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Balcani 2006 - diario
di viaggio 14 giugno -
4 luglio
di
Francesco
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Protagonisti |
Francesco e famiglia, da
Padova |
Viaggio nei Balcani: Croazia - Bosnia Herzegovina - Montenegro - Albania -
Grecia - Macedonia - Bulgaria - Serbia
Erano anni che volevo fare
questo viaggio, però in libertà come piace a me. Ho dovuto aspettare la fine
della guerra fredda e la caduta del comunismo, ma tanta attesa alla fine è stata
premiata. Alcuni stati li avevo già visitati quindi sapevo cosa mi aspettava. Un
conto è andare in un determinato posto, magari in aereo, un altro è visitarlo in
lungo ed in largo come abbiamo fatto noi.
Sei mesi prima di partire ho cominciato a studiare una lingua slava, prima un
po’ di grammatica di base e poi tanto dizionario. Alla fine forse non riuscivo
nemmeno a fare un discorso completo ma sì riuscivo a capire e farmi capire
quando volevo informazioni o altro.
Questo viaggio non ha niente da invidiare alle mete esotiche in giro per il
mondo, anzi sono convinto che se valutiamo questo viaggio in qualità-prezzo, è
stato molto economico per un’alta qualità.
Nello spazio di tre settimane siamo venuti in contatto con diverse culture,
lingue, religioni ecc… ed assieme ai souvenir abbiamo portato a casa tanta
esperienza. A volte abbiamo avuto qualche piccola disavventura, ma queste io non
le chiamo disavventure ma le archivierei sotto l’indice “esperienza di viaggio”.
È stata un’avventura dal primo giorno quando abbiamo trovato un incidente
all’inizio della tangenziale di Mestre fino all’ultimo giorno quando abbiamo
bucato una gomma. È stato abbastanza duro sia mentalmente che fisicamente, credo
di essere arrivato casa stanco per la prima volta dopo un viaggio. A parte in
Grecia ed in Croazia dove ci sono tutte le informazioni possibili, per gli altri
paesi si viveva alla giornata. Non ci sono infatti guide turistiche su questi ed
anche internet non offriva tante informazioni e quelle poche che si ottenevano
erano molto sintetiche. Raccontare questo viaggio solamente in otto pagine è
fargli un torto, ce ne vorrebbero molte di più.
Siamo una famiglia di 4 persone e viaggiamo su un Mercedes 190 anno 1992 con
alimentazione a gas.
Esclusa la Grecia, il gas si trova in tutti i paesi visitati.
Benzina e gas costano circa 10/15 centesimi di meno che in Italia. In Grecia
invece, la benzina costa circa 30 centesimi in meno che da noi.
I prezzi delle camere s’intendono per quattro persone e per due camere, se non
specificato altro.
Durante tutto il viaggio ci accorgiamo che l’Euro viene accettato ovunque senza
problemi. Lo accettano i benzinai, gli alberghi, i ristoranti, i negozi di
souvenir etc. Tutti hanno la calcolatrice e ti fanno lo stesso cambio della
banca. Cambiamo qualcosa alla frontiera giusto per far vedere ai doganieri che
ci muniamo di valuta locale.
Non mi dilungherò molto con le descrizioni dei luoghi visitati perché immagino
che chi legga questo diario abbia intenzione di fare lo stesso giro e trovo sia
giusto quindi lasciargli lo spazio per fare le proprie esperienze senza correre
dietro a quelle degli altri. Oltretutto non è detto che quello che interessa a
me possa interessare anche agli altri. Il mio obiettivo è dimostrare la
fattibilità del viaggio.
14.06.06 Padova – Plitvice (Croazia)
Km. 454
Partiamo da Padova e a Trieste passiamo la frontiera slovena poco dopo
Basovizza, proseguiamo quindi fino a Kozina e qui prendiamo la strada in
direzione di Fiume (Rijeka), dove m’immetto sulla strada costiera panoramica
fino a Senj; qui svoltiamo a sinistra in direzione di Otocac e Plitvica Jezera
(Laghi di Pltivice), dove domani visiteremo il parco nazionale patrimonio Unesco.
La zona di Plitvice è piena di ottimi alloggi presso privati, come d’altronde
tutta la Croazia.
Lungo la strada si trovano numerosi chioschetti che vendono formaggio e miele.
Solamente da queste parti si trova dell’ottimo miele di salvia.
Alloggiamo nella dependance di una casa privata con 60 Euro senza colazione.
