la bellezza della città.
Visto i prezzi SUPERECONOMICI ci regaliamo anche qualcosa e dopo anche una visita alla chiesa di San Tomas decidiamo di prendere la via del ritorno.
Cosa dire di questa coloratissima città… Nonostante l’altitudine (2100) il clima è perfetto, non posso immaginare il mio ritorno a Izabal.
A parte il mercato e alcune chiese non c’è altro da fare. Molti prendono escursioni da Antigua o Panajachel, per sole 4 ore, e poi fanno ritorno. Noi partiti da Panajachel al mattino presto, e visitato la città, prendiamo un chikenbus alle 2 del pomeriggio che ci porta fino a Guatemala City.
Da qui, un bus di linea della Litegua diretto al Peten ci accompagna nella oscura notte guatemalteca fino a Rio Dulce, dove arriviamo alle 3 del mattino.
Notte passata al Backpackers, domani mattina andremo a Casa Guatemala.

02-11 Ottobre 2004
Non pensavo che i bambini mi avrebbero accolto così… dal giorno che sono arrivato qui sono passati circa 50 giorni considerando anche le due settimane in giro per il Guatemala. Sto man in mano acquistando la simpatia di ogni bambino, e lavorare con loro mi fa sempre più piacere.
Le giornate adesso sono abbastanza brutte, piove sempre, anche se oggi abbiamo potuto fare il bagno con Carlos per un’ora.
Sono arrivati nuovi volontari, dei vecchi siamo rimasti in pochi ed ho cambiato di novo tutti i miei programmi, non posso lasciare questo posto anche se adesso mi aspetta L’Honduras. Comunque, con l’ingresso di molti nuovi volontari, le cose mi sembrano un po’ cambiate, sembra che nessuno tenga le redini del gioco e ognuno si permette di fare quello che vuole. Non si appunta ai turni di lavoro e molti si presentano con molti minuti di ritardo al turno di lavoro.
Non tengo neppure più voglia di conoscere molta altra gente. Perché poi gli addii mi fanno male sentimentalmente.
Sabato scorso non me ne sono andato neppure alla festa all’hotel, ho voluto dormire con i ninos di 3 anni invece di fare festa. Mi sento sempre più affezionato a loro anche se questa situazione strana mi ha fatto riflettere un po’, tra 10 giorni me ne vado con Andreanne.
Meno male che in questi giorni ho lavorato con il mio carissimo Carlos il quale mi trasmette un’allegria immensa e quindi ho passato dei giorni felici. Abbiamo celebrato anche il suo compleanno, abbiamo invitato una famiglia di un villaggio qui vicino per suonare la MARIMBA, strumento tipico della zona. Penso che tra pochi giorni parto (tratto dal diario originale…. Roberto in viaggio).

15 Ottobre 2004
“NEI SETTE ANNI CHE LAVORO QUI NON AVEVO MAI VISTO ARRIVARE VIAGGIATORI ALLE 10 DI NOTTE, E SOPRATTUTTO CON UN PICK-UP, FACENDO AUTOSTOP. CHE VALOROSI!!!!!”
Queste sono state le parole della guardia del nostro hostel, EL RETIRO.
E in effetti, posso dire di aver passato alcune ore abbastanza in panico, ma non troppo comunque.
La guida diceva che il percorso era abbastanza pericoloso, non solo per la strettissima strada in terra battuta sul ciglio della montagna, ma anche per i vari assalti a pullman e auto da parte di banditi. Inoltre anche Teresa, una amica volontaria, ci aveva sconsigliato questo percorso.
Alla fine, comunque il paesaggio del Verapaces ripaga tutto.
Sono partito da Frontera per El Estor, da qui un chikenbus delle 12.30 ci ha condotto all’interno degli altopiani della regione di Verapaces. Il viaggio, spettacolare per il paesaggio, ma al tempo stesso scomodissimo, è durato circa 6 ore, passando per vari villaggi maya immersi nella vegetazione. Giunti a Japon alle 18.30, in piena notte, siamo venuti a conoscenza che non vi erano più mezzi di trasporto per Lanquin, nostra meta.
Il villaggetto, incastrato in una piccola valle, era delizioso, ma l’unico albergo che vi era in paese era chiuso perché il figlio si trovava in ospedale. Dopo varie domande ai residenti del villaggio, incontrammo un giovane ragazzo con sua madre, che sarebbero andati nel giro di un’ora fino a Coban, passando per Lanquin. Passammo un’ora all’interno di un bar a bere un caffé e a parlare con il nostro cameriere. Anche lui, come gli altri, ci sconsigliava di viaggiare di notte da queste parti, ma comunque oramai cosa potevamo fare? Fermarci dove?? Juan, il nostro autista, ci viene a prendere alle 20, e dopo alcune domande per assicurarci un po’ della situazione, saliamo dietro al pick-up. Che dire, Andreanne era assolutamente terrorizzata, domande su domande, e io cercando di rassicurarla.
Il pick-up si ferma una prima vota, niente problemi, solo un controllo al tubo di scappamento. Poi una seconda fermata, ancora niente problemi. VOLETE UNA BOTTIGLIETTA DI ACQUA??? Le parole di Juan dopo 40 minuti di viaggio.
La paura di Andreanne era: “Di solito tirano tronchi di alberi sulla strada per arrestare i passanti e poi le derubano” e non faceva altro che ripeterlo. Quasi quasi ci credevo anche io, e pensare che la svizzera in mia compagnia, all’età di 35 anni ha gia viaggiato quasi su tutto il Sudamerica, e adesso sono 5 mesi che è in giro per il Centroamerica…
Arriviamo alle 21.40 alla porta del nostro rifugio in montagna. E’ finito questo BELLISSIMO TOUR ORGANIZZATO.
La stanchezza, forse dovuta un po’ alla tensione del viaggio, non ci permette neppure di mangiare qualcosa. A LETTO

