Brasile nordest 2015


Quel meraviglioso nordeste

racconto di viaggio di Vincenzo Tarantino

nordeste (2)_1Perché il Brasile e perché il Nord Est? Come sempre quando si pensa alle vacanze e si fissa il periodo c’è il “problema, che bel problema!!!” di dove andare. Di posti e paesi da vedere ce ne sono molti, ma cerco sempre di andare al caldo. Di solito già al ritorno da un viaggio già penso al prossimo e il Brasile era uno di questi. Il Nordeste, perché penso che con la parte Amazzonica è quella che ancora oggi è rimasta più autentica e selvaggia. Il viaggio ha inizio a Natal per poi concludersi dopo 21giorni a Sao Luis, meta finale del viaggio e rientro da Fortaleza.

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Ci fermiamo in questa città praticamente due giorni anche perché questa non offre molto se non discoteche e locali notturni. Inoltre qui si trovano alcune delle spiagge più famose di tutte il Brasile del Nord-Est: Praia dos Artistas e soprattutto l’omonima Praia de Ponte Negra, 4 km di spiaggia con dune di 100 metri d’altezza. Di sera la spiaggia partecipa alla vita notturna del quartiere con feste spontanee e improvvisate. Prenotiamo presso il nostro Hostal dopo due giorni di permanenza i biglietti del bus per  Canoa Quebrada una delle prime meraviglie di questo Nord-Est

Canoa Quebradanordeste (4)_1
Piccolo villaggio di pescatori, fino a qualche anni fa sconosciuto ai più, Canoa Quebrada è uno splendido luogo di vacanze a forte vocazione internazionale, nella regione nordest del Brasile. Appena si arriva a Canoa Quebrada la prima cosa che colpisce è il netto contrasto tra i due elementi naturali maggiormente significativi del Nord-Este brasiliano: l’acqua e la sabbia. In fondo, la vera magia di Canoa, quel litorale che, con pochi giri di buggy (il fuoristrada per le escursioni), seduce lo sguardo con contrasti netti: dal mare al deserto passando per miraggi di verde intenso, lagune come oasi tra le dune, palmizi spettinati dal vento degli Alisei. Una di queste oasi, nei pressi di una piccola laguna e di una grande zona di allevamento dei granchi giganti, è Cumbi dove i “cangrejos” li puoi vedere ancora vivi prima di trovarli serviti a tavola.
Su panche all’aperto circondate da acqua lacustre e vegetazione tropicale si comincia a socializzare con il cibo del luogo, cedendo a caipirinha ed acqua di cocco in men che non si dica prima di assaporare le specialità di mare. Il nostro viaggio continua anche se a malincuore lasciamo questo angolo di paradiso per continuare e scoprire altre meraviglie. A un paio d’ore da Canoa Quebrada si trova la capitale del Cearà, Fortaleza, punto d’arrivo o di partenza di qualsiasi avventura brasiliana nel nord-est. Imparare a guardare questa metropoli con occhi diversi più sensibili alle risorse che custodisce può essere uno scambio tutto sommato equo tra il viaggiatore e una meta fin troppo adombrata dalla piaga del turismo sessuale.

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Fortalezanordeste (7)_1
L’attrazione della vita notturna garantita da una miriade di locali il più famoso “Il Pirata” che animano la movida del capoluogo Cearense a ritmo di pagode, samba e forrò, è sì una parte consistente dell’anima turistica di Fortaleza, ma non l’unica. Scoprire le ricchezze ambientali meno note di questo importante scalo brasiliano verso uno dei litorali più belli dell’America Latina vuol dire rompere certi pregiudizi che vale la pena sostituire con ben più ampie vedute. Come capitale della terra del sole, Fortaleza non può fare a meno di estese spiagge e oasi di verde. Tuttavia, a restituire il colpo d’occhio più immediato al primo sguardo sull’orizzonte cittadino, è la fila degli hotel-grattacieli che costella il litorale atlantico lungo il quale si esibiscono i maggiori contrasti della città. Il Ponte degli Inglesi, noto anche come Ponte Metallica, è un buon punto di osservazione dove è possibile fotografare subito l’introversa silhouette di questa capitale equatoriale dal fascino cosmopolita. Ci fermiamo poco, solo un giorno il tempo giusto per prenotare il bus per Jerycoacoara. A Fortaleza ritorneremo, perché da qui che abbiamo prenotato il volo di ritorno a casa.