15.06.06 Plitvice Km. 30
Oggi visitiamo il parco di Plitvice. L’entrata costa circa 8 Euro per gli
adulti e 4 per i minori. Si viene condotti con un trenino all’entrata del parco,
poi si cammina liberamente. Per chi vuole risparmiare un po’di strada a piedi
c’è anche un servizio di traghetto che attraversa il primo lago. Prendendosela
comoda è necessaria tutta la giornata per visitarlo. Il panorama è affascinante
e si possono fare delle bellissime foto.
Alloggiamo nello stesso appartamentino e ancora Euro 60.
16.06.06 Plitvice - Split
(Spalato) Km. 334
Si parte per Split via Gracac e Knin, e facciamo tappa per visitare Sibenik,
Primosten e Trogir. Le strade sono buone e oggi troviamo due controlli radar. A
Sibenik visitiamo la chiesa di San Giacomo, patrimonio Unesco. Primosten è un
bellissimo paese lungo la costa che merita una visita.
Arriviamo infine a Trogir il cui centro storico, opera dei veneziani, è pure
patrimonio Unesco.
Siamo in Dalmazia e le sue coste anche se senza spiagge di sabbia sono veramente
belle.
Verso sera ci fermiamo poco prima di Split presso dei privati.
Appartamentino a Euro 65 senza colazione.
17.06.06 Split – Dubrovnik (Ragusa)
Km. 365
In mattinata entriamo a Split e visitiamo il palazzo di Diocleziano che era
nato da queste parti e che qui terminò i suoi giorni. Il palazzo è patrimonio
Unesco.
Da Split andiamo verso Solin e Klis dove visitiamo i resti di una fortezza
medievale costruita su uno sperone roccioso, dalla quale gli uscocchi impedirono
ai turchi di raggiungere Spalato. Proseguiamo poi per l’E71 fino a Brnaze,
giriamo a destra, passiamo le cittadine di Cista Provo e Imota e siamo alla
frontiera con la Bosnia Herzegovina. Per attraversare la frontiera sono
sufficienti le carte d’identità. In pratica nessun controllo. Verso mezzogiorno
siamo a Mostar (Herzegovina) dove visitiamo il famoso ponte distrutto durante la
guerra degli anni 90 e ricostruito com’era prima. Lungo la strada non è raro
vedere delle case che ancora portano i segni degli scontri avutisi durante la
guerra con la Serbia e la Croazia. Mostar è divisa in due dal fiume Neretva, da
una parte i musulmani e dall’altra i cattolici. Da una parte le chiese e
dall’altra le moschee. Facciamo una passeggiata lungo il centro e vediamo dei
palazzi ancora con i buchi nei muri provocati dalle cannonate durante gli
scontri nella guerra tra le ex repubbliche jugoslave. Poco lontano da Mostar e
vicino a Citluk c’è il santuario di Medjugorje dove sembra che la Madonna sia
apparsa a dei giovani del luogo e ci fermiamo a vistarlo. Una piccola Lourdes.
Riprendiamo il viaggio e rientriamo in Dalmazia a Metkovic, proseguendo fino a
Dubrovnik lungo la strada costiera bella e veloce. Subito dopo il ponte quando
si entra a Dubrovnik giriamo a sinistra e troviamo alloggio presso dei privati
in un appartamentino con televisione satellitare così stasera possiamo vederci
la nazionale italiana impegnata nei mondiali di Germania.
Alloggio Euro 60 senza colazione

18.06.06 Dubrovnik – Podgorica
(Montenegro) Km. 226
Parcheggiamo l’auto nelle vicinanze del centro storico (patrimonio Unesco)
di Dubrovnik e lo visitiamo. Tutto in stile veneziano, molto bello. Qui durante
la guerra si sono dati battaglia ma non si vede più nulla, tutto è stato
riportato a com’era prima. Continuiamo quindi per l’E65 fino ai confini col
Montenegro. Man mano che si scende la strada peggiora.
Alla frontiera nessun problema, non c’è traffico, quindi sono molto veloci nel
farci passare. Basta la carta d’identità e viene registrata l’auto. In
Montenegro la valuta è l’Euro.
Per prima vogliamo visitare Kotor il cui centro storico stile veneziano è
patrimonio dell’Unesco. Quando si arriva alle Bocche di Cattaro ci sono due
scelte per arrivare a Kotor: la prima con un traghetto che costa Euro 3.50 e la
seconda facendo il giro lungo il bordo del lago e noi scegliamo la seconda. Nel
breve tratto abbiamo incontrato due controlli di polizia. Prima di arrivare a
Kotor siamo passati per Risan, Perast e Dobrota.La città di Kotor è bella e c’è
un castello da visitare in alto sulla montagna ma per questo bisogna avere tempo
e fiato. All’entrata del centro storico c’è un mercato con prodotti tipici della
zona. Compriamo del buon formaggio di pecora che sarà il nostro pranzo.