16 Ottobre 2004
Il tempo non è dei migliori, una finissima pioggia ci accompagna lungo la strada diretta alle grotte di Lanquin. Passiamo il paese con in mano il nostro salvagente, e dopo alcune piccole informazioni, giungiamo alle grotte. E’ una camminata di circa 30 minuti, ma per chi non avesse voglia di camminare, all’uscita del Hostel El Retiro c’è chi vi può portare con un pick-up.
Il biglietto di ingresso è di circa 20 Qz. Le grotte non sono organizzate come una qualsiasi rete di grotte in Italia, anche se c’è luce, portatevi una torcia e comunque, anche i sentieri sono abbastanza pericolosi e non vi allontanate più di tanto. Ad un certo punto non ci sono più sentieri e poca luce… ahhh portatevi anche delle buone scarpe, il terreno è ben scivoloso. Le grotte sono caratterizzate da varie e strane formazioni di stalagmiti e stalattiti.
Inoltre se volete restare sul luogo fino a tarda sera è possibile vedere al tramonto, stando seduti sull’uscita delle grotte, migliaia di pipistrelli che fuoriescono dalle grotte stesse. Se alloggiate al Retiro potete da qui, con il vostro salvagente, discendere il fiume che esce dalle grotte.
Una discesa di circa 20 minuti sul rio fino ad arrivare all’ingresso dell’hostel. Anche qui fate attenzione, c’è solo una linea di boe che indica dove arrestarsi. Ricordatevi però che la corrente a volte è abbastanza forte, e quindi avvicinatevi alla sponda destra molto prima di giungere alle boe.
Provare per credere: Andreanne è rimasta 10 minuti aggrappata ad un albero circa 20 metri più a valle dell’hostel. Grazie ad amici Israeliti l’abbiamo tirata fuori. Ottima giornata comunque, devo dire che il luogo mi piace molto, le capanne a palafitta conficcate sul pendio della montagna sono veramente caratteristiche, e poi il silenzio che domina queste valli… da non descrivere…

17 Ottobre 2004
Ci svegliamo presto per raggiungere Samuc Champey. Con un pick-up ci portano, attraversando una strada accidentata di circa 10 Km, a Samuc.
Per prima cosa visitiamo una caverna. Essenziale una guida in questo caso. Le grotte sono immerse dall’acqua e non vi è luce elettrica.
Nuotare con un braccio e tenere la candela sull’altra è la cosa più complicata. Comunque da esplorare queste grotte.
A parte alcune ferite riportate sulle gambe dovute a formazioni di rocce sotto l’acqua l’avventura è stata magnifica. C’è da risalire una piccola cascata con una fune, e anche qui, molti i rifiuti da parte dei componenti del gruppo. Saliamo a piano superiore io una tedesca e tre francesi. Anche io quasi mi porto via un piede, però tutto finisce bene. Bella avventura.
Ma Samuc Champey non è famoso per queste grotte, deve la sua fama ad una meraviglia della natura: un ponte di pietra di circa 300 metri, con in cima una serie illimitata di vasche e laghetti di acqua cristallina, dove è possibile fare il bagno e rilassarsi un po’. E’ possibile vedere la meraviglia anche da un Mirador situato nella vetta di una montagna vicino al sito. DA NON PERDERE.
Sono luoghi un po’ al di fuori dalle rotte turistiche, comunque luoghi da consigliare. Vale veramente la pena giungere in questo angolo di paradiso…
Ricordate, per molta gente questo è il luogo più affascinante del Guatemala. Pensateci bene, prima di andarvene dal Guatemala senza aver visto questo luogo. E’ raggiungibile anche molto facilmente da Coban con una escursione, o comunque, per i meno avventurieri, da Antigua vi sono molti tour che portano fino qui. Molto più caro però!!!!!!

18 Ottobre 2004
Altro spostamento abbastanza lungo e stancante. Siamo partiti con Andreanne da Lanquin alle 7 del mattino con un collettivo per raggiungere Coban, piacevole cittadina dei dipartimenti di Verapaces. Breve sosta per alcune ore e poi, un chikenbus piuttosto malandato ci ha portato fino a Chiquimula, piccola cittadina graziosa, che visiterò più avanti nel corso del mio viaggio. Prendiamo da qui l’ennesimo mezzo di trasporto che ci porta sino al confine.
BIENVENIDOS EN HONDURAS è quello che mi rimane impresso della frontiera. Niente più. Breve passaggio a Copan Ruinas con autostop e dopo 10 ore di viaggio arriviamo a destinazione.
Serata tranquilla, il villaggio è grazioso e i locali sono numerosi, e comunque sempre economici.
Qui incontrerò un’amica italiana… amica… ci sentiamo via e-mail da circa 4 mesi. Però entrambi abbiamo voglia di vederci. Si chiama Laura e anche lei, partita dal Venezuela, è in giro per il Centroamerica. Ci fermiamo all’hostel Iguana Azul, dove per 4 dollari pernottiamo con pulitissime camere e bagni bellissimi. SIAMO USCITI DAL GUATEMALA E SI VEDE!!!!!!!! Sono circa 3 mesi che non vedo un ambiente così pulito.
Domani visita alle rovine.

19 Ottobre 2004
Questa antica città maya è situata a circa 10 km dal confine del Guatemala, e non ha nulla da invidiare ai colossali siti di Tikal e Chichen-Itza, o tanti altri.
Dal piccolo villaggio di Copan Ruinas è raggiungibile facilmente con una breve passeggiata. Per quanto mi riguarda però. l’entrata è veramente esagerata, 11 dollari americani. Il sito è immerso come molti siti maya in una fitta vegetazione e una serie di sentieri vi aiuteranno nella visita.
La principale attrazione del sito sono le alte stele graziosamente scolpite con vari volti dei sovrani maya.
Comunque tutto il sito è grazioso, dalla Grande Plaza al Campo de juego de la pelota, fino al tempio delle iscrizioni.
A parte tutto è un ottimo sito da visitare e comunque facile da raggiungere per chi si trova nella zona.
Piccola sosta pomeridiana sulla zona pick-nic con relativa siesta pomeridiana immerso nella vegetazione, e poi ritorno al villaggio di Copan Ruinas.

