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Argentina 2004 -
diario di viaggio 19 ottobre - 7 novembre
di
Francesco
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Protagonisti |
Francesco e famiglia, da
Padova |
Argentina 2004 (Ia parte) Patagonia e Terra del fuoco di
Francesco e famiglia
Organizziamo
questo viaggio in meno di una settimana. Siamo tre persone. I passaporti
sono validi quindi ci basta studiare la guida e organizzare le tappe
giornaliere. Prenoto anche un’auto a Trelew in Patagonia con la compagnia
Europcar e mi riservano una Golf al prezzo di 30 dollari al giorno, tutto
compreso. Consegnerò poi l’auto direttamente a Buenos Aires pagando un sovra
prezzo per il take-over a Trelew. Quando viaggio affitto sempre un’auto perché
viaggiando con la famiglia alla fine costa uguale che viaggiare con i mezzi
pubblici ed a mio avviso si sfrutta più a fondo il tempo disponibile per il
viaggio. Guidare in Patagonia non è difficile ma bisogna stare sempre all’erta
perché ti puoi trovare improvvisamente degli animali davanti alla macchina e
soprattutto per lo stesso motivo mai guidare di notte.
Per avere informazioni turistiche aggiornate e sicure sull’Argentina ci siamo
rivolti a questo sito:
www.ruta0.com che è in lingua spagnola.
Per quanto riguarda i pranzi essendo sempre in movimento, si mangiava spesso e
volentieri presso i distributori di benzina, tutti hanno il loro piccolo
ristorantino con specialità tipiche. Bisogna assaggiare le varie “empanadas” e
soprattutto le immense “milanesas”.
In Argentina all’entrata di tutte le cittadine turistiche si trova una
“Informaciòn turistica” dove danno gratuitamente informazioni sui prezzi e sulla
disponibilità alberghiera.
Parlo lo spagnolo come l’italiano quindi nessun problema per capire e farmi
capire.
Prezzo del volo d’andata Venezia-Buenos Aires-Trelew e ritorno Buenos
Aires-Venezia, Euro 684 per persona.
Al cambio: 1 Euro = 3.35 Pesos argentini
I prezzi degli alberghi sono espressi in pesos e per tre persone.
Martedì 19.10.04
Partenza da Venezia per Roma con AirOne poi proseguimento del viaggio con volo
Aerolineas Argentinas per Buenos Aires. Trovo ottimo l’orario di partenza serale
con il volo notturno, uno arriva a Buenos Aires riposato e pronto per sfruttare
appieno la giornata.
Mercoledì 20.10.04
Arrivo alle sei del mattino a Buenos
Aires, mentre il volo per Trelew ce l’abbiamo alle tre del pomeriggio. Prendiamo
i bagagli e con la compagnia di trasporto Manuel Tienda Leon ci facciamo
portare in centro presso la loro filiale, dove lasciamo le valigie in consegna e
andiamo a spasso per la città fino a mezzogiorno. Vediamo la plaza 25 DeMayo e
la vicina Casa Rosada. Davanti al Congreso de la Repubblica troviamo una
manifestazione. Erano persone che reclamavano per i soldi persi con il crack del
governo argentino. Decine di manifestanti battevano con dei bastoni su delle
pentole. Non vi dico il suono che ne usciva. Torniamo poi alla navetta e ci
facciamo portare all’aeroporto per i voli nazionali. Proseguiamo il viaggio con
Austral con arrivo in serata a Trelew nella provincia di Chubut. All’aeroporto
sono ad attenderci con la nostra Golf e andiamo presso gli uffici dell’Europcar
per firmare il contratto e per la consegna ufficiale dell’auto.
E qua si presenta il problema. Devo lasciare un deposito con la mia carta di
credito per garantire l’affitto e la garanzia sulla franchigia in caso
d’incidente, ma il lettore della carta di credito dice che la mia carta non ha
fondo e che devo rivolgermi alla mia banca. Impossibile. Mi consegnano lo
stesso l’auto per andare in albergo con la promessa che il giorno dopo sarei
passato per gli uffici a regolare la situazione. Anzi l’impiegata è così gentile
che chiama un’albergo, ci riserva la camera e ci accompagna anche all’albergo.