Da Kotor ci dirigiamo verso Podgorica via Budva e Sveti Stefan, due località di
villeggiatura piene di tedeschi. La strada che porta a Podgorica è mal messa e
spesso quando trovo dei dossi, l'auto tocca l’asfalto con la marmitta. Nessuna
meraviglia, siamo in quattro, il baule è pieno e per di più abbiamo anche la
bombola piena di gas.
Alcuni chilometri prima di arrivare a Podgorica troviamo l’hotel Loewchen*** e
ci fermiamo qui per la notte. Andiamo a passeggiare per il centro e a cenare con
una pizza. Le pizze sono enormi, hanno più ingredienti e costano la metà che da
noi in Italia. E sono pure buone. Io ordino un calzone che è talmente grande che
non so da quale parte iniziare.
Hotel Loewchen Euro 120 con colazione.
19.06.06 Podgorica – Berat (Albania)
Km. 299
Da Podgorica arriviamo ai confini con l’Albania. Qui alla frontiera
troviamo un po’ di coda e ci è voluta una buona ora
per sbrigare tutte le scartoffie.
-
Bisogna consegnare i passaporti e
aspettare di essere chiamati.
-
Quando ti chiamano devi compilare la
richiesta di visto e chiaramente per ogni persona e per l’auto.
-
Un doganiere ti fa qualche domanda e
per ultimo ti domanda 10 Euro per persona che si mette in tasca.
-
Poiché le assicurazioni auto non
assicurano per l’Albania, devi andare in un
apposito ufficio doganale dove per 51 Euro di fanno una non meglio specificata
assicurazione per 15 giorni. Non ho mai saputo per cosa ero assicurato.
-
Infine devo passare in un ultimo
ufficio dove mi consegnano un foglio che dovrò
riconsegnare all’uscita del paese e dove pagherò 2 Euro per ogni giorno che
l’auto ha trascorso in Albania. Anche l’auto deve pagare il suo permesso di
soggiorno.
Il tutto in maniera molto gentile. Qualcuno
parlava anche benino l’italiano.
Partiamo e la strada che va fino a Scutari è tremenda. Ci sono più buche che
asfalto. Non ho fatto ancora una ventina di chilometri che mi ferma la prima
pattuglia di polizia. Sette od otto persone. Cominciano a parlare un italiano
maccheronico e chiedono di vedere i documenti della macchina. Ovviamente erano
in ordine, erano appena stati controllati alla dogana. Vogliono comunicare con
me e mi chiedono se parlo inglese e io dico di no, se parlo tedesco, ed io
ancora no e così via. Alla fine giacché non trovavano la forma di chiedermi
qualcosa, mi mandano via biascicando qualche parolaccia in italiano. Io invece
mi allontano e me la rido. Sono troppo furbo per loro.
Entrando a Scutari l’impatto è tremendo. La strada è un vero disastro, buche
enormi e ad ogni metro tocco con la marmitta. Non ci sono indicazioni né
cartelli stradali e passare la prima rotatoria è traumatico. È tutto pieno
d’auto, non ci sono né stop e né alt, qui vige la legge del più veloce, tutti
suonano il clacson e ti sorpassano sia a destra che a sinistra. Improvvisamente
ti trovi una madre che ti attraversa la strada con un paio di bambini al fianco
e un sacco in spalla, un altro che attraversa con un carrettino carico di non so
ché e ai bordi della strada dei pescivendoli offrono la loro mercanzia che sta
adagiata proprio a contatto con l’asfalto. Non ho paura ma ho messo il radar
alla testa e antenne mi escono da tutte le parti. Alla fine ce la faccio ad
attraversare Scutari, di fermarmi non se ne parla. Dopo Scutari, la strada
diventa molto bella e in un attimo sono a Tirana. Fin che non mi abituo al nuovo
stile di guida, mi tengo sulla destra e non oso sorpassare. Ora capisco perché
le assicurazioni non comprendono l’Albania tra i paesi assicurati.
Tirana è la stessa cosa di Scutari, solo più grande. Da per tutto ci sono lavori
in corso, quindi buche tremende e marmitta che bacia in continuazione l’asfalto
o qualunque cosa sia. Anche qui le macchine mi sorpassano a destra e a manca.
Forse è una fortuna che ci siano dei lavori in corso almeno la gente non corre
così veloce ed ho il tempo per guardare i cartelli stradali che indicano il
centro. Alla fine arrivo in centro. Parcheggiamo l’auto proprio nella piazza
centrale e ci fermiamo un’oretta a gironzolare, fotografare, andiamo in posta
per spedirci l’immancabile cartolina anzi da qui me ne spedisco un paio con la
speranza che almeno una arrivi e poi prendiamo il largo. Sinceramente non ho
voglia di girare in tondo per Tirana per cercare un albergo, per di più i
monumenti più importanti li abbiamo visti.
