racconti e
diari di viaggio, foto, suggerimenti e idee
di Alessandra e
Marco
Argentina 2004 - racconto di viaggio
dal 9 novembre al 6 dicembre -
di
Giuliano
protagonisti
Giuliano
e Edna
AVVENTURA IN ARGENTINA
Dopo il viaggio
in Australia, partire per l’Argentina sembrerebbe quasi un gioco, ma il viaggio
in aereo è sempre faticoso e solo allora ti rendi conto che stai veramente
partendo.
Per fortuna le 13 ore di viaggio sono senza scalo e la partenza di sera ti
permette di dormire.
Arrivati non troppo stanchi, prendiamo un taxi e cambiamo aeroporto con
destinazione Salta.
Questa è la città base per la partenza a San Antonio De Los Cobres per
l’avventura sul El Tren a las Nubes che in 14 ore tra andata e ritorno arriva ai
4500 mt attraversando 21 tunnel, 31 ponti e 13 viadotti di cui La polvorilla
lunga 240 mt e alta 65, offre uno spettacolo mozzafiato.
All’arrivo, siamo assaliti dagli indios, per fortuna ancora rimasti, che cercano
di venderci i loro prodotti. Questa popolazione vive completamente isolata ad
un’altitudine di 3800 mt in mezzo al vento e alla polvere. E’ stata una
bellissima esperienza, e ancora mi manca la tenerezza di una ragazzina, che
abbracciata al suo lama, aveva gli occhi rossi e tristi poiché non avendo niente
da vendere, si consolava con l’affetto del suo unico amico!
Altra gita molto spettacolare è stata quella a Cafayate, dove le montagne sono
multicolori, alcune fino a sette colori. Le mie sensazioni non potranno mai
essere convertite in parole.
Salta è stata la località dove siamo stati circondati da un calore umano molto
sincero.
Dopo una settimana, abbiamo preso un bus (attraversano tutte le nazioni del Sud
America) e siamo approdati a Mendoza, terra di vigneti e di belle montagne. Qui
ci siamo anche un poco annoiati e abbiamo purtroppo smarrito la videocamera e il
filmato di Salta. Pazienza.
Salta-Bariloche. Il paesaggio durante il percorso è molto noioso fino a 50 km da
Bariloche. All’arrivo un’esplosione di ginestre spinose dai colori incredibili
(siamo a fine primavera) ci farà dimenticare l’arido paesaggio che ci ha
accompagnato dalla partenza.
Questa, credo che sia la località più bella di tutta l’Argentina poiché è
circondata da laghi, montagne (d’inverno si scia) campi da golf e paesaggi
spettacolari.
Bariloche - El Calafate in aereo e siamo in Patagonia dove i miei sogni spero si
realizzino di fronte ai ghiacciai.
All’arrivo mi sento come un disperso in mezzo al deserto in quanto tutto è
brullo e il vento temuto ci accoglie per darci il benvenuto.
Il bus ci porta al ns. albergo dove ancora ci sono poche case e le strade
polverose mi fanno venire l’angoscia. Ma El Calafate è tutto qui? L’accoglienza
di tre ragazzi giovani ci rincuora, ma d’altronde la Patagonia è terra
d’avventura. Non si smentirà.
Usciti dall’albergo, dopo 5 minuti siamo al centro del paese e.. tutto cambia.
Case basse di legno, tutto è orientato x l’avventura, la Patagonia bisogna
scoprirla e amarla con i suoi paesaggi aridi, bastonati dal vento, ma...
affascinanti. Sembra di essere proiettati in un altro pianeta.
Il giorno seguente si parte per l’avventura del Perito Moreno. Questo
ghiacciaio, il terzo come grandezza, è il più maestoso della Patagonia. Non
vengo deluso. Tutti sono con il fiato sospeso a mano a mano che ci avviciniamo.