20 Ottobre 2004
Prossima tappa il mare. Come sempre non abbiamo mete ben prefisse, comunque ci spingiamo verso la costa, e alle sette del mattino prendiamo un autobus da Copan fino a San Pedro Sula. Tre ore di cammino e poi da qui un’ulteriore bus fino a Tela, dove decidiamo di fermarci per almeno una notte. Piccolo villaggio sulla costa del mar dei caraibi anche se il mare non è dei migliori.
Arrivati al villaggio ci stanziamo all’hotel Mareazul. Qui i prezzi incominciano a salire anche se ancora possiamo dormire per 5 dollari americani.
Al pomeriggio, passeggiata lungo le spiagge della città e poi visita al museo Garifuna, interessante museo culturale dove è possibile rivivere le azioni quotidiane di un popolo Garifuna. Inoltre è possibile avventurarsi nei villaggi Garifuna limitrofi, accompagnati da guide locali, infatti è possibile anche vivere azioni quotidiane dei villaggi stessi. Comunque a questa ultima opzione abbiamo rifiutato, a parte i costi elevati ci sembrava qualcosa di molto commerciale.
Ottimo posto per un buon relax, Tela è una delle mete preferite dei ricchi proprietari Hondureni. Qui è molto facile trovarne molti per il fine settimana e non solo.

21-28 Ottobre 2004
Dopo un breve tragitto tra Tela e La Ceiba, giungiamo al punto di sbarco per raggiungere le Bay Island, isole sulla costa dell’Honduras conosciute per le bellissime spiagge bianche e per i loro innumerevoli punti di immersioni. Qui è il luogo più economico per prendere il brevetto da sub, ed io non potevo farne a meno, visto che già avevo sperimentato lo snorkeling, avevo una voglia matta di conoscere approfonditamente i fondali marini.
Arriviamo a Roatan, l’isola maggiore, alle 8 della sera e con un piccolo trasporto locale giungiamo a West End Village, tipico villaggetto caraibico.
Qui non vi sono strade asfaltate, finalmente posso di nuovo muovermi scalzo per il villaggio in pieno relax.
Ci fermiamo al Valerie’s punto preferito da viaggiatori con zaino in spalla, è il luogo più economico (5 dollari USA in dormitorio) e non è neppure il migliore e pulito hostel trovato da quando sono in viaggio, comunque può andare.
Per fortuna trovo delle bellissime giornate in questa isola, e posso approfittare appieno delle spiagge e del bellissimo mare.
Inizio anche il corso da sub, OCEAN CONNECTIO è il mio punto prescelto. Il corso vale 150 dollari e considerando i 400 euro circa che occorrono per prenderlo in Italia e molte volte all’interno di una piscina, mi sembra un ottimo affare, visto anche i fondali marini che ci sono da queste parti.
Mi fermo nell’isola circa una settimana per finire il corso e per approfittare dei prezzi economici, per quanto riguarda le immersioni.
Alla fine faccio esattamente 8 immersioni per un valore di 12 euro a immersione, e inoltre affino anche il mio inglese masticato, visto che qui la lingua ufficiale sarebbe lo spagnolo, ma tutti parlano inglese, o un misto tra inglese e garifuna.
E’ stata veramente una bellissima esperienza quella delle immersioni, e come tutti i luoghi visitati in questi mesi, vi ho lasciato il cuore, soprattutto l’ho lasciato in fondo al mare. Penso che prima o poi mi immergerò di nuovo, magari in altri fondali caraibici.
Oltre alle immersioni ho visitato anche i villaggi più a nord dell’isola, tra i quali Camp Bay Beach, Jonesville, Coxen Hole e Sandy Bay. Ricordatevi che le banche si trovano solo a Coxen Hole e quindi se vi fermerete a West End, luogo più visitato, ricordate di portare con voi Lempiras Hondurani. La mglior cosa è ritirare soldi quando arrivate a Coxen Hole con l’imbarcazione. Se poi potete scegliere prendete quello della sera, lo spettacolo del tramonto vi ripagherà.
Qui quasi tutte le sere potrete trovare locali con musica dal vivo, e a differenza del Guatemala i locali sono aperti fino a tarda notte, dove fiumi di alcool ci sommergeranno. E’ un ottimo posto anche per divertirsi la notte, sempre però fuori dalle rotte turistiche.
Qui si sono stanziate moltissime persone provenienti da qualsiasi luogo del mondo, dagli statunitensi fino ai cinesi passando da argentini cileni e spagnoli. C’è anche una piccola comunità di italiani (circa 8 che hanno una scuola di immersioni) che sono qui da circa due anni. Diciamo che l’isola a parte le zone interne è abitata da stranieri.
Intanto ho ricevuto una e-mail da Michael che ancora segue nell’orfanotrofio e che mi implora di ritornare, i bambini sono tutti là a chiedere di me. No so cosa fare, comunque se ci penso bene, dopo 15 giorni che ho lasciato il progetto sento già la nostalgia.
A proposito, il mio carissimo amico Michael ha trovato la donna della sua vita come lui mi descrive su una e-mail. E’ spagnola ed è una vera matta da quello che mi dice. Ok decido di rientrare all’orfanotrofio, dopo un po’ di girovagare.

29 Ottobre 2004
Alle 6 del pomeriggio giungo sulla costa di nuovo, e visto la notte, decido di fermarmi a La Ceiba. Mi fermo al Rotterdam Beach Hotel e qui mi concedo un po’ più di lusso: 8 euro con bagno in camera e aria condizionata, che ancora da quando ero partito non avevo visto, nonostante il caldo infernale passato.
E’ arrivata un’altra e-mail, questa volta è di Maria Del Mar, la spagnola di Cadice, che mi scrive tutto ciò che gli hanno detto i bambini nei miei confronti, tutti mi stanno aspettando e anche lei è impaziente di vedermi.
Mi fermo in casa di una gentilissima signora, a lato dell’hotel, dove mangio qualcosa e dove con la figlia vedo due film sdraiato sul suo comodissimo divano.
Anche gli Hondureni sono molto amichevoli, sono rimasto fino a tardi sera in compagnia delle due donne e poi a letto.

30 Ottobre 2004
Sono ormai impaziente di rientrare all’orfanotrofio, anche se ancora devo fermarmi un giorno in più in Honduras. Non ho voglia di fare un viaggio lunghissimo fino a Frontera da Tela. Decido di fermarmi a Omoa, piccolissima cittadina situata anch’essa sulla costa hondurana, con poco più di 2000 abitanti, e con un mare non all’altezza delle vere spiagge caraibiche; il villaggio è tranquillissimo comunque, e si trova a pochi km dal confine con il Guatemala, anche se le strade si riveleranno abbastanza accidentate. Mi fermo al Roli’s Place, economico hostel sul centro abitato, con tutti i confort, internet bar libreria ecc. ecc. Il costo come sempre è accessibile a tutte le tasche, circa 3 euro in dormitorio, compreso ventilatore e zanzariere sui letti.
La cittadina comunque, a parte la tranquillità e i prezzi inferiori rispetto alle altre mete turistiche dell’honduras, non ha molte cose da rilevare.
Solo lunghe soste sulla spiaggia a rilassarsi e niente più. E cosa vogliamo di più dai caraibi???
L’unico luogo di rilievo in paese è la fortezza di San Fernando che risale all’incirca all’anno 1800, ottimo luogo anche qui per un pic-nic e una piccola siesta pomeridiana se il tempo non ti permette di andare in spiaggia.