Da Tirana ci dirigiamo verso Elbasan per una strada (ce n’è una sola) bella e
panoramica. Qui veniamo seguiti per una decina di chilometri da una pattuglia di
polizia, alla fine mi fermo per fare delle fotografie e finalmente mi
sorpassano. Arrivati all’incrocio prendiamo a sinistra per Rrogozhine, la strada
è stata asfaltata da poco ed è velocissima. Un controllo radar. A Rrogozhine
giriamo verso sud in Direzione Berat. Prima di Berat veniamo fermati ancora una
volta dalla polizia che mi chiede qualcosa ma io non vado oltre: Italia e
italiano. A questo punto i poliziotti desistono e m’invitano ad andarmene.
Arriviamo a Berat e troviamo subito alloggio in un hotel in centro il Tomorri,
dove mi chiedono 120 Euro per due stanze con colazione. Contrattiamo un po’ e
alla fine chiudiamo con 80.
In Albania non ci sono prezzi fissi e quasi da per tutto si può trattare, come
al mercato.
Chiediamo dov’è il garage per mettere la macchina al sicuro e mi dicono di
lasciarla tranquillamente davanti all’albergo perché in Albania non ci sono
problemi di furti. Facciamo così, non prima però di aver messo la sbarra
bloccasterzo.
Effettivamente mi ero già accorto che in Albania l’80% delle auto sono Mercedes,
Bmw e fuoristrada. Il restante 20% sono auto di piccola cilindrata. La mia
Mercedes datata 1992 si situava all’ultimo scalino della scala sociale delle
auto e non avrebbe certamente destato la concupiscenza di qualcuno.
Le auto erano tutte usate e molte avevano ancora il bollino del paese estero di
provenienza. Sicuramente importate da degli albanesi che lavorano all’estero.
A Berat ci sono delle case costruite una sopra l’altra sulla collina che sono
(erano) patrimonio dell’Unesco.
Ceniamo la sera in albergo con specialità albanesi. Buonissimo e per quattro
persone paghiamo 22 Euro.
Di fronte all’albergo c’è una moschea. Ci sono anche le giostre dove suonano
musica albanese fino a tardi. N’approfitto per fare delle riprese con la
telecamera con l’originale sottofondo di musica. Andiamo poi a passeggiare per
il centro e vediamo che la gente cammina fino a tardi su e giù per la piazza.
C’eravamo portati dall’Italia un borsone pieno d’indumenti usati, li abbiamo
suddivisi per taglia e messi in borsette di plastica così tra oggi e domani li
distribuiremo ai poveri che incontreremo lungo la strada.
Hotel Euro 80

20.06.06 Berat – Argirocastro Km.
170
Da Berat ad Argirocastro ci sarebbero circa 130 chilometri (invece dei 180
fatti) ma la strada principale è bloccata causa lavori in corso per via di una
frana, così dobbiamo tornare indietro fino a Poshnje, prendere in direzione Fier
e da qui giù verso sud per una strada secondaria, mal asfaltata e piena di
trabocchetti. Ormai ci ho preso mano a guidare, ma bisogna stare attenti. Strada
facendo mi vedo arrivare addosso a tutta velocità un asinello che tirava un
carretto carico di fieno. Sopra il fieno erano seduti pure una coppia di
contadini e li evito per un pelo. Poi, mentre attraverso un paese, mi trovo
improvvisamente davanti, ed in una curva, una vecchietta che faceva attraversare
la strada a delle oche e a dei tacchini. Anche qui freno in tempo.
A Poshnje c’era un mercato all’aperto dove se avessero tolto le auto si sarebbe
potuto pensare di essere duecento anni indietro nel tempo. Si vendeva e si
comprava di tutto e ci vorrebbe una pagina completa per descriverne i dettagli.
Arrivati ad Argirocastro decido di fermarmi per la notte. In posta troviamo un
cliente albanese che parla perfettamente l’italiano, il quale mi racconta delle
vicissitudini passate e presenti del popolo albanese e chiacchiero con lui per
almeno un’ora. Ha una figlia sposata con un italiano a Bari e non vede l’ora di
trovare degli italiani con cui parlare. Dalle conversazioni fatte con della
gente conosciuta ieri e oggi mi rendo conto che l’Albania non è quella che noi
pensiamo stando in Italia e che tra gli albanesi che vivono in Italia e quelli
che vivono qui c’è una gran differenza. Qui sono tutti gentili e disponibili. Il
loro unico fine è di farti sentire a tuo agio. Se il primo giorno mi ero fatto
delle idee negative, oggi cambio completamente il mio parere. Chiedo anche
perché lungo la strada ci fossero tanti poliziotti e mi viene spiegato che sono
lì per aiutare chi rimane in panne, in quanto in Albania non ci sono linee
telefoniche per chiamare in caso d’incidenti e loro hanno un radiotelefono con
cui comunicare.