Jericoacoaranordeste (14)_1
Occorrono circa 7 ore di viaggio per arrivare a Jeri; le prime 6 ore in autobus fino a Jijoca, l’ultima ora a bordo di una sorta di camion 4X4 “Jardineira” aperto lateralmente con delle sbarre, i bagagli tutti accatastati sul tetto, sembra un camion che trasporta prigionieri e che percorre una strada alquanto dissestata per circa 40 minuti in pieno deserto.
Jericoacoara è il paradiso… un posto davvero unico al mondo, con i suoi colori, i suoi tramonti, il suono della capoeira (è un’arte marziale brasiliana creata principalmente dai discendenti di schiavi africani nati in Brasile con influenza indigena brasiliana, caratterizzata da elementi espressivi come la musica e l’armonia dei movimenti (per questo spesso scambiata per una danza) e il sapore della vera capirinha… E’ un posto difficile da raggiungere perché il viaggio è lungo e faticoso ma ne vale davvero la pena… da qui inizia l’avventura…: un’ora e mezza per giungla, savana, fiumiciattoli da attraversare, case di mattoni, spiaggia e deserto e quando inizi a pensare che probabilmente non arriverai mai più eccolo li… in lontananza… un minuscolo villaggio disperso nel deserto… JERI’… 6 strade di sabbia che portano alla spiaggia… Dove non c’è bisogno delle scarpe, dove la gente è allegra, e ce l’ha scritto negli occhi… dove assapori la libertà… Quella vera… Jeri è circondata da dune di sabbia altissime che la dividono dal resto del mondo… la sabbia è bianchissima anche se con la luce del sole assume un colore dorato, quasi ambrato… e queste dune fanno da cornice al mare… alla spiaggia dove puoi camminare per km con l’acqua che ti sfiora le caviglie… e durante la bassa marea si formano centinaia di pozze d’acqua che sembrano tante piscine.
Dovevamo fermarci solo tre giorni ci siamo rimasti 10. L’abbiamo vissuta andando in spiaggia, facendo lunghe passeggiate, e escursioni nelle varie lagune e dune, assistendo in immancabilmente ogni sera al tramonto sulla duna Por do Sol, la duna più alta, dove all’ora del tramonto, come un magico rito la gente e l’intero villaggio si riversa per assistere a questo rito… dalla duna “Do Por do Sol”, seduti sulla sabbia abbiamo assistito ad uno spettacolo naturale di luce e colore che il sole ci ha voluto regalare, mescolando nel cielo toni rossastri e dorati che si riflettevano sulla superficie liquida ed ondulata. Poi per stupirci di più ed occupare tutta la scena, con una forza inaspettata il sole ha rovesciato nell’aria la sua luce arancione ed il cielo è diventato una vera e propria tavolozza violenta. Eravamo tutti estasiati: quella luce infuocata aveva invaso i nostri occhi, era penetrata nell’animo come un balsamo e dopo l’applauso finale godere lo spettacolo di capoeira sulla spiaggia sorseggiando capirinha accompagnata da spiedini di pollo o pesce arrostiti sulla spiaggia. Abbiamo visto svolazzare tra le onde gli appassionati di Kite Surf, abbiamo girato i dintorni con le buggy come Lagoa Paraiso, Lagoa Azul, La Pedra Furada e Mangui Seco. Penso che Jeri è uno di quei posti che difficilmente ci si dimenticherà dove davvero ti senti libero e in armonia con il creato.
I giorni sono passati velocemente, all’indomani ci aspetta un nuovo spostamento in buggy verso Paolino Neves per poi esplorare i Lençóis Maranhenses.

