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SETTIMANE TRA BOLIVIA E CILE
..........la vita non deve essere un romanzo impostoci, bensì un romanzo
fatto da noi..........(Novalis)
Sono passati
pochi giorni dal rientro in Italia ma il ricordo di questo meraviglioso viaggio
è ancora vivo e voglio per la prima volta trascrivere questi ricordi
consigliando a tutti di intraprendere questa avventura meravigliosa.
12
agosto 2007 – La Paz
Siamo in Bolivia da poche ore dopo un viaggio lungo e particolarmente
articolato; partenza da Milano per La Paz via Francoforte – Caracas – Lima.
L’arrivo è avvenuto in piena notte e la vista di "El Alto" sobborgo della città
boliviana ove è situato l’aeroporto è decisamente incredibile: una distesa
immensa di deboli luci che dà l’idea di un posto tetro, freddo (non solo
metereologicamente parlando) ma soprattutto di grande povertà.
Le pratiche doganali e il ritiro del bagaglio (eravamo abbastanza pessimisti in
quanto dopo 4 voli….) è stato molto veloce e ….via alla ricerca di un taxi per
arrivare al più presto all’albergo “Eva Palace" in calle Sagarnaga (la via
centrale dei mercati).
La discesa dall’alto di “El Alto” verso la capitale boliviana è stata per noi
spettacolare ma deprimente nello stesso momento.
Spettacolare in quanto l’immenso canyon, ove giace La Paz, ci è apparso come un
incredibile distesa di luci rassomigliante ad un vero e proprio presepe o come
un enorme specchio ove si rifletteva il meraviglioso cielo terso…. costante
caratteristica delle notti invernali boliviane.
Entrando, però, nel centro cittadino la miseria è apparsa in tutta la sua
drammaticità: cumuli di immondizie sparse per la strada, gente sdraiata per
terra….ed in quel momento guardando Manu ho capito il suo stato d’animo che era
uguale al mio: tristezza!!
La cosa comunque “strana” è che pur essendo appena arrivati, l’altitudine non ci
stava dando alcun problema ma ….mai cantar vittoria!! infatti già dopo poche ore
mal di testa, mancanza di appetito e capogiri la fecero da padrone
preoccupandomi un po’; la cosa sorprendente è che Manu stava decisamente bene
tranne un leggero mal di testa ma nulla a che vedere con quanto avevo io.
Fortunatamente verso sera stavo già meglio ….
Comunque nonostante questi disturbi la prima giornata l’abbiamo dedicata alla
visita della città “armato” della mia Nikon F80 (eh sì, sono all’antica; amo
tantissimo la pellicola dia velvia 50); però a La Paz, causa l’altitudine,
bisogna girare ……piano piano visto che la maggior parte delle strade sono tutte
in salita (che fatica!!).
Diciamo che rimanere 2 giorni a La Paz serve per acclimatarsi bene permettendo
poi di affrontare il giro del Salar e delle lagune senza grossi problemi.
La Paz non offre molto; vale comunque la pena passeggiare per le strette
stradine (trafficate in modo incredibile!!) attorno all’antica “Iglesia de San
Francesco”, visitare il mercato della stregoneria (Mercato de Hechiceria), ma
soprattutto Calle Linares e Calle Sagarnaga affollate di gente, negozi e
venditori ambulanti: qui è possibile trovare oggetti d’artigianato, maglioni di
lama o alpaca, cappelli, guanti o altri capi d’abbigliamento; interessante anche
Plaza Pedro Murillo e le strade limitrofe.

Abbiamo voluto partecipare ad un escursione guidata della città che è stata
decisamente utile per capire e conoscere meglio questa caotica metropoli piena
di grandi contrasti; fa tristezza sapere che La Paz è costituita da 2 città
completamente differenti: la La Paz trasandata e caotica situata a 3500 metri
abitata dalla gente popolare contrasta 500 metri + in basso con la La Paz
benestante ben curata e pulita caratterizzata dalla presenza di centri
commerciali, giardini ben curati ma soprattutto ville e centri residenziali
accuratamente recintati e sorvegliati dalla polizia armata fino ai denti!!
Mah, questa differenza non mi è proprio piaciuta soprattutto perché tale
sobborgo è popolato da quei politici che dovrebbero amministrare equamente
questa città e invece….beh, non voglio divagare ma quando vedo queste cose mi
viene una rabbia!!!!