Per fare i 180 chilometri fino ad Argirocastro c’impiego quasi cinque ore. Lungo
la strada abbiamo visto i famosi bunker fatti costruire da Enver Hodja, il
dittatore albanese, per difendere il paese in caso d’invasione dal mare.
Argirocastro si trova in collina ed è patrimonio Unesco per il suo centro
storico ancora da ristrutturare.
Ci fermiamo a dormire all’hotel Kalemi anche se lungo strada e nei negozi ci
hanno offerto di dormire presso dei privati. Mi compro come souvenir un
modellino dei bunker.
Hotel 50 Euro
21.06.06 Argirocastro – Menidi
(Grecia) Km. 246
La strada che va da Argirocastro alla frontiera con la Grecia è appena stata
asfaltata, è veloce e senza polizia!
Una volta pagati sei Euro per l’auto passiamo la frontiera albanese senza
problemi. I greci invece mi chiedono se veramente sono arrivato con la mia auto
attraverso l’Albania. Probabilmente devono essere pochi quelli che arrivano
dall’Italia per questa strada. In ogni caso ci accorgiamo subito che stiamo per
entrare nella comunità europea, ci fanno solo un veloce controllo documenti.
Dalla frontiera proseguiamo per l’E853 fino ad Ioannina e poi l’E951 fino ad
Arta. Dopo una trentina di chilometri ci si ferma per pernottare nella cittadina
di Menidi. Menidi ha anche una spiaggia ed essendo ancora presto andiamo a fare
il bagno in mare. In un mio precedente viaggio in Grecia avevo già apprezzato il
Gyros (kebab) e questa sera voglio tornare a mangiarli.
Hotel Menidi Euro 60 con colazione
22.06.06 Menidi – Kalo Nero
Km. 404
Partiamo presto, non prima però di aver fatto un altro bagno in mare. Faccio
tutta una tirata fino ad Antippio dove hanno costruito il nuovo ponte e passiamo
in Peloponneso. Costo del pedaggio 14 Euro ma ne vale la pena. Ero già stato qui
anni addietro e per prendere il traghetto ed attraversare si perdeva un sacco di
tempo. Con la nuova strada che hanno fatto si evita di passare per Patrasso e
proseguiamo cosi lungo l’E55 fino ad Olimpia. Dopo aver visitato le rovine
d’Olimpia continuiamo per la strada N. 76 fino a Bassae dove si trova un tempio
dedicato ad Apollo e patrimonio Unesco. Lungo la salita verso Bassae la strada è
un viale d’oleandri in fiore. Il posto dove si trova il tempio è molto
suggestivo e si capisce perché sia stato scelto per costruirvelo. Lungo la
discesa incontriamo spesso in mezzo alla strada delle tartarughe di razza
chiamata greca. Sono tutte adulte, quindi belle grosse e ci fermiamo a filmarle.
Arriviamo che è ormai buio a Kalo Nero e troviamo posto proprio all’incrocio
principale in un residence appena aperto dove ci danno due camere con aria
condizionata, frigo e televisione satellitare. Oggi gioca l’Italia.
Ceniamo bene in un vicino ristorante con specialità greche.
Residence Euro 75 senza colazione.
23.06.06 Kalo Nero – Naplio
Km. 275
Oggi è una giornata molto calda. Da Kalo Nero ci dirigiamo a Sparta e quindi
sulle vicine colline a Mistras, dove c’è un altro tempio sempre patrimonio dell’Unesco.
In Grecia solo gli adulti pagano le entrate ai siti storici e ai musei. Per i
giovani fino a 18 anni è gratis. Tutti i musei e siti storici hanno anche una
giornata settimanale dove l’entrata è gratis per tutti.
Ripassiamo per Sparta e prendiamo l’autostrada verso Corinto. Ci fermiamo però
prima e visitiamo Micene, patrimonio Unesco. Torniamo quindi indietro verso Argo
e ci fermiamo a Naplio sul mare. Troviamo posto presso l’omonimo hotel Naplio.
Il tempo di portare le valigie in camera e siamo in spiaggia. Alla sera si cena
ancora con Gyros e pannocchie di mais ai ferri. Di notte è bello vedere com’è
illuminato il castello sulla collina nel centro di Naplio.