Qui abbiamo la seconda sorpresa. Senza farmi tanti scrupoli pago con la carta di
credito e funziona perfettamente. Se ne rende conto anche l’impiegata dell’Europcar
ma lei è solamente un’impiegata e non può farci niente. Deve eseguire solamente
le direttive.
Ceniamo tardi in centro presso una rosticceria. Hanno di tutto e noi proviamo un
po’ di tutto. Ottimo.
Hotel Cheltum $ 80 Passabile
Giovedì 21.10.04 Trelew – Trelew km 497
Questa mattina mi alzo presto per chiamare la mia banca in Italia e mi
confermano che è tutto apposto. Vado
quindi all’Europcar e facciamo un altro tentativo ed ancora lo stesso problema.
Pago quindi subito l’affitto per i 20 giorni in contanti. Da qui in poi nessun
problema con la carta di credito. Richiedo anche un visto per poter entrare con
l’auto in Cile. Mi dicono che ci vuole un giorno di tempo per poter loro passare
presso non so quale ufficio e ottenere il permesso. Ci mettiamo d’accordo che me
lo avrebbero inviato ad El Calafate e che lo avrei ritirato presso l’agenzia
Europcar ad El Calafate. Incavolati ma contenti partiamo subito per Puerto
Madryn per visitare la Penisola di Valdez. Tutti i parchi nazionali sono a
pagamento e costano il doppio per gli stranieri, cosa che trovo indecente. Per
questo non ho nessun rimorso a farmi passare per un argentino e pagare la metà
come loro. Basta che al mio spagnolo aggiunga un po’ d’accento argentino ed il
gioco è fatto. Devo solo stare attento che mia figlia non rida e si tradisca.
Arrivati all’entrata del parco faccio la prima esperienza di che cosa è il
“ripio” ossia la strada sterrata. Tutto il giro della penisola è una strada
sterrata e la ghiaia è piuttosto grossa con molti sassi. Il peggior sterrato di
tutto quello che abbiamo incontrato in Argentina. Facciamo il giro completo
della penisola e vediamo: le balene, una colonia d’otarie, dei leoni marini e
una piccola colonia di pinguini.
i leoni marini
Alla sera torniamo stanchi a dormire nello stesso hotel a Trelew. Se non
si è abituati non è facile guidare sullo sterrato, sei sempre sotto tensione.
La provincia del Chubut è già Patagonia
ed in Patagonia la benzina costa meno che nelle altre parti del paese. Per
chiamare in Italia si spende poco più di un euro per tre minuti. Le cabine
telefoniche si trovano dappertutto specialmente presso i distributori di
benzina.
Hotel Cheltum $ 80
Venerdì
22.10.04 Trelew – Camarones km 287
Partenza al mattino presto per Punta Tombo,
dove c’è una colonia di circa 500.000 pinguini di magellano. Poco dopo l’uscita
da Trelew si prende una strada sterrata (ancora!) che porta a Punta Tombo.
Arriviamo presto appena aprono e prima che arrivino tutti i pullman dei viaggi
organizzati così abbiamo i pinguini tutti per noi. La colonia di pinguini è
un’esperienza unica. I pinguini sono curiosi e si avvicinano, mia figlia ha
consumato un rullino intero di fotografie. C’è un sentiero circoscritto che ti
porta in giro per tutta la colonia che non si può oltrepassare ma sono i
pinguini ad oltrepassarlo, è uno spasso. Appena arrivano i primi torpedoni noi
partiamo, guidando però lungo la costa dove la strada è tutta sterrata e nel
pomeriggio arriviamo a Camarones dove facciamo una bella e lunga passeggiata
lungo il mare e dove troviamo degli scogli strapieni di piccole cozze.
Pernottiamo presso l’unico hotel del paese che è anche in rinnovo. Hotel e
ristorante non consigliabili.
Hotel Kau-i-keukent $100

I pinguini di Punta Tombo
Sabato 23.10.04 Camarones - Puerto San Julian (via
Comodoro Rivadavia) km 707
L’itinerario di oggi è scendere verso sud il più possibile.
