Il Cairo e Alessandria
Abbiamo trovato su internet una buona
offerta con Alitalia: 200 Euro a persona Venezia - Il Cairo andata e ritorno.
In seguito ho trovato un albergo al Cairo, sempre su internet, a 60 Euro la
tripla con colazione a buffet. Si tratta dell’hotel Havana che si trova nel
Cairo nuovo. Un tre stelle passabile. Compreso nel prezzo c’era anche il
trasporto all’arrivo dall’aeroporto all’hotel. Ho trovato questo servizio molto
buono perché avere qualcuno che ti viene a prendere in un posto nuovo è quasi
come arrivare a casa. Il tragitto dall’aeroporto all’hotel dura circa un’ora.
Vicino all’hotel c’era un supermercato aperto 24 ore su 24, come pure un chiosco
che vendeva ottimi kebab. La posizione dell’hotel come detto era ottima,
centrale e vicino a ristoranti, negozi, banche e quant’altro. La camera era
spaziosa.
Per quanto riguarda la sicurezza, nessun problema. Non ci siamo mai sentiti
neanche lontanamente in pericolo benché avessimo girato a piedi per quasi tutte
le zone del Cairo. Ci sentivamo più sicuri al Cairo che nella nostra Padova.
Girare con i mezzi è impensabile. Si può utilizzare il metro ma le stazioni sono
lontane dai luoghi d’interesse, dipende in ogni caso da dove si ha l’albergo.
L’unico modo per spostarsi è il taxi. Per una corsa in città, secondo il
tragitto, il prezzo va da un minimo di 15 Pounds egiziani ad un massimo di 25.
Il tragitto all’aeroporto ne costa invece massimo 50 e sempre contrattare prima.
I tassisti non parlano inglese ma riescono a farsi capire nella contrattazione
delle tariffe.
Un Euro è pari all’incirca a 7.5 pounds egiziani. Le case di cambio e le banche
hanno tutte lo stesso tasso di cambio regolamentato dal governo.
A differenza d’altre città, al Cairo per vederne i luoghi d’interesse bisogna
spostarsi molto e questo ti permette anzitutto di visitarla meglio e poi di
entrare più a fondo nella vita quotidiana della gente.
In tutti i posti visitati in giro per la città ci siamo visti spesso salutare
sorridendo da bambini e adulti, sia uomini che donne, con un “alò” od un “aoariù”.
Era abbastanza facile riconoscerci come stranieri, bastava guardare i capelli
rossi miei e di mia figlia. Le prime volte abbiamo anche provato a rispondere,
ma ci siamo accorti che quello era tutto quello che sapevano dire in inglese.
Non ci chiedevano niente, volevano solamente comunicare. Anche questo è Il
Cairo.
24.03.09 Venezia – IL Cairo
Partenza da Venezia e arrivo al Cairo con scalo a Roma. A Roma ho perso un
paio di volte le valigie, quindi quando passo per Fiumicino ritiro il bagaglio e
faccio un’altra volta il check-in. Strano ma vero, 45 minuti di volo e 50
minuti d’attesa bagaglio.
Erano circa 20 anni che non volavo più con la compagnia di bandiera dovuto allo
scarso servizio prestato, sia a terra che in volo, tuttavia non me la sento di
dare già un’opinione in un senso o nell’altro.
All’arrivo al Cairo c’era da fare il visto d’ingresso. Noi (tre persone) siamo
entrati con la carta d’identità ed oltre ad una fotografia era necessario un
bollo da applicare al modulo di richiesta del visto. Il bollo si compra presso
alcune case di cambio che si trovano prima del controllo documenti. Il prezzo
del bollo richiestomi era: o 85 pounds egiziani o 15 dollari o 15 euro. Anche un
bambino, fatti velocemente i dovuti calcoli, si sarebbe accorto che conveniva
pagare in pounds e così abbiamo fatto.
All’uscita ci stava aspettando il taxi che come anticipato in un’ora ci ha
portato all’albergo. La prima impressione che si ha del Cairo non è quella vera.