01 Novembre 2004
Mi sveglio presto, visto che mi hanno detto che il passaggio verso il Guatemala è abbastanza lungo anche se nella cartina le distanze sembrano veramente vicinissime. Prendo un qualsiasi bus per il confine che parte dalla piazza del mercato, e per circa 2 euro mi porta fino a Corinto. Fino a qui il passaggio sembra abbastanza tranquillo, ma dimenticavo che ancora dovevo entrare in Guatemala.
Eccoci qua, per fare circa 100 Km 4 ore di strada indimenticabile, un orrore… Che viaggio stressante. Addirittura penso che era più facile andare in Belize con una barca e poi rientrare a Puerto Barrios via mare. Forse però ho risparmiato molti soldini sicuramente.
Mi avevano detto anche che da Omoa vi erano compagnie che facevano il trasporto diretto fino a Puerto Barrios con un Pick-up privato, ma anche in questo caso i costi erano superiori, penso che più o meno il prezzo si aggirava intorno ai 20 Euro, quando io ho speso solo 4 euro. FORSE ERA PIU’ RAPIDO…
Sono arrivato in Guatemala e dopo le solite pratiche alla frontiere, mi dirigo verso Fronteras con il solito collettivo che da Puerto Barrios mi porta fino a destinazione con un viaggio di circa 90 minuti.
Sono le 5 del pomeriggio e giungo a Fronteras, e per fortuna ancora la lancia non se ne è andata dall’hotel. Ci sono dei regali da portare ai bambini inviati da alcune associazioni Canadesi.
Prendo la lancia e con il cuore in gola mi avvicino all’orfanotrofio. Sono le 17.50 quando arrivo e quando finalmente riabbraccio tutti i miei carissimi NINOS e anche i miei carissimi amici volontari, primo fra tutti Michael.
Mi presenta la sua carissima ormai fidanzatissima NORMA. Che Guapa e che Loca è questa Catalana.
Non è cambiato molto per fortuna, e domani ricomincerò con tutta la mia voglia di fare a lavorare con i bambini… HASTA MANANA.

04 Novembre 2004
Sono tornato da quattro giorni all’orfanotrofio, sono molto contento, ho ritrovato tutti i miei ninos in formissima, e tutti mi hanno accolto molto bene, sia tra i bambini e sia i vecchi volontari che avevo lasciato lì. Ho cambiato turni di lavoro, sto lavorando con i Varones Grandes, bambini dagli 8 ai 13 anni, con cui è molto divertente lavorare. Abbiamo ottenuto anche una bellissima vittoria con la squadra di calcio, vinto il torneo organizzato dal villaggio di Brisas, situato a circa 25 minuti di cammino nella giungla dall’orfanotrofio. Ho cambiato anche abitazione, visto che la casa dei volontari è pienissima, e quindi mi sono spostato in casa Danesa, così chiamata perché costruita da un gruppo di volontari danesi negli anni 90′.
Ieri notte abbiamo organizzato una festa al parco, con tutti i volontari e tutti i lavoratori de centro. Bevuta generale e poi, notte rilassante sotto le stelle con Maria del Mar.

11 Novembre 2004
Ok, mi sono deciso a prendere un giorno di ferie, è tornata dal riposo Maria del Mar, ed è successo qualcosa tra di noi… bene vediamo come andrà a finire.
Me ne vado di prima mattina salutando Maria che ha dormito con me questa notte e dopo aver preso la solita lancia fino a Fronteras, ho preso un bus diretto a Zacapa, cittadina che ancora non avevo visto, e di cui tutti mi hanno parlato bene; cittadina di studenti e non solo.
Arrivo nella tarda mattinata, e me ne vado a fare un giro per la cittadina, ma tutta quella bellezza descrittami penso che rimarrà nelle menti di chi me lo ha detto. Non ci vedo niente di interessante in questa cittadina a parte il piccolo mercato, comune a tutte le cittadine guatemalteche. Mi fermo a mangiare un pollo lungo alla strada per solo un euro e dopo riprendo il mio bus che in poco più di tre ore mi riporta a Fronteras.
Notte di festa al Backpackers, e saluti particolari ad un carissimo amico australiano Charlie che se ne ritorna a casa.

13 Novembre 2004
Ormai siamo rimasti veramente pochi dei più vecchi, e quindi ci siamo riuniti tra di noi per organizzare nuovi giochi e passatempi per i bambini.
Tanto per cominciare dalla prossima settimana inizia un torneo di pallone per i bambini, mentre per le bambine sono state organizzate due trasferte, una a Livingston e una a Morales. Le bambine hanno voglia di vedere un po’ di negozi, e soprattutto vorrebbero mangiare qualcosa di buono, come un pollo o un hamburger. Comunque io oggi con Maria del Mar che ormai facciamo coppia ce ne andremo a Chiquimula per comprare del filo e altre cose utili alla classe di manualità per i bambini. Michael e Norma intanto se ne sono andati a Poptun, vicino a Tikal, per passare alcuni giorni rilassanti in una bellissima finca chiamata IZOBEL. Ottimo posto per rilassarsi un po’ a poco tempo dal Peten.
Arriviamo con Maria alle 10 del mattino a Chiquimula, e dopo aver adempito ai nostri doveri, ce ne siamo andati un po’ in giro a visitare la cittadina. Migliore di Zacapa dal mio punto di vista anche se non c’è nulla di importantissimo. Qui ci sono intorno alla cittadina moltissime piantagioni di tabacco ed è un importantissimo centro commerciale per il Guatemala orientale. Inoltre è un luogo di sosta per molti viaggiatori che se ne vanno in giro tra Guatemala e Honduas, infatti vi sono molti viaggiatori in attesa di entrare in Honduras o che sono appena arrivati da Copan ecc. ecc.
Ci facciamo il nostro spuntino pomeridiano al restaurant El Tesoro, sulla piazza principale, e dopo riprendiamo il chiken bus che in tre ore ci riporta a Fronteras, dormiamo al backpackers dove dormiamo per la notte… domani devo iniziare a lavorare alle 6 del mattino.