Si scende la N 3 e arriviamo verso sera a san Julian.
Le strade sono molto veloci si può andare tranquillamente a più di 100 km. orari
e a parte l’attraversamento di qualche cittadina, il traffico è inesistente.
Abbiamo fatto anche qualche centinaio di chilometri incontrando solo un paio
camion.
Ci siamo accorti che l’auto ha un difetto, ogni volta che uno tocca la portiera
per aprirla si prendono certe scosse che assomigliano a delle saette. Pazienza
n’avremo solo per venti giorni.
Oggi abbiamo fatto anche la prima esperienza con il vento patagonico che
ci accompagnerà per tutto il viaggio. È difficile spiegare la forza del vento
basta dire che era impossibile aprire la portiera dell’auto da quanto era forte.
E come fischia!
Abbiamo fatto anche un incontro simpatico. Mentre viaggiavamo in auto un
armadillo ci ha attraversato la strada, ci siamo fermati e lo abbiamo inseguito
per filmarlo. Ci siamo riusciti.
Hotel Municipal $ 70 Buono
Domenica 24.10.04 Puerto San Julian -
El Calafate km. 620
Oggi facciamo conoscenza anche con la pioggia della Patagonia. Compatta e fina.
Improvvisamente incomincia a piovere e repentinamente esce il sole, questo gioco
lo vedremo spesso quindi non ci spaventiamo se vediamo nuvole all’orizzonte.
Strada facendo troviamo anche delle greggi di pecore, sono migliaia. Qui è tutto
in quantità industriale: pecore, vento, pioggia…
Dimenticavo, abbiamo incontrato anche ñandus (struzzi) e guanachi (una specie
di lama) che spesso ci attraversano la strada.
Da queste parti c’è anche un’anatra selvatica tipica della Patagonia dove il
maschio e la femmina non si somigliano per niente ma sembra che siano monogami e
passino tutta la vita assieme. Una trentina di chilometri dopo la cittadina di
Comandante Luis Piedra Buena c’è una strada sterrata che porterebbe ad El
Calafate. Ne percorro un paio di chilometri e incontro della gente che veniva in
senso contrario, m’informo sulla situazione del pavimento stradale e mi
sconsigliano di continuare perché ha piovuto da poco e con la pioggia spesso la
strada in certi punti si riempie di macerie. Mi dicono anche che facendo il giro
più lungo per la strada asfaltata, il tempo di guida è lo stesso. Continuiamo
così verso sud fino quasi a Rio Gallegos poi giriamo a destra e torniamo su
verso El Calafate. Se avessi fatto la strada sterrata me la sarei cavata con 220
chilometri così invece ne ho percorsi 200 di più.
Verso sera arriviamo ad El Calafate dove i prezzi per gli alloggi sono il doppio
che nel resto dell’Argentina. Essendo fine settimana è tutto pieno a parte un
paio di hotel di lusso. Alla fine troviamo una camera presso l’hostel Buenos
Aires dove resteremo per due giorni. Spartano ma pulito. Alla sera ceniamo con
18 pesos presso un self-service cinese “tenedor libre” dove si mangia a buffet
quanto si vuole. La scelta è immensa dalla pasta alla carne fino al dessert.
Hostel Buenos Aires $120
Lunedì 25.10.04 El Calafate - El
Calafate km 196
Giornata dedicata alla visita del ghiacciaio Moreno ed al parco nazionale
Los Glaciares.
Per prima cosa andiamo all’Europcar dove ci consegnano il permesso per entrare
in Cile. Spieghiamo anche del problema con la macchina ma ci rispondono che non
hanno macchine disponibili ma li sento confabulare fra loro che la macchina che
ho io fa parte della flotta di un’altra agenzia e che quindi non me la potevano
cambiare o molto più probabilmente non volevano.