Man mano che ci riavvicina al centro il panorama cambia. Mi sono subito accorto
che al Cairo non esistono i semafori. Nei cinque giorni che siamo stati al Cairo
ne ho visti solo tre e tutti e tre in centro. Il traffico inizialmente sembra
caotico ma ci si sbaglia. È un caos organizzato, c’è molto traffico ma non ci
sono code, vige la legge del più veloce, ma non ci si arrabbia o impreca se
qualcuno passa per primo. I tassisti ascoltano impassibili musica araba e allo
stesso tempo suonano in continuazione il clacson.
All’arrivo all’albergo, vediamo che all’entrata è disposto un metal detector
attraverso il quale dovremo passare ogni volta che entriamo e usciamo dallo
stesso. L’albergo, seppur piccolo, dispone anche di un visibile controllo di
polizia privata. Drink di benvenuto e prima passeggiata nei dintorni.
In questa stagione il clima è mite e nelle ore di punta la temperatura non
supera i 25°. È abbastanza ventoso ed è necessario avere sempre addosso qualcosa
che copra le maniche sia per il vento che per i raggi del sole.
25.03.09 Il Cairo
Dopo colazione prendiamo un taxi e i facciamo portare al bazar di Khan el
Khalili dove per prima cosa facciamo una passeggiata davanti ai caffè
all’entrata vicino alla moschea. Dopo ciò informo mia moglie e mia figlia che
quello era il posto dove, circa un mese prima era stato compiuto l’attentato ai
danni dei turisti francesi. A questo punto se paura c’era, se n’era gia andata.
Visitiamo la moschea di el-Hazar e l’area attorno a bab el-Futuh.
La zona attorno, dentro e nei punti strategici dell’accesso al bazar è piena di
poliziotti e sporadicamente si passano dei controlli al metal detector. Il tutto
però in una forma rilassata che non incute paura.
Facciamo anche i primi acquisti ed è la solita storia del tira e molla, solo che
qui la domanda iniziale è comunemente dieci volte il valore dell’articolo. Il
gioco è sempre lo stesso, ti dicono un prezzo, tu fai la tua offerta e loro si
offendono (fanno finta) per il poco valore dato alla loro merce.
Con tutti i viaggi ormai dietro le mie spalle non ho più la voglia del “tira e
molla” così ho sviluppato un modo veloce nel contrattare e che da spesso buoni
risultati. Eccolo: dopo aver fatto l’offerta che ritengo equa (dalla quale non
mi sposterò più di una virgola) e dopo la tiritera del venditore sul poco valore
dato alla sua merce, gli dico che mi rincresce molto di averlo offeso e che non
era assolutamente mia intenzione, aggiungendo di non essere un turista ricco ma
uno che aveva risparmiato tutto l’anno per fare quel viaggio. Aggiungo anche che
quell’articolo mi interessava ma che di più non potevo permettermi di spendere e
vedrò quindi di provare presso un altro negozio, magari cercandolo di qualità
inferiore e scusandomi ancora per il tempo che gli avevo fatto perdere. A questo
punto mentre mi allontano quasi sempre il venditore mi rincorre e mi da la merce
al prezzo da me proposto, dicendomi di averci rimesso ma contento di aver fatto
contento un turista. Con questa formula lui ha salvato la faccia per l’enorme
prezzo iniziale richiesto, io ho la merce al prezzo giusto ed entrambi abbiamo
concluso un affare. Se il venditore non mi rincorre vuol dire che presso il
prossimo dovrò offrire un po’ di più.
C’incamminiamo quindi verso il Museo egizio. Qui facciamo le prime esperienze
con l’attraversamento delle strade e ci accorgiamo che al Cairo oltre che ai
semafori mancano anche le strisce pedonali. Anche se ci fossero non farebbe
nessuna differenza. Al Cairo per attraversare la strada ci sono due scelte: la
prima è di essere un buon centometrista (non è uno scherzo), l’altra affidarsi
alla clemenza dei conducenti. Anche qui ho sviluppato subito un sistema tutto
mio. Essendo molte le persone che attraversano, mi metto sempre in parte ad
altri in modo che stiano fra me e l’auto e facciano da cuscino. Più tardi in
centro ho trovato anche delle strisce pedonali, abbiamo attraversato ed un’auto
si è fermata a centimetri da noi frenando all’ultimo momento e facendo
strisciare le gomme sull’asfalto. Il conducente ce ne ha dette in francese di
tutti i colori. Noi rei di aver attraversato la strada sulle strisce! Il colmo è
che vicino c’erano anche quelli che suppongo dei vigili (o magari poliziotti) i
quali non si sono nemmeno degnati di girare la testa.