15 Novembre 2004
Non so se è perché Michael e Norma non ci sono, comunque il progetto mi sembra più vuoto, certo Maria del Mar mi sta molto vicino, comunque sono anche 4 mesi che mi trovo in giro per il centro America e alcuni giorni mi incontro male, anche se l’affetto dei bambini che ricevo mi aiuta moltissimo.
Giornata libera anche oggi, ieri sera sono andato a Fronteras e quindi dopo aver dormito al backpackers prendo il primo chickenbus diretto verso la capitale, destinazione Quetzaltepeque piccolo villaggio vicino al confine con l’Honduras e El Savador, vado a vedere la situazione per entrare in Salvador, avrei intenzione di passare il prossimo riposo là, anche se a Maria del Mar piacerebbe fare un po’ di mare sui caraibi. Vediamo un po’.
Il viaggio non è dei migliori, il bus si ferma varie volte sulla strada per problemi tecnici, e arrivo in paese molto tardi. Sono le 11 del mattino, dopo 4 ore di viaggio faccio un giro per il paese e chiedo informazioni sulla possibilità di entrare in Salvador. Molto semplice come già pensavo. Comunque, intanto godiamoci una giornata di riposo. Solita visita al mercato, poi con un pick-up arrivo all’INCROCIO DI PADRE SAN MIGUEL, importante sito e luogo di scambi tra i tre vicini paesi: GUATEMALA HONDURAS E SAN SALVADOR. Ci sono bus frequentissimi che passano di qua sia per il Salvador che per l’Honduras, e naturalmente anche in senso contrario verso il Guatemala.
Altra giornata di perlustrazioni, rientro alla base molto tardi, sono a Fronteras alle 24 e dopo una cerveza a letto, domani entro di nuovo alle 6 e i bambini mi aspettano con ansia.

28 Novembre 2004
Sto passando un ottimo periodo, infatti non ho tempo neppure di scrivere molto sul diario, sono ormai di nuovo integrato nel progetto, mi sento molto felice con i bambini e poi, con Maria Michael e Norma abbiamo istaurato un bellissimo rapporto anche se con Michael non ce ne era bisogno visto i mesi passati insieme. Le feste del sabato sera continuano alla grande, ci divertiamo un sacco, e ormai anche i maestri o gli orientatori dei vari gruppi dei bambini si sono aggregati al nostro quartetto. Sono ormai 3 mesi abbondanti che siamo arrivati, e tutti ci vogliono un sacco di bene. Ormai siamo parte integrante di questo magnifico luogo. Ah dimenticavo, ieri siamo stati con Michael a Morales a comprare niente meno che un generatore di corrente, abbiamo intenzione di costruire un cinema formato piccolo all’interno del progetto. Vediamo un po’ cosa verrà fuori, c’è comunque Francesc un nostro amico Catalano che ha già in mente tutto, lui se ne è andato alla capitale per comprare un riproduttore e un telo dove riprodurre le pellicole.
Tra pochi giorni se tutto va bene dovrebbe essere realizzato questo piccolo cinema, sempre che nessuno ci metta i bastoni fra le ruote, SIAMO IN GUATEMALA NON DIMENTICHIAMOCELO.
Intanto il torneo di pallone sta proseguendo alla grande, abbiamo già vinto il girone di qualificazione e la prossima settimana iniziano le eliminazioni dirette. Il 24 di Dicembre ci sarà la finale se tutto va bene.

06 Dicembre 2004
Altra settimana passata alla grande con i ninos, non ho avuto grandi problemi, a parte il giovane Jaime che in questa settimana mi è sembrato un po’ nervoso e comunque non ha avuto un buon comportamento nei confronti dei suoi compagni. AHHAH dimenticavo, la scuola è ormai finita e quindi turni doppi per noi che lavoriamo con i gruppi dei bambini, per fortuna il mio carissimo collega Ramiro mi sta aiutando moltissimo, e io comunque sono stato abbastanza tranquillo, sono anche 5 settimane che ormai non me ne vado un po’ in giro. Il mio piano di riposo è cambiato, ce ne andremo con Maria del Mar a rilassarci sul caribe, destinazione Placencia in Belize.
Abbiamo vinto anche il primo turno eliminatorio al torneo, e i bambini sono davvero contenti, abbiamo festeggiato la vittoria con una cena speciale fatta appositamente per loro da noi volontari. Che bello veder ridere queste piccole PESTI.
Tra un po’ inoltre con dispiacere ci lasceranno i più grandi: Jorge, Rhoel e William, che se ne andranno a Zacapa per iniziare una nuova avventura al collegio. Buona fortuna ragazzi spero un giorno di ritrovarvi veramente maturi!!!!!!!!!