Andiamo con la nostra auto al parco nazionale Los Glaciares che dista
un’ottantina di chilometri. Anche qui solito giochino con la nazionalità per
pagare la metà. Non sto qui a descrivere il paesaggio, bisogna andarci. Restiamo
quasi l’intera giornata a visitare il tutto in lungo e in largo e poi facciamo
anche una gita in motonave fino a sotto al ghiacciaio Moreno. Tornando indietro
andiamo a passeggiare lungo il Lago Argentino, c’era talmente tanto vento che
coperti con dei k-way pesanti sembravamo degli astronauti.
Questa sera cambiamo ristorante ma sempre stile tenedor libre, solo che questa
volta è un ristorante specializzato in carne alla griglia. Molto buono.
Poiché non ci sono informazioni sulla strada che vogliamo percorrere l’indomani,
dopo cena andiamo alla stazione degli autobus e cerchiamo un autista che faccia
la ruta verso Puerto Natales e Punta Arenas. Ne incontriamo uno e anche di
lontana origine italiana, che proprio l’indomani partiva presto per Puerto
Natales. C’informa sullo stato delle strade e quali prendere per risparmiare
tempo. Ci consiglia di partire presto la mattina e lui avrebbe viaggiato dietro
di noi così ci avrebbe aiutato in caso di difficoltà. Ringraziamo e torniamo
poco dopo con una bottiglia di vino.
Indescrivibile come ha soffiato il vento durante tutta la notte, veramente da
avventura. E faceva talmente freddo che siamo stati obbligati ad accendere in
camera una specie di riscaldamento a gas. Sono rimasto sveglio un paio d’ore a
leggere e poi l’ho spento per paura. Era talmente strano!
Hostel Buenos Aires $ 120

Il lago Argentino
Martedì
26.10.04 El Calafate - Punta Arenas (Cile) km. 628
Come consigliato dall’autista partenza alle ore 5 direzione Punta Arenas. La
strada fino alla frontiera cilena è tutta sterrata ma veloce, troviamo anche una
cinquantina di chilometri appena asfaltati ed in questo punto la strada è larga
e senza traffico, sembrava di guidare su una pista di formula Uno. Anche qui
incontriamo tanti animali e di tutte le specie.
Arrivati alla frontiera cilena nelle vicinanze di Rio Turbio comincia a nevicare
con il sole che splende. Cerco le nubi ma non ne vedo. Mah!
Alla frontiera nessun problema, solo un piccolo inconveniente. Giorni addietro
c’eravamo comperati tre bellissime e grossissime pere che erano ormai belle
mature e volevamo mangiarle proprio oggi a pranzo per fare a un po’ di dieta.
Invece ce le sequestrano sorridendo ed a niente sono valse le nostre
rimostranze. Ci hanno detto: se proprio volete mangiarle, mangiatele qui.
Immagino che se le siano mangiate loro a pranzo. Che incazzata!
Proseguiamo quindi per una strada ben asfaltata e veloce fino a Punta Arenas
fermandoci anche a Puerto Natales per una breve visita, l’acquisto di souvenir e
spedire l’immancabile cartolina postale.
A Punta Arenas troviamo alloggio presso l’hotel Los Navegantes**** dove per una
bella camera, cena e colazione spendiamo 80 dollari per tre persone. Domani
pensiamo di partire alle 5 di mattina. Il garage dell’hotel è molto piccolo e
internamente non si possono fare manovre, per di più c’è posto solo per un’auto
ancora, la mia. Bene. Per entrare al garage bisogna guidare per circa cinquanta
metri lungo un cunicolo stretto che faccio in retromarcia per essere così pronto
per uscire il mattino dopo comodamente.
Sono appena le quattro del pomeriggio quindi abbiamo tutto il tempo di visitare
la città. Visitiamo il centro, il parco con la statua di Magellano ed un
pittoresco cimitero. Soliti souvenir e solita cartolina.
Alla cena come piatto forte ci viene servito del granchio di mare, tipico di
questa zona. Ottimo. Prima di andare a dormire paghiamo il conto e avvisiamo il
portiere che l’indomani saremmo partiti alle ore 5 perché alle ore 8 vogliamo
prendere il primo traghetto a Ponta Delgada (circa 180 km. da Punta Arenas) che
ci porterà nella Terra del Fuoco. Il portiere ci dice che va bene e che per le
4.30 ci avrebbero servito la colazione. Diciamo che non è necessario, ma ci
dicono che è normale perché succede spesso che la gente si alzi presto per
prendere il traghetto.