Trascorsi
questi due giorni girovagando per la città, era finalmente arrivato il momento
di partire per la meta da noi tanto sognata: il Salar dei Uyuni. L’ottima
agenzia “Turismo Bolivia Perù" in Calle Sagarnaga (
www.turismoboliviaperu.com )
splendidamente gestita da Alex Teran (la consiglio vivamente) e da noi
contattata dall’Italia, ci ha garantito la partecipazione al tour del Salar de
Uyuni e lagune con la possibilità di arrivare fino a San Pedro de Acatama in
Cile.
14 agosto
2007 La Paz -> Uyuni
Il trasferimento da La Paz a Uyuni è stato particolarmente lungo: 3 ore di bus
fino a Oruro e poi 7 ore fino a Uyuni in treno.
A parte la lunghezza, il viaggio è stato comodo; siamo partiti la mattina da La
Paz con un bus affollatissimo, salendo a El Alto e proseguendo verso Oruro
passando per Patacamaya, un paese poverissimo situato a metà strada.
Il percorso da El Alto è stato spettacolare; abbiamo infatti potuto ammirare le
vette innevate della Cordillera Real dalla quale spicca l’Illimani (6439m).
Il tragitto in treno da Oruro è stato ancora + spettacolare: paesaggio ancora +
arido e selvaggio, scarsamente popolato inizialmente accompagnato dalla vista di
un bellissimo lago popolato da fenicotteri ma …. è nulla rispetto a quello che
avremo visto i giorni successivi!!
15/16/17 agosto 2007 Uyuni -> S.Pedro Acatama
Uyuni è una graziosa cittadina ben tenuta e diciamo anche accogliente; situata a
3600 metri è la porta d’ingresso per la visita del Salar Uyuni e delle lagune.

Avevamo letto
prima di partire che in questo posto avremo sentito un gran freddo ma devo dire
che non lo è stato per nulla anzi un pile, di giorno, è stato + che sufficiente.
L’albergo Kory Wasy ove abbiamo alloggiato era molto spartano ma pulito; qui
abbiamo trascorso una notte tranquilla, senza soffrire il freddo (che di notte
invece era assai pungente).
In attesa della partenza per il tour di 3 giorni che ci ha portato a San Pedro
deAtacama in Cile attraverso il mitico salar e le numerose splendide lagune, la
mattina è trascorsa allegramente visitando la via principale del paese ma
soprattutto osservando i numerosi bambini che popolavano Plaza Arce.
Ore 10,40 è arrivato il momento: dopo aver caricato i bagagli sulla Jeep
dell’agenzia Kunuta Tours….si parte!!!!
Assieme a noi vi sono 4 ragazzi francesi simpatici con i quali purtroppo abbiamo
però qualche difficoltà a dialogare e quindi ….peccato!!!!
Il primo posto che abbiamo visto è stata la fabbrica di sale situata nella zona
di Colchani ove i campesinos estraggono il sale, ancora interamente a mano,
servendosi di picconi e pale; i blocchi di sale estratti vengono poi in parte
venduti agli impianti di raffinazione e in una piccola parte scambiato, nei
villagi vicini, con carne, lana e altri prodotti.

In questo
posto è possibile visitare anche il museo del sale ma soprattutto soffermarsi ad
ammirare i numerosi oggetti artigianali realizzati interamente di sale.
Il viaggio è proseguito entrando nel salar e dirigendosi verso l’Isla Inca
Huasi.
Il Salar è un immensa distesa di un bianco accecante situata ad un altitudine di
3600 mt con estensione di circa 12000 kmq; non oso pensare quanto deve essere
spettacolare quando, in estate, diventa una distesa d’acqua in cui si riflettono
perfettamente le nuvole e il cielo azzurro creando così un panorama mozzafiato.
Prima dell’isola de los pescadores (Inca Huasi) ci fermiamo ad ammirare l’hotel
salar Uyuni: è un vero rifugio costruito interamente con mattoni di sale ove al
suo interno è possibile ammirare le stanze e la sala piena di tavoli e sedie
anch’esse costruiti con il sale.
Fatte le doverose foto e ammirato questo posto fantastico riprendiamo il viaggio
verso l’isola situata nel centro del salar.
La caratteristica di quest’isola è quella di essere ricoperte di cactus; ma la
sua straordinaria bellezza è rappresentata dall’immenso lago bianco che la
circonda.

Io e Manu abbiamo fatto il giro dell’isola salendo al punto più alto dell’isola,
in cima ad una collina da dove è possibile ammirare un panorama fantastico
ma….che fatica!!
Salutiamo il salar e ci dirigiamo verso sud entrando in una zona arida e
desertica arrivando dopo circa 80 km a San Juan, un villaggio di circa 1000
abitanti situato ad un altitudine di circa 3700 mt.
In questo posto arido ma molto affascinante si coltiva un cereale simile al
nostro grano: la quina, molto nutriente e proteico.