Hotel Euro 74
24.06.06 Naplio - Efesina Km.
149
Lasciata Naplio andiamo a visitare l’anfiteatro d’Epidauro (Unesco) e poi ci
fermiamo ad ammirare lo stretto di Corinto. Cerchiamo presto un alloggio ad
Efesina perché non voglio entrare ad Atene in auto, so che Atene è caotica da
girare. Per Efesina passa ogni mezzora un pullman gran turismo con aria
condizionata che in circa 30 minuti e con 1.20 Euro a testa ci porta nelle
vicinanze dell’Acropoli. Dedichiamo il primo giorno a gironzolare senza meta.
Ceniamo nella Plaka in un ristorantino tipico e poi si torna ad Efesina.
Oggi abbiamo anche il tempo di cercare una lavanderia per lavare le nostre cose.
C’è una festa ad Efesina e in centro è montato un palco dove la sera danno
rappresentazioni di danze tipiche.
Hotel piuttosto vecchiotto ed Euro 50 con colazione.
25.06.06 Atene
Andiamo subito a visitare l’Acropoli e fa a molto caldo. Poi visitiamo il
vecchio stadio olimpico, saliamo sulla collina del Licabetto, camminiamo fino al
museo ed entriamo. Il museo è molto interessante, ma il fresco offerto dall’aria
condizionata è unico. Prima di visitare il mercato passiamo a vedere il cambio
di guardia davanti al milite ignoto greco. Al mercato mio figlio trova l’halva
il mandorlato dei balcani e se ne compra una forma intera di quattro chili che
si porterà a casa. Gironzoliamo poi tutto il giorno in giro per Atene. Avevo
bisogno di una crema per massaggiarmi una storta presa camminando ed in farmacia
mi accorgo che i medicinali in Grecia costano meno della metà che in Italia.
La sera ceniamo ad Efesina in un ristorante lungo la promenade e se rapportiamo
il prezzo alle porzioni mi viene da dire: porzioni piccole e prezzi grandi!
Hotel Euro 55
26.06.06 Efesina –
Meteora Km. 394
Attraversiamo le città di Thiva (Tebe) e Livadia prima di arrivare a Delfi (Unesco),
dove visitiamo sia il museo che le rovine. Continuiamo quindi per l’E65 fino
all’incrocio con E75 dove si trova il monumento alla battaglia delle Termopili.
Facciamo un paio di foto e continuiamo fino a Meteora passando per Lamia e
Trikala. Ci fermiamo a dormire un po’ prima di Meteora ho fretta di trovare un
alloggio con tv satellitare, oggi gioca l’Italia ed i monasteri li visiteremo
domani.
Hotel Euro 70

27.06.06 Meteora – Florina
Km. 248
Devo premettere che a me Meteora (Unesco) è piaciuta molto. I monasteri
costruiti sui cucuzzoli delle rocce sono veramente unici e non ci si
stancherebbe di scattare fotografie. In mattinata visitiamo un monastero.
L’entrata costa un paio d’Euro ed alle donne vengono date delle gonne avvolgenti
per coprire completamente le gambe, mentre agli uomini che indossano pantaloni
corti, vengono dati dei pantaloni lunghi con elastico alla cintura per coprirsi.
Dopo la visita a Meteora riprendiamo il cammino sempre per la strada N° 15 via
Kozani in direzione di Florina ai confini con la Repubblica di Macedonia. A
Kastoria prendiamo la stradina panoramica che gira attorno al lago. Poco dopo
Kastoria fortunatamente mi fermo a fare benzina e mi rendo conto che il
radiatore dell’auto bolle a tutto spiano. Lascio l’auto riposare, poi riempio
d’acqua la tanica del radiatore e riprendo il cammino senza forzare il motore.
Riesco ad arrivare a Florina senza problemi. Nell’andare avanti e indietro per
la città in cerca di un alloggio, il radiatore ricomincia a bollire e a gettar
fuori l’acqua. Se prima ero preoccupato ora lo sono di più. Troviamo alloggio
in centro in un albergo con annesso parcheggio. C’informiamo per un meccanico ed
il gestore dell’hotel chiama un’officina meccanica dove l’indomani porteremo
l’auto. Sapendo che domani staremo qui un po’ più a lungo, cerchiamo anche una
lavanderia.
Hotel Hellenis Euro 60 senza colazione.
28.06.06 Florina – Gostivar
(Macedonia) Km. 221
Alle otto del mattino siamo già dal meccanico che mi dice, che se non ci
sono problemi particolari, in un paio d’ore l’auto sarà riparata. Come promesso
il proprietario dell’hotel mi ha accompagnato, mi ha fatto da interprete e poi
torno indietro in auto con lui. Dopo due ore mi chiamano per dirmi che l’auto è
pronta. Mi dicono che hanno cambiato il bulbo che controlla la temperatura per
far partire la ventola del radiatore. La riparazione mi costa 50 Euro esatti.