Hotel Los Navegantes U.S.$ 80
Mercoledì 27.10.04 Punta Arenas -
Ushuaia/Terra del Fuoco km. 738
Nessuna sorpresa, alle 5 è pronta la nostra colazione, c’è di tutto e ci
preparano perfino le uova al tegamino. La sorpresa viene dopo. Quando vado a
prendere l’auto vedo che dentro il cunicolo ci sono due minibus parcheggiati.
Spiego al portiere che è una ragazza che devo partire subito e se per favore può
far togliere i due minibus per poter uscire. Mi risponde che le dispiaceva molto
ma sia lei che il cameriere non avevano la patente di guida e che non sapeva in
che camera alloggiassero gli autisti ma che aveva le chiavi dei mezzi.
L’invito era chiaro, mi sono fatto dare le chiavi e mentre mia moglie e mia
figlia se la ridevano ho tirato fuori i due piccoli bus e la mia auto.
Chiaramente ho lasciato i minibus parcheggiati lungo la strada.
Nonostante tutto arrivo puntuale e per primo al traghetto. In un quarto d’ora
siamo dall’altra parte nella Terra del Fuoco. Altra sorpresa, poco dopo il
traghetto mi aspettano circa 150 chilometri di sterrato, praticamente fino ai
confini con l’Argentina. Alla frontiera argentina mi chiedono se portiamo frutta
con noi. Sorrido e dico di no, allora mi chiedono se ho “mascotas” (animali di
piccolo taglio), sorrido ancora e dico di no. Passiamo quindi senza problemi.
Dalla frontiera argentina fino ad Ushuaia parte una bella strada asfaltata che è
interrotta per altri cento chilometri di sterrato, poi fino ad Ushuaia è una
passeggiata. Sul passo Garibaldi, poco prima di arrivare ad Ushuaia troviamo
la neve. Un camion con rimorchio ci sorpassa a tutta velocità e dopo una decina
di chilometri lo ritroviamo dopo una curva pericolosa giù da una scarpata.
Ad Ushuaia non è facile trovare una camera, alla fine con l’aiuto dell’ufficio
del turismo troviamo alloggio presso il vecchiotto hotel Las Lengas, niente di
particolare, ma l’albergo sta in alto su una collina e domina tutta la baia d’Ushuaia.
Prevediamo di restare qui un paio di giorni.
Ceniamo alla sera in un tenedor libre con piatti di carne alla griglia. Valido.
Hotel Las Lengas $ 166 Sconto pagando in contanti.
Giovedì
28.10.04 Ushuaia km. 54
La giornata odierna sarà dedicata tutta alla visita del parco nazionale Tierra
del Fuego, inoltre sono stanco del tanto guidare.
Il ristorante dove ci servono la colazione è tutto in vetrate e si ha una vista
magnifica della baia.
Dopo colazione troviamo vicino all’albergo una lavanderia che nella giornata e
per pochi pesos ci laverà le nostre cose.
Il parco dista una ventina di chilometri da Ushuaia ed è inutile dire che anche
qui ho pagato la metà.
Nel parco vivono tante specie d’animali,
dai conigli ai castori. Ben nascosti (noi) abbiamo visto anche dei castori
mentre costruivano una diga. Passiamo tutto il giorno passeggiando per le
torbiere del parco. Alla sera andiamo a ritirare la nostra biancheria lavata e
stirata.
Prima di cena andiamo in cerca di souvenir. Cena ancora nello stesso tenedor
libre di ieri.