Meglio tornare alla seconda possibilità, quella dei cuscini!
Lungo la strada è un indescrivibile viavai di gente, sembrano (e sono) formiche
al lavoro. Lungo i marciapiedi si vende e si compra di tutto, dai lacci per le
scarpe allo stereo per la casa, passando per la frutta esotica e le patate
americane alla griglia. Di tutto, di più. Noi incontriamo un chiosco che frigge
gamberi e calamari, è ormai ora di pranzo e ci fermiamo. Funziona così: si va
alla cassa, si paga e si riceve uno scontrino con il quale si va al banco per
ritirare la merce. Fin qui tutto normale. Al banco dopo aver preso lo scontrino
l’omino prende con le mani (senza guanti) il pesce, lo pesa con un bilancino da
farmacista e lo infila dentro del pane arabo creando un panino tipo kebab,
aggiungendo a parte una vaschetta di un’ottima salsa di verdure da accompagnare
col pesce. Le mani dell’omino erano talmente unte d’olio che creava una patina
impermeabile sulle mani, quindi nessun problema per la salute. I gamberi ed i
calamari erano favolosi, croccanti al punto giusto con la salsina deliziosa. Tre
porzioni 18 pounds (meno di 3 euro).
Camminiamo fino al museo egizio ed entriamo. L’entrata costa 60 pounds (circa 8
euro) a persona.
All’entrata ci sono varie guide che si offrono ma noi le snobbiamo. Una volta
entrati, anche se muniti di un libro sulle opere esposte, ci accorgiamo che non
ce la faremo mai a capirne qualcosa da soli. Esco e ingaggio per un’ora (8 euro)
una guida, una signora egiziana che se la cavava abbastanza bene con l’italiano.
Ci ha fatto girare il museo mostrandoci le cose più importanti e dandoci
un’infarinatura sul contenuto del museo. Una volta rimasti soli abbiamo girato
ancora in tranquillità per una buona ora. Una curiosità: a volte ci sono dei
cartelli descrittivi a più di due metri da terra. Bisognerebbe essere spiderman
per poterli leggere.
Dal museo vorremmo camminare fino all’albergo ma dopo aver attraversato il ponte
sul Nilo comincia far buio e rientriamo con un taxi. Cena alla “kebabberia”
vicino all’albergo e in piedi.
26.03.09 Il Cairo e Giza
All’uscita dell’albergo fermiamo un taxi che con 25 pounds ci porta a Giza a
vedere le Piramidi e la Sfinge. Il tassista guida veloce, attento e sicuro.
L’auto, una Toyota è in buone condizioni e l’aria condizionata funziona. Mi
accordo col tassista, che per 10 pounds supplementari ci aspetta per tre ore
finché finiamo la visita alle Piramidi. L’entrata costa 60 pounds a persona.
L’area interna attorno alle piramidi è piena d’imbonitori, affittacammelli,
venditori di cartoline, di souvenir, di bibite, insomma di un po’ di tutto.
Basta non farci caso e se ne vanno da soli.
Dopo le Piramidi ci facciamo portare a visitare la Cittadella ed il quartiere
di bin Tulun. Prima di scendere chiedo al tassista quanto mi prenderebbe se
l’indomani volessi andare a visitare Alessandria e dintorni. Gli dico che
avrebbe dovuto essere a nostra disposizione dalle otto del mattino fino alle
sette di sera. Ci accordiamo per 360 pounds (51 euro).
L’entrata alla Cittadella costa 50 pounds per persona e bastano un paio d’ore
per visitarla.
All’uscita prendiamo un altro taxi e ci facciamo portare al Cairo Vecchio, dove
visitiamo il Museo Copto e le tre chiese vicine: El-Muallaqa, Abu Serga e Mar
Girgis.