Andiamo in lavanderia e partiamo verso la Macedonia. Alla frontiera siamo
l’unica auto ed è tutto velocissimo. Prima fermata dopo la frontiera è la città
d’Ohrid, sull’omonimo lago e patrimonio dell’Unesco. Dopo la visita d’Ohrid
ripartiamo per la strada E65, che è larga e veloce. Ci fermiamo a dormire in un
motel lungo strada a Gostivar, un’enclave albanese. Visitiamo la cittadina di
Gostivar e non sappiamo dove mangiare, i ristoranti sono inesistenti ed abbiamo
problemi con la lingua. Il caso vuole che entriamo in una trattoria tipica e
visto che siamo stranieri mi chiedono se parlo tedesco. Rispondo di si. I
proprietari erano stati in Germania ed avevano abitato nella stessa città dove
abitavo io da piccolo. Abbiamo mangiato benissimo, ci hanno fatto provare varie
specialità ed alla fine il conto per quattro persone è stato di 14 Euro, bevande
comprese.
Hotel Euro 60 con colazione.

29.06.06 Gostivar – Karlovo
(Bulgaria) Km. 437
Oggi si pensa di arrivare a Sofia, capitale della Bulgaria. Attraversiamo
Skopje la capitale della Macedonia senza fermarci. Arrivati alla frontiera con
la Bulgaria troviamo abbastanza automobili, specialmente di turchi che arrivano
dai paesi limitrofi e vanno a casa per le ferie. Fortunatamente che i doganieri
bulgari hanno escogitato di creare due file per le auto, una per chi transita
solamente ed una per i turisti che visitano la Bulgaria. A noi è toccata la
seconda. In un attimo ci hanno controllato i documenti e registrato l’auto.
Niente da pagare.
Proseguiamo per Kjustendil ed infine Sofia. Vado avanti e indietro cercando un
hotel nel centro, ma c’è tanto traffico. Ad un certo punto mi stanco di girare
in tondo e decido di continuare. Guido ancora per circa 150 chilometri fino ad
arrivare a Karlovo. Troviamo un albergo incredibilmente a buon prezzo e
leggermente fuori mano sulla vicina collina, ma bellissimo. Camere con
idromassaggio e con profumo alla rosa per lo stesso. In soggiorno un televisore
Lcd 32 con canali satellitari. La colazione al mattino dopo è servita su una
terrazza piena di fiori. Il garage interno dove parcheggiamo l’auto è rivestito
con porfido.
Karlovo si trova al centro della Rosova Dolina (valle delle rose),
dove vengono coltivate le rose per poi coglierle quando sono ancora in bocciolo
e farne profumi.
Ci rendiamo subito conto che in Bulgaria i prezzi sono forse i più bassi di
tutto il viaggio.
Hotel Almond Euro 72
30.06.06 Karlovo - Veliko
Tarnovo Km. 158
Il mattino per prima cosa andiamo a visitare a Kazanlak le Tombe
tracie (patrimonio Unesco), che poi si scopre non essere
le originali. Sono delle perfette ricostruzioni delle originali scoperte non
molto lontano da lì. All’uscita del museo ci sono un paio di bancarelle che
vendono ai turisti tutto quello che si può produrre con le rose: profumi,
sapone, creme, candele, marmellate ecc.
Dopo Kazanlak prendiamo l’E85 per Veliko Tarnovo. Ci fermiamo sul passo Sipka
dove c’è un Sacrario militare che per visitarlo dopo aver parcheggiato l’auto,
bisogna salire ancora un migliaio di scalini. Lo facciamo.
Arrivati a Veliko Tarnovo troviamo alloggio in un albergo vicino al castello
dove di sera fanno delle rappresentazioni medievali. L’albergo ha un arredamento
originale ma bello.
Veliko Tarnovo è una bella cittadina piena di vita e merita di essere visitata.
Alla sera c’è una buona scelta di ristoranti. Noi abbiamo mangiato bene e a
prezzi modici.
Hotel Studio Euro 80
01.07.06 Veliko Tarnovo –
Sofia Km. 317
Mi sono informato sugli alberghi a Sofia e ce n’è uno che fa al caso nostro,
è hotel Holiday Village Diplomat È un po’ fuori mano, ad una decina di
chilometri dal centro, ma tutto recintato e con un parcheggio vigilato le 24
ore. Come al solito non riservo per non avere poi sorprese.