Hotel Las Lengas $ 166

La baia di Ushuaia
Venerdì 29.10.04 Ushuaia - Rio Gallegos km. 615
Si ritorna indietro sfortunatamente per la stessa strada con tutto il suo
sterrato. Bisogna aggiungere che quando non piove la strada è molto polverosa e
da queste parti s’incontrano abbastanza camion e bisogna stare attenti alle
pietre che rimbalzano sul parabrezza. Ho notato che quasi tutti gli autisti da
queste parti quando incrociano un’altra auto premono le cinque dita della mano
contro il parabrezza per evitare che si rompa. Non so se serva però quando mi
ricordo lo faccio anch’io. Lungo la strada, poco dopo Rio Grande ci fermiamo
brevemente per visitare il centro Salesiano con il suo museo.
Entriamo in Cile (questa volta senza pere), ripassiamo sul traghetto dove questa
volta ci caricano per ultimi.
E poco dopo, ancora la frontiera argentina. Il tutto senza problemi. Poi ancora
sterrato per arrivare a Rio Gallegos. Ho visto che stavano asfaltando una strada
laterale quindi suppongo che in pochi mesi questo tratto sarà una passeggiata.
Essendo di visita a Rio Gallegos il presidente della repubblica abbiamo
difficoltà a trovare un alloggio, però alla fine gira e rigira qualcosa
troviamo. Un alberghetto nuovo e pulito.
Oggi niente cena. Frutta per tutti.
Hotel Chehuen $ 97
Sabato 30.10.04
Rio Gallegos - Comodoro Rivadavia km. 791
Oggi devo arrivare fino a Comodoro Rivadavia, ritornando per la stessa
strada dell’andata. Sono molti chilometri ma la strada è velocissima.
Un solo inconveniente ma quasi fatale. Faccio il pieno di benzina a Rio Gallegos
confidando di fermarmi per il prossimo pit-stop a Tres Cerros dove sulla mia
cartina è indicata una pompa di benzina. Quando arrivo scopro che è chiusa da un
paio d’anni. Ora il prossimo benzinaio si trova a circa 200 chilometri. Non so
proprio se ce la farò e invece ce la faccio con ancora nel serbatoio non più di
un litro di benzina.
Per strada ci fermiamo anche a far lavare l’auto. Dopo tanto sterrato non è
sporca ma di più: lurida.
Da oggi non dovrebbe esserci più sterrato.
Pure a Comodoro Rivadavia abbiamo difficoltà a trovare alloggio. Anche qui tutto
pieno, questa volta per una non meglio specificata “Feria agricola”. Troviamo
alcuni alberghetti che non ci convincono, così non ci rimane altro che l’hotel
Austral, il più caro della città. Tutto sommato dopo più di dieci giorni di
polvere un po’ di lusso ce lo siamo meritati.
A cena questa sera posso finalmente ordinare quello che è il mio piatto di carne
preferito: bifè de chorizo a la parrilla. Si ricava dal controfiletto è alto 4/5
centimetri e deve pesare per legge almeno 450 grammi. La carne in Argentina è
davvero ottima.
Hotel Austral $ 233
Domenica 31.10.04 Comodoro Rivadavia – Esquel km.
586
Ci fermiamo vicino a Sarmiento per visitare il “Bosque petrificado”, ma niente
di particolare. Il vento ci accompagna per gran parte del viaggio e mai così
forte come oggi.
Verso sera arriviamo ad Esquel, una bella cittadina ai piedi della cordillera
delle Ande che è anche un centro turistico invernale.
Troviamo alloggio nella Hosteria Angelina e scopriamo che i proprietari sono
originari di Padova.
Ci danno un bell’appartamentino a due piani con cucina.
Più tardi andiamo a visitare un centro commerciale dove ispirati dalla cucina
che abbiamo in appartamento compriamo una mega pizza molto invitante aggiungendo
poi una torta intera che t’invoglia solo guardandola. Abbiamo trovato anche un
tipo di torrone particolare che qui chiamano “mantecol” che non è altro che il
tipico torrone dei Balcani conosciuto con il nome di “halva”. È identico e mi
chiedo come sarà arrivata la ricetta sin qua.
Hostaria Angelina $ 75
Lunedì 01.11.04 Esquel - El Bolson km. 230
Partiamo un po’ tardi perché sono stanco per i tanti chilometri fatti negli
ultimi giorni così decidiamo di fare poca strada. Nei giorni scorsi è già
successo di dovermi fermare per riposare in auto.