08-12 Dicembre 2004
Sono arrivato in Belize…
Da Fronteras abbiamo preso un bus diretto a Puerto Barrios. 2 euro e 90 minuti di viaggio per arrivare fino al porto; da qui abbiamo aspettato una lancia che alle 11 ci ha portato in Belize via mare.
Peccato il mare mosso e soprattutto i problemi alla lancia, si è fermata almeno 5 volte in un viaggio di circa 50 minuti. Non so cosa gli sia successo, il problema è che abbiamo perso la coincidenza con il bus da Punta Gorda a Placencia. Arriviamo a Punta Gorda alle 12.30 con 40 minuti di ritardo e aspettiamo all’interno di un bar il prossimo bus. PROBLEMA: questo bus se ne va a Belize city e quindi ci fermerà come ci hanno detto ad un incrocio per Placencia, dove non sanno se ci sarà un bus per Placencia stessa… SABER!!!!
Arriviamo a Seine Bight alle 18 già senza luce, visto la notte, e ci guardiamo un po’ in giro. Siamo fermi ad un incrocio sperduto e già pensiamo di accamparci a lato della strada su di un campo vicino.
Aspetta e spera dice il detto vero??? Ecco fatto sono le 19.40 quando passa un pick-up e ci invita a salire: è un francese che ha un piccolo ristorantino a Placencia. QUE SUERTE. Non c’erano più autobus.
Arrivati al paese ci facciamo lasciare a OMAR’S GUESTHOUSE, camera doppia con bagno in comune 5 euro cadauno, non molto caro per essere sulla spiaggia bianca dei caraibi con palme da cocco e amaca personale sul cortile.
Non potevamo non andare a mangiare dal nostro carissimo autista che ci ha salvato la notte, e quindi ce ne andiamo a cenare alle 22 al Sea Monkey Bar, dove ritroviamo il nostro francese e sua moglie, ottime persone. Dopo una cerveza e un po’ di pesce alla griglia ce ne andiamo a dormire, sono ormai più di 16 ore che siamo alzati, e comunque stanchi del lungo viaggio.
I giorni qui a Placencia passano molto tranquillamente, tra una amaca e un bagno in mare, me ne vado anche a correre per la mattina, per restare un po’ forma. Maria del Mar dice che sto ingrassando, anche se da quando sono partito dall’Italia sono ormai dimagrito circa 10 KG.
Placencia già da un po’ di tempo è raggiungibile via terra dal nord, mentre non molto tempo fa era raggiungibile solamente per mezzo di imbarcazioni, comunque nonostante questo, ancora rimane nel villaggio la tipica atmosfera dei cayos Beliziani.
Al contrario di quando arrivammo, questa volta decidiamo di rientrare via mare, prendiamo una lancia per 10 dollari beliziani, che da Placencia, attraversando una riserva di mangrovie e una miriade di uccelli ci porta fino a Mango Creek, dove un taxi collettivo gratuito aspetta i passeggeri provenienti da Placencia; con il taxi raggiungiamo la stazione degli autobus e arriviamo giusto in tempo per prendere il bus per Punta Gorda.
Di nuovo tutte le procedure alla dogana per entrare in Guatemala e poi riprendiamo la lancia che da Punta Gorda ci porta fino a Puerto Barrios. Ci fermiamo un’oretta per mangiare qualcosa ad un piccolo bar sulla strada e poi proprio davanti a noi passa un collettivo con destinazione Fronteras. Lo prendiamo anche se dobbiamo prendere il caffé, però è anche già abbastanza tardi e non saprei dire se ci fossero altri mezzi fino a Rio Dulce.
Giungiamo al Backpackers alle 7 di sera, e essendo di domenica non vi è nessuno, ma ritroviamo Rebecca di ritorno dal Messico, dopo un viaggio di circa 3 settimane, è stata al progetto due giorni, ma domani mattina partirà per la Spagna, è finita per lei l’avventura Casa Guatemala; lei era stata coordinatrice dei volontari e comunque anche un ottima amica.

13 Dicembre 2004
Sono rientrato con i soliti saluti da parte di tutti, in questi giorni tutti dedicati agli addobbi natalizi, io con alcuni bambini abbiamo addobbato le camerate in cui vivono con l’aiuto anche del professor Ramiro.
Tutto sta andando per il meglio, siamo molto contenti per l’arrivo del Natale, mancano solo pochi giorni, e con i bambini stiamo preparando varie attività, come balli canti e recite da eseguire sotto Natale.
Le cose con i volontari sempre meglio anche se ormai siamo rimasti del gruppo anziano sempre meno, noi ormai facciamo gruppo con Michael e Norma, che se ne andranno a Tikal domani mattina fino a Sabato 18. Li aspetteremo come sempre al rientro per la festa al BAR.
AHH dimenticavo, domenica la squadra ha vinto anche l’altra partita, ora aspettiamo solo la finale del 24 Dicembre, potrete immaginare lo stato d’animo dei bambini. Vogliamo vincere questo torneo.
Abbiamo anche deciso che alla fine IO sarò a fare Babbo Natale per i bambini.

19 Dicembre 2004
Siamo arrivati quasi a Natale, e i giorni passati sono stati veramente pieni di emozioni tra preparativi e non solo. Ma visto che le cose andavano veramente bene doveva pur succedere qualcosa di brutto, anzi di orribile.
Tutto però mi immaginavo tranne quello che è successo ieri sera. La ragazza di Michael, Norma, la loca Spagnola, è morta. Si avete proprio capito bene è MORTA. Certo ancora non posso crederlo, però è successo veramente. Penso di aver passato giorni migliori nella mia vita, questo lo posso giurare.
Sabato notte, mentre stavamo aspettando i nostri due amici al bar con la solita bottiglia di FLOR DE CANA, abbiamo appreso la notizia da Michael, che si trovava solo a Flores, luogo in cui è avvenuto l’incidente. Con il pick-up di Armando siamo andati a Flores la notte del sabato per incontrare Michael, che si trovava nell’hotel guardando la televisione con il padrone dell’hostel, il ragazzo era veramente distrutto.
Dopo tutte le informazioni dateci da Michael (che adesso non sto a scrivere) abbiamo bevuto un caffé e poi siamo andati a dormire.
Eravamo io, Maria, Amelia e Carlos. Abbiamo passato tutto il giorno veramente di MERDA. Siamo stati all’ospedale per confermare il riconoscimento del corpo visto che non era sufficiente la testimonianza del solo Michael, poi siamo stati dal medico che ha svolto l’autopsia, il quale ci ha detto che la nostra povera Norma era stata travolta da varie macchine, o forse peggio ancora da camion, comunque posso assicurarvi che il corpo era irriconoscibile se non fosse stato per il tatuaggio sulla caviglia.
Dopo le varie telefonate all’ambasciata, e aver parlato con la sorella di Norma in Spagna, siamo ritornati con un bus alla casa, dove i bambini ci hanno riempito di domande su dove fosse Norma e perché non era con noi.
Adesso mi sento veramente abbattuto, non posso più lavorare con i bambini, e giustamente, questa notte non andrò alla festa natalizia che era stata organizzata da tutti noi volontari.
Per l’ennesima volta il mio piano cambia, adesso aspetterò Michael che domani partirà per Barcelona a parlare con la sorella di Norma, si sente un po’ responsabile anche se non è affatto vero.
Spero che tutto gli vada per il meglio e lo aspetto con ansia per terminare questo viaggio con lui. Andremo in Messico insieme e termineremo il viaggio a Isla Mujeres, proprio come lo avevamo iniziato. Quindi cosa dire… adesso il Natale sarà molto differente e sicuramente anche l’ultimo dell’anno, non ho assolutamente voglia di festeggiare, anche se con i bambini dobbiamo continuare come sempre.
Speriamo anno nuovo vita nuova NO???
Questa cosa non doveva assolutamente succedere!!!!!!!!
ADDIO LOCA ESPANOLA…..
Rimarrai sempre nella mia memoria!!!! Il tuo sorriso e il tuo modo di scherzare e giocare con i bambini era veramente speciale e non dimenticherò mai il tempo passato con te….. ADDIO NORMA RIPOSA IN PACE. RIMARRAI SEMPRE CON NOI…
(tratto dal diario originale…. Roberto in viaggio)