Abbiamo
alloggiato in un rifugio a conduzione familiare composto da ampie camerate,
bagno in comune e cucina indipendente.
La mattina successiva è iniziata, anche se molto presto, con grande entusiasmo
consapevoli che la giornata sarebbe stata caratterizzata dalla vista di luoghi
meravigliosi; attraversando il piccolo Salar de Chiguana abbiamo proseguito
verso Ovest percorrendo una strada sempre + accidentata e costeggiando per un
breve tratto la ferrovia che collega la Bolivia al Cile. Attraversato un vasto
altopiano ove abbiamo potuto ammirare vulcani, lagune (Canapa, Hedionda, Onda)
ed il meraviglioso deserto del Siloi caratterizzato da formazioni rocciose
alquanto particolari, siamo arrivati alla splendida laguna Colorada ad un
altitudine di 4400 circa nei pressi della quale abbiamo dormito.

Le lagune
viste sono a dir poco fantastiche: circondate da montagne e vulcani e popolate
da fenicotteri dai vari colori (bianchi, rosa) esse creano uno spettacolo
veramente unico.

La laguna più
spettacolare è sicuramente la laguna Colorada: un enorme lago caratterizzato da
un intensa colorazione rossa provocata dalle alghe e dal plancton presenti
nell’acqua, contrastato in prossimità delle rive dai depositi bianchi di sodio,
magnesio e gesso.

La notte è
stata difficile a causa dell’altitudine e del freddo ma fortunatamente la
sveglia è suonata alle 5,00 con partenza ½ ora dopo per andare a vedere i
geyser: da qui abbiamo proseguito poi verso la frontiera boliviana non prima di
aver ammirato l’ultima spettacolare laguna denominata “laguna verde”.
Ai piedi della laguna abbiamo potuto ammirare l’imponente vulcano Lincancabur
situato a metà tra il confine cileno e quello boliviano.
La frontiera boliviana è decisamente spartana: una baracca ove all’interno due
funzionari timbrano velocemente i passaporti per l’uscita dallo stato.
Con un pulmino percorriamo per un chilometro l’accidentata strada che collega la
frontiera boliviana con la grande arteria che collega il Cile con Argentina e
Uruguay; tramite questa superstrada arriviamo, dopo una lunga discesa che da
4100 mt ci ha portato a 2600mt, alla cittadina di S.Pedro de Acatama.
17/18/19 agosto San Pedro de Atacama
S.P.A. è un graziosissimo paesino di 2400 abitanti decisamente turistico; i
graziosi vicoli pullulano infatti di agenzie, che organizzano escursioni attorno
a San Pedro e nel Salar de Uyuni, di splendidi ristoranti e hotel oltre che di
punti Internet e degli immancabili mercatini.

Inutile dire
che la fortuna di San Pedro è la sua collocazione in uno dei posti più
spettacolari del Cile: il Salar de Atacama, splendide lagune ma soprattutto
vulcani incredibili tra i quali svetta, con i suoi 5916mt, il Licancabur situato
non molto distante dal villaggio.
Noi abbiamo alloggiato in un graziosissimo Bed & Breakfast a 10 minuti a piedi
dal centro; lo consigliamo vivamente in quanto non è molto costoso, pulito ma
soprattutto è gestito da una signora molto disponibile ad organizzare numerose
escursioni per visitare gli affascinanti dintorni di San Pedro.
Noi abbiamo visitato il Salar de Atacama (1/2 giornata) e la meravigliosa valle
della luna.
Il salar de Atacama è un luogo molto interessante anche se avendo visto il Salar
de Uyuni….beh non c’è confronto.
La Valle della Luna è un posto decisamente straordinario: qui abbiamo potuto
ammirare un indimenticabile tramonto in cima ad una collina, nei pressi di una
gigantesca duna, godendo anche della vista della Cordillera de sal e degli
incredibili paesaggi “lunari” che con il calar del sole cambiano colore
assumendo tonalità sempre + intense.

La giornata
successiva l’abbiamo trascorsa visitando il mercato e tutti i meravigliosi
angoli caratteristici di San Pedro. Alla sera un bus della compagnia TurBus ci
ha portato viaggiando per l’intera notte (partenza alle 21.00 ed arrivo alle
8.00 della mattina seguente) ad Arica. Il viaggio è stato confortevole tant’è
che abbiamo dormito tutta la notte.
20/21 agosto Arica
Arica, situata a pochi km. dal confine peruviano, è una città che non richiama
l’atmosfera sudamericana: centri commerciali, negozi di lusso e ristoranti di
tutti i tipi la fanno da padrone.
E’ situata sul mare assumendo quindi la caratteristica di città balneare; è
dominata da “El Morro”, un promontorio famoso in quanto fu teatro di una grande
battaglia con l’esercito peruviano conclusasi con la vittoria dell’esercito
cileno e la riconquista di Arica.
In questa città è possibile visitare la chiesa “Iglesia San Marcos”, progettata
da Eiffel, costruita interamente in ghisa.