Quando la guida ci porta sempre più vicino, sembra che il ghiacciaio ci venga
incontro e non noi che ci avviciniamo. Con un fronte di 5 km ed un’altezza di
70-80 mt. è l’unico ghiacciaio che cresce di 100 mt l’anno.
Di fronte alla sua imponenza, non riesci più a staccarne gli occhi ed aspetti
con il cuore in gola che qualche pezzo di ghiaccio si stacchi e provochi un
boato ed un eco assordante. Quando accade, un applauso sorge spontaneo. Ci
sarebbe molto da dire, ma come al solito parlano solo le immagini, il silenzio
ed il rumore del ghiaccio che esplode.
Al ritorno, ci rendiamo conto che il Lago Argentino ha un colore turchese, mai
visto una cosa del genere. Questo effetto è prodotto dallo sfregamento dei
ghiacci sulle rocce che finiscono così nel lago. Vediamo anche moti condor che
hanno un’apertura alare di 3 mt
L’indomani, facciamo la gita in battello sul lago Argentino per vedere gli altri
ghiacciai e passare in mezzo agli iceberg che troviamo sulla rotta. E’ tutto
molto emozionante, sembra di essere arrivati in Antartide. Dopo una lunga
giornata, si ritorna in albergo e la sera ci scaldiamo davanti al fuoco che
arrostisce poveri agnelli, capretti e vitelli che noi crudelmente mangiamo!!
Finita quest’avventura, siamo pronti per La Terra del Fuoco, Ushuaia, chiamata
La fine del Mondo.
Dopo, il vuoto, l’oceano e l’Antartide.
L’atterraggio è bellissimo, in mezzo alle Ande del Cile da una parte ed il mare
dall’altra. All’uscita dall’aeroporto un vento gelido ci accoglie. Ci infiliamo
in fretta nel taxi per arrivare da "zia Alba, una casa privata. Qui l’atmosfera
è senz’altro mistica. Sarà l’idea del mistero dell’Antartide, ma ci si sente
veramente lontanissimi da tutto.
Sogniamo di mangiare la famosa "criolla", la granseola, consigliata al naturale,
ma rimaniamo delusi, molto migliore quella dei ns. mari.
Facciamo la gita sul canale di Beagle per vedere i lupi-leoni marini e non
veniamo delusi.
Ci facciamo timbrare il passaporto dall’ufficio turistico per evidenziare che
siamo proprio arrivati... alla fine del mondo!!
Dopo due giorni riprendiamo l’aereo con destinazione un’altro patrimonio
dell’umanità: IGUAZU le cascate al confine con il Brasile e Paraguai. Dal freddo
ritorniamo al caldo tropicale.
Qui il panorama è completamente cambiato. Una bellissima vegetazione
lussureggiante. Prima di atterrare vediamo le cascate ed il "fumo" che sale
verso il cielo.
Qui veniamo travolti dalla forza impetuosa delle acque dove attrazione e paura
ti attraggono e ti respingono come una calamita. Le ripercorriamo in lungo ed in
largo sempre più affascinati fino alla Garganta del Diavolo, dove confluiscono
varie correnti per riversarsi in un salto pauroso nel fiume sottostante. Tutti
sono in ipnosi. L’indomani prendiamo il taxi e le rivediamo dalla parte
brasiliana, dove la visione è più larga, ma non come vicinanza. Abbiamo fatto
anche la gita in battello, con il cuore in gola, e doccia sotto le cascate con
un capitano pazzo che faceva lo slalom nel fiume...
Credo che a questo punto, dell’Argentina ne abbiate avuto abbastanza, ma abbiate
pazienza perchè dobbiamo ancora arrivare a Buenos Ayres e passare gli ultimi
quattro giorni prima di rientrare in Italia.
Qui siamo nel cuore della vita e della storia argentina, ma pensavamo di
trovarla più affascinante.
A parte la Florida, la Boca, la 9 di Julio e qualche altro posto, non rimaniamo
molto affascinati, forse è proprio ora di rientrare dopo un mese.
P.S. Spero di non avervi stancato troppo!!!!