26 Dicembre 2004
Le cose sono pesantemente cambiate dal momento che non c’è più Norma, anche se la vita nel progetto continua, l’entusiasmo dei volontari però non è più quello di una volta… comunque andiamo avanti.
Innanzitutto Natale passato benissimo con i bambini, con recite canti e balli, la notte del 24 abbiamo festeggiato il Natale a casa di Maria di Brizas che ci ha invitato nella sua capanna a mangiare e a bere.
Io come gia avevo detto ho vestito i panni di Babbo Natale, sia il 24 per la notte, distribuendo i regali a tutti i bambini della casa, sia il 25 per il pomeriggio in giro per Fronteras a distribuire regali ai bambini del villaggio non residenti in casa Guatemala.
Intanto ho sentito Michael, adesso si trova a casa sua in Austria, è stato a casa della sorella di Norma e poi se ne è andato in Austria. Ha visto anche i due Madrileni Jorge y Alex che sono andati fino a Barcellona per passare con lui la notte del 24, bravi ragazzi.
Adesso tornerà a Barcellona il 30 e poi il 31 prenderà un aereo per Guatemala city. Speriamo tutto bene, voglio rivederlo, mi ha detto che si incontra meglio, anche se il pensiero è ancora molto forte.
AHHHHH abbiamo vinto il torneo di pallone con i bambini, quindi Natale con i fiocchi, sfilata con il trofeo per Fronteras con 4 pick.up e poi rientro in casa con il benvenuto da parte di tutti gli altri volontari che avevano preparato una festa per i vincitori.

01 Gennaio 2005
Nuovo anno nuova vita avevo detto vero???
Ok più o meno qualcosa cambia, diciamo che oggi ho lasciato il progetto dei bambini, e non vi racconto quello che ho provato lasciare quei volti misto sorriso e pianto, con la promessa però di ritornare a trovarli. Abbiamo lasciato con Maria il progetto ieri sera e abbiamo festeggiato al bar con gli altri volontari il fine anno e il nostro addio. E’ stata una bellissima festa anche perché da quando sono qui non avevo mai visto tutta questa gente, anche tutti i maestri che se stavano già a casa da un mese sono venuti a salutarmi. Mi sono emozionato veramente.
Un’altra buona notizia, Michael è tornato oggi pomeriggio a Fronteras, e con lui anche la sorella di Norma e il suo compagno. Mi ha fatto un piacere immenso rivederlo anche se non potrà venire con me in Messico visto che se ne deve stare con la sorella di Norma per un po’ di giorni.
Inoltre tutti i volontari se ne sono andati, ce ne sono rimasti veramente pochi e comunque tutti nuovi, che sono arrivati questa settimana, è giunto veramente il momento di salutare tutti e andarcene.
Cena distruggente a CASA PERICO con Michael Maria e Amelia, che se ne andrà fino a Marzo a viaggiare con Michael per non lasciarlo solo in questo momento, devono arrivare in Colombia insieme. Speriamo che tutto vada per il meglio…
ADDIO CASA GUATEMALA… ADDIO FRONTERAS… ADDIO CARISSIMO AMICO MICHAEL…

02 Gennaio 2005
Dopo un tranquillo viaggio di 3 ore arriviamo a Flores; come già immaginavo, il pensiero è ricaduto subito su Norma, la nostra carissima amica scomparsa, siamo andati sul luogo dell’incidente e abbiamo lasciato dei fiori di campo.
Ci fermiamo al Mirador del lago, ottima sistemazione qualità/prezzo, paghiamo per una camera doppia con bagno in camera 4 euro a testa. Dalla terrazza è possibile vedere anche il lago Peten-Itza.
Da qui è possibile fare escursioni al sito di Tikal, ma visto che entrambi già lo conoscevamo decidiamo di fermarci solo questa notte, e poi ripartire domani mattina per Chetumal.
Usciamo per la notte, mangiamo qualcosa al Dona Goya, hostello dove avevamo sostato la notte del 18 Dicembre, giorno in cui arrivammo per la morte della carissima Norma. Il carissimo gestore guatemalteco ci riconosce, ci chiede come se la sta passando Michael e poi ci offre un caffé.
Usciamo con lui e suo figlio a bere qualcosa ad un bar dove ascoltiamo anche un po’ di musica locale, tra gli strumenti la solita Marimba.
Visto il viaggio che ci aspetta domani è meglio andarsene a dormire presto, il bus domani mattina parte alle 6 e arriveremo a Chetumal non prima delle 5 del pomeriggio e chi lo sa…!!!!!!!!!!!!!!!

03-04 Gennaio 2005
Merda merda y merda. Ho appena lasciato uno zainetto su di un pullman, speriamo di ritrovarlo, dentro vi erano circa 500 foto e tutti i ricordi lasciatomi dai bambini del progetto. Per le foto, mi rimangono quelle della digitale, anche se non è la stessa cosa. Però per i ricordi… MERDA!!!!!!!!!
Ritorniamo un po’ tranquilli. Abbiamo preso un bus da Flores alle 6 del mattino, e attraverso una bruttissima strada raggiungiamo Melchor de Mencos, dove con i soliti tempi centroamericani, ci fermiamo per circa 2 ore per tutte le operazioni di frontiera.
Il viaggio è stato un inferno, forse sarà perché sono quasi giunto alla fine della mia avventura, anche perché molto prima avevo sopportato viaggi molto più stancanti. Comunque, dopo un’altra lunghissima sosta a Belize City per motivi ancora da sapere, giungiamo a Chetumal alle 8 della sera, e con un taxi raggiungiamo il nostro albergo.
Unica sorpresa della sera è il mio zaino, che non ritrovo.
Notte nera, non vorrei essere nei panni di Maria che mi deve sopportare, un’altra persona mi avrebbe già abbandonato, sono stato veramente indisponente nei suoi confronti.
Da un’idea di Maria, decidiamo di rimanere un giorno in più per cercare di ritrovare il mio zaino, però niente da fare, nel bus non c’era niente a sentir dire l’autista e l’addetto alle pulizie. Maria mi ha seguito tutto il giorno telefonando ai vari enti per cercare questo zaino e devo veramente ringraziarla.
Comunque, niente da fare, il mio zaino non si trova e quindi dobbiamo partire, zaino o non zaino.