Ci fermiamo ad El Bolson un paesino di appena 5.000 abitanti. Troviamo subito
una camera presso l’hotel Amancay e ci fermiamo il pomeriggio a riposare. Ci
danno una camera spaziosa sotto una mansarda con un lucernario sul tetto.
Durante la notte pioverà forte, cosi sentiremo la pioggia battere contro il
vetro.
Oggi è lunedì e i ristoranti sono tutti chiusi, andiamo così a mangiare in un
ristorantino di un benzinaio. Non male. Andiamo poi in un piccolo centro
commerciale dove c’è una gelateria artigianale che fa gelati dei gusti più
strani e ne proviamo parecchi.
Hotel Amankay $ 90
Martedì 02.11.04 El Bolson – San Carlos de
Bariloche km. 134
Dopo El Bolson la benzina aumenta di prezzo, così facciamo il pieno con sconto
per l’ultima volta. La giornata è nuvolosa e non promette nulla di buono. Una
cinquantina di chilometri prima di arrivare a San Carlos de Bariloche
attraversando un passo troviamo una bufera di neve con minimo 10 cm. di neve per
terra. Guido piano giù per la discesa e me la cavo senza problemi. Arriviamo a
San Carlos sotto la pioggia. Poiché presumo che staremo in albergo gran parte
del giorno ne prendiamo uno comodo. Troviamo l’hotel Aconcagua e ci fermiamo
subito, non ho nessuna voglia di guidare col brutto tempo.
Passiamo tutto il giorno in giro per Bariloche e piove parecchio. Ci fermiamo a
guardare, e non solo, i bei negozi di cioccolato. Verso sera il tempo migliora
ma ormai la giornata è andata.
Hotel Aconcagua $ 240
Mercoledì 03.11.04 San Carlos de Bariloche –
Villa La Angostura km. 156
Oggi spunta il sole e decidiamo di visitare il parco nazionale Nahuel
Huapi e l’omonimo lago. Villa La Angostura è adagiata sulla sponda del lago e
troviamo alloggio presso un nuovo hotel in centro.
In realtà Villa La Angostura è la meta di villeggiatura degli argentini e a
parte il lago non è che ci sia molto da vedere. Molto panoramica e con molto
verde. Nel pomeriggio facciamo un'escursione fino alla frontiera con il Cile poi
torniamo indietro.
Di sera ceniamo non male in una bella e rustica pizzeria.
Hotel dos Morros $ 135

parco Nahuel Huapi
Giovedì 04.11.04 Villa Angostura - Cipolletti
km. 560
Gli ultimi giorni ho fatto poca strada e oggi ci dobbiamo muovere perché
dobbiamo essere domenica a Buenos Aires per il rientro in Italia.
Vogliamo passare per San Martin de los Andes e per arrivarci dobbiamo fare la
strada panoramica dei sette laghi, la quale si è molto panoramica, ma durante i
suoi circa 60 chilometri troviamo del fango, della neve ed a tratti anche del
ghiaccio e come ciliegina sulla torta la strada è in sterrato. Alla faccia del
panorama, sono contento quando ne esco.
Dopo San Martin de los Andes proseguiamo fino a Cipolletti dove troviamo
alloggio lungo la statale, presso l’ACA. Automovil Club Argentino. L’alloggio è
spartano ma il ristorante offre dei filetti al pepe che sono la fine del mondo.
ACA $ 85
Venerdì 05.11.04 Cipolletti - Bahia Blanca km.
533
Oggi ci aspetta una tappa di trasferimento. Da Cipolletti percorriamola
strada N 22 fino a Bahia Blanca. Questa strada separa la Patagonia dalle pampas
argentine. Il paesaggio è molto brullo e senza niente di particolare da vedere.
Nelle vicinanze di Rio Colorado, si attraversa un paesetto con delle collinette
di granito, dove sopra c’è un’enorme statua di un’aquila che domina il
paesaggio. Il tutto è abbastanza affascinante, ma è anche l’unica emozione della
giornata a parte il cavallo che ho dovuto schivare strada facendo.