Da Veliko Tarnovo prendiamo l’E772 fino a Zlata Panega da lì poi continua una
stradina piena di buche fino a Mezdra e scendiamo quindi la valle lungo il fiume
Iskar. Nella prima parte si passa attraverso le gole dell’Iskar.
L’hotel Village Diplomat si trova dalla parte ovest di Sofia, quindi
comodo per noi quando arriviamo da nord come pure per partire dopodomani in
direzione Serbia. C’è posto e le camere sono enormi. Anche qui televisione
satellitare e questa sera potremo vederci le partite di calcio. Questa sera non
usciamo più, ceniamo in albergo dove stanno festeggiando un matrimonio con
musica dal vivo. Ascoltiamo un po’ di musica e poi a vedere il calcio.
Hotel Village Diplomat Euro 70
02.07.06 Sofia
Con 4 Euro andiamo in centro con un taxi. Consiglio di cambiare i soldi solo
in banca. Ci sono molte case di cambio, ma le commissioni sono altissime. Se
proprio siete in difficoltà andate allora in un albergo di categoria e là non
avrete problemi nel cambiare.
Passiamo tutta la giornata in giro per Sofia. Per primo vediamo l’emblema di
Sofia: l’angelo, poi visitiamo varie chiese, il teatro, il mercato principale e
ed un paio di mercatini rionali tipici. Passiamo vicini allo stadio Lewsky e ci
lasciano entrare per dare un’occhiata. In generale anche a Sofia i prezzi sono
bassi. Mangiamo un po’ qua e un po’ la assaggiando sempre specialità bulgare.
Assaggiamo talmente tante cose che questa sera salteremo la cena. Compriamo
anche qualche oggetto ricordo e specialità culinarie, tra le quali la marmellata
alle rose. Al ritorno ci siamo imbattuti in un tassista disonesto e come me ne
sono accorto, senza tanto discutere, l’ho fatto fermare, siamo scesi e ne
abbiamo preso un altro.
Hotel Village Diplomat Euro 70

03.07.06 Sofia – Popovac
(Croazia) km. 729
Dobbiamo essere a casa per domani sera e dovrò quindi fare parecchia strada
in questi due giorni.
La strada che va da Sofia ai confini, con la Serbia è piena di cunette e ci sono
molte interruzioni per dei lavori in corso. Il passaggio della frontiera è
veloce. Dall’altra parte in arrivo dalla Serbia c’è una fila di chilometri
d’auto, sicuramente i turchi che arrivano dal nord Europa e tornano a casa per
le ferie.
Una volta arrivati finalmente a Nis in Serbia, entriamo in autostrada.
L’autostrada è larga e veloce, si paga in due opportunità e si paga in Euro.
Lungo l’autostrada tutti accettano Euro. L’autostrada divide Belgrado a metà,
vorremmo fermarci ma il tempo stringe. Sarà per un’altra volta. Lungo
l’autostrada ci sono alberghi fatiscenti e alla fine usciamo all’altezza di
Popovac (Croazia) dove troviamo alloggio presso un B&B. Vicino al B&B c’è una
pizzeria e generalmente le pizzerie in Croazia sono buone. Ci consigliano la
pizza della casa che dovrebbe avere un po’ tutti gli ingredienti e così è, solo
che l’hanno completamente cosparsa con olio e aglio. Uno scempio. Si mangia si
paga e si sta zitti.
Alloggio Euro 72 senza colazione. Caro.
04.07.06 Popovac – Padova Km.
501
Ultimo giorno. Si parte lungo la relativamente nuova autostrada Zagabria -
Karlovac – Fiume. Poco prima di Fiume ed in discesa ci accorgiamo di aver
forato. È la prima volta che mi succede da quando ho comprato l’auto nel 1992.
Siamo proprio in una curva pericolosa e per essere un po’ tranquilli nel
cambiare la gomma faccio ancora un centinaio di metri i quali sono sufficienti
per rovinarla completamente con il cerchione. Svuotiamo il baule dell’auto per
estrarre il pneumatico di riserva e mi rendo conto che è quasi sgonfio. Lo
cambiamo e riusciamo piano, piano ad arrivare ad un distributore di benzina dove
lo faccio gonfiare. Che cosa faccio, compro un pneumatico nuovo e differente
dagli altri o rischio fino a casa? In fondo mi mancano solo 300 chilometri per
arrivare e le probabilità di forare un’altra volta sono minime. Allora si
rischia. Ci è andata bene ed arriviamo a casa senza altri contrattempi.
Solo mesi più tardi mi renderò conto che in Grecia, dovuto al problema del
radiatore, ho bruciato la guarnizione della testa del motore e dovrò rifarla
nuova.
mfmm2006@libero.it
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