Di fronte al museo copto c’è la fermata del Metro “Mar Girgis” e quale migliore
opportunità per provare il Metro. Decidiamo di prenderla fino alla fermata del
museo dove siamo stati il giorno prima. Il biglietto costa 1 pound. Al momento
risalire sulla carrozza veniamo richiamati indietro dalla guardia sul binario,
eravamo saliti sull’ultima carrozza, quella destinata solo alle donne. Avevo
letto da qualche parte che era proibito salire su quella carrozza ma al momento
mi era sfuggito. Mentre scendevamo dalla carrozza incriminata il treno è partito
ed abbiamo così dovuto aspettare il seguente. Dal museo prendiamo l’ennesimo
taxi e ci facciamo portare all’albergo. Oggi abbiamo girato tanto e mangiato un
po’ qua ed un po’ là. Siamo talmente stanchi che passiamo al super vicino
all’albergo dove compriamo della frutta e dei datteri giganti e con ciò ceniamo
in camera.
27.03.09 Alessandria
Come convenuto alle 8 del mattino il tassista ci aspettava davanti
all’albergo. Mentre noi facevamo colazione il personale di vigilanza gli aveva
fatto il terzo grado chiedendogli inoltre i documenti e prendendo il numero di
targa. Prima di partire il responsabile della sicurezza mi ha detto che il
tassista era ok e che potevamo andare tranquilli. Tutto questo di loro
iniziativa, forse questa era la prassi. Per andare ad Alessandria abbiamo preso
l’autostrada del deserto. È stata una scelta puramente casuale viaggiare ad
Alessandria il venerdì. Il venerdì è infatti il giorno di riposo dei mussulmani,
così le strade erano meno intasate del solito. Tra Il Cairo ed Alessandria ci
sono circa 220 chilometri e in due ore e mezzo eravamo in centro della città.
Per prima cosa ci siamo fatti portare alla biblioteca, oggi sfortunatamente
chiusa fino alle tre. Abbiamo quindi lasciato il taxi in un parcheggio e ci
siamo mossi per conto nostro. Alessandria ha quasi quattro milioni d’abitanti,
quindi molto più vivibile del Cairo ma non offre le stesse attrattive
turistiche. In un paio d’ore abbiamo visto le cose più importanti. Per pranzo
abbiamo comprato per asporto degli spiedini di carne e di pesce con aggiunte di
una decina di felafel. Ci siamo seduti a mangiare in un giardino vicino all’area
archeologica. I felafel erano ottimi, croccanti di fuori mentre il ripieno
interno di verdure era morbido.
Da Alessandria decidiamo di andare ad El Alamain, una settantina di chilometri
da Alessandria. Lì passiamo vicino ai vari sacrari e visitiamo quello italiano.
Da El Alamain rientriamo al Cairo dove arriviamo puntuali alle sette di sera.
Oggi col taxi abbiamo percorso quasi 600 chilometri.
Questa è l’ultima sera in Egitto così andiamo a cenare in un ristorante tipico
non lontano dall’albergo che vantava tra i suoi ospiti anche l’attore Omar
Sharif. Vi erano infatti all’entrata alcune foto che lo ritraevano all’interno
del locale.
28.03.09 Il Cairo – Venezia
Alle nove abbiamo appuntamento col ormai “nostro” autista che ci porta ad
una delle due necropoli chiamata “La città dei morti”. Facciamo un giro veloce
con lui che ci faceva da guida, perché sinceramente non ce la sentivamo di
andare oltre.
Ci facciamo portare un’altra volta al Bazar di Khan el-Kahlili per le ultime
compere e diamo appuntamento all’autista alle tre presso l’albergo.
Oggi mia figlia ha voluto fare l’esperienza di trattare con i venditori del
bazar e devo dire che non se l’è cavata male.
Al supermercato vicino all’albergo compriamo pure qualche specialità egiziana e
alle tre siamo pronti per il viaggio.
Questa volta essendo il tempo di transito a Roma corto devo imbarcare le valigie
fino a Venezia e che Dio ce la mandi buona.
Sul volo di ritorno con nostra sorpresa ci danno da mangiare esattamente lo
stesso menu dell’andata. Non mi era mai successo prima con nessuna compagnia
aerea.
Urrà! All’arrivo a Venezia trovo anche le mie valigie. Ma se Roma piange certo
Venezia non ride: 40 minuti di volo e 40 minuti d’attesa bagaglio, aggiungendo
che c’era un solo volo in arrivo, appunto il nostro da Roma.
Già all’arrivo c’eravamo accorti che pioveva ma quando usciamo piove proprio a
dirotto e la pioggia ci farà compagnia ancora per un paio di giorni. Giusto per
compensare il bel tempo avuto al Cairo.