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 nordeste (18)_1Siamo riusciti a trovare un passaggio,non sempre si è sicuri di partire e neanche l’orario perché tutto dipende dall’alta e bassa marea. La strada è lungo la spiaggia fino a Camoncin poi in camioneta fino Paolino Neves Maranhao. Il buggy ci ha condotto per circa due ore verso paludi, guadi, ponti traballanti, insabbiandosi un paio di volte, ma regalandoci paesaggi mozzafiato quando ci ha portato in una laguna meravigliosa dove c’eravamo solo noi, sembrava di stare in uno di quei film ambientati in posti paradisiaci. Il viaggio è continuato per chilometri di sali e scendi, fra panorami infiniti e meravigliosi, un susseguirsi di forme e colori che non potrò mai dimenticare. Il silenzio, la lentezza e la natura di quei posti non si può neanche immaginare perchè è talmente immacolata ed eterea che è difficile descriverla. Finalmente a Paolino Neves dove troviamo una posada carina e a un buon prezzo. La sera a cenare a base di gamberi alla griglia con riso in una rustica capanna sul mare.
Il giorno dopo abbiamo iniziato a pregustare la grandezza e bellezza del paesaggio, ci siamo resi conto di come le parole non avessero peso e solo i pensieri, le immagini si affollassero prepotenti nella nostra mente.
Con una veloce “vodaidera” una lancia a motore, attraverso il labirinto degli “igarapes”, abbiamo raggiunto Atins, la porta d’ingresso del Parque Nacional dos Lençois Maranhenses.

Il Lençois è un Parco Nazionale: le dune di sabbia, un quarzo finissimo, corrono lungo il litorale per 70 Km e si addentrano all’interno per altri 50 Km. In tutto sono 155.000 ettari quadrati di apparente nulla. Ma è un piccolo Sahara molto particolare ovunque, prima di tutto le dune mobili, adagiate sulla terra che viste dall’alto sembrano delle lenzuola distese su un letto, per questo motivo il nome. Possono raggiungere anche i 40 metri d’altezza e spostarsi in un anno di altrettanti metri e poi sono cosparse di lagune, una più bella e pittoresca dell’altra un panorama incantevole di dune bianche modellate da acqua e vento. Siamo completamente circondati da dune bianche infinite,dove, fra una duna e l’altra, ci sono lagune di acqua Non credo ai miei occhi, è uno spettacolo meraviglioso, non ci sono parole per descrivere i Lençóis Maranhenses, penso che difficilmente riuscirò a vedere un altro luogo azzurrissima e verdissima in cui tuffarsi. Rotolarsi dalle alte creste delle dune per lasciarsi cullare dall’acqua dolce delle lagune è un divertimento senza pari. Leggendo i vari racconti di viaggio e osservando tantissime foto avevo immaginato un posto molto bello, ma questo era veramente al di sopra delle mie aspettative, era proprio questo luogo che mi aveva spinto a visitare il Nord Est del Brasile.
Non si può non vedere un luogo del genere sulla terra, uno spettacolo della natura che lascia senza parole, che ti rende felice, ti libera di ogni pensiero e ti permette di sognare ad occhi aperti. I giorni rimasti non sono molti, raggiungiamo con un bus Sao Luis.

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Sao Luisnordeste (24)_1
Sao Luis è una città ricchissima di storia: fondata dai francesi e occupata in seguito dai portoghesi e per un breve periodo anche dagli olandesi: il centro storico della città è uno dei più belli e meglio conservati del Brasile, con edifici ricchi di “azulejos” piastrelle splendidamente lavorate di origine portoghese. São Luís è l’ultimo avamposto, in vista dello stato del Pará e della Grande Foresta Amazzonica. Ci troviamo a due passi dall’equatore e il termometro qui spesso tocca i 40°. São Luís, che si affaccia sulla Baia di Sao Marcos sorge su un’isola che porta lo stesso nome, come dicevo prima è stata fondata dai francesi ed è stata successivamente colonizzata dai portoghesi.

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Ormai il viaggio è arrivato al termine, il giorno dopo si ritorna in aereo a Fortaleza e da qui Italia.

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