Eiffel
progettò anche il palazzo “Ex-Aduana de Arica” che ospitava la dogana; oggi
rappresenta la casa della cultura ove vengono realizzate delle mostre.
Direi che non c’è altro da vedere se non “bighellonare” nel centro ammirando i
negozi e mangiando in uno dei tanti e invitanti ristoranti.
21/22/23 agosto Putre e Riserva Lauca
Lasciata Arica ci siamo diretti a Putre situato a 150 km da Arica lungo la
strada di collegamento con la Bolivia; la compagnia di bus “La Paloma” è l’unica
che collega giornalmente Putre ad Arica.
Putre è un piccolo e spartano paesino situato a 3500 mt. e rappresenta la
località ideale per abituarsi all’altitudine prima di intraprendere l’escursione
nella riserva Lauca.

Noi abbiamo
alloggiato presso l’hotel Kukuli che uno dei più nuovi del paese; è incredibile
che in questo paese molto povero possa esistere un hotel con tutti i comfort.
Tramite l’agenzia Tonito Tours abbiamo effettuato un escursione di 2 giorni
attraverso il Parco National Lauca: abbiamo ammirato il Salar de Surire ed il
Lago Chungarà dominato dal vulcano Parinacota, attraversando vallate aride dai
paesaggi notevoli caratterizzati dalla presenza dei tipici animali andini lama,
alpaca, vigogne, fenicotteri e chorro (simile alla nostra volpe).

24 agosto
Putre -> La Paz -> Italia
Putroppo
Putre è l’ultima tappa del nostro viaggio; ci aspetta infatti il ritorno in
Bolivia, a la Paz, ove abbiamo trascorso l’ultimo giorno prima di affrontare il
lungo ritorno in Italia.
Che dire di questa vacanza? Beh, è stato un viaggio bellissimo ove tutto è stato
perfetto.
E’ stata una vacanza piena di emozioni: LaPaz con la sua confusione, il
meraviglioso Salar de Uyuni con le sue lagune popolate da meravigliosi
fenicotteri, San Pedro de Atacama con la valle della Luna ed infine Putre.
Questi posti rimarranno per sempre nel nostro cuore, come pure la gente che
abbiamo incontrato che con la sua semplicità e il suo sorriso ci ha trasmesso
un’immensa gioia e serenità.
MANUELA &
ANDREA
andreamanu1@virgilio.it
DETTAGLIO VIAGGIO
11 Agosto
2007: Milano-Francoforte Lufthansa LH3997
Francoforte-Caracas Lufthansa LH0534
Caracas-Lima TACA TA035
Lima-LaPaz TACA TA034
12 Agosto 2007 : Arrivo a LaPaz alloggio presso Hotel Eva Palace in Calle
Sagarnaga
13 Agosto 2007 : City Tour tramite agenzia “TURISMO BOLIVIA PERU” (
www.turismoboliviaperu.com
)
14 Agosto 2007 : Trasporto LaPaz Oruro tramite bus “Trans Naser”
Trasporto Oruro Uyuni in treno “Expreso del Sur”
Alloggio a Uyuni presso “Qori Wasy Hotel”
15/17 Agosto 07: Tour Salar de Uyuni e lagune fino a S.P.de Atacama; prenotato
presso “Turismo Bolivia Perù” tramite KANTUTA TOURS.
17/19 Agosto 07: Alloggio a S.P. Atacama presso “Incahuasi Hostal”
( info@bbincahuasi.cl
)
Tour Salar de Atacama e Valle de la Luna tramite Hotel Incahuasi
19 Agosto 2007: Trasferimento notturno da S.P. Atacama a Arica tramite “Tur-Bus”
20/21 Agosto 07: Alloggio ad Arica presso “Hotel Americano”
21 Agosto 2007: Trasferimento a Putre tramite “La Paloma bus” e alloggio a Putre
presso l’hotel Kukuli.
22/23 Agosto 07: Tour nella reserva Lauca tramite l’agenzia “Tour Andino” (
www.tourandino.com
)
24 Agosto 2007: Ritorno a La Paz tramite la compagnia “Chile bus Arica”
26 Agosto 2007: La Paz-Lima TACA TA038
Lima-Caracas TACA TA034
Caracas-Francoforte Lufthansa LH0535
Francoforte-Milano Lufthansa LH3956