05-06 Gennaio 2005
Dopo averlo scoperto lo scorso anno non potevo non ritornarci anche questa volta, e inoltre Maria non lo conosceva affatto.
Questo è stato il mio luogo preferito dell’ultimo viaggio fatto lo scorso anno. MAHAHUAL…
Però che sorpresa, adesso arrivano al villaggio 4 crociere alla settimana e quindi potete immaginare, è diventato un via vai di GRINGOS e i viaggiatori zaino in spalle sempre meno. Il suo fascino lo mantiene sempre se non fosse per la gente che lo popola adesso.
Mi fermo a dormire in una capanna, CABANAS DEL DOCTOR, un simpatico luogo lungo la polverosa e unica strada del villaggio, un poco più avanti rispetto al centro. Meno gringos meno confusione, non è vero???
Due giorni comunque di completo relax, passati due giorni di mare e sole, tra una amaca e l’altra e qualche cerveza…
Anche a Maria è piaciuto il sito, anche se come evidente, il problema della massa dei turisti si nota moltissimo.

07-10 Gennaio 2005
Che spavento…
siamo partiti alle 12 da mahahual, e dopo appena 20 minuti di viaggio una signora di una casa lungo la strada ci ha fermati irrompendo sulla strada: un pazzo scatenato (senza armi) è dentro alla sua casa che fa anche da negozietto alimentari. Le ha spaccato alcuni vetri e voleva rubarle qualcosa al negozio. Siamo scesi con l’autista e due uomini che viaggiavano con noi e ci siamo avvicinati alla casa.
Il criminale che si trovava dentro continuava a dire che era stato rapito e picchiato e di stare attenti che c’era un’altro dall’altra parte con una pistola, noi non ci stavamo a capire niente, però la donna della casa ci spiega che il signore sembra anche drogato, e di non farci caso, è lui l’uomo che la ha rapinata e che non c’è nessun altro. Io a sentir di pistole mi sono un po’ impaurito e mi sono anche allontanato, poi però l’autista ha preso una corda e ha acchiappato il ladro e con l’aiuto di tutti lo abbiamo legato alle braccia e ai piedi, e poi visto che aveva anche tagliato i fili del telefono abbiamo aspettato qualche macchina di passaggio che avvisati dell’accaduto, sono andati ad avvisare i poliziotti di Mahahual. Per fortuna tutto è finito bene, siamo arrivati a Limones alle 15 e alle 16 abbiamo preso un bus per Cancun.
Alle 21 abbiamo preso il traghetto in direzione Isla Mujeres e ho ritrovato i miei amici baristi dell’hostel.
Anche questa volta mi sono fermato al Poc-Nac Hostel anche se abbiamo preso una camera doppia con bagno in comune per 7 euro ciascuno. Mancano solo tre giorni al mio rientro, anzi al nostro rientro, visto che anche Maria ha cambiato il suo volo, e ritorna con il mio stesso volo da Cancun.
Ci fermeremo anche a Madrid dai miei carissimi amici Jorge e Alex, Maria non li conosce ma farà presto amicizia.
Non vedo l’ora ormai di rientrare anche se devo godermi questi ultimi giorni di caraibi.
Infatti come detto sopra, ho sfruttato al massimo questo poco tempo per rilassarmi, stando molto tempo in spiaggia e passeggiando moltissimo alla sera, sotto il tramonto. Non dimenticherò mai questa avventura per tutto quello che mi è successo, nel bene e nel male.
Partiamo il giorno 10 alle 8 della notte, destinazione Madrid. Per fortuna dormiamo tutto il viaggio e il giorno 11 arriviamo in EUROPA.
Speriamo di non avere un grosso impatto…

11-21 Gennaio 2005
Cosa dire… sono arrivato in Europa anche se ancora non sono a casa.
Mi fermo 10 giorni a casa di Jorge, visito tutta Madrid e passo delle bellissime notti con i suoi amici. Feste su feste alla spagnola, ma ancora il mio pensiero è rivolto al Centroamerica. Di Madrid, anche se una bellissima città ho dei piccoli ricordi, passo tutto il giorno a passeggiare per la città con pensieri rivolti al Guatemala e non solo. Voglio tornare qui quando sarò più tranquillo. Intanto mi sono dovuto salutare con Maria, e a dire la verità non è stato molto facile, dopo 3 mesi passati insieme, e soprattutto le esperienze condivise!!!!!!!
Me ne vado di visita un giorno a Escorial, a circa una ora dalla città, bellissimo luogo dove fa da padrona lo spettacolare edificio universitario con chiesa e convento. Ottimo luogo da visitare nelle vicinanze di Madrid anche Toledo, cittadina situata in una collina accerchiata da un fiume. Mi dispiace non darvi ulteriori informazioni su questi giorni rimasto in Spagna, ma il mio pensiero non era certamente in Spagna in quel periodo.

CHAO A TUTTI E AL PROSSIMO VIAGGIO
GABY

UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE A CASA GUATEMALA WWW.CASA-GUATEMALA.ORG
L’ESPERIENZA DEL VOLONTARIATO E’ UN’ESPERIENZA DA PROVARE CREDETEMI…
VEDETE UN PO’ COSA TROVERETE IN QUESTO POSTO E SOPRATTUTTO GUARDATE GLI OCCHI DEI NINOS.
QUESTO VIAGGIO NATO DA UN RICHIAMO INSISTENTE DELLA VITA CALDA DI QUEI POSTI A ME CARI MI RIMARRA’ SEMPRE NEL CUORE.
QUESTO MAGNIFICO VIAGGIO LO DEDICO A

NORMA

http://robertoburacchini.blogspot.it/


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