Ci fermiamo ancora all’ACA lungo la strada anche se ci sono delle offerte
migliori. Stasera voglio mangiare ancora una volta il filetto al pepe. Infatti,
il menu è uguale a quello di ieri e la preparazione idem.
ACA $ 112
Sabato 06.11.04 Bahia Blanca – Cañuelas km. 632
Questa sera devo essere a Buenos Aires perché domani si parte. Ci dirigiamo
verso nord lungo la 33 poi la 76 e la 51, quindi la N3 fino a Cañuelas, che
dista una ventina di chilometri dall’aeroporto d’Ezeiza.
Lungo la strada ci fermiamo a visitare i piccoli e simpatici villaggi turistici
di Villa Ventana e Sierra de la Ventana. La strada continua poi monotona fino a
Cañuelas, monotonia interrotta solo da mandrie di centinaia di bovini (forse
migliaia?) accompagnati dai tipici gauchos argentini.
La sera ci ospediamo presso l’hotel Libertad e andiamo a cenare in un vicino
ristorante italiano che prepara dell’ottimo bifè de chorizo. L’ultimo. Come
dessert prendiamo del dulce de leche con panna e mi faccio dare la
ricetta che prepareremo spesso a casa.
Prima di cena siamo andati a comprare dei tipici dolcetti ripieni chiamati
alfajores che porteremo in Italia assieme ai souvenir.
Chiamiamo l’Europcar e diamo appuntamento per le 9 di mattina ad Ezeiza.
Hotel Libertad $ 80
Domenica 07.11.04 Buenos Aires km 20
Alle ore nove siamo puntuali all’aeroporto. E puntuale è anche l’incaricato
dell’Europcar.
Lasciamo le valigie in custodia all’aeroporto, consegniamo la macchina e ci
facciamo portare al centro di Buenos Aires. Andiamo poi a visitare La Boca e
Caminito e di seguito il mercato domenicale di San Telmo dove facciamo gli
ultimi acquisti. Andiamo a pranzare in un ristorantino tipico a San Telmo con
specialità argentine. Camminiamo poi fino all’Avenida 9 de Julio ed il teatro
Colon. Continuiamo ancora a piedi fino al Cimitero di Recoleta dove ammiriamo le
tombe di persone che hanno fatto la storia argentina, fra le quali anche quella
d’Eva Peron. È incredibile la quantità di turisti e bancarelle che ci sono
attorno al cimitero, si direbbe quasi una sagra. Prendiamo un taxi e ci facciamo
portare in centro, alla calle Florida per visitare gli ultimi negozi. Il tutto è
molto pittoresco. Per le strade del centro cammina molta gente. In ogni angolo
si esibiscono musicisti e artisti di strada.
Verso sera, stanchi, ci facciamo portare in taxi all’aeroporto e recuperiamo le
valigie. L’aereo dovrebbe partire alle 23.30 ma a causa non so di che cosa siamo
partiti alle tre del mattino.
Nella lunga attesa in aeroporto decidiamo che l’anno prossimo torneremo per
visitare il nord del paese.
Mi sono rimasti alcuni pesos e non trovo niente di meglio che comprarmi
presso il duty free ancora degli alfajores.
Il volo di ritorno è stato molto movimentato. Al momento della cena uno sbalzo
di pressione ha fatto volare molti vassoi, completi con i cibi e le bibite
contro il soffitto dell’aereo. Le hostess hanno provato a servire la cena a più
riprese e alla fine ci sono riuscite solamente al terzo o al quarto tentativo.
L’aereo sobbalzava e scricchiolava ed io che durante tutto il viaggio in
Argentina non avevo bevuto niente d’alcolico mi sono fatto dare con la cena due
bottigliette di vino. Ho dormito in pratica sino all’arrivo a Roma, alla faccia
della pressione atmosferica.

Buenos Aires/La boca
Conclusione:
Abbiamo percorso 7.984 chilometri dei quali circa
1.400 di sterrato. È stata dura, ma ripartirei subito.
mfmm2006@